SHUTDOWN: IL CIRCO EQUESTRE AMERICANO!

Scritto il alle 08:15 da icebergfinanza

Come molti hanno notato in questi giorni, abbiamo volutamente trascurato l’ennesimo teatrino americano, un vero e proprio circo equestre con tetto il debito…

Un vero e proprio circo con tanto di equilibrismi politici e clowns ovunque, ma davvero qualcuno era disposto a credere che il problema del mercato obbligazionario, fosse il debito americano?

Si, probabilmente chi ci segue da poco, mi auguro che tutti gli altri abbiano capito quanto ridicola è la questione del tetto del debito.

Tra 45 giorni, altra commedia, altro circo equestre!

Con i tassi sempre più in su, ben oltre i livelli di febbraio e marzo, davvero vi siete dimenticati delle banche regionali americane?

Davvero pensate che sia tutto finito?

In realtà sono tutte agonizzanti, attaccate al respiratore della Fed giorno e notte.

Quindi non è finita e ottobre rosso si avvicina, solo un taglio feroce dei tassi e un nuovo QE della Fed, le può salvare.

E se le banche sono agonizzante, come pensate che stiano le piccole imprese con i tassi a questo livello?

 

Secondo l’American Bankruptcy Institute, quest’anno fino al 28 settembre quasi 1.500 piccole imprese hanno presentato istanza di fallimento ai sensi del sottocapitolo V, quasi tante quante in tutto il 2022.

Le istanze di fallimento sono solo un segno di stress finanziario. Secondo Equifax, le insolvenze e le inadempienze sui prestiti alle piccole imprese sono aumentate da giugno 2022 e sono ora al di sopra delle medie prepandemiche.

Robert Gonzales, un avvocato specializzato in diritto fallimentare a Nashville, ha detto che ora riceve quattro volte più chiamate rispetto a un anno fa da piccole imprese che stavano valutando una dichiarazione di fallimento.

“Siamo solo di fronte all’impatto di questi tassi di interesse drammaticamente più alti”, ha detto Gonzales. “Ci saranno molte piccole imprese che saranno sovraindebitate”.

C’è qualche fesso che nelle sue analisi pensa che gli scioperi in America nel settore automobilistico potrebbero far rimbalzare l’inflazione…

Se chiudono gli stabilimenti e manda a casa tutti, perdendo la pazienza sai che inflazione!

“Abbiamo circa 125.000 dipendenti fornitori che supportano il nostro stabilimento di assemblaggio del Michigan. E, se prolungato, ciò potrebbe davvero avere un impatto significativo in quanto si espanderà negli altri nostri stabilimenti Ford. Vediamo tra 325.000 e 500.000 persone che potrebbero essere licenziate”

Ma veniamo a noi, venerdì l’inflazione in Europa si è squagliata come neve al sole.

Ma iniziamo dalla spettacolare debacle dei consumi in Germania, un Paese ormai diventato un problema serio per l’intera area euro…

 

Gli ultimi 3 mesi sono davvero inguardabili alla luce della stagione estiva e dell’alto tasso di inflazione.

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Una mina vagante la Germania, soprattutto in vista delle elezioni europee, dove AFD domina in solitaria il secondo posto a livello di sondaggi.

Se guardiamo a cosa è successo in Slovacchi, il prossimo anno davvero si preannuncia decisivo per la sopravvivenza dell’euro.

Non sto dicendo che il prossimo anno l’euro scomparirà, sto solo dicendo che anno dopo anno è sempre più palese in fallimento di un’unione fondata esclusivamente sul mercato e capitali.

In questo la storia è inesorabile, ma vi racconteremo tutto il prossimo anno, con un’OUTLOOK 2024 che si preannuncia spettacolare.

Riusciranno i nostri eroi a manipolare le elezioni europee, a inventarsi qualche altra frode istituzionale per tenere in piedi una baracca che sta crollando?

