TERREMOTO FRACKING E RIVARA STORAGE: STORIA DI UN DISASTRO EVITATO!

Scritto il alle 08:58 da icebergfinanza

 

Una premessa è fondamentale prima che qualche articolo TIPO QUESTO nasconda tra mille inutili parole e idiozie varie utilizzandola solita leggenda metropolitana del complottismo alcune realtà indiscutibili, quasi un gioco a nascondere il nocciolo della questione ovvero la sovranità democratica di chi deve sempre e solo subire le decisioni altrui che spesso e volentieri nascondono enormi interessi

Il coinvolgimento è totale perchè laggiù ci sono tanti amici e perchè un giorno potrebbe capitare a ognuno di noi!

Leviamoci dalla testa che il terremoto sia stato provocato dal fenomeno della frantumazione idraulica o da altre leggende metropolitane ma alcune considerazioni sono assolutamente necessarie, soprattutto se qualche illuminato crede di poter portare avanti determinati progetti anche di fronte alla Realtà.

Sino a prova contraria in Italia si perfora e di gusto soltanto e il fracking non è utilizzato!

Probabilmente pochi di voi conoscono la parola fracking ovvero fratturazione idraulica, spesso denominata anche hydrofracking, che equivale come dice Wikipedia  allo sfruttamento della pressione di un fluido, in genere acqua, per creare e poi propagare una frattura in uno strato roccioso.

Credere che si tratti solo di acqua è pura utopia ma passiamo avanti.

La fratturazione, detta in inglese frack job (o frac job), viene iniziata da una trivellazione eseguita in una formazione di rocce petrolifere, per aumentare l’estrazione e il tasso di recupero del petrolio e del gas naturale contenuti nel giacimento.

 

Bene cosa abbiamo scoperto il 28 di gennaio di quest’anno …

La Regione pone il veto definitivo sulla costruzione del nuovo deposito di gas Rivera (a S. Felice sul Panaro, Modena): “Non ci sono le garanzie minime di sicurezza per costruire un deposito di quel tipo”, è la conclusione dell’assessore alle Attività produttive Gian Carlo Muzzarelli, dopo l’incontro in commissione Ambiente con l’Ers (ERG Rivara Storage) l’azienda di Mirandola che ha presentato il progetto. Motivazione: “Rischio sismico”. IlFattoQuotidiano

Ma ovviamente…

Modena, 22 febbraio 2012 Stoccaggio Gas Rivara: emesso il decreto VIA FAVOREVOLE – Via libera del Ministero dell Ambiente alle attività di ricerca che serviranno a verificare la sicurezza DECRETO

Certo si tratta solo del via libera all’attività di ricerca che serviva per verificare le condizioni di sicurezza ma vi lascio immaginare come si sarebbe conclusa la fase di ricerca…

La societa’ aveva gia’ ottenuto il via libera dal MinAmbiente Milano, 21 mag – Non e’ stato stoccato gas sotto le aree del modenese. Lo affermano dalla sede di Erg Rivara Storage (Ers), joint venture che fa capo all’85% al gruppo Independent Resources e al 15% al gruppo Erg dei Garrone, a precisazione di alcune ipotesi circolate nei giorni scorsi. “La nostra societa’ – riferiscono all’agenzia Radiocor alcuni responsabili di Ers – si e’ limitata alla fase di ricerca, in corso da circa un anno, che non prevedeva iniezioni di gas ma approfonditi studi a livello geotermico per accertare sicurezza, tenuta e funzionalita’”. Lo scorso 22 febbraio Erg Rivara Storage aveva ricevuto dal Ministero dell’Ambiente il via libera alle attivita’ di ricerca ed era stato pubblicato il decreto di compatibilita’ ambientale, positivo, con prescrizioni per il progetto di stoccaggio sotterraneo proposto da Ers a Rivara in provincia di Modena. Il decreto dava via libera alla sola fase di accertamento. CorrieredellaSera

Ma come, il via libera all’attività di ricerca è stato dato il 22 febbraio 2012 e questi dal maggio dello scorso anno stavano già facendo ricerche a livello geotermico?

E alla fine anche il ministro Clini dice no al deposito gas di Rivara. Da oggi, il primo impianto di stoccaggio in Italia di metano situato come da progetto proprio nell’epicentro del terremoto avvenuto sabato scorso tra Finale Emilia e San Felice sul Panaro, avrà vita ancora più difficile.

E’ stato proprio il ministro dell’Ambiente Corrado Clini a intervenire riconsiderando la posizione del governo dopo le dichiarazioni del committente, Erg Rivara Storage (Ers), che proprio ieri aveva ribadito, nonostante il sisma di 5.9 della scala Richter di voler portare comunque avanti il progetto del deposito di gas: “È evidente che l’evento sismico va valutato con grande attenzione. Lo stoccaggio è un tema che va riconsiderato. Devono essere fatti ulteriori accertamenti”. IlFattoQuotidiano

…proprio ieri aveva ribadito, nonostante il sisma di 5.9 della scala Richter di voler portare comunque avanti il progetto del deposito di gas.

