BHOPAL! PER NON DIMENTICARE

Scritto il alle 21:52 da icebergfinanza

La finanza e l’investimento sono sempre stati visti con i parametri del rendimento, del capitale, dell’interesse. Sempre di più si sta diffondendo una nuova cultura che mira all’investimento con caratteristiche etiche, dove l’investitore mira non solo alla speculazione ma punta su attività che rispondano a certi requisiti di responsabilità sociale ed ambientale.

L’investitore etico è colui che non è unicamente interessato all’aspetto economico del proprio investimento, ma vuole essere consapevole, conoscere i progetti, il contesto socio-ambientale dell’azienda, i beni prodotti e la loro destinazione! 

In fondo questo è un rapporto di fiducia che nasce tra l’investitore e l’azienda, tra l’investitore ed eventualmente il fondo che sostiene tale azienda.

Chiunque creda che le sue scelte di investimento esulino dalla responsabilità nei confronti di disastri sociali e ambientali che spesso sono il frutto di atteggiamenti e scelte atte a soddisfare unicamente la logica del profitto, non vuole guardare in faccia la REALTA’!

Milton Friedman invece aberrava la responsabilità sociale dell’impresa, sostenendo che i manager devono operare nell’interesse esclusivo degli azionisti e non risolvere problemi sociali con i soldi degli altri!

Dieci, cento, mille Bhopal in ogni angolo del pianeta, tragedie di ogni dimensione sono la conseguenza diretta dei nostri investimenti, della logica del profitto senza rispetto per l’uomo e per la natura.

Gli chiamano effetti collaterali del progresso, incidenti di percorso, come quello recente della British Petroleum, effetti collaterali che spesso distruggono la vita di bimbi innocenti troncandone i sogni dallo sfruttamento del lavoro minorile sino alla moderna schiavitù in nome di un benessere al quale abbiamo diritto, ci raccontano!

Due anni di galera con la condizionale per oltre 25.000 morti e mezzo milione di anime distrutte.

IL DISASTRO – Nella notte fra il 2 e il 3 dicembre 1984, una nube altamente tossica fuoriuscì dalla fabbrica della Union Carbide India Limited (UCIL) di Bhopal, filiale indiana di uno dei giganti americani della chimica: i morti furono migliaia, tra 8.000 e 10.000 secondo il Centro di ricerca medica indiana, oltre 25.000 secondo Amnesty International. Ad oggi si calcola che le vittime siano 20.000 e che 500.000 persone abbiano subito patologie di differente gravità per le conseguenze dell’inquinamento di terra, aria e acqua. corriere.it

… Aspettiamo con ansia ogni nuovo giorno. O meglio ogni nuova settimana, nuovo anno. Ogni tanto ci sediamo e ci auguriamo di poter cancellare quel giorno terribile dal calendario, sarebbe meraviglioso se si potesse fare davvero. Il ricordo di quella notte tra il 2 e il 3 dicembre è per noi, sono sicuro, come l’11 settembre per gli americani… Per le persone coinvolte è stata la giornata più terribile della loro vita. Quella notte buia del 1984 è ancora una pagina aperta nella mia mente, come se fosse stato ieri… Quella domenica, a mezzanotte e mezza, mi sono svegliato tossendo e quando mi sono alzato e ho guardato attorno la stanza era piena di un fumo biancastro e gli occhi hanno iniziato a lacrimare. Ho chiesto a mia madre cosa succedesse e mi ha detto solo di coprirmi bene con il lenzuolo e di tornare a dormire. Nel frattempo lei andava nell’altra stanza a vedere come stavano i nonni.

