UNIONE BANCARIA:IL RITORNO DELLE ZOMBIE BANKS

Scritto il alle 11:29 da icebergfinanza

 

Mentre diamo una rapida occhiata a quello che è accaduto negli ultimi due giorni, nel fine settimana riproponiamo un articolo per noi fondamentale per comprendere quello che è accaduto negli ultimi trenta anni e quello che sta accadendo oggi al di là della questione euro.

Dopo il crollo della produzione industriale e degli ordinativi dell’industria manifatturiera puntuale arriva la battuta di arresto di quello europeo, giusto, giusto per sognare un euro più forte come vogliono alla BCE e in Germania, perchè sai sei l’euro è forte è perchè i mercati ci credono e si fidano dell’euro.

Si un euro fortissimo al capezzale del quale si presenta l’ennesimo premio Nobel, che sognava un’unione fantastica…

Via dall’euro, al più presto”. L’avvertimento arriva nientemeno che dal premio Nobel per l’economia Christopher Pissarides. L’economista un tempo era sostenitore della moneta unica ma, viste le conseguenze, ha cambiato decisamente rotta…

“L’Euro non sta facendo altro che dividere l’Europa, portando molti paesi alla rovina. Bisogna prendere decisioni drastiche per ridare credibilità al mercato europeo: l’Euro quindi dovrebbe essere smantellato il più velocemente possibile per salvaguardare la crescita e l’occupazione”

Ma Pissarides, in una conferenza alla London School of Economics, rincara la dose: “L’Euro ha creato una generazione perduta di disoccupati senza futuro. Questo non è quello che i “padri fondatori” dell’Euro hanno promesso. E’ chiaro che è un sistema fallito e insostenibile”. Il MattinOnline

Sino ad oggi a partire dal secolo scorso ne ho contati ben sette di premi Nobel, ovviamente populisti, demagoghi, euroestremisti o euroscettici, che hanno cambiato idea o meglio avvertivano che l’unione europea così come era stata progettata non avrebbe in alcun modo funzionato.

Ma lasciamo perdere questi pericolossisimi e sovversivi eurocontrarian e occupiamoci di quello che accade nel nostro Paese dove un solo giorno dopo la fiducia concessa al governo Letta, incomincia lo sport nazionale del salto della quaglia, dove il presunto braccio destro dell’ammazza forconi Alfano minaccia… “Nei prossimi 15 giorni”, al più “subito dopo la Befana”, aveva spiegato il ministro per le Riforme, questa maggioranza o trova un accordo” su legge elettorale e riforma del bicameralismo “o va in crisi. E allora ognuno si prenderà le sue responsabilità”. D’altro canto il sindaco di Firenze era stato chiarissimo “Temo che Angelino Alfano voglia perder tempo e menare il can per l’aia” sulla riforma della legge elettorale…

Affascinante no, basterebbe una brezza invernale per spazzare via dal Parlamento, l’immondizia politica ammassata sugli scrani, ma loro no, vota la fiducia e il giorno dopo minaccia la crisi, se ne vanno dal padre padrone sostenendo che non possono far cadere il Paese in una crisi irreversibile e quando si tratta si salvare loro stessi, minacciano la caduta del governo, squallore infinito!

Ieri su Twitter chiedevo conto ad Enrico Letta della sua promessa sul finanziamento ai partiti, chiedevo lumi su questa notizia…

 ROMA – Sui soldi ai partiti il Parlamento gioca a nascondino. E lo fa con una tattica semplice, quella del rinvio continuo.  Lo fa nonostante Enrico Letta, nel chiedere la fiducia alle Camere l’11 dicembre abbia detto che il governo è pronto a usare “tutti gli strumenti disponibili” se il Parlamento non fa quanto deve entro fine anno. Un modo, neppure troppo sottile, per dire che è pronto ad agire per decreto.  Ma il Parlamento delle minacce di Letta se ne infischia. Entro fine anno non sarà votata: un modo per non mandare nulla a regime prima del 2015. Soldi ai partiti, Parlamento gioca a rinvio continuo. Legge slitta al 2015

Puntuale è arrivata la risposta…Letta su Twitter: "Stop al finanziamento pubblico ai partiti"

Dall’Alpi alle Piramidi, dal Manzanarre al Reno, di quel securo il fulmine tenea dietro al baleno; scoppiò da Scilla al Tanai, dall’uno all’altro mar. Fu vera gloria? Ai posteri l’ardua sentenza!