Brusca retromarcia dell’inflazione anche in Francia…

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Al punto di far tirare un sospiro di sollievo al governatore della banca centrale francese…

A parte la barzelletta sull’efficacia della politica monetaria è arrivato a dire che le recenti tensioni sul mercato obbligazionario sono eccessive.

Bisognerebbe chiedererlo ai tedeschi e al loro portavoce, la Lagarde, ma è chiaro che la BCE ha commesso un clamoroso autogol.

Meglio così, l’inversione dei tassi sarà violentissima insieme alla recessione globale.

Giù l’inflazione anche in Europa, nonostante la ridicola speculazione sul prezzo del petrolio, mentre il gas continua a non far paura a nessuno.

 

Buone notizie anche dall’America dove l’inflazione preferita dalla Fed è diminuita ovunque..

L’inflazione PCE core a 12 mesi è diminuita in tutti e tre i segmenti in agosto (beni, edilizia abitativa, servizi non abitativi), ma soprattutto nei beni Beni primari: +0,5% Abitazione: +7,4% Servizi core ex edilizia: +4,4%

Il presidente della Fed di New York, John Williams, non vede alcuna necessità di alzare nuovamente i tassi.

Il tasso di inflazione pubblicato dalla Fed di Dallas, che esclude la volatilità dei prezzi, vede il tasso a 12 mesi scendere al 3,9%, il più basso da gennaio 2022.

Mentre il  tasso annualizzato a sei mesi è sceso al 3,1%, il più basso da settembre 2021.

Quindi mettetevi il cuore in pace con l’inflazione e probabilmente la settimana appena passata è stata davvero un’occasione colossale per tutti coloro che hanno fatto la spesa nel mercato obbligazionario americano e globale.

Come abbiamo visto si è trattato solo di speculazione, tutte le analisi fondamentali scritte e pubblicate dai media mainstream sono immondizia.

Dimenticavo, in un anno e mezzo circa, i prezzi delle case in Germania sono riusciti a tornare agli stessi livelli del 2019.

Ecco per quale motivo i tedeschi chiedono insistentemente la ratifica da parte nostra del MES, hanno bisogno dei nostri soldi per salvare le loro banche.

Con il crollo dei prezzi immobiliari in Germania, i bilanci delle banche tedesche stanno decisamente soffrendo.

Nel frattempo pessime notizie dalla Cina, nonostante una nuova ondata di incentivi e liquidità, la Cina continua ad esportare deflazione.

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Davvero brutto il dato nel settore servizi.

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E’ incredibile come stia collassando il tasso di natalità in Cina, somiglia sempre più al Giappone.

Non c’è altro da aggiungere, tutto procede come previsto, ottobre è iniziato, il rimbalzo dei mercati insieme all’euro di corto respiro.

Ottobre rosso è dietro l’angolo!

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21 commenti Commenta
claudio70
Scritto il 2 Ottobre 2023 at 16:14

Oggi ci massacrano gli ISM,ma poi dati a parte tutte le banche del mondo occidentale sono piene di obbligazioni comprate con tassi bassi pertanto probabilmente molte sono anche fallite,eppure tutto va come sempre ,io temo che sta storia andrà avanti anni se mai terminerà,e forse meglio così,ci prendiamo le perdite Monster ma almeno rimane una parvenza di vita come la ricordavamo , stavolta se si scoprono le carte in toto temo che il sistema non reggerebbe con esiti da film distopici sul futuro

derivata seconda
Scritto il 2 Ottobre 2023 at 18:15

La guerra delle valute dopo un fine settimana tranquillo sta diventando da ululo. C’e’ una gran voglia di andare avanti a colpi di uno per cento. Dovranno tornare ad aumentare i tassi qualcuno, magari il mercato stesso, e’ piu’ forte delle fed. Se mi sbaglio domani tutto
ritorna nella norma.

derivata seconda
Scritto il 2 Ottobre 2023 at 22:05

euro e sterlina stanno perdendo con le stesse identiche percentuali.Un caso o regia?

