FRANCIA E GERMANIA: SHOCK ECONOMY

Scritto il alle 13:19 da icebergfinanza

Giusto per ribadire il concetto di SHOCK ECONOMY… FEDE CIECA! uno dei post più brevi e sintetici della storia di Icebergfinanza…

Ue, Angela Merkel lancia Luis de Guindos  Aspettando il 30 agosto, quando le nomine Ue verranno formalizzate, la prima mossa del risiko delle nuove poltrone la fa Angela Merkel. “Il governo tedesco – ha spiegato il cancelliere in conferenza stampa – vede di buon occhio la proposta della candidatura di Luis de Guindos alla presidenza dell’Eurogruppo”.

Chi è Luis de Guindos attuale ministro dell’economia spagnolo, visto che nessuno ve lo dice?

….ex presidente in Spagna di Lehman Brothers  Ma a condizionar la sua carriera è, senza dubbio,  la parentesi in Lehman Brothers, la banca d’investimento americana il cui crack nel 2008 ha provocato la crisi finanziaria che oggi sta mettendo in ginocchio tutto il mondo. Infatti il quotidiano Público definisce così il nuovo ministro dell’Economia: “L’uomo che diresse la filiale spagnola del gigante americano che con la sua bancarotta portò l’economia mondiale nell’abisso, l’economista che disse a giugno del 2008 che quella vicenda non avrebbe avuto ripercussioni in Spagna, ma si ritrovò qualche mese dopo a curarne la chiusura, avrà l’incarico di gestire il ministero più delicato del governo. Non ci potrebbe essere miglior curriculum”.(IBTIMES)

Proseguiamo…

Francia, il nuovo ministro dell’Economia è il 36enne Macron

Chi è Emmanuele Macron?

Ex banchiere da Rotschild ammiratore della Merkel, amico e consigliere fidato di Hollande…Macron è stato per due anni “l’occhio del presidente” sulle questioni economiche e finanziarie …

Visti i risultati dell’economia francese in questi due anni direi che siamo a cavallo un fallito diventa amministratore del fallimento della Francia.

Giusto per rinfrescare la memoria …

ITALY’S REVOLVING DOORS | icebergfinanza

MASTERS OF THE UNIVERSE: I PADRONI DEL MONDO

…e per non dimenticare cosa in realtà sta accadendo,

CRISI FINANZIARIA: PSICOPATICI IN AZIONE

Buona consapevolezza e mi raccomando non andate in giro a dire che è un complotto non è vero, sta tutto accadendo alla luce del sole.

Nel fine settimana appuntamento da non perdere con il nostro Macchiavelli e lo strepitoso risultato raggiunto insieme. Il Tuo sostegno è fondamentale per il nostro lavoro…

Contribuisci anche tu LIBERAMENTE a tenere in vita un’isola di condivisione quotidiana nell’oceano infinito di questa tempesta perfetta …

Chiunque volesse ricevere le ultime analisi può liberamente contribuire al nostro viaggio … cliccando sul banner in cima al blog o sul lato destro della pagina. Semplicemente Grazie

 

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8 commenti Commenta
stanziale
Scritto il 27 agosto 2014 at 15:14

Ottusi, ciechi e sordi i dirigenti europei, che ormai io li considero tutti tedeschi…..ma e’ come una molla che la comprimi e poi…intanto, in ucraina dopo il colpo di stato promosso da quel campione di democrazia della culona, i suoi amati nazistelli non se la stanno passando mica bene…eh, un conto e’ trucidare civili tipo odessa e bombardare citta’, altro sconfiggere gente armata…..http://aurorasito.wordpress.com/2014/08/27/sulla-questione-delle-sacche-ucraine/
stanno finendo gli aerei e gli elicotteri, buttati giu’ dai filo russi…hanno ancora operativi qualche battaglione tipo pravy sector ma e’ solo questione di (poco) tempo e poi il resto dell’esercito ucraino si squaglia..il grande Vlad sta rendendo visibile a tutti a che punto siamo arrivati in europa ( mezogne, violenza contro popolazione civile, mancanza democrazia, vilta’ ecc.)…tutto coperto dai nostri giornali, politici, tv…