Nel frattempo sembra che l’Ecofin facciano fatica a trovare un accordo su come gestire i fallimenti venturi delle banche tedesche ed austriache… ExBayernLB Board Partly Cleared By Expert on Hypo Alpe, SZ …  Among the eight former managers charged in the case are ex- head Werner Schmidt, and Michael Kemmer, now the head of the Association of German Banks. …ma come c’è dentro anche l’attuale boss della corrispondete ABI tedesca, ma non erano integerrimi questi meravigliosi manager tedeschi, come suggerisce il nostro Raffaele …8) saranno gli azionisti e gli obbligazionisti a pagare il conto dicono loro, ma la storia insegna che…

La storia insegna che tutte le regole e le decisioni prese, andavano applicate all’inizio della crisi, è quello che Icebergfinanza scrive da ormai sei anni, le banche tecnicamente fallite andavano nazionalizzate, preservato il risparmio spazzando via il capitale di rischio e in parte anche le obbligazioni. Ora sarà più difficile e questo non mancherà di scatenare una nuova tempesta sulle banche zombie che ancora circolano per il sistema finanziario.

Lady & Gentleman sarà forse la leggendaria Austria la prima a dare il via all’esperimento bail in … made in Hypo Alpe Adria ?

Per il momento mi fermo qua, i lettori sostenitori di Icebergfinanza sanno dove guardare per osservare il ritorno delle zombie banks!

Draghi: l’unione bancaria non può essere considerata «una panacea» 

BRUXELLES – Il presidente della Banca centrale europea Mario Draghi ha avvertito stamani che la nascita di una unione bancaria non può essere considerata «una panacea» nell’obiettivo di stabilizzare la zona euro. È un aspetto «necessario ma non sufficiente» per spezzare il circolo vizioso tra bilanci bancari e bilanci sovrani. A proposito delle prossime valutazioni dei conti bancari, il banchiere centrale ha spiegato che le obbligazioni pubbliche verranno valutate «come qualsiasi altro attivo».

… ha spiegato che le obbligazioni pubbliche verranno valutate «come qualsiasi altro attivo»… ha spiegato che le obbligazioni pubbliche verranno valutate «come qualsiasi altro attivo»… ha spiegato che le obbligazioni pubbliche verranno valutate «come qualsiasi altro attivo».

… Draghi ha detto: «Se mai dovessimo decidere a un certo punto una nuova operazione di rifinanziamento a lungo termine, questa sarà preparata e messa a punto in modo da facilitare i flussi di credito all’economia».

Se mai dovessimo? Se mai dovessimo cosa, cosa state aspettando, il cadavere sulla riva del fiume?

Rispondendo a una domanda su come la Bce intende valutare le obbligazioni pubbliche nei bilanci bancari, Draghi ha sottolineato che i titoli sovrani verranno giudicati «come qualsiasi altro attivo». Preoccupa, dentro e fuori la Bce, il fatto che molti istituti di credito non diversifichino a sufficienza gli attivi in bilancio, accettando una sovraesposizione al debito nazionale, e complicando in questo modo il tentativo di spezzare il legame tra bilanci sovrani e bilanci bancari.

Parlando al Financial Times, il capo economista della Bce Peter Praet ha detto che la banca potrebbe chiedere agli istituti di credito di dotarsi di una quota di capitale a fronte dei titoli di Stato detenuti in bilancio per scoraggiare un acquisto eccessivo di obbligazioni e viceversa incentivare il credito all’economia. Infine, in tema di politica monetaria, Draghi ha confermato stamani che la Bce non vede rischi di deflazione. Tuttavia quest’ultima «è pronta e capace di agire» per evitare una spirale deflattiva.

Abbastanza chiaro il messaggio? Siete pronti per una nuova crisi euro? Siete pronti per una nuova crisi Italia …ma non solo?

Oltre 350 miliardi di titoli di stato sono in mano alle banche italiane, che facciamo mark to mark o mark to fantasy.

