DRAGHI ITALIA: ILTRIONFO DEL SENNO DI POI!

Scritto il alle 14:00 da icebergfinanza

Ieri in Italia è arrivata la solita letterina dalla BCE, si ma questa volta non era solo indirizzata all’Italia, ma anche alla Germania, per una volta tanto, il buon Mario ha suggerito ai tedeschi di darsi una calmata, di non dire fesserie…

(…) “Dopo avere escluso qualsiasi negoziato con l’Italia per l’acquisto di sofferenze dai nostri istituti, nell’arco di pochi minuti si è trovato prima a gelare le speranze italiane di trovare una sponda in Europa per le revisione del bail-in, uno dei punti fondamentali dell’Unione bancaria, spiegando che “le regole sono appena entrate in vigore” e che “già pensare a una revisione mi sembra difficile”, e poi a chiudere di fatto le porte alla proposta tedesca di attribuire un coefficiente di rischio ai titoli di Stato, scelta particolarmente penalizzante per gli istituti italiani. “Se i titoli del debito pubblico siano risk free o no è oggetto di riflessione. Anche negli stress test della Bce non non sono considerati risk free. Ma questo è un problema di carattere globale”, ha spiegato. “Non possiamo essere solo noi in Europa a prendere questa iniziativa”. Un chiaro messaggio alla Germania che si aggiunge ai ripetuti inviti lanciati a Berlino nelle ultime settimane a superare le resistenze sul sistema di garanzia unico dei depositi, senza il quale l’intera impalcatura dell’Unione Bancaria resta drammaticamente pericolante.”Mario Draghi, l’ultimo degli europei stretto tra gli egoismi nazionali sulle banche

Quindi niente revisione o moratoria del “BAILIN” e soprattutto finitela di dire fesserie sui titoli di Stato.

Abbiamo spiegato per mesi il motivo per il quale l’unione bancaria o il realtà la sua opera incompiuta grazie al Governo tedesco, il “BAILIN” sarebbero diventati il nostro cavallo di Troia.

Chiunque poteva comprendere che per noi, unico Paese in Europa ad aver sofferto in maniera marginale la speculazione delle banche tedesche, francesi ed inglesi  che hanno foraggiato tutte le bolle immobiliari ed industriali d’Europa, unico Paese ad aver esposizione insignificante alle banche di Irlanda, Spagna, Portogallo e Grecia, rischiavamo di subire un contraccolpo devastante.

Non ci voleva chissà quale preparazione per comprendere che dopo quattro anni di deflazione salariale ed austerità, imposta dal governo Monti, dalla Germania e dai sui alleati in Europa, il nostro sistema finanziario sarebbe collassato sotto il peso dei crediti inesigibili eppure loro i nostri “tecnici”, i nostri parlamentari, come hanno fatto per il pareggio di bilancio in Costituzione e il Fiscal Compact, quest’estate mentre gli italiani erano in ferie hanno firmato senza fiatare il “BAILIN”, mentre in Grecia è stato imposto dopo un’estate devastante di minacce e ricatti.

Questo Paese conoscerà presto cosa significa attendere da un momento all’altro la visita dei sicari dell’economia del FMI che hanno già suggerito agli italiani di cambiare mentalità e della Troika, intanto preparatevi alla MANOVRA CORRETTIVA

Un giorno state tranquilli, non appena mi sarà possibile, in un libro condenseremo tutto e credetemi non mi mancherà la memoria storica, per raccontare ogni piccolo particolare con molte sorprese inedite.

