DATEMI UNA LEVA E…VI DISTRUGGERO’ IL MONDO!

Scritto il alle 07:25 da icebergfinanza

Come ho scritto più volte nel mio libro non vi è crisi economico/finanziaria del passato che non sia passata attraverso un’orgia del debito, attraverso un eccesso di leva finanziaria, soprattutto privata, un eccesso originato dalle grandi banche d’affari e commerciali.

Un’esplosione di debito alla quale hanno dovuto mettere rimedio i governi facendo a loro volta esplodere il debito pubblico, banche salvate con il denaro dei contribuenti che si sono messe a speculare contro gli Stati.

Basti pensare che in Europa la UE ha approvato in questi anni 4500 miliardi di aiuti di Stato per le banche e ora si sta discutendo di 300 miliardi di investimenti per la ripresa in Europa!

Socializzare le perdite e privatizzare i profitti, trasformare una crisi di debito privato in una di debito pubblico per devastare il Welfare e i risparmi dei cittadini.

Non fu forse il debito ereditato e perpetrato dal Re “Desiderato” Luigi XVI di Borbone a scaturire la scintilla che fece deflagrare la rivoluzione francese?

Dopo che avrete letto interamente questo articolo molte cose della più colossale truffa e manipolazione della storia vi appariranno chiare.

Come ho riportato nel mio libro…

«Le economie ad elevata leva finanziaria, in particolare quelle nelle quali il continuo rifinanziamento del debito a breve termine è sostenuto solo dalla fiducia nella attività sottostante relativamente priva di liquidità, raramente sopravvivono, tanto più se la leva continua a crescere incontrollata. Forse più di ogni altra cosa, l’ incapacità di riconoscere la precarietà e la mutevolezza del clima di fiducia, soprattutto nei casi in cui l’elevato debito a breve termine deve essere rifinanziato continuamente, è il fattore chiave che dà luogo alla sindrome “questa volta è diverso”. Un alto indebitamento da parte di governi, banche o società può durare allegramente a rotazione, per un periodo prolungato, sino a quando, all’improvviso, bang! un crollo della fiducia, i creditori scompaiono e la crisi colpisce».

Come ho scritto più volte il sistema finanziario tedesco tra immondizia subprime e periferica è una sorta di discarica a cielo aperto, ma visto l’incredibile masochismo di alcuni media e della rete in riferimento al nostro sistema finanziario, andiamo a vedere cosa scrive su Vanityfair Michael Lewis, di cui riporto una sintesi significativa,  che troverete tradotto su Cobraf: 

(…)La Germania sembra avere vissuto la grande crisi finanziaria globale senza subire conseguenze economiche.(…) ci sono stati molti esponenti tedeschi che facendo eco all’opinione pubblica tedesca hanno espresso incomprensione e sdegno che gli altri popoli si siano comportarti in modo irresponsabile e anche truffaldino.

La cosa curiosa dell’esplosione del credito e debito a buon mercato, indiscriminato negli ultimi anni è stato che ha avuto effetti diversi da paese a paese. Tutti i paesi sviluppati occidentali sono stati sottoposti a più o meno alla stessa tentazione, ma non hanno risposto esattamente nello stesso modo.

Il resto d’Europa, in effetti, utilizzando il rating di credito perfetto di cui gode la Germania si è sostanzialmente lasciato andare ai desideri materiali. Hanno preso in prestito al 3 o 4% come solo i tedeschi potevano permettersi, per acquistare cose che non potevano permettersi.

Data questa possibilità di avere credito facile, il popolo tedesco da solo ha semplicemente ignorato l’offerta. “Non c’è stato boom del credito in Germania”, dice Asmussen. ” Nell’immobiliare i prezzi sono restati completamente piatti dagli anni ’90. Non c’è stato boom del prestito al consumo. Poiché questo comportamento è piuttosto alieno per i tedeschi che risparmiano quando possibile.

Questo è profondamente nei geni tedeschi. Forse un residuo della memoria collettiva della Grande Depressione e dell’ Iperinflazione del 1920 “Il governo tedesco è stato altrettanto prudente, perché, ha proseguito,” c’è un consenso tra le diverse parti su questo: se non mostri che punti alla responsabilità fiscale, non hai nessuna possibilità alle elezioni, perché la gente qui è così.