Per tutti coloro che sognano l’Europa dell’unione bancaria…

L’unione bancaria è un’altra vittoria della Germania, o per essere più precisi del team Merkel/Schäuble, rimarca il commentatore di Financial Times e Der Spiegel Wolfgang Münchau. « Questa settimana abbiamo registrato un’altra vittoria grandiosa di questa squadra. L’unione bancaria è stata seppellita, naturalmente non in modo ufficiale. Si festeggia questo accordo come un simbolo, come un segno della disponibilità a salvare l’euro ad ogni prezzo. Sono solo chiacchiere». Münchau rimarca come sia stata sorprendente l’obbedienza degli altri paesi europei alla volontà tedesca, visto l’isolamento della Germania in questa trattativa. Da tempo però non si parla più di affidare al fondo salva euro Esm la diretta ricapitalizzazione delle banche, su esplicito veto di Berlino. L’unione bancaria nei prossimi dieci anni rimarrà un’istituzione prettamente nazionale. La Spagna dovrà decidere se chiudere una banca o meno, e dovrà finanziare questo intervento da sola. Il contribuente tedesco può respirare, e il commentatore di Der Spiegel riconosce una notevole acribia al ministro delle Finanze Wolgang Schäuble. Giornalettismo

Maledetti euroscettici, la finite o no di guardare la pagliuzzina nell’occhietto di Angelina?

Nel frattempo in America va che è una meraviglia, si vendono più ciabatte a debito ovviamente e i sussidi di disoccupazione, salgono solo perchè a qualcuno è andato di traverso il tacchino…ma state tranquilli loro hanno sempre la risposta ad ogni problema…

Il numero di lavoratori americani che per la prima volta hanno fatto richiesta per ottenere i sussidi di disoccupazione negli Stati Uniti è cresciuto bruscamente la settimana scorsa, ma secondo gli esperti la pausa per il ponte del Thanksgiving potrebbe avere distorto il dato.Il rialzo potrebbe infatti essere stato accentuato dal fatto che durante i giorni di vacanza i disoccupati non hanno potuto chiedere i sussidi e dunque si sono affrettati a fare richiesta subito dopo la pausa, aggiungendosi a quelli della settimana successiva.

Ciò che conta è che mentre il mondo intero attende il leggendario tapering… è che come suggerisce il Ceo di uno dei più grandi costruttori edili del paese sussurra…

CEO Ara Hovnanian said that sales slowed from July through September due to higher mortgage rates, the sequester and government shutdown but said sales were back to prior year levels in October and exceeded last year’s levels in November.

 …higher mortgage rates…, noooo chi l’avrebbe mai detto!

 

Spero di essere stato chiaro…noooootapering o al limite un taperiiino piccolo piccolo, come si fa con i bambini capricciosi, per non tirarli via tutto di un colpo il giocattolo preferito, ovviamento il tutto già scontato!

2014/2015 non dimenticatevi questi numeri, tempo due anni e il cerchio si chiuderà!

Sembra che la visione di mercoledi mattina … Per il momento restiamo sulla riva del fiume, laggiù all’orizzonte una piccola tempesta europea ci aspetta… avesse un suo fondamento!

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23 commenti Commenta
stanziale
Scritto il 13 dicembre 2013 at 13:13

Dal post precedente, il cuculo: “la pensione è il risultato di un contratto tra un lavoratore ed un ente previdenziale. può cambiare nel tempo ma le variazioni non possono essere retroattive”.
Guarda Cuculo, a me di solito e’ simpatico chi si mette contro tutti, ma qui sei ancora in torto(o vuoi solo provocare?). Coloro che hanno avuto la fortuna di andare in pensione con il retributivo hanno il gap con il contributivo pagato a spese della collettivita’, cioe’ anche e soprattutto dei precari che versano inutilmente perche’ non ce la faranno a raggiungere il minimo per andare in pensione con i contributi versati (20 anni)…sono mi pare una decina di miliardi all’anno, che in pratica vengono presi ai precari per darli ai pensionati con il retributivo…..e menomale che saresti di sinistra(a me sembra la teoria di superciuk…) , direi semplicemente egoista, a salvaguardia dei redditi familiari (pure di tuo padre) …comunque chi ci ha messo in questa situazione e’ l’euro, perche’ se avevamo ancora la lira sarebbe tranquillamente continuato il retributivo per tutti, probabilmente….
chiedo scusa ad Andrea ora dovremmo commentare il nuovo post, pieno di spunti di riflessione, il riferimento finale al 2014/2015 e’ chiaro (aumentera’ la curva dei tassi americani, forse anche senza il tapering ) e ciao ciao attuali valute fiat(questo almeno penso io). Senza possibilita’ di difendere le nostre industrie perche’ non possiamo svalutare, ci arriveremo a pezzi…..bisogna uscire dall’euro SUBITO.

