RICHARD KOO…TUTTA COLPA DELLA GERMANIA!

Scritto il alle 14:30 da icebergfinanza

 

 

Ve lo ricordate Richard Koo l’economista di Nomura,  massimo esperto del doppio decennio perduto giapponese uno che la sa lunga sulla dinamica che ha portato l’America e il mondo intero sulle tracce del Giappone, autore tralaltro di un splendido libro dal titolo “The Holy Grail of Macroeconomics: Lessons from Japan’s Great Recession” un’altra delle nostre stelle polari ovvero la crisi giapponese che mi ha permesso di comprendere quello che stava per accadere.

Koo massimo teorico della recession da balance sheet ci dice che la crisi giapponese differisce da quella ordinaria perché i soggetti economici privati – invece di cercare di massimizzare i profitti in base ai dettami dell’”economica” ortodossa – tendono a minimizzare il debito per riparare ai guasti della loro situazione patrimoniale dopo lo scoppio di una bolla di “asset”. Koo ci aiuta con un esempio espresso in forma didattica:

<<Se una famiglia ha un reddito di mille euro e risparmia il 10%, in teoria i 100 euro risparmiati saranno presi dal settore finanziario e prestati a chi li userà per il meglio facendo muovere l’economia. Se la domanda per questi 100 euro è insufficiente, i tassi di interesse saranno abbassati per incentivarne la richiesta; se eccessiva, i tassi saliranno. Ma se tutto il settore privato è concentrato a minimizzare il suo debito, non ci saranno richieste per questi 100 euro anche in un contesto di tassi zero: nell’economia circoleranno solo i 900 euro spesi e confluiti nel reddito di qualcun altro. Se però anche costui risparmia il 10% solo 810 euro saranno spesi. Poiché il ripristino di una sana situazione patrimoniale richiede molti anni , anche quei 90 euro non saranno erogati in credito, e l’economia si contrarrà a 810 euro, poi a 730 e così via >>. (…)

Koo sostiene insistendo …sul fatto che quando si entra in recessione da balance sheet è sbagliato focalizzarsi solo sui deficit di bilancio ignorando i surplus del risparmio privato e il deleveraging (2) bancario. Secondo l’economista giapponese il contrasto in Europa si risolve in una contrapposizione tra chi auspica che la Bce diventi prestatore di ultima istanza e chi, come la Germania, si oppone discutendo di “azzardo morale” e di rischi inflazionistici e proponendo l’imposizione preliminare di un risanamento fiscale ai Paesi più indebitati. Koo ritiene che Draghi si stia districando abbastanza bene mentre le sue critiche, come tanti altri commentatori, si concentrano sulla Merkel e sull’Eba, ma soprattutto su quest’ultima, che sta costringendo ad una forte ricapitalizzazione le banche europee limitando ancora di più le possibilità di credito all’economia “reale”. E a tale proposito egli ritiene che per limitare la stretta creditizia generalizzata (il credit crunch), ormai già in atto, potrebbe essere efficace una iniezione diretta di capitali pubblici negli istituti bancari e ancora, nel medio termine, propone addirittura che solo gli investitori dei singoli paesi possano comprare titoli pubblici emessi dal loro governo, evitando così che la fuga verso i Bund impedisca agli altri Stati di reinvestire il surplus di risparmio nazionale per combattere la recessione. Per quanto mi è possibile capire questa impostazione che ha reso molto popolare Richard Koo anche in Europa, è una riproposizione del keynesismo adattata alle forme specifiche della lunga depressione in cui siamo immersi. E’ inevitabile che ad una politica economica deflazionistica e recessiva focalizzata  sulla “postulata” necessità di ricondurre i debiti pubblici dei vari paesi alla “sostenibilità” e “credibilità”, soprattutto in Europa, si oppongano delle ragionevoli risposte e delle proposte alternative che  – al di là del loro valore teorico e della loro possibile efficacia pratica – presentano ricadute politiche e sociali potenzialmente alternative e capaci di indirizzare i rapporti di forza tra paesi pre e sub-dominanti – nelle varie aree “regionali” della formazione sociale globale –  in maniera tale da produrre “conflitti di interesse” tra i gruppi dominanti dei vari Paesi (e all’interno degli stessi). CONFLITTIeSTRATEGIE

Ora facciamo un passo indietro a due giorni fa e andiamo a vedere cosa dice Koo a proposito di quanto in realtà sta accadendo in Europa in un pezzo pubblicato su BusinessInsider…

La commozione è grande nell’apprendere che quanto vado sostenendo da mesi ovvero in riferimento alle gravi responsabilità della Germania sia confermato anche dalle tesi di Koo quando dice che l’introduzione dell’euro ha consentito al denaro a basso costo di fluire verso la periferia europea riducendo i rendimenti e creando una domanda vorace da indirizzare verso l’acquisto di merci tedesche.

