DECRETO IMU BANKITALIA: LEGGENDE METROPOLITANE CERCANSI!

Scritto il alle 12:29 da icebergfinanza

Continuiamo il nostro viaggio attraverso la “confusione” istituzionale sul decreto IMU BANKITALIA leggendo la versione governativa L’altra versione del decreto Imu-Bankitalia – [ Il Foglio.it › Cerazade ] rilasciata da Marco Meloni, deputato del PD consigliere politico del presidente del Consiglio, sul suo profilo Facebook…

Mi sono reso conto, parlando in questo week-end con molte persone, che l’opera di disinformazione sulla parte del decreto-legge approvato la scorsa settimana relativa alla riforma dell’assetto proprietario della Banca d’Italia, è stata intensa e richiede un approfondimento.

Noi invece, ci siamo resi tutti conto che la fretta con la quale il Governo ha fatto passare questo decreto e la confusione annessa richiedono ben più che un solo approfondimento.

“L’argomento usato è stato: “avete regalato 7,5 miliardi dei cittadini alle banche private”. Si tratta di un argomento totalmente FALSO: il capitale della Banca d’Italia era già prima del decreto nelle mani dei privati, ovvero delle banche (le quali peraltro non hanno nessun potere sulla governance della Banca). Quel capitale, fermo al valore nominale di 156mila euro fissato nel 1936, con il decreto è stato solamente rivalutato.”

FALSO, perchè se era privato bastava semplicemente lasciarlo a 156.000 euro e non c’era alcun bisogno di rivalutarlo se non per trovare qualche miliarduccio per evitare la seconda rata IMU, secondo perchè se la legge n. 262 del 2005 prefigurava il trasferimento della proprietà del capitale della Banca allo Stato, forse era il caso di applicarla.

Lasciamo perdere la leggenda metropolitana sull’indipendenza della Banca d’Italia a rischio come sostiene il MEF nei suoi  Miti e realtà  e per carità di patria sorvoliamo su questa interpretazione … Peraltro l’attuazione della legge del 2005 avrebbe comportato un onere per lo Stato, che avrebbe dovuto acquistare tutte le quote detenute dalle banche a prezzi attualizzati e corrispondenti al nuovo valore di 7,5 miliardi di euro.

Bastava lasciare tutto fermo, prima si discute sulla natura pubblica o privatistica della Banca d’Italia coinvolgendo il popolo e poi al momento opportuno si possono fare tutte le rivalutazioni che si vuole!

” In più: si introduce un limite (che prima non c’era, e ora è al 3%) alla quota di partecipazione di ciascun istituto: i proprietari delle azioni le venderanno sul mercato per scendere al 3 per cento (ovvero, i soldi che andranno alle banche verranno dal mercato, non dallo Stato). Un altro limite posto dal decreto riguarda il rendimento, che agli azionisti verrà riconosciuto in misura non superiore al 6 per cento del capitale investito (non più delle riserve): poiché il valore del capitale viene portato a 7,5 miliardi, il massimo dei dividendi attribuibili in futuro è di 450 milioni, una cifra inferiore al massimo oggi raggiungibile. “Poiché gli organismi internazionali, e per ultima l’Unione Europea, hanno introdotto metodi più stringenti di valutazione dei rischi e requisiti patrimoniali più elevati, il beneficio dell’operazione per il sistema bancario consiste nel rafforzamento del patrimonio. ”  

BALLE! Peccato che i deputati della Repubblica non conoscano lo IAS 39 paragrafo 50…

Parere relativo all’aumento di capitale della Banca d’Italia – Europa

Dice testualmente la Banca Centrale Europea e non tizio caio o sempronio…

” A tal riguardo, è importante che la ricapitalizzazione risulti sempre pienamente conforme al quadro prudenziale e al sistema contabile dell’Unione e, in particolare, che le regole sulla riclassificazione degli strumenti finanziari di cui agli IAS e IFRS non siano violate ”

…ovvero sempre che qualcuno non si inventi chissà quale altra interpretazione, visto che non esiste uno specifico mercato e quindi non sono negoziabili a meno che non se le ricompri la stessa Banca d’Italia, liquidando riserve, non possono essere classificate in conto vendita e quindi neanche considerate patrimonio ai fini della vigilanza. Qualcuno mi dica se sto dicendo fesserie.