capitan_harlok
Scritto il 27 agosto 2014 at 15:37

Ma scusate che vi lagnate non vedete tutto sta andando nel verso giusto , Draghi ha dichiarato che utilizzera mezzi non convenzionali e le borse di tutta europa sono schizzate verso l’alto anche oggi . la nostra “piazzetta degli affari” sta segnando un nuovo rialzo e a breve saremo nuovamente sui 21000 punti lo sprend è crollato mai cosi in basso a 144 punti , l’America ha lo S&P SUI MASSIMI DI SEMPRE quindi era solo colpa del “MALTEMPO INVERNALE ” che si protratto piu del dovuto, in america anche la vecchietta della porta affianco va in banca e acquista titoli azionari , tanto salgono o saliranno , concludiamo con MATTEO RENZI che dopo domani ci fara rimanere a bocca aperta con le dichiarazioni inerenti alle pianificazione delle RIFORME CHE FARA’ IN 1000 GIORNI , non è fantastico tutto ciò , concludiamo con MARIO DRAGHI che a fine settembre sparerà la super cartuccia con il Quantitative easing (QE) tutto volge al meglio non vi sono piu nubi che si addensano sui nostri celi , cosi facendo a breve nei primi mesi del prossimo anno usciremo dal TUNNEL , quindi caro ANDREA……. TUTTI GLI APPELLI CHE HAI LANCIATO SONO STATI PIENAMENTE A ACCOLTI non preoccuparti si preannuncia un periodo di calma piatta la burrasca è lontana …………. ciao

signor pomata
Scritto il 27 agosto 2014 at 18:42

OK la consapevolezza ma qua mettono ovunque banchieri e ex banchieri e speculatori di ogni tipo……io sono consapevole ma che lo prenderò presto nel cu lo come molti milioni di miei concittadini .
Si sta sfiorando il ridicolo….la politica è diventato lo zerbino della finanza……vivremo solo di finanza come in un videogioco.
Che lavoriamo a fare……domani mi faccio 2-300 speculando sul forex a leva 100…..ma che vadano a dar via il cu lo!!!!!!!!!!!!!!!!!!

yabadaba
Scritto il 27 agosto 2014 at 19:12

Possono mettere tutti i banchieri che vogliono. Ma il capitalismo basato sui consumi di massa ha bisogno di masse di consumatori.

Contano i risultati alla fine. Cadorna continuava a dare spallate sull’Isonzo, alla dodicesima fu la disfatta di Caporetto. E andò a casa.

Presto ci vanno anche questi personaggi (Monti c’è già andato).

dorf001
Scritto il 27 agosto 2014 at 20:09

Dal 2007, abbiamo perso il 40% della produzione industriale

Dei tre grafici questo è il più impressionante a mio avviso. Al nord le zone industriali si riempiono di capannoni vuoti e di erbacce mentre basta andare in città una mattina feriale per prendere coscienza di quanta gente è a casa! Nelle scuole i giovani sono testimoni di questo disastro e alla domanda “cosa farai dopo il diploma” la risposta più gettonata è “farmi mantenere dai genitori”. Un patrimonio immenso buttato via e tanto dolore per tutti.

Come pensare anche lontanamente una risalita da questa situazione?

Credo che saremo fortunati se riusciremo a mantenere per alcuni anni questi parametri ma il declino è inevitabile, è solo questione di tempo.

E non si tratta di essere pessimisti ma persone che sanno analizzare i fatti intorno a noi e i dati a nostra disposizione.

E infine di cosa stupirci poi, non era tutto ben spiegato e in un certo senso predetto fin dagli anni settanta nello studio “I limiti dello sviluppo”?

Questo è quello a cui stiamo andando incontro, bisogna solo adattarci, cioè imparare a essere resilienti.

