DEFLAZIONE DA DEBITI: OPZIONE NUCLEARE TASSI NEGATIVI!

Scritto il alle 07:59 da icebergfinanza

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Nella notte l’ultimo affondo mentre il mercato segnala l’esplicita richiesta alla Federal Reserve di un ulteriore taglio dei tassi di un altro mezzo punto per la riunione del 18 di marzo, cosa molto probabile soprattutto se dopo il 15 di marzo l’Organizzazione mondiale della Sanità dichiarerà pandemia globale il coronavirus.

Torno a ribadire che oggi la Banca centrale americana si trova in queste condizioni…

La Fed sta facendo esplodere tutte le bolle che ha contribuito a diffondere, esplosioni essenzialmente deflattive, la maggiore responsabilità di tutte le crisi della storia è delle banche centrali e della loro politica monetaria.

Ieri a tarda notte abbattutto il rendimento del 1 % sul decennale USA…

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… una violentissima accelerazione che è proseguita nella notte arrivando sino ad un minimo del 0,81 % circa.

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Stessa cosa è successa al trentennale che ha sfondato quota 1,50 %.

La richiesta di un ulteriore taglio da parte del mercato è ESPLICITA, la Banca centrale americana è in trappola. Aspettiamoci una risposta anche dalle altre banche centrali.

La deflazione da debiti sta facendo il suo corso, per chi in questi anni non avesse ancora capito di cosa parliamo riproponiamo alcuni punti salienti che spiegano quale è il massimo rischio attuale, ovvero che buona parte del debito contratto in questi anni non potrà mai più essere rimborsato, facendo scattare l’ultima opzione di una deflazione da debiti, ovvero default e ristrutturazionei del debito di massa.

Come esempio utilizziamo lo scoppio di una delle tante bolle immobiliari che ha caratterizzato questa crisi. Sostituite gli immobili immaginando altri asset o strumenti finanziari ed ecco quello che in realtà è accaduto e probabilmente accadrà:

1. la liquidazione dei debiti attraverso la svendita dei beni patrimoniali: i proprietari sono costretti a svendere la loro abitazione in quanto non riescono più a racimolare il denaro per pagare la rata del mutuo. Nel frattempo, il valore della loro abitazione scende sotto il valore del mutuo residuo. Le banche vedono pertanto crollare il valore dei loro attivi in seguito alle svalutazioni dei beni immobiliari. Gli speculatori debbono a loro volta rientrare immediatamente dai loro debiti svendendo le case o i titoli acquistati;

2. tutti si affrettano a liberarsi delle proprie case, amplificando la caduta della velocità di circolazione della moneta, ovvero la frequenza media con la quale un’unità di moneta è spesa in uno specifico periodo di tempo;

3. questo provoca un crollo generalizzato del livello dei prezzi e un aumento dell’onere del debito espresso in termini reali (ciò che ieri valeva 100 oggi vale 90, ma il mio debito resta nominalmente 100). Il crollo dei prezzi innesca a sua volta reazioni dannose per l’economia, sia per quanto riguarda il valore delle garanzie, che automaticamente scendono (la mia casa vale 90 mentre l’ipoteca resta 100), sia per quanto riguarda la riduzione della ricchezza (o la sensazione della sua riduzione), che provoca una riduzione dei consumi;

4. la riduzione del valore dei patrimoni, unita a quella delle garanzie, provoca quindi il circolo vizioso dei fallimenti privati e aziendali;

5. e il crollo dei profitti delle aziende;

6. ne consegue l’ulteriore crollo degli investimenti, dei redditi, dei salari, delle pensioni e dell’occupazione che porta a una contrazione ulteriore dei consumi;

7. e a un peggioramento del livello di fiducia nel sistema;

8. che invita, a questo punto, al «tesoreggiamento» (accumulo di liquidità infruttifera, ristagno, parcheggio di liquidità che non rende nulla, in attesa di un ulteriore calo dei prezzi degli immobili) oppure alla «tesaurizzazione» (acquisto di oro), con la conseguente ulteriore diminuzione della velocità di circolazione della moneta;

9. che a sua volta provoca infine un’alterazione dei tassi di interesse (con una riduzione del tasso nominale e un aumento di quello reale).

DEFLAZIONE DA DEBITI: COSA POTREBBE ACCADERE.

I recenti dati sul mercato dei servizi americano dimostrano quanto siano inattendibili i dati macro USA una divergenza simile su un singolo dato, quello dei servizi non si era mai vista nella storia.

L’unica possibilità è che il sistema di rilevazione dati dell’indice ISM sia talmente obsoleto o poco rappresentativo da non essere minimamente in grado di raccontare la realtà.

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Mentre l’indice Markit US Service PMI segnala una forte contrazione a livelli con non si vedevano dal 2013 l’indice ISM NMI non manifatturiero segnala una forte crescita della produzione, dell’occupazione, dei prezzi e addirittura dei nuovi ordini sia interni che dall’estero, il che permettetemi fa sorridere due volte, vista la situazione attuale.

Oggi usciranno i dati sul mercato del lavoro USA, vediamo cosa si inventano!

Questo dimostra che molti dei dati in arriva dagli USA sono inattendibili come gli idioti che lavorano alla CNN quando mostrano il nostro Paese come epicentro del coronavirus.