aorlansky60
Scritto il 3 Ottobre 2023 at 07:34

Attenzione al DEBITO FEDERALE USA letteralmente SALTATO IN ARIA ultimamente a livelli mai visti prima, con prospettive future da PAURA; il pagamento degli interessi su tutti quei TREASURIES emessi per sostenerlo, soprattutto in conseguenza degli AUMENTI DEI TASSI, stà volando a livelli vertiginosamente ALTI, tanto che accadrà come il famoso detto ‘il cane che si morde la coda’ senza soluzione di continuità, ovvero che l’allegra stamperia di $ (e di Treasuries) dovrà essere mantenuta operativa sempre, e a livello di funzionamento sempre più alto (magari aprendo filiali anche all’estero, ah ah stò scherzando, tanto per rendere l’idea)… c’è da chiedersi dove porterà tutto questo? perchè alla follia (e questa è follia!) ci dovrebbe essere un limite prima o poi…

yamamoto
Scritto il 3 Ottobre 2023 at 08:57

aorlansky60,

Nessun problema finché il dollaro resta moneta di riserva #1 al mondo. Il trentennale ormai mi pare ampiamente diretto al 5%, vediamo se il decennale seguirà.
Prima di pensare al crollo degli USA io penserei al crollo dell’Euro, la prima cosa sarà per forza di cose preceduta dalla seconda, e di parecchi anni.
Ergo, finché l’Euro non collassa, io neanche mi preoccupo del debito USA, ma neanche lontanamente.
Anzi, più alzano i tassi e più rendono i bond USA, e più si indebolisce l’Euro, più si guadagna da essi.
Il resto è spreco di ossigeno.

aorlansky60
Scritto il 3 Ottobre 2023 at 10:12

@Yamamoto

beh, su quello che hai detto a proposito di ‘chi’ salterà per primo, è inutile accettare scommesse: solo uno stupido o un pazzo può pensare che l’€ riesca a reggere più e oltre il $…
è vero quello che sostieni : “finchè il $ sarà valuta di riserva n.1 al mondo” [gli USA non hanno nulla da temere] infatti il mio ragionamento verteva soprattutto sulla sfida USA vs CINA(e bricks) piuttosto che sull’europa, un continente decotto a puntino che ormai è sulla via del declino.

derivata seconda
Scritto il 3 Ottobre 2023 at 10:45

Chi saltera’ prima l’euro? oppure il dollaro? Nel lungo sicuramente noi. La durata di queste monete non e’ un punto di riferimento per investimenti.

yamamoto
Scritto il 3 Ottobre 2023 at 11:12

aorlansky60:
@Yamamoto

beh, su quello che hai detto a proposito di ‘chi’ salterà per primo, è inutile accettare scommesse: solo uno stupido o un pazzo può pensare che l’€ riesca a reggere più e oltre il $…
è vero quello che sostieni : “finchè il $ sarà valuta di riserva n.1 al mondo” [gli USA non hanno nulla da temere] infatti il mio ragionamento verteva soprattutto sulla sfida USA vs CINA(e bricks) piuttosto che sull’europa, un continente decotto a puntino che ormai è sulla via del declino.

Non sono sempre d’accordo con il signor Mazzalai, ma su questo lo sono assolutamente: nessuno di chi scrive qui sarà ancora vivo quando il dollaro sarà rimpiazzato da qualche altra valuta come principale valuta di scambio, sia essa cinese o di altri paesi.
Dormite tranquilli. Se uno ha meno di 40 anni, oggi comprerei trentennale americano a occhi chiusi, da portare a scadenza. Farei lo stesso con un trentennale italico? Assolutamente no.

gnutim
Scritto il 3 Ottobre 2023 at 11:49

prima che saltino USD o Euro ci sono almeno una quindicina di valute cacca … Try, Zar, Brl, Arg, Huf, monete nord africa…. non facciamo terrorismo gratuito prima di altri eventi potenziali molto più probabili. Starei attento più che altro alla chiamate a margine che si scatenando in questi giorni, anzi chiederei ad Andrea se vedi qualche scricchiolio su questo tema assai sensibile. Grazie

derivata seconda
Scritto il 3 Ottobre 2023 at 14:22

Non sono d’accordo cinque anni sono un tempo lunghissimo, eterno . per un privato, forse parlate cosi’ perche’ li avete presi. Restare impantanati, anche se nella buona qualita’, non ha senso.

