GERMANIA: LA FONTE DELL'ETERNA GIOVINEZZA!

Scritto il alle 19:20 da icebergfinanza

 Mentre quotidianamente arrivano conferme dell'opera di mobbing delle banche tedesche, come riportato anche dal Sole24Ore nei confronti del nostro Paese, andiamo a dare un'occhiata a cosa frulla nella geniale mente della virtuosissima Germania, delle sue banche e delle sue assicurazioni.

 Ricordo ai lettori che ogni centesimo che uscirà dal famigerato fondo salvastati EFSF servirà per sostenere banche tedesche, francesi e inglesi tecnicamente insolventi che in questi anni hanno dato vita al fenomeno "subprime" europeo, visto che ogni centesimo che verrà utilizzato per sostenere uno stato sovrano periferico in difficoltà servirà per sostenere il sistema bancario di quel paese che a sua volta restituirà i capitali alle banche europee che hanno finanziato questa orgia del debito in questi anni.

 La proposta dell’ Allianz di rafforzare l'Efsf, il fondo salvastati, trasformandolo in un programma di assicurazione sull’eventuale default dei titoli di stato governativi, sta guadagnando terreno nell'Unione europea. E’ quanto anticipano il Wall Street Journal e MF/DowJones, che hanno intervistato l’ideatore del piano, Paul Achleitner, membro del board del colosso assicurativo tedesco. 

"Non usate l'Efsf come un creditore, usatelo come un assicuratore sui bond", sostiene Achleitner, spiegando che il suo piano estenderebbe l'impatto del meccanismo anti-crisi provvisorio dall'attuale capacità effettiva di 440 mld euro a oltre 3.000 miliardi di euro.

Per Achleitner, questa stima assume che sia assicurato il 20% del debito emesso e che i 780 mld euro versati dai Governi all'Efsf vengano utilizzati come garanzia.    Achleitner, sostenuto dall'ad di Allianz, Michael Diekmann, spiega che il piano, elaborato in stretta cooperazione con Deutsche Bank  , trova il sostegno di assicuratori come MunichRe e di alcune grandi banche francesi.

Achleitner riferisce inoltre che Allianz è in strette consultazioni con la Troika (Bce, Fmi, Commissione europea).    Diekmann spiega che questo piano non prevede una ricapitalizzazione delle banche, che è materia dei singoli governi più che dell'Efsf.

Secondo Achleitner, la proposta dovrebbe essere accolta positivamente dai paesi dell'Eurozona perché permetterebbe di condividere il rischio di sostenere il debito sovrano tra contribuenti e investitori privati. I maggiori Paesi dell'Eurozona non dovrebbero più rischiare di coprire il 100% di perdite sui bond, mentre i privati potrebbero fare investimenti ponderati in base all'ammontare della copertura di ogni bond, osserva Achleitner. 

Per l'esponente di Allianz, un altro vantaggio del piano è che i policymaker potrebbero adattare il prezzo e i tassi di assicurazione per fornire gli appropriati incentivi sia agli investitori che ai debitori sovrani. 

A differenza dell'attuale modello dell'Efsf, che si poggia su un rating AAA per prendere prestiti a tassi bassi, Achleitner sottolinea che nella proposta di Allianz al Fondo "non importa avere un rating tripla-A". Ma come funzionerebbe in concreto il piano? 

I singoli stati (per esempio Spagna e Italia) per un ammontare definito (diciamo 25%-30%) del debito in emissione potrebbero comprare protezione da default (pagando un maggiore spread, per esempio 20 basis point in più) presso l'Efsf, esattamente come si faceva per l'emissione dei cosiddetti cdo (collateralized debt obligation). 

La perdita dovuta a un eventuale default del debito sovrano verrebbe dunque assorbita fino al 25%-30% dall'Efsf, garantendo i sottoscrittori dei titoli di stato, ai quali resterebbe in carico l’eventuale perdita suppletiva.

Ma questi scienziati non hanno ancora capito che serve una profonda ed incisiva ristrutturazione del debito di tutto il sistema finanziario, soprattutto delle banche azzerando gli azionisti e coinvolgendo gli obbligazionisti. E chissenefrega se i vari PIMCO o BLACKROCK devono subire perdite significative, ma che razza di capitalismo è mai questo, vinci anche quando perdi, socializzando le perdite e privatizzando i guadagni. Altro che comunismo! 

