DEUTSCHE BANK: LA STORIA AMA FARE LA RIMA!

Scritto il alle 16:00 da icebergfinanza

Credo, che una volta data un’occhiata alla seguente dinamica,  i lettori di Icebergfinanza e soprattutto di Machiavelli dovrebbero incominciare a prepararsi con calma e senza fretta alle ceneri…

La storia non si ripete mai ma ama fare la rima! Impressionante vero?

Qualcuno mi ha chiesto se non mi sembra che sia troppo presto, in realtà non è mai troppo presto perchè la realtà si manifesti, non certo per il fallimento di Deutsche Bank ma per la consapevolezza dell’intero sistema finanziario europeo.

Verrebbe da chiedersi chi ha ragione tra l’EBA  …

Immagine

o il numero uno della seconda banca francese Francois Perol, che a Cernobbio a porte chiuse ha raccontato…

“Sono molto più preoccupato di quanto non lo fossi nel 2009 sotto certi aspetti”, ha detto Perol

“E ‘stato chiaro al 100 per cento di ciò che doveva essere fatto (nel 2009)”, ha aggiunto. “Penso che sia una situazione difficile per le banche (ora) perché cambiamenti fondamentali sono in corso in un ambiente che è incredibilmente difficile a causa di tassi di interesse negativi.”

European Bank Outlook More Uncertain Than in 2009, Perol Says

Intanto anche in Austria se non accetti le loro condizioni, cominciano a fare piazza pulita con il “bailin”…

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4 commenti Commenta
ilcuculo69
Scritto il 11 aprile 2016 at 17:20

Andrea,
la sovrapposizione di grafici senza una opportuna normalizzazione può essere otticamente affascinante ma anche fuorviante….

john_ludd
Scritto il 11 aprile 2016 at 19:06

il­cu­cu­lo69@fi­nan­za,

i grafici sono effettivamente molto simili, ma mentre Lehman venne lasciata fallire perchè si riteneva che così dovesse essere (ah la mano destra di DIO che cosa può fare in questa terra di lacrime !) DB non vuole lasciarla fallire nessuno e quindi tecnicamente non fallirà, ma praticamente sì come tante altre che resteranno lì come zombie appiccicate al capezzolo della BCE che deciderà anche come, dove e quando andare a cagare. Finirà così:

https://www.youtube.com/watch?v=7d-92WdWUZo

NE RIMARRA’ UNA SOLA !

icebergfinanza
Scritto il 12 aprile 2016 at 07:48

Ovvio che non è normalizzato visto che Lehman non c’è più ma la dinamica è identica con epilogo NECESSARIAMENTE diverso ma non per questo meno devastante!
ilcuculo69@finanza,

aorlansky60
Scritto il 12 aprile 2016 at 11:10

mah… 5, 6 o 7 miliardi (le cifre che ho letto essere ipotizzate per l’operazione “Atlante” in fase di varo) possono essere molte o poche,

certamente poche se le vai a rapportare ai numeri di alcuni istituti bancari italiani in [forte] difficoltà,

primo su tutti MPS di cui ho sottomano numeri pubblicati dal SOLE24 relativi alla sua situazione ad OTT 2015 :

MPS detiene 24.387 miliardi di crediti deteriorati al “netto”, a fronte di un rapp di questi con il “capitale netto tangibile” della stessa MPS al 258,1% (dato impressionante per negatività, che lascia pochi dubbi circa la sostenibilità impossibile di una banca tecnicamente già fallita e stra-fallita da tempo, salvo considerare che per il suo [notevole] PESO nel panorama nazionale NON può essere lasciata fallire; in pratica MPS incarna una sorta di Deutsche Bank a livello Europeo rapportata in piccolo; se dovesse fallire DB con ogni probabilità l’Europa intera ritorna al baratto (e a qualcos’altro…), proprio per questo non la lasceranno mai fallire)

tanto per fare comprendere quant’è disastroso (almeno in teoria visto che ormai la pratica è in grado di smentire tutte le verità) quel rapp al 258,1% di MPS,

Unicredit che vanta l’esposizione assoluta maggiore [nel panorama italiano] verso il marciume NPL (39.583 miliardi al “netto”)
riesce ad esibire un rapp con il proprio “capitale netto tangibile” al 82,6% (dati rapportati a OTT 2015)…

Intesa si ritrova esposta verso NPL al netto di 34.176 miliardi bilanciati da un rapp con il proprio “capitale netto tangibile” al 83,2% (dati rapportati a OTT 2015)…

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