OBAMA VS ROMNEY …GUERRA CIVILE ELETTORALE AMERICANA!

Scritto il alle 10:27 da icebergfinanza

 

Come scritto recentemente in un’America popolata da oltre 308.000.000 di anime 9 milioni hanno perso la casa, 12 rischiano di perderla, 29 sono sottoccupati, 46 circa vivono di sussidi, food stamps e 9 hanno perso il diritto all’assistenza sanitaria.

Quindi quasi un centinaio sono ai margini del sogno americano ma soprattutto ascoltate qui per coloro che guardano ad un modello di libertà che fa acqua da tutte le parti…

Si parla di 90 milioni. Novanta milioni di cittadini americani molto probabilmente non andranno a votare, non si avvarranno del diritto politico supremo per decidere in mano a chi mettere questo paese. Cosi dicono i sondaggi più recenti. Novanta milioni sono proprio tanti… pensate che Obama nel 2008 di milioni di voti ne raccolse poco più di sessantanove.

Perchè? Cosa pensano questi 90 milioni di persone? Non hanno a cuore il loro paese? Non credono che un Presidente possa fare la differenza? E l’attaccamento al Partito?

Verrebbe istintivo dire che a queste cose tengono solo i 135 milioni o poco più che voteranno. Ma dobbiamo provare a rispondere ragionevolmente perché chiunque capiti qua capisce benissimo che gli Americani al loro paese ci tengono, e tanto.

Possiamo cominciare a rispondere stilando una lista nuda e cruda di fatti:

Si vota di Martedi (il Martedi dopo il primo Lunedi di Ottobre, cosi stabilisce la legge della “General Election of Public Officials”). E il Martedi la gente normale lavora. Votare in un Martedi di Novembre ha le sue ragioni storiche, ma oggi appare chiaramente anacronistico. Comunque, cosi è, e trovare tempo per andare al seggio si fà complicato.

La legge è tale per cui  il candidato che ottiene la maggioranza in uno Stato si porta a casa tutti i voti elettorali a disposizione. Ora, un gran numero di Stati ha una connotazione partitica ben definita, cioe si sa benissimo che la maggioranza di quelli che di solito votano appoggiano un certo partito. Quindi se un Mr. Smith, di idee repubblicane, è chiamato a votare, ad esempio, a New York, in California o in Pennsylvania (Stati a schiacciante maggioranza Democratica), costui sa benissimo che il suo voto sarà irrilevante, e può evitarsi lo scomodo di una corsa al seggio. Stesso discorso per Mr. Jones, di pensiero democratico, che vive in Texas, Mississippi o Alabama.

Per votare occorre essere “registered”, iscritti agli appositi elenchi elettorali. Non che sia una gran manovra, basta farlo una volta nella vita, ma bisogna farlo, non è automatico. Si compila e si spedisce un “form”, o ci si iscrive “online”, ma devi agire tu, perchè l’America non ti registra da sè, l’America non fà (quasi) niente per te; sei tu che devi fare per l’America.  (…) Così funziona nella “terra dei liberi”. IlSussidiario

Vi ricordate quanto accadde durante le elezioni truccate del 2000 in Florida che prolungarono l’agonia del popolo americano sotto il fallimento politico ed economico di Georgino Bush ?

Oggi migliaia di americani combattono la loro “guerra civile” contro leggi statali assurde che cercano di limitare il loro diritto di voto, soprattutto grazie a governatori repubblicani che sanno di aver perso ma giocano sporco in un paese che ormai è una vera e propria repubblica delle banane alla faccia di quei poveri esaltati che in Italia ne esaltano quotidianamente le gesta.

Bucky per gli amici Mitchel è uno dei tanti avvocati assunti dal partito repubblicano per giocare sporco in Florida, uno che ha costruito le barricate di una legge che ha ridotto da 14 giorni a 8 la possibilità di votare in anticipo cercando di far chiudere i seggi la domenica per eliminare il voto dei neri e di coloro che non possono permettersi di perdere un solo giorno di lavoro.

Alla vigilia dell’Election Day è già caos nelle urne. Lo scontro tra democratici e repubblicani, per ora, riguarda soprattutto l’accesso al voto anticipato, ma potrebbe trattarsi solo di un riscaldamento in vista di battaglie legali ben più pesanti. In queste ultime ore, infatti, si sta facendo strada l’idea che per conoscere il vincitore potrebbe volerci più tempo del previsto.

In alcuni stati in bilico, a cominciare dalla Florida, nel weekend si sono registrate file interminabili per il voto anticipato, impedendo di fatto a molti cittadini di dare la loro preferenza durante il fine settimana. Il partito democratico ha richiesto un’estensione dell’orario di apertura dei seggi, ma i repubblicani si sono opposti con forza.

La situazione più caotica è quella della Florida, che con i suoi 29 grandi elettori potrebbe essere fondamentale per il risultato di queste elezioni (consulta la nostra GUIDA al sistema elettorale americano). Nel sud dello stato il governatore repubblicano Rick Scott si è rifiutato di estendere i tempi del voto anticipato malgrado le code di 8-9 ore. La richiesta era stata avanzata dal partito democratico con una causa d’urgenza. In passato i suoi predecessori repubblicani – Jeb Bush e Charlie Crist – avevano entrambi esteso gli orari per il voto anticipato tramite un ordine esecutivo. Per questo il rifiuto di Scott appare ancora più grave. Lo stesso Crist lo ha definito un atto “indifendibile” e “spregiudicato”.

Come spiega l’HuffPost Usa, il voto anticipato è di fondamentale importanza per le persone che lavorano. Molti, infatti, non possono prendere permessi martedì e aspettare per ore di poter votare. Essendo l’affluenza una variabile che premia soprattutto i democratici, è chiaro perché siano loro a tenere di più a questo aspetto.

Vi siete mai chiesti perchè in America si vota di martedi?

Semplicemente per omaggio alla storia, il martedi della prima settimana di novembre dal lontano 1848 si va a votare il nuovo presidente come volevano i padri fondatori.

La domenica era dedicata allo spirito, alla riflessione e il lunedi era giusto il tempo necessario per raggiungere i grandi agglomerati urbani dove poter votare il martedi.

Oggi il mondo è cambiato, ma l’America no, oggi la storia viene utilizzata per svilire la democrazia…ama Dio e fotti il prossimo!

Grazie America, grazie perchè nonostante tutto mi fai amare ancor di più il mio Paese!

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