GIOVANE ITALIA … SE NON ORA QUANDO?

Scritto il alle 15:35 da icebergfinanza

Lo so, lo so tutti a leggere le dichiarazioni di pinco pallo, cosa diranno, cosa faranno, come usciranno da questa trappola. Alleanze, strategie, scenari, ipotesi, analisi e chi più ne ha più ne metta!

Sono terrorizzati nelle stanza dei bottoni e sguinzagliano i loro cani da guardia i loro troll sui media,  per cercare di fermare un’onda inarrestabile.

Io invece voglio guardare lontano c’è il sole il mezzo alla nebbia,  ma sarà un lungo inverno!

Probabilmente molte delle riflessioni che facciamo insieme su questo blog, su questa immensa crisi antropologica sempre tra pochi intimi  forse perchè come dice un amico il problema è che questo è un blog o almeno sembra che parla solo di economia e la maggior parte della gente comune non ha ancora capito che la finanza e l’economia, il modo con il quale l’economia e la finanza hanno amministrato le loro vite negli ultimi 30 anni,  stanno distruggendo il futuro.

Grazie a Patrizia ho ripercorso il cammino di questi anni e come racconto nelle mie conferenze, la storia insegna che debito e iniqua distribuzione della ricchezza sono i due fondamentali denominatori comuni di tutte le grandi crisi, sono il denominatore comune di questa crisi.

USURA e DEBITO, sono le armi con le quali le corporatocrazie e la speculazione politica mondiale tiene in pugno le Nazioni e il futuro delle giovani generazioni e lasciate perdere le idiozie sullo Stato brutto e cattivo, perchè il debito in questa crisi è stato originato dai privati, dalle banche, dalla speculazione alla leva demenziale.

Siamo in trappola! Siamo in trappola! Siamo in trappola a meno che non si diffonda Consapevolezza! Loro,  dopo aver salvato banche e azionisti ora vi stanno obbligando a perseguire programmi austeri, nella finanza tutto si crea, nulla si distrugge tutto si trasferisce da una tasca all’altra.

Oltre 4500 miliardi per garantire e salvare le banche europee e non ci sono più soldi per la Famiglia, per la scuola, per i GIOVANI e i loro sogni il loro futuro, un futuro solo precario, per le DONNE che farebbero esplodere il PIL, per la cultura, per le piccole e medie imprese, per la sanità, per le nostre comunità.

Chiedete a lor signori perchè non è possibile scontare tutti i crediti che le imprese soprattutto FAMIGLIARI, il tessuto di un’economia civile e cooperativa, chiedete perchè non possono scontare i loro crediti presso la Banca centrale europea come hanno fatto con tutte le banche, spesso e volentieri banche armate, evasori ed elusori, che reciclano denaro sporco, piene e zeppe di psicopatici, drogati e alcolizzati che in questi anni hanno scommesso e speculato anche sulla loro stessa madre, infarciti di bonus che hanno distrutto il loro senso di responsabilità.

E’ un grido disperato il mio, sento dentro di me un brivido, sino a quando non comprenderemo il sequestro in atto non abbiamo scampo!

Sino a quando queste riflessioni resteranno tra noi non c’è alternativa, saranno sempre quattro chiacchere tra amici.

Me lo stanno chiedendo in tanti, alcuni me lo rinfacciano, se troverò il tempo, maledetto tempo, questa volta non voglio assolutamente mancare alla promessa di un manifesto come contributo per una discussione su punti che non ho mai letto in nessun programma elettorale.

Ma cercate di comprendere che sono da solo con una Famiglia e un lavoro normale e una giornata di sole 24 ore.

Nel frattempo non ho che Voi, la Vostra Consapevolezza che non significa prendere per oro colato ciò che racconto o condivido, ma è necessario porre agli altri le stesse domande che ci stiamo ponendo noi, è necessario porre interrogativi essere preparati a dimostrare con dati e fonti che esiste una diversa versione di questa crisi che non sia quella raccontata quotidianamente dalla voce del padrone.

