AUSTRIA HYPO ALPE ADRIA BANK: BAIL IN …GOOD NEWS!

Scritto il alle 14:00 da icebergfinanza

 

A scanso di equivoci, per chi come noi da sei anni proponeva la nazionalizzazione di buona parte del sistema finanziario come soluzione a questa crisi, la notizia che il governo austriaco ha deciso di “responsabilizzare” gli obbligazionisti senior della bad banca creata per socializzare le perdite della banca austriaca è una buona notizia, soprattutto se tra coloro che dovranno subire le perdite ci sono nomi blasonati come Deutsche Bank e Pimco.

La questione semmai è per quale motivo si è messa in piedi una bad bank con spazzatura radioattiva, quando in realtà già al momento del conferimento gli asset dovrebbero essere prezzati sulla base di reali valutazioni, sempre che non si tratti di prodotti dei quali nessuno sa la composizione.

Grazie all’amico Roberto, c’è un interessante articolo sul Telegraph e sulla situazione austriaca in generale.

Eurozone faces first regional bankruptcy as debt debacle

La regione alpina della Carinzia affronta un probabile fallimento dopo che il governo centrale austriaca si è rifiutata di garantire  i debiti lasciati da un’espansione bancaria disastrosa in Europa orientale e nei Balcani.

Sarebbe il primo inadempimento sub-sovrano in Europa dopo la crisi di Lehman Brothers, paragonabile per certi aspetti al fallimento della California Orange County nel 1994 o la città di Detroit nel 2013.

Ministro delle finanze austriaco, Jörg Schelling, ha detto che Vienna non coprirebbe i 10,2 miliardi di euro in garanzie obbligazionarie emessi dalle autorità della Carinzia per il creditore fallito Hypo Alpe Adria, o per il fondo di risoluzione “Heta”

(…)  I maggiori obbligazionisti sono DWS Investment di Deutsche Bank, Pimco, Kepler-Fonds e BlackRock. La Banca Mondiale possiede anche € 150 miliardi di debito Hypo.

(…)  L’impennata del franco svizzero a gennaio, dopo il crollo del floor sulla valuta della Svizzera nei confronti dell’euro sembra essere stata l’ultima goccia, che ha scatenato una nuova ondata di probabili perdite sui mutui dell’Europa orientale denominati in franchi.

(…) la Carinzia si ergeva come garante per i debiti che non poteva coprire. Ci sono molte regioni che potrebbero scivolare in difficoltà, tra cui in Belgio la Vallonia, o la regione italiana della Sicilia.

 

Le obbligazioni Hypo sono stati sottoscritti negli anni del boom prima della crisi Lehman dal leader populista austriaco Jorg Haider, governatore della Carinzia, lasciando ad un successivo gruppo socialdemocratico a Klagenfurt per risolvere il pasticcio.

Governatore della Carinzia, Peter Kaiser (…)  lha avvertito che la Carinzia si troverebbe ad affrontare una “situazione drammatica” se il fallimento andrà in porto come ampiamente previsto.

L’Austria non ha subito alcuna ricaduta immediata da tutti i guai di Heta. E’ stata in grado di vendere obbligazioni quinquennali  a rendimenti negativi per la prima volta in assoluto 

E ora arriva il bello delle riforme…

Il FMI dice che l’Austria è in ritardo sulle riforme

Questa “effetto-QE” maschera la realtà sottostante che l’Austria non è più un mutuatario blue-chip. Fitch ha spogliato il paese del suo rating AAA il mese scorso, portandolo a AA +. “Nel giro di un breve lasso di tempo le dinamiche del debito dell’Austria sono peggiorate in modo significativo”

L’agenzia ha detto che il rapporto debito raggiungerà un picco a 89 % del Pil quest’anno ben 15 punti percentuali in più del previsto soli 18 mesi fa – a causa degli effetti persistenti della crisi bancaria e una debole crescita del PIL nominale. I vari salvataggi bancari hanno avuto un costo pari a 11 punti del Pil il doppio della Gran Bretagna.

Fitch ha avvertito che l’esposizione della banca austriaca alla Russia, l’Ucraina e il resto dell’Europa orientale è € 194bn, ovvero il 59 % della sua economia.

 

Il Fondo monetario internazionale ha sottolineato recentemente che in Austria le tre grandi banche – Raiffeisen, Erste e Volksbanken – sono vulnerabili a eventuali shock. “I rischi restano elevati. La redditività delle banche soffre per l’ aumento delle sofferenze, i costi dei rischi e delle svalutazioni “

 

Il FMI ha detto che le riforme in Austria sono in gran parte in fase di stallo. Il paese ha i peggiori sussidi pari a 3.75 punti del PIL, la quota più elevata di pressione fiscale sul lavoro pari a 58 punti , un alto tasso di pensionamento anticipato, e la spesa statle a 52 punti del PIL, rispetto al 45 della Germania.

Mentre l’Austria rimane un paese ricco e di successo, in fatto di riforme la Francia appare meno lenta in confronto, e la Grecia sembra quasi thatcheriana.

Direi che tutti i nodi tornano al pettine anche in Austria, un mondo quello della finanza internazionale pieno e zeppo di scheletri. Stay tuned

Il Tuo sostegno è fondamentale per il nostro lavoro…nel fine settimana torna il nostro Machiavelli.

Contribuisci anche tu LIBERAMENTE a tenere in vita un’isola di condivisione quotidiana nell’oceano infinito di questa tempesta perfetta …

Chiunque volesse ricevere le ultime analisi può liberamente contribuire al nostro viaggio … cliccando qui sopra o sul banner in cima al blog o sul lato destro della pagina. Semplicemente Grazie.

