IL MIGLIORE DEI MONDI POSSIBILI E LE VERITA' NASCOSTE!

Scritto il alle 07:04 da icebergfinanza

 

Il mercato immobiliare americano si stà stabilizzando.ando.ando.ando.ando!!!!
Ogni racconto, ogni storia, ogni leggenda è un misto di creatività, innovazione, immaginazione, un insieme di conoscenze che provengono dalla storia, che nascondo in sé la saggezza popolare, l’essenza stessa dell’esperienza, della conoscenza! Esiste quindi un repertorio immenso, di aforismi, detti popolari, saggi, leggende, fiabe, narrazioni e in primis libri e testi sacri che permettono di scoprire e conoscere, la Verità che meglio a noi si addice! Ora non vi è dubbio che l’unica possibilità di poter mettere in dubbio un pensiero dominante, poterlo mettere in discussione è quella che esistano delle alternative e che possano circolare liberamente.
Socrate diceva che solo una vita esaminata è degna di essere vissuta, e quindi per tendere alla verità delle cose bisogna saper prendersi cura del proprio pensiero.
Io aggiungerei che alle volte dobbiamo riempire la nostra esistenza di significati, di concetti e valori che aiutano a guardare alle cose con senso critico e non prendendo per buono il pensiero dominante.
Vi confesso che avrei voglia di continuare a parlare di questi concetti, lasciando da parte l’aspetto macroeconomico, l’analisi dei dati e quant’altro provenga dall’economia, ma credo vi possa essere la possibilità di fare interagire il pensiero economico con il pensiero filosofico.
In fondo anche Adam Smith, il padre dell’economia era essenzialmente un filosofo che insegnava filosofia morale all’Università di Glasgow.
Come diceva Josè Saramago, premio Nobel per la letteratura è un difetto comune di dire più facilmente quello che crediamo gli altri vogliano sentire da noi, piuttosto che attenersi alla verità, ma tuttavia purchè l’uomo possa attenersi alla verità, dovrà prima conoscere gli errori e poi commetterli.
Premetto con il dire che è compito di ogni istituzione, economica, politica, sociale infondere ottimismo, cercare di trasmettere quella sicurezza di cui ognuno di noi ha bisogno, ma è altrettanto vero che alle volte bisogna chiamare le cose con il loro nome.
Ora a qualcuno di Voi sembrerà esagerato questo preambolo, ma non c’è ombra di dubbio che è in atto una certa sottovalutazione generale, che porta principalmente a subire piuttosto che affrontare le problematiche oggi del mercato immobiliare americano, domani chissà!
Il mercato delle abitazioni si stà stabilizzando! Non vi sono segnali di contagio! E’ tutto sotto controllo! La situazione è in via di miglioramento……..!
In un sondaggio condotto da Bloomberg tra 15 strategist americani, tutti sono convinti che i fondamentali economici restano sostanzialmente favorevoli.
I consensi e i commenti positivi si sprecano e vanno dagli effetti positivi delle operazioni di M&A ai buyback azionari, ovvero il riacquisto da parte di una società delle proprie azioni, che ha l’effetto di sostenere un titolo in un arco di tempo definito.
Nessun si domanda per quale motivo i profitti non vengano destinati agli investimenti, ma tutti si aspettano soft-landing e una ripresa nella seconda parte dell’anno sulla base di outlook positivi, rilasciati da aziende che guardano principalmente alla massimizzazione a breve termine del loro valore azionario.
E nel frattempo la peste immobiliare, continua a rilasciare i suoi effetti negativi sul tessuto sociale americano.
Ora non vorrei ripetere la lunga ed interminabile carrellata di dati rilasciati, ma ricordo solamente che il dato relativo alla vendita di abitazioni esistenti che secondo l’associazione immobiliaristi americani rappresenta l’85 % delle vendite totali è sceso in percentuale ai minimi da circa 18 anni.
La riluttanza dei proprietari a ridurre i prezzi delle proprie abitazione aspettando tempi migliori contribuisce ad amplificare le eccedenze che preannunciano tempi biblici nello smaltimento futuro delle eccedenze.
Per quanto riguarda le vendite di nuove abitazioni che corrispondono al 15% del volume totale sono aumentate dopo essere state riviste come normalmente accade, al ribasso il mese precedente grazie alla situazione metereologica favorevole nel Midwest e Northwest registrando un più 37 % nel totale delle sedi invendute.
Ora ogni dato nasconde un quantità inimmaginabile di variabili, come in questo ultimo caso.
Le revisioni sono sensibili in quanto le vendite vengono registrate quando un contratto è firmato, e non alla chiusura definitiva della vendita. Da notare come detto in passato, che i costruttori segnalano come ovvio in questa deflazione immobiliare, un notevole aumento negli annullamenti dei contratti sottoscritti e quindi i dati esagerano le vendite reali.
I prossimi tre mesi saranno un banco di prova importante per il mercato immobiliare e i prossimi mesi scadranno una marea di contratti ipotecari esotici a tasso fisso, che si trasformeranno in contratti a tassi stellari.
Ora qualcuno si domanderà perché seguo in maniera così dettagliata un fenomeno così “ circoscritto”.
Stiamo parlando del più grande mercato immobiliare mondiale e ciò non toglie che le dinamiche dell’evoluzione di questa crisi possano riguardare a breve altre realtà mondiali, come ad esempio l’Inghilterra o la Spagna come evidenziano dal mini crollo dell’indice Ibex di martedì scorso.
E badate bene, non è una dinamica interessata solamente dal fenomeno “subprime”, ma è il risultato della deflagrazione di una vera e propria bolla immobiliare!
Le preoccupazione della NAR National Association Realtors, riguardano ovviamente l’effetto “subprime” che in questo momento incide notevolmente, ma che sanno loro che la FED, il FMI, gli economisti, gli analisti non sanno?!
Non sembra….., potrebbe….chissà!
Ma una voce dal deserto si leva ed è quella del direttore generale della DR  Horton Inc. secondo costruttore americano, secondo il quale il mercato non sta affatto stabilizzandosi!
E dietro l’angolo e precisamente nel vasto mercato dei CDOs gli effetti collaterali dello tsunami immobiliare stanno sommergendo gli investitori.
Secondo Mark Pittman su Bloomberg, gli investitori istituzionali, privati, pubblici che hanno finanziato il mercato dell’edilizia, attraverso le obbligazioni, i bonds incominciano a pagare il prezzo del fenomeno “subprime” quantificabile in 75 miliardi di dollari e come detto in precedenza gran parte della richiesta proviene dai continenti europei ed asiatici, Cina e carry trader in testa.
E il mercato immobiliare americano si sta stabilizzando..ando..ando.ando!
Soluzioni ?!! Ora è innegabilmente tardi, l’effetto domino è in atto, ma possiamo dagli eccessi della storia ricavare qualche lezione?!
Ciò che sale, inevitabilmente scende! E sempre successo e sempre succederà!L’inevitabilità di ogni eccesso, di ogni bolla è figlia dell’irrazionalità dell’uomo, ma possiamo e dobbiamo trovare delle modalità che permettano di evitare in futuro situazioni simili, che si ripresentano puntualmente per la mancanza di controlli adeguati ed equilibri costituiti.
E chi se ne frega del paradigma del “libero mercato” che non ammette limitazioni e controlli!
E pensare che quest’anno coincide con il 30° anniversario della Community Reinvestment Act ovvero la legge promulgata nel 1977 per soddisfare le esigenze di accreditamento delle comunità americane, con l’accesso al credito facilitato.
Legge che nella sua abbreviazione e nella sua fraudolenta ed eccessiva applicazione, assume un sapore quasi beffardo….C.R.A….C ovvero Community Reinvestment Act….Crash!

