ORIZZONTE 2012…, SENZA DIMENTICARE LA STORIA!

Scritto il alle 08:24 da icebergfinanza

 

Come abbiamo visto nel post di inizio anno 2011 alla ricerca delle variabili che avrebbero influenzato l’anno appena trascorso, il nostro Giacomo Leopardi immaginava venditori di Almanacchi che regalano la felicità per un anno nuovo che sarà migliore di quello passato, di più assai, una vita cosi, come Dio me la mandasse, (…) . Quella vita ch’è una cosa bella, non è la vita che si conosce, ma quella che non si conosce; non la vita passata, ma la futura. Coll’anno nuovo, il caso incomincerà a trattar bene voi e me e tutti gli altri, e si principierà la vita felice. Non è vero?

Venditore. Speriamo.

Passeggere. Dunque mostratemi l’almanacco più bello che avete.

Venditore. Ecco, illustrissimo. Cotesto vale trenta soldi.

Passeggere. Ecco trenta soldi.

 Venditore. Grazie, illustrissimo: a rivederla.

Almanacchi, almanacchi nuovi; lunari nuovi.

Grazie carissimi compagni di Viaggio, l’almanacco più bello che avete o che potrete trovare è la Vostra consapevolezza, la capacità di arrivare ad una scelta futura, a prendere una decisione sulla base delle Vostra consapevolezza e non su quella di un venditore di Almanacchi come talvolta abbondano nel nostro mondo! Nessuna verità nell’oceano di nessuno, solo un lungo cammino di consapevolezza che accompagni la salvaguardia del risparmio o la ricerca del profitto, oltre gli orizzonti di breve termine, senza dimenticare la responsabilità! Andrea

Si almanacchi nuovi, almanacchi lunari, ma nessuno può predirre il futuro, nessuno nemmeno il sottoscritto, nessuno può consapevolmente fare previsioni nell’unico settore nel quale esiste un’iperinflazione di maghi e druidi che intravvedono per Voi la fonte dell’eterna giovinezza.

Il Grande John K.Galbreith amava ricordare che la sola funzione delle previsioni in
campo economico è quella di rendere l’astrologia una disciplina più rispettabile.

Shaw ci ricorda che vi sono ben cinque categorie di menzogna, di bugia che ben si addattano al nostro tempo, alla tempesta perfetta ovvero la bugia semplice,bugia semplice, le previsioni del tempo, la statistica, la bugia diplomatica e il comunicato ufficiale.

A Voi invece serve solo Consapevolezza e Buon Senso, il buon senso che non è altro che la misura sensibile del possibile un insieme di esperienza, consapevolezza e lungimiranza, capacità di previsione, calcolo applicato alla vita come diceva Amiel, filosofo svizzero.

Spesso e volentieri il rischio nel nostro lavoro è di cadere nella trappola della sicurezza,  la sensazione di sapere vedere oltre l’orizzonte sulla base di alcune convinzioni che in realtà non sono altro che semplici illusioni. Se vi è una regola fondamentale che questi cinque anni mi hanno insegnato è che ogni istante delle proprie visioni può e deve essere messo in discussione in qualunque momento, come un veliero  nel bel mezzo della tempesta perfetta, pronto a strampare a seconda del vento, a mettere la prua a seconda della corrente.

Quello che è certo è che la storia e l’evidenza empirica, oltre allo studio e alla ricerca mi hanno permesso di conoscere situazioni che in molti hanno fatto fatica a comprendere o individuare.

Nel post in preparazione la prossima settimana, per tutti gli amici e sostenitori di Icebergfinanza, per coloro che lo vogliono sostenere anche economicamente, osserveremo da vicino probabili iceberg e stelle polari del 2012, un anno che passerà alla storia in una maniera o nell’altra, un anno decisivo per la futura intensità della tempesta perfetta, una tempesta che ci accompagnerà ancora per qualche anno, al di là dell’immaginazione dei mercati finanziari e della gente comune.

La Consapevolezza e la Cultura sono tutto, uniti ad una certa dose di responsabilità e sensibilità-

L’informazione indipendente costa fatica e tempo, soprattutto quando mette a disposizione strumenti e competenze per comprendere liberamente quello che sta accadendo anche se intrisa di soggettività facilmente riscontrabile. L’unica cosa che non si potrà mai rinfacciare ad Icebergfinanza è quella di non aver mai condiviso le sorgenti e le fonti delle proprie deduzioni.