VN:F [1.9.20_1166]
Rating: 9.6/10 (21 votes cast)
VN:F [1.9.20_1166]
Rating: +16 (from 16 votes)
AUSTRIA HYPO ALPE ADRIA BANK: BAIL IN ...GOOD NEWS!, 9.6 out of 10 based on 21 ratings
Tags: ,   |
42 commenti Commenta
aorlansky60
Scritto il 5 marzo 2015 at 15:42

…chissà se alla conferenza stampa odierna a Cipro, qualcuno dei presenti ha chiesto a Draghi notizie dell’Austria ???…

…vedo che la moda delle cartolarizzazioni non ha colpito solo in italia dove moltissimi sindaci, pur di farsi belli agli occhi dell’elettorato, hanno sottoscritto in tempi non sospetti antecrisi prestiti “a skifezza” per poi scaricarli agli eredi futuri, quelli che ci sono impelagati al momento (la stima totale di questi pacchetti finanziari con i quali sarebbero legati al collo la maggiorparte di Comuni Province e Regioni italiane è sensibile, oltre ) esattamente come “Le obbligazioni Hypo sono stati sottoscritti negli anni del boom prima della crisi Lehman dal leader populista austriaco Jorg Haider, governatore della Carinzia, lasciando ad un successivo gruppo socialdemocratico a Klagenfurt per risolvere il pasticcio.

…”Ci sono molte regioni che potrebbero scivolare in difficoltà, tra cui in Belgio la Vallonia, o la regione italiana della Sicilia.

Ecco, con tutti i debiti (oltre 5 mld) che si porta dietro questa scassatissima regione italiana, non ci manca altro che questo… veramente la sicilia è già in difficoltà da tempo, come da tempo richiede continue risorse allo Stato centrale per essere sostenuta per non colare a picco; mi chiedo che altro di più grave può accadere da quelle parti, e se nuovamente tutti i contribuenti italiani saranno chiamati ad un ulteriore “salvataggio”… same old stories… la corda comincia veramente ad essere troppo tesa, dato che a breve saremo chiamati a sostenere MPS anche se non direttamente(…) così come tutta la faccenda della BAD-BANK tricolore (su cui stà lavorando padoan) il cui marciume si aggirerebbe in totale sui 330-350 mld …

john_ludd

le cloache sono ovunque e quelle in GER, UK, USA non sono certo meglio di quella oggetto del post MA l’Austria ha osato dissentire dalla politica imposta da WA e Berlino riguardo la Russia verso la quale ha enormi interessi ed ecco che BUM subito scatta il downgrade. Quindi dopo avere svalutato a junk il debito russo (10% del PIL di cui solo una quota risibile in dollari) parte la pallotola per chi dissente, ma pare che gli austriaci per ripicca abbaino deciso di appioppare le perdite ai mammasantissima uanagana (i vari Blackrock, Pimco) che siedono su trilioni di crediti fantasma nella convinzione che a loro non otccherà mai. La lira turca frana da quando il dittatore islamo fascista ha assunto una posizione autonoma (e non perchè è un dittatore, quello va bene purchè sia il NOSTRO dittatore, infatti sino a un secondo prima era la Turchia era cocca degli analisti) … e così giorno dopo giorno vedremo sempre più spesso l’accartocciarsi degli uanagana nella strenua difesa del dollaro dal quale dipende la possibilità di mantenere le centinaia di basi che hanno sparpagliato per il mondo. Vedremo nei prossimi mesi cosa accadrà quando, mentre il deficit USA tornerà prepotentemente a salire e l’economia continuerà a frenare, l’avanzo europeo decollerà a livelli fantascientifici mentre la BCE monetizzerà due volte le emissioni nette dei paesi dell’eurozona rendendoli totalmente inattaccabili per via finanziaria. E’ una guerra totale, USA contro tutti gli altri in un modo o nell’altro.

john_ludd
Scritto il 5 marzo 2015 at 16:22

gli uanagana NON possono vincere la guerra che hanno iniziato…

“…Indeed the shift from west to east is already occurring. Russian energy data released last fall showed crude supplies to China from January to September rose by almost 45 percent, while shipments to Europe via the Black Sea port of Primorsk fell almost 20 percent, according to Reuters. In a further undermining of Russian sanctions, Chinese credit rating agency Dagong Global in February gave Gazprom its highest AAA rating, allowing the company to place its shares in Hong Kong and expand its investor base in the Asia Pacific region. Western ratings agencies like Moody’s, S&P and Fitch have all downgraded Russia’s sovereign rating to junk or near-junk levels, said IBT Times…”

prima che il mondo si inabissi per insufficenza di risorse ed eccesso di inquinanti assisteremo al più massivo e rapido trasferimento di potere e ricchezza della storia (già in corso) … da ovest a est anche se la propaganda che leggete ogni santo giorno vi scrive che non è vero.

kry
Scritto il 5 marzo 2015 at 16:38

Il bail in diventerà obbligatorio dal 2016 in tutta europa, sarà così anche per MPS e per la bad-bank italy chi si sta in tuttta fretta strutturando ?

kry
Scritto il 5 marzo 2015 at 16:47

aorlansky60,

Secondo me la cifra di 330/350 l’ha sparata un politico e non un tecnico per far meglio digerire una badbannk di 150 così da essere sicuri di metterci dentro tutto. Penso che con questa notizia dall’austria ci sia qualche ripensamento sul da farsi. Per quel che riguarda la sicilia è meglio che cominci a farsi i controlli e smetta di emettere sussidi e di funzionare come regione a statuto speciale e non come regione di rifiuto speciale col rischio di essere declassata a pattumiera sociale.

john_ludd
Scritto il 5 marzo 2015 at 16:49

kry@finanza,

obbligatorio è un termine senza senso, utilizzerei il termine inevitabile. Poi se qualcuno trova il modo di eliminare la legge di gravità tenendo separato il piano finanziario da quello reale per sempre magari cambio idea.