Ma veniamo al punto che mi interessa, senza dimenticare l’esposizione del nostro sistema italiano al fenomeno subprime e ai paesi periferici che è irrisoria…

(…) In un momento di tentazione del denaro facile, la Germania è diventata una sorta di specchio per Islanda, Irlanda, Grecia e il resto, specialmente per gli Stati Uniti. Altri paesi hanno usato i soldi arrivati dall’estero per alimentare le varie forme di follia consumistica e speculativa, specialmente con gli immobili.

Ma poi i tedeschi, attraverso i loro banchieri, hanno usato il proprio denaro per permettere agli stranieri di comportarsi in maniera folle.

Questo è ciò che rende il caso tedesco particolare. Se fossero stati l’unico grande paese sviluppato occidentale con un morale finanziaria decente, avrebbero rappresentato un’ immagine di rettitudine.

Ma hanno fatto qualcosa di molto particolare: durante il boom del debito i banchieri tedeschi sono andati oltre i loro standard, ma solo fuori dalla Germania.

Hanno prestato i soldi per i mutuatari subprime americani, per gli speculatori del boom immobiliare in Irlanda, per il magnate bancario islandese che ha fatto cose che nessun tedesco avrebbe mai fatto. Le perdite tedesche sono all’ultimo conteggio di 21 miliardi di dollari con le banche islandesi, 100 miliardi di dollari con le banche irlandesi, 60 miliardi di dollari per vari subprime statunitensi e ancora non si bene per i titoli greci. (…) Nel loro paese, tuttavia, questi banchieri apparentemente folli all’estero si sono comportati con moderazione. Il popolo tedesco non ha permesso loro di comportarsi diversamente.

(…) Quello che le loro banche  hanno fatto con i soldi dei tedeschi tra il 2003 e il 2008 non sarebbe mai stato possibile farlo in Germania, perché non c’era nessuno ad abboccare e prendere a prestito tutti questi soldi come facevano in California o in Grecia. Hanno perso ingenti somme dal 2003 in tutto ciò che hanno fatto fuori dalla Germania.(…) non erano bravi a farlo come quelli di New York, che avevano inventato  tutti questi strumenti finanziari complicatissimi e facevano questo gioco da almeno trent’anni “. E’ stato come mettersi improvvisamente a giocare a poker grosse somme con dei giocatori professionisti. Il risultato era prevedibile alla fine.

Ma ascoltate ora perchè viene il bello di tutto ciò che sta accadendo…

(…) un punto di vista sulla crisi del debito europeo e la crisi greca, è che si tratti di un tentativo elaborato dal governo tedesco per conto delle sue banche per ottenere indietro i loro soldi senza richiamare l’attenzione su ciò che stanno facendo.

Il governo tedesco dà i soldi al fondo di salvataggio dell’Unione europea in modo che possa dare i soldi al governo irlandese in modo che il governo irlandese può dare indietro denaro alle banche irlandesi così le banche irlandesi possono rimborsare i loro prestiti alle banche tedesche.

“Stanno giocando a biliardo”, dice Enderlein. “Il modo più semplice per farlo sarebbe quello di dare i soldi tedeschi alle banche tedesche e lasciare che le banche irlandesi o greche fallissero.”

(…) Commerzbank stata la prima banca privata che il governo tedesco ha dovuto salvare durante la crisi finanziaria, con una iniezione di $ 25 miliardi (…)  Quando Morgan Stanley ha progettato alcuni estremamente complicati credit-default swap, tutti costruiti perchè fallissero, cioè in modo che i trader di Morgan Stanley potessero scommettere contro di loro, i principali acquirenti erano tedeschi.

Quando quelli di  Goldman Sachs hanno aiutato John Paulson, fund manager di fondi hedge a costruire dei bonds contro poi scommettere andando short, dei bonds che Paulson sperava e contava andassero in default, il compratore dall’altro lato era una banca tedesca chiamata IKB. IKB, insieme ad un altro idiota famoso al tavolo da poker di Wall Street chiamato WestLB, ha sede a Düsseldorf, è per questo che, quando si chiede ad uno astuto Wall Street trader di obbligazioni e derivati esotici chi stava comprando tutto questa spazzatura (” *** ” in inglese di Wall Street) durante il boom, in genere si dice semplicemente “Degli stupidi tedeschi di Düsseldorf”.

