GIOVANE ITALIA: SE NON ORA…QUANDO!

Scritto il alle 08:07 da icebergfinanza

Camila Vallejo Dowling, 23 anni

Lasciamo da parte il teatrino della politica e le sue lacrime e la spettacolarizzazione della crisi e andiamo oltre gettando uno sguardo al futuro, all’orizzonte delle giovani generazioni! Nelle ultime due settimane Vi devo confidare che è stata un’avventura esaltante poter condividere con oltre 1000 giovani di due scuole della mia città, i miei pensieri, le miei emozioni attraverso questa enorme tempesta perfetta antropologica, un momento emozionante che va ben oltre le questioni economico finanziarie.

Non credo serva ripetere che per il sottoscritto, i giovani sono il futuro, sono l’ultima Speranza in un futuro migliore, una gioventù ribelle ma sincera, una ribellione che allontani il sequestro delle loro abitudini e dei loro costumi da un sistema che crea i loro bisogni e li manipola per il suo interesse edonistico.

Quando sento la superficialità di alcuni adulti, di un manipolo di poveri disillusi interessati, il criminale cinismo indifferente sul vuoto della gioventù odierna, sulla povertà morale ed intellettuale dei giovani, penso al vento del cambiamento.

“Il quotidiano britannico The Guardian l’ha definita la ribelle più carismatica dai tempi del Subcomandante Marcos. I giornali e le tv di tutto il globo le hanno dedicato copertine e servizi, stregati da quelli verde smeraldo che nascondono un piglio da leader non indifferente. Ventitré anni, studentessa di Geografia, oggi responsabile nazionale della Federazione degli Studenti del Cile, Camilla Vallejo Dowling è la ragazza che da circa quattro mesi tiene le fila della rivolta studentesca cilena.

Un movimento che ha portato e sta continuando a portare nelle piazze di Santiago migliaia e migliaia di giovani, in lotta con il governo per un sistema educativo più democratico. L’istruzione è, infatti, quasi totalmente in mano ai privati, le rette universitarie sono le più care al mondo dopo quelle degli Stati Uniti, e ad oggi i debiti sottoscritti dalle famiglie cilene per fare studiare i propri figli toccano cifre da capogiro.”

Del resto, il contributo destinato dallo Stato all’educazione è minimo: solo lo 0,84 % del PIL, praticamente un investimento sotto la media mondiale. Retaggi di un modello liberista, attecchito durante la dittatura di Pinochet, e mai messo in discussione, neanche dagli ultimi governi di centrosinistra, per via dei numerosi e stratificati interessi in gioco.

Camilla lo ha ripetuto sul suo blog e sulla sua pagina di facebook che conta oltre 60.000 fan: questo sistema va cambiato. E’ ora che l’istruzione sia riconosciuta come un diritto e non come un bene di consumo. ” Perchè tale modello educativo non fa altro che aumentare le disuguaglianze e bloccare la mobilità sociale. ”  ( Flavia Gamberale )

E in America, l’America del sogno americano, come abbiamo visto l’istruzione per molti giovani è solo un miraggio un miraggio nel quale si specchiano le grandi corporate finanziarie le quali lucrano sui debiti di migliaia di studenti, sequestrando le loro esistenze..

Strade della Pennsylvania (tratto da Report…)

AVIDEN I primi due anni di università a Boston li pagarono i miei genitori. A quel tempo mio padre aveva una sua attività e le cose andavano bene finché un giorno ricevo una telefonata. Erano i miei che mi dicono che non erano più in grado di pagarmi la retta. Dovevo prendere una decisione: tornare a casa o continuare gli studi. Mi indebitai personalmente per 60.000 dollari e continuai gli studi. Quando mi sono sposato mia moglie ha voluto prima sapere se avevo dei debiti, ed io “si ho un prestito per studenti”… e lei “ ah sì e quanto? 20 – 25 mila…” ed io “mmmh no circa 100mila…” stava per cadere dalla sedia. Quel debito era arrivato a 100.000 dollari e ha cambiato profondamente la mia vita.Oggi non abbiamo nessun dollaro da parte e non ci concediamo nessun lusso ovviamente, usciamo solo una volta a settimana, o al cinema o a cena fuori, mai in una steakhouse costosa, giusto hamburger e una birra.

