DEUTSCHE BANK NON ESISTE PIU’!

Scritto il alle 07:06 da icebergfinanza

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Prima di parlare di quello che è successo venerdì in America, se le voci che girano su Bloomberg sono vere, Deutsche Bank, la voragine con il nulla intorno, così come il mondo la conosceva, l’ex regina del reddito fisso e dell’investment bank, la dominatrice assoluta del terzo livello contabile, quel livello dove tutto è calcolato con fantasia non esiste più…

Noi siamo stati tra i primi a mettere sotto la lente nel 2012 questa immensa discarica di derivati, spiace constatare che come sempre a rimetterci saranno i dipendenti e non i manager che in questi anni hanno contribuito ad affondare la banca tedesca, gente con enormi responsabilità fuggita con buonuscite milionarie.

“La ristrutturazione si tradurrà in una riduzione del numero di posizioni equivalenti a tempo pieno di 18 mila entro il 2022”

3 miliardi di profit warnig è il regalo per gli azionisti, quasi 30 miliardi in più di spazzatura derivata da convogliare in una bad bank, l’ultima sorpresa, quasi cinque volte l’attuale capitalizzazione di Deutsche Bank.

Deutsche Bank starebbe valutando di approfondire la pulizia di bilancio nel piano di ristrutturazione che presenterà nelle prossime ore. Secondo quanto informa Bloomberg, l’istituto avrebbe intenzione di creare una bad bank degli asset tossici da 80 miliardi di euro, contro le stime di 50 miliardi circolate nei giorni scorsi.

Ma davvero c’è ancora qualcuno sano di mente nel mondo finanziario disposto a credere a questa favola, noi continuiamo a credere che Deutsche Bank verrà nazionalizzata!

Oltre sette miliardi di perdite per ristrutturare la banca sino al 2022, un buco di 2,8 miliardi nel terzo trimestre e magari si continua a distribuire dividendi e bonus.

“Rifocalizzando la banca attorno ai nostri clienti, stiamo tornando alle nostre radici e a ciò che una volta ci ha reso una delle banche leader nel mondo. Rimaniamo fedeli alla nostra rete globale e aiuteremo le aziende a crescere e fornire ai clienti privati ​​e istituzionali le migliori soluzioni e consigli per le loro rispettive esigenze – in Germania, in Europa e in tutto il mondo. Siamo determinati a generare rendimenti sostenibili a lungo termine per gli azionisti e ripristinare la reputazione di Deutsche Bank “.

Deutsche Bank è impegnata a investire ulteriori 4 miliardi di euro nel miglioramento dei controlli entro il 2022 . La banca combinerà le funzioni di rischio, conformità e anti-crimine finanziario per rafforzare i processi e i controlli aumentando allo stesso tempo l’efficienza.

Sinceri auguri, ma noi continuiamo a pensare che Deutsche Bank verrà nazionalizzata, prima però ci proverà la Cristina a tenere in piedi la baracca come ha fatto Mario Draghi, aiutando come mai nella storia la principale banca tedesca!

Ma veniamo a cose più serie, mentre oggi il mercato festeggerà Deustche Bank, venerdì gli ultimi dati farlocchi sull’occupazione americana, sembrano dare una mano alla Fed, nel non esagerare sui tagli dei tassi.

Noi avevamo suggerito di fare molta attenzione all’ultimo spettacolare rally dei prezzi nel reddito fisso, sia italiano che americano e infatti…

Vediamo che succede lunedi ma consiglio di non avere troppa fretta, c’è tutto il tempo che serve!

Come detto non perdiamo troppo tempo a commentare i dati di venerdì, quello che a noi interessa è che i salari continuano a crecere in maniera anemica, l’inflazione è ampiamente sotto controllo e quindi chi ha venduto i suoi tesori ha fatto un colossale errore.

La Fed non pone troppa enfasi su alcuna relazione in particolare sui dati. I dati sui posti di lavoro di giugno non cambiano radicalmente la narrazione di un taglio dei tassi di luglio, che era già stato telegrafato per motivi dovuti al ribasso del commercio e ai rischi della crescita globale.

In sintesi ha fatto male il mercato a iniziare a scommettere su due ribassi dei tassi, ma questa è una nuova opportunità per chi ha perso il treno.

E ora fate attenzione perchè si torna indietro di circa sei anni…

Per Bloomberg , JPM Asset Management ha acquistato titoli del Tesoro americano a 5 e 10 anni, oltre a obbligazioni italiane a 5 anni e altre a breve scadenza, per approfittare di un rialzo obbligazionario globale che prevede che continuerà, spinto da ulteriori tagli dei tassi e un ritorno al QE della BCE.

