DEUTSCHE BANK: UN KNOCKOUT DA 14 MILIARDI!

Scritto il alle 09:49 da icebergfinanza

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La botta è una di quelle che non perdonano, una sorta di gancio e montante insieme, una piccola vendetta made in USA, per l’affare Apple, 14,5 miliardi da una parte, 14 miliardi dall’altra, tira aria di protezionismo nel mondo.

E’ ovvio che con un simile multa Deutsche Bank chiude baracca e burattini.

Nulla da commentare sulle frodi e manipolazioni di Deutsche Bank, per gli amici di Icebergfinanza non sono una novità, una voragine con la banca intorno, l’essenza stessa della frode con la banca intorno. Quello che fa sorridere però è che se dovesse essere multata anche Goldman Sachs, tanto per fare un nome, la multa per la banca d’affari americana, ricettacolo di centinaia e centinaia di “public servant” che vendono informazioni sensibili, sarebbe almeno di 140 miliardi visto quello che ha combinato insieme ad altre banche nella crisi del 2008.

Immagine

…tutto si trasferisce da una tasca all’altra!

E’ chiaro quindi che questa non è altro che una vendetta del governo americano, lungi ovviamente da noi l’idea di soccorrere la frode tedesca con la banca intorno…

Rischio serio che le relazioni transatlantiche si incattiviscano. Succede che le azioni di Deutsche Bank hanno preso un duro colpo, nella notte tra giovedì e venerdì: sono crollate di circa l’8%. La ragione è che si è venuto a sapere che il Dipartimento di Giustizia americano ha chiesto alla banca tedesca di pagare 14 miliardi di dollari per regolare una disputa per una vicenda di scorrettezze effettuate in America. Deutsche Bank ha fatto sapere che non ha alcuna intenzione di accettare un esborso del genere, che le trattative con Washington sono solo all’inizio e che la vicenda si chiuderà su una cifra inferiore.

La dimensione della cifra di cui si discute, però, è un colpo durissimo per la banca guidata da John Cryan, impegnata in una ristrutturazione quasi totale e da tempo in difficoltà. Il sospetto che circola sui mercati è che l’enormità della multa sia una reazione – meglio una vendetta – del Dipartimento della Giustizia americano per la richiesta della Ue alla Apple di pagare tasse arretrate all’Irlanda. Il fatto che la cifra sia in sostanza la stessa – 14 miliardi chiesti dagli americani, 14,5 quelli indicati da Bruxelles – alimenta il sospetto.

L’esistenza della disputa era nota: si tratta di una delle cause in cui è coinvolta la maggiore banca della Germania, accusata assieme ad altre di avere venduto in modo scorretto negli anni scorsi titoli che avevano come collaterale mutui. Ed è uno dei motivi per i quali il titolo di Deutsche Bank soffre da tempo sul mercato. L’aspettativa, però, era che in discussione fosse una multa molto inferiore. Deutsche Bank ha fatto sapere una settimana fa di aspettarsi qualcosa nell’ordine dei 2,4 miliardi di dollari. La pubblicazione della notizia dei 14 miliardi – apparsa sul Wall Street Journal – è una totale sorpresa per i mercati e rafforza la crisi di Deutsce Bank. Crisi subprime, gli Usa chiedono 14 miliardi di dollari a Deutsche Bank

Comunque vada, non è certo per questo motivo che Deutsche Bank verrà nazionalizzata, prima della fine di questa lunga crisi, quello che è certo è che non basterà certo qualche miliardo di multe per ripagare i danni che questi criminali in giacca e cravatta hanno causato all’economia mondiale!

Ve lo riassumo semplicemente in una slide di tre anni fa…

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27 commenti Commenta
laforzamotrice
Scritto il 16 settembre 2016 at 10:09

La guerra è USA contro mondo, punto e basta. Tutto arriva da li, i derivati, i subprime, le cartolarizzazioni ecc., tutta la peste finanziaria nasce da wall street e il contagio si è sparso per il mondo.La Germania basa la sua potenza sulla produzione di ricchezza vera, fisica, e quella, volente o nolente crea lavoro e circolazione dei soldi. Solo la finanza ha la capacità di concentrare enormemente la ricchezza perchè, specie oggi con i pc, basta un solo brocker per far girare miliardi di dollari, mentre nell’industria o nel commercio occorrono migliaia di persone per ottenere gli stessi fatturati. Dove c’è lavoro c’è reddito, dove c’è reddito ci sono consumi, dove ci sono consumi c’è benessere. Semplice.

luigiza
Scritto il 16 settembre 2016 at 10:52

laforzamotrice@finanza,

>> La guerra è USA contro mondo, punto e basta. Tutto arriva da li, i derivati, i subprime, le cartolarizzazioni ecc.,…

Sì tutto arriva da lì ma non é partito da lì.
E’ partito da qui:
http://www.ariannaeditrice.it/articolo.php?id_articolo=53779

Estratto:
>>inoltre, (i Gesuiti) sono stati i primi a far rivivere l’ideale comunista degli Atti degli apostoli, precisamente nelle reducciones del Paraguay,….>>

Ma guarda qualcun altro se ne é accorto. Alleluia!!