john_ludd
Scritto il 5 marzo 2015 at 16:52

kry@finanza,

si continua a macerarsi sulle ragioni per cui l’euro deve finire senza riflettere che sono in buona parte le stesse per le quali l’Italia così come è strutturata ora deve a sua volta finire. Non puoi vivere di trasferimenti soprattutto se non ci sono più soldi.

kry
Scritto il 5 marzo 2015 at 17:03

john_ludd@finanza,

Dai incontriamoci a metà strada. E’ inevitabile che diventerà obbligatorio , poi magari cambierai idea quando si riuscirà ad esportare su marte eliminando così la legge di gravità. So già che mi risponderesti che non ci sarà energia a sufficenza e sarà antieconomico. Son contento di vedere che ci sei, mi preoccupo quando stai dei giorni lontano dai commenti. Stavi male o ti sei imposto di non perder tempo? Ciao.

kry
Scritto il 5 marzo 2015 at 17:11

john_ludd@finanza:
[email protected],

si continua a macerarsi sulle ragioni per cui l’euro deve finire senza riflettere che sono in buona parte le stesse per le quali l’Italia così come è strutturata ora deve a sua volta finire. Non puoi vivere di trasferimenti soprattutto se non ci sono più soldi.

E soprattutto se questi finanziamenti non son serviti a manutenzioni e solo a sussidi parassitari.

john_ludd
Scritto il 5 marzo 2015 at 17:13

kry@finanza,

il taxpayer medio non ha più niente da dare, per quanto sia stato remissivo, tutto ha un limite e lentamente le cose cambiano, non perchè sia giusto ma perchè è inevitabile. Tutti oggi (e dico ormai TUTTI) guardano dalla stessa parte nello stesso modo, vedono deflazione eterna e gente remissiva per sempre. Impossibile. Non accade mai quello che tutti si aspettano e allo stesso tempo nessuno è in grado di prevedere tempi e modi. C’è chi vuol ballare la danza del QE o chi quella dei rendimenti verso lo zero, lo faccia, che ognuno si scelga la propria ultima danza.

stanziale
Scritto il 5 marzo 2015 at 17:14

john_ludd@finanza,

Interessanti i tuoi interventi, soprattutto quello relativo a Gazprom che grazie ai cinesi si finanzia pacific amente ad hong kong; del resto la cosa fa il paio con l’andamento delle guerre in corso, dove i russi stanno indirettamente bruciando le chiappe agli uanagana sia in siria che in ucraina. Non ci resta quindi che continuare a sognare con il sole 24 ore, oggi c’e’ un altro articolo delirante, il calo dell’euro morente viene propagandato come un grande successo. Sara’..

lukeof
Scritto il 5 marzo 2015 at 17:18

Comunque come volevasi dimostrare anche gli austriaci belli biondi ariani e lavoratori sono stati colpiti dalla lebbra nè piu’ nè meno come i cattivissimi fancazzisti e grattatori di palle greci.

E’ curioso e anche buffo vedere nel lebbrosario globale come ci si accapigli su chi ha piu’ bolle nel tentativo di “scovare i colpevoli e gli untori” e nessuno rifletta sul fatto che magari è il caso di capire che tutti ci sono di mezzo e che l’epidemia è globale e di sistema.

kry
Scritto il 5 marzo 2015 at 18:07

Andando leggermente fuori tema ritengo troppo di parte la scelta ” ovvia ” ( favore tra privati ) che gli acquisti inerenti il qe sia solo per le banche e istituzioni finanziarie le quali han già goduto di rialzi dei corsi dei titoli di stato nell’ordine anche del 30% in 2 mesi. Immagino la prima trimestrale del 2015 delle banche a livello record tanto d’attirare gli ultimi indecisi ad entrare in borsa. Cosa succederà quando saranno resi noti i dati della seconda trimestrale che non potranno godere di tali plusvalenze??? (O della terza. )

john_ludd
Scritto il 5 marzo 2015 at 18:46

stanziale@finanza,

la gente è letteralmente inebetita dalla stampa ufficiale. lasciamo perdere per un attimo la propaganda anti russa, in fondo la russia è sì una potenza militare ma non una potenza economica. Mi chiedo: ma la gente c’è stata in Cina ? Farsi un giro a Shanghai o Pechino oppure Hong Kong… Oggi l’unica cosa che la gente legge è che c’è lo smog e la crisi immobiliare. Vero, ma il fracking distrugge le faglie idriche e dissemina inquinanti cangerogeni solo perchè le compagnie che operano nel settore sono state DISPENSATE per legge dall’obbligo del rispetto delle leggi in materia (che continuano a valere per gli altri). La sacra Germania verde consuma più carbone oggi (che compra dalla Russia) che 10 anni fa. Bolle immobiliari almeno pari (in %) a quella cinese ci sono in Canada, UK, Danimarca, Svezia, Norvegia e Australia mentre quella USA non è mai stata risolta. Solo che non c’è solo inquinamento e città vuote (che verranno riempite). Le principali città sono nuove di zecca, la metro è capillare, linee TLC in fibra a 100 MB/s sono ovunque a Hong Kong e Shangai. Puoi connetterti alla rte mobile dal più sperduto angolo del Tibet. Le università sfornano ingegneri a gogo, bene non saranno “creativi” come i californiani (che sono poi tutti asiatici pure loro) ma sono TANTI, come pure fisici e matematici. Non vuol dire niente ? Gli investimenti in istruzione sono in crescita da 20 anni, dalle nostre parti sono in calo da altrettanto. Non vuol dire niente ? … ma mi si dirà, sono oligarchi kattivi. Come no, invece l’oligarchia occidentale è bbbuona. Tutti i paesi in ogni momento della storia sono stati governati da oligarchie. SEMPRE. Ciò che le differenzia è l’efficacia e nessuno è meno efficace nel medio termine di una oligarchia di banchieri. Nel lungo non importa, non ci arriveranno mai e noialtri con loro, in fondo li abbiamo scelti no ? Siamo in democrazia.