Si il debito ha cambiato e sta cambiando profondamente la vita di molti ragazzi… il debito come arma di sequestro dei giovani e del loro futuro, nessun diritto alla cultura!
.
«Siamo in tempi di recessione – ha spiegato Bauman – e a farne le spese è  la cultura e quindi il mondo della scuola». Nella mia lunga vita – ha confidato un Bauman entusiasta, ma con un  pizzico di sconforto in fondo agli occhi – ho imparato molte cose, ma ho anche dovuto metterle sempre in discussione, sconfessarle e reimpararne di nuove, a volte pure in contrasto con le verità che credevo acquisite». Il  quadro di Bauman, anche sollecitato dalle domande degli studenti del Liceo scientifico Da Vinci invitati a leggere il libro in anteprima, non è roseo  per le nuove generazioni, a cui viene chiesta flessibilità: «Un termine non solo in contrasto con quello che dovrebbe essere apprendimento ed     
educazione, che invece chiede perseveranza, concretezza e fedeltà, ma che  è pure moralmente sbagliato», ha detto Bauman. Che sui giovani ha affermato: «Ormai la laurea è un lusso. Economicamente le famiglie non riescono più a sostenere i costi dell’istruzione, oltre al fatto che buoni   studi superiori e buone lauree non portano alla certezza di un adeguato  posto di lavoro».  In un mondo dove si è bombardati di informazioni, per assurdo non esiste  un’educazione sicura, per non parlare del mito del facile successo.  Il teorico di «Homo Consumens», libro in cui mise sotto i riflettori le  
contraddizioni del consumismo, un falso mito che si regge su un falso, ha  spiegato al pubblico in sala che l’utopia di un mondo giusto, basato su uguaglianza e rispetto, è e rimane un’utopia irrealizzabile, visto poi che  le diseguaglianze non solo sono incolmabili, ma anzi stanno divenendo  sempre più una voragine che divide i ricchi, pochi, dai poveri, in crescita.                   
Proprio il consumismo e il mito del denaro stanno, secondo Bauman, alla  base degli sconvolgimenti della ribellione dell’agosto inglese, in cui ci  furono «furti e incendi – ha detto Bauman – nei confronti dei templi del  consumismo, quei centri commerciali in cui alla gente dei quartieri poveri  non era nemmeno permesso entrare perché senza conto in banca, figuriamoci  la carta di credito, ma che veniva bombardata dalla pubblicità di spendere e far girare l’economia». Non ha dato speranza Bauman, ma un consiglio    
alle nuove generazioni: a difendere ciò che loro è stato dato in eredità,  adattandosi alla velocità con cui i tempi continuano a cambiare senza preavviso e senza sosta.  ( Corriere del Trentino )

Bauman ha concluso il suo intervento sussurrando “Maledetta flessibilità, i giovani hanno bisogno di certezze” … si di certezze ma in fondo anche cosi si tiene sotto controllo un’intera generazione, specie se non si adatta, se da fastidio, se si dimostra ribelle, insofferente a questo sistema fallito! Mi raccomando ragazzi non datevi mai per vinti, lottate sino alla fine soffiando insieme al vento del cambiamento…se non ora quando?

12 commenti Commenta
7voice
Scritto il 5 Dicembre 2011 at 10:12

LA MANOVRA DI QUESTO PROFESSORE DELLA WALLERA NASCONDE LA PIù GRANDE TRUFFA A DANNO DEI CITTADINI ITALIANI! è NON SONO LE TASSE CHE HA IMMESSO STò GRANDE PENSATORE DEL KAZZ! MA LA GARANZIA DELLO STATO SULLE OBBLIGAZIONI BANCARIE! ATTENZIONE CHE STò PASSERA DEVE ANDARSENE E AL PIù PRESTO DAL MINISTERO CHE OCCUPA!

icebergfinanza
Scritto il 5 Dicembre 2011 at 13:48

7voice@finanza,

Garanzia fittizia!

ciaula
Scritto il 5 Dicembre 2011 at 14:10

Questa manovra ricorda la “montagna che partorisce il topolino”. Napolitano ha piazzato a Palazzo Chigi una truppa di professori e luminari per fare cosa?Una manovretta da 30 miliardi…
E avevamo bisogno del governo di emergenza nazionale per questo?

Guardando a quello che c’è dentro la manovra, non c’è molto di cui meravigliarsi. Nel senso che attacca dove dovrebbe tutelare, e batte in ritirata dove dovrebbe ingaggiare battaglia.

Servirà a qualcosa? Non penso proprio:
http://lemieconsiderazioniinutili.blogspot.com/2011/12/laccanimento-terapeutico-di-monti.html

trandafil
Scritto il 5 Dicembre 2011 at 15:01

“GARANZIA DELLO STATO SULLE OBBLIGAZIONI BANCARIE”

oddio! l’Irlanda è vicina ! 😯

Mazzalai, consigli agli studenti di comprarsi una valigia e non li illuda per favore! 😉

ilcuculo
Scritto il 5 Dicembre 2011 at 15:55

La garanzia sulle obbligazioni bancarie (fittizia o meno) è stato un passo fondamentale perchè la settimana scorsa (Andre lo sa benissimo) il mercato interbancario italiano ha rischiato la paralisi.
Su tra noi vecchi amici diciamoci le cose come stanno.

icebergfinanza
Scritto il 5 Dicembre 2011 at 16:16

trandafil@finanza,

Loro per il momento restano qui non sono dei vigliacchi! Loro hanno bisogno di Speranza non di disillusi che fuggono davanti alle difficoltà Andrea

icebergfinanza
Scritto il 5 Dicembre 2011 at 16:17

ilcuculo@finanza,

Fondamentale o meno c’è chi è costretto a mettere una semplice garanzia e chi invece deve nazionalizzare tutto il suo sistema finanziario… la Verità è figlia del tempo e i tedeschi ora lo sanno! Andrea

cartesio
Scritto il 5 Dicembre 2011 at 16:24

Al momento in cui scrivo FTSE MIB è al +2,93 e lo spread 379.
I numeri si commentano da soli.