E in questo giustamente i tedeschi ci marciano anche perchè intorno a loro hanno un  manipolo di politici incompetenti o meglio legati alla leggenda metropolitana del politicamente corretto o dell’inevitabile diplomazia!

This was the bubble that burst. But then, why did the bubble form in the first place? In his new note out, Richard Koo adds more fuel to the ‘Blame Germany’ fire, exploring the source of this bubble.

Nella sua ultima analisi Koo getta benzina sul fuoco della colpa tedesca  esplorando la fonte di questa bolla.

Main cause of southern European bubbles: low interest rates intended to save German economy

Tecnicamente i principali colpevoli di questa crisi è stato il basso livello dei tassi di questi anni necessari a salvare l’economia tedesca che veniva da una difficile riunificazione che noi tutti abbiamo pagato!

A careful examination of the facts shows a key cause of the housing bubbles in Ireland and southern Europe was the ECB’s decision to lower short-term interest rates to 2% to boost a moribund German economy.

Addirittura  secondo Koo, recentemente ascoltato nella sede della Bundesbank, quella tedesca era un’economia moribonda …

Le circostanze all’epoca erano l’opposto di quello che sono oggi: l’Irlanda e l’Europa meridionale erano riusciti a scavalcare la bolla e avevano messo a segno forti performance economiche. Il livello dei tassi di interesse del  2% era troppo basso per loro, portando a bolle immobiliari che sono state ulteriormente aggravate dagli afflussi di capitali provenienti da banche tedesche e francesi in cerca di rendimenti più elevati.

Non vi sembra di aver già sentito da qualche parte in questi mesi questa tesi? ;-D

I fondi fluivano dalla Germania e dalla Francia, aggiungendo più aria alla bolla.

Ma ascoltate bene ora…

Meanwhile, there’s a new bubble forming, and that’s in German real estate.

Nel frattempo, c’è una nuova bolla ini formazione, e questa nell’immobiliare tedesco!

Of course, it’s the result of money from the periphery rushing out of countries like Italy and Spain and into Germany. No wonder the Germans can’t bear more monetary easing.

Si nessuna meraviglia in fondo è tutto così meravigliosamente perfetto solo che nessuno ve lo ha raccontato, nessuno sino ad oggi vi ha mai raccontato come in fondo sono andate le cose. Forse è meglio che la Germania scenda dal suo piedistallo di cristallo prima che qualche cigno nero le passi vicino alla velocità della luce infrangendo la barriera del suono!

Comunque sia nei prossimi giorni stato di massima allerta, le variabili in gioco sono decisive dall’euro al bund passando per le reazioni politiche. Occhio alla testa e alle spalle di molti indici e soprattutto non dimenticate che la realtà fondamentale delle trimestrali sta lentamente ed inesorabilmente deteriorandosi!

Niente paura ne parleremo insieme  nell’analisi dettagliata sulle prospettive tecniche e macroeconomiche per i prossimi mesi dedicata ai recenti sostenitori di Icebergfinanza e a coloro che vorranno contribuire liberamente cliccando qui sopra…

…dal titolo “MAGGIO 2012 ” EURO FU. SICCOME IMMOBILE ”

Semplicemente GRAZIE per il tuo libero sostegno all’informazione indipendente!