Mia nonna disse "Non possiamo restare qui, andiamo all’ospedale Hamidia"… Allora la mamma prese il mio fratellino, lo avvolse nel suo scialle, mentre io mi attaccai al suo braccio e iniziammo a correre fuori. Tutti, davvero tutti i vicini correvano. Il cielo era diventato improvvisamente rosso. Io uscii senza neanche mettermi le pantofole e ricordo ancora il pigiamino ridicolo che indossavo quella mattina. Mio fratello era impietrito nelle braccia della mamma, non si muoveva né apriva bocca. La mamma continuava a correre insieme a noi due mentre i nonni arrancavano alle nostre spalle. A un incrocio perdemmo di vista i nonni, ma mia madre non si perse d’animo e continuò a correre gridando "Aiuto, qualcuno ci aiuti, vi prego!" ma attorno a noi c’era solo gente che correva, urlava, piangeva e cadeva. I loro occhi erano come fuori dalle orbite, il respiro affannoso e molti vomitavano o avevano la diarrea.

 Vedevo la vita svanire attorno a noi quella notte….

ma noi continuavamo a correre, senza sosta… A un certo punto la mamma vide un risciò e iniziò a correre incontro a questo mezzo insperato… In qualche modo riuscì a salirvi, sempre con mio fratello e me. Non avevamo fatto molta strada che si bucò una ruota. Né mamma né io avevamo alcuna forza di muoverci e rimanemmo lì, in uno stato di semicoscienza fino a quando uno straniero ci venne in aiuto… Era un uomo gentile. Ci portò a casa sua e la moglie ci diede dei vestiti puliti ed una tazza di thè caldo per farci riprendere, ma eravamo talmente esausti che ci addormentammo e basta…

La mattina dopo, mia madre li ringraziò e tornammo a casa, passando attraverso immagini orrende ancora stampate nella mia memoria. Indelebilmente. Le strade erano piene di carcasse di animali di ogni genere: cani, capre, bufali, anche passerotti… Naturalmente, ed è la cosa peggiore, c’erano anche corpi di persone: uomini, donne, bambini e vecchi. C’era chi raccoglieva questi cadaveri per caricarli su un camion, qualcuno piangeva, qualcuno urlava. La vista era peggio di ogni racconto che possa farvi, non ho davvero parole per descrivere la devastazione di quella mattina… Arrivati a casa, mi accorsi che le foglie e i frutti del mandorlo erano diventati neri: i frutti, addirittura, erano tutti a terra. Non potevamo ancora respirare bene e la vista era un pò annebbiata. Arrivò la nonna e ci portò via da Bhopal. Andammo dagli zii.

È eccitante come un romanzo crescere nella città di Nawabs e Begums, Bhopal. Ma il romanzo termina quando ti giri indietro e pensi al disastro di quella notte.

Il disastro è diventato parte della mia esistenza, visto che ho passato l’intera infanzia in quella città… Casa mia stava a un chilometro circa dalla fabbrica, ci passavamo spesso. Quand’ero piccolo, passava spesso un camion che spruzzava un pesticida per debellare le zanzare e interrompeva i nostri giochi. Il colore e l’odore del fumo mi riportava sempre alla mente quella notte del 2 dicembre. Ogni volta che sentivamo il rumore del camion, ogni bambino correva verso casa gridando "È il gas di nuovo, di nuovo, corriamo!". Era solo un gioco, ma non tanto… Spesso, crescendo, pensavo con i miei amici di andare alla fabbrica e vedere cos’era successo con la fuoriuscita di gas. Ma avevamo sempre paura di farlo. Era come se vivessimo in una città con un demone gigantesco che nessuno poteva cancellare o cacciare via. Ci sono molti bambini come me che hanno vissuto tutta la loro vita vicino alla fabbrica. Ma prego sempre che nessun altro bambino debba vivere un’infanzia come la mia. Prego perché i bambini di tutto il mondo possano crescere in un ambiente sano e non avere a che fare con una tragedia come quella con cui ho convissuto ioGreenpeace

 

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6 commenti Commenta
utente anonimo
Scritto il 8 giugno 2010 at 22:55