derivata seconda
Scritto il 3 Ottobre 2023 at 14:25

Adesso il mercato usa apre, sono loro che dirigono l’orchestra, se continua come ieri prepariamoci a nuove dichiarazioni. Nuove dichiarazioni…. gia’ non sanno dove girarsi.

veleno50
Scritto il 3 Ottobre 2023 at 14:38

Btp valore se lo tieni 5 anni rende il 4,36 lordo. Il btp 5 anni sul mercato rende il 4,26. Il btp valore come il btp normale paga il 12,5% di tassazione. Non paga commissioni il btp valore. Il btp tradizionale le paga, l’imposta di bollo è x entrambi. La differenza tra uno e l’altro è a favore di 0,10 per il btp valore. btp valore 2028 ne sono stati collocati circa 6/7miliardi in un giorno e mezzo. Un qualsiasi Btp a 5 anni ne vengono scambiati in questo momento 10 milioni al mot. Pagamento interessi trimestrale per il btp valore. Come ha fatto un 0,10 di differenza a spostare 15 miliardi a fine collocamento dai conti correnti. Non trovo spiegazione per me è incredibile.

aiccor
Scritto il 3 Ottobre 2023 at 18:14

non è lo 0,10%, che la gente guarda la televisione, la pubblicità, quindi oggi si comprano BTP e pesche….
veleno50,

aorlansky60
Scritto il 5 Ottobre 2023 at 11:25

prima che saltino USD o Euro ci sono almeno una quindicina di valute cacca… non facciamo terrorismo gratuito prima di altri eventi potenziali molto più probabili.

Nell’Ott 1929, nelle settimane che precedettero il fatidico 24 del mese (e l’ancora più NERO 29, il giorno più disastroso della Storia della Borsa Americana), tutte le voci autorevoli ai vertici del sistema (personaggi politici, banchieri, ‘esperti’ finanziari, stampa specializzata) erano accomunati convintamente nel sostenere che “l’economia USA era florida con buone prospettive per il futuro”… poi accadde l’impensabile… QUELLO CHE NESSUNO AVEVA PREVISTO (a parte pochissimi insignificanti detrattori messi a tacere dal CORO del ‘politicamente corretto’ del tempo).
Ci sono sinistre analogie tra quello che accadde 100 anni fà con quanto è in corso attualmente.
In un sistema dominato dall’uomo (più precisamente da algoritmi SW che ormai sovrintendono in automatico le scelte di acquisto/vendita delle piattaforme di trading) tutto è [ancora] possibile, anche l’impensabile, oggi come ieri… con il DEBITO FEDERALE USA arrivato agli ultimi livelli noti (> 33.000 miliardi $ con prospettiva di costante aumento nei prossimi anni), solo per il bilancio del prossimo anno gli USA dovranno sborsare 1000 miliardi di $ in soli INTERESSI… tutta CARTA da rimborsare che richiederà altra CARTA in emissione, in un ciclo continuo apparentemente “senza fine”, perchè QUEL LIVELLO DI DEBITO è destinato solo ad AUMENTARE nel tempo… Questa è una fuga nella fantasia dalla realtà, ben oltre quella che aveva commentato J.K.Galbraith sulle condizioni locali che determinarono il CRACK di Wall Street del 29… Le proporzioni attuali sono infinitamente più critiche rispetto ad allora… Io semplicemente osservo [e dico] che prima o poi deve accadere “qualcosa” da ricondurre tutti quanti ‘con i piedi per terra’, di ritorno dal mondo della “fantasia”… Qualcuno insiste nel definirlo “Soft Landing”… io credo che non sarà esattamente così…

puntosella
Scritto il 5 Ottobre 2023 at 22:39

USA Rapporto : Debito per interessi \ P.I.L.