Ideale folle ri applicato negli USA da Jimmy Carter il Fesso. I sub-prime nascono allora. distribuiamo i beni (di altri) anche a coloro che sono incapaci di crearli scaricando il peso del prestito sulla collettività. Genialata crrrristianissima!

emzag
Scritto il 16 settembre 2016 at 13:26

luigiza@finanza,

Ma di cosa vai chiacchierando?
Nessuno dice “redistribuire a cazzo” ma redistribuire “per gradi” SIA LA RICCHEZZA CHE LA PARTECIPAZIONE DIRETTA ALLA DECISIONE POLITICA in modo che tutti acquisiscano la possibilità di accedere alle conoscenze e competenze.

Invece, caro Luigiza, cosa fa il sistema attuale?
Un esepmio: si sa perfettamente che l’economia è il perno assoluto della storia (in questi ultimi due trecento anni, non prima) eppure a scuola insegnano tutto….MENO CHE ECONOMIA.
E secondo te perché?

Vedi caro amico, “capitalismo” ossia “libera impresa” vuol dire che TUTTI vengono messi in grado di competere “alla pari” sia sul piano delle conoscenze che su quello concretamente operativo.

IL CHE COMPORTA CHE CI DOVRA’ ESSERE UN GRANDE RICAMBIO DELLE CLASSI SOCIALI altrimenti si formano i monopoli (sul piano dell’economia) e le élites chiuse (sul piano delle classi sociali) ovvero IL CONTRARIO ESATTO DEL LIBERISMO.

Perché se secondo i liberisti il motore della società è l’armonizzazione dei singoli desideri di profitto individuale ne deriva una aporia (contraddizione): se vuoi il profitto lo vuoi anche mantenere e trasmettere ai tuoi discendenti QUINDI pur essendo “nato” con idee liberiste e capitaliste, una volta ottenuto il successo VORRAI ASSOLUTAMENTE IMPEDIRE CON TUTTI I MEZZI CHE ALTRI POSSANO ESERCITARE LA LIBERTA’ DI INTRAPRESA ECONOMICA.

Ecco, oggi siamo arrivati al periodo storico in cui questa (per altro straevidente) aporia sta per entrare in cortocircuito.

Siamo all’alba di una nuova epoca e la transizione sarà un bel casino.
Il 2017 è domani, ragazzi.

gainhunter
Scritto il 16 settembre 2016 at 13:36

Se le multinazionali iniziano a farsi la guerra (con i loro intrallazzi governativi “all’italiana”, come dicono gli autorazzisti) vuol dire che la torta sta finendo.

laforzamotrice@finanza: La Germania basa la sua potenza sulla produzione di ricchezza vera

E sulla compressione dell’inflazione interna.
Anche il Nord Italia basa la sua potenza sulla produzione di ricchezza vera: i prodotti italiani sono *complessivamente* qualitativamente paragonabili a quelli tedeschi, secondo alcuni studi.

john_ludd
Scritto il 16 settembre 2016 at 13:57

gai­n­hun­ter,

il Nord Italia non avrebbe alcun problema a competere con la Germania, potrebbe avere una moneta forte come il franco svizzero o forse di più. Però … l’Italia è un’unione monetaria stra fallita dal primo giorno, non perché i meridionali sono peggio (così come i portoghesi o i greci non sono peggio dei tedeschi o dei lombardi) ma perché la loro cultura, la loro storia, il loro clima (che condiziona la cultura e la storia) sono poco compatibili con il sistema economico di cui il Nord Italia è stato uno dei campioni mondiali (ora meno ma non poi troppo). In altre epoche è accaduto il contrario, era il meridione a dominare l’economia per varie ragioni, climatiche innanzitutto. Può accadere di nuovo, i tempi della storia non sono quelli delle nostre vite che contano qualcosa solo per noi. L’attuale sistema economico capitalista basato sullo sfruttamento di risorse in esaurimento e persone sta morendo quindi tutto muterà di nuovo. Esiste una soluzione ? Nessuna che possa essere portata a compimento da qualsiasi essere umano vivente oggi e domani. Ci sono tentativi, votati al fallimento nel senso che si inizia con uno scopo ma poi accade qualcosa di differente e le nostre ambizioni giù nella cloaca della storia; ma siccome dobbiamo fare qualcosa, sempre, altrimenti impazziamo, ci proviamo. Poi la palla di pietra rotola giù di nuovo e Sisifo, paziente per mancanza di alternative, ricomincia. Fallirà di nuovo, forse fallirà meglio.

laverita
Scritto il 16 settembre 2016 at 18:15

potrebbe essere questa multa ad un “big” la scintilla che genera un nuovo tracollo di borsa?