Vladimiro

dorf001
Scritto il 27 agosto 2014 at 20:10

Secondo l’Istat a luglio i prezzi al consumo sono aumentati solo dello 0,1% rispetto allo stesso mese dell’anno scorso. Ancora più significativi sono i dati del ‘carrello della spesa’: frutta e verdura costano il 10% in meno, sempre rispetto al 2013 e i prodotti per la cura delle persone e della casa registrano un -0,6%. L’inflazione è sotto l’1%. “Siamo legati agli oggetti, non buttiamo via mai niente” dice il sociologo dei consumi Italo Piccoli e l’economista Fausto Panunzi aggiunge: “Si è portati a risparmiare quasi compulsivamente, a comprare solo lo stretto necessario”.

Sembrerebbero tutte notizie positive. Se l’inflazione è all’1% vuol dire che i 100 euro che ho in tasca ne valgono 99, se l’inflazione è al 20% i miei 100 euro ne valgono ottanta così come il mio stipendio reale è il 20% in meno di quello nominale. E vorrei vedere il consumatore che si lamenta perché paga le pesche il 10% in meno. Non buttare via i frigoriferi che rendono ancora decentemente il loro servizio o non farsi attrarre, in questo caso sì ‘compulsivamente’, da ogni sciocchezza che offre il mercato, vivere del necessario invece che del superfluo fa bene al nostro equilibrio psicologico ed è un risparmio oltre che economico anche ecologico perché evitiamo di ammonticchiare rifiuti che poi non sappiamo come smaltire.

E invece in termini macroeconomici tutti questi dati sono negativi. Dove sta il marcio? Nella crescita. Un modello economico basato sulla crescita quando non riesce o non può più crescere collassa (che non è la situazione solo dell’Italia ma di tutti i paesi che sono dentro questo modello, compresi anche quelli che in questo momento viaggiano col vento in poppa perché anche loro prima o poi si troveranno davanti al limite, dato che le crescite all’infinito esistono in matematica ma non in natura). E il collasso è piuttosto rapido. E’ come la cassetta di un film che arrivata alla fine si riavvolge in pochi secondi. Se i cittadini consumano poco le imprese saranno costrette a ridurre la produzione e a liberarsi di molti lavoratori i quali, in cassa integrazione o disoccupati, consumeranno ancora meno, le imprese produrranno meno e manderanno a casa altri lavoratori in un circolo vizioso vorticoso. In un sistema come questo gli uomini sono costretti a consumare per produrre invece di produrre per consumare.

Tutto ciò in nome della macroeconomia e del Pil, cioè della ricchezza complessiva di un Paese. Ma la ricchezza di un Paese ha poco o nulla a che fare con la ricchezza dei suoi abitanti. La Nigeria è il paese più ricco dell’Africa ma ha il più alto numero di poveri dell’ex Continente nero. E’ la ricchezza che crea la povertà come si accorse Alexis De Tocqueville che nel suo saggio ‘Il pauperismo’ del 1835 notava, con stupore, che i Paesi rimasti fuori dalla Rivoluzione industriale avevano il minor numero di poveri.

C’è una soluzione a questo busillis infernale? Bisognerebbe avere il coraggio di decrescere, di diminuire la produzione, il lavoro, la ricchezza complessiva e di portarsi a un livello di equilibrio dove non si avanza più ma nemmeno si retrocede, redistribuendo la minor ricchezza rimasta in modo più equo. Ma ci vorrebbe un’intelligenza, una visione del futuro che le élites politiche mondiali, ansiose solo di consenso qui e ora, non possono avere.

Massimo Fini

aorlansky60
Scritto il 28 agosto 2014 at 10:22

Capitan_Harlok :

“in america anche la vecchietta della porta affianco va in banca e acquista titoli azionari , tanto salgono o saliranno”

È vero, per quanto abbiamo di che vedere al momento, ma è lecito chiedersi : fino a quando???…

questa faccenda non può non ricordare ciò che accadde nel ’29 prima del fatidico Ottobre, quando in USA tutti ma proprio tutti erano rimasti contagiati dall’euforia di ottimismo collettivo che aleggiava ed acquistavano allegramente di tutto e di più a man bassa in borsa, fino che rimasero improvvisamente tutti quanti scottati… infatti mi chiedo quando sopraggiungerà la nuova fiammata ad incenerire e a far diventare carta straccia tutto quanto attualmente investito nell’azionario che molto spesso non trova consenso nei dati reali.

