RECESSIONE E SQUILIBRI STRUTTURALI: MONELLI D’EUROPA!

Scritto il alle 11:16 da icebergfinanza

Come abbiamo preannunciato, puntuale come un orologio a cucu europeo è arrivata la famigerata lista dei monelli europei ovvero il primo rapporto dell’esecutivo comunitario dedicato agli squilibri macroeconomici dei Paesi Ue.

Se questo rapporto assomiglia anche solo lontanamente alla farsa degli stress test dell’EBA allora lo spettacolo è assicurato all’incontrario.

BRUXELLES (Reuters) – A parere della Commissione europea, nel caso dell’Italia sono i problemi dell’elevato debito pubblico e del basso potenziale di crescita a rappresentare le probematiche da indagare più da vicino. Lo dice il commissario agli Affari economici e monetari Olli Rehn presentando alla stampa il primo rapporto dell’esecutivo comunitario dedicato agli squilibri macroeconomici dei Paesi Ue. “Riguardo all’Italia, il debito (pubblico) molto alto e il basso potenziale di crescita pongono delle sfide che dobbiamo analizzare con maggiore attenzione” spiega. L’Italia è stata inserita nel gruppo dei 12 Paesi Ue in cui la Commissione vede squilibri macro. “Il rapporto pubblicato oggi non intende condannare specifici Paesi ma dare indicazioni per migliorare gli squilibri di lungo termine” ha aggiunto Rehn, precisando che “i governi di Italia e Spagna stanno portando avanti riforme strutturali cruciali per migliorare il mercato del lavoro, l’occupazione e la competitività”. La Commissione, aggiunge ancora Rehn, mantiene “motivi di preoccupazione sugli squilibri sia interni che esterni”, riferendosi in particolare “al graduale deterioramento della competitività e la perdita di quote di mercato nell’export dagli anni ’90”. (Redazione Milano, reutersitaly@thomsonreuters.com, +39 02 66129854, Reuters messaging: alessia.pe.thomsonreuters.com@reuters.net)

Ora lasciamo da parte per un momento la masturbazione mentale sulla competitività del nostro Paese, sul commercio estero netto  e i soliti monocoli sullo fardello strutturale delle importazioni di energia e il loro costo e andiamo a dare un’occhiata ai numeri…

(ASCA) – Roma, 14 feb – Negli ultimi cinque anni, fino al 2010 compreso, la quota di mercato dell’export italiano ha registrato una flessione pari a -19%, ben oltre il -6% che rappresenta la soglia che segnala una perdita di competivita’ definibile come ”squilibrio macroenomico”. E’ quanto emerge dal rapporto della Commssione Ue sugli squilibri macroeconomici.Sul terreno dell’export peggio del Belpaese hanno fatto Francia
e Cipro entrambi con -19,4% , Grecia -20% e Regno Unito -24,3%.

Cavoli come mai la Francia non fa parte della lista dei monelli europei… non è che si è persa tra i ragazzi della via Pal!

La migliore performance per la Slovacchia che aumentato la quota di mercato dell’export del 32,6%, poi Romania (+21,4%) e Polonia (+20,1%). Tra i big della Ue, la Germania ha accusato una flessione pari a -8,3%, la Spagna -11,6%.

Bene a proposito del graduale  deterioramento della competitività e perdita di quote di mercato nell’export andiamo a dare un’occhiata a quanto è accaduto negli ultimi mesi, sempre che anche il WTO, l’Organizzazione per il commercio mondiale non stia manipolando i dati per farci un piacere…

(…)  l’International Trade Centre dell’Unctad/Wto ha appena ribadito che anche nel 2010 l’Italia si è confermata seconda solo alla Germania per competitività nel commercio mondiale per numero di primi e secondi posti su un totale di 14 macrosettori analizzati. Restiamo primi assoluti nel tessile, nell’abbigliamento e nei prodotti in pelle; siamo secondi soli alla Germania nella meccanica non elettronica, nei manufatti di base (che includono i metalli e i prodotti in metallo, le piastrelle ceramiche, il vetro) e nei manufatti diversi (che includono occhialeria, oreficeria, ecc.); inoltre siamo anche sesti negli alimentari trasformati. (…) Il made in Italy è stato dato per morto innumerevoli volte. Da ultimo perché inadatto a competere nel nuovo scenario globale. Vuoi perché non abbiamo grandi imprese, vuoi perché non siamo presenti nei cosiddetti settori hi-tech. Ma, smentendo ogni Cassandra, il manifatturiero italiano continua ad avere successo nel mondo e a stupire.(…) i nostri territori siano capaci di competere è dimostrato non solo dalle stime più recenti sull’export dei distretti italiani calcolato dalla Fondazione Edison, cresciuto dell’11,3% nei primi nove mesi del 2011, ma anche dagli ultimi dati puntuali disponibili sui 686 Sistemi locali del lavoro Istat, relativi al 2007. – Il Sole 24 Ore – leggi su http://24o.it/pIpEP

Il resto lo lascio leggere a Voi anche perchè ormai l’Italia e finità, l’Italia è fallita come sussurra qualche anima interessata!

A proposito sembra  che la recessione tecnica sia assodata per quanto riguarda il nostro Paese, una caduta del 0,7 % nell’ultimo trimestre dello scorso anno, immagino già un coro di anatre starnazzanti che correranno a scrivere che l’Italia è fallita, l’Italia è finita!

Nel fine settimana è in arrivo la nuova analisi dal titolo “STRONG BUY ITALIA” un viaggio nell’Italia che verrà, osservando le dinamiche che ci attendono nelle prossime settimane per gettare le basi per i prossimi anni.

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4 commenti Commenta
stanziale
Scritto il 15 febbraio 2012 at 12:50

Si, l’articolo era del sempre ottimo Marco Fortis se non mi sbaglio. La verita’ non si deve sapere, nella campagna di terrorismo psicologico che ci ha colpito. L’ultimo eposodio secondo me e’ la rinuncia alle olimpiadi. Una decisione per nulla sofferta, ma molto ben studiata. Vedete, vedete, come vi hanno ridotto i partiti? Non possiamo ospitare le olimpiadi perche’ siamo sull’orlo del baratro! E’ per questo (parla il menagramo Montimer mentre sprizza pessimismo da tutti i pori) che vi ho tassato, vi tasso e vi tassero’ fino all’ultimo dei vostri giorni! In realta’ bastava ridurre di 1/20 gli sprechi annui delle regioni per finanziare le olimpiadi che comunque avrebbero dato un ritorno economico e di immagine e quindi di pil.

john_ludd
Scritto il 15 febbraio 2012 at 14:59

stanziale@finanza,

Le olimpiadi avrebbero portato almeno 20 miliardi di debiti in più e ritorni modesti x il cittadino medio e alti per i vari Anemone, Caltagirone etc… Questo paese ha assoluto bisogno di investimenti produttivi non di altri impianti sportivi nel nulla. Un piano energetico e forti investimenti nei porti per iniziare. Una nazione circondata dal mare con il 95% del trasporto merci su gomma. Autolesionismo e una tassa che si continua a pagare agli Agnelli, Benetton etc… Se c’è una decisione che condivido in toto da parte di Monti è proprio questa sulle Olimpiadi. Aspetto il piano energetico e dei trasporti però.

icebergfinanza
Scritto il 15 febbraio 2012 at 15:44

john_ludd@finanza,

Sottoscrivo chapeau! Andrea

kry
Scritto il 15 febbraio 2012 at 22:33

john_ludd@finanza,

Senza contare le mazzette che sarebbero arrivate ai politici…….

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