stanziale
Scritto il 16 settembre 2016 at 18:29

laforzamotrice@finanza,

Semplice un par di zeri. Se tutti chiudono con export maggiore di import, (come fa la germagna -300 e passa miliardi l’anno- GRAZIE ANCHE agli schiavi che gli producono all’est ed in italia) a chi esportano, ai marziani? Quindi se noi creiamo un sistema industriale pagando 200 euro al mese la gente, facciamo il nostro impero con gli schiavi e spiazziamo la germagna che continua a pagare 500 euro siamo dei ganzi? Ma bisogna avere il cervello obnubilato forte, per ammirare quei farabutti.
Ecco qua, pace all’anima sua, un articolo su uno degli artefici del nostro declino, dovuto soprattutto a LA MONETA
http://scenarieconomici.it/ciampi-e-morto-fu-causa-del-raddoppio-del-rapporto-debitopil-e-della-perdita-della-nostra-sovranita/

veleno50
Scritto il 17 settembre 2016 at 13:39

Non so cosa stiano facendo i correntisti della banca tedesca,ma credo di sapere quello che fanno i correntisti con un po di buon senso del Mps,anche perchè nel fondo interbancario quello del salvataggio ci dovrebbero essere 4/5 miliardi di Euro in realtà ci sono 300 milioni di Euro.La crisi Mps è ormai quinquennale non credo che ci siano ancora dei rincoglioniti che hanno acquistato obbligazione o cazzate varie emesse dalla banca attratti dagli interessi alti.Molte sono scadute non credo ne abbiano comprate o rinnovate altre della stessa banca,Spero non abbiano investito ultimamente neppure i fondi pensione ed altri gestori di fondi obbligazionari.La banca è FA…A non c’è più speranza solo un miracolo potrebbe salvarla, Renzi stavolta ha toppato di grosso. A meno che non intervengano un gruppo di patrioti tipo quelli del salvataggio di Alitalia,ecco allora le cose si risolvono.Deutsche Bank non è un problema nostro si arrangino, poi se crolla tutto il sistema causa dei tedeschi benissimo torniamo alla lira e tutto torna a come era in precedenza.

silvio66
Scritto il 17 settembre 2016 at 14:07

stan­zia­le@fi­nan­za,

…per non parlare delle pensioni che massacro come presidente del consiglio o di quello che firmò come presidente della repubblica…ieri non ho acceso la TV per non sentire incensare quello che personalmente considero uno dei peggiori traditori dello stato italiano. Quando si aggredisce il maggiore risparmio privato del mondo I premi per i giuda sono adeguati. Massime cariche ed onoroficenze per distruggere lo stato democratico. Napolitano docet.
Per Laverita, di scintille sono pieni i sacchi come dire che tutto va bene se vogliono farlo. Sono anni che le borse vivono di siero della liquidità e a breve non vedo perché interrompere la sagra.

gainhunter
Scritto il 18 settembre 2016 at 15:03

john_ludd@finanza,

Il Nord avrebbe sicuramente un’economia forte e quindi una moneta forte, sarà interessante vedere dove sia piazzerà rispetto al marco per rispondere al mio dubbio su quanto incide il guadagno di competititività relativa acquisito con l’unificazione della Germania e con la repressione dell’inflazione.
Culture, tradizioni, mentalità (cioè le nazioni) cambiano nei secoli; gli stati cambiano molto più velocemente; quando uno stato (insieme di regole, organizzazione, ecc.) coincide (più o meno) con una nazione allora non dico che va tutto bene ma almeno ci sono un bel po’ di problemi in meno rispetto a quando si pretende di gestire in modo uniforme popoli diversi. Stati diversi o almeno uno stato federale (ma sul serio) per l’attuale Italia non eviterebbe di certo le conseguenze della fine delle risorse, ma se penso che l’individualismo, la non collaborazione, il non rispetto delle regole sono più forti quando non c’è un’identità nazionale e che l’identità nazionale è più forte più è piccolo (e anche efficiente e rispettabile) lo stato, credo che l’Italia com’è oggi sarà più debole e più vulnerabile di altri stati alle tensioni e ai problemi che sorgeranno dalla carenza di risorse e dal declino del sistema economico.
Si potrebbe pensare che la maggior disponibilità di sole al Sud renda più conveniente per il Nord mantenere l’unità proprio in vista della riduzione di risorse, ma il fatto che (se non erro) la produzione da fotovoltaico sia maggiore al Nord la dice lunga. Non è questione di meglio o peggio, concordo, siamo semplicemente diversi e poco compatibili.
Inutile? Sì se l’obiettivo è risolvere il problema delle risorse, no se l’obiettivo è rallentare il declino (come un malato di cancro che si cura anche se sa che morirà) o uscirne meglio di altri (come chi mette l’allarme in casa sperando che i ladri vadano dal vicino che non ce l’ha) o risentirne meno (come chi vive in modo sano invece di godersela con alcol, droga, sesso perchè anche se entrambi moriranno il primo soffrirà meno).

noldor
Scritto il 18 settembre 2016 at 18:34

Scusate se vado leggermente fuori tema, mi aggancio al post sull’Australia uscito qualche giorno fa. Avete notato l’incredibile rimbalzo dei rendimenti dei titoli di stato australiani dell’ultimo mese? E’ stato molto più violento di quello delle altre economia a tripla A, qualcuno sa darmene una spiegazione?

stanziale
Scritto il 18 settembre 2016 at 19:56

Invito a leggere questo articolo. http://www.ilsussidiario.net/News/Economia-e-Finanza/2016/9/18/J-ACCUSE-Borghi-ecco-perche-l-Europa-vuol-far-fallire-l-Italia/723706/
Renzi dovrebbe passare dalle parole (bratislava) ai fatti, cioe’ sforare i parametri ed andare al 6% debito pil minimo. Chi e’ che non lo vuole, gli Usa? non credo proprio. Quindi…naturalmente con investimenti mirati da parte dello Stato, tra cui direi opere pubbliche ed anche investimenti in aziende strategiche, partendo pero’ dal presupposto che queste poi devono guadagnare e non perdere, e l’unica sistema per farle guadagnare e non perdere, le imprese italiane, e’ fare l’incontrario di quello che vogliono i tedeschi . Sempre e comunque. Questo e’ OVVIO.