john_ludd
Scritto il 5 marzo 2015 at 18:52

lukeof@finanza,

l’austria resta un paese estremamente ricco e la sua storia dice chiaramente che guarda a EST. A differenza della crante-cermania attualmente (s)governata da un agente americano che come tutti/e quelli che si sono fatti strada all’ovest provenendo da est sono russo/fobici e vedono l’ombra di stalin anche quando cagano, sembra mantenere un pelo di autonomia… anche perchè senza est l’austria smette di essere quel paese estremamente ricco di cui all’inizio.

dispettoso fiorentino
Scritto il 5 marzo 2015 at 19:05

…. e tutto sale ancora in maniera vertiginosa …

…. forse avrà ragione VELENO che le cose stanno migliorando in maniera sensibile ? …

idleproc
Scritto il 5 marzo 2015 at 19:49

dispettoso fiorentino@finanza,

#staisereno

signor pomata
Scritto il 5 marzo 2015 at 21:03

john_ludd@finanza,

Non voglio farti le pulci perche ti apprezzo ma alcune volte non riesco a seguire il tuo discorso.
Dici che è usa contro tutti poi dice di ritenere i paesi europei al sicuro da speculazioni finanziarie?
Perche?
Il nostro QE è una finzione fatto in quel modo, ci credono perche ci vogliono credere quindi anche gli usa fanno finta.
La mia umile opinione è che scoppiata la crisi leman il sistema finanziario era saltato ma siccome fare quello che serviva per risolvere la situazione avrebbe comportato perdite di soldi e potere di banchieri e oligarchi oltre le solite lobby multinazionali si è preferito prendere dal cittadino per tappare i buchi della finanza.
Il problema è che se questa è una crisi simile a quella del 1929…….di domanda, le azioni intraprese dalla maggioranza dei paesi occidentali è un nonsenso.
Continuando a perseverare sulle riforme, cioè tagli di spesa e precarizzazione del lavoro oltre che lavoro sottopagato non si fa altro che aumentare la crisi di domanda.
Ora hanno creato due mondi, quello finanziario e quello reale ma è una finzione.
Un esempio porto alla mia tesi: oggi a piazza affari sono andati forte i titoli del lusso, tutti che festeggiavano i risultati delle varie società con forti rialzi.Bene, ma i prezzi delle azioni non sostenevano che anticipano??
Lo dico perche io lavoro nel campo della moda , diciamo le migliori firme italiane e a quello che risulta a me le vendite sono state un disastro per la stagione invernale.
Cali dal 10% al 25%…roba che non si vedeva dal 2009.
I vari QE non fanno che far fare soldi a chi ha gia molti soldi ma…problema non da poco……i ricchi non consumano come le persone comuni, la classe media, quella che loro vogliono estinguere . quindi perche sostieni che tutti guardano alla deflazione quando fino a qualche mese fa rompevano i coglioni con l” inflazione??
La tg ancora non la usano la parola deflazione, mentana dice passa inflazione.
La politica giusta era nazionalizzare le banche e far fallire questi miserabili, poi iniziare piani concordati di spesa pubblica per aumentare l” occupazione.
Chiaramente la zona euro sarebbe dovuta sparire perche in questo sistema di cambi fissi non ci può essere crescita solo rigore e deflazione.
Sembra che abbiano tutto sotto controllo ma si son cacciati in un vicolo cieco…..c” è il muro.
Chi sia meglio in questo gioco al ribasso non lo comprendo, ma capisco che ogni continente e ogni singolo stato promulga idee deliranti che porterà nel tempo lo stesso stato a fallire o essere equiparato al terzo mondo.

idleproc
Scritto il 5 marzo 2015 at 21:48

signor pomata@finanzaonline,

“La politica giusta era nazionalizzare le banche e far fallire questi miserabili, poi iniziare piani concordati di spesa pubblica per aumentare l” occupazione.”

Il tuo punto di vista è quello di un imprenditore che sta sul reale, la loro visione è rovesciata, il reale è solo uno strumento.
Sarebbero capaci di sacrificare un “nuovo prodotto” con dinamiche potenziali che costituiscano un salto qualitativo se hanno un profitto a brevissimo più elevato o salvare un concorrente sul quale speculano o sono esposti.
Non sono innovazione, sono conservazione e autoconservazione anche come posizioni di management e sistema di poteri che li garantisce e perpetua.
Sono uno strato sociale del sistema non il sistema.
Il grande capitalista-imprenditore tradizionale è acqua passata, è fuori dal sistema produttivo reale, mette solo il capitale e vuole un profitto, il più alto possibile nel più breve tempo possibile.
Il lavoro lo fanno i mercenari del management e vengono pagati anche per finire in galera se fosse il caso.
Visto che le grandi corporation private globali sono totalmente finanziarizzate, sono loro che comandano.
L’impreditoria reale tradizionale la trovi solo nel piccolo e medio.
Non a caso sono oggetto di spolpatura e non il soggetto economico principale insieme al lavoro.