L’onda del cambiamento è in atto

Ho passato gran parte della mia vita insieme ai giovani, tra le future generazioni per non credere in loro, per non vedere in loro i semi di speranza del futuro, troppo tempo per non provare ancora oggi un brivido…

Non è più tempo solo di resistere, ma di passare all’azione, un’azione comune, perché ormai si è infranta l’illusione della salvezza individuale. Per raccontare chi siamo e non essere raccontati, per vivere e non sopravvivere, per stare insieme e non da soli.

C’è tutto e molto di più in queste quattro righe, espresse dal comitato
ILNOSTROTEMPOE’ADESSO! , giovani che vogliono tornare ad essere protagonisti della loro vita. I giovani sono tra coloro che stanno pagando il prezzo più alto di questa immensa crisi, un futuro sequestrato da un gruppo di esaltati che quotidianamente giocano con l’economia reale, creando un’illusione di carta.

Che nessuno si azzardi a farne una questione politica!

C’è il rischio di perdere intere generazioni, uomini e donne senza dignità, senza serenità, c’è il rischio di disintegrare le fondamenta della società, la FAMIGLIA!

Oggi abbiamo bisogno di tutti, nessuno si senta escluso, nessuno resti indietro, soprattutto abbiamo bisogno dei giovani e dell’altra metà del cielo, il PIL esploderebbe altro che fiscal compact e spending review!

Ma ci sono anche mille opportunità da cogliere e che spesso non si vuole cogliere. Ci vuole maggiore rispetto e responsabilità nel dialogo tra le diverse generazioni, i giovani sono il presente ora ed adesso, altro che futuro!

Siamo ostaggi della finanza intesa come ricchezza prodotta dal nulla, una finanza demenziale, speculativa che scaccia la finanza responsabile. Siamo ostaggi del concetto di valore materiale  rispetto all’identità.

Siamo la grande risorsa di questo paese. Eppure questo paese ci tiene ai margini. Senza di noi decine di migliaia di imprese ed enti pubblici, università e studi professionali non saprebbero più a chi chiedere braccia e cervello e su chi scaricare i costi della crisi. Così il nostro paese ci spreme e ci spreca allo stesso tempo.

Siamo una generazione precaria: senza lavoro, sottopagati o costretti al lavoro invisibile e gratuito, condannati a una lunghissima dipendenza dai genitori. La precarietà per noi si fa vita, assenza quotidiana di diritti: dal diritto allo studio al diritto alla casa, dal reddito alla salute, alla possibilità di realizzare la propria felicità affettiva. Soprattutto per le giovani donne, su cui pesa il ricatto di una contrapposizione tra lavoro e vita.

Non siamo più disposti a vivere in un paese così profondamente ingiusto. Lo spettacolo delle nostre vite inutilmente faticose, delle aspettative tradite, delle fughe all’estero per cercare opportunità e garanzie che in Italia non esistono, non è più tollerabile. Come non sono più tollerabili i privilegi e le disuguaglianze che rendono impossibile la liberazione delle tante potenzialità represse.

Non è più tempo solo di resistere, ma di passare all’azione, un’azione comune, perché ormai si è infranta l’illusione della salvezza individuale. Per raccontare chi siamo e non essere raccontati, per vivere e non sopravvivere, per stare insieme e non da soli.

Vogliamo tutto un altro paese. Non più schiavo di rendite, raccomandazioni e clientele. Pretendiamo un paese che permetta a tutti di studiare, di lavorare, di inventare. Che investa sulla ricerca, che valorizzi i nostri talenti e la nostra motivazione, che sostenga economicamente chi perde il lavoro, chi lo cerca e chi non lo trova, chi vuole scommettere su idee nuove e ambiziose, chi vuole formarsi in autonomia. Vogliamo un paese che entri davvero in Europa.

Siamo stanchi di questa vita insostenibile, ma scegliamo di restare. Questo grido è un appello a tutti a scendere in piazza: a chi ha lavori precari o sottopagati, a chi non riesce a pagare l’affitto, a chi è stanco di chiedere soldi ai genitori, a chi chiede un mutuo e non glielo danno, a chi il lavoro non lo trova e a chi passa da uno stage all’altro, alle studentesse e agli studenti che hanno scosso l’Italia, a chi studia e a chi non lo può fare, a tutti coloro che la precarietà non la vivono in prima persona e a quelli che la “pagano” ai loro figli. Lo chiediamo a tutti quelli che hanno intenzione di riprendersi questo tempo, di scommettere sul presente ancor prima che sul futuro, e che hanno intenzione di farlo adesso.