Inoltre se come scrive sempre la BCE …

“…le quote devono essere registrate nei conti patrimoniali degli azionisti nel comparto delle attività finanziarie detenute per la negoziazione al valore precedente l’operazione, al fine di costituire un mercato per le quote della Banca d’Italia…”

…non si riesce a capire la confusione del deputato Meloni.

Si affronta così, SENZA SPENDERE NEANCHE UN EURO DEL BILANCIO PUBBLICO, una delle cause principali della restrizione del credito bancario di cui soffrono soprattutto le imprese piccole e medie. In sintesi, maggiori opportunità di credito per imprese e cittadini. Infine, perché la riforma di Banca d’Italia è stata legata all’IMU? Perché la copertura finanziaria per l’abolizione della rata IMU prima casa di dicembre è stata messa a carico del settore creditizio, finanziario e assicurativo, nonché della stessa Banca d’Italia, con l’aumento degli acconti IRES e IRAP e con un’addizionale straordinaria alle aliquote IRES, per un totale di 2,163 miliardi nel 2013 e 1,5 nel 2014. Oltretutto, dalla rivalutazione emergerà un introito fiscale aggiuntivo di circa un miliardo per il bilancio dello Stato.

Tralasciamo sempre per carità di patria l’illusione che le banche possano tornare a far credito in mezzo ad una debt deflation, depressione economica con le sofferenze che esplodono giornalmente come popcorn,  meglio sarebbe stato dire…

Si affronta così, SENZA SPENDERE NEANCHE UN EURO DEL BILANCIO PUBBLICO, OGGI e DOMANI CHISSA’ come abbiamo visto ieri a proposito dell’incertezza sulla questione oro e su cosà accadrà quando la Banca d’Italia dovrà ricomprarsi le quote in eccedenza.

Pensate che ieri a Piazza Sporca anche il mitico Sebastiano Barisoni che di euro non capisce un tubo ha dichiarato che sospettare che nell’eventuale riacquisto dellle quote eccedenti da parte di Bankitalia ci possa essere un regalo alle banche E’ LEGITTIMO!  Per quanto riguarda la figura del relatore PS in diretta sulla clausola di salvaguardia preferiamo stendere un velo pietoso.

Per finire su punti dell’interessante interpretazione di Daniela Venanzi ordinaria dell’Universita degli studi di Roma Tre, falcoltà di economia intitolata a Federico Caffè uno dei miei economisti italiani preferiti…  valutazione_quote_bdi_venanzi.pdf (30.85 KB)

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22 commenti Commenta
gnutim
Scritto il 4 febbraio 2014 at 12:58

e pensare che mi sono domandato mesi fa se quelli del pd potessero cambiare la faccia all’Italia….

Pura pazzia, questi dementi oltre a essere corrotti fino all’osso a tutto vantaggio dei poteri forti (banche e grandi aziende), sono pure falsi come giuda.

Ma non si può fare nulla per fermare questo cakkio di Decreto?

francia r
Scritto il 4 febbraio 2014 at 13:35

mmm …

questi sono i “figli” di “quelli” che hanno fatto cadere la prima repubblica … sostanzialmente un bel golpe “bianco” a cui è seguita una delle più capillari ed ingenti cessioni del patrimonio pubblico a privati “politici” rampanti per oltre quindici anni (oltre che a parenti amici e conoscenti)…. non importa quale fosse il partito o l’ideologia … hanno trovato tutti un bel tornaconto e molti pure vitalizi e pensioni da favola, purchè nulla facessero di realmente politico per il bene dello stato, o indagassero su alcunchè.

Ora tutti (o quasi) gli attuali “scandali” finanziari sull’attuale classe “politica” vertono su spese “folli” fatte dai figliocci di questo sistema che sono talmente coglioni ed incapaci da non riuscire a nascondere minimamente le proprie porcherie ma mettono in rendiconto spese insostenibili e le presentano alla guardi adi finanza … insomma siamo proprio caduti a livello zero … ci manca giusto un uomo forte che abbia voglia di fare una marcetta …..

Da questa classe “politica” al momento non si può aspettare alcunchè … magari qualche lampo di “onestà” potrebbe sfuggire, ma sapranno subito rimettere le cose a posto.