Do you remenber AMERICAN INTERNATIONAL GROUP… la famigerata assicurazione americana che garantiva la capitalizzazione necessaria a concedere impieghi mentre il capitale era impiegato per scopi speculativi a mezzo sistema finanziario mondiale, implosa e nazionalizzata dal governo americano? 

La fantasia nella finanza è al potere ma come spesso ricordato dal buon Paul Volcker negli ultimi anni l'unica invenzione degna di nota è rimasta ancora il bancomat! 

Banche: Enria (Eba) non commenta indiscrezioni su necessita' capitale

Relative a Core Tier 1 al 7% e interventi da 100 miliardi (Il Sole 24 Ore Radiocor) – Bruxelles, 11 ott – Il presidente dell'Autorita' bancaria europea Andrea Enria non ha voluto commentare le indiscrezioni sui nuovi livelli di capitale Core Tier 1 che sarebbe necessario garantire per fronteggiare la sfiducia sulla tenuta delle banche. "Non commento le indiscrezioni", ha indicato al termine dell'audizione all'Europarlamento. L'agenza Reuters aveva indicato sulla base di fonti non specificate che l'Eba ritiene necessario un Core Tier 1 al 7% contro il 5% previsto nell'ultimo stress test e che, di conseguenza, su tale base sarebbero 48 le banche che dovrebbero rafforzare il patrimonio per circa cento miliardi di euro complessivi.

Ma non erano tutte solide queste banche dopo una serie di stress-test strepitosi! A proposito un consiglio! 

La stagione delle trimestrali entra nel vivo e sarà affascinante ascoltare cosa avranno da raccontarci i bilanci delle maggiori banche mondiali, soprattutto quelle che sono fondamentalmente solide!

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26 commenti Commenta
utente anonimo
Scritto il 13 ottobre 2011 at 08:10

non c'e' il testo del post.

utente anonimo
Scritto il 13 ottobre 2011 at 13:17

Così la Cermania vuol "truffare" l'Europa
Mauro Bottarelli
http://www.ilsussidiario.net/News/Economia-e-Finanza/2011/10/13/FINANZA-1-Cosi-la-Germania-vuol-truffare-l-Europa/213680/

utente anonimo
Scritto il 13 ottobre 2011 at 15:04

Ma non erano tutte solide queste banche dopo una serie di stress-test strepitosi! A proposito un consiglio!

“La stagione delle trimestrali entra nel vivo e sarà affascinante ascoltare cosa avranno da raccontarci i bilanci delle maggiori banche mondiali, soprattutto quelle che sono fondamentalmente solide!”. Dopo i risultati di jpmorgan MAGICO ICEBERGFINANZA

utente anonimo
Scritto il 13 ottobre 2011 at 15:47

Andrea non penserai davvero che improvvisamente i vari governi adottino la politica di hair-cut che tanti commentatori raccomandano ? Prima le proveranno tutte e il gioco andrà avanti ancora a lungo, almeno fino a dopo le elezioni franco tedesche.

Trovo comunque un pò ingiusto parlare troppo male dei tedesci. Il governo tedesco è stato l'unico a parlare (per ora solo parlare) che i privati devono essere responsabili delle proprie malefatte. Non è facile gestire tutta sta roba ma la Germania è l'unico paese in Europa dove c'è un pò di dibattito.

I campioni europei della socializzazione delle perdite mi sembrano i  francesi non i tedeschi ed è palese un certo contrasto tra i due governi.

La prossima primavera in Fancia ci sono le elezioni e forse i socialisti non avranno lo stesso atteggiamento di Sarkozy. Nel 2013 ci sono le elezioni in Germania e anche lì qualcosa cambierà dato che il partito liberale neppure arriverà in parlamento.

L'Europa ha tempi lunghi forse troppo ma o gli eurpei trovano una soluzione e si salvano tutti assieme o affondano tutti assieme. In Europa non è tutto perduto non siamo ancora come gli anglo-americani come si cerca di far credere e anche in questo blog sento più frequentemente voci che giudico irrazionali.

