TERRORE SUI MERCATI!

Scritto il alle 11:00 da icebergfinanza

The VIX Index Always Predicts Terrorist Attacks (?)

Lasciamo per un attimo da parte quanto accadde prima dell’attacco dell’11 settembre del 2001 sui mercati finanziari, lasciamo da parte l’ipotesi che qualcuno solitamente ben informato sapesse qualcosa, lasciando il compito di scoprirlo alla storia.

Due settimane fa tra i miei indicatori preferiti ho notato l’anomalia di un indice VIX stranamente in crescita proprio quando in mercati salivano in maniera armonica prospettando chissà quale meraviglioso rally di Natale. Chiaro, qualcuno non era affatto tranquillo e quel qualcuno visti i volumi non era un signor nessuno.

Stefano Fugazzi sul suo blog ABC Economics propone oggi un’interessante ricerca sul comportamento dell’indice VIX Chicago Board Options Echange Volatilty Index  un indice sulla volatilità calcolato dal più grande mercato mondiale di opzioni a partire dal 1993, prima degli ultimi attacchi terroristici e in occasione dell’ undici settembre.

Prima questa premessa in italiano

#ParisAttacks L’Indice della Paura VIX ci aveva messo in stato di allerta

Eventi osservati

  • 13 November 2015: Paris Attacks
  • 7 January 2015: Charlie Hebdo Shootings, Paris
  • 7 July 2005: London Bombings
  • 11 March 2004: Madrid Train Bombings
  • 11 September 2001: World Trade Centre, New York

Risultati

  • in all the instances the Index increased in the 5 trading days prior to the terrorist event i.e. the VIX closing value on day -5 is always lower than the close on the day of the event;
  • with the except of 9/11, the VIX Index closed lower on the day following the attacks;
  • on 9/11 the VIX did not trade as the attacks struck the Twin Towers before the Chicago Stock Exchange opened. Additionally, normal trading activity did not resume until 17 September 2001.

 

vix1

 

vix2

 

vix3

 

vix4

 

vix5

Preliminary conclusions

The above mentioned patterns may indeed have happened by chance, i.e. other elements may have determined the VIX Index to increase prior to the terrorist acts (on the broad assumption that the markets, of course, could not possibly anticipate their occurrence)…

Le dinamiche menzionate effettivamente potrebbero essere avvenute casualmente, ovvero altri elementi possono avere contributio a far aumentare l’indice VIX prima degli atti terroristici, il tutto basato ovviamente sul presupposto che i mercati non hanno alcuna possibilità di prevedere tali eventi…

…o forse chissà, la casualità sui mercati è naturalmente di casa! ;-)

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9 commenti Commenta
madmax
Scritto il 17 novembre 2015 at 11:10

Aggiungo un’ informazione, andatevi a leggere questo report: http://gao.gov/assets/680/673641.pdf
A pagina 18 trovate un terrificante grafico, ovvero il 58% del debito US, va a scadenza nei prossimi 4 anni !!!!!
Stiamo parlando di qualcosa come 7408 Miliardi da raccattare nei prossimi 4 anni….roba da far tremare le vene ai polsi :)

francia r
Scritto il 17 novembre 2015 at 13:31

Scherzi …. basta far girare un pò in straordinario le varie rotative e di dollaroni te ne stampano pure il doppio e magari ci aggiungono uno “0” … tanto che cambia?
Il bello del dollarone è che ne stampi quanti vuoi e sono tutti happy happy. Gli unici che hanno dei problemi sono gli altri invidiosi, quelli che devono rendere conto delle loro valute e delle loro spese …. ok, le valute degli amici “veri” restano “incastrate” in commode gabbie di cambio stante tutte le porcate, come al solito … i soliti barboni invece devono schiattà e pagare per tutti.

reragno
Scritto il 17 novembre 2015 at 14:28

Per tutti quelli che credono ancora che gli asino volino e tante altre panzane.