john_ludd
Scritto il 18 settembre 2016 at 21:52

stan­zia­le@fi­nan­za,

il problema caro Stanziale è che la distanza tra la teoria da blog e la realtà è profonda come l’abisso interstellare. Innanzitutto anche per uno stato con una forte coesione sociale è una leggenda che si auto alimenta nei blog che lo stato sovrano può spendere come gli pare se la sua situazione fiscale è compromessa (al di del fatto che uno stato pienamente sovrano non esiste per il trilemma di Rodrick). Non ci sono numeri magici, il 60% o il 90% ci sono tuttavia fondati studi che, anche se come sempre in economia non sono in grado di dimostrare niente al 100%, forniscono non trascurabili indizi. 3 di questi sono citati più o meno sempre da Lacy Hunt sui report di Van Hoisington. L’uno e l’altro sono due capisaldi dell’analisi che compie Mazzalai da anni ma poi tralascia questo aspetto perchè incazzato nero contro l’euro e le catene ai piedi non piacciono a nessuno. Recentemente un voluminoso studio della Banca Mondiale riprende e approfondisce il tema dell’efficacia del fiscal spending nel caso di stati molto indebitati e il risultato non è buono per l’Italia (e per tutti gli altri stati in situazioni simili, Stati Uniti e/o Francia in primis). Lo studio viene sintrtizzato nel blog di Constantin Gurdgiev un economista che non segue nessuna scuola prestabilita e che insegna a Dublino, tra i migliori della rete.

Inoltre e qui immagino sarai daccordo con me, un conto è lo stato che stampa moneta e investe in buoni progetti (il cui moltiplicatore può essere largamente superiore a 1) un conto è lo stato che stampa moneta e la usa per la spesa corrente. Ora mi concederi che gli investimenti hanno sì una efficacia reale e di lungo termine ma non hanno effetto immediato, richiedono anni. La spesa corrente a pioggia invece ha immediati effetti su chi ne benefici e catastrofici effetti appena un pò più in là. La spesa corrente clientelare è stata una della grandi catastrofi che ha colpito l’Italia ma elettoralmente è stata vincente e lo è tuttora. Renzi che è un democristiano di destra fuori tempo massimo ha utilizzato una ventina di miliardi per finanziare spesa corrente in deficit per scopi elettorali, infatti ha stravinto le prime elezioni. Poi siccome questa spesa ha prodotto una breve fiammella già spenta e la congiuntura internazione non lo aiuta (il culo conta nella vita più di ogni cosa) ora si trova con 20 miliardi di debito in più e senza soldi per oggi e domani. Ora Renzi è a fine corsa. Cosa farà il prossimo supponendo che sia possibile per l’Italia uscire dall’euro ? Proviamo a immaginare. Ci sono 4 gruppi che si dividono al 25% il potenziale elettorato: centro-destra, centro-sinistra, 5s, non votanti. Togliamo gli ultimi. Chiunque vinca rappresenta comunque il 25% dell’elettorato. Inoltre ognuno di questi gruppi è eterogeneo al massimo. Non solo i 3 raggruppamenti si odiano ma all’interno di ognuno di essi ci sono gruppi e gruppetti che se li chiudi in una stanza nessuno esce vivo. Cosa può fare l’ipotetico vincitore di una siffatta tornata elettorale (immaginando che un vincitore ci sia, in Spagna non c’è e sono passati 6 mesi, in Belgio non c’è da oltre 2 anni). Prometterà cose impossibili per allargare un tantino la propria base elettorale e puntellare quella oltre modo instabile che già ha. Vedi il 5s a Roma che ha vinto (senza chiederli peraltro) con i voti della destra in odio a Renzi, ma poi la destra quei voti te li fa pagare e infatti… Quindi la possibilità di una strada spianata verso lo Zimbawe non è zero come schiamazzopoli pretende. Tuttavia contrariamente allo schiamazzare disperato (e quindi comprensibile, ma solo per questo) delle varie fonti di informazione e di chi le commenta, l’Italia non è libera di lasciare l’euro senza un accordo con tedeschi e americani. I primi perchè il loro sistema bancario, se salta, produrrebbe sconquassi in quello anglosassone che i simpaticoni della carta straccia di Londra e New York vorrebbero far credere essere stabile. I secondi perchè POSSIEDONO e quindi controllano il sistema mondiale dei pagamenti. L’autarchia è possibile all’Etiopia o alla Cambogia (essendo paesi agricoli al livello della mera sussistenza) ma non a un paese complesso che vive di export e di import che vengono fatturati in dollari che quindi passano dallo Swift che non è roba nostra. Se anche la grande Russia e l’ancora più grande Cina stanno per ora bene attente a non varcare una certa linea, se la crande Cermania si becca multe che affossano la propria principale azienda automobilistica e paga, se la (molto ex) potente Francia si vede inchiodare la propria principale banca per avere fatto qualche affare con chi non doveva (mentre le banche che controllano il dollaro proseguono a fare quel che gli pare) e tutto questo non per aver fatto un gran gesto di ribellione, no, solo per avere alzato la manina per dire “veramente ci saremmo anche noi”. Caro Stanziale, finchè la potenza imperiale è lì, sempre più instabile e quindi sempre più cattiva, ribellarsi è difficile, non impossibile, solo molto molto costoso, roba x eroi, gente stracazzuta che, scusa, io non vedo, vedo pagliacci che manco capiscono cosa accade che si agitano come al circo. Quindi non riceveremo la visita della troika, in quanto organismo ormai depotenziato, verremo direttamente commissariati dal fondo monetario cioè dal padrone in persona. Ciao.