Ora eccoli, i profeti del senno di poi, dopo il massacro di piazza Affari e la fuga di questi giorni dei capitali, eccoli ancora loro, sempre e solo loro…

IL PD GUIDA L’ASSALTO AL BAIL IN

(…)  Una mozione parlamentare del Pd, “bollinata” dal Ministero dell’Economia, per rivedere la nuova normativa sul bail in. Così Palazzo Chigi e il Nazareno corrono ai ripari per tutelare le banche italiane da una eventuale crisi sistemica. E per ridurre al minimo l’incertezza che avvolge i risparmiatori. Dal 1 gennaio l’Italia ha recepito una direttiva europea, il “bail in” appunto, che addossa il salvataggio della banche in crisi in parte anche ad azionisti, obbligazionisti e titolari di depositi superiori ai 100 mila euro. Una norma che oggi non convince il premier Renzi e il ministro Padoan. Quest’ultimo infatti ripete ai suoi collaboratori che sarebbe necessario “riflettere sugli aspetti di questo nuovo regime”.

Non solo siamo in mano ad un manipolo di dilettanti, ma in Italia quando si fanno le leggi c’è sempre un occhio di riguardo per gli amici degli amici…

“DA PAPÀ BOSCHI A PAPÀ LOTTI, ALTRO CONFLITTO D’INTERESSI”

L’ultima riforma sulle Banche di credito cooperativo, fatta in fretta e furia in una notte di mezzo inverno ha prodotto l’ennesimo cavallo di Troia di questo Paese, ovvero la famigerata HOLDING che potrà essere quotata sui mercati, una mossa fantastica per poter consegnare nel tempo anche il sistema del credito cooperativo al capitale internazionale.

Non solo, all’improvviso si sono inventati pure un cavallino con il quale permettere alle banche con oltre 200 milioni di patrimonio … Ma tanto che sto a scrivere, questi firmano di tutto, senza nessuna obiezione, i guri della copperazione suggeriscono che è il solito buon compromesso, ma dalle nostre parti la verità è figlia del tempo e ne vedremo delle belle…

Via libera di Mattarella alla riforma del credito cooperativo

Nessuna obiezione dal Quirinale sulla riforma del credito cooperativo. Il decreto legge del governo è stato firmato ieri sera dal Presidente della Repubblica, che ne ha preso visione di ritorno dalla visita negli Stati Uniti. Ora manca solo la pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale.  Il testo era stato approvato mercoledì notte dal Consiglio dei ministri, dopo una discussione che aveva visto emergere perplessità da parte dei ministri Delrio e Galletti.  

Anche il buon Clinton, quando all’inizio di questo secolo firmò la famigerata deregulation, ovvero la fesserie secondo la quale le banche erano libere di fare ciò che volevano in quanto in grado di autoregolamentarsi, pensava che non sarebbe successo nulla di particolare. Invece sono passati otto anni e….boooom!

Buona consapevolezza!

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9 commenti Commenta
stanziale
Scritto il 16 febbraio 2016 at 19:51

letto l’articolo dell’huffington post, che peraltro e’ un giornale dei piddioti. Aggiungo questo http://scenarieconomici.it/e-partita-la-gara-contro-la-ue-e-leuro-ma-fino-ad-ora-dove-erano-di-a-m-rinaldi/
che dire…meglio tardi che mai. Peccato che e’ tutta una finta, e/o non sanno che pesci prendere.

stanziale
Scritto il 16 febbraio 2016 at 20:20

Grande post di luciano Barra Caracciolo http://orizzonte48.blogspot.it/2016/02/esiste-un-punto-di-rottura-della.html

aorlansky60
Scritto il 17 febbraio 2016 at 11:41

Nei giorni scorsi, Bankitalia ha pubblicato il livello di debito pubbl ita a Dic2015, che essendo coincidente con il dato di “fine-anno” diventa di conseguenza un dato importante su cui ragionare;

non tanto sull’entità assoluta – 2.169.855.000 € –

quanto invece su quello che balza agli occhi

-soprattutto per chi come me monitora meticolosamente da anni il suo andamento, mese dopo mese-