Piuttosto ho letto di una “certa” turbolenza nell’oceano delle valute, che potrebbe ingrossare pericolosamente fino a trasbordare nel piccolo mare nostrum delle obbligazioni … qualche commento in merito ?

Occhi all’orizzonte marinai.

Francia R

john_ludd
Scritto il 4 febbraio 2014 at 14:09

gnutim@finanza,

Dunque c’è un partito, il più grosso rimasto, che dopo aver visto dissolversi l’illusione del comunismo come salvifica meta per un genere umano da mondare ed essersi fuso con quanto restava di un altro partito che pure ereditava una cultura con elementi alquanto deteriori in termini di moralismo ipocrita d’accatto, ha trovato nel più Europa la sua nuova illusione e ci ha scommesso tutto ma proprio tutto. Ora supponiamo che un giorno l’euro non ci sia più, quanti voti prenderà il suddetto partito ? Se poi a uscire sono gli altri e dopo aver fatto pagare ai loro cittadini fior di quattrini, direi che zero è un numero attendibile. Faranno qualunque cosa per continuare, anche le più stupide e controproducenti, per una ragione del tutto ovvia, per loro non c’è di sicuro alcun futuro possibile alternativo. E’ in genere pericoloso murare la porta di uscita di un cinema. Dentro però ci siamo anche noi.

gnutim
Scritto il 4 febbraio 2014 at 15:30

leggete questa notizia che attendevo da tempo:
E’ in arrivo una nuova tassa sui prodotti tecnologici, detta “equo compenso”, che peserà principalmente sulle tasche dei consumatori. “Siamo assolutamente contrari alla tassa per equo compenso sui prodotti hi-tech con funzioni di archivio digitale – dichiara oggi Lamberto Santini, presidente dell’Adoc – una tassa che prevede aumenti fino al 500%, dai 5 euro per gli smartphone ai 40 euro per i decoder”. Secondo l’associazione dei consumatori, la tassa penalizzerà soprattutto i prodotti più a basso costo, a discapito dei consumatori, in particolare la fascia di popolazione under 25, dato che su questi si scaricheranno i maggiori costi sostenuti da produttori e commercianti che a loro volta subiranno un danno notevole dal calo delle vendite. Non solo, Adoc denuncia che con l’imposizione di questa tassa “si ferisce mortalmente lo sviluppo della cultura e della tecnologia, che oggi come mai in passato si muovono in sincronia”. Buona parte della diffusione dei contenuti artistici infatti passa attraverso i supporti multimediali. “Crediamo che il nostro Paese debba investire sulla cultura e non abbatterla a colpi di tasse.”

Ma vi rendete conto che livello di conflitto di interessi muove queste persone????

questo idiota che cosa dice? cultura? perchè gli smartphone sono oggetti di cultura? la cultura passa attraverso i libri, lo studio, la scuola e il patrimonio atristico, non con gli smartphone dove si gioca a solitario, si ascolta musica o si perde tempo sui social network.

Inceve penso che una tassa sui prodotti tech è intelligente, perchè questi prodotti hanno un naturale decadimento del prezzo che andrebbe a compensare l’aumento derivante dalla tassa.

Tu che dici Andrea?

dante5
Scritto il 4 febbraio 2014 at 15:36

Chiedo venia se sto dicendo un’eresia – del resto sono un povero ragioniere commercialista, in tutti i sensi! – ma ho letto sul blog di Seminerio un articolo sul comunicato della Banca d’Italia e riporta che i dividendi non dovranno essere automaticamente pagati al 6% del valore del capitale, ma lo saranno più o meno in relazione all’andamento dei bilanci annuali ed in linea con quanto avvenuto in precedenza – nel 2013 è stato pagato un dividendo complessivo di 70 milioni. Inoltre anche il discorso relativo all’eventuale riacquisto delle quote da privati cita il comunicato e fa presente che in realtà non si tratterà di un riacquisto tout court ma sostanzialmente di un’opera di mediazione per aiutare a trovare nuovi “quotisti” privati. Infatti Seminerio stessa sottolinea come ad esempio Banca Intesa debba ricollocare ben il 39%, quindi molto probabilmente non riuscirà a rientrare nel tetto del 3% entro il tempo stabilito. Chiederei un commento su quanto scritto da SEminerio (se vi leggete il suo post forse capite meglio quanto detto).