Non posso fare a meno di rimarcare la totale assenza del governo italiano dato che il solo nominare Silvio B. all'estero suscita un misto di ilarità e raccapriccio.  Quanto costa agli italiani la Silvio tax o non se vuole parlare ?

viandante

utente anonimo
Scritto il 13 ottobre 2011 at 19:17

Banche d'affari e sigarette

Oggi una nota banca d'affari americana dalle iniziali come quelle di una nota marca di sigarette Italiane MS, ha pubblicato un report macroeconomico relativo alla forza delle varie economie dell'area Euro elencandole secondo quello che nella loro visione dovrebbe essere un ranking. Il ranking constava di 3 livelli di forza/affidabilità uno alto, uno medio, uno basso, ovviamente nel basso figurava l'Italia ma udite udite dietro alla "al verde" Irlanda. Naturalmente lo studio anticipava che avevano preso in considerazione oltre 100 indicatori per ottenere quel risultato, esattamente come l'Istat misura l'inflazione, il paniere contiene tantissimi beni sta poi al peso che si da ai vari beni nella misurazione del livello d'inflazione per manipolarlo a piacimento come se fossimo nati ieri. I principali parametri come crescita del GDP erano fatti ovviamente non su dati empirici e attuali, ma  su dati opinabili  al 2012, le famose stime, che non ci prendono mai e che se poi si verificano erronee sempre, eh ma c'e' il disclaimer non e' un consiglio d'investimento, cosi' come alcuni dati venivano raggruppati ad esempio in un dato unico tipo import/export come se fosse la stessa cosa. Il paradosso ulteriore è che il capo del team di economisti che avevano redatto lo studio era un Italiano… fantastico siamo al totale divide ed impera imperialistico (dimenticano che lo abbiamo inventato noi con Roma). Orbene senza alcun nazionalismo non saremo la Germania per l'amor di Dio ma l'Irlanda, la "al verde" Irlanda, andiamo… e' fin troppo chiaro il perche' l'acronimo di questa famosa casa d'affari sia MS, li si sono fumati il cervello.  

Il Fringuello   

utente anonimo
Scritto il 13 ottobre 2011 at 19:39

la crisi lascia il segno ……………..
Andrea———-
nn sono per niente trollino.
ho buttato la una domanda sapendo che all'ultimo bilancio della BCC del mio paese è stato assegnato un C di rating..
ma nn pretendo che mi dia risposte ( tanto nessuno da informazioni ..mi sembra )
la mia era curiosità sulle piccole banche italiane.
va ben ci sono anche altri blog ..:-((
M

Scritto il 13 ottobre 2011 at 19:39

Fringuello che fai adesso cosa scrivo domani! ;-D Andrea

utente anonimo
Scritto il 13 ottobre 2011 at 19:58

mi hai risposto di la !
grazie !
certo che le  BCC sono virtuose ,ma forse troppo piccole per essere salvate a tutti i costi in caso di bisogno
M

utente anonimo
Scritto il 13 ottobre 2011 at 20:15

grande Capitano sapevo non ti sarebbe sfuggito… :-) aspetto con ansia.

Una cosa x Viandante… 
e' vero abbiamo un governo ridicolo e che ci mette in ridicolo, ma questo e' un pagliaccio che intrattiene il circo da solo, mentre se domani andiamo ad elezioni il giorno dopo saremmo governati dal trio lescano V B Di P .. Ehi ma stiamo scherzando.. sarebbe l'ora della nostra rovina… dopo la padella la brace.  Qui serve una forza nuova, una forza fresca uno forza che porti a galla le vere idee dell'Italia che sono tante e buone e dei giovani Italiani, che sia fatta da giovani, ma non guidati dai soliti noti dai nomi altisonanti che si professano "nuovi" e che invece difendono e difenderanno sempre le vecchie logiche e gli interessi consolidati, che abbia un po' di "palle" anche a livello internazionale senza dover sempre subire ma essere anche capaci di attaccare, che abbia un animo solidale ed equo e porti avanti le sue battaglie con la forza della ragione, che crei un paese forte di alleanze create pazientemente con sagacia e soprattutto cuore . Nel nostro paese c'e' un evidente vuoto politico… che va colamato. Basta piangersi addosso.

Il Fringuello 

utente anonimo
Scritto il 13 ottobre 2011 at 20:36

Ecco un esempio di genio italico.

Daniele Franco:”Bankitalia ritene necessaria una riflessione sull'opportunità di reintrodurre l'abitazione principale fra gli immobili soggetti a imposta, in particolare l'Ici"…

Bisogna dirlo questo è un grande, è un genio! Non si può negare l'evidenza.