italiapersempre
Scritto il 13 dicembre 2013 at 16:02

scusa ma non si capisce niente di quello che hai scritto… sviscerare di più anziché lasciar solo ad intendere ciò che riportano altri sarebbe bello, anche perchè draghi dice una cosa e si capisce una cosa ( ossia che sta cercando una velata glass steagall, divisione tra bilanci sovrani e bilanci bancari ) e tu la interpreti in altro modo, come nuova crisi

in quanto all’ unione bancaria,misembra che munchau sia anche lui su un altro pianeta

infatti la merkel ha fatto di tutto per non avere l’ unione bancaria ( che nonè una buona idea comunque, visto che è come passare l’ aids a tutti ), perché in questo modo le banche dei landers non potranno andare avanti a taroccare i bilanci come fanno già da adesso… e la paura di merkel e company è proprio quella.

quesalid
Scritto il 13 dicembre 2013 at 16:07

Come abbandonare l’austerità senza abbandonare l’Euro

Di Rob Parenteau

Prima di tutto, se un governo smette di avere una moneta propria, non sta soltanto cedendo ‘il controllo sulla politica monetaria’…se un governo non ha più una sua banca centrale dalla quale prelevare denaro senza interessi, le sue spese potranno essere finanziate soltanto ricorrendo al mercato dei capitali, in competizione con tutti gli altri attori economici, e questo può risultare eccessivamente oneroso, specialmente nei casi di ‘estrema urgenza’…Il pericolo è che i vincoli di bilancio nei quali i singoli governi si impegnano finiscano per produrre una spinta deflazionaria che imprigiona l’Europa intera in una depressione dalla quale non sarà più in grado di tirarsi fuori.
Così scriveva il defunto Wynne Godley in un articolo su l’Observer dell’Agosto 1997, ‘Curried Emu’. I difetti del progetto Euro erano in effetti ben evidenti prima del suo lancio – almeno per quegli economisti che volevano prendersi il rischio professionale di adottare analisi economiche eterodosse. La diagnosi precoce di Wayne è andata molto vicina ad identificare il difetto principale nel progetto dell’Eurozona – una convinzione quasi teologica che il riaggiustamento dei prezzi nel mercato libero sono una forza sufficiente a riportare le economie nel solco della crescita e del pieno impiego.
Perchè, altrimenti, i decisori politici avrebbero acconsentito a cedere molto del loro potere discrezionale in ambito di politica monetaria e politica dei cambi, due strumenti che erano stati convenzionalmente utilizzati per stabilizzare la crescita economica? Si può sposare la tesi del consolidamento delle politiche fiscali solo se si è convinti, in maniera quasi teologica, che i mercati si stabilizzeranno automaticamente se lasciati a sé stessi.
Il fallimento dell’esperimento neoliberista è anche troppo evidente, La Grecia, ad esempio, ha attraversato una traiettoria economica nella scorsa decade che, in molti aspetti, ricorda quella degli Stati Uniti durante la Grande Depressione. Se la reazione immediata dei politici a questo esperimento fallito è quella di uscire dell’Euro, i costi a breve termine di questa scelta possono essere estremamente alti. Il deprezzamento immediato delle eventuali nuove valute introdotte sul mercato dei cambi internazionale farà probabilmente aumentare il costo dei beni importati e gli investitori esterni si ritireranno da questo mercato, almeno fino a che questa nuova valuta non abbia raggiunto il minimo. Nel caso della Grecia, con l’energia, le derrate alimentari e le medicine che rappresentano una larga fetta delle importazioni, la scelta di lasciare l’Euro si tradurrebbe con buone probabilità in ulteriore danno economico e destabilizzazione. Lasciare l’Euro non appare una opzione fattibile – almeno di non accettare il rischio di introdurre ulteriore instabilità.
Allora il compito diventa quello orientare correttamente la bussola politica – cioè, abbandonare l’austerità senza abbandonare l’Euro. La seguente proposta introduce un meccanismo di finanziamento alternativo, assieme con i paletti per minimizzare l’abuso di questo meccanismo, che potrebbe essere l’orientamento auspicabile per la bussola politica.
Se siamo d’accordo con Wynne Godley, cioè che la separazione della politica monetaria della banca centrale dalla politica fiscale è il difetto principale nella costruzione dell’Eurozona e se riconosciamo tutti che il consolidamento fiscale espansivo promesso cinque anni fa tutto è stato fuorchè espansivo, allora risulta chiaro che la domanda effettiva deve essere stimolata con altre misure. Se la domanda di investimenti dal settore privato continuerà ad essere debole (in particolare in relazione alla scelte di risparmio delle famiglie) e se il miglioramento della bilancia commerciale viene ottenuto sostanzialmente attraverso una contrazione dell’import (a causa di una domanda interna in contrazione), allora la crescita economica può essere ottenuta solo se i governi abbandonano le misure di austerità. Detto in parole povere, gli stati periferici dell’Eurozona debbono riguadagnare il controllo delle loro politiche fiscali e debbono perseguire delle politiche di piena occupazione.