Tra sogno e realta' speldido post Capitano, chissa' aspetto di vedere i post ed i commenti, ancora una volta pero' vorrei fare presente l' abisso tra la REALTA' ed il SOGNO mediatico che ci viene propinato quotidianamente, ovvero io posso investire in azioni ETICHE come la DOW CHEMICAL, guardate il link:http://www.dow.com/about/aboutdow/ethics.htme non scompormi piu' di tanto in quanto essi non si dichiarano resposabili:http://www.dow.com/commitments/debates/pdfs/771-00007.pdfInsomma di fronte a tanti morti nessuno e' responsabile, mi sembra la storiella della finanza, a mio avviso sarebbe bello vedere anche come le imprese diventano ETICHE…e son sicuro che ne salterebbero fuori delle belle come nel caso del rating.Un salutiMassimo

Scritto il 9 giugno 2010 at 07:30

Eh! carissimoMassimo, proprio vero, un bellissimo post di quelli che ti lasciano senza parole…i commenti… forse sarebbe giusto non commentare, c'è ben poco altro da aggiungere, ma si tratta di un silenzio profondo e assordante…La terra cura l'uomo che cura la terra,un fragile equilibrio e sta tutto qui…la responsabilità, mi dispiace diverlo è sempre, in ogni istante verso se stessi e verso il mondo….impegnati come siamo a portar via, sotto varie forme, la felicità agli altri…ma voglio ricordare alcune parole del nostro Capitano perchè è qui il fulcro di ogni azione:.."O siamo in grado di contagiare gli altri attraverso la testimonianza e il cambiamento che nasce dal nostro stile di vita o non abbiamo alcuna speranza di cambiare nulla"Non abbiamo alcuna speranza di cambiare nulla perchè fondamentalmente non valiamo nulla e le nostre azioni sono li  a dimostrarlo.Valentina

utente anonimo
Scritto il 9 giugno 2010 at 08:50

All'epoca ricordo che per me fu un argomento che scelsi come compito in classe di italiano alle superiori. Come non posso ricordare quell'immane silenziato crimine contro l'umanità!Per chi volesse averne un'idea complessiva, o rivivere emozioni vere di indignazione, suggerisco il link alla prima di quattro parti della rappresentazione teatrale di Marco Paolini, con il suo teatro civico.http://www.youtube.com/watch?v=LNhaPb-DsHYQuesto e altri lavori sono comunque pubblicati da Feltrinelli, per chi volesse dare merito all'autore.

utente anonimo
Scritto il 9 giugno 2010 at 08:50

All'epoca ricordo che per me fu un argomento che scelsi come compito in classe di italiano alle superiori. Come non posso ricordare quell'immane silenziato crimine contro l'umanità!Per chi volesse averne un'idea complessiva, o rivivere emozioni vere di indignazione, suggerisco il link alla prima di quattro parti della rappresentazione teatrale di Marco Paolini, con il suo teatro civico.http://www.youtube.com/watch?v=LNhaPb-DsHYQuesto e altri lavori sono comunque pubblicati da Feltrinelli, per chi volesse dare merito all'autore.

utente anonimo
Scritto il 9 giugno 2010 at 08:50

All'epoca ricordo che per me fu un argomento che scelsi come compito in classe di italiano alle superiori. Come non posso ricordare quell'immane silenziato crimine contro l'umanità!Per chi volesse averne un'idea complessiva, o rivivere emozioni vere di indignazione, suggerisco il link alla prima di quattro parti della rappresentazione teatrale di Marco Paolini, con il suo teatro civico.http://www.youtube.com/watch?v=LNhaPb-DsHYQuesto e altri lavori sono comunque pubblicati da Feltrinelli, per chi volesse dare merito all'autore.

utente anonimo
Scritto il 9 giugno 2010 at 13:05

Non avevo neanche vent'anni allora. Avevo diimenticato questa catastrofe. Probabilmente non riuscirò a finire di leggere il tuo post Andrea. Ora che ho passato i quaranta da un pezzo, vedere quei figli come i miei figli …….

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