Eh sì,sì…bisogna dare a Cesare quello che è di Cesare. Solo un capo della ricerca economica di Bankitalia, con laurea in Scienze politiche presso l'Università di Padova, con Master in organizzazione aziendale, con Master of Science in economia ottenuto presso l'Università di York in Gran Bretagna (sti c.zzi), con una carriera alle spalle come Consigliere Economico presso la Direzione Generale degli Affari Economici e Finanziari della Commissione Europea e come direttore della Direzione Finanza Pubblica del Servizio Studi, poteva partorire, dopo lunghi studi e attente ricerche, una soluzione così avveniristica, geniale, e appropriata per il periodo storico dove si richiede di “accrescere il potenziale di crescita”.

Buttarlo come al solito nel c. al padre di famiglia risparmiatore che ha puntato in modo idiota sul sistema Paese indebitandosi e pagando tasse su tasse per metter un tetto sulla testa della propria famiglia invece di occupare abusivamente un alloggio o di sperare nell'ennesima proroga certa degli sfratti, è un'opera di Alta Finanza Pubblica.

Proporrei Daniele Franco e i suoi ricercatori per il Premio Nobel per l'economia. Lo meritano.

E diciamo anche che “l'esenzione dell'Ici dalle abitazione principali costituisce nel confronto internazionale un'anomalia del nostro ordinamento tributario ”…mentre gli stipendi di Daniele Franco e dei suoi ricercatori invece NO, non rappresentano assolutamente un'anomalia…sono soldi ben spesi. Come no!

Scritto il 13 ottobre 2011 at 20:44

Buona sera

E' inutile lamentarsi tanto che le "cose" finanziarie non vanno, che di qua si ruba e che di là si truffa……………..è una storia vecchia come il mondo, è una parte di noi esseri umani.

Si vuole vivere ed arricchirsi senza faticare, senza lavorare e senza produrre, magari sfruttando gli altri; anzi sfruttando gli altri i più deboli i meno informati.
Ognuno è libero di scegliere la propria strada e il proprio modo di vivere, la propria coscienza !!!!!

Ma dopo non lamentatevi.

SD

utente anonimo
Scritto il 13 ottobre 2011 at 21:07

x anonimo del commento 10
grazie del commento mi hai fatto morire dalle risate :-)
giuseppe

Scritto il 13 ottobre 2011 at 21:40

Che scherzi Daniele Franco è nulla in confronto all'altro genio quel Monorchio che vorrebbe ipotecare il 10 % delle nostre case a garanzia del debito italiano…diamo a Cesare quel che è di… Frankestein! Mamma mia! Andrea

utente anonimo
Scritto il 13 ottobre 2011 at 22:09

Fringuello mi piacerebbe tanto credere che con un pò di giovani e idee nuove…. ma mi acconterei di un governicchio qualsiasi in grado di eliminare almeno la Silvio Tax che è facile da quantificare. A Maggio lo spread Italua – Spagna era a nostro favore di 70 punti mentre oggi è sotto di 80. Totale = 150 punti. Provate ad applicare sui 200 miliardi in scadenza tra oggi e fine 2013…

Il generale Patton diceva "una decente soluzione rapida" è meglio di una "soluzione perfetta che arriva troppo tardi"

Con i sogni non si mangia.

viandante

utente anonimo
Scritto il 13 ottobre 2011 at 22:17

x viandante commento n° 4

a me di quanto costi la silvio tax perchè secondo il "sentment" dei mercati è antipatico non me ne frega un [email protected]@o il mio problema è capire cosa sia questo stramaledetto "sentiment" che magari apprezza la prodi tax o la peppino tax… non so facciamo votare direttamente il "sentiment" a questo punto e risolviamo il problema ci chiameremo "reppubblica italiana del sentiment del mercato" risparmiamo anche l'inchiostro per la costituzione l'importante è dirlo chiaramente.
Invece delle schede elettorali distribuiamo direttamente azioni, convertiamo le chiese si va a pregare che il sentiment ci dia il nostro pane quotidiano.

Altra cosa interessante il fatto che la BCE crede di avere il diritto di scrivere le letterine chiedendo cose incostituzionali da quando precisamente la BCE è un organo di governo? Dove è scritto? Chi la ha votata?
La stessa BCE che per Trichet aveva tutti i mezzi per fermare la speculazione ma non lo avrebbe fatto per non turbare il libero mercato?!? Non sia mai che il mercato si offenda.
Tutto ciò esprime la distanza siderale che c'è fra questa europa e l'europa dei cittadini europei, perchè l'europa non sono solo francia e germania e le loro banche.

senza l'italia l'europa non esiste l'europa e l'euro sono due cose diverse!