Non più tardi di qualche mese fa il loro ceo Dimon, la volpe, prefigurava ai polli il 4 % a dieci anni…

Vorrei solo segnalare a tutti coloro che ancora non hanno compreso cosa sta accadendo che il 30 anni in Germania quota solo la bellezza di un 0,25 % di rendimento e non aggiugno altro.

Inoltre il dollaro è diretto verso traguardi prestigiosi!

 

A tutti quelli che predicano la fine del dollaro o la sua debolezza, ricordo che dal 18 giugno il dollar index non ha fatto una piega,

La storia suggerisce che il differenziale di crescita degli USA rispetto al resto del mondo sosterrà il dollaro almeno sino alla metà del 2020, questa è una notizia su base “empirica” che vi do in anteprima.

Infatti l’euro e la Germania sono in grandissima forma…

 

 

Tra meno di un’ora alle 8.00, export, bilancia commerciale e produzione industriale tedesca, auguri Germania ne hai davvero bisogno, i bei tempi fondati sul dumping commerciale e sociale in Europa sono finiti, per te inizia il momento della verità, la verità figlia del tempo!

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-Patrick Watson

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11 commenti Commenta
aorlansky60
Scritto il 8 luglio 2019 at 14:30

E finalmente, poco a poco, si arriva al capitolo finale della vicenda… Una ragione ci deve pur essere, se la stessa Fed USA (non un “piripicchio” qualunque) ha recentemente indicato 3 istituti bancari prima degli altri, come possibile causa di rischio sistemico globale, nel caso avvenga un “intoppo” indesiderato all’interno di essi :


1) Deutsche Bank
2) Credit Suisse
3) Barclays

classificate per ordine di “importanza” (da leggersi: come quantità di TNT pronto a scoppiare al loro interno, se…) tutte accomunate dall’ aver fatto baldoria a base di PRODOTTI DERIVATI acculumati nei propri bilanci IN QUANTITA’ GIGANTESCHE negli ultimi 10anni(almeno)…

E il paradosso della vicenda è che EBA -autorità di controllo bancario europeo- ha sempre difeso DB, in virtù dei criteri coi quali giudicava le varie banche Europee della zona €uro nei suoi vari “stress test”: secondo EBA sono più problematiche quelle con prestiti e mutui (a famiglie e a imprese) nei propri bilanci (dato di fatto tipico delle BANCHE ITALIANE), rispetto a quelle con quantità gigantesche di prodotti “tossici” in bilancio, ma si sa che a Bruxelles dimorano pensano ed agiscono dei veri geni, autentici maestri di sapienza…

A proposito di DB, essendo la più “grande” -per volumi d’affari- banca tedesca e proprio per questo essendo legata direttamente a doppio filo ai vertici politici/finanziari della “grande Germania” e ai destini dell’economia del paese che la contiene, io è da alcuni anni che mi stò chiedendo “come mai” i vertici tedeschi hanno deciso di mantenere, senza investirli [ne in Europa, ne in casa propria] quel +8,5% di surplus commerciale (che in soldini si traduce in alcune CENTINAIA DI MILIARDI di €) costruito a danni di tutti gli altri paesi della periferia dell’€urozona (primi tra tutti l’ITALIA per contributi versati verso l’UE e drenati direttamente verso la DE)

e la risposta più ovvia a questa domanda stà trovando la sua collocazione : evidentemente i vertici tedeschi sono i meglio e i più informati -anche più della UE, della BCE, e di EBA- del grosso problema che stà covando in Germania da anni, che i tedeschi si ritroveranno a dover tamponare.

Scritto il 9 luglio 2019 at 08:30

aorlansky60,

Mah, per me siete prevenuti contro la Germania, e continuo a ripetere i che se crolla, noi andiamo giù con lei. Così come vorrei che mi spiegaste perché la accusate di dumping, vorreste fare casi documentati? Come ho già più volte ripetuto non mi risulta che i prodotti tedeschi siano a buon mercato, anzi… Che poi si siamo resi conto nel 2008 Delle puttanate che hanno fatto i loro banchieri mi sembra probabile, e che si stiano preparando a chiudere il buco mi sembra solo questione di buon senso, una prassi che ogni azienda o persona dotata di cervello attiverebbe (infatti noi non lo facciamo, noi per pagare i debiti facciamo altri debiti. Volpi). La Germania è sotto attacco, come già è successo tutte le volte che ha provato ad espandere la sua influenza socio-politica, vediamo come va a finire anche stavolta.