Per ottenere ciò, occorre che ogni nazione della periferia dell’Eurozona adotto unilateralmente la seguente politica. Il Governo emetterà immediatamente delle note che rappresentano introiti fiscali anticipati (introiti fiscali futuri) ai dipendenti pubblici, ai fornitori della pubblica amministrazione ed ai beneficiari dei trasferimenti governativi. Questi introiti fiscali anticipati, che sono strumenti ben noti di finanza pubblica in molti stati degli USA, debbono avere le seguenti caratteristiche: zero coupon (nessun interesse), perpetui (significa senza rimborso del capitale, senza scadenza e perciò che non comportano aumento del debito pubblico), trasferibili (possono essere ceduti a terze parti su mercato aperto) e denominati i Euro. Inoltre, cosa più importante, queste note di anticipo fiscale dovrebbero essere accettate a valore nominale dal governo come pagamento fiscale da parte dei privati. Le note di anticipo fiscale potrebbero essere distribuite elettronicamente nei conti correnti bancari di aziende e famiglie attraverso un sistema criptato e sicuro, o potrebbero essere inviati come certificati preferibilmente con valore nominale di 50 o 100 Euro. Sostanzialmente, il governo sta cartolarizzando le tasse future dei suoi cittadini e sta creando un vasto credito fiscale che non viene conteggiato come debito nel suo bilancio e che non richiede un flusso di pagamento di interessi.
Un vantaggio di questo approccio alternativo di finanziamento e che dal primo giorno, il governo che emette queste note di anticipo fiscale (potremmo chiamarle G-note per la Grecia, I-note per l’Italia, S-note per la Spagna) è in grado di aumentate il deficit fiscale necessario per far ritornare l’economia verso un percorso di pieno impiego. Viene così abbandonata l’austerità, senza abbandonare l’Euro.
Il costo esplicito di questo approccio imporrebbe l’imposizione di multe se si viola il tetto del 3% del rapporto deficit PIL previsto dal Patto di Crescita e Stabilità- Però, visto che la Germania ha apertamente violato questa soglia durante l’ultima decade senza essere multata, quello che va bene per il gallo va bene anche per la gallina. In più, se lo stimolo fiscale riesce a rivitalizzare l’economia, l’introito fiscale aumenterà, ed il rapporto deficit PIL calerà di nuovo. Dopo tutto, il risultato dei recenti consolidamenti fiscali è stato un aumento del rapporto debito PIL e non una sua diminuzione, visto che l’austerità fiscale ha ridotto il PIL nominale e prodotto un declino dei redditi individuali. Da ultimo, nelle nazioni in cui il deficit corrente è maggiore del 3% del PIL, le regole della partita doppia implicano che quelle nazioni sono costrette a violare la regola del 3% se il loro settore privato domestico viene escluso dai benefici di una spesa da deficit.
In aggiunta, l’uso di queste note di anticipo fiscale tenderà a liberare una massa di Euro per i pagamenti del debito pubblico detenuti da investitori esteri. Gli Euro così liberati possono anche essere utilizzati per pagare le importazioni di beni essenziali quali beni alimentari, energia e farmaci, almeno fino a che la politica fiscale non renda possibile la produzione nazionale di questi beni. Con il restringimento dei bilanci sia della BCE che delle banche commerciali avvenuto lo scorso anno, l’offerta di Euro si sta contraendo. Questa contrazione dei bilanci bancari sta rendendo più difficile per ciascun paese acquisire più moneta vendendo asset o beni commerciabili ai detentori (e, più importante, ai creatori) di Euro.
Naturalmente, per costruire un simile meccanismo alternativo di finanziamento, occorre che alcune nazioni rafforzino il meccanismo di riscossione delle entrate fiscali. L’emissione di queste note verrebbe anche aiutata da una più equa distribuzione del carico fiscale. Per raggiungere questo obiettivo, occorre che i cittadini si riapproprino delle loro democrazie da quello che Jamie Galbraith ha definito lo stato predatore. In caso contrario c’è il rischio che i programmi facilitati dall’emissione delle note di anticipo fiscale non diventino niente altro che una ulteriore forma di padrinaggio politico.