Io sono fortemente euro-scettico e non condivido nemmeno la regola del pareggio di bilancio ma sono europeo così come sono italiano nonostante l'italia sia stata fatta con i piedi la vorrei cambiare ma io sempre italiano sono! Sono euro-scettico non antieuropeo.

Divento europeista se si modifica maastricht e se si chiarisce che il pareggio di bilancio deve essere relativo alle spese per mantenere lo stato ma a questo punto ci vuole un organismo "altro" che si occupi dello sviluppo e a questo può servire l'europa con eurobond o altro ad esempio.  Guarda caso un solido piano di investimenti nello sviluppo infrattutturale europeo + volte chiesto nell'ultimo decennio da berlusconi e soprattutto da Tremonti con tutti i loro limiti.

SI DEVE CHIARIRE CHE LA COSTITUZIONE ITALIANA LA MODIFICHINO GLI ITALIANI E NON IL SENTIMENT DI NON SI SA CHI O UNA BANCA!

ma se non mi si chiarisce come si voglia restare nell'euro o meglio in che euro si debba restare io sono come minimo scettico pur nutrendo una profondissima stima per andrea mazzalai non perchè è carino ma perchè è un uomo degno di stima nonostante tutto!

e con questo buona notte e tutti

Giuseppe

utente anonimo
Scritto il 13 ottobre 2011 at 22:32

Caro viandante e’ col pragmatismo di maniera senza visione del futuro che siamo arrivati a questo punto… E’ col pragmatismo di maniera che stiamo uccidendo il futuro dei nostri figli… E’ con l’oggi mangio io che domani affami le nuove generazioni…logiche e discorsi Vecchi come guelfi e ghibellini… Per quanto riguarda i mercati lascia che facciano il loro corso… I conti qui sappiamo farli tutti ormai da anni… “Non e’ perche’ le cose sono difficili che noi non osiamo e’ perche’ noi non osiamo che le cose sono difficili” (Seneca)
Buon appetito Viandante

utente anonimo
Scritto il 13 ottobre 2011 at 22:33

E per dirla tutta sull'ICI , bisognerebbe ricordare che era pure nata come imposta Straordinaria nel 1992 contro la Crisi della Lira…che poi i 4 ladri corsero subito a confermare in Parlamento come tassa ordinaria.Faremo la stessa fine di quell'epoca ,ormai é chiaro l'intento dei poteri forti di Wally e della City…Portarci via pure le mutande…All'epoca ci riuscirono grazie ai bravi servetti di nome Amato ,Ciampi e Draghi…Ora i nomi cambieranno ma la solfa rimarrà la stessa…ovvero chi lavora duro e fa una vita di sacrifici la prende in saccoccia…Che Dio ci scampi dalle mani dei prossimi aguzzini…

Il Nulla

utente anonimo
Scritto il 13 ottobre 2011 at 22:33

il Fringuello

utente anonimo
Scritto il 13 ottobre 2011 at 23:00

@13

Ed è giusto che sia così!

Ma che, scherziamo?!

Monorchio , se non sbaglio, è l'ex ragioniere dello Stato che ha ridotto a 800 milioni di euro le penali, da 98 miliardi di euro, che dovevano essere inflitte ai pulitori di denaro.

Saggia mossa: ai “lava denaro” comode e ridottissime rate e ai padri di famiglia la casa ipotecata. Mi sembra giusto no?…

Monorchio e Daniele Franco: i Sims e Sargent italiani.

Menomale che siamo nelle mani di queste menti eccelse mosse solo dal senso dello Stato e mai sfiorate dalla malafede o dal sonno dell'intelligenza.

Bisogna ipotecare le case e pagare l'ICI così i poveri Comuni italiani, gestiti tutti da brave e parsimoniose personcine per bene, potranno ritornare a giocare alla finanza creativa con i derivati che fanno un gran bene all'economia del Paese. Poverini…daiii!