Si il Vostro tempo è adesso, il tempo della consapevolezza, la vita non aspetta!

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18 commenti Commenta
carpif74
Scritto il 5 marzo 2013 at 15:46

Scusate ma vorrei fare un’applauso al nuovo record del Dow Jones alla faccia dell’europa :lol:
In America va tutto bene :mrgreen:

icebergfinanza
Scritto il 5 marzo 2013 at 15:51

carpif74@finanzaonline,

HFTCLAP HFTCLAP HFTCLAP… 8)8)8)

wile e. coyote
Scritto il 5 marzo 2013 at 16:56

http://www.ilnostrotempoeadesso.it/lappello.html

Restricted access.

Le nuove generazioni le hanno stroncate sul nascere…

Scritto il 5 marzo 2013 at 18:08

Un applauso per Andrea.
Come lui sa, io ho già cominciato.
Adesso dobbiamo fare la nostra parte. Ognuno parli e spieghi cosa accade a chi conosce e chiede lumi o si lamenta (anche a ragione).
Abbiamo il dovere di spiegare: chi non vuole ascoltare perde i diritto di lamentarsi (e romperci i c…i).
A quanti di voi amici, conoscenti e parenti vengono a bussare per lamentarsi?
Io non li accetto più. Prima si informano e poi possono lamentarsi.
Se chiedono spiegazioni le avranno. Ma devono stare ad ascoltare! E per il tempo che serve.
Se vogliono solo rompere sono respinti con perdite.
Sono arcistufo di parlare con gente che si informa solo sui giornaloni, sui TG o poco altro.
Passi per gli anziani. Ma tutti gli altri hanno la rete. Che la usino.
Mi sono rotto di persone che quando gli dai spiegazioni ti dicono “ma perchè non lo dicono i giornali?”. O “perchè questo non lo dice nessuno?”, come nel caso del Fiscal Compact.
Adesso si beccano una serie di link: prima li leggono, poi vedo se dargli retta.
Solo così, in modo anche brutale, si può penetrare lo scudo d’ignoranza che sovrasta gran parte della popolazione. Con i giusti esempi, si può spiegare ogni cosa anche a un analfabeta.
Che capisce e comincia a ragionare con la sua testa.
Diamoci da fare. Non è una questione politica, ma di sopravvivenza.

Claudio

dorf001
Scritto il 5 marzo 2013 at 18:18

guardate la bambina di 12 anni che chiuse la bocca a tutti gli uominicchi dell’ONU. qui video: http://www.youtube.com/watch?v=NStyRt19flA

sono qui a parlare a nome dei bambini che stanno morendo di fame in tutto il pianeta e le cui grida rimangono inascoltate. e ancora: se un bambino di strada (RIO) dice: vorrei essere ricco, e se lo fossi vorrei dare ai bimbi di strada cibo, vestiti, medicine, una casa, amore e affetto”.

se un bimbo di strada che non ha nulla è disponibile a condividere, perchè noi che abbiamo tutto siamo ancora cosi’ avidi?

capito? siamo noi del nord del mondo avidi avidi avidi, con il nostro fottuto capitalismo fallimentare. con questa idea disastrosa dell’ interesse. voglio di più, sempre di più, non mi basta mai!!!

e ora aggiungo una testimonianza di una donna di 30 anni, che volevano a tutti i costi morta! ma lei x dispetto nacque. e ora li fa purgare tutti. il medico abortista che la voleva morta, lo possiamo paragonare al nostro sistema capitalista massonico demenziale. speriamo salti tutto. non se ne può più. comunque il video dovete vederlo. illuminate. una donna con gli attributi. qui : http://www.youtube.com/watch?v=MuRvsErkHFI

by DORF

podiani12
Scritto il 5 marzo 2013 at 18:46

ho quasi 50 anni e non penso proprio di poter appartenere alla categoria dei giovani. Ciò nonostante nella merda, nel precariato, nell’assenza di fiducia e di futuro mi ci ritrovo in tutto e per tutto come un ventenne. Mi guardo intorno e posso dire di non essere affatto né solo né l’unico. Forse la categoria “giovani” non è propriamente la più adatta per iniziare un nuovo racconto della realtà.