john_ludd
Scritto il 5 marzo 2015 at 22:03

signor pomata@finanzaonline,

la politica giusta viene talvolta adottata solo quando tutte le altre hanno fallito. Nel contesto del fallimento del sistema turbo liberista occidentale e in assenza di un modello sostitutivo ancora lontano all’orizzonte è normale che i vari oligopoli si alleino tra loro contro un nemico percepito come comune e si combattano tra loro per prevalere o anche solo sopravvivere. Non credo per nulla/nada/zero alle minchiate che Rampini scrive periodicamente sul vomit paper nazionale cioè che gli USA facciano un favore all’Europa tirando la loro economa grazie alla loro ripresa e apprezzando il dollaro. I consumi in USA sono nella migliore delli ipotesi stagnanti, non tirano una minchia; al contrario essendo la torta sempre quella accadrà che più merci europee (cioè tedesche) si venderanno in USA a scapito di quelle prodotte in loco. Non si comprende dove sia il vantaggio per gli uanagana. Il dollaro forte riduce gli utili delle multi nazionali USA che consolidano in dollari i ricavi in valute diventate più deboli piantando un picchetto nelle assurde valutazioni di Wall Street. A me pare semplicemente che gli americani come sempre se ne siano sbattuti degli altri abusando della loro valuta di riserva con i vari QE e ora si prendono indietro i missili dei QE degli altri a dimostrazione che in un mondo sempre più multi polare è tutti contro tutti, il che ovviamente è massimamente destabilizzante. Avendo tutta la propaganda che tuona a loro favore sfidano vette di ridicolo pretendendo che il dollaro forte è ok dopo che Bernanke ha fatto di tutto per ridurne il valore. Poi c’è la questione di quanto a lungo durerà il dollaro come moneta di riserva. Lo sanno a Pechino, ma non lo so io, ma so di sicuro il dollaro forte accorcia e non allunga la vita di king dollar. Questo signore spiega succintemente perchè:

“This brilliant, modern free trade system and all of its benefits cannot be implemented using the US dollar as a reserve currency. It shuts off commerce that in turn limits the use of commodities such as oil, metals, food and the like. Many hail the low price inflation in the US as a victory and ignore the intent other nations had in following “free trade”. That being to promote a world economy, not just a US economy.

Understand that the increased use of commodities is a good thing. It’s not just for the purpose of making rising chart pattern so speculators can sell their calls! Commodity usage creates real things and helps the lives of real people. When citizens gain real productive mechanisms, they hold real wealth. Some would have you believe that third world people are enriched by saving US treasury bonds, not true! The only way to increase world trade, with an eye on building new consumers in all countries, is to remove the overhang of “dollar settlement”.”
FOA (3/14/99)

idleproc
Scritto il 5 marzo 2015 at 22:20

Esistono anche due dettagli, il sistema socioeconomico cinese e quello russo sono misti e semi pianificati, lo stato e la programmazione economica sono un aspetto del sistema da cui gli “appelli” al liberismo da parte delle corporation finanziarie oligomonopoliste per aver campo libero in casa degli altri.
Il dramma occidentale è che Putin abbia fatto fuori gli oligarchi dell’epoca della dissoluzione e ripristinato una autonomia di politica economica e che i cinesi reggano ancora come stato nazionale.
L’altro dettaglio è che per cultura passata sanno come funziona il sistema capitalistico da un punto di vista sistemico.
Oltre Atlantico lo sanno una sparuta minoranza che fa riferimento alla scuola austriaca, tutti gli altri credono alla loro stessa propaganda nelle varie versioni di pensiero economico che segue rigorosamente l’andazzo del ciclo.

signor pomata
Scritto il 5 marzo 2015 at 22:43

john_ludd@finanza,

Io il punto che ti volevo far capire è che il petrolio non sarebbe sceso se gli usa non volevano e che il dollaro non si sarebbe rafforzato se gli usa non volevano.
Io il perche abbiano acconsentito a far rivalutare il dollaro non so dirlo ma potrebbe essere che è difficile andare contro il mercato…..gli svizzeri lo sanno cosa dico.
Del resto non capirò mai come possa un qe neanche annunciato far svalutare una moneta.
Potrebbe essere che tra scegliere chi è uno stato forte e scegliere chi fa finta di essere uno stato mentre si scanna nel sottobosco scelgo la prima opzione.
Poi che a gli americani la politica mercantilistica tedesca vada bene non sono cosi sicuro……….un europa che ragiona come i tedeschi è un danno per tutti, un buco senza fondo in cui tutti producono 4 patate e fanno la fame per venderne 3.

john_ludd
Scritto il 5 marzo 2015 at 22:49

idleproc@finanza,

WEST (all included) = 800 milioni (in calo e alquanto anziani)

THE OTHERS = 7 miliardi (in aumento e assai più gggiovani)

… per una paio di secoli THE OTHERS sono stati mazziati da THE WEST … per quanto siano stupidi, per quanto i loro satrapi siano corrotti … CONTA … come pure non dover seguire il ritmo delle trimestrali di borsa ma il ritmo della cooptazione del nuovo capo e relativa consorteria (cioè 15 – 20 anni) e anche questo CONTA !

chissà chi si imposserà del trono di spade !

signor pomata
Scritto il 5 marzo 2015 at 22:51

idleproc@finanza,

Le ultime tre righe proprio non le capisco.
Cosa vuol dire che lo sanno solo quella sparuta minoranza che fa riferimento alla scuola austriaca?
Te lo domando perche visto che lo sanno come funziona, cosa che io non credo, perche amano tanto la durezza del vivere proposta come modello di vita sopra tutto altrui??
Gli americani sono proprio in balia di quella durezza del vivere che hanno esportato anche qui da noi che fa si che lo stato non gestisce nulla e il privato si fa i cazzi suoi a sbaffo della collettività fino a quando non chiede aiuto perche si è fatto la bua.