Do per scontato, che a causa della “manovra Monti”, la svalutazione degli immobili si attesterà presto intorno al 30% in meno rispetto agli attuali valori.
E’ una stima personale, quindi non mi date addosso.
Pertanto a chi piangesse per le tasse introdotte, voglio ricordare che il danno più forte non sono le tasse in se e per se, ma appunto il deprezzamento conseguente degli immobili.
Questo naturalmente gioca a favore degli speculatori, a cui verrà naturalmente più facile acquistare il nostro patrimonio immobiliare, usufruendo del notevole abbattimento di valore.
Ma c’è una cosa che mi preoccupa ancora di più.
E cioè se, per effetto della manovra, si arrivi ancora più rapidamente ad una stagnazione del mercato.
Il quale già dava forti segnali di difficoltà, con allungamenti del tempo di attesa per la vendita oscillante, in media, tra i sette ed i dieci mesi.
L’agenzia delle entrate non accetta mattoni, ma solo trasferimenti bancari elettronici.
Per i contribuenti in crisi di liquidità, che volessero vendere l’immobile per pagare le tasse (e sopravvivere), e non riuscissero a farlo perché i tempi di vendita si allungherebbero oltremodo, non resterebbe altra alternativa che ricorrere ad un prestito.
Qualcuno ha un’idea, in questa situazione, a quanto voleranno gli interessi?
E le banche saranno in grado di reggere la possibile estesa domanda?
Ma alla Bocconi studiano modellazione finanziaria e ricerca operativa, o si fermano solo alla matematica?
Da quel che si vede, più che una manovra mi sembra una sbandata, con relativa sviata.
Se è una congiura (qualche sospetto mi viene) ditemelo!
Vedo aimè tempi bui.

cartesio
Scritto il 5 Dicembre 2011 at 18:46

Un’articolo su finanza.com descrive come a mio avviso la “manovra Monti” accompagnerà la svalutazione immobiliare fino a portarla a circa il -30%, aumentando al contempo i tempi di vendita degli immobili.

http://tradingnostop.finanza.com/2011/12/02/crisi-immobiliare/

Inevitabile scivolamento.
Ripeto, speriamo che non si generi una stagnazione.

mannoz
Scritto il 5 Dicembre 2011 at 19:38

cartesio@finanza,

se i prz calano ( perchè cq sono insostenibili rispetto al reddito di molte persone), non è cq un bene?
in genere se cala il prz la domanda potrebbe anche aumentare, almeno come regola generale

il fringullo
Scritto il 5 Dicembre 2011 at 19:56

Difetti dell’età.

Quando si dice che è l’anzianità a non portare freschezza, ahimè è una legge di natura. Bastava fare poche cose. Per combattere l’evasione In italia a poco serve il tetto all’uso del contante, quello al più va a favore delle lobbies bancaria e delle carte di credito. Basterebbe imporre a tutti la compilazione del 740, dipendenti e non, dal quale vengono detratte le spese sostenute, per abbattere l’evasione e stimolare i consumi. Sui costi delle politica basterebbe tagliare il numero dei politici presenti in tutte le giunte, comunali, regionali e provinciali delle metà, mettendo un tetto ad assessorati ed incarichi così come alle spese per consulenza, per ottenere già un notevole risparmio. Si potrebbero tassare le rendite finanziarie escludendo i buoni del tesoro per reindirizzare il risparmio verso il debito nazionale. Se il sistema pensionistico deve essere realmente contributivo che si aboliscano le super pensioni dovute a cariche onorifiche o al cumulo delle pensioni. Ma si sa ad una certa età… meglio difendere ciò che è sempre stato e fare ciò che si è sempre fatto piuttosto che avviarsi davvero verso qualcosa di nuovo.

Il Fringuello

edmontdantes
Scritto il 5 Dicembre 2011 at 23:08

Il vento di primavera…qualche volta succede !

Non voglio fare discorsi politici solo storici…di tanto in tanto quando coi´che si ha non vale nulla e non si ha nulla da perdere cominciano le primavere delle liberta´… non pensiate che siano tutti episodi scollegati, Iran , Egitto, Tunisia, Cile, Occupy WS, Indignados, Grecia…Italia (?), Russia…insomma la gente si sta rompendo le palle di vedere gente che in un mese guadagna come 10 anni della loro vita ! Il sistema non ha funzionato, il dividendo della pace del crollo USSR ha solo portato alla luce la faccia peggiore del capitalismo prima doveva competere ideologicamente ora no ! Che fare…cambiare 😉

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