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4 commenti Commenta
utente anonimo
Scritto il 26 aprile 2007 at 12:27

Panorama pubblica un articolo tale Alvin Rabushka – economista della Hoover Institution dell’Univerità di Stanford – afferma che prima della fine dell’anno la bolla dei mutui edilizi sarà soltanto un lontano ricordo, i mercati storneranno per motivi legati all’inflazione o per l’interruzione di forniture di petrolio!!

Scritto il 26 aprile 2007 at 17:39

L’altra faccia della medaglia è l’opinione di Nouriel Roubini ex consigliere economico di Clinton che insegna alla New York University che ricorda oltre alla marea di dati in arrivo che prima della fine di quest’anno scadranno circa 1000 miliardi di dollari di mutui a tasso fisso che diventeranno variabili a più del doppio del tasso esistente oltre a fatto che la categoria di mutui intermedi stanno incominciando a soffrire le conseguenze della contrazione del credito e del rialzo dei tassi.
Ovviamente sono ambedue supposizioni e l’esempio di un mercato che vende con sollievo il rialzo di un dato come quello di ieri che corrisponde solo al 15% delle vendite totali e non ricorda che sono dati presi sulla base di un semplice compromesso che nella maggior parte dei casi non viene chiuso mi fà pensare che la capacità di analisi sia limitata più alla speranza che alla certezza!
Ciao Andrea

utente anonimo
Scritto il 27 aprile 2007 at 11:10

La speranza è sempre l’ultima ad abbandonare il moribondo, comunque anche in presenza di dati non particolarmente brillanti i mercati hanno reagito positivamente, cosa anticipano: la sola scommessa che la Fed non toccherà in aumento i tassi futuri? oppure che centinaia di europei e giapponesi acquistino la quinta casa negli Usa? (con sconto del 50% vedi tasso di cambio prezzo d’acquisto conveniente, non potrebbe succedere come è avvenuto in Italia dopo la svalutazione del 1992 che decine di tedeschi hanno acquistato case a prezzi stracciati liquidando anche eventuali mutui ipotecari)

Scritto il 27 aprile 2007 at 17:21

La medicina della svalutazione, la storia insegna che serve a ben poco, serve a ridurre ulteriormente il potere di acquisto del paese che la attua ad incrementare le esportazioni, a far venire la deflazione giapponese, si chiami USA o ITALIA che sia. Ovviamente tutto è possibile e non si tratta di essere ottimisti o pessimisti sul futuro, ma di saper chiamare le cose con il proprio nome. L’Ecofin ha appena richiamato tra i rischi maggiori il trasferimento del debito attraverso gli strumenti finanziari e credo che europei o asiatici che si voglia avranno da preoccuparsi del rischio dei CDOs cartolarizzati dai mutui americani in buona dose subprime acquistati a man bassa, piuttosto che correre ad acquistare abitazioni americane. Peraltro ben accompagnati dai leggendari “carry trades” che della svalutazione dello yen fanno la sorgente per sostenere il debito pubblico più colossale che la storia ricordi!
Ovviamente come dici la speranza è sempre l’ultima ad abbandonarci osservando che i mercati rinascono di fronte alla fiducia nell’economia del Michigan, e sottovalutano un dato che urla rispetto da tutti i sottoindici.

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