Una seconda critica a questa modalità alternativa di finanziamento è che essa offrirebbe una via di accelerazione veloce dell’inflazione, visto che alcuni vincoli al bilancio pubblico verrebbero ridotti o rimossi. Per risolvere questo problema, sarebbe compito della banca centrale di ciascun paese assumersi la responsabilità non solo di monitorare l’inflazione, ma anche di creare un sistema di allarme preventivo di una possibile accelerazione dell’inflazione. Entrambi i compiti potrebbero essere supervisionati e valutati da una terza parte – per esempio il Fondo Monetario Internazionale o un staff apposito della BCE.
Delle regole severe dovrebbero essere applicate secondo le seguenti linee: se l’inflazione in una nazione accelera oltre diciamo il 4% all’anno per sei mesi, il Ministero del Tesoro di quella nazione deve implementare una diminuzione della spesa pubblica del 5%. Questa diminuzione rimane in atto fino a che l’inflazione non sia calata sotto il 4% per almeno sei mesi. Dovrebbe essere anche previsto un meccanismo per aumentare questo tipo di intervento nel caso in cui l’inflazione continuasse ad accelerare. In alternativa, si potrebbero aumentare le tasse sui contribuenti per creare un conto di risparmi differiti, tipo quello impiegato oggi da Singapore, e simile a quello che Keynes propose per l’Inghilterra durante la Seconda Guerra Mondiale.
In aggiunta, indagini pubblico/private in specifici settori che rappresentano dei colli di bottiglia nella produzione sono in grado di redirigere la spesa in infrastrutture per eliminare questi colli di bottiglia. Si possono anche istituire indagini in settori in cui i profitti sono al di sopra dei normali margini o in cui i salari reali crescono in eccesso rispetto ai guadagni di produttività. Pre fronteggiare le pressioni inflazionistiche si possono prevedere anche aumenti di tasse per profitti eccessivi, incentivando un alto tasso di reinvestimento, come pure contrattazioni collaborative in caso di richieste aggressive richieste salariali. Usare queste note di anticipo fiscale per implementare un datore di lavoro di ultima istanza è un altro modo per stabilizzare gli effetti dell’inflazione. In altri termini, non è difficile creare meccanismi politici lato domanda e lato offerta che sono in grado di ridurre i rischi di accelerazione dell’inflazione, una volta che la politica fiscale sia stata liberata. Dopo tutto, è proprio la paura di un esito di questo genere una delle ragioni per cui l’Eurozona è stata creata con quella separazione netta tra la banca centrale e la politica fiscale che Wynne Godley notava nella citazione di apertura.
L’austerità si è dimostrata un disastro in quasi tutti i fronti. E’ ora di abbandonare le concezioni fatali dei neoliberisti. Le economie non sono naturalmente guidate verso il pieno impiego non appena si lascino liberi i prezzi di aggiustarsi. E noi lo sappiamo bene dalle teorie di Keynes, Fisher e Minsky e lo sappiamo ancor meglio dall’esperienza storica – eppure è proprio questa la premessa fondamentale che sta alla base della Unione Monetaria Europea, e del suo fallimento. Questa teologia del “markets uber alles” è risultata essere molto problematica, se non del tutto errata, sia in teoria che in pratica. Il costo umano della concezione neoliberista è stato tragico ed inaccettabile. In più, questo esperimento di neoliberismo malriuscito in tempo reale ha messo in moto dinamiche di polarizzazione sociale e politica – dinamiche che sono palesemente in antitesi con l’originale intenzione unificatrice dietro al progetto dell’Eurozona.
Eppure le nazioni possono, in realtà, uscire dall’inferno delle politiche dell’austerità forzata senza dover affrontare i rischi significativi che comporterebbe una uscita dall’Euro. E’ possibile dirigere in modo corretto la bussola. Attraverso questo meccanismo di finanziamento alternativo, le note di anticipo fiscale, le nazioni possono riguadagnare il controllo della propria politica fiscale e riparare al difetto che fu identificato da Wynne Godley molto prima che il primo Euro fosse coniato. Forse non potrebbe esserci tributo migliore per quest’uomo, ed ai potenti ed utili punti di vista dell’economia eterodossa, ora che i fondamenti e la rilevanza della scuola economica mainstream sono sempre più messi in discussione. Un latro mondo è possibile. Contrariamente a ciò che affermava Lady Thatcher, l’alternativa esiste. Questa alternativa potrebbe essere a portata di mano se l’attuale classe politica ha il coraggio di abbracciare misure politiche innovative, come le note di anticipo fiscale qui proposte.