d
Scritto il 18 settembre 2016 at 22:27

Purtroppo sottoscrivo, per quel che conta, ogni singola parola. L’esito è quasi scontato, con qualche variante…
Pensando al medio periodo mi viene un rimpianto.
In certe cose (non certo per la lungimiranza di chi ci comanda) eravamo e siamo persino avanti. Ad esempio non abbiamo (quasi) reattori nucleari per cui non occorre smantellarli (come invece dovrebbe fare qualche altro Stato che se la tira a mille). Abbiamo una biodiversità che è prima al mondo, ma che ci è impedito di far valere (le etichette dei prodotti alimentari impediranno addirittura di riferire dove un certo prodotto è stato lavorato). Abbiamo i più valenti ricercatori ed inventori (che devono andare all’estero, se vogliono realizzare qualcosa)
Peccato che siamo sempre stati una colonia.
john_­ludd@fi­nan­za,

stanziale
Scritto il 19 settembre 2016 at 11:17

stanziale@finanza,

Nel post di cui sopra, John, non ho affatto scritto di ribellarsi alla potenza imperiale, ma a francia germania, agire subito pur nell’ambito dell’euro (purtroppo, per ora) .Renzi ha fatto capire che preferirebbe che pioneer andasse alle poste e non al colosso francese, sapientemente guidata, l’operazione, dal francese. Agisca, subito. Lo sapete che il capo di axa italiana e’ andato alle generali? Bollore’, che era mezzo fallito, chi lo ha mandato se non i francesi dicengogli vai e compra, ti finanziamo noi. Immagino che in questo momento francia e germania stanno litigando per comprare esselunga, forse si divideranno la torta. E’ ovvio che poi l’italia perdera’ centinaia di migliaia di lavoratori, fanno sempre piu’ prodotti con scritto coop, carrefour, esselunga, e dietro NON sappiamo chi c’e’. Permettete che abbia il leggerissimo sospetto che saranno SEMPRE MENO i prodotti italiani sugli scaffali. Il caso parmalat insegna. E tutto questo con solo 6 miliardi che gli abbiamo dato NOi con il fondo esm. Quindi un normale pres. del consiglio dovrebbe operare per difendere tutto cio’ sforando, come fanno regolarmente francia portogallo spagna, paesi che, poi, hanno un debito implicito superiore al nostro. Il ritorno c’e’, e’ stato dimostrato dall’azione idiota di Monti, piu’ diminuisci la spesa piu’ il rapporto debito pil si impenna, perche’ fai crollare il pil. Quindi sembra anche il momento buono l’asse sta’ litigando con gli usa dobbiamo approfittarne in qualita’ di colonia fedele.

john_ludd
Scritto il 19 settembre 2016 at 11:21

d@​finanza,

non siamo sempre stati una colonia. Senza tornare all’impero romano che non era Italia, era Roma, in epoche non così remote il piccolo stato di venezia dominava le rotte commerciali più ricche del pianeta. Le piccole firenze e genova dominavano il mondo della finanza dell’epoca e a loro si rivolgevano i re di francia e spagna. Le tracce sono lì a testimoniarlo, il più impressionante patrimonio artistico della storia, immagina cosa costerebbe oggi costruire le cattedrali di allora e i palazzi privati poi, con saloni ampi come una palestra affrescati da capolavori irripetibili. Dov’è finito il talento artistico indice della capacità di visione e della creatività di una civiltà ? La tecnologia non è un sostituto e quello che si costruisce oggi sta tra il brutto e l’orrendo.