Il Vostro sostegno anche economico è indispensabile, uno stimolo che va oltre la passione e la voglia di condividere un’esperienza che va oltre la dimensione economico/finanziaria, che esplora soprattutto la dimensione antropologica di questa crisi.

Vi sono tra di Voi degli autentici Mentori, capaci di infondere entusiasmo e forza attraverso la Vostra Stima innanzitutto e anche attraverso il sostegno economico. Il Mentore nella mitologia greca, nell’Odissea è il coraggio e la forza che sostengono Ulisse nella battaglia, Atena la dea della saggezza ne assume le somiglianze donando fiducia e sostegno.

Chiudo con un bellessimo pezzo di storia vissuta apparso sul Sussidiario un pezzo di grande attualità soprattutto dopo aver rivisto ieri Schindler’s List, un film che proviene dalla storia stessa di una crisi economica degenerata sino al punto di produrre la più impressionante ondata di ferocia collettiva che il mondo ricordi, un monito che deve far riflettere profondamente. Ve ne riporto solo alcuni pezzi ma vale la pena di leggerlo interamente…

” … Le ricorrenze spingono sempre a ricordare i tempi passati e a misurarli con quelli presenti. Non è soltanto la nostalgia per le cose che non ci sono più, ma un criterio di misura di ciò che accade attorno a te confrontato con le esperienze che hai fatto.(…)

Tra il 2007 e il 2008 esplode la grande crisi economica che stiamo oggi drammaticamente vivendo. Gli aspetti economici di questa crisi sono giornalmente testimoniati dai notiziari che continuamente aggiornano le nostre informazioni sui crolli di borsa e sulla crescita del debito pubblico. Persino le persone meno acculturate si chiedono affannosamente come finirà, e lentamente entra nel senso comune uno spirito depressivo di rassegnazione e rinuncia a lottare.

Questi aspetti per così dire “umorali” della crisi non sono purtroppo presenti nel dibattito pubblico, che continua aridamente a proporci numeri e percentuali. E invece sono convinto che l’aspetto più drammatico della crisi che stiamo attraversando è questo diffuso senso di smarrimento, questa impossibilità di rompere il cerchio dell’isolamento e di unirsi ad altre persone per costruire insieme, qui ed ora, qualcosa che possa produrre un risultato positivo per tutti. Più aumenta il senso della crisi e più gli individui si rinchiudono nella propria solitudine a macerare amarezza e delusione senza trovare la forza di reagire.

Nessuno dei governanti del nostro Paese, dell’Europa e del mondo si rende conto che una così massiccia deprivazione del governo della propria vita può produrre proteste insensate e violenze improvvise non controllabili, giacché l’esperienza storica insegna che gli uomini possono anche accettare riduzioni delle proprie risorse economiche ma non riescono a gestire il senso di annichilimento della propria persona.

Mio padre mi raccontava sempre com’era stata devastante in Europa la crisi degli anni trenta, e mi ha lasciato in ricordo una banconota di mille marchi che il nonno aveva acquistato, convinto di assicurare una ricchezza ai propri figli. Come tutti sanno, il fallimento del marco tedesco produsse una catastrofe umana di dimensioni inaudite, e per acquistare un chilo di pane era necessaria una valigia piena di marchi.

Conservo quella banconota e cerco di immaginare cosa provò la famiglia di mio padre quando tutti i risparmi del nonno si ridussero a pura carta da macero. La risposta a quella crisi, come ogni tanto qualcuno ricorda, non fu economica ma psicologica e politica e aprì le porte in Italia e in Germania al nazismo e al fascismo che, come ha scritto Wilhelm Reich, furono un modo perverso di uscire collettivamente dalla depressione di massa.

Mentre la crisi degli anni trenta infiammava l’Europa fino all’esplosione di un conflitto mortale, in altri Paesi dell’Occidente nasceva il New Deal che resta, fino a prova contraria, la migliore esperienza di uscita dalla crisi attraverso la valorizzazione della vita e delle capacità di tutti gli individui che si trovano allo stremo. In America si arrivò al paradosso di retribuire con uno stipendio statale contadini che facevano al mattino buche in terra per ricoprirle alla sera. Attività economicamente inutili, almeno in apparenza, ma socialmente capaci di rimotivare gli uomini e le donne a vivere e lavorare.

