CHINA TRUMP: ESCALATION TRADE WARS…CHICKEN GAME!

Scritto il alle 07:41 da icebergfinanza

Su Wikipedia, alla voce il gioco del pollo, “chicken game” c’è la descrizione perfetta di quello che sta accadendo in queste ore tra Stati Uniti e Cina…

Il gioco del pollo (calco dall’inglese chicken game dove chicken sta per pavido), o meglio gioco del coniglio o fifone, è una configurazione della teoria dei giochi a somma non nulla. L’informazione è completa e vi partecipano due giocatori che agiscono contemporaneamente.

L’esemplificazione classica è basata sulla sfida del film Gioventù bruciata con James Dean del 1955 in cui due ragazzi fanno una corsa automobilistica lanciando simultaneamente le auto verso un dirupo. Se entrambi sterzano prima di arrivarvi, rimedieranno entrambi una magra figura con i pari; se uno sterza e l’altro continua per un tratto di strada maggiore, il primo farà la figura del coniglio, mentre il secondo guadagnerà il rispetto dei pari. Se entrambi continuano sulla strada, moriranno. (…) In questo gioco nessuno dei due giocatori ha una strategia dominante e vi sono due equilibri potenziali: (“sterza”, “continua diritto”) e (“continua diritto”, “sterza”). Come si vede, entrambi sono degli ottimi paretiani e il gioco viene detto di non-coordinamento, poiché ad entrambi conviene adottare la strategia opposta rispetto a quella dell’altro giocatore. Naturalmente ognuno dei due giocatori ha una preferenza per un equilibrio in particolare. La soluzione del gioco proviene dalla dichiarazione credibile di uno dei due giocatori dell’intenzione di non voler sterzare ad ogni costo. L’altro giocatore si vedrà costretto a sterzare per primo per evitare la morte.

Il punto di non ritorno è stato raggiunto.

Il dipartimento americano del Tesoro ha formalmente deciso che la Cina è un “manipolatore di valute”. L’amministrazione Usa è così passata dalle parole ai fatti.

Dopo il tweet mattutino con cui il presidente Donald Trump aveva lanciato una tale accusa a Pechino sulla scia dell’indebolimento dello yuan sui minimi del 2008 contro il dollaro, il segretario Steven Mnuchin ha annunciato questa designazione. E’ la prima volta dal 1994 che la Cina finisce in questa ‘lista nera’. Per il momento la mossa è simbolica, visto che non sono previste azioni punitive ma l’America potrebbe arrivare a imporre sanzioni.  L’effetto sui mercati è stato comunque immediato.

(…)

Washington accusa Pechino di avere così” violato gli impegni presi nell’ambito del G20, secondo cui i paesi membri evitano di svalutare le rispettive divise per avvantaggiarsi sui partner commerciali. “Il Tesoro continua a fare pressione sulla Cina per potenziare la trasparenza sui tassi di cambio e sulle attività e sugli obiettivi legati alla gestione delle sue riserve”, conclude la nota.

La decisione del Tesoro Usa è giunta nonostante il governatore della banca centrale cinese, Yi Gang, avesse detto che la Cina non usa i cambi valutari come uno strumento a cui fare ricorso nell’ambito delle dispute commerciali.

Queste mosse sono tutte dirette ad anticipare la sterzata finale di uno o dell’altro, Trump non può permettersi di arrivare alle elezioni del 2010 in questa situazione, soprattutto questo è un chiaro messaggio alla Federal Reserve, ridurre i tassi di almeno un altro 0,50% o almeno questo il mercato sta iniziando a scontare.

Credo che alla fine la nostra previsione di un taglio dei tassi complessivo di almeno un punto percentuale entro la fine dell’anno troverà conferma a meno che la Fed non voglia perdere la fiducia dei mercati.

La Cina ieri ha risposto, primo attraverso il canale valutario, secondo dando ordine di sospendere quasi completamente gli acquisti di prodotti agricoli americani.

Il signor Trump, che aveva in programma un incontro elettorale  in Ohio, voleva essere in grado di rassicurare agli agricoltori – che sono stati i più colpiti dalla lotta commerciale mentre la Cina ridimensionava gli acquisti di mais, soia e maiale degli Stati Uniti – che aveva almeno ottenuto impegni concreti dai cinesi per aumentare gli acquisti delle esportazioni agricole statunitensi.

Ma con sua grande frustrazione, i signori Lighthizer e Mnuchin non potevano dargli alcuna garanzia.

La Federal Reserve non ha scampo, ora è in trappola e siccome molto difficilmente qualcuno tirerà su il piede dal gas, è molto probabile che a settembre ci sarà un nuovo taglio dei tassi, forse anche due se le cose continuano a peggiorare.

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Nella notte, mentre i mercati stavano collassando e il rendimento dei Tbond a 30 anni sfiorva il 2,23 %, arriva la notizia che la banca centrale cinese… 

(ANSA) – NEW YORK, 6 AGO – La banca centrale cinese fissa lo yuan a 6,9683 dollari, un livello maggiore delle attese. Sul mercato offshore lo yuan è scambiato sopra a 7,1107 dollari. Il governatore della banca centrale cinese, Yi Gang, sottolinea che la Cina assicurerà la “fondamentale stabilità” della sua valuta e non si “impegnerà in svalutazioni competitive”.

Commentando la mossa, Garfield Reynolds di Bloomberg osserva che la Banca centrale cinese “ha appena riconquistato una certa misura di controllo sullo yuan in crisi con una soluzione sorprendentemente forte. C’è un sollievo immediato tra le attività a rischio e il rialzo dei rendimenti sui treasuries e lo yen segnala che la mossa potrebbe ridurre parte della pressione nei mercati dall’escalation della guerra commerciale.

Potrebbe anche, aggiunge Reynolds, “calmare la Casa Bianca nel vedere che la Cina sta cercando di appoggiarsi ai fondamentali per sostenere la sua valuta”.

Una svolta importante, soprattutto dopo che la Banca centrale cinese è stata accusata dagli Usa di manipolare la valuta, ma non credo che la Cina abbia già frenato o sterzato, attenzione ai prossimi sviluppi, Agosto ha tutte le prerogative per rivelarsi come un mese davvero interessante se non decisivo per il proseguo della guerra commerciale, un mese notoriamente poco liquido.

Concludo con una piccola dedica a tutti coloro che vi suggeriscono che non c’è alternativa all’equity, che le azioni in questi anni sono state il migliore investimento…

Signori, il reddito fisso in una deflazione da debiti è il miglior investimento possibile, poi si tratta di scegliere il meglio e saper dove scegliere, ma questa è un’altra storia che Machiavelli Vi racconta da tempo immemorabile, il più grande spettacolo del mondo è solo all’inizio. Stay tuned!

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