Dalle mie parti piangono miseria e dicono di non avere i soldi per gli asili e gli anziani. Miracolosamente i soldi invece saltano subito fuori quando si tratta di pagare i “botti” da far esplodere per una o due ore alle feste del paese. C'è la crisi, ma “loro” sono sempre in festa…poverini…ini..ini…

utente anonimo
Scritto il 14 ottobre 2011 at 01:10

caro viandate.  sei qui da solo 1 mese e ti credi il padrone. ti ricordo che qui c'è gente che  scrive da 2 anni.  ok?  quindi datti una calmata.

tu dici sempre che le banche, che tu hai conosciuto bene giusto?  i tuoi amichetti della goldman. questi creano denaro dal nulla. 

abbiamo una BCE  spa privata a scopo di lucro.  lo stesso tuo caro trichet lo dice lui, che le banconote costano solo pochi centesimi.  e sempre lui dice: cari ragazzi il valore è dato dalla fisucia della gente che la accetta.
e questa è la teoria del professor AURITI, del valore indotto della moneta. valore che ha "solo" perchè il popolo la accetta.  poi c'è l'altro furto della riserva frazionaria. cioè il leveraggio.  altra inculata. tutte  ma tutte le banche si inventano denaro cou un click  del computer.  ah  l'anno scorso vidi su un sito che la tua cara DEXIA aveva una leva di 350: 1.  robetta!!!  rivedi il post di mazzalai dove mette il leveraggio dei tuoi tanto amati tedeschi.

tu non hai fiducia della gente?  dell'italia?  bene.  prendi la valigia e vai.  il mondo è grande.  non vedi soluzioni?  beh una buona sarebbe anzi è questa.    http://www.youtube.com/watch?v=H0yeA6-1zKs

se non ti basta guardati questo. 

http://www.youtube.com/watch?v=SAs8VLlE4v8  e non essere sempre disfattista.

by   DORF

utente anonimo
Scritto il 14 ottobre 2011 at 01:10

caro viandate.  sei qui da solo 1 mese e ti credi il padrone. ti ricordo che qui c'è gente che  scrive da 2 anni.  ok?  quindi datti una calmata.

tu dici sempre che le banche, che tu hai conosciuto bene giusto?  i tuoi amichetti della goldman. questi creano denaro dal nulla. 

abbiamo una BCE  spa privata a scopo di lucro.  lo stesso tuo caro trichet lo dice lui, che le banconote costano solo pochi centesimi.  e sempre lui dice: cari ragazzi il valore è dato dalla fisucia della gente che la accetta.
e questa è la teoria del professor AURITI, del valore indotto della moneta. valore che ha "solo" perchè il popolo la accetta.  poi c'è l'altro furto della riserva frazionaria. cioè il leveraggio.  altra inculata. tutte  ma tutte le banche si inventano denaro cou un click  del computer.  ah  l'anno scorso vidi su un sito che la tua cara DEXIA aveva una leva di 350: 1.  robetta!!!  rivedi il post di mazzalai dove mette il leveraggio dei tuoi tanto amati tedeschi.

tu non hai fiducia della gente?  dell'italia?  bene.  prendi la valigia e vai.  il mondo è grande.  non vedi soluzioni?  beh una buona sarebbe anzi è questa.    http://www.youtube.com/watch?v=H0yeA6-1zKs

se non ti basta guardati questo. 

http://www.youtube.com/watch?v=SAs8VLlE4v8  e non essere sempre disfattista.

by   DORF

utente anonimo
Scritto il 14 ottobre 2011 at 03:56

Gentile Sig.Andrea rispetto e condivido la tua conoscenza che trasmetti anche a persone semplici come il sottoscritto.Non sono d'accordo su un punto quando dici che i sbagli delle banche devono essere pagati anche dagli obligazionisti.Le banche hanno sostenuto il progresso,,  creato ricchezza e vanno avanti grazie ai risparmiatori che depositano e finanziano con i loro risparmi, frutto di una vita di lavoro.SE IO HO PRESTATO DEI SOLDI  mi assumo il rischio e la banca deve fallire  prima  e dopo non pagarmi. Se io do'i soldi a una banca lo faccio per tutelare il mio capitale,non guadagno nulla copro a malapena quella inflazione misera che a essere fortunati si aggirera' al 3 0 5%  per prossimi 8 anni.In questo momento di crisi DA DEBITI  a mia volta aiuto il sistema finanziario per sostenere l'economia,per questo devo essere tutelato e non truffato.
Senza la banca probabilmente  la casa  e la nostra agiatezza  sarebbe un sogno ancora da realizzare con scarsi vantaggi anche per le nuove generazioni. Silver 

Dorf ammiro il tuo coraggio.Io non mi  sento a ricominciare da capo e buttare tutto all'aria ,non ho l'eta' ne'  la salute per farlo.Giusto quello che proiettava Auriti, in quel momento doveva essere ascoltato e attivare almeno in parte il suo programma,oggi cosa Vuoi fare? 