Questo racconto, che è diventato oramai un emblema delle politiche economiche keynesiane, mostra quanto sia rilevante per uscire dalla crisi l’umore collettivo di un popolo. Credo infatti che quando si attraversa una fase di crollo dell’economia come questa non ci sono ricette economiche per venirne fuori ma occorre un grande sforzo di rimotivazione collettiva che rimetta in campo la fiducia verso gli altri come risorsa fondamentale. Per vincere la crisi ci vuole anche più amicizia.

Ciò che sento profondamente mutato rispetto a tutte le altre esperienze di crisi, compresa la guerra da cui ho preso le mosse, è proprio questo umore collettivo che esprime in ogni circostanza apatia e sconforto. Ciò che sento attorno a me è infatti l’idea che nessuno è più in grado di governare la propria vita verso un progetto duraturo, e che nessuno, allo stesso tempo, si fida più degli altri come compagni di una stessa avventura.

No non è vero che nessuno sia in grado di governare la propria vita verso un progetto duraturo, no non è vero ed è il motivo per cui credo nell’universo sommerso di uomini e donne che vivono quotidianamente la speranza in un futuro migliore cercando di mettere la prua della loro vita in un’altra direzione, cercando un’alternativa reale ed esistente come abbiamo visto più volte e come vedremo insieme a tutti coloro che vorranno condividere i nostri incontri e le nostre conferenze in giro per la nostra cara Italia.

Chiunque fosse interessato ad organizzare un incontro ce lo faccia sapere. Buon anno a tutti Voi e vento in poppa, ognuno capace e consapevole di governare la propria vita, il proprio destino, perchè non siamo soli e questa avventura, l’avventura di Icebergfinanza lo dimostra!

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9 commenti Commenta
kevincav
Scritto il 2 gennaio 2012 at 11:36

Buon 2012 Comandante Andrea, seguo il tuo blog da molto tempo ormai ma è la prima volta che scrivo. Sì, consapevolezza e cultura (soprattutto storica ed antropologica) sono la base per cercare di navigare attraverso il mare di questo anno che ci aspetta. Ho letto molto in questo periodo arrivando sino a Bob Shiller e Nouriel Rubini e debbo dire che sto profondamente rivedendo il mio punto di vista che aveva fatto del pensiero liberista la base del ragionamento. Grazie Andrea per il tuo richiamo costante al “punto di vista” fuori dal coro: abbiamo tutti bisogno come l’aria di vedere le cose in modo consapevolmente differente ed è sicuramente la cosa più importante e difficile.
Cambiare è possibile, ma dobbiamo essere prima noi a farlo e divulgarlo confrontandoci sempre di più per far crescere attorno a noi questa consapevolezza: sì anche e soprattutto nel mondo dove viviamo, negli ambienti di lavoro finanziari dove anche io lavoro ogni giorno. Mai come adesso credo ci sia bisogno di questo cambiamento.
Un augurio di buon anno a tutti i naviganti, che siano mozzi, addetti ai winch o skipper.

Per finire ecco uno stralcio del discorso che il 18 Marzo del 1968 il senatore Robert Kennedy pronunciava, presso l’universitàdel Kansas, un discorso nel quale evidenziava, tra l’altro, l’inadeguatezzadel PIL come indicatore del benessere delle nazioni
economicamente sviluppate. Tre mesi dopo veniva ucciso durante la sua
campagna elettorale che probabilmente lo avrebbe portato a divenire
ilPresidente degli Stati Uniti d’America.
“… non troveremo mai un fine per la nazione nè una nostra personale soddisfazione
nel mero perseguimento del benessere economico, nell’ammassare senza fine beni
terreni.
Non possiamo misurare lo spirito nazionale sulla base dell’indice Dow Jones, nè i
successi del paese sulla base del Prodotto Interno Lordo.
Il PIL comprende anche l’inquinamento dell’aria e la pubblicità delle sigarette, e le
ambulanze per sgombrare le nostre autostrade dalle carneficine dei fine-settimana.
Il PIL mette nel conto le serrature speciali per le nostre porte di casa, e le prigioni
per coloro che cercano di forzarle. Comprende programmi televisivi che valorizzano
la violenza per vendere prodotti violenti ai nostri bambini. Cresce con la produzione
di napalm, missili e testate nucleari, comprende anche la ricerca per migliorare la
disseminazione della peste bubbonica, si accresce con gli equipaggiamenti che la
polizia usa per sedare le rivolte, e non fa che aumentare quando sulle loro ceneri si
ricostruiscono i bassifondi popolari.
Il PIL non tiene conto della salute delle nostre famiglie, della qualità della loro
educazione o della gioia dei loro momenti di svago. Non comprende la bellezza
della nostra poesia o la solidità dei valori familiari, l’intelligenza del nostro dibattere
o l’onestà dei nostri pubblici dipendenti. Non tiene conto neanche della giustizia nei
nostri tribunali, nè dell’equità nei rapporti fra di noi.
Il PIL non misura nè la nostra arguzia nè il nostro coraggio, nè la nostra saggezza
nè la nostra conoscenza, nè la nostra compassione nè la devozione al nostro
paese. Misura tutto, in breve, eccetto ciò che rende la vita veramente degna di
essere vissuta.
Può dirci tutto sull’America, ma non se possiamo essere orgogliosi di essere
americani.
Robert Kennedy”