è che nel 2015 si è registrato un aumento di debito davvero minimo rispetto all’anno precedente, di soli 33.953.000.000 (+1,6%);

per avere un andamento altrettanto buono, bisogna andare indietro nel tempo al 2007, quando prima dell’innesco della crisi mondiale, il debito pubbl ita salì solo di 16.966.000.000 rispetto all’anno precedente;

e guardando a largo raggio la classifica degli ultimi 15anni, ci si rende conto che il 2015 è stato uno degli anni migliori sotto il profilo del controllo dell’aumento di deb pubbl. ita

ora mi aspetto che saltino su i compagni di sinistra ad esclamare “ma lo vedi che sotto i ns governi [2007 gov prodi, 2015 gov renzi] il debito pubbl è tenuto a freno??!!

no, cari amici, semplici coincidenze. E per quanto riguarda il 2015 un fattore decisivo :

la verità è che il debito pubbl ita -che tanto fa paura non solo in casa ns ma soprattutto nei salotti esteri della finanza, che non perdono occasione di farlo notare per gettare l’italia in cattiva luce- è attualmente calmierato e tenuto sotto controllo dall’ombrello protettivo di Super-Mario e del suo QE;

a questo punto mi chiedo che accadrà [all’andamento del ns deb pubbl e alle ns emissioni di tit pubbl] quando terminerà il QE made in EU [preventivato per MAR2017]

ma la domanda che segue è : si può essere davvero certi che il QE EU terminerà per quella data ???…

veleno50
Scritto il 17 febbraio 2016 at 12:37

aor­lan­sky60,
Carissimo e informatissimo Aorlansky non esulta nessuno tranquillo, noi riformisti di sinistra che tu chiami (compagni) abbiamo tanta,tanta pazienza,come ti insegna qualcuno qui nel blog ,la verità è figlio del tempo.buon pranzo

francia r
Scritto il 18 febbraio 2016 at 01:03

Clinton ha firmato con una leggerezza incredibile la fine della classe media in usa e in mezzo mondo.
Dopo anni di neocolonialismo e neoliberismo a sostegno della piu’sfrenata globalizzazione, ovviamente sostenuta da enormi flussi di denaro sporco o fuori dai mercati ufficiali , ha tolto l’unico controllo che in qualche modo legava gli investimenti delle banche alle realta’ nazionali.
La prima vittima e’stata la classe media usa e poi via via l’europa. In inghilterra sono alla pecora dammo’ grazie alla “insegnante” che con un brillante colpo di genio gli ha fottuto per primi il futuro.
L’unica tardiva mossa che sara’ possibile per far fronte a questa macchina mostruosa messa in moto sara’ un ritorno a nazionalismi e fascismi vari. Un contesto che dovrebbe portare la fine di un Europa politicamente allo sbando, sempre che i nostri vicini da est non decidano di anticipare la festa ….
Tutto questo per dare la possibilita ad un “libero mercato autoregolamentato”, fatto di corruttori e farabutti senza controllo, di poter manipolare liberamente intere nazioni per fare i loro “migliori affari” sulla pelle degli sfigati di turno, con una schiera di burocrati e lacche’ pronti a difendere i loro interessi piuttosto di quelli nazionali.
W la globalizzazione ….

kry
Scritto il 18 febbraio 2016 at 01:04

aor­lan­sky60,

— ” ma la domanda che segue è : si può essere davvero certi che il QE EU terminerà per quella data ???… ” —

( Risposta )

Per quella data

i TEDESCHI sperano di no

i FRANCESI pregano per il no

Gli ITALIANI ridono perchè tanto il loro non sarà ” + ” il più grosso.

Guardavo

http://www.tradingeconomics.com/

come tutti gli stati che si vantavano di averci superato dove stanno ora o le loro prospettive es. Brasile e l’ India che mi sa che … tocca ferro ( … bhe ormai è quasi gratis pure quello ).