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La dimostrazione di quanta gente idiota ci sia in circolazione in un Paese dove grazie alla sanità privata per farsi un tampone servono più di 3000 dollari, ovvero in un Paese dove non hanno la più pallida idea della pandemia nascosta che sta per scoppiare sul suolo americano.

Nel 1987 quando i mercati crollarono di oltre il 20 % in un solo giorno, la Fed intervenne tagliando i tassi di uno 0,50% ma i tassi erano sopra il 7% stessa cosa nei crolli della bolla internet e subprime. Anche nel 2007 i tassi erano superiori al 5% ora sono poco sopra 1 %.

Empiricamente in una recessione i tassi vengono tagliati mediamente di quattro o cinque punti, non credo ci volesse molto a comprendere che non ci sono più margini di manovra, quello che noi vi abbiamo raccontato in questi mesi.

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I TASSI NEGATIVI sono oggi una certezza ASSOLUTA!

Ora il mondo intero si sta svegliando, soprattutto quelli del mondo finanziario che in questi anni hanno negato la possibilità di vedere tassi negativi in USA.

Sembra che qualcuno, uno di quelli che contano, stia scommettendo sui mercati attraverso le opzioni sui titoli del tesoro che i titoli a dieci anni entro tre settimane andranno in negativo, il tutto secondo Bloomberg.

Il che francamente ci sembra davvero troppo, a meno che alla Fed non sanno qualcosa che noi non sappiamo, ma al di la di questa accelerazione notturna non credo che ci arriveremo in così poco tempo anche se nulla è da escludere in mezzo al panico.

Gli analisti di BMO si stanno adeguando alle nostre analisi…

  1. Dubitiamo fortemente che la Fed implementerà mai una politica di tassi inferiori allo zero, se non altro per quello che insegna l’esperienza europea con l’esperimento fallito,
  2. Una volta che il FOMC abbassa i tassi nell’intervallo 0,00-0,25%, il QE entra rapidamente in gioco e…
  3. a differenza del mercato EGB, l’offerta di tesoreria è più che ampia per soddisfare le ambizioni in espansione del bilancio.

Perché allora Lyngen pensa che i rendimenti negativi siano una possibilità? La risposta è semplice: la percezione da parte degli investitori che una volta che i tassi ufficiali sono vicini allo zero, c’è una possibilità (non importa quanto remota) che l’attuale impensabile sia l’unica azione. A quel punto diventa una profezia che si autoavvera, e come abbiamo osservato spesso, qualunque cosa il mercato richieda la Fed, la Fed finisce per farlo. Anche se significa NIRP.

E il mercato in questi giorni sta chiedendo a gran voce alla Fed di portare i tassi in territorio negativo, non importa se la Fed non lo farà, il mercato è sovrano e nei prossimi mesi porterà i tassi in negativo.

Chiudiamo infine con una lezione di economia comportamentale da far girare nelle scuole o meglio una lezione di come le favole hanno sempre un fondo di verità, soprattutto quella del nostro Pinocchio, dove la volpe Dimone, ops scusate intendevo dire il gatto e la volpe raccontano balle e vendono i miracoli di un campo che non esiste…

Vi abbiamo già raccontato che questo signore in questi ultimi anni ha suggerito di stare molto attenti ai tassi sul decennale USA che avrebbero dovuto superare il 4 o il 5 %. Ora siamo a 0,80!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!

La sua banca nelle settimane scorse…

… continua all’inizio di febbraio …

Come riporta Zero Hedge, JPMorgan, la maggiore banca di affari d’America è andato in una crociata contro i tassi e rendimenti, e ha perso in modo epico.

Ora, ma solo ora, davanti all’evidenza, i loro analisti si chiedono…

“I rendimenti del Tesoro USA potrebbero raggiungero quota ZERO? ”

In molti in queste settimane ci hanno fatto i complimenti per le nostre previsioni, alcuni hanno detto che abbiamo avuto un coraggio epico a sfidare le dichiarazioni della più grande banca di affari americana.

Nessun coraggio, nessuna fortuna, solo analisi, studio e buon senso, il resto è spazzatura finanziaria come alcune notizie, analisi o dichiarazioni che hanno un solo obiettivo, sviare l’attenzione dalle occasioni.

E nonostante abbia ora una probabilità del 90% di una recessione, la banca – che fino a poche settimane fa elogiava lo stato dell’economia americana – è pronta a sottolineare che “questa non è la nostra visione di base, e il nostro team di tassi statunitensi prevede i rendimenti del decennale USA raggiungere l’1,30% entro la metà del 2020 e l’1,60% entro la fine dell’anno. “

Inutile non cambieranno mai, un rimbalzo è possibile ma da qui al 4 o 5 % tanti auguri.

Nessun coraggio, nessuna bravura da parte nostra solo un po di sano buon senso, studio, passione e strategia, ma soprattutto fare sempre il contrario di quello che un banchiere ti suggerisce, sempre!

Ve ne potrei raccontare una su un banchiere di mia conoscenza che amava raccontare che il sottoscritto era un folle a proporre simili investimenti, ma meglio lasciare perdere, la verità è sempre figlia del tempo!

Buon fine settimana, il Vostro sostegno al nostro viaggio è sempre ben accetto! Andrea

 

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