icebergfinanza
Scritto il 4 febbraio 2014 at 16:51

dante5@finanza,

Bravo ragazzo,Seminerio come sempre modesto un grande enologo, lui sa tutti di vini e liquori, gli altri sono solo divulgatori di tesi etiliche.
Nella sostanza conferma che la riforma è stata un sottoprodotto della porcata IMU, immagina riserve non distrubuibili, ribadisco immagina, come quelle auree e per quanto riguarda la promessa di morigeratezza e sobrietà preferirei vederla scritta con un norma inattaccabile da chiunque Stato o privati.
Per quanto riguarda la questione quote eccedenti e la moral suasion lasciamo perdere figuararsi se riescono a trovare 13 investitori istituzionali seri e affidabili per la sola Intesa, magari le stesse Fondazioni bancarie suppongo.
Il nostro oste conclude con un vino pregiato la sua performance ovvero ci racconta che la tecnostruttura illuminata o presunta è riuscita in media storica a fare meno danni della classe politica.
E lascio a voi capire in fondo a quale bottiglia di vino si nasconde la tecnostruttura di cui parla Seminerio…

luca.bongis
Scritto il 4 febbraio 2014 at 16:56

Risposta di Visco a domanda sui dividendi……
«(…) i dividendi per i partecipanti erano fissati in un modo complicato che li legava alle riserve patrimoniali della Banca, come se tali riserve fossero di proprietà dei partecipanti stessi. Secondo il vecchio statuto, ai partecipanti potevano essere assegnati dividendi fino al 4% delle riserve complessive; queste erano pari a circa 15 miliardi nell’ultimo bilancio, quindi i partecipanti avrebbero potuto ricevere l’anno scorso fino a 600 milioni in dividendi, anche se ne hanno ottenuti solo 70, pari allo 0,5%»
Qualcuno mi sa dire se questo e vero ????

icebergfinanza
Scritto il 4 febbraio 2014 at 17:16

luca.bongis@finanza,

In effetti siccome la stragrande maggioranza dei dividendi vanno allo Stato chissà come mai la Bundesbank ha distribuito divendi per 12 volte quelli di Bankitalia

icebergfinanza
Scritto il 4 febbraio 2014 at 17:18

la Banca d’Italia ha un eccesso di riserve derivante da una anomala ritenzione di utili: nei quattordici anni di vigenza dell’euro, la Banca di Francia ha distribuito allo Stato risorse pari a 5,6 volte quelle distribuite dalla Banca d’Italia, mentre la Bundesbank ha distribuito risorse per circa 12 volte quelle della Banca d’Italia; infatti, le riserve della Banca d’Italia sono pari al 6 per cento dell’attivo, contro valori pari al 2 per cento per Banca di Francia, Bundesbank e Banca di Spagna. (tratto dalla VOCE INFO )

paover
Scritto il 4 febbraio 2014 at 17:23

scusa Andrea, reitero la domanda:

bupngiorno Andrea,
non mi è affatto chiara una cosa e cioè che fine fa la riserva aurea. A fronte del OdG di Fratelli d’ Italia che semplicemente chiedeva al governo di confermare che l’oro è di proprietà dello stato e non della banca, bocciato in aula, ho sentito spiegazioni delle più svariate: “che non serve perché è già riportato nello statuto di BdI”, che ho letto ma non vi è nessun cenno, “che è riportato in diversi trattati nazionali, europei ed internazionali”, cosa che trovo molto vaga e poco esaustiva, “che è sottointeso e lo ha spiegato anche il MEF”, a voce ma senza scriverlo…..insomma, come stanno le cose realmente?

icebergfinanza
Scritto il 4 febbraio 2014 at 17:31

paover@finanza,

Loro dicono sottolineo loro … Ma le riserve nel patrimonio della Banca si accumulano anno dopo anno grazie ai proventi dell’attività classica di una banca centrale, il “battere moneta”. In quanto derivanti da una tipica attività di interesse pubblico, queste riserve (così come le altre poste patrimoniali presenti nei conti della Banca d’Italia, incluso ovviamente l’oro) non sono di proprietà dei partecipanti, i quali possono vantare diritti solo in relazione al capitale in senso stretto della Banca, diritti assegnati loro dalla Legge Bancaria del 1936 e ora rivalutati. Questo viene chiarito con la riforma»

dorf001
Scritto il 4 febbraio 2014 at 20:21

gnutim@finanza,

ciao gnutim. guarda le porcate del pd non si fermano li’. no no, ne fanno a vagonate. hai letto cosa dice Bagnai dei piddini? e delle loro follie? super drogati di più europa, ce lo chiede l’europa, ce lo chiede satana, più euro schiavitù per tutti. leggi bene sotto.