(…) Erano ancora li a comprare quando il mercato si è schiantato. “Entro la metà del 2007 ogni azienda di Wall Street, non solo Goldman Sachs, si rese conto che il mercato subprime stava crollando, e ha cercato freneticamente di uscire dalle loro posizioni.

Gli acquirenti rimasti, gli ultimi in tutto il mondo, diverse persone a Wall Street mi hanno detto, sono stati questi tedeschi volontariamente ignari di quello che c’era sotto a questi derivati. L’unica cosa che ha fatto smettere a IKB di perdere anche più di $ 15 miliardi sui mutui subprime statunitensi è che il mercato cessato di funzionare.

Affascinante no, questa è solo una piccola parte della storia, una crisi che qualche tenero menestrello cerca di dipingere come imprevedibile dimenticando l’immensa frode e manipolazione che vi sta dietro, la più imponente truffa della storia economico/finanziaria mondiale, una storia che in questi anni Icebergfinanza ed altri blog vi hanno raccontato quotidianamente!

Come ha scritto recentemente Vittorio Carlini sul Sole 24 Ore di venerdi 12 agosto, l’eccesso di leva era un vizio diffuso tra le banche del mondo prima di Lehman, ma come spesso accade, il lupo perde il pelo ma non il vizio!

 

E che tutt`ora, nonostante la discesa generalizzata del leverage, non è scomparso del tutto. Nell`età della crisi sui debiti sovrani, infatti, diversi istituti insistono: mantengono la quota di attivo, finanziato con mezzi di terzi, alta rispetto a quella costituita dai mezzi propri.

Uno sbilanciamento rischioso che, com`è accaduto mercoledì scorso con Société Générale, viene sfruttato dalla speculazione.

(…) Ciò premesso, quali gli istituti che in Europa hanno la maggiore leva? Secondo i dati di R&S Mediobanca, calcolati sullo stato patrimoniale di fine 2010, tra le banche più esposte su questo fronte c`è Deutsche Bank.

L`istituto di credito tedesco vanta, infatti, un rapporto tra il totale attivo tangibile e il patrimonio netto tangibile di 54,3. In parole più semplici significa che: «I crediti verso banche e retail, più il portafoglio titoli e l`attività sui derivati – spiega Sergio Pigoli, capitano di lungo corso a Piazza Affari – sono oltre 54 volte il patrimonio netto senza l`avviamento. Cioè, per ogni curo di capitale ce ne sono 54,3 “emessi” dalla banca».

Una situazione che «in linea generale non è un male in sé: gli istituti di credito hanno come oggetto sociale quello di erogare credito. L`importante, invece, è vedere com`è composto l`attivo».

Ebbene, spulciando tra i numeri, salta fuori che gli impieghi verso il retail della società tedesca sono il 24% dell`attivo; quelli verso le banche il 14,6 mentre le altre attività (dove sono inseriti anche i derivati) il 42,9 per cento.

«Il che – commenta Pigoli – non è un mix ottimale».

Proprio in tal senso, è interessante guardare ai numeri di Dexia. L`istituto belga ha la leva più alta tra le banche europee considerate: il 66,8. In sé, quindi, una situazione che non lascia per nulla tranquilli. Analizzando, però, la composizione degli attivi patrimoniali ci si accorge che il 62,2% è rappresentato dai prestiti alla clientela.

La voce “altre attività”, invece, pesa per il 9,9 per cento. Ciò significa che la banca (17,1% il portafoglio titoli e azioni) ha sì un`elevata esposizione, ma sul business più tradizionale di credito. Certo, anche i prestiti a imprese e privati cittadini hanno il loto grado di rischio: possono trasformarsi, soprattutto in questo periodo di crisi economica, in rettifiche o crediti deteriorati (dalle sofferenze agli incagli fino ai prestiti ristrutturati o scaduti).

Tuttavia, si tratta di attività meno problematiche; più lineari e meno soggette a dar vita a rischi. Un po` diverso, invece, ciò che accade dalle parti di un altro big, del credito, in questo caso francese: Crédit Agricole.