Per una stato la forza non sta nella dimensione ma nella coesione e questa è sempre mancata nell’Italia moderna. La coesione tuttavia è in disfacimento ovunque. Forse che l’impero non mostra tutti i segni di un incipiente collasso interno con la sperequazione tra ultra ricchi e gli altri che non ha pari nella storia se non proprio nei decenni che precedono il collasso ? Una civiltà costruita sui consumi privati ad altissima intensità di energia fossile quanto può durare ancora ?Forse che la coesa Germania non sta iniziando a contorcersi come un corpaccio in preda a un avvelenamento ? Che dire della Francia tra una rivolta e l’altra, o persino dei solidissimi stati nordici dove partiti xenofobi guadagnano terreno. Il blocco dei paesi ex sovietici è ormai in piena deriva autoritaria, dal comunismo al fascismo in meno di 25 anni, non male. La Russia vara riforme del sistema giudiziario riconducendolo sempre più a quelli tipici della sua storia fatta di un potere estremamente accentrato e di conseguenze autoritario. Della Cina è persino inutile parlare. Brasile e Argentina sono rientrati sotto il dominio di Washington, segno che la violenza estrema è un passo. Gli stati già falliti sono ormai tanti, da una pletora di stati africani, al Venezuela, al Pakistan, alla Grecia. La vita di un uomo è un ciclo, si possono seguire tutte le ricette salutiste che vuoi, ma si invecchia e si muore e a volte si muore giovani anche se ci si è comportati come un manuale salutista. Perché ? Non c’è un perché, così va la vita. Le società, le civiltà, le nazioni sono entità complesse ma seguono anch’esse dei cicli che sempre e inesorabilmente si concludono. Anche loro invecchiano e muoiono. Non esiste la crescita eterna, esistono solo i cicli. La lunghezza di questi cicli è nell’ordine dei secoli e non ci si accorge del declino se non quando questo accelera al punto tale da essere avvertibile nel corso della nostra vita. Siamo lungo il bordo di una parabola concava, man mano che ci si allontana dal vertice la derivata prima aumenta e iniziamo a notarlo. Nessun ciclo è mai stato invertito, non conosciamo il motore della storia, sappiamo solo che sinora è sempre stato così. Questa volta è diverso ?

veleno50
Scritto il 19 settembre 2016 at 11:48

stan­zia­le@fi­nan­za,

Ti preoccupi del colosso messo in vendita da Unicredit, come ci portassero via l’aria che respiriamo.Tranquillo non producono nulla, gestiscono soldi, come saprai oggi scadono le offerte non vincolanti pare che dall’Italia sia pervenuta una proposta da poste italiane per il 50% 1,5 miliardi di Euro assieme a Cdp, Anima gestore del quale possiede una quota, mentre pare siano più numerose le proposte estere.Come ho già avuto modo di dire chiama i patrioti o i cavalieri italiani quelli che hanno salvato Alitalia.Dammi retta caro Stanziale leggi i commenti dell’assoluto,rifletti su quelli lascia perdere i commenti sulla finanza è marcia , lercia.ciao

john_ludd
Scritto il 19 settembre 2016 at 12:38

stan­zia­le@fi­nan­za,

Tu hai chiari sintomi di paranoia, scusami ma prima di dichiarare che l’Italia viene comprata dagli stranieri perché non provi a documentarti ? L’Italia è uno tra i paesi con MENO investimenti esteri non il contrario. Il primo e di gran lunga è la Gran Bretagna (quella del Brexit ricordi) e non mi pare che nè i britannici nè tu siate in paranoia urlando “comprano la Gran Bretagna”. Poi c’è la Germania (oddio comprano la Germania) poi la Francia (è finita comprano pure quella). Per evitare le brutte figure c’è solo un modo: affidarsi ai dati. Quelli li trovi con uno sforzo minimo, fa tutto Google, ma se proprio non vuoi magari, perché inviluppato in un pensiero autodistruttivo potrebbe interessare agli altri:

http://www.ilsole24ore.com/art/finanza-e-mercati/2016-05-26/boom-investimenti-diretti-esteri-europa-2015-ma-italia-e-18ma-162510.shtml?uuid=ADPsLKQ

Nessuno compra l’Italia per ora, semplicemente perché non è un buon affare. Il problema dell’Italia non sono gli investimenti esteri in eccesso ma troppo pochi investimenti sia stranieri che SOPRATTUTTO italiani perché il sistema fiscale e lo stato della giustizia civile in Italia scoraggerebbero anche Sansone. L’uscita dall’euro che invochi è al più una condizione necessaria ma largamente insufficiente come scrive pure l’anti euro originale doc. Ora chi le fa le riforme menzionate se ci sono 3 partiti popolati da idioti che si odiano ognuno al 25% mentre il rimanente 25% sogna solo di emigrare ? Ogni volta che arriva qualcuno con “riforme”, poi per farsi rieleggere ricorre ai soliti metodi stile DC che tanto ci hanno fatto bene nei decenni passati oppure uno imposto da fuori e fa anche peggio. Guarda Stanziale che mica c’è solo l’euro da buttare.

stanziale
Scritto il 19 settembre 2016 at 19:26

john_ludd@finanza,

Sembra ti dia noia chi difende la nazione italiana. Comunque i fatti sono fatti. Con lo stato sovrano lira e banca d’italia che agiva con i btp, 40 anni fa l?italia , gli italiani, avevano il 100% di banca d’italia-ora non possiamo neanche servirci del nostro oro ammesso sia ancora italiano-, 100% delle banche italiane, il 100% dell’iri, con tutte le aziende che aveva, il 100% di poste italiane, il 100% di telecom che era la prima azienda europea, il 100% di enel, il 100% di parmalat, di montedison, tutta finmeccanica tutte le utilities locali che qui almeno in toscana sono passate alle multinazionali o addirittura stato francese, vedasi trasporti e acqua, Caro John, forse non sai che qui in toscana hanno svenduto il trasporto regionale appunto allo stato francese, neanche ad una multinazionale. 40 anni fa delle multinazionali francesi e tedesche, lidl carrefour ecc. non c’era neanche il puzzo. il britannia dovrebbe dire qualcosa, per non parlare di alberghi, tenute, ville, che sono passate recentemente in mano estere causa crisi.. e comunque francia germania le aziende strategiche se le tengono strette, le banche ad es. sono tutte statali.