Quanto è il Prodotto Interno Lordo americano?
Quanto è il debito pubblico americano?
A quanto ammonta il debito per interessi?

Quanto è il debito pubblico americano?
USA: Rapporto PIL\Debito per interessi.

PIL annuale (Miliardi di Dollari) 25.463 dic 22
Tasso di crescita annuale (%) 2,40% giu 23

Il debito pubblico americano totale (federale e regionale) è oggi
di oltre 32 mila miliardi di dollari, era di circa 10 mila miliardi
quando esplose la grande crisi finanziaria del 2008.

Si stima che entro la fine del decennio raggiungerà i 50 mila
miliardi.

Intanto, è opportuno registrare che nel periodo ottobre 2022
– giugno 2023, a seguito degli aumenti dei tassi voluto dalla
Fed il pagamento per gli interessi è stato di 652 miliardi di dollari.

I 652 miliardi spesi per interessi diviso il valore del PIL che
è 32.000 miliardi mi da la percentuale che è di 2,0375% per cui
possiamo dire che tutto l’aumento del Prodotto Interno Lordo è
uguale agli interessi pagati sul debito.

E parliamo solo di deficit per interessi, ma il deficit totale
quest’anno sarà pari al 6,3% del PIL.

E’ anche vero che il debito di uno stato è cosa differente
dal debito di una famiglia o da una impresa se ha il controllo
della moneta, ma a tutto c’è un limite oltre il quale l’equilibrio
si spezza soprattutto quando il debito è anche in quantità
abbastanza consistente in mano estera e non è tutto o
quasi tutto interno come in Giappone le cui nuove emissioni
vengono acquistate quasi tutte dalla Banca centrale e
quindi diventa una partita di giro finché sta bene ai Giapponesi.

Per saperne di più qui il LINK a ItaliaOggi
https://www.italiaoggi.it/news/il-debito-usa-e-senza-un-tetto-2610887

aorlansky60
Scritto il 6 Ottobre 2023 at 07:57

@Puntosella

🙂
grazie per l’intervento e i dati forniti (alcuni dei quali conoscevo), ma attenzione :
il DEBITO USA stà salendo vertiginosamente mese dopo mese, CON UNA VELOCITA’ di AUMENTO INAUDITA…
tu indichi 32.000 miliardi $, ma attualmente (SET2023) ha superato allegramente i 33.000 miliardi…

ma non mi è chiaro un tuo passaggio, quello dove dici :

I 652 miliardi spesi per interessi diviso il valore del PIL che è 32.000 miliardi

quel valore che indichi di PIL nell’operazione è quello del DEBITO… il PIL come tu stesso hai fornito, è pari a 25.463 miliardi…

se mi puoi gentilmente chiarire, per favore… (dato che l’argomento qui trattato mi interessa parecchio)

Se è vero quello che leggo non solo da Andrea ma anche da altre fonti (la Fed costretta a ‘pompare’ $ 100 miliardi/settimana (my God, la ‘stamperia’ rischia di grippare!) per tamponare la ‘falla’ delle banche regionali USA, iniziata a Marzo 2023 con il crack di SVG e di altre due ‘banchette’ rurali, quale misura che doveva essere di emergenza temporanea (1 mese) invece si è trasformata a misura STRUTTURALE (ad oggi: 7 mesi, 30 settimane x 100 miliardi di $ in media… e pare non sia ancora finita…) non si fatica a comprendere le “difficoltà” nascoste dell’economia USA… quelle che ‘l’istituto luce biden’ non vuole raccontare…

ed inoltre, sono assolutamente d’accordo (come non esserlo?) con quello che affermi [riferito a DEBITO STATALE] :
a tutto c’è un limite oltre il quale l’equilibrio si spezza soprattutto quando il debito è anche in quantità abbastanza consistente in mano estera e non è tutto o quasi tutto interno come in Giappone le cui nuove emissioni vengono acquistate quasi tutte dalla Banca centrale e quindi diventa una partita di giro finché sta bene ai Giapponesi.

