DATEMI UNA LEVA E VI DISTRUGGERO’ IL MONDO!

Scritto il alle 07:20 da icebergfinanza
 

 

Chi in questi anni è stato alle conferenze di Icebergfinanza, chi ha letto il nostro libro sa che il denominatore comune che accomuna tutte le grandi crisi finanziarie della storia è sempre stato l’eccesso di debito, il livello di leva finanziaria esistente in un dato momento associato ad un livello di iniquità insostenibile.

 

Spesso e volentieri raccontare la realtà di questi giorni e ricordare la storia viene visto come pessimismo e catastrofismo, mi dispiace deludervi ma il sottoscritto purtroppo è un OTTIMISTA ben informato e lo dimostrano sette anni di un lungo viaggio consultabile da chiunque.

Mentre in tanti sono immersi negli avvenimenti recenti noi facciamo un salto indietro nella storia attraverso alcuni pezzi del nostro libro Viaggio attraverso la tempesta perfetta con un messaggio che dovrebbe essere chiaro a tutti coloro che oggi hanno in mano la responsabilità politica…

Ancora più grave è la circostanza
che una folla di disoccupati si trova di fronte
al tetro problema della propria esistenza,
mentre un numero non minore di cittadini
continua a lavorare con scarso profitto.
Solamente uno sciocco ottimista potrebbe negare
l’oscura realtà del momento.
(Franklin Delano Roosevelt)

Sul Financial Times Martin Wolf in Trapped in a cycle of credit booms tradotto da Phastidio ricorda a tutti che …

«Senza un insostenibile boom di credito da qualche parte, l’economia mondiale sembra incapace di generare una crescita della domanda sufficiente ad assorbire l’offerta potenziale. Sembra una legge della conservazione dei boom di credito. Considerate l’ultimo quarto di secolo: un boom di credito in Giappone che è collassato dopo il 1990; un boom di credito nelle economie emergenti asiatiche che è collassato nel 1997; un boom di credito nelle economie del Nord Atlantico che è collassato dopo il 2007; e da ultima la Cina. Ognuno di questi boom è stato salutato come una nuova era di prosperità, per poi collassare in crisi e malessere post-crisi»

Abbiamo appena pubblicato un post dal titoloWARNING! GENEVA 16 REPORT: DELEVERAGING? WHAT DELEVERAGING?

Sepolta sotto una montagna di debito che, invece di diminuire, aumenta, l’economia mondiale rischia una nuova crisi dopo quella gravissima della fine del decennio passato.
C’è una «spirale velenosa» fra l’alto livello del debito pubblico e privato e la bassa crescita nominale, avverte l’ultimo Rapporto di Ginevra, pubblicato ieri dal Centro internazionale di studi bancari e monetari.

Ma chi lo legge, ben pochi l’hanno letto, in fondo è meglio credere alle favole piuttosto che imparare dal passato per alimentare la speranza e migliorare il nostro futuro.

Immagine

Come ho scritto nel mio libro …

Nel decennio che precedette la crisi del ’29 fu proprio il proliferare di imprese e finanziarie che fornivano credito fuori dai normali canali istituzionali a causare il fallimento di molti attori del sistema finanziario americano dell’epoca. Il meccanismo in questione, come scrisse nelle sue memorie Stoddard Eccles Marriner, governatore della Federal Reserve, si inceppò a causa della crescente concentrazione di ricchezza nelle mani di pochi. Accade lo stesso nel gioco del poker: quando le fiches sono concentrate nelle mani di pochi giocatori, gli altri possono rimanere in gioco solo ricorrendo a dei prestiti. Il gioco però si interrompe quando il credito viene meno (è stato calcolato che in quel periodo il 5% della popolazione americana deteneva – tra salari, rendite e profitti – circa un terzo dell’intero reddito della nazione). Marriner sostenne che negli anni Venti il sistema aveva sostenuto elevati livelli di occupazione con l’aiuto di un’eccezionale espansione del debito al di fuori del sistema bancario. Il debito era rifornito dalla grande crescita delle attività di risparmio da parte degli individui, in maniera particolare nei redditi alti nei confronti dei quali le tasse furono relativamente basse. Una delle cause principali della Grande Depressione fu, appunto, l’iniqua distribuzione dei redditi. In quegli anni l’indebitamento privato al di fuori del sistema bancario aumentò di circa il 50%. Si trattava di un debito da onorare con tassi di interesse elevati, che nella maggior parte dei casi assumevano la forma di debito ipotecario per l’acquisto di abitazioni, uffici e magazzini.

E oggi cosa fanno gli scienziati che stanno risolvendo la crisi a modo loro!