utente anonimo
Scritto il 14 ottobre 2011 at 06:25

leggete questo……

Dall’Austria un nuova “bomba” nelle Banche
Guest Post dal Sussidiario.net di Mauro Bottarelli
Mi sono preso un giorno in più per rileggere la famosa “road map” anti-crisi, presentata mercoledì dal presidente della Commissione Ue, José Manuel Barroso. Cosa ne penso? Impraticabile, ma, soprattutto, in alcune parti, sostanziali, tagliata a misura per le mire di salvataggio a costo zero contenuto nella proposta del gigante assicurativo tedesco Allianz, presentata nel mio articolo di ieri su ilsussidiario.net. E, infatti, ieri con un’agenzia Ansa delle 13:23 è arrivata la conferma di quanto vi avevo detto. Eccone il testo: «I ministri dell’Economia dell’Eurozona stanno lavorando all’ipotesi di utilizzare il fondo Efsf come assicurazione per le perdite sui bond, aumentandone la potenza di fuoco: è quanto si apprende da fonti a Bruxelles».
D’altronde, cosa c’era da aspettarsi? Barroso, nella sua criptolingua burocratica, era stato molto chiaro, bastava come al solito saper leggere tra le righe. Cosa aveva detto il buon Barroso? Che il fondo salva-Stati «deve essere potenziato per essere più di uno scudo, deve avere un vera e propria potenza di fuoco» e che «i paesi membri dovrebbero ad anticipare dal 2013 al 2012 l’approvazione del Fondo europeo di stabilità (Esm) che sostituirà l’Efsf». Barroso ha anche detto che è necessario un approccio coordinato in Europa per rafforzare il sistema bancario: la prima opzione «è utilizzare capitali privati, solo se necessario i governi nazionali potranno fornire sostegno. E se questo sostegno non può essere garantito, la ricapitalizzazione dovrà essere assicurata attraverso prestiti concessi dall’Efsf».
In questo caso, però, le banche dovrebbero sospendere la distribuzione di dividendi e la concessione di bonus. L’intervento sulle banche europee va comunque condotto tenendo conto della necessità di prevedere «un ratio di capitale significativamente più elevato e della più alta qualità». In sostanza, la Commissione si schiera a favore di un aumento del Core Tier 1, definito “significativo” da fonti comunitarie: il 9%? Il 10%? Il 7% attuale? Non si sa. Perché sono quindi così poco ottimista rispetto alla fattibilità di questa “road map”? Ve lo spiego subito, in attesa che l’iceberg liberatore colpisca il Titanic e volgendo lo sguardo a un qualcosa che non solo vi farà tremare le vene ai polsi pensando al costo che potrebbe assumere la “ricetta Barroso”, ma che dovrebbe mettere a tacere per i prossimi trecento anni la supposta superiorità austro-tedesca.In Europa, infatti, non c’è solo Dexia a far paura con i suoi conti traballanti, ma anche Erste, la mega-banca austriaca, che lunedì ha annunciato perdite legate ai rami ungherese e romeno pari al 14% o 1,1 miliardi di euro. Nulla che ci sconvolga, l’esposizione in franchi del mercato ungherese da almeno un anno fa prospettare per Budapest una traiettoria in stile Pigs.
Qualcos’altro, invece, fa davvero rabbrividire. Nell’atto di rendere note perdite ed esposizioni, Erste è stata infatti così gentile da rendere note al pubblico anche le perdite spaventose sul suo portafoglio cds da 5,2 miliardi di euro, di cui 2,4 consistenti in esposizioni a istituzioni finanziarie e 2,8 miliardi relativi a esposizioni sovrane!Avete capito bene!?Sembrano i numeri di Pimco o di un hedge fund! Ma al di là del livello di leva e di moral hazard ai derivati dei simpatici austriaci, la cosa allucinante è chestando ai dati della European banking authority (Eba) relativi agli stress tests dello scorso luglio, l’esposizione a cds sovrani di Erste era pari a ZERO, contro gli attuali 2,8 miliardi! Ma come ha fatto Erste a nascondere tutto questo, violando una dozzina di leggi, sia bancarie che di accountability?
Semplice: i regolatori e i controllori glielo hanno lasciato fare. L’Eba, infatti, richiede alle banche di rendere note solo le esposizioni ai cds nei trading book, mentre Erste le deteneva come “surrogati di credito”: insomma, a luglio, prima degli stress tests, Erste ha cambiato la loro classificazione a seguito di una nota dell’Iasb. Siamo al gioco delle tre carte, ormai: peccato si scommetta con soldi degli altri.