aorlansky60
Scritto il 6 Ottobre 2023 at 08:12

Nella stessa operazione di cui sopra,
mettendo i fattori giusti, ovvero :

spesa per interessi / PIL cioè in numeri : 652 miliardi / 25.463 = 2,56%

che NON VIENE COMPENSATO dalla crescita di PIL dichiarata (2,40%)…

neppure se si “aiuta” sommando il 2,40% di crescita stimata 2023 al PIL 2022 :

652 miliardi / 26.074 = 2,50%

derivata seconda
Scritto il 6 Ottobre 2023 at 09:54

Il calcolo stechiomentrico dei rapporti debito,massa monetaria, interessi, per chi investe ratail ma penso che valga anche per le istituzioni non ha molto senso. Noi dobbiamo vivere e se possibile investire nel momento in cui siamo, se salta tutto perche’,perche’,perche’ dovremo ingegniarci a fare altro. Le stellette servono al mio consulente che viene a casa a dirmi che il tale investimento e’ affidabile. Le stellette sono, per lui soprattutto, e dovrebbero essere per me un punto di riferimento ma se il ciello si copre di nubi…… In definitiva non mi interessa l’incremento secondo per secondo del debito: Lo lascio andare .

puntosella
Scritto il 6 Ottobre 2023 at 11:02

@aorlansky60

Scusami per il ritardo con cui ti rispondo,
ho avuto qualche problema tecnico .

Hai ragione, non è il rapporto Spesa per interessi/ PIL,
ma Spesa per interessi/Debito totale, per il resto i tuoi
numeri sono perfetti.

Me ne scuso.

aorlansky60
Scritto il 6 Ottobre 2023 at 11:30

Ma quali scuse, 🙂 😉
qui sono in tanti (oltre che al di fuori da questo blog) che possono solo imparare da Te e dalla tua sapienza (in materia di Finanza) me compreso naturalmente.

aorlansky60
Scritto il 6 Ottobre 2023 at 11:50

Le stellette servono al mio consulente che viene a casa a dirmi che il tale investimento e’ affidabile.

Nessuno può mettere in dubbio la SOLIDITA’ degli USA (quale Stato #1 al mondo per vari fattori) a GARANZIA DEL DEBITO CHE POSSIEDE, e del DEBITO CHE GENERA PERIODICAMENTE per SOSTENERE QUEL DEBITO già esistente, ma quando questo Stato passa da 10.000 miliardi di $ di DEBITO a 33.000 miliardi nel giro di pochi anni (praticamente gli ultimi 5) con trend previsto di ulteriore AUMENTO DEL DEBITO Federale da qui al medio/breve futuro, qualche lampadina di allarme è lecito che si accenda, tra quelli [come me] che ragionano con la propria testa, anzichè tutti quelli che si fanno incantare dalle parole dei soliti ‘personaggi autorevoli’ inseriti in posizioni di vertice affinchè facciano quel lavoro (appunto di raccontare al mainstream sottostante che “NON SUSSISTE NESSUN PROBLEMA e CHE L’ECONOMIA AMERICANA è SOLIDA” che è la stessa storia che raccontavano nei mesi di SET-OTT 1929 al parco buoi nord americano…), anche perchè la GARANZIA sulla CARTA EMESSA è data solo dallo Stato emittente in se (gli USA) e NON E’ GARANTITA DA NESSUN ALTRO SOTTOSTANTE (bei tempi quando il $ era agganciato al GOLD, ma con questa situazione in essere non si poteva certo aprire alla SPECULAZIONE PIU’ SELVAGGIA E DEREGOLATA, come si assiste ormai da 50anni, con gli ultimi 20 che hanno dato prova di essere andati completamente fuori di senno…) ed anche perchè quel DEBITO come ben ha sottolineato Puntosella, è sparso in giro per il mondo, anzichè essere detenuto -come nel caso del Japan- solo dalla sua Banca Centrale e da investitori (istituzionali o retail) LOCALI…

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