Distruggono occupazione e svalutano i salari, per recuperare competitività, amplificando l’iniqua distribuzione dei redditi, favorendo la speculazione attraverso la repressione finanziaria, mentre le banche centrali alimentano i grandi patrimoni e distruggono il risparmio.Draghi ha detto ieri che gli elettori devono mandare a casa i governi che non sono riusciti ad agire contro la disoccupazione, ovviamente le banche centrali non hanno alcuna responsabilità mentre alimentano la speculazione con la politica monetaria e perdono tempo dietro a chissà quale inflazione.
La colpa è nostra, di chi vi invita a riflettere, invita alla consapevolezza, non di medici che hanno clamorosamente sbagliato ogni diagnosi e si inventano presunte cure miracolose.Mi spiace siamo solo ottimisti ben informati dalla storia!

Nel fine settimana Machiavelli incontra Forrest Gump un viaggio lungo tre anni per tutti coloro che hanno liberamente contribuito al nostro lavoro.

Buona consapevolezza e per chi desidera è possibile segnalare la propria presenza su Facebook  https://www.facebook.com/events/1471476526456475/

Appuntamento a Milano 11 ottobre ore 16 presso il Cine Teatro L’Arca per “Il più grande successo dell’Euro” insieme ad Icebergfinanza e tanti altri amici! Non Mancate!

Il Tuo sostegno è fondamentale per il nostro lavoro…

Contribuisci anche tu LIBERAMENTE a tenere in vita un’isola di condivisione quotidiana nell’oceano infinito di questa tempesta perfetta …

Chiunque volesse ricevere le ultime analisi può liberamente contribuire al nostro viaggio … cliccando qui sopra o sul banner in cima al blog o sul lato destro della pagina. Semplicemente Grazie

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11 commenti Commenta
dorf001
Scritto il 10 ottobre 2014 at 20:00

si andrea. io che ho visto diverse tue conferenze lo posso dire. siamo in piena crisi antropologica. c’ero quando presentasti giù a modena il tuo libro. ce l’ho e pure autografato.

voglio postare giusto x te andrea una cosa che ti piacerà molto. una intervista di rai 3 a leonardo becchetti. ex capo di banca etica. parla di felivcità sostenibile. parla dell’orgia del debito. dice che stampare a manetta e dare tutto alle banche non serve a nulla. parla a una platea di studenti. credo sia molto interessante quello che dice.

l’homo economicus. ma l’uomo non è una macchina. ascoltate bene questa intervista, vi piacerà. tutto sostenibile, non ciaccole.

qui video : http://www.rai.tv/dl/RaiTV/programmi/media/ContentItem-f5f23aeb-9e30-4e1a-8aa9-6e3401f48afa.html

by DORF

dorf001
Scritto il 10 ottobre 2014 at 20:22

Il voto col portafoglio spiegato a mia figlia

Mia figlia ha 8 anni. L’età giusta per cominciare a fare qualche ragionamento un po’ più elaborato. E l’occasione perché non sia assorbita dalla corrente di superficie che produce a getto continuo videogiochi, soap opera, tatuaggi e cose simili. La sfida di dover spiegare a dei bambini piccoli le grandi cose della vita è molto stimolante. Bisogna semplificare e molto in modo tale che cose complesse possano essere capite. Talvolta i nostri ragionamenti sono così pieni di nodi e di tornanti che rischiamo di smarrire i motivi originari per i quali abbiamo preso alcune decisioni nella nostra vita. Una buona occasione me l’ha data la notizia di ieri della catena umana di Pachino. Il solito barcone carico di immigrati (160), stremati dopo 15 giorni di viaggio, viene purtroppo avvistato a 70 metri dalla costa di Pachino dai bagnanti. La barca è arenata e rischia di capovolgersi con conseguenze drammatiche (ci sono molti bambini con meno di tre anni a bordo e persone che non sanno nuotare). Alcuni bagnanti rompono gli indugi e si buttano in mare per fare una catena umana e favorire lo sbarco dei rifugiati. Racconto l’episodio a mia figlia suscitando moltissime domande (ma la barca quanto era grande ? avevano da mangiare ? chi la guidava ? quanto ci vuole ad arrivare da quei paesi ?). E spiego poi che la molla di questa scelta disperata di mettere in gioco la propria vita per approdare alla sponda del benessere nasce dalle condizioni disperate in cui i rifugiati si trovano in patria e dal confronto con quanto vedono sui media circa il benessere del nostro paese e di altri (in realtà in questo caso i profughi arrivano dalla Siria e come sappiamo il problema non è economico ma questa piccola forzatura vale per gran parte delle altre storie). Spiego dell’esercito di riserva dei disperati a un dollaro al giorno. E finalmente riesco a far capire a mia figlia il mio lavoro e il voto col portafoglio. Vedi, gli dico, bisogna in tutti modi riuscire a migliorare le loro condizioni, in questo modo non si metteranno più in mare e anche da noi sarà più facile trovare lavoro evitando che le imprese delocalizzino in altri paesi. E una leva che abbiamo per realizzare questo obiettivo sono le scelte che facciamo quando compriamo prodotti come quelli del commercio equo solidale o mettiamo i soldi in banche etiche. Se molte più persone lo facessero il nostro potere di influenzare i comportamenti delle aziende aumenterebbe di molto.
L’altra mattina mentre prendevo un cappuccino al bar getto l’occhio su alcune bustine del tè Lipton e trovo scritto nel retro le seguenti dichiarazioni: abbiamo piantato 500.000 alberi (prima bustina), abbiamo costruito 34 centri sanitari gratuiti per i dipendenti (seconda bustina), il 98% dell’energia utilizzata nelle nostre piantagioni proviene da fonti rinnovabili (terza bustina). Qual è la molla che spinge aziende massimizzatrici di profitto a spendere soldi ed energie per pubblicizzare la loro responsabilità sociale ed ambientale verso i consumatori ? E’ proprio quel voto col portafoglio. La mattina prima ho trovato sul tubetto del mio dentifricio di una nota marca Americana (Tom’s) la descrizione per punti del grado di responsabilita’ sociale dell’azienda produttrice. Cosa rende un prodotto un buon prodotto ? Anche il modo in cui lo si fa scrive la Tom’s sul suo tubetto. E tra i punti citati, oltre a quelli sulla responsabilita’ ambientale, si indicava orgogliosamente che una percentuale rilevante dell’orario di lavoro dei dipendenti (il 5 percento corrispondente a 12 giorni di lavoro) e’ impiegata in iniziative di volontariato invece che nella normale atttivita’ produttiva.
Se non è possibile spiegare un concetto in modo efficace a una bambina allora dobbiamo dubitare seriamente che quel concetto sia utile. Ilaria ha capito.