Qui, alla leva elevata (50) corrisponde un peso degli impieghi alla clientela non così basso: il 40,4 per cento. Un`indicatore, quest`ultimo, che può rassicurare.

Tuttavia, rimane alta la voce altre attività: è 21,8 %” sull`attivo.

Ben maggiore (28,8%) il peso delle “altre attività” (tra cui i derivati) nella inglese Barclays, che ha un rapporto tra attivo tangibile e patrimonio netto tangibile di 27,6. Un dato che stupisce poco: l`operatività ad alta leva, l`utilizzo di derivati hanno fatto rima (e lo fanno tutt`ora) con finanza anglosassone.
F
in qui il resto del Vecchio continente, ma riguardo all`Italia? I numeri disegnano una situazione abbastanza chiara.

Per un sistema bancario che, come più volte è stato ripetuto, “parlava” poco l`inglese il vizio della leva è scarsamente diffuso. La nostra media di leverage, infatti, è di 21,5 contro quella europea del 27,5.

Gli stessi numeri dei due big, Intesa SanPaolo e UniCredit, confermano la situazione: il primo ha una leva di 22,1 e vanta un peso degli impieghi verso la clientela del 57,6 per cento; il secondo, con le altre attività al 12,4%, è caratterizzato da un leverage ratio del 21,5.

Al di là della sempre valida premessa che ogni banca fa storia a sé, da analizzare attraverso altri numeri e multipli, la fotografia conferma che gli istituti italiani sono più conservativi. E non recitano la parte degli hedge. Una caratteristica che il mercato, però, non sembra volergli riconoscere. Ma questa, com`è noto, è tutta un`altra storia.

Si è tutta un’altra storia, vi suggerisco di andare a rileggerVi L’OMBRA DEL RISCHIO SISTEMICO , un post della massima attualità, ma avremo tempo e modo di riparlarne perchè quando il mercato incomincerà a togliere l’attenzione dalle sue fobie sovrane, allora il rischio reale ed assoluto sarà evidente, giusto in tempo per osservare la Madre di tutte le nazionalizzazioni della storia.

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22 commenti Commenta
utente anonimo
Scritto il 16 agosto 2011 at 08:40

Ottimo Post come sempre Capitano.

Ieri sera mi son permesso di linkare l''indirizzo del Corriere della
Sera dove si parla di Enrico Cuccia, per far capire cosa intendi
quando parli di MUTAZIONE ANTROPOLOGICA avvenuta nel
mondo della finanza, per questo avevo scritto: 

 

La Finanza:

 

stessa specie ma razze diverse

 

 

http://www.cobraf.com/blog/default.php?idr=308561#308561

 

 

http://archiviostorico.corriere.it/2007/maggio/27/eredita_Enrico_Cuccia_conto_con_co_9_070527012.shtml

 

Buona giornata a tutti.

Nonno Carpe Diem

utente anonimo
Scritto il 16 agosto 2011 at 08:40

Ottimo Post come sempre Capitano.

Ieri sera mi son permesso di linkare l''indirizzo del Corriere della
Sera dove si parla di Enrico Cuccia, per far capire cosa intendi
quando parli di MUTAZIONE ANTROPOLOGICA avvenuta nel
mondo della finanza, per questo avevo scritto: 

 

La Finanza:

 

stessa specie ma razze diverse

 

 

http://www.cobraf.com/blog/default.php?idr=308561#308561

 

 

http://archiviostorico.corriere.it/2007/maggio/27/eredita_Enrico_Cuccia_conto_con_co_9_070527012.shtml

 

Buona giornata a tutti.

Nonno Carpe Diem

utente anonimo
Scritto il 16 agosto 2011 at 09:29

Deutsche Bank fai attenzione perchè l'emotività non Perform…

Liverpool

utente anonimo
Scritto il 16 agosto 2011 at 11:26

Montecristo:

Visto   che   anche   la  grande   Germania   inizia   a   fare   cilecca  con  il   pil  ,penso   che   alla   fine   questi   eurobond   saranno   accettati   .

utente anonimo
Scritto il 16 agosto 2011 at 13:26

Montecristo:

Io   ce l'avrei   una   ricetta   per   risolvere   la   crisi:   chiudere   le   borse  mondiali  ed  internet   per   un   anno  e   alla   loro   riapertura   eliminare  i   derivati.