Mi spiace usare questa espressione in questo determinato frangente ma …chi ha orecchie per intedere in…tenda, gli altri cambino zona e si levino dai piedi, il progetto va avanti comunque!

Fa paura la scoperta di un nuovo fenomeno chiamato “liquefazione della sabbia“, che ha provocato numerose crepe agli edifici costruiti sui dossi dei vecchi alvei fluviali (generalmente si tratta di vecchie case di campagna in mattone).

Sabato il geologo Paride Antolini spiegava ad Adnkronos: «La sabbia liquefatta è fuoriuscita dalle crepe di cantine e giardini di molte case; ora la sabbia è più compatta di prima ma c’è massima attenzione da parte dei geologi, perché nel caso in cui dovesse verificarsi un nuovo sisma della stessa intensità, il fenomeno potrebbe riacutizzarsi». Agrinotizie

Ovviamente la cosa non è circoscritta visto che …

Un comitato contro la trivellazione del territorio Da Masi Torello la preoccupazione per il fenomeno della subsidenza ESTENSE

 
Nella foto generica, il fenomeno della subsidenza

Masi Torello. Da qualche giorno sono iniziate nelle campagne attorno a Ferrara le operazioni di ricerca di giacimenti di metano da parte di una società statunitense, la Aleanna Resources. Il territorio interessato è molto vasto, riguardando i comuni di Ferrara, Copparo, Formignana, Masi Torello, Voghiera e Ostellato.  In questa prima fase la società ha costruito una cartina mineraria del sottosuolo creando dei micro terremoti con particolari camion. Tutto avviene con l’autorizzazione data dal Ministero dello Sviluppo Economico e dalla Regione.

E’ previsto che questa attività possa creare danni alle tubazioni o alle strade, tanto che la società stessa promette già il risarcimento degli stessi. Non è tuttavia per questi disagi che alcuni cittadini hanno promosso un comitato per uno sviluppo sostenibile del territorio, da nome “Trivelle? No Grazie”, “ma per quel che potrebbe succedere se i risultati delle analisi confermassero, come appare probabile – spiegano alcuni cittadini che si sono interessati al problema, Simonetta Renga e Alberto Avio -, l’esistenza di una sacca di metano. In questo caso, infatti, scatterebbe la fase due, che prevede la trivellazione del suolo fino a 3000/3500 metri per aprire un pozzo sperimentale e poi, dimostrata l’economicità – per gli americani – dell’estrazione si arriverebbe alla fase tre: la messa in opera dei pozzi di estrazione”.

“Quale sarebbe il risultato dell’analisi costi/benefici per il territorio e la popolazione?”, si chiedono i componenti del nascituro comitato: “lo Stato percepirà una percentuale irrisoria (il 10% del prodotto sulla parte eccedente i 25 milioni di m3 annui); gli enti locali pressoché niente; alcuni cittadini saranno espropriati dei propri terreni; chi avrà i terreni confinanti con i pozzi probabilmente non potrà continuare nella produzione agricola di qualità che caratterizza il territorio”. Ma, soprattutto, “tutta la zona – imprecisata nella sua estensione, dipendendo dalla grandezza della sacca di metano – si vedrà sottoposta all’accelerazione del ben noto fenomeno della subsidenza, ovvero il processo di abbassamento della superficie terrestre causato da cambiamenti che avvengono nel sottosuolo”.

Bene e ora vediamo come la società ERS ha condiviso le opportunità con la popolazione

Lettera di Grayson Nash, Amministratore Delegato della Società ERS ai cittadini di Rivara

Gentili Cittadini,

la Commissione nazionale di esperti indipendenti che valuta l’impatto ambientale degli impianti energetici ci ha chiesto di effettuare la prevista verifica tecnica sulla sicurezza e sulla fattibilità dello stoccaggio di gas naturale.

La richiesta della Commissione segna una tappa importante per la prosecuzione del progetto e per questo ci è sembrato il momento giusto per raccontare cosa speriamo di poter fare assieme e dialogare con voi.

Così abbiamo accettato di partecipare alla “Sagra di Rivara”, nella quale i nostri esperti sarebbero stati a vostra disposizione per tutte le informazioni e i chiarimenti.

L’acquisto di spazi espositivi e di pubblicità, che avrebbe certamente contribuito al successo della storica manifestazione, come sapete in crisi, era a buon punto quando ci è stato detto che “non se ne faceva più niente”, e non per volontà degli organizzatori.

Non ci interessa sapere chi lo ha imposto e come ci si è arrivati, sappiamo però il perché: impedirvi di conoscere le nostre ragioni, di confrontarle con altre e farvi così una opinione vostra.

Chi non vuole l’accertamento tecnico e ha paura del dialogo sta togliendo a voi il diritto di ascolto, a noi il diritto di parola.

