POPOLARE DI BARI NO DEAL BREXIT: LA FRODE CONTINUA!

Scritto il alle 07:57 da icebergfinanza

Ieri all’improvviso dopo un po di quiete, Donald ha preso carta e tweet e si è rimesso di buona lena a dare suggerimenti alla Federal Reserve, mentre si avvicina un fine anno surreale, dove la cocaina finanziaria si respira in ogni angolo dell’interbancario, necessaria più di sempre per restare in vita…

“Sarebbe grandioso se la Fed abbassasse ulteriormente i tassi di interesse e procedesse con il quantitative easing. Il dollaro è molto forte nei confronti di altre valute e non c’è quasi nessuna inflazione. Questo è il momento di farlo. Le esportazioni aumenterebbero!”

E dai fatelo contento, abbassate sti tassi, suvvia, il dollaro non si indebolisce oltre le dinamiche tecniche neanche se lo scrive tutti i giorni, nomn starete mica pensando di farlo fuori, facendo crollare l’economia USA proprio l’anno delle elezioni presidenziali?

Pensandoci bene potrebbe succedere, inoltre c’è un altro motivo per il quale Trump si agita tanto sui tassi, ma questo ve lo spiegherò nell’outlook 2020 in preparazione.

Cartoon of the Day: Naughty - 12.17.2019 rate of change cartoon

Già sarà uno shock nel 2020 comprendere che non c’è alcuna possibilità MATEMATICA che la CIna acquisti tutti i pop corn promessi, tantomeno esiste la possibilità che gli USA raddoppino le esportazioni verso la Cina, non solo di popcorn ma di qualunque altra fesseria.

Tu pensa che hanno dichiarato che i miliardi dell’accordo erano 50, ora sono scesi a 20 miliardi in due anni, ad esempio solo lo scorso anno, il 2018, le esportazioni agricole verso la Cina delle fattorie americane erano 9 miliardi prima della guerra commerciale, come diamine fai ad arrivare a 50 miliardi anche mettendo insieme altre cianfrusaglie?

“In base ai nostri recenti controlli sui canali, riteniamo che le vendite totali di iPhone in Cina in Cina siano diminuite ~ -30% a / a a novembre”, ha dichiarato Zhang in una nota ai clienti martedì.

Caspita un crollo di quasi il 30 % delle vendite di Iphone in Cina, ma allora che accordo è, altro che popcorn, dovevano imporre di comprare più telefonini sai che gusto per Huawei. A proposito si sa nulla di Huawei nell’accordo?

L’accordo di cui nessuno sa niente, firmato solo in casa, ancora da tradurre e firmare deve ancora essere concluso al di la delle balle di fieno di facciata, un accordo che dovrà essere verificato, prima di passare alla fase due, di cui già tutti parlano.

Ma tu pensa, tutti a parlare di pop corn e nessuno che dice nulla della proprietà intellettuale o dell’apertura dei mercati cinesi e americani reciproca, solo intenti o prese per i fondelli di acciaio ovviamente.

Non solo, c’è un bug enorme nell’ultimo accordo …

  • Il 1 ° dicembre, Pechino ha implementato il sistema di protezione multilivello 2.0, emesso ai sensi della legge sulla sicurezza informatica del 2016.
  • Il 1 ° gennaio, la legge cinese sulla crittografia diventa effettiva.

Queste misure vietano alle società straniere di crittografare i dati in modo che non possano essere letti dal governo centrale cinese e dal Partito comunista cinese. Le aziende dovranno consegnare le chiavi di crittografia. Le aziende non saranno in grado di utilizzare reti private virtuali per mantenere segreti i dati e alcuni ritengono che non potranno più utilizzare server privati.

Insieme, queste misure consentono a Pechino di acquisire tutti i dati e le comunicazioni di società straniere.

TOMBOLA, con tanti saluti alla proprietà intellettuale, ma davvero a Wall Street sono tutti così fessi o è la cocaina e il testostorone che fanno davvero male?