john_ludd
Scritto il 19 settembre 2016 at 20:51

stan­zia­le@fi­nan­za,

tu non difendi un fico secco, tu scrivi commenti su un blog. Scendere dal pero per favore. La nazione italiana la difende chi sa fa il mazzo svolgendo il suo onesto lavoro ogni giorno. Lo fa pure chi cerca, in un ambiente estremamente ostile, di informare sulla follia di un sistema monetario senza stato intorno e su tanti altri tristi fatti che l’informazione tradizionale, prostituita come sempre al potere di turno, nasconde o stravolge. Tuttavia per fare bene informazione in un ambiente appunto ostile è assolutamente, inderogabilmente necessario, portare aventi le proprie ragioni in modo che siano inattaccabili e tu non lo fai, come tutti quelli come te. Blaterare con “gli stranieri comprano l’Italia” pubblicare link ad articoli pubblicati su siti al confine con la pornografia dell’informazione ti espone al ridicolo, qualsiasi persona con un minimo di conoscenza fa una ricerca da 5 secondi su Google e scopre che non è vero, soprattutto se è un avversario. So perfettamente che le politiche attuate negli ultimi lustri hanno progressivamente minato dal di dentro il tessuto produttivo italiano ma questa tesi non la si difende nel modo in cui ti proponi tu. L’estremismo nelle cose è infantile e produce il risultato opposto a quelle che sono le intenzioni. Così come scrivi tu non convinci nessuno, al contrario potresti allontanare qualcuno che potrebbe avere dei dubbi, ti riduci a una “macchietta dell’anti euro” e qualcuno che passa di qua leggendo commenti come i tuoi potrebbe averne abbastanza da subito. La gente ha poco tempo e spesso poca voglia di approfondire un argomento, e ancora meno voglia di cambiare opinione. La prima impressione spesso fa la differenza e tu non stai facendo quel che credi di fare ma esattamente l’opposto.

stanziale
Scritto il 19 settembre 2016 at 21:32

Guarda, non invento nulla. In questo post, ho rivisto, ho suggerito la lettura di un post di scenari economici e del sussidiario che era una intervista a Borghi, non mi sembrano affatto siti pornografici. Leggo oltre ad Andrea, quelle 2 fonti, Bagnai , 48, voci dall’estero, Auora sito e Blondet questi ultimi 2 facendo un po’ di tara. Stop. Tu mi hai mandato uno del sole che non dimostra nulla ai fini di quello che stavo sostenendo. La realta’ e’ quella dei numeri di quello che non e’ piu’ italiano -differenza tra 40 anni fa ed ora, e stop- . Cose gravissime, come l’oro d’italia su cui hanno brigato che pare non puo’ essere usato per uscire dall’euro-se vuoi ritrovo l’articolo pornografico- stasera no sono stanco, come la dorsale telefonica italiana di fatto controllata dai francesi.
Replica a Veleno: i 440 miliardi della pioneer non sono affatto una bazzecola , e’ una cifra in grado di condizionare fortemente uno Stato.
Quindi, volevo dire, continuo cosi’ , scrivendo male -ma le cose giuste- e mettendo(forse) troppa enfasi, evidentemente e’ la mia natura. Buonanotte.

john_ludd
Scritto il 19 settembre 2016 at 21:53

stan­zia­le@fi­nan­za,

Stanziale tu non devi convincere me; se ti sei assunto il compito di allargare la base di quelli che ti sono affini come pensiero, il tuo non è il metodo giusto. Supponi che il tuo ideale fratello gemello abbia opinione opposta a quella che hai ora. Rifletti, se Stanziale 1 aggredisce Stanziale 2 affermando che non è un vero italiano (che vuol dire poi …) che non capisce nulla, che l’Italia viene venduta allo straniero, se calchi la mano su ogni argomento che porti, credi che Stanziale 2 cambi idea ? Non è più probabile che mandi a quel paese Stanziale 1 indirettamente associando a lui ogni persona che porta avanti quel tipo di idea ? Rifletti, non è che tra i mille problemi che affliggono questo paese ci sia anche che gli italiani fanno a gara a trovare un punto su cui non sono d’accordo e poi si concentrano solo su quello ? Se ti sei assunto il compito che dici, allora sappi che è un lavoro duro, difficile, richiede precisione e una pazienza da Buddha ed è molto avaro di soddisfazioni. Non c’è nulla di più difficile che convincere la gente a cambiare idea e c’è un solo metodo che ha qualche possibilità e non è il tuo. Ti parrà incoerente questa mia filippica, ma io non voglio convincere nessuno, quindi posso anche trattare male chi mi legge e lui può anche mandarmi a quel paese, ma talvolta ogni due/tre mesi mi fa piacere scambiare qualche opinione qui.

charliebrown
Scritto il 19 settembre 2016 at 22:41

john_­ludd@fi­nan­za,

“La nazione italiana la difende chi sa fa il mazzo svolgendo il suo onesto lavoro ogni giorno.”