italiapersempre
Scritto il 13 dicembre 2013 at 16:12

aggiungo anche il resto: l’ intento merkel era usare il MES- di cui Italia è il maggior contribuente- per le sue banche e basta, svuotarlo ( entrò in polemica aperta coi banchieri irlandesi che chiedevano di accedere al MES ) e non avere alcuna unione bancaria per non rivelare che erano i suoi di bilanci a soffrire

mentre con unione bancaria tutti sapranno che la germania è nuda

non è affatto una vittoria per i tedeschi, al contrario, è una necessità a cui si devono piegare, visti i risultati orrendi degli stress test, dove le banche italiane paradossalmente sono quelle che se la sono cavata meglio mentre banche tedesche, francesi, olandesi, inglesi, sono quelle che senza ricapitalizzazione scoppieranno di certo… gli stress test hanno messo in evidenza che il QE o LTRO che dir si voglia è e sarà una tappa obbligatoria

e sarà di dimensioni tali che non solo ilnord europa farà la figura del fesso, ma l’ euro stesso resterà piegato da questa super immissione di liquidità

che ai tedeschi piaccia o no, tutta la loro munnezza non la sistema nè l’ unione bancaria nè il MES, ed è questo che vogliono nascondere

ecco perchè si giocano l’ ultima carta: tentare di far arrivare qui una mini-troika- sono alla frutta, se non succhiano sangue a italia, francia ( sì anche quella ) e sud europa come hanno fatto con la grecia,per loro è finita

icebergfinanza
Scritto il 13 dicembre 2013 at 16:21

italiapersempre@finanza,

“L’unione bancaria nei prossimi dieci anni rimarrà un’istituzione prettamente nazionale”…prettamente nazionale nessuno metterà becco nei bilanci delle banche regionali tedesche nessuno!
Da tempo però non si parla più di affidare al fondo salva euro Esm la diretta ricapitalizzazione delle banche, su esplicito veto di Berlino.

Dopo aver prosciugato le nostre finanze statali per salvare le loro banche ora ogni Stato dovrà arrangiarsi prima con il bail in e poi con l’intervento dello stato.

Statene certi sentirem ancora parlare dei fondi salvastati!

ilcuculo
Scritto il 13 dicembre 2013 at 16:43

stanziale@finanza,

Mio padre non percepisce più alcuna pensione da tre anni purtroppo.

italiapersempre
Scritto il 13 dicembre 2013 at 17:21

icebergfinanza,

no,non è esatto

sarà nazionale ma BCE potrà fare i controlli che vorrà ogni volta che gli istituti bancari ogni sei mesi le forniranno il prospetto dei bilanci tramite stress test, cosa che finora i tedeschi hanno fatto di tutto per impedire… leggiti bene sul sito ECB come va organizzata

è tutt’ altro che una vittoria per lorsignori, del resto le necessità di ricapitalizzazione sono troppo alte e vanno moltiplicate x 10, come hanno evidenziato gli stress test… ( i quali erano avversati da weidmann proprio perchè hanno messo il dito nella piaga… ci trovi tutto, sia l’ esposizione in derivati che il capitale attuale che la cifra di ricapitalizzazione di cui avrebbero bisogno )

italiapersempre
Scritto il 13 dicembre 2013 at 17:24

p.s: certo che è stato prosciugato, nell’ ESM non c’ è più una sola lira ( visto che a pagare siamo stati noi permettetemi l’ uso di questo caro termine ), per questo il QE arriverà

il vero pericolo adesso sono le proposte di schafers, proprio per evitare il Qe che devasterà l’ euro riducendolo come il dollaro, vogliono che qui arrivi la troika… è il tentativo finale di rapina e ricordatevi che napolitano è con loro

italiapersempre
Scritto il 13 dicembre 2013 at 17:26

comunque sarebbe una rapina inutile, perchè tutto il QE dell’ eurozona non copre la loro esposizione, in questo modo anzi, le banche europee verranno fagocitate dagli zombie americani che scoppieranno comunque

ci vuole un bel Qe, è l’ unica strada, ed è quella che i tedeschi fanno di tutto per non percorrere, ma velatamente Draghi ha già annunciato il Litro…

italiapersempre
Scritto il 13 dicembre 2013 at 17:30

italiapersempre@finanza,

scusate, volevo dire ‘ tutto il PIL dell’ EZ non copre la loro esposizione’

stanziale
Scritto il 13 dicembre 2013 at 17:46

ilcuculo@finanza,

Chiedo scusa, sono rammaricato. Anche il mio purtroppo non fece in tempo a godersela.