IN QUALE ARTICOLO DELLA COSTITUZIONE PIU’ BELLA DEL MONDO E’ DATO POTERE AL GOVERNO DI SBIRCIARE OGNI OPERAZIONE BANCARIA IN ASSENZA DI REATI ? (LO SMALTIMENTO DIFFERENZIATO DELL’EURO)

Mi sveglio questa mattina, e trovo un accorato tweet di Thomas Manfredi. Al che intuisco che si sta mettendo male. Reagisco quindi con la mia consueta scanzonatezza:

Poi vado nella timeline di Alessandro Guerani, dove trovo la conferma della mia intuizione, questo articolo della Stampa: “Dal 1° febbraio al via i controlli sui conti correnti”. La ratio legis è come sempre ovvia e bifronte: la faccia presentabile è quella dei controlli contro l’evasionefiscalebruttochecihamessoincrisi (dettaglio: l’evasione fiscale, che è un crimine odioso, esiste almeno dal tempo del triumvirato – non Craxi, Andretti, Forlani: Cesare, Pompeo e Crasso – ma il nostro reddito ha cominciato ad slittare inesorabile verso il baratro dal 1997, data dell’aggancio all’Ecu con la parità sopravvalutata che avremmo mantenuto nell’euro:

tanto che ormai perfino a sinistra – quella vera – si parla di evasione di sopravvivenza, visto che le imposte raccolte si sa dove vanno a finire: nel salvataggio delle banche tedesche. E qui chiudo la parentesi).

Poi c’è la faccia impresentabile, quella vera. Quando si impone una moneta unica a paesi diversi, alla fine si è costretti ad intervenire a valle con trasferimenti, e se non ci sono trasferimenti di reddito dal Nord verso il Sud, che consentano a quest’ultimo di ripartire e di ripagare i propri debiti, ci dovranno necessariamente essere trasferimenti di ricchezza dal Sud verso il Nord, cioè espropri corrispondenti a un’esecuzione coattiva di debiti che sono stati per lo più contratti a seguito di comportamenti poco avveduti del creditore.

Questo è quello che ha chiesto Weidmann nel giorno della memoria, che è appunto il giorno nel quale ci ha ricordato chi comanda, e come intende esercitare la propria leadership. …..

Quindi il Tg5 del 27 gennaio 2014 puzzava di velina, ed era facile capire in questo caso chi l’avesse scritta: direttamente la Bundesbank, per la quale l’accettazione da parte del pubblico di una patrimoniale una tantum potrebbe essere assicurata presentandola come una misura volta a ridurre le disuguaglianza nella distribuzione della ricchezza: ……………

chi può credere alla favoletta della Banca centrale tedesca che improvvisamente si impietosisce per la terribile disuguaglianza che l’ira divina ha fatto abbattere sull’Italia, e che caritatevolmente ci suggerisce come rimediare ad essa, nota bene, per risolvere il problema del debito pubblico!?

Solo qualche porco collaborazionista, verrebbe da rispondere. ……….

Vi pare giusto che mentre noi eravamo fin dall’inizio preoccupati per le sorti del continente, solo oggi si sveglino i piddini, preoccupati per il loro fottuto conticino in banca? Vogliamo salvare della gente così miope, gretta, squallida, vile, meschina? Se lo merita? Ne siamo sicuri?

Secondo me bisogna rispondere in modo affermativo alla domanda provocatoria di Aldo Giannuli: la base della sinistra in effetti sembra fatta di deficienti, ed è quindi una strategia evoluzionisticamente superiore quella di lasciarla nel sistema che la sta portando allo sterminio.