Ma veniamo velocemente alla fine del mondo, si quella prodotta dalla Brexit in questi anni, pestem colera, cavallette, milioni di persone senza lavoro e recessioni multiple comprese al punto tale che le agenzie del senno di poi incominciano a migliorare il rating…

In molti si stavano chiedendo cosa festeggiavano i mercati lunedi dopo la strepitosa vittoria di Johnson, ora anche gli ignoranti lo sanno…

Un accordicchio con la Ue o una Brexit senza accordo. A questo porterà, se accolto dal Parlamento, l’emendamento voluto dal premier Boris Johnson che, fedele al mantra “Get Brexit Done”, intende inserire nella legge di ritiro dalla Ue l’obbligo legale di non rinviare il periodo transitorio. La transizione scade il 31 dicembre 2020. Da gennaio a dicembre Londra e Bruxelles ingaggeranno una corsa contro il tempo per concludere un accordo di partenariato e non ci sarà alcuna rete di sicurezza.Il primo voto sui piani di Johnson per uscire dalla Ue è previsto venerdì 20 dicembre alla Camera dei Comuni. Con l’emendamento deciso dal partito Tory non si avranno estensioni del periodo transitorio che, a partire dal 31 gennaio 2020, data prevista per la Brexit (ma potrebbe essere anticipata) vedrà la Gran Bretagna seguire ancora la maggior parte delle regole (Sole24Ore)

Infine veniamo a noi, perchè in questo Paese ce ne sarebbe abbastanza per scatenare una rivoluzione, altro che quattro sardine che scendono in piazza per farsi un brullè!

Come sempre i decreti per salvare qualcuno, li fanno sotto l’ombrellone a Ferragosto o meglio a Natale, quando la gente comune ha altro a cui pensare!

Sto parlando delle banche nostrane, di cui la Popolare di Bari è solo l’ultimo caso, vorrei vedere le piazze d’Italia gremite per fare paura ad amministratori e regolatori, banchieri e vigilanza che hanno distrutto i risparmi di un intero Paese, più che distrutto come ben sapete, hanno trasferito nelle loro tasche i risparmi dei loro correntisti.

L’elenco è davvero lungo e non bastano i nomi famosi per mettere insieme la lista.

“È tutto truccato, Bankitalia è dalla nostra parte” 

Inoltre sono curioso di vedere come andrà a finire una certa cosuccia che si sta verificando dalle mie parti, Valerio Onida non è uno qualunque, vediamo cosa salta fuori.

Ci sono delle cosuccie davvero interessanti nella vicenda della Popolare di Bari, come ad esempio il prestito fatto a favore della decotta Tercas per rimborsare una linea di credito per rischio liquidità concessa dalla Banca d’Italia, una sorta di gioco delle tre carte come ne parlano i giornalisti mainstream che ogni tanto si svegliano in questo Paese!

Per il resto lo ripeto, italiani popolo di furbi e soprattutto di fessi, migliaia di sardine in piazza a protestare mentre nessuno ha ancora compreso che il vero problema di questa società sono la frode e la manipolazione che circonda il sistema bancario e finanziario mondiale e nostrano, banchieri, regolatori e vigilanza spesso assenti, gente senza scrupoli che non perde occasione di utilizzare le istituzioni come salotti di casa propria, per aiutare gli amici degli amici, gente pericolosa che ha distrutto percentuali di Pil enorme nel nostro Paese.

Sveglia Signori Sveglia!

Noi ci vediamo lunedi con OUTLOOK 2020 “La Profezia” omaggio dedicato a tutti coloro che hanno generosamente sostenuto il nostro viaggio.

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9 commenti Commenta
laforzamotrice
Scritto il 18 dicembre 2019 at 14:19

Finché gli italiani vogliono fare soldi senza lavorare (un lungo effetto psicologico dei bot al 20% dei “mitici” anni 80) gli squali avranno sempre sardine da mangiare. E di sardine ce ne saranno sempre meno, e gli squali si mangeranno tra loro…ma non è una grande soddisfazione.

idleproc
Scritto il 18 dicembre 2019 at 15:15

Pare che i cugini francesi non apprezzino molto le “riforme” di quelli che non sanno proprio che cosa sia “lavorare”. Lo MSM nostrano preferisce discutere di qualche unghia incarnita delle caste che di quanto sta accadendo in Francia. Forse è anche meglio così ed evitiamo di sentire fregnacce-analisi.