Scritto il 16 agosto 2011 at 17:53

(ASCA) – Roma, 16 ago – Gli Eurobond ”oggi non sono la soluzione alla crisi del debito nell’area euro”. E’ quanto ha affermato il cancelliere tedesco Angela Merkel nella conferenza stampa al termine del vertice con Nicolas Sarkozy, sottolineando che ”in questa fase abbiamo bisogno di una maggiore integrazione economica europea”. Sul tema Eurobond, il presidente francese ha sottolineato che ”in futuro e’ possibile ipotizzare gli eurobond quando sara’ completato il processo di integrazione economica in Europa. Solo alla fine del processo e non all’inizio”….
Lo immaginavo…dilettanti allo sbaraglio che hanno decretato la fine dell’EURO!

utente anonimo
Scritto il 16 agosto 2011 at 19:11

Montecristo:

Andrea   e   che   ti  potevi   aspettare   dalla germania,ma   secondo   me   ,come   si  dice   da   me   :o   per   forza   o  per   bona   voglia  li   faranno.

utente anonimo
Scritto il 16 agosto 2011 at 19:53

Gran bel Post!

Iserano

utente anonimo
Scritto il 16 agosto 2011 at 20:12

… per Montecristo … il detto è giusto … il problema è la tempistita…

mmm… quel tempo futuristico … li faranno ….

… avrà già fatto ingenti danni… forse anche all'economia reale..

.. quindi .. tanto per cambiare pagheremo Noi tutti …

                                          FIORENTINO DISPETTOSO

Scritto il 16 agosto 2011 at 21:08

Romantico quanto si vuole, ma terribilmente efficace nelle analisi da ormai quattro anni Yabadaba. Rileggiti oltre 3000 post e un libro intero e non troverai da nessuna parte che l'unica causa di questa crisi è la finanziarizzazione, ma in fondo un pò di superficialità non guasta mai. Andrea

utente anonimo
Scritto il 16 agosto 2011 at 21:49

Grazie Capitano!!!

Eduardo

utente anonimo
Scritto il 17 agosto 2011 at 09:35

Caro Andrea,
ti ripeto la domanda perchè in passato mi avevi risposto che l'euro e il dollaro non sarebbero collassati? Hai cambiato idea? Grazie.
Junka

utente anonimo
Scritto il 17 agosto 2011 at 12:12

Mi sembra dicesse che il dollaro non sarebbe collassato. In fondo l’euro che cacchio di mobeta è?

Scritto il 17 agosto 2011 at 12:21

Arriverà un tempo in cui non ci saranno abbastanza dollari per onorare l’ondata di fallimenti che verra’ Andrea

Scritto il 17 agosto 2011 at 12:24

Senza ironia…qualcuno crede ancora alle analisi e ai suggerimenti del FMI! Andrea

utente anonimo
Scritto il 17 agosto 2011 at 15:12

Scusa Captain

sono un po' confuso,

se il Dollaro e' quello che e', e l'Euro e' quello che e',  e pensi che per il CHF e' finita la festa, e lo Yen …
A questo punto mi manca il ruolo di moneta forte… 

Francesco

utente anonimo
Scritto il 17 agosto 2011 at 15:51

è gia ecco la verità….io ti ho visto oggi ma e anni che penso a questgo da quando,
un giorno pensando per assurdo ipotizzavo di spiegare a una società che si basa sul baratto come iniziare un sistema moderno simil capitalista…dopo un po di ragionamento ho provato a semplificare…
…ipotiziamo un isola dove ce della sabbia e un po di legna prendo 100 lavoratori e gli faccio produrre vasi ipot 100 vasi….i soldi be ipotizzo di poter stamprne un po …le regole la faccio io….faccio 100keuro e pago ognuno….cosi facendo pero non potro mai fare utile perche i vasi non posso pagarli di piu di quello che pago gli opera…ipot di vendergli a tutti gli stessi…
a questo punto pensai…e un sistema chiuso vedrai che ipotizzando un sistema piu complesso funziona…..e invece no perche ogni passo in piu verso la realta e peggio vedi non lavorano tutti nella realta ci sono altri costi ecc….
tesi tutti lavoriamo in aziende che fattura piu di noi e fa utile ma questo non è possibile …almeno che….non si crei valore dal nulla appunto…
questo e solo un piccolo controesempio….
 