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16 commenti Commenta
sturmer
Scritto il 10 maggio 2012 at 14:48

Ottimo post, come al solito…

Sto leggendo Koo, peccato che non ci sia una versione in italiano, potrebbero leggerlo molti di più e capire qualche cosa…

giobbe8871
Scritto il 10 maggio 2012 at 15:08

sturmer@finanza,

Si si peccato veramente, :mrgreen: , noi italiani non conosciamo l’inglese come voi T.T. Tedeschi-Turchi :twisted:

giobbe8871
Scritto il 10 maggio 2012 at 15:12

WWW Nino Galloni ! 8)
WWW Andrea Mazzalai :wink:

giobbe8871
Scritto il 10 maggio 2012 at 15:17

La Culona Tedesca ha detto no agli EuroBond, percè sono CONTROPRODUCENTI, si si controproducenti per voi Crucchi, T.T, Tedeschi-Turchi. :mrgreen:

idiocrazia
Scritto il 10 maggio 2012 at 16:08

Almeno la finiremo con la solita storiella che con i bassi tassi di d’interesse potevamo ridurre a 0 il nostro famoso debito pubblico in 6 mesi, prendendoci sempre tutte le colpe del mondo!

Lo dice Koo no?
“Main cause of southern European bubbles: low interest rates intended to save German economy”

Già abbiamo le nostre responsabilità non c’è bisogno di prenderci anche quelle degli altri.

Giuseppe

edmontdantes
Scritto il 10 maggio 2012 at 23:14

Non possiamo risolvere i problemi se continuiamo a pensare allo stesso modo in cui li abbiamo creati ! (A. Einstain)

Le teorie economiche sono solo teorie non siamo nel campo delle scienze perfette…a mio avviso come gia´ripetuto il concetto di crescita ormai non funziona. Vi faccio un esempio:

Se una famiglia spende tutti gli anni 2000 euro di riscaldemento e acqua calda e decide di montare dei pannelli solari una volta installati spendera´ solo 500 euro all´anno… ma come li chiamiamo i 1500 non spesi? Risparmio ? No fermi tutti rappresentano anche una mancata crescita del PIL !

Cosi´via dicendo se decido di scambiarmi i libri con amici o di prenderli in biblioteca non spendero´ piu´200 Euro all´anno in libri, la crescita economica ed il PIL si riduce ma io i libri continuao a leggerli !!!

Continuare ad insistere sul PIL come metro di sviluppo e´una follia e non porta da nessuna parte…possibile che il dubbio venga solo ad un non economista ?

Siamo talmente assuefatti alle cose che non riflettiamo piu´sul loro significato !

edmontdantes
Scritto il 10 maggio 2012 at 23:18

Caro Koo Koo Koo…non diciamo fesserie, la Svizzera ha tassi di interessa bassi o no ? Ma il Giappone ha tassi di interesse bassi o no ? Chi ha salvato ? Forse gli US con tutto il carry trade preso a tasso 0,000% da Tokio e depositato a 2,5% in T´-Bill.

Mi domando perche´nessuno noti che altri sono i paesi piu´indebitati….

edmontdantes
Scritto il 10 maggio 2012 at 23:24

Scusate ma quel grafico sopra rappresenterebbe una bolla ?

Se gli immobili nel 2005 erano a base 100 e nel 2012 sono a 106 vuol dire un aumento medio di meno 1% annuo in termini composti !!!!!

Gli immobili salgono semplicemete perche´la gente ora compra case invece di buttare soldi nel fuoco dei mercati finanziari !

O forse perche´tutti gli Italiani che vanno in Germania a lavorare si comprano la casa :lol:

Un saluto a tutti i naviganti !

edmontdantes
Scritto il 10 maggio 2012 at 23:30

Ultimo pensiero … l´economia ormai non tira perche´non possiamo comprare 5 automobili, 7 frigoriferi, 4 videoregistratori, 18 cellulari e 99 Ibaff a famiglia !!!!! Esiste un limite agli oggetti ed il ciarpame che ci portiamo in casa….ecco perche´non cresce !