Sto quindi occupandomi dello smaltimento differenziato dell’euro, cioè di un sistema che consenta a noi di tornare a fare una vita normale, con i suoi alti e i suoi bassi, una vita dove se sbagli paghi e se fai la cosa giusta guadagni, una vita dove ci saranno crisi, ma ci saranno strumenti per risolverle, una vita dove bisognerà prendere decisioni politiche, ma lo si potrà fare perché la democrazia avrà ripreso i suoi spazi, un sistema, insomma, che lasci a noi fare tutto questo, e permetta agli imbecilli piddini, confinati in opportune riserve indiane, di continuare a tenersi il loro fottuto euro e di andare felici incontro alla morte per difenderlo, che permetta ai piddini di continuare ad essere governati da altri nell’interesse di altri, che permetta ai piddini di continuare a crogiolarsi nel proprio ributtante autorazzismo.

Smaltimento differenziato, insomma, significa far sì che chi vuole l’euro possa tenerlo, perché non è giusto che, per salvare noi stessi, noi si debba salvare anche questa marmaglia di pezzenti intellettuali che si destano solo ora che viene intaccato il loro squallido particulare, questi esseri spregevoli che al calduccio dei loro tinelli hanno assistito inerti al massacro di intere nazioni, come la Grecia, e di intere generazioni di loro connazionali.

Loro l’euro se lo meritano tutto. Noi no. E quindi è giusto che noi ce ne liberiamo, e lo lasciamo a loro.

Non è un tema facile da affrontare, ma con un po’ di impegno sono sicuro che riusciremo a risolverlo: nil difficile volenti. E intanto, forti del nostro aver poco da perdere, o del nostro esser disposti a metterlo in gioco per amore del nostro prossimo e del nostro paese, godiamoci lo spettacolo dello sbigottimento di questi poveri imbecilli…

è meglio che leggi tutto, più il grafico. vai qui : http://www.comedonchisciotte.org/site/modules.php?name=News&file=article&sid=12890

DORF

john_ludd
Scritto il 4 febbraio 2014 at 21:00

dorf001@finanza,

Dorf l’unica spiegazione assennata sul comportamento di Wiedmann viene da Varoufakis che essendo uno dei meglio del meglio prendo in seria considerazione. Dato che scrive in inglese te la riassumo. C’è una lotta in Germania, e una della fazioni è la Bunsesbank che NON vuole l’attuale euro ma un euro del nord e gli altri se ne vadano. E’ fondamentale per ragioni di equilibri di politica internazionale (ed è chiaro di chi stiamo parlando) che siamo i paesi del sud a lasciare ma questi non lo vogliono fare. Quindi Wiedmann che è intelligente si impegna a minare in tutti modi la già precaria situazione intra europea. Blocca la BCE, fomenta odio in Germania verso il sud e sospetto e paure verso espropri da parte del nord al sud. Sa benissimo che una patrimoniale in Italia determinerebbe un bank run perchè è esattamente quello che vuole. L’Italia avrebbe un unico modo per gestire un bank run, chiudere le frontiere, una lunga vacanza bancaria e uscire dall’euro. Per chi vuole l’Italia fuori dal’euro Wiedmann è il migliore e potente alleato anche se evidentemente non lo sapete. Ognuno viene manipolato nel modo in cui non crede di poterlo essere.

sd
Scritto il 4 febbraio 2014 at 21:32

dorf001@finanza,

DORF

Quello che hanno fatto è incostituzionale….e non lo dico io ma uno che …..forse….nè sà qualcosa più di mè: ecco il link http://www.stampalibera.com/?p=70988#more-70988

Comunque, credo che ormai sia sempre più evidente che il Sistema politico, giudiziario ed economico-finanziario di questo paese sia alla “deriva”. Stanno lottando (quelli che credono di comandare) con tutte le forze ed a costo di sporcarsi le mani di sangue per non perdere il potere e per non ammettere di essere degli incompetenti (per dire poco).

Ma in TV non guardate mai le facce delle persone? qualcuna di loro è letteralmente mostruosa ormai i tic e le deformità dei visi causate dalla loro “sporca coscienza” è evidentissima……..sono mani sporche di sangue….sangue di innocenti ed inconsapevoli loro simili.

Un saluto e buona fortuna a tutti.