Scritto il 9 luglio 2019 at 08:39

Dimenticavo, invece di dare colpe a tedeschi, Francesi, cinesi ecc. forse per spiegare la chiusura, la vendita e la fuga di sempre più aziende italiane all’estero sarebbe utile rivedere un po’i concetti di diritti e doveri del lavoratore italico, dove i primi battono i secondi 10 a 1, e dove il lavoratore corretto si sente sempre più stupido o incazzato. Quando senti i dipendenti di una azienda in TV sono tutti eroi del lavoro socialista, dediti anima e corpo all’ azienda. Come si spiega che aziende sane e profittevoli chiudano o spostino l’attività all’estero? Un po’di sana autocritica servirebbe. A no, dimenticavo…colpa della Germania (al limite della Francia).

malario
Scritto il 9 luglio 2019 at 10:49

Dopo i 18.000 licenziamenti annunciati da DB, arrivano altre grandi news da un altro colosso teutonico :

https://www.borse.it/articolo/ultime-notizie/Basf-tonfo-del-titolo-a-Francoforte-dopo-taglio-previsioni-e-soppressione-6-000-posti__508564

    icebergfinanza
    Scritto il 9 luglio 2019 at 16:23

    E si la Germania è in grande forma!

kry
Scritto il 9 luglio 2019 at 22:17

icebergfinanza:
E si la Germania è in grande forma!

Bhe è in gran forma si e con le spalle belle grosse ,
anche avesse 50.000 disoccupati li pagherebbe con il reddito di cittadinanza che con il decennale a rendimento prossimo – 0,4 sarebbero gli altri che lo pagano …. per loro i problemi stanno a zero.

aorlansky60
Scritto il 10 luglio 2019 at 10:08

@ [email protected]

non si tratta di essere prevenuti [verso la DE] ma di consapevolezza

se tu studi la storia economica dell’€urozona per quanto è avvenuto negli ultimi 20anni ma soprattutto NEGLI ULTIMI 10 ANNI, non puoi fare a meno di arrivare alle mie conclusioni, quelle che scrivo da alcuni anni su questo blog quando si tratta la DE;

poi il mondo è pieno di sprovveduti non opportunamente informati [sulla realtà dei fatti] ma incantati dai media di sistema che difendono “il castello” cioè l’€urozona, l’UE e la BCE, dove il socio maggioritario è guarda caso la DE. E la storia mi insegna che in ogni associazione o organizzazione che sia mai stata creata, a comandare e a fare i propri interessi, è sempre il socio più forte. Esattamente quello che stà avvenendo nell’€urozona di cui si può dire di tutto, MENO CHE SIA UN UNIONE DI STATI.

laforzamotrice
Scritto il 10 luglio 2019 at 16:01

aorlansky60,

Premesso che mi sembra logico che in un gruppo di stati i più grandi abbiano maggior peso, visto che sono anche quelli che versano di più alle casse comuni, che poi è il concetto di democrazia, che non sarà il top, ma ha un suo senso…che il voto di Malta conti come la Germania sarà anche poetico, ma poco ragionevole. Il punto è che alcuni paesi lavorano, E RENDONO, più di altri, e devo dire che l’Idea italica che si risolve il problema della disoccupazione facendo assumere dallo stato, magari col compito di cercare il lavoro agli altri (economia omeopatica) e mandando la gente in pensione anzitempo mi lascia qualche dubbio, anzi parecchi. Il denaro VERO nasce dal lavoro VERO, cioè da quel lavoro che crea qualcosa, prodotti o servizi, che qualcuno è disposto a pagare volontariamente o possa esservi costretto. Tutto il resto finanza pubblica o privata comprese è fuffa, è solo debito, che solo in piccola parte è utile. https://www.youtube.com/watch?v=-16Aiayp5yg
In quanto alla Germania, certo che se si vuol affrontare l’eccesso di debito con l’eccesso di credito come fosse lo stesso problema…(anche loro non rispettano le regole) beh, sarà teoricamente corretto, ma dovendo scegliere tra preoccuparmi tra chi “stò guadagnando troppo” e chi “sto spendendo troppo” , su quale dei due iniziereste a intervenire? Davvero le due situazioni sono collegate? Avendo un figlio che sperpera, e uno che accumula cosa vi fa pensare che agendo sull’uno automaticamente si agisce anche sull’altro? Tutto ciò mi ricorda la storia del figliol prodigo, che da un punto di vista economico mi sembra una gran stronzata, come quasi tutte le parabole del resto, ma si sa a noi Italiani piace l’idea che il parassita lazzarone ritorna in auge a spese del fratello lavoratore…Chissà perchè.

aorlansky60
Scritto il 11 luglio 2019 at 08:22

@ LaForzamotrice

Il punto è che alcuni paesi lavorano, E RENDONO, più di altri”

Parto da questo dato di fatto -non presupposto si badi bene- che hai saggiamente citato riferito alla DE, per rispondere ai tuoi concetti :

è [stata] una FOLLIA costringere in un unica area valutaria Paesi come Grecia Portogallo Spagna [e Italia oltre ad altre realtà più piccole] da una parte vs Germania dall’altra, un paese dal FORTE connotato INDUSTRIALE votato all’EXPORT di prodotti AD ALTO VALORE AGGIUNTO, peraltro in un area quale l’€urozona caratterizzata da TOTALE MANCANZA di UNIONE FISCALE e UNIONE BANCARIA,

il risultato logico da potersi aspettare, come puntualmente accaduto, è che il paese forte stritolerà tutti gli altri più deboli, imponendo il proprio dictact.