Scritto il 5 marzo 2013 at 18:57

@Dorf
che cosa accomuna noi lettori del blog di Andrea?
La conoscenza e la voglia di capire.
E’ questo che dobbiamo condividere con gli altri, al di fuori del nostro parterre de roi.
Siamo fortunati, abbiamo studiato e qualcosa abbiamo capito.
Altro ancora capiremo.
E’ la conoscenza che rende l’uomo libero, non i soldi.
E’ la consapevolezza che ci guida nelle scelte, non l’ignoranza.
Questa è la ricchezza vera dei lettori di Icebergfinanza.
E questo dobbiamo condividere.
I ricchi i loro soldi non te li daranno mai spontaneamente. O non ti spiegheranno mai come si fanno.
E il bambino di Rio offre il nulla che ha proprio perchè è il nulla. E lui è solo un bambino. Non voglio sembrare cinico, ma quanti poveri diventati ricchi hanno poi diviso i loro averi con i meno fortunati?
Please, non citate Bill Gates…
Per esperienza diretta ti dico che in Africa servono di più mezzi per l’agricoltura e sementi (e agronomi che insegnano) che tonnellate di cibo. Questi ultimi vanno bene per l’emergenza temporanea. Ma poi?
Paradossalmente, in molti Paesi africani stavano meglio quando erano sotto il regime coloniale. Sono i dati del PIL procapite dell’FMI.
Dove c’è l’ignoranza, ci sono povertà e disperazione. E spesso una dittatura.
Per questo dobbiamo condividere con gli altri il nostro patrimonio di conoscenza.
Renderà tutti più coscienti e con maggiori possibilità di migliorare la propria condizione di cittadini.

Claudio

sherpa
Scritto il 5 marzo 2013 at 19:10

La crisi che stiamo vivendo lascia un enorme vuoto in tutti noi.
Che cosa possiamo fare io non lo so dire, magari spiegatemelo voi.
Mi sento di dire che ciò che non dobbiamo fare e il contrapporci tra di noi, vecchi contro giovani, destra contro sinistra ecc. ecc. Il punto di vista ed i problemi dell’ “altro” dovrebbero avere la nostra attenzione e la nostra solidarietà. Ciò che vogliono quelli a cui fa comodo che nulla cambi è proprio che ci scanniamo divisi per categorie ben precise.
Se collaboriamo e se diamo ognuno il proprio contributo forse ci salviamo.
Spero di avere la forza e l’attenzione per farlo.

dorf001
Scritto il 5 marzo 2013 at 19:19

Facciamoci due risate, tanto per rilassarci.

http://www.youtube.com/watch?v=ztg4Jk_nNC0

(Il Partito del PUDE, Partito Unico Dell’Euro)

BY dorf

ghost1962
Scritto il 5 marzo 2013 at 19:43

Vorrei solo testimoniare cosa ha significato per me la conoscenza e la frequentazione quotidiana di questo blog. Ho 53 anni e da circa 20 mi occupo di finanza come promotore finanziario, ho sempre ritenuto che il mio lavoro potesse e dovesse avere una funzione sociale, cioè aiutare le famiglie che, affidandomi i loro risparmi, mi affidavano buona parte del loro futuro benessere. Questo blog me ne ha dato ulteriore consapevolezza, mi ha dato forza per continuare, mi ha dato ulteriore conoscenza e apertura mentale per evitare a molte persone di finire nelle mille trappole che circondano il mio mondo, ha rafforzato le mie convinzioni e quindi devo riconoscere ad Andrea il merito di avere aiutato, tramite anche il lavoro di un promotore finanziario suo attento lettore, molte altre persone ad acquisire consapevolezza di quello che ci sta succedendo attorno. A volte le conseguenze dei nostri comportamenti si diffondono agli altri attraverso rivoli impensati.
Un grazie ad Andrea