SD

kry
Scritto il 4 febbraio 2014 at 21:48

sd@finanza,

Il primo atto incostituzionale è stata la creazione del ministero delle politiche agricole dopo che il popolo con il referendum aveva votato per l’abolizione del ministero dell’agricoltura per arrivare alla conferma da parte di D’Alema che il referendum non serve a nulla perchè poi tanto si può stravolgere tutto. A proposito mi ricordo sempre la battuta sulla casa che la consideri, a ragione, una montagna di mattoni sotto un tetto. Cosa ne pensi invece di quelle 4 gomme che stando per terra trasportano alcuni quintali di metallo. Ciao.

alessandroecristina
Scritto il 4 febbraio 2014 at 21:57

Il Pd orgoglioso di aver firmato il fiscal compact da non perdere il minuto 2:30…http://ilcontagio.org/2014/02/04/pdorgogliosi-di-aver-firmato-il-fiscal-compact-video-imperdibile/

kry
Scritto il 4 febbraio 2014 at 22:21

icebergfinanza,

Più che cercar di trovare 12 soci per le quote intesa non è più facile trovarne 7 per quelle di unicredit ed accelerarne la svendita ai tedeschi? Perchè alla fine mi sa che ruoti tutto lì, chi mai protesterà della svendita allo straniero di una banca che possiede solo il 3% di banca d’italia.

stanziale
Scritto il 4 febbraio 2014 at 22:38

Che si mettano d’accordo tra di loro, questi pazzi dei tedeschi. Se Weidmann ci vuole fuori(magari), quest’altro farabutto del ministro degli esteri, minaccia la guerra militare per chi non vuole l’euro. Si, ha detto proprio cosi’, sia pure con non chalance , chiaro avvertimento soprattutto agli inglesi, noi siamo pecore
http://www.google.it/url?sa=t&rct=j&q=&esrc=s&source=web&cd=2&cad=rja&ved=0CDcQFjAB&url=http%3A%2F%2Fwww.pressnewsweb.it%2F2014%2F02%2Fministro-degli-esteri-tedesco-minaccia.html&ei=G1zxUoW9MMzR4QSrq4HwDw&usg=AFQjCNFUh8QyZOTXbe5_YxlH3Kk9HT0vVg&sig2=b7PNhcMV15lL1tcOLelnsg&bvm=bv.60799247,d.bGE
i piddini, che dicono i piddini?

sd
Scritto il 5 febbraio 2014 at 00:29

kry@finanza,

KRY penso che i mezzi di trasporto su gomma siano utili e a volte indispensabili….i super-tecnologici…a mè non servono, i confortevoli e pratici da usare si.
Tutto il resto è simile al mondo delle costruzioni, programmato, progettato e costruito in massima parte per altri scopi è altri interessi che esulano dal fatto della loro utilità per viverci o per muoverci.

Ma in fondo non viviamo nel mondo che abbiamo sognato, desiderato e voluto? (o che ci hanno imposto di sognare, desiderare e volere’).

Per fare una battuta hai mai visto il film La Sfera con Dustin Hofman ? sarebbe divertente se fosse cosi hehehe.
Chissà che la realtà non sia il frutto dei nostri più reconditi pensieri ?

Ciao

SD

kry
Scritto il 5 febbraio 2014 at 00:49

sd@finanza,

Quel film me lo sono perso. Riguardo ai film uno in particolare mi sta ossessionando. Non ricordo il titolo ma dovrebbe essere della serie di batman con tra i protagonisti Schwarzenegger e dove la nemica di batman rappresentava madre natura e alla fine dice una frase che a mio parere ha proprio a che fare con “..la realtà non sia il frutto dei nostri più reconditi pensieri ? e purtroppo dipende di chi sono i pensieri. Magari riuscissi a trovare quella frase. Ciao.

dorf001
Scritto il 5 febbraio 2014 at 00:55

stanziale@finanza,

stanziale, spero tanto che vada come dice nigel farage. che questa europa di merda venga spazzata via. che i piddini piddioti vengano rasi al sulo. gente più deficente di cosi’ non l’ho mai vista in vita mia. sono pazzi fino all’ultimo. e pensare che una volta erano il partito degli operai. visto che io lo sono. anxi ora ex. grazie a loro e alle loro politiche criminali. il mio lavoro mi piaceva, ma me l’hanno tolto. li maledico ogni giorno questi delinquenti piddini.

spero vadano nel più profondo degli inferni. razza di sciacalli maleledetti. assassini.

DORF

laforzamotrice
Scritto il 5 febbraio 2014 at 09:56

Uno slogan di mia invenzione: basta finanza, promesse o carità. Lavoro, salario e dignità.
tutto il resto è aria.

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