Il fatto è che quando accadrà non toccherà solo gli investitori -quelli più saggi avranno nel frattempo già abbandonato il manicomio al primo insorgere di fumo all’orizzonte ancora prima di vedere comparire le fiamme- ma il baillout andrà ad interessare tutti i livelli sociali. E viste le cifre iperboliche in gioco -l’enorme liquidità messa in circolo da alcuni anni non confluita verso i fabbisogni della vita reale ma soprattutto agli speculatori finanziari- la deflagrazione di questa bolla potrebbe fare anche più male di quella che l’ha preceduta.

aorlansky60
Scritto il 28 agosto 2014 at 12:11

“Siamo legati agli oggetti, non buttiamo via mai niente” dice il sociologo dei consumi Italo Piccoli e l’economista Fausto Panunzi aggiunge: “Si è portati a risparmiare quasi compulsivamente, a comprare solo lo stretto necessario”.

A mio modo di vedere sono comportamenti dettati da saggezza a cui non tutti danno retta.

Una saggezza che evidentemente l’uomo(il consumatore) stà smarrendo, abbagliato da troppi specchi per le allodole messi abilmente in giro.

E non è detto che uno che si trinceri sotto la qualifica di “sociologo” sia saggio per definizione…

Perchè buttare un prodotto quando ancora funziona bene? Forse per dar retta alla filosofia del “usa e getta” che i mercati del 2000 hanno cercato di inculcare nei consumatori (per ovvi motivi di ricambio) ???

Un tempo -tempi ormai sepolti vivi solo nei ricordi, parlo degli anni dell’immediato dopoguerra- un prodotto durevole era concepito con la filosofia di durare nel tempo prima ancora della qualità intriseca che costituiva un vanto e la prima pubblicità per la sua casa produttrice.

gli esempi sono molti e ne ho alcuni in casa :

posseggo da molti anni varie fotografiche Leica form 35MM analogico da me acquistate già usate negli anni 90, ma di concezione anni 50 e 60; funzionano ancora benissimo allo stato attuale senza perdere un colpo – l’otturatore a tendina orizz brevettato Leica è un cavallo da tiro famoso nell’ambiente per affidabilità, come quello Hasselblad svedese – stò parlando di robuste macchine meccaniche che hanno ormai più di 60anni di vita, e mi viene da pensare poi a tutte quelle plasticose digitali che il mercato ci propina da almeno 2 decenni, oggetti che durano al massimo 10anni se va bene, per poi terminare nel cimitero degli obsoleti per confluire in india dove si trova il più gigantesco sito di plastica da smaltire (televisori, computer, fotografiche, telefoni cellulari, playstation chi più ne ha più ne metta)

ha un senso questo ??? (credo solo per le multinazionali che hanno interesse a vedere un rapido ricambio di prodotti)

in casa di mia suocera vive e lavora un frigorifero anni 60 che non perde un colpo; non sarà a basso consumo come i pari A+ attuali, però ha svolto il suo compito egregiamente in decenni fino ad oggi; invece, il frigorifero che comprai nel 1991 quando arredai casa dopo essermi sposato è durato 18anni, poi ha estinto il refrigerante interno : “da sostituire” diagnosi laconica del tecnico… da notare che chi mi ha fornito il modello sostitutivo mi ha messo in guardia avvisandomi che “mi potrò solo sognare una durata di 18anni come il precedente”, dato che “andrà già bene se durerà 10anni”…

ma che senso ha tutto questo ??? (vedi ciò che ho scritto sopra, ma per il singolo consumatore non c’è alcun vantaggio.)

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