A volte dalla storia fa capolino la consapevolezza, anche se purtroppo non ha la forza crescere e svilupparsi.

Buon Anno a tutti.

kevincav
Scritto il 2 gennaio 2012 at 11:39

Sorry, Andrea: ovviamente ho comprato e letto anche il tuo libro!
Grazie.

john_ludd
Scritto il 2 gennaio 2012 at 14:49

kevincav@finanza,

E bravo Kevincav ! Sembra che quel paese sia davvero il libro aperto di tutto ciò che è andato nel verso sbagliato. Un paio di settimane or sono un lettore i questo blog, acuto come tanti altri che scrivono qui, mi chiese perché mi ostinavo a definire gli USA un paese fascista. Ho fornito una risposta ma poi ne ho trovata una molto migliore, più breve e più autorevole. La riporto, ognuno dovrebbe tenerla a memoria:

“The liberty of a democracy is not safe if the people tolerate the growth of private power to a point where it becomes stronger than the democratic state itself. That in its essence is fascism: ownership of government by an individual, by a group, or any controlling private power.” 

“La democrazia non è al sicuro se il popolo tollera la crescita del potere privato sino al punto in cui esso diventa più forte dello stato democratico stesso. Questo in essenza è il fascismo: il possesso del governo da parte di un individuo, un gruppo o qualsiasi potere privato”

Franklin Delano Roosevelt

ciaula
Scritto il 2 gennaio 2012 at 15:36

Buon anno Capitano!

Quello che si è appena affacciato sarà un anno che in futuro vorremo dimenticare. Comunque vada a finire, dobbiamo aspettarci grandi cambiamenti; le premesse ci sono tutte.
http://lemieconsiderazioniinutili.blogspot.com/2012/01/pessime-premesse-per-il-2012.html

Il sistema è ormai prossimo al punto di rottura, se non l’abbiamo già raggiunto. Ma forse è quello di cui abbiamo bisogno per rifondare daccapo una società più equa…

Saluti

PG
Scritto il 2 gennaio 2012 at 18:46

Caro grande Capitano, che onore far parte di questo vascello; chi ne fa parte e scrive (a parte il sottoscritto) non dà mai quasi nulla di scontato, c’è sempre valore aggiunto negli scritti e tutti insieme siete davvero una grande scuola di vita e di pensiero.

Un abbraccio a te e tutti rinnovando i migliori auguri

dorf001
Scritto il 2 gennaio 2012 at 20:47

kevincav@finanza,

ciao kevin. ora ti posto il video di r.kennedy. già l’ho messo 100 volte, ma sai la gente ha la memoria corta. http://www.youtube.com/watch?v=grJNlxQsqtE se volete l’integrale http://www.youtube.com/watch?v=iLw-WLlM9aw
chi lo vò a spiegare a quell’idiota x non dire pazzo di casini? il peggior politico ruffiano che l’italia abbia. nel post leggevo di guerra. ebbene che dire del nostro vergognoso presidente giorgio napolitano? kissinger odiava MORO. invece amava molto napolitano. il miglior comunista per l’america. quello che continua atradire la costituzione. quello che ci ha mandato in guerra in libia, ad ammazzare gente innocente. per volgare interesse, neanche nostro. solo x i francesi inglesi e americani. lo ha fatto solo perchè è un gran lecchino sevo perfetto degli USA. tratto dal libro libia 2011 di paolo sensini. rebus sic stantibus, la figura più imbarazzante e meschina è quella del presidente della repubblica g. napolitano,che dovrebbe conoscere l’articolo 11 della costituzione italiana, e che lui aggiungo io ha tradito. per non dire che ha tradito lui insieme a prodi quando ci fece forazatamante entrare nell’euro. sneza farci fare unn referendum popolare. ci ha venduto al nemico. abbiamo perso la sovranità monetaria. poi non ancora contento col trattato di lisbona ci ha venduto pure la sovranità politica. chi sta a roma non comanda x niente. comanda bruxellels e tutti zitti, e a 90 gradi. napo è stato denunciato x altto tradimento, ma la tv ne i giornali mica ve lo dicono. ecco qui. anche monti denunciato. http://www.youtube.com/watch?v=sCF9clxDU1c