john_ludd
Scritto il 5 marzo 2015 at 23:02

signor pomata@finanzaonline,

il petrolio è sceso perchè l’offerta è più alta della domanda di 3 milioni di barili/giorno. Non credo ai complotti se la mera analisi della domanda e offerta realizzata dai migliori analisti del settore spiega gran parte dell’andamento dei prezzi. Poi se uno preferisce l’analisi di qualche sedicente analista che non sa una mazza della materia, liberissimo. Il dollaro è salito su TUTTO non solo sull’euro che resta ben più alto di corona svedese/norvegese e yen rispetto la media degli ultimi 5 anni. Ed è salito perchè i flussi finanziari dominano nel breve su quelli commerciali in ragione anche di 50:1 parole di Claudio Borio (BIS), quindi mi fido; oggi hedge funds e compagnia bella hanno la posizione long usd/eur più massiva della storia, basta e avanza. Andrà a 1, oppure a 0,8 non ne ho idea, c’è chi segue l’analisi tecnica come fosse la bibbia, per me è ok, sono agnostico su quel tema. Quel che so è che le quotazioni di qualunque cosa si negozi nel grande casinò, non può stare ferma altrimenti non si guadagna sui costi di transazione e la lucrativa gestione dei contratti di swap valutari (cioè LORO che ben si guardano dal prendere una posizione, guadagnano sulle debolezze degli altri). I rapporti tra uanagana e chiunque altro non so come siano per davvero, ma se devo giudicare dall’apparato spionistico utilizzato essenzialmente per sorvegliare i propri cittadini e i propri alleati non mi sembrano ideali. Ciao.

idleproc
Scritto il 5 marzo 2015 at 23:16

signor pomata@finanzaonline,

Forse non comprendo io la domanda.
E’ un riferimento alla scuola economica austrica che, anche se fuoritempo max per la descrizione di questa fase storica del capitalismo, ha radici nell’economia classica e sostiene l’impossibilità di controllare il ciclo economico con tecniche monetarie e che qualsiasi tentativo di farlo aggrava il problema spostandolo più in avanti.
Il ciclo economico implica che nelle fasi basse del ciclo viene distrutto il capitale investito in settori in sovrapproduzione, obsoleti, fuori mercato, fantasy. Se droghi il mercato con tecniche monetarie o con l’espansione del credito sostenendo quegli stessi settori e la speculazione finanziaria ti fai molto più male più avanti.
Dal mio punto di vista, l’alternativa è la pianificazione economica per controllare la ciclicità sistema altre ai problemi che sottolinea sempre John.

veleno50
Scritto il 5 marzo 2015 at 23:27

dispettoso fiorentino@finanza,

Io non me lo chiedo caro fiorentino perchè i mercati salgono. Meno chiacchiere e monta sul toro, portati 3 ruote di scorta ti proteggi dalle incornate.notte

signor pomata
Scritto il 5 marzo 2015 at 23:48

idleproc@finanza,

Ma la teoria classica fu la stessa che alzo le mani davanti alla crisi del 29 perche non contemplava che le merci rimanessero invendute e che i prezzi potessero scendere costantemente.
Quella stessa teoria che predicava che il mercato si sarebbe curato da solo lasciandolo agire liberamente, è la stessa teoria che vuole che lo stato sia piccolo e che in termini tecnici si faccia i cazzi suoi mentre i suoi artefici si impossessano di parti di esso creando lauti monopoli.
Nel 29 come oggi i tassi furono portati a zero e si diedero soldi alle banche per poter aumentare i prestiti ma……..non li volevano i prestiti.
Questo è il punto.
Se questa è una crisi di uguale portata come si possono commettere gli stessi sbagli??
Oltre che dalla finanza creativa gli stati uniti sono in balia del turboliberismo…..quello che da molto ai ricchi e nulla ai poveri , quello che aiutare chi è in difficoltà è aiutare una persona che non ce la farà e quindi è fare una azione inutile e che non aiuta il sistema.
La teoria classica è abominevole sotto questo senso,è fatta a uso e consumo di chi è ricco.
Oggi si pensa a salvare i ricchi mentre gli altri affogano, si tende a salvare il mercato non le persone.
Se la borsa perde 5 punti è una tragedia mentre se si accettano disegni di legge per tagliare le gia misere pensioni di anziani quella è qualcosa che serve per riequilibrare il sistema.
Quale sistema??
La cacca viene da li, oggi nel mondo vengono sostenute le teorie economiche più deplorevoli della storia …..oltre che più fallimentari come il monetarismo il mercantilismo e il liberismo, tutte teorie che guardano all” alto mai in basso…………se le cose andranno come temo i vari qe saranno solo fuffa perche il problema tornerà prepotente come non mai e andrea nel suo lavoro quotidiano spiega come questo stia gia avvenendo.

signor pomata
Scritto il 6 marzo 2015 at 00:00

john_ludd@finanza,

Dai non mi dirai che l” offerta è da poco che è superiore alla domanda??
Il petrolio doveva scendere da inizio crisi ma non lo ha fatto, perche??
Io credo perche il prezzo è manovrato, come tutto del resto.
Non trovi strano che una moneta di un gruppo di stati che è costantemente in surplus con gli altri svaluti del 25% in pochi mesi??
Il tutto dopo che gli americani avevano fatto 3 qe e in europa ancora non avevano concordato il qe nostrano una sorta di inculata per gli stati periferia che si accollano gli acquisti di titoli che a oggi rendono zero per sperare in una mirabolante ripresa dei prestiti che le banche non vogliono attuare.
Le tempistiche sono strane e troppo veloci, capisco i miracoli come dice andrea ma quando son troppo miracoli anzi miracoli anomali mi fan sospettare che sia una cosa organizzata.
Un saluto.