Scritto il 17 agosto 2011 at 21:57

Andrea

ti sento estremamente cupo, come raramente in questi anni.

Cosa vedi ?

utente anonimo
Scritto il 18 agosto 2011 at 22:03

Caro Andrea,
non si puo' confondere qualche banker avido con una nazione. In Germania quelli che hanno offerto prestiti a valanga e sottoscritto i CDO sono i bankers. I loro modelli interni evidentemente mostravano che facendo quelle azioni la banca avrebbe avuto un profitto. Per prodotti complessi il vero valore e' impossibile da determinare, per questo tutti usavano i "modelli interni". Se il modello che le banche tedesche usavano faceva acqua, come evidentemente era il caso, i banker comprando spazzatura potevano segnare profitti via via crescenti, perche' il modello diceva loro che il prodotto era a sconto. Tali "profitti" erano segnati nei loro book e davano vita a dei bonus a fine anno per loro. E magari avranno avuto anche dei bei bonus per un po' di anni, finche' le banche non sono andate a picco e son stati licenziati. Solo le Canadesi si son tenute fuori da questa porcheria.
Qui a Londra ce l'hanno tutti (per tutti intendo il popolo) con i bankers, se qualcuno provasse a dire a un operaio che l'Inghilterra e' rappresentata dai suoi banchieri, oggi come oggi non farebbe una bella fine. Lo stesso si puo' dire per i tedeschi. Non vedo perche' il greed di qualche german banker possa giustificare un atteggiamento cosi' negativo verso un'intera nazione. Il 99.9999% dei tedeschi ha fatto la cosa giusta durante questo boom da credito facile, e non si e' fatto allettare.
Se oggi non vogliono sottoscrivere i bond Europei, e' perche' le altri parti non sono esattamente "affidabili", e non perche' vogliono trarne un qualche profitto. Chi pensa male spesso e' perche' lui in situazione simile si comporterebbe male. L'Italia la settimana scorsa era sull'orlo del precipizio, Berlusconi e i politici parlavano di una manovra d'impatto, contributo di solidarieta' dai 60k in su, licenziamenti facili, via 38 province, approvazione il  16 via decreto, etc etc. La BCE inizia a comprare bond Italiani in volumi elevati, lo spread si riduce, la borsa risale, e che succede? La manovra inizia a perdere pezzi, in senato si presentano 11 persone. Ma tanto la crisi e' finita no? Ce l'abbiamo fatta anche questa volta no? No, era impensabile che dopo aver visto quanto stava accadendo alla manovra Italiana, Sarkozy e la Merkel dicessero che tutto andava bene e che si potevano fare i bond. Sarebbero stati irresponsabili. Prima l'Italia faccia riforme serie e definitive, e POI si parlera' di una integrazione piu' stretta.

Marco

utente anonimo
Scritto il 18 agosto 2011 at 22:14

Un'altra cosa, Francia e Germania, true to the European spirit secondo me, hanno annunciato che procederanno verso l'armonizzazione fiscale, tra le varie cose. Questo e' un segnale vero, e se l'Italia avesse fatto la sua parte e in questi dieci anni avesse fatto quanto ha fatto il Belgio (con una nazione divisa), oggi ci saremmo anche noi li'.

http://www.thetrumpet.com/?q=8561.7288.0.0

Marco

utente anonimo
Scritto il 18 agosto 2011 at 23:09

Cui Prodest…a chi giova ?

Scusate, ma se Skorros, quelo che mise in ginocchio la Lira per intederci, mi dice che gli Eurobond vanno bene..allora capisco che non solo la cosa giusta per me omino della strada…forse andranno bene per lui che gia´ pregusta qualche porcata.

Ma poi la farsa del debito US dove e´ andata a finire ? Ormai sono in bancarotaa secca..il VP US e´ andato a leccare il c**lo ai Cinesi Comunisti dicendo che Taiwan fa parte della Cina per paura che rovescino il tavolo e stiamo ancora a parlare degli Eurobond ?

La FED per alzare la cortina fumogena dice che le banche EU sono a rischio…signori ma questa altro che presa per i fondelli…fprse pensano che siamo tutti schemi ?

Incredibile !

Massimo

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