e sulla libia? http://www.youtube.com/watch?v=5HRTWuBz2C0 e anche la storia siamo noi http://www.youtube.com/watch?v=hPej4Ur_tz0

cosa volete che vi dica? questo è il mondo in cui vivamo. ok la speranza, ma prima dobbiamo levarci di torno questa immondizia. parlo di tutti i politici italiani. di tuto ilgoverno monti. di napolitano. dei sindacati ebeti che non sanno nulla, oppure sanno e tacciono del vero motivo della crisi economia, e che il denaro è creato dal nulla.

ora vi saluto. buona protesta a tutti. buona ribellinoe a tutti.

by DORF

kry
Scritto il 2 gennaio 2012 at 22:31

dorf001@finanza,

Sarà che il denaro è creato dal nulla,pure i debiti sono creati dal denaro preso a prestito ma non spariscono nel nulla.

dorf001
Scritto il 3 gennaio 2012 at 00:35

kry@finanza,

bene caro kry. esiste un debito illegittimo. e noi, popolo non lo dobbiamo pagare. quindi, default controllato. la parte italiana la pago, col tempo. la parte estera, in mano alle banche estere criminali, non la pago. che vadano a farsi fottere. oppure ne pago (io italia) una piccola parte. sta chieto, che si può fare. l’hanno già fatto. vedi qui. http://www.rivoltaildebito.org/sites/default/files/volantoneDebitoWEB.pdf

non ti agitare. è possibile. e non essere sempre servizievole e succube di questi banchieri ladroni. pensi che loro abbiano pietà di te? noi popolo siamo solo pecore da tosare. noi dobbiamo solo ubbidire x loro.
e il capo pastore qui in italia è monti. un uomo che non vale niente. un pazzo uscito dalla Zucconi di milano. un’università dove si sfornano degli S.D.E. cioè sicari dell’economia. cioè sta roba qua. http://www.youtube.com/watch?v=k5ZCdoFuAkQ
tutta gente amante di quel pazzo criminale psicopatico di milton friedman. eccolo il tuo monti.

Monti presidente della Bocconi: il Monti suddetto – come appare da una ricerca sul web – ha al suo attivo solo 13 pubblicazioni nella sua intera vita, e solo una volta (1 volta) le sue produzioni sono state citate da una rivista internazionale. Un caso unico, un economista di chiara fama, che nessuno dei suoi pari nel mondo riconosce come tale. «Com’è che è diventato rettore della Bocconi? Come ha fatto a passare il concorso a cattedra?» se lo chiede il professor Giuseppe Sandro Mela (medico, con 352 citazioni, di cui 141 su Lancet) autore dello spulciamento.

Le competenze del professor Monti non stanno nel suo spessore come economista (inesistente) ma in qualche altra cosa: quella cosa in cui le Caste parassitarie sono magistrali. Chiamatele raccomandazioni, conoscenze e cooptazioni da parte di altri parassiti di potere. Chiamatele «ammanicamenti» e «maniglie». Anche internazionali, s’intende. Lo stesso dicasi per gli altri ministri, alcuni della Cattolica, o dirigenti pubblici (un generale alla Difesa, un ambasciatore agli Esteri): in ogni caso, esponenti e rappresentanti di qualche Casta.

E chi sostiene questo governo? La casta dei parlamentari, destra e sinistra unite in un sol blocco, i quali hanno un solo scopo evidente: evitare il voto, perchè molti non sarebbero rieletti, ed in ogni caso con elezioni anticipate perderebbero lo stipendio da parassiti di 15 mila euro al mese. Questi parlamentari si sono ribellati persino a qualche loro capo-partito, pur di non perdere il seggio («Ho il mutuo da pagare», ha anche detto qualcuno). Alcuni di questi partiti, poi, esistono solo come rappresentanti di qualche clientela pubblica. E non parliamo dei sindacati e dei sindacalisti, che per lo più difendono solo i pubblici dipendenti, avendo abbandonato gli operai (che infatti sono i meno pagati d’Europa). Un blocco che vale, con le famiglie, almeno 10 milioni di elettori.

by DORF

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