john_ludd
Scritto il 6 marzo 2015 at 00:21

signor pomata@finanzaonline,

l’offerta è significativamente superiore all’offerta solamente da inizio 2014, questo dicono i dati (ex post) EIA. Tieni conto che per quanto assurdo possa sembrare, tutto balla attorno al 2-3 percento della produzione non il 30% ! Se i russi che tanto si indignano per un presunto complotto ai loro danni volessero correggere il “complotto” potrebbero tagliate la loro produzione del 20% (2 milioni di barili) e generare un rialzo del 20% almeno, solo che non è così semplice fermare un campo petrolifero, non è un bar. Allo stesso modo perchè mai gli uanagana dovrebbero complottare per vedersi azzoppare l’unico settore industriale che ha prodotto reale crescita di volumi e generato i soli posti di lavoro altamente remunerati del post Lehmann. La tesi del complotto è adorata da tutti i commentatori che non si sforzano di leggere bene i dati. Relativamente all’euro ho già detto, nel breve contano i flussi finanziari, non i surplus MA, poi, tutte quelle posizioni vanno coperte. Se la scommessa è l’euro crolla entro autunno allora ok il cambio non ha un limite inferiore ma se non crolla e l’effetto del dollaro forte è 1) crescita inferiore alle attese in USA 2) niente rialzo dei tassi 3) mediocre persino comica ma pur sempre maggiore di zero crescita in Europa … forse il cambio euro/dollaro a 0,85 non ci va proprio … più le banche di investimento sparano un obiettivo basso meno ci credo.

john_ludd
Scritto il 6 marzo 2015 at 00:25

john_ludd@finanza,

l’offerta è significativamente superiore alla domanda …

idleproc
Scritto il 6 marzo 2015 at 01:02

signor pomata@finanzaonline,

Il “liberismo” è solo propaganda, è storicamente finito, questo è il capitalismo degli oligopoli.
Gli appelli al “liberismo” servono agli oligopoli per aprirsi mercati protetti da politiche economiche e sociali, dopo che li hanno penetrati anche con politiche dei prezzi e messa fuori mercato la concorrenza locale, gestiscono poi il mercato.
Sul piano sociale è un liberismo solo verso il basso.
Le grandi concentrazioni finanziarie le avremmo gia viste crollare a catena se fosse valso anche per loro il liberismo.

” La teoria classica è abominevole sotto questo senso,è fatta a uso e consumo di chi è ricco.”

No, è così che funziona il capitalismo, è il capitalismo e dai suoi inizi.

Le conquiste sociali sono state legate e sono tutte legate ai rapporti di forza sociali come redistribuzioni dei redditi e di protezione sociale.
E’ il conflitto che fa funzionare il meccanismo, compresa la spinta ad aumentare la produttività tecnologica del lavoro.
Uno dei motivi per cui l’aggeggio si è inceppato è che è stata annullata politicamente una delle componenti sociali della dinamica.
Nessuna conquista sociale è scontata nel tempo e non vi è limite verso il basso.

aorlansky60
Scritto il 6 marzo 2015 at 08:24

@

“Secondo me la cifra di 330/350 mld l’ha sparata un politico e non un tecnico per far meglio digerire una badbank di 150”

speriamo sia come dici Tu(*), ma il dato pare essere stima attendibile :

lo ha affermato il direttore di Unicredit R.Nicastro in un audizione al Senato recentemente,

https://it.finance.yahoo.com/notizie/banche-dg-unicredit-attesi-crediti-142511765.html

e secondo me non l’ha sparato a caso ma deve provenire sicuramente da uno studio specifico del proprio team in Unicredit…

…non solo questo, c’è pure un altra fonte, l’FMI : “Secondo i dati del Fondo monetario internazionale, le banche italiane hanno circa 330 miliardi di crediti anomali, ossia prestiti che saranno rimborsati in ritardo o per nulla.”

…è quel “per nulla” che lascia perplessi (e pensierosi); e a pensarci, la mente mi porta immediatamente alla cloaca per definizione del panorama bancario italiano, MPS… e non aggiungo altro (anche perchè il futuro potrebbe riservare sorprese non certo gradite…)

(*)dicevo speriamo sia come dici Tu, perchè un conto sono 180 mld stimati da ABI a fine 2014 quali “sofferenze” delle banche italiane, cifra già elevata di per se; tutt’altro discorso sono/sarebbero 350 mld (praticamente il doppio)…

Questo per quanto riguarda i dati; poi tutto è possibile come dici Tu, anche far digerire alla comunità una badbank di 150 mld senza dirglielo direttamente… in Italia sono bravissimi nel riuscire a compiere simili operazioni, e non certo solo dalle attuali generazioni.

kry

aorlansky60,

Ciao, quello che trovo strano è che FMI preferiscono sparare spesso e volentieri sull’italia , come se spagna o francia siano messe meglio di noi. Ormai è assodata la collusione banche-politica per cui non mi meraviglio come ben hai sottolineato ” anche far digerire alla comunità una badbank di 150 mld senza dirglielo direttamente… in Italia sono bravissimi nel riuscire a compiere simili operazioni, e non certo solo dalle attuali generazioni.” Ciao.

kry
Scritto il 6 marzo 2015 at 09:08

john_ludd@finanza,

E si John …. ” Solo recentemente è stato riconosciuto che c’è davvero un problema di domanda debole …. ” http://ugobardi.blogspot.it/2015/02/ricapitoliamo-situazione-del-petrolio.html

idleproc

aorlansky60,

Per quanto riguarda noi non credo sia casuale, a volte le parole sfuggono sugli gli accordi fatti nei salotti che contano.
Penso che sia una politica economica sulla suddivisione di settori di produzione a livello sovranazionale.
A una popolazione di camerieri e servizi orientati al “turismo”, servizi finanziari (anche questo hanno detto), gadgets e cotillions, non servono fisici, ingegneri e matematici, non servono nemmeno gli aspetti più sofisticati della “cultura” in senso lato.
Ovviamnte sarebbe, se è vera, una scelta demenziale che rientra nella demolizione del sistema produttivo nell’interesse altrui.
C’è anche da ricordare il “blocco” già avuto nei tempi in cui eravamo “qualcosa” sia nel settore energetico che quello tecnologico avanzato anche IT.
Si è investito nella devastazione del territorio.
Le “monoculture” non funzionano mai molto bene specie se a basso contenuto tecnologico, di capitale umano e di dané, sono esposte ai venti globali e di ciclo anche settoriale.
Quello che avevamo, lo stanno svendendo.