A pensarci bene non è stata un follia da parte dei tedeschi, che evidentemente 30anni fà ai tempi della progettazione dell’UE [e di tutti i suoi criteri] devono avere strategicamente approntato il piano di messa in opera modellato sulle loro esigenze (ed interessi), i folli e gli sprovveduti sono stati i vertici politici degli altri paesi europei (primo tra tutti l’Italia, quello in più forte competizione con la DE sul piano dell’EXPORT) a non aver subodorato l’inganno che ci stava dietro.

Per questo ripeterò sempre finchè vivo che romano prodi e massimo d’alema sono stati degli autentici geni (per il proprio tornaconto senz’altro) essendo quelli che nei primi anni 90 hanno deciso di vendere l’Italia alle oligarchie estere, al mantra di “privatizzare è bello, privatizzare si deve” ed essendo i rappresentanti politici italiani -sopratutto il primo- ad avere ratificato per quanto riguarda l’Italia il suo ingresso in €urozona.

laforzamotrice
Scritto il 12 luglio 2019 at 08:29

aorlansky60,
Mi spiace, ma non sono d’accordo, l’italia non ha quasi più industria Automotive, Chimica, informatica, siderurgica,abbiamo ceduto gran parte dei nostri marchi della moda, ecc.ecc.. Siamo sempre più basati sulla subfornitura, di solito a basso valore aggiunto,e questo non è colpa dei Tedeschi, dei Francesi o di chi altri, che OVVIAMENTE, ne approfittano, ma dall’ambiente poco adatto all’imprenditoria che fugge. E’ un fatto. L’Italia è il paradiso dei servizi “parassitari”, Avvocati, commercialisti, consulenti del lavoro e chi più ne ha più ne metta tutti costi aggiuntivi che limitano la nostra capacità di concorrere a livello internazionale, abbiamo troppi umanisti e troppi pochi tecnici, e questa è esclusivamente colpa nostra. Se si aspettano anni per una licenza di costruzione o per sapere se si ha ragione o torto in una causa NON E’ COLPA DEI TEDESCHI, ma nostra. Personalmente considero un miracolo che nonostante tutto riusciamo a tenere botta, perchè ti confesso che come aspirante imprenditore, quando vedo la burocrazia e le assurde regole che mi si prospetta solo per aprire una banalissima pizza al taglio, capisco perchè tutti fuggono. Concludo con una osservazione: perchè nessuno si domanda per quale motivo le aziende non vogliono assumere a tempo indeterminato? Non per problemi di costi, visto che con le cooperative i costi sono simili, perchè allora? Provate a pensarci.

aorlansky60
Scritto il 16 luglio 2019 at 08:13

@ Laforzamotrice .

parole e concetti convincenti quelle che hai scritto nel tuo ultimo intervento; purtroppo in alcune parti non posso che darti ragione, specie in queste :

l’italia non ha quasi più industria Automotive, Chimica, informatica, siderurgica,abbiamo ceduto gran parte dei nostri marchi della moda, ecc.ecc.. Siamo sempre più basati sulla subfornitura, di solito a basso valore aggiunto…

e sopratutto questa :

L’Italia è il paradiso dei servizi “parassitari”, Avvocati, commercialisti, consulenti del lavoro e chi più ne ha più ne metta tutti costi aggiuntivi che limitano la nostra capacità di concorrere a livello internazionale, abbiamo troppi umanisti e troppi pochi tecnici, e questa è esclusivamente colpa nostra.

La CHIMICA -uno dei settori in cui eravamo leader a livello EU- ce la siamo giocati già dagli anni 70; avevamo un fiore all’occhiello che era il settore INFORMATICO HW che non abbiamo saputo sfruttare (o non si è voluto farlo; non tutti sanno che Olivetti e i suoi ingegneri negli anni 60/70 erano all’avanguardia dello sviluppo più di chiunque altro marchio del settore); la storia recente di Fiat confluita in FCA non merita nessun commento, mi pare, tutto l’ovvio è sotto gli occhi di tutti coloro che riescono a capire.

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