idleproc
Scritto il 18 dicembre 2019 at 16:01

laforzamotrice@finanza,

Il corpo sociale reale non è mai stato così polarizzato e soggetto ad esproprio da parte di una minoranza irrisoria con da un lato il lavoro in senso lato, le classi medie e medio-basse sempre più impoverite, piccoli e medi imprenditori compresi e dall’altro lato gli apparatchik ormai sputtanati e identificati insieme all’esigua minoranza che è di ordini di grandezza inferiore al mitico 1%.
Quella che si chiama tecnicamente “lotta di classe” che semplificando sono i produttori da una parte e gli altri predetti sono l’élite, è sempre latente e mai eliminabile in questo sistema, basta poco per innescarla, poi vedrai che corsa, sarà entusiasmante. Sono stati così bravi con le “riforme” che hanno eliminato gli strumenti di mediazione istituzionale e sociale insieme al principio di legittimità schierando il tutto ai piedi del tavolo da pranzo della élite partecipando dei bocconi lasciati cadere.
Non sono state un granché di mosse ma sai, il senso di onnipotenza.
E’ sempre e solo una questione di tempo su di un percorso obbligato che avrà accelerazioni, pause e rallentamenti.

idleproc
Scritto il 18 dicembre 2019 at 16:33

…posso anche affermare con una ragionevole certezza che gli argomenti in discussione in prospettiva non saranno MeToo, il retrobottega mediatico e dei salotti, Greta e la borsa dei punti CO2, gendre, e tutto il resto che si sono inventati.

noldor
Scritto il 19 dicembre 2019 at 11:37

Gli italiani vogliono fare i soldi senza lavorare? Può darsi, ma di certo il fatto che chi lavora venga massacrato di tasse e burocrazia non aiuta ad avere voglia di lavorare.

giobbe8871
Scritto il 19 dicembre 2019 at 13:58

GRANDE MAZZALAI
che news hai evidenziato.
Grazieeeee

Queste misure vietano alle società straniere di crittografare i dati in modo che non possano essere letti dal governo centrale cinese e dal Partito comunista cinese. Le aziende dovranno consegnare le chiavi di crittografia. Le aziende non saranno in grado di utilizzare reti private virtuali per mantenere segreti i dati e alcuni ritengono che non potranno più utilizzare server privati.

Insieme, queste misure consentono a Pechino di acquisire tutti i dati e le comunicazioni di società straniere.

giobbe8871
Scritto il 19 dicembre 2019 at 14:03

è come fare il conto senza l’oste
ma roba de matti

grandi fuochi d’artificio verranno sparati nel 2020 !
ahh ahhh

kry
Scritto il 21 dicembre 2019 at 00:33

MILANO (Finanza.com) Il debito pubblico francese torna sopra il 100% del Pil. Alla fine del terzo trimestre 2019, rimarca l’Insee, il debito risulta di 2.415 miliardi di euro, in aumento di ben 39,6 miliardi rispetto al trimestre precedente. L’aumento del rapporto debito/pil risulta dello 0,9% rispetto al trimestre precedente. Non è la prima volta che il debito scavalca la soglia del 100 per cento del pil: nel 2017 successe due volte (100,7% nel primo trimestre 2017 e il 100,9% nel secondo trimestre).

Come mai nessuno ne parla?
40 miliardi in un trimestre con tassi praticamente a zero mentre noi paghiamo ancora sopra 1% ???
La Francia è la Francia e l’ Italia è l’ Italia ??? Si , si.

aorlansky60
Scritto il 2 gennaio 2020 at 09:43

@ Kry 21DIC 00:33

alla tua osservazione, circa “la francia è la francia” (e quindi può fare quello che vuole, anche ciò che l’ITALIA non può fare), rispose allo stesso modo un certo jc junker quando interrogato per lo stesso motivo, da un esponente politico italiano che gli faceva notare (alcuni mesi fà) la stessa tua osservazione accompagnata con i numeri del DEFICIT e del DEBITO PUBBL FRANCESE; infatti il pres.d.Com.UE gli rispose : «la france c’est “la france”…» lasciando intendere appunto quello che tutti possono vedere con i propri occhi da 20anni almeno, ovvero che la UE così regolamentata (prima ancora che stabilita dai suoi trattati) è una enorme storpiatura e contraddizione che favorisce gli Stati più forti (come la FR) a discapito di quelli più deboli.

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