L. Becchetti

stanziale
Scritto il 10 ottobre 2014 at 20:30

Sembriamo davvero molto vicini ad una crisi sistemica come minimo pari al ’29, ed allora sparo il mio jolly, probabilmente una enorme [email protected]@@@ta…ma uno spunto per questa riflessione me lo ha dato il sito the walking debt….lui sembra prendere per buono le statistiche ufficiali sul possesso dell’oro da parte delle banche centrali….gli Usa, tra le varie opzioni che hanno (oltre ad una bella guerra resettatrice del sistema monetario) hanno forse il potere di decidere di rivalutare in maniera pazzesca le riserve di oro che hanno … se non erro dichiarano ancora oltre 8000 tonnellate e di essere la prima nel mondo per possesso….ecco mettiamo che decidono di rivalutare le suddette riserve, che so’ di 10 volte tanto, o di 50, o di 100…..ed ecco che magicamente, rivalutando l’attivo, il passivo cioe’ i debiti diminuiscono di molto, questo giochetto anche se non in queste proporzioni , del resto, lo hanno gia’ fatto….naturalmente tutte le altre banche centrali fanno altrettanto…chi se ne frega se poi l’oro dichiarato gli usa non lo hanno piu’, chi glie lo va a controllare? sarebbe come svalutare la propria moneta? forse non proprio, non del tutto, ma mi rimetto a quelli piu’ bravi di me….. forse e’ una farsa, ma potrebbe funzionare, del resto le imprese sono andate avanti finora grazie alle rivalutazioni farlocche dei cespiti del 2008,e rivalutare l’oro mi sembra piu’ credibile che dichiarare in bilancio, in attivo , valutazioni di capannoni industriali palesemente sproporzionate, con il mercato di oggi….

glare
Scritto il 11 ottobre 2014 at 10:22

icebergfinanza@finanza,

In Bocca al Lupo Andrea per oggi, spero ci siano tante persone che ascoltino con attenzione e che qualcuno racconti e riporti i contenuti e i pensieri più utili e importanti.
Buona giornata

icebergfinanza
Scritto il 11 ottobre 2014 at 21:27

Grazie ancora a tutti Voi è andato oltre le più rosee previsioni 250 persone… http://t.co/XBO9TkZgYe

PG
Scritto il 12 ottobre 2014 at 04:59

icebergfinanza:
Grazie ancora a tutti Voi è andato oltre le più rosee previsioni 250 persone… http://t.co/XBO9TkZgYe

Ne ero sicuro grande Capitano … te lo meriti come persona in primis e poi come grande esperto degli avvenimenti economici. A presto e grazie di tutto.

madmax
Scritto il 12 ottobre 2014 at 09:06

Deflazione un video interessante cercate con:

Overcoming Deflation: The Bank of Japan’s Challenge
Speaker: Haruhiko Kuroda, Governor, Bank of Japan

Credo che spieghi benissimo quanto avvenne in Giappone e del perche’ non ne sono mai usciti dalla deflazione dopo decenni. Il problema fondamentale lo mette nelle aspettative della gente, generazioni di giovani sono cresciuti con la certezza che i prezzi possano solo scendere o al massimo restare allo stesso livello e conprano sempre meno (almeno risparmiano :) ). Mentre noi abbiamo solo e sempre vissuto (a parte gli ultimi anni) in un contesto dove esisteva inflazione.