Se poi il ciarpame lo produciamo in Cina non abbiamo piu´posti di lavoro e continuiamo ad avere meno soldi per il ciarpame :cry::cry::cry:

perplessa
Scritto il 11 maggio 2012 at 00:07

edmontdantes@finanza,

è anche vero che siccome abbiamo pochi soldi compriamo più ciarpame cinese che roba di qualità

giobbe8871
Scritto il 11 maggio 2012 at 00:17

edmontdantes@finanza,

Falla finita Edmondantes a sostenere la DECRESCITA felice. Vallo a dire ai disoccupati, ai lavoratori ad intermittenza….che vivono con la paghetta dei vecchi genitori 8)

giobbe8871
Scritto il 11 maggio 2012 at 00:19

Turchi, Cinesi, Crucchi….e bastaaa a calare le braghe. :twisted:
Siamo un Popolo con pregi e difetti.
e uno spirito di adattamento unico al Mondo. Siamo tra i più innovativi. :wink:

giobbe8871
Scritto il 11 maggio 2012 at 00:21

edmontdantes@finanza,

Che dici Edmondantes, andiamo tutti a zappare la terra ?

la terra è bassa, lo sai vero ? :mrgreen:

dorf001
Scritto il 11 maggio 2012 at 02:12

oh oh. qualcuno si è accorto che la germania non và tanto bene. si dice in generale che:

Maggio 2012. Il mondo sprofonda nel debito, caracollando sull’orlo di un Armageddon finanziario. Questo è il coro che si sente ripetere ovunque da mesi. Dopo la Grecia, anche Spagna, Italia e Portogallo sono ad un passo dalla catastrofe a causa di ciclopici fardelli di debiti che non potranno mai venire pagati. E i debiti dei PIIGS (Portogallo, Italia, Irlanda, Grecia, Spagna) sono nulla paragonati ai trilioni di debito accumulati da Stati Uniti e Giappone. Anche Francia e Inghilterra sono messe male e scavando scopriamo – sorpresa! Sorpresa! – che la stessa virtuosissima Germania sarebbe a rischio stritolamento da debiti, tanto che le famigerate agenzie di rating americane hanno ventilato anche per essa il possibile declassamento.

Ma come? Uno dei paesi che meglio funziona al mondo viene giudicato potenzialmente insolvibile? Sorge a questo punto la domanda che tutti dovrebbero fare, ma che (quasi) nessuno osa formulare:

Ma se tutti i paesi del mondo sono così mostruosamente indebitati… chi è il legittimo creditore? Chi cavolo è il legittimo creditore ultimo di tutto questo ben di dio, al cui paragone i fantastiliardi di zio Paperone paiono noccioline? Ci si aspetterebbe che al mondo ci siano nazioni debitrici e nazioni creditrici – così ci è parso a lungo, il terzo mondo in debito ed il primo mondo in credito – ma d’un tratto ci viene raccontato che tutto il mondo si sia improvvisamente trasformato in terzo mondo indebitato – a parte la Cina oggi non se ne vedono molti creditori in giro. Anzi no, neppure la Cina si salva: Moodys tiene a farci sapere che anche la Cina è nella merda fino al collo coi debiti! Tutti, tutti debitori quindi, e debitori di cifre favolose, che sfidano l’umana immaginazione. Come è possibile?

ma c’è il continuo. qui. http://www.roberto.info/2012/04/25/demolizione-classe-media/

leggere e integrare nel cervellino. notte

by DORF

icebergfinanza
Scritto il 11 maggio 2012 at 07:48

edmontdantes@finanza,

No una bolla ma l’inizio di una bolla poi ci puoi sempre provare! Quanto scommettiamo che appena i capitali esteri tornano a casa vien giù tutto in un istante!

edmontdantes
Scritto il 12 maggio 2012 at 01:27

giobbe8871@finanza,

Giobbe, hai ragione e´ difficile da capire, ma dal punto di vista fisico mi resta difficile pensare che un sistema finito (la terra e´un sistema finito) possa crescere all´infinito !!! E´contro tutte le leggi fisiche, forse gli economisti non lo sanno :lol::lol::lol:

Il problema dei disoccupati sta anche nell´innovazione sociale…se uno da dipendente, ma anche da imprenditore pensa che oggi possa fare lo stesso lavoro per 5-7 anni si sbaglia davvero nulla e´piu´stabile del cambiamento.

Per quello che riguarda i giovani non posso commentare la situazione italiana manco dal 1992 ma dove vivo tanti se ne vanno a corsi universitari il sabato e la domenica…per cercare di avere piu´ chances…in Italia l´aperitivo e´irrinunciabile :lol::lol::lol:

Il futuro di una nazione e´anche formato dalla somma dei comportamenti individuali 8)

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