daviosq
Scritto il 5 marzo 2013 at 19:58

Caro Capitano sinceri complimenti, ti sei davvero superato con questo post, il tuo non è un grido ma sono parole di chi sente intenso dentro di sè il senso della vita.
Io credo che solo chi sente intimamente dentro di sè un pressante vero e ineluttabile senso altruistico della propria esistenza sia in grado di apportare i giusti cambiamenti alla società, ma non già facendo gran mostra pubblica delle proprie qualità ma cominciando da poco e da vicino senza cercare l’onore della cronaca per quello che fa. Probabilmente sentire profondamente i valori della vita porta in modo inversamente proporzionale a volerli donare innanzitutto a quelle persone che sono più vicine senza richiedere alcunchè in cambio. Certo è che la società in cui ora siamo appare che sia incentrata solo sul denaro e lo sfruttamento altrui; è una questione di coscienza, quella coscienza che non si impara a scuola, che non si trasmette con le parole o con il dna, che non si acquista da nessuna parte, ma che è intima trasformazione che avviene interiormente con l’esistenza tutta a far da sprone. Or ora e come sempre e come sempre sarà sulla faccia della terra ci sta una moltitudine di persone con la propria coscienza una diversa dall’altra, i ricchi i disgraziati gli sfruttatori i banchieri i santi i potenti gli schiavi gli scontenti con i loro opposti ecc…; la società ideale apparirebbe essere la media di tutti con la media delle cose possedute, ma così non può essere, si limiterebbe di fatto l’io dell’essere umano, io che è dai tempi dei tempi il motore dell’evoluzione umana. La conoscenza rende la vita più comprensibile, la consapevolezza la rende migliore, l’intima coscienza la rende vera e meritevole di essere vissuta.
Grazie Andrea

icebergfinanza
Scritto il 5 marzo 2013 at 20:19

Grazie a Voi simpatici e unici brutti pendagli da forca come si fa a sentirsi soli in questo oceano di umanità ….abbraccio Andrea

Scritto il 5 marzo 2013 at 21:13

Cari Andrea e ciurma, farei una proposta: usiamo lo schema Ponzi per la diffusione della nostra conoscenza?
Quanta gente potremmo raggiungere?
Specialmente se usiamo tutti i social media?
Non si tratta di andar contro l’uno o l’altro, ma solo fact checking et similia.
Nulla da inventare, ma solo divulgare dati reali e incontrovertibili.
Non si tratta di scrivere chissà cosa, ma solo linkare continuativamente post come quelli di Andrea e altri chi conosciamo bene.
La goccia scava la roccia.

kry
Scritto il 5 marzo 2013 at 22:35

“Probabilmente molte delle riflessioni che facciamo insieme su questo blog, su questa immensa crisi antropologica sempre tra pochi intimi forse perchè come dice un amico il problema è che questo è un blog o almeno sembra che parla solo di economia e la maggior parte della gente comune non ha ancora capito che la finanza e l’economia, il modo con il quale l’economia e la finanza hanno amministrato le loro vite negli ultimi 30 anni, stanno distruggendo il futuro.Siamo ostaggi della finanza intesa come ricchezza prodotta dal nulla, una finanza demenziale, speculativa che scaccia la finanza responsabile. Siamo ostaggi del concetto di valore materiale rispetto all’identità.”—- Siamo pochi intimi,siamo 4 gatti o come 4 amici al bar perchè come ha spiegato Claudio non c’è interesse o poca voglia oltre che a poca visibilità. Era il 22 novembre 2011 quando icebergfinanza approdava su finanza.com che già frequentavo e Andrea Mazzalai per me era un autore di articoli che ogni tanto comparivano su yahoo-finanza tramite trend on line. Probabilmente molti non sanno dell’esistenza di questo blog,io nel mio piccolo quando riesco in altri blog mi permetto di far notare che esiste anche il sito di andrea e qualche giorno fa l’ ho fatto nel sito di rischio calcolato. Altre volte ho parlato di questo sito ad amici, ma alla fine è meglio parlare di calcio o altro. Tornando a noi riparlando di economia e finanza e riprendendo la frase che siamo ostaggi del concetto del valore materiale ovvero del profitto. Siamo vittime delle multinazionali che vanno dove le porta il profitto non il cuore e dopo più di trentanni di vita inconsciamente condizionata non possiamo più nasconderci, perchè adesso almeno noi ne sappiamo qualcosa di quello che ci sta succedendo. Allora forza avanti e grazie Andrea. Grazie. Grazie. Grazie.