Da notare che poi non si puo’ paragonale la deflazione del 29 a quella del Giappone, la prima duro’ pochi anni, la seconda dura decenni.

Buona Domenica a tutti :)

sherpa
Scritto il 12 ottobre 2014 at 09:11

Bravi i moderatori a tenere la discussione post-visione su temi non politici ma sociali (e antropologici come preme giustamente al capitano), è stato molto coinvolgente.
Il capitano efficace nell’esposizione, chiaro e concreto anche live. Complimenti
Il documentario è molto ben fatto e, senza sconfinare nel sensazionalistico, racconta la spaventosa situazione greca e la solidarietà che si è instaurata tra la popolazione, l’unica speranza concreta per la povera gente.
Dedicato a quelli che:”Qui non può capitare..”
Non è poi così lontana la Grecia.

tirlusa
Scritto il 12 ottobre 2014 at 13:57

Andrea, senza Machiavelli e le sue analisi sono rovinato!
Attendo con ansia.
Complimenti per l’iniziativa…sono sicuro che a poco a poco riuscirai a ritagliarti lo spazio che meriti, che ti è dovuto perché sei stato uno dei primi e dei pochi in Italia a capire cosa stava succedendo e a fare vera informazione.

aorlansky60
Scritto il 13 ottobre 2014 at 08:18

@Stanziale :

“Vedi, gli dico, bisogna in tutti modi riuscire a migliorare le loro condizioni, in questo modo non si metteranno più in mare e anche da noi sarà più facile trovare lavoro evitando che le imprese delocalizzino in altri paesi”

Ancora una volta il tuo ragionamento -tutto quanto hai scritto nel tuo bel post, non solo quello che ho estrapolato qui- non fa una grinza, solo che alla fine si scontra con gli interessi di 1 miliardo di esseri umani occidentali (Australia Europa Nord-America) che hanno goduto di benessere e stabilità grazie ai benefici assicurati loro da 200anni di imperialismi coloniali che a loro volta hanno assogettato Africa e africani a causa della gigantesca ricchezza del continente nero -minerali e materie prime di ogni tipo- così indispensabile all’industria dell’occidente. Perchè non tutti ragionano come Te : per 10 che la pensano come hai scritto, abbiamo poi 90 occidentali che non ne vogliono sapere di rinunciare ai privilegi acquisiti nel tempo e non ne vogliono sapere di rinunciare ai propri giganteschi consumi e nemmeno di consumare in modo più razionale ed eco sostenibile.

Questo almeno poco prima dell’insorgere della crisi, perchè quest’ultima stà ponendo forti dubbi sul modello di civiltà occidentale in auge da tempo. Adesso poi che a quel modello stanno prepotentemente arrivando ad ambire 3 miliardi di altri esseri umani in ritardo con la storia (Cina e India) ci sarà un bel caos da tenere sotto controllo… ma forse è proprio il caos che deciderà nel prossimo futuro l’evolvere umano su questo pianeta.

Se gli africani fossero riusciti ad autodeterminarsi, ad un livello paragonabile a quello delle democrazie occidentali, governerebbero il mondo, grazie appunto alle ricchezze del loro continente cui non manca nulla, assolutamente nulla; purtroppo però per loro si sono dovuti scontrare con i poteri forti della storia, quelli che hanno fatto si che Inglesi e Americani siano saliti sul vertice più alto della piramide tecnologica, anche questa assicurata dalle grandi ricchezze accumulate grazie alle colonie, quello stesso potere che ha lasciato volutamente arretrato socialmente tutto quel continente per i motivi che conosciamo e che ho descritto prima (Sud Africa a parte che guarda caso è stato costituito da etnie europee… Sud Africa che grazie ai suoi giacimenti di diamanti ed oro ha costruito la propria fortuna ed eccezione in quel continente). Il resto è storia e la storia non mente mai.

kry
Scritto il 13 ottobre 2014 at 09:52

Eccola la leva. Quasi quasi non ci credo. https://it.finance.yahoo.com/notizie/borsa-finlandia-apre-in-calo-072600856.html e all’olanda quando tocca????
aorlansky60,

A proposito degli inglesi a quanto ammonta tuttora il dividendo sulle loro ex colonie?

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