Avere la prova della sicurezza del progetto è un vostro diritto e più ancora lo è dei vostri figli e nipoti che decideranno di restare a vivere e lavorare nella “bassa”: lo stoccaggio potrà migliorare il loro futuro.

Noi vogliamo investire e crescere a Rivara.

Si noi tutti vogliamo investire e crescere e ora soprattutto ricostruire a Rivara, come a Mirandola, San Felice sul Panaro, Finale Emilia, Cavezzo  ma nessuno di noi ha intenzione di finire al …. Camposanto ( …scusate il gioco di parole si tratta di un altro dei paesi colpiti dal terremoto ) ma la prova ora l’abbiamo e la sicurezza è zero!

Sarebbe interessante comprendere chi è quel genio e quali interessi aveva che ha individuato in una zona presunta sismica con precisione quasi millimetrica il rombo della devastazione che ha colpito questa terra generosa che si risolleverà, ritornando a risplendere come e meglio di prima!

Immaginatevi cosa sarebbe accaduto in quella zona se il progetto fosse andato a termine qualche anno prima!

Certo nessuno può prevedere nulla, ma quello che è certo è che l’Africa sta schiacchiando inesorabilmente la nostra cara e vecchia Italia contro il continente, spinta dopo spinta, nulla deve essere lasciato al caso.

Altro che grandi opere è ora di rifondare città e paesi distrutti su strutture antisismiche ecco come far ripartire l’economia. Non ci sono soldi? Bene si vanno a prendere dove stanno con tasse di solidarietà, incominciando dai grandi patrimoni e dalle rendite.

ROMA – «È naturale che la terra tremi ma non è naturale che crollino edifici. In altri paesi non succede»: così il ministro del Lavoro Elsa Fornero all’inizio del suo intervento alla Cameranel quale ha dedicato «un ricordo sofferto» alle vittime del terremoto di oggi.

Bene ora il governo sa cosa fare!

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5 commenti Commenta
7voice
Scritto il 30 maggio 2012 at 09:22

L’UMANITA’ DEVE CREDERE ALL’ENERGIA “LERN ” BASTA CON QUESTI PETROLIERI FALLITI E INTRALLAZZATORI !

idiocrazia
Scritto il 30 maggio 2012 at 13:00

Speriamo nella lern in rossi e focardi, la cosa in cui credo ciecamente è che nel mondo che ci circonda c’è molto di più di quello che appare e di quello che ci raccontano: http://www.youtube.com/watch?v=ee7m8X4B7ck

Giuseppe

icebergfinanza
Scritto il 30 maggio 2012 at 17:50

Provate a scrivere la parola fracking su google ne uscirà un oceano di smentite e bufale a partire dai grandi quotidiani italiani che parlano di complotti, maya e idiozie che solo loro sanno riportare!
Ho già scritto che il fracking non centra nulla ma che qualcuno ci voleva provare e ci proverà. Intanto stanno trivellando da qualunque parte senza ritegno. Il terremoto non centra nulla con il fracking in Italia ma non in America dove le lobbies sono all’attacco per avere via libera.
Ma ovviamente i servi della gleba giornalistica invece che fare una seria riflessione mandano qualunque cosa in vacca pur di nascondere il rischio di conflitti di interesse che potrebbero scavalcare la volontà popolare.

E’ bastato che il Movimento 5 stelle si manifestasse in tutta la sua dimensione che quattro giornalisti da strapazzo figli dell’elemosina facessero a gara per imbastire una controffensiva mediatica.

Spazzatura e fogna mediatica non cambia mai!

edmontdantes
Scritto il 30 maggio 2012 at 22:51

“La nostra societa’ – riferiscono all’agenzia Radiocor alcuni responsabili di Ers – si e’ limitata alla fase di ricerca, in corso da circa un anno, che non prevedeva iniezioni di gas ma approfonditi studi a livello geotermico per accertare sicurezza, tenuta e funzionalita’”….ditemi che non e’ vero.

SCUSATE COSA CENTRA LA GEOTERMIA (STUDIO DELLE TEMPERATURE E RISORSE CALDE DEL SOTTOSUOLO) CON LO STOCCAGGIO GAS, se questi sono i portavoce probabilmente neanche loro sanno che fanno.

Comunque provate a fare una ricerca geothermy +sismicity e vedrete tanti risultati.

edmontdantes
Scritto il 30 maggio 2012 at 22:55

Qualcosa non torna, tempo fa se ben ricordo la societa’ di stoccaggio chiese la deroga per aumentare la pressioni di stoccaggio nei giacimenti di Minerbio…poi adesso si parla di fracking (fratturazione) questa operazione viene fatta solo a valle di tutte le ricerche sulla geologia, che si basano sulla sismica, ovvero si fanno saltare cariche in superficie o in profondita’ e si vede come si propagano le onde sismiche. Che siamo gia’arrivati cosi’ avanti ? O forse stiamo rincorrendo pure da noi la bufala dello shale gas ?
Noi non abbiamo bisogno di energia…ma di luce, riscaldamento e mobilita’ questi sono i problemi da affrontare.

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