Pure io sono curioso su come gestiranno a livello di propaganda “nazionalizzazioni” del fasullo o Bad Bank.
Se accadrà, sarà uno spettacolo.

aorlansky60
Scritto il 6 marzo 2015 at 10:32

@

c’e molto senso e verità in quello che hai appena scritto sul ns paese. Purtroppo.

Dico “purtroppo” perchè scelte politiche folli (fatte per favorire pochi, come al solito…) attuate da almeno 3 decenni in Italia stanno portando alle conseguenze di quella che definisci “devastazione del territorio” e “svendita di quello che avevamo”.

La conseguenza immediatamente successiva è quella che, come sottolinei, “non servono fisici, ingegneri e matematici” in un paese tale.
In effetti tutti i ns giovani laureati in questi campi di applicazione (a parte pochi settori che ancora resistono, come per es. la Dallara Auto dalle mie parti che ancora ne fà una forte richiesta grazie al suo ruolo affermato a livello mondiale) decidono di andare a trovare fortuna al di fuori dell’Italia perchè in Italia per loro non c’è più posto dove trovare logica collocazione.

Una nazione forte si vede anche e soprattutto dalle strutture e dai fondi che essa destina ad un settore “chiave”, quello che John_Ludd ha giustamente sottolineato : L’Istruzione;

quando considero che l’80% delle ns strutture pubbliche è a elevato rischio crollo (non esagero : un giorno si e un giorno no si ha notizia di tragedia sfiorata in italia per via di un crollo di soffitto o quant’altro direttamente sulla testa degli studenti in aula) penso non ci sia bisogno di dilungarsi oltre per descrivere la nostra situazione. Un paese come il nostro che ha compiuto determinate scelte è obiettivamente destinato al declino.

lukeof

Credo che occorra ricalibrare il ns. modo di pensare le “geometrie” del sistema in atto, quali siano gli attori e come essi operino.
Nel senso che credo sia sostanzialmente fuorviante definire gli USA o l’Europa degli “attori” in senso nazionale (e razionale).
Forse lo sono di piu’ la Cina e la Russia ma anche qui occorre ben distinguere il piano “interessi nazionali” (perlomeno quelli effettivi) da quello degli “interessi politici ed economici riservati a”.
In brevi termini l’operato degli USA (in senso lato) NON è nè l’operato della politica americana, e nemmeno un operato volto a tutelare interessi del popolo americano perlomeno come entità.
Idem per l’Europa, e pure per la Russia, la Cina e il Giappone.
Si badi bene, il processo di riferimento non è “consapevole” nel senso che esistono parecchi fraintendimenti (e illusioni se non baggianate) anche nella parte politica (in qualunque area) su “cosa sarebbe bene” per le aree di riferimento.
E anche la parte economico-finanziaria di per sè pensa alla trimestrale e a “galleggiare” senza accorgersi o curarsi che spesso e volentieri si sta scavando la fossa da sola, nè piu’ nè meno come lo un branco di squali che divorano tutto quanto esiste nell’area e poi si ritrovano senza cibo perchè l’ecosistema si è compromesso.
Se si comprende appunto che siamo di fronte a delle pluralità di attori guidati semplicemente da eventuali “interessi economici convergenti a breve” e disponibili a aggregazioni sempre diverse sulla base delle varie “situazioni” che si verificano si comprende anche l’incoerenza di parecchie “azioni”, i risultati totalmente incongruenti con quanto dichiarato in precedenza nonchè tutti i fenomeni di “segno opposto”.

aorlansky60
Scritto il 10 marzo 2015 at 13:27

https://it.finance.yahoo.com/notizie/stato-carinzia-ad-passo-dal-120000845.html

…ad un passo dal fallimento… forse è stato sottovalutato, questo caso (dalla stampa e dall’informazione di sicuro)…

come al solito, i tedeschi vogliono primeggiare su tutto :
“Il rischio, ora, è che la crisi della regione possa coinvolgere altri Land, ma pure anche banche straniere, come quelle tedesche che hanno importanti quote di obbligazioni di Hypo.”

SOSTIENI ICEBERGFINANZA
Segui IcebergFinanza su
http://www.facebookloginhut.com/facebook-login/ http://www.facebookloginhut.com/facebook-login/ http://www.facebookloginhut.com/facebook-login/
SOSTIENI IL NOSTRO VIAGGIO
IL NOSTRO LIBRO clicca qui
CONSULENZA ECONOMICO FINANZIARIA
Articolo dal Network
FTSE MIB INDEX Setup e Angoli di Gann Setup Annuale: ultimi: 2016/2017 (range 15017/23133 ) [ u
Ftse Mib: apre debole l'indice italiano in attesa della Fed. Gli operatori attendono il meeting Fed
Secondo Treccani, estrapolare significa estrarre qualcosa da un contesto, estendere la validit
FTSE MIB INDEX Setup e Angoli di Gann Setup Annuale: ultimi: 2016/2017 (range 15017/23133 ) [ u
I mercati ci hanno regalato un 2019 (fino ad ora) molto positivo. La tendenza è restata unidire
Aggiornamento settimanale. L’esito mi sembra interessante, qui sotto a confronto inflow e out
Ftse Mib: continua la fase correttiva per l'indice italiano che si porta al test della trend line ri
Anche se molto in sordina, dalla Germania stanno arrivando notizie tutt'altro che favorevoli nei
FTSE MIB INDEX Setup e Angoli di Gann Setup Annuale: ultimi: 2016/2017 (range 15017/23133 ) [ u
Uno dei problemi chiave del momento in cui viviamo è sicuramente il debito. Poi mettetela come