Il massimo per Renzi sarebbe esaltarsi che ” Siamo dei grandi ” nel ridiventare G7 … per demerito degli altri … che razza di mondo …

aorlansky60
Scritto il 18 febbraio 2016 at 08:31

@ Francia r

“sempre che i nostri vicini da est non decidano di anticipare la festa …”

questa tua affermazione non è affatto una osservazione fuori luogo e irrealizzabile, vista nel contesto attuale;

il rude vladimir ha già iniziato l’opera di destabilizzazione verso l’Europa e i suoi sprovveduti cittadini -non vedeva l’ora, dopo le sanzioni commerciali che quest’ultimi gli hanno combinato- iniziando a bombardare come un matto le postazioni siriane in mano ai ribelli, destabilizzando al contempo anche lo scenario sud (Turchia); il risultato pratico di questa strategia è centinaia di migliaia di profughi in fuga, diretti verso l’EU, che non gradisce tanto ma che se li deve bere…

la sua strategia stà funzionando così bene che stanno crescendo forti attriti tra Turchia e Arabia saudita, al punto che diversi analisti si sono sbilanciati nel dire che la seconda starebbe per muovere guerra alla prima, il che non avrebbe senso perchè essendo la Turchia in forza alla Nato (la Turchia va ricordato essere uno dei paesi Nato più dotato sia come truppe a disposizione che come apparati militari in dotazione), in base al patto sottoscritto a suo tempo (se un paese Nato attaccato, TUTTA la coalizione amica si deve muovere in sua difesa) significherebbe QUARTA GUERRA MONDIALE – visto che la terza è già in opera, anche se senza l’uso di apparati militari.

Peraltro una decisione di varcare i confini verso ovest asfaltando l’Ukraina [che non costituisce fattore se non quello di un topo ragno vs un orso] avvicinandosi ai confini UE non è più ipotesi ormai così remota, in fondo anche Chamberlain e Daladier erano convinti che hitler non avrebbe mai scatenato ciò che è ormai noto alla storia…

aorlansky60
Scritto il 18 febbraio 2016 at 09:54

@ KRY

Mario Monti intervenuto a Omnibus -il 11FEB2016- su La 7 :
«L’ Europa e i mercati non capiscono perché essendo l’ Italia il paese con il più alto (*) debito pubblico e la più consistente ricchezza privata, non si possa limare un pò quest’ ultima per aggredire il debito pubblico».

Lasciamo da parte per un attimo ciò che vorreste fosse fatto a mario monti… (in merito a questo argomento, io ho le idee molto chiare…)

Aggiungiamoci l’alta credibilità di cui gode Monti nei salotti della politica e della finanza occidentali (quella che conta, la finanza anglosassone che di fatto pilota tutto il mondo occidentale).

Aggiungiamoci il pretesto cui possono appigliarsi i tedeschi -che non vedono l’ora di metterlo in pratica- :

voi italiani crescete troppo poco (-0,4% 2014; +0,6% 2015 appena certificato da Istat contro stime assai superiori ) rispetto al vostro livello di debito pubblico quasi insostenibile [non lo dico io, è quanto vogliono far credere i tedeschi al mainsteam internazionale]

Non aggiungo altro.

… … … … …

(*) non corrisponde a verità : il paese con più alto debito pubbl in area UE [preso a livello ASSOLUTO] è la germania;
ma il fatto è che la germania è in grado di vantare una crescita di pil a livello tale da potere sopportare e sorreggere il suo alto livello di deb pubbl; l’italia no (questo è quanto dicono i numeri ufficiali).

aorlansky60
Scritto il 18 febbraio 2016 at 10:37

leggendo e ragionandoci, mi è venuto in mente un particolare che potrebbe rivelarsi assai amaro [per noi italiani] :

l’ ombrello di “super” Mario potrebbe chiudersi repentinamente.

Non per scelta ma per obbligo verso le regole inserite e sottoscritte nel QE :

la Bce può comprare titoli di Stato che abbiano un rating non inferiore a BBB

A questo punto entrano in gioco le famigerate Ag di rating [chissà quanto influenzate da chi ci vuole (*) davvero male] :

se ad un certo punto esse dovessero downgradare il rating italiano, di una tacca rispetto all’attuale “BBB- con outlook stabile”…

avete capito, vero ??…

A questo punto occorrerebbe mettere mano in fretta alle regole del QE… sempre che i tedeschi (*) -sempre attenti- che ci vogliono un mare di bene, ce lo permettano…

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