E’ evidente che Hollande, come pure Obama e altri potenti della terra fossero già al corrente dell’attentato prima ancora che accadesse.
Il fatto poi dell’indice Vix che sale prima degli attentati è a dir poco eclatante: quante balle ci raccontato ogni giorno i mezzi di informazione.
Sono pronti a fare scoppiare una III guerra mondiale, siamo in mano a dei pazzi.

madmax
Scritto il 17 novembre 2015 at 14:45

Qualcuno per favore li faccia smettere se no qua la III comincia davvero!
Leggetevi queste e poi traete voi le conclusioni:
US arma la Saudi Arabia con tempismo perfetto lo scorso Venerdi’: http://mobile.reuters.com/article/idUSKCN0T51NC20151116

gnutim
Scritto il 17 novembre 2015 at 16:02

scusate non è in argomento ma la notizia mi pare assai strana e interessante:

Intesa SanPaolo: ceduta quota del 5,7% di Bankitalia per 430 milioni di euro.

E chi compra le quote sopravvalutate della banca d’italia? a fondi pensione: Enpam, Inarcassa, Cassa Forense, Enpaia, Cassa Ragionieri e Banca del Piemonte.

Come mai? Non doveva essere un investimento per pigliarsi l’oro di Bankit?

Allora forse intesa vuole alleggerire il rischio italia???

stanziale
Scritto il 18 novembre 2015 at 07:24

gnutim@finanza,

C’era una imposizione governativa -forse di 2 anni fa-che entro fine 2015 non si poteva detenere una quota oltre il 4% (mi pare) di bankitalia, quindi unicredit ed intesa dovevano vendere le quote in eccedenza..poi non si e’ piu’ saputo nulla.

madmax
Scritto il 19 novembre 2015 at 09:45

stanziale@finanza,

Caro Stanziale,
Hai ragione ma non dimentichiamo una cosa, chi sta al tavolo, ovvero chi negozia e chi ci rappresenta. Credimi io bazzico come consulente tante istituzioni o eventi EU, e ti devo dire che spesso i piu’ impreparati, pressapochisti sono i nostri rappresentanti, che poi danno buca agli eventi informali dove di fatto si decidono le cose. Ho partecipato ad eventi in cui l’unica presentazione non in inglese era in italiano con il rappresentante italiano che non era in grado di parlare altro che l’italiano. Come pensi che possa influenzare qualcosa? Se poi vai a cercare il CV della persona (in italiano) si legge che parla inglese e francese!!!
Spesso non contiamo nulla perche’ chi mandiamo e’ scarso, lo so che mi piange in cuore ma e’ cosi’. Prendi il “casting” per gli europarlamentari dei 5stelle non serve la conoscenza dell’inglese o di altre lingue…che facciamo i segnali di fumo????
Quanti europarlamentare trombati in Italia parcheggiamo a Brussels piu’ interessati allo stipendio che a fare il proprio dovere? E sperare di tornare in Italia?
Saluti

madmax
Scritto il 19 novembre 2015 at 09:45

stanziale@finanza,

Caro Stanziale,
Hai ragione ma non dimentichiamo una cosa, chi sta al tavolo, ovvero chi negozia e chi ci rappresenta. Credimi io bazzico come consulente tante istituzioni o eventi EU, e ti devo dire che spesso i piu’ impreparati, pressapochisti sono i nostri rappresentanti, che poi danno buca agli eventi informali dove di fatto si decidono le cose. Ho partecipato ad eventi in cui l’unica presentazione non in inglese era in italiano con il rappresentante italiano che non era in grado di parlare altro che l’italiano. Come pensi che possa influenzare qualcosa? Se poi vai a cercare il CV della persona (in italiano) si legge che parla inglese e francese!!!
Spesso non contiamo nulla perche’ chi mandiamo e’ scarso, lo so che mi piange in cuore ma e’ cosi’. Prendi il “casting” per gli europarlamentari dei 5stelle non serve la conoscenza dell’inglese o di altre lingue…che facciamo i segnali di fumo????
Quanti europarlamentare trombati in Italia parcheggiamo a Brussels piu’ interessati allo stipendio che a fare il proprio dovere? E sperare di tornare in Italia?
Saluti

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