Un po’ di retorica scappa a tutti, a Stanziale come a te: vedi la tua frase che riporto.

In Italia di gente che si fa il mazzo svolgendo il suo onesto lavoro ce n’era e ce n’è parecchia, eppure siamo messi come siamo. Evidentemente non basta.

madmax
Scritto il 19 settembre 2016 at 22:54

Un solo commento, poi me ne vado a letto :)
Sul debito e la sua esplosione perche’ nessuno parla dei corresponsabili di industriali e liberi professionisti? Che ci azzeccano direte voi? Chi non ha la memoria corta ricorda bene che fino al 1985 circa in Italia le tasse non le pagava nessuno…a parte i dipendenti e pensionati che ancora oggi rappresentano il 75% delle entrate tributarie :(

stanziale
Scritto il 20 settembre 2016 at 07:50

john_ludd@finanza,

Ok, ma e’ anche difficile stare zitti e commentare con pacatezza, visto il forte incalzare degli eventi. Nel breve lasso di tempo di questi 3-4 mesi che non hai commentato e quindi devo arguire che eri felicemente in Tibet, in Italia abbiamo assistito: 1.Agli Agnelli che portano via praticamente anche la tomba di famiglia. 2. I Menarini sotto processo di nuovo, dall’inizio , sempre con la stessa storia di una presunta evasione che sarebbe iniziata nel 1984 cosa che per 2 volte erano stati assolti, ma, si riparte d’accapo. Poi si dice chissa’ perche’ e’ difficile fare impresa in Italia. Pesenti ha mollato e venduto ai tedeschi. Idem piu’ o meno, ora, Caprotti, gravissimo che nessuno abbia nulla da dire. Il governo non ha saputo che pesci prendere con la Bolkentein e la ue si e’ presa anche, illegalmente, i pratica, il demanio sulle spiagge italiane. Idem con i posti ambulanti dei mercati rionali. Il governo con le banche non sa che fare, i francesi stanno entrando dappertutto nel nostro sistema finanziario. In sostanza tutto quello che e’ venuto in mente al governo, pare sia andare avanti con il referendum per annullare la costituzione e farci tornato indietro di non si sa’ quanti secoli. E il bello e’ che Renzi non e’ forse neanche il peggiore visto che litiga con Monti. Sic…Con questi presupposti comunque ora vado a lavorare e duramente, quasi 10 ore al giorno-quindi la mia collocazione e’ chiara- ieri ho fatto un commento intorno alle 10 la mattina ma perche ero in ferie avevo delle cose da fare.

idleproc
Scritto il 20 settembre 2016 at 20:11

stanziale@finanza,

Pour la plupart condivido le considerazioni di Joh pur pensando che la difesa ed evitare la disgregazione della “rocca” sia essenziale in questa fase.
Uno non molla una roccaforte al nemico se non esistono motivi strategici o tattici per farlo, considerando anche il banale fatto che qui campiamo.
Il problema è un altro, per “cambiare il mondo” cosa che abbiamo già fatto storicamente devono essere attive alcune precondizioni:

a) prossimità di un punto di discontinuità e rottura. (esiste)

b) diffusa consapevolezza sociale che il sistema esistente è insopportabile (in progresso)

c) condizioni socioeconomiche che rendono superabile a livello di paradigma qualitativo l’attuale sistema (esistono da almeno 60 anni e con gli ultimi sviluppi tecnologici anche sottotraccia militari, vi è un’accelerazione violenta)

d) un’avanguardia sociale pienamente consapevole, con le idee chiare e qualitativamente selezionata che sia in grado di fornire generali alla battaglia e con una sufficiente penetrazione di massa. (non sembrerebbe esistere affatto)

e) l’azione

Esclusi i Blog sofisticati e indipendenti come questo ottimi per il confronto di idee e altro (visto che tutti campiamo e dobbiamo campare nel presente per eventualmente modificare il futuro) la “rete” dal predetto punto di vista è un banale sfogatoio di massa che blocca l’azione oltre che un sistema di condizionamento di massa per chi queste cose le sa fare.

john_ludd
Scritto il 20 settembre 2016 at 21:04

char­lie­bro­wn@fi­nan­za,

è così, la frasetta ad effetto si incunea ovunque, richiamo irresistibile, prodotto del pensiero veloce, quello lento è costoso e lo azioniamo tra il poco e il mai.

è pure vero che malgrado la tanta gente che fa il suo onesto lavoro etc… questo però non è prerogativa dell’oggi ma del sempre. Non per nulla i greci avevavo elaborato il mito di Sisifo che Marcel Camus riprese in un celebre saggio come metafora della condizione umana; lungi dall’essere un testo senza speranza, lo terminava così:

Gli Dei avevano condannato Sisifo a far rorotolare senza
posa un macigno sino alla cima di una montagna,
dalla quale la pietra ricadeva per azione del suo stesso peso.

Essi avevano pensato, con una certa ragione,
che non esiste punizione più terribile
del lavoro inutile e senza speranza.

In questo consiste la gioa nascosta di Sisifo.
Il destino gli appartiene.
Il macigno è cosa sua.
Anche la lotta verso la cima
basta a riempire il cuore di un uomo.
Bisogna immaginare Sisifo felice.

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