zone
Scritto il 5 marzo 2013 at 23:19

Un video sulle disparità in America… http://youtu.be/QPKKQnijnsM

polifilo
Scritto il 6 marzo 2013 at 15:22

Non è la prima volta, che ci richiami alla partecipazione, ma questa volta credo che sia il momento di partire davvero: non è più il momento di fare chiacchere in plancia, bisogna uscire e diffondere ciascuno con i propri mezzi il messaggio che ci sentiamo dentro e che vorremmo entrasse nella coscenza di molti.
Le persone che conosco e che si informano dai notiziari radio e tv sono convinte che Monti ha salvato l’Italia, che la mafia sia coppola e lupara, che il debito cattivo sia quello pubblico, che la cattiva amministrazione sia per via degli impiegati lazzaroni, che l’Europa ci salverà e così via.

Una falsità dietro l’altra ma che non abbiamo modo di controbattere se non entrando in una discussione inconcludente tipo studio tv dove poi tutti restano del proprio parere.
Penso che dovremmo prendere gli argomenti che contano, preparare per ciascuno un articolo di informazione VERA che smonti con le cifre le falsità e usare i nostri contatti per diffonderla.
Potremo di fronte ad ogni affermazione proporre i nostri argomenti, lasciando un documento che il nostro interlocutore, se intellettuamente onesto, può leggere ed essere aiutato a capire.

Penso che un lavoro così, sia fattibile collettivamente, attraverso la presentazione sul blog degli argomenti, la loro discussione ed approfondimento e la definitiva stesura, collaborando con Andrea a realizzare quello che ha in mente e che non trova il tempo di avviare.

La mia vuole essere solo una proposta pratica di come si potrebbe partire a fare qualcosa di più che restare nell’ambito dei commenti diffusi solo alla cerchia dei frequentatori abituali.
Se a qualcuno viene una idea migliore sono ben contento di accettarla, l’importante è aprire la informazione e la discussione, strada facendo si può affinare il metodo, ma bisogna partire.
Adesso!
Raffaele

daviosq
Scritto il 6 marzo 2013 at 19:30

polifilo@finanza: Non è la prima volta, che ci richiami alla partecipazione, ma questa volta credo che sia il momento di partire davvero: non è più il momento di fare chiacchere in plancia, bisogna uscire e diffondere ciascuno con i propri mezzi il messaggio che ci sentiamo dentro e che vorremmo entrasse nella coscenza di molti.Le persone che conosco e che si informano dai notiziari radio e tv sono convinte che Monti ha salvato l’Italia, che la mafia sia coppola e lupara, che il debito cattivo sia quello pubblico, che la cattiva amministrazione sia per via degli impiegati lazzaroni, che l’Europa ci salverà e così via.Una falsità dietro l’altra ma che non abbiamo modo di controbattere se non entrando in una discussione inconcludente tipo studio tv dove poi tutti restano del proprio parere.Penso che dovremmo prendere gli argomenti che contano, preparare per ciascuno un articolo di informazione VERA che smonti con le cifre le falsità e usare i nostri contatti per diffonderla.Potremo di fronte ad ogni affermazione proporre i nostri argomenti, lasciando un documento che il nostro interlocutore, se intellettuamente onesto, può leggere ed essere aiutato a capire.Penso che un lavoro così, sia fattibile collettivamente, attraverso la presentazione sul blog degli argomenti, la loro discussione ed approfondimento e la definitiva stesura, collaborando con Andrea a realizzare quello che ha in mente e che non trova il tempo di avviare.La mia vuole essere solo una proposta pratica di come si potrebbe partire a fare qualcosa di più che restare nell’ambito dei commenti diffusi solo alla cerchia dei frequentatori abituali.Se a qualcuno viene una idea migliore sono ben contento di accettarla, l’importante è aprire la informazione e la discussione, strada facendo si può affinare il metodo, ma bisogna partire.Adesso!Raffaele

Straquoto quanto hai scritto!!!!! Andrea a te l’onore del primo argomento su cui approdare e piantare la bandiera. 8)

icebergfinanza
Scritto il 6 marzo 2013 at 20:17

daviosq@finanza,

polifilo@finanza,

Lasciatemi il tempo di organizzare e poi salpiamo…

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