dorf001
Scritto il 13 dicembre 2013 at 19:18

se è per via di morti, a me sono morti tutti e 2 i genitori. brutto tumore, in malo modo.

per quando riguarda l’euro, ho visto giulio sapelli dire ieri che piaccia o no, usciremo per forza dall’euro. se non vogliamo morire tutti fino all’ultimo.

prima usciamo meglio è. alla faccia di quegli esaltati dei piddini.

via fuori subito.

DORF

veleno50
Scritto il 13 dicembre 2013 at 19:45

dorf001@finanza,

continua vivere su marte

sd
Scritto il 13 dicembre 2013 at 22:20

dorf001@finanza,

DORF spero che in un breve futuro cambi qualcosa sia economicamente che politicamente e non solo per te ma per tutti noi…………come scriveva tempo fà Dante Alighieri “non ti curar di loro ma guarda e passa”.

Allego un pai di link interessanti, uno sull’Ungheria…..grande popolo che in passato ha saputo difendere la propria SOVRANITA, speriamo che ci riescano anche queat volta, potrebbe essere un esempio per altri paesi.
http://www.stampalibera.com/?p=69438#more-69438

Anche un altro che spero non ti demoralizzi ancora di più…..lo sapevi che se fossi un extracomunitario potersti avere un reddito per vivere ? per non parlare del resto.
http://www.stampalibera.com/?p=69379

Alla fine di tutto, quello che conta sono i fatti e la realtà….tutto il resto è aria fritta, ed i fatti purtroppo sono contro di noi.

SD

sd
Scritto il 13 dicembre 2013 at 23:12

dorf001@finanza,

Dorf allego un link si adatta ai giorni nostri:

http://www.youtube.com/watch?v=BqlJwMFtMCs

L’italia è piena di “Mmericani”…………..alle spalle degli altri

SD

mirrortrader
Scritto il 14 dicembre 2013 at 03:00

dorf001@finanza:
[email protected],

sei tu questo? http://lnx.ubyweb.com/blog/wp-content/gallery/varie/somaro.jpg

Si é lui.. e dietro ce il cuCULO.
LA

veleno50
Scritto il 14 dicembre 2013 at 11:29

mirrortrader@finanza,

dorf001 ormai è un caso pietoso non riesce più a collegare il cervello, aiutalo tu che di queste cose te ne intendi parecchio o no?

kry
Scritto il 14 dicembre 2013 at 21:18

mirrortrader@finanza,

Perchè continuare a sparare contro Il cuculo, poverino d’altronde è una razza protetta e parassitaria come quella che alberga a roma. Dai non te la prendere cambia sport fatti una partitina a carte come t’ha invitato. Quello che mi dispiace è che non cambia, persevera in modo diabolico con la sua arroganza, già in altri blog ( intermarketandmore, aiutomutuo e finanzanonstop ) gli hanno storpiato il nickname o più volte richiamato dai gestori del blog in fatto di maleducazione.

mirrortrader
Scritto il 15 dicembre 2013 at 03:32

Si veleno50. Un 64enne.
Sei della stessa pasta dell.orologio a cucu.
Occhio ai forconi.

Scritto il 15 dicembre 2013 at 10:45

Signori, basta insulti please. Ognuno difende i propri interessi, ed è normale. Quello che è il nostro compito è cercare di far capire che quelli che oggi sono i tuoi interessi, possono diventare la tua rovina domani. Per cui, forse è meglio rinunciare al 15% oggi che perdere tutto domani. Ripeto, meglio un uovo oggi che una gallina domani, è una stronzata enorme, se davvero le condizioni sono davvero queste.

veleno50
Scritto il 15 dicembre 2013 at 11:09


mirrortrader@finanza,

mirrortrader@finanza,

togli la me..a che hai attorno a casa col forcone idi..a olimpionico

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