Ora, al di là della sconvolgente realtà di Erste, due domande sorgono spontanee: quante altre banche hanno utilizzato trucchetti contabili-nominalistici del genere? E per quali ammontare? L’approccio alla contabilità di Erste, infatti, a vostro modo di vedere è un copyright unico dell’istituto austriaco?
D’altronde, quei geni dell’Eba avevano studiato un metodo di valutazione delle posizioni sui cds che era un invito all’inganno: negli stress tests, infatti, venivano presentati il netto dei valori positivi e negativi di mercato, ma non il dato del valore nozionale delle posizioni! Quindi, stando agli stringenti e accuratissimi stress tests dell’Eba, i valori di mercato delle esposizioni bancarie a derivati sui paesi periferici andavano dal massimo di 1,5 miliardi di Bnp Paribas agli 800 milioni di Lbbw! E questa gente fa comunella con i Barroso, con gli Juncker, con i Trichet: sono parte del grande meccanismo europeo, sono ingranaggio dell’enorme macchina del consenso che ora vorrebbe risolvere un problema che si trascina da tre anni con la “road map” (to disaster).
La European banking authority non è un’agenzia privata come lo sono quelle di rating tanto vituperate (a ragione), è un organismo in tutto e per tutto dell’Unione europea, attivo dal 1° gennaio di quest’anno e con sede a Londra. E chi ha voluto l’Eba? Nel 2008, il presidente della Commissione Ue, proprio quel José Manuel Barroso autore della “road map”, istituì un gruppo indipendente di esperti guidato da Jacques de Larosière, che nel febbraio del 2009 presentò un rapporto alla Commissione con alcune raccomandazioni per rafforzare la sorveglianza sul sistema finanziario europeo. Le raccomandazioni del Rapporto de Larosière vennero ovviamente accolte dagli organi comunitari, tanto che il Consiglio dell’Ue nella riunione del 18 e 19 luglio 2009 approvò la creazione di un “Comitato europeo per il rischio sistemico” e la contestuale istituzione di tre nuove autorità europee all’interno di un nuovo “Sistema europeo di vigilanza finanziaria”.
Una di queste era la European banking authority, il cui obiettivo è «proteggere l’interesse pubblico contribuendo alla stabilità e all’efficacia a breve, medio e lungo termine del sistema finanziario, a beneficio dell’economia dell’Unione, dei suoi cittadini e delle sue imprese». Insomma, una delle creature nate dalla lungimiranza di Barroso ha dato vita nel luglio scorso a uno stress test degno di un bambino dell’asilo, senza che lo stesso presidente della Commissione abbia mai sentito la necessità di prenderli e ribaltarli come qualsiasi amministratore delegato d’azienda farebbe con suoi dirigenti incapaci.
Quante Erste ci sono in Europa, ancora oggi, ticchettanti e pronte a esplodere, magari in contemporanea?Stando all’Eba e ai suoi test, pochissime. Forse nessuna. Voi ci credete, dopo quello che avete letto prima sulle performance da hedge fund sottocapitalizzato della megabanca austriaca? Di quanti soldi avrà bisogno allora l’Efsf per salvare gli istituti, stante la poca disponibilità dei mercati a finanziare le banche e le …

utente anonimo
Scritto il 14 ottobre 2011 at 06:25

leggete questo……

Dall’Austria un nuova “bomba” nelle Banche
Guest Post dal Sussidiario.net di Mauro Bottarelli
Mi sono preso un giorno in più per rileggere la famosa “road map” anti-crisi, presentata mercoledì dal presidente della Commissione Ue, José Manuel Barroso. Cosa ne penso? Impraticabile, ma, soprattutto, in alcune parti, sostanziali, tagliata a misura per le mire di salvataggio a costo zero contenuto nella proposta del gigante assicurativo tedesco Allianz, presentata nel mio articolo di ieri su ilsussidiario.net. E, infatti, ieri con un’agenzia Ansa delle 13:23 è arrivata la conferma di quanto vi avevo detto. Eccone il testo: «I ministri dell’Economia dell’Eurozona stanno lavorando all’ipotesi di utilizzare il fondo Efsf come assicurazione per le perdite sui bond, aumentandone la potenza di fuoco: è quanto si apprende da fonti a Bruxelles».
D’altronde, cosa c’era da aspettarsi? Barroso, nella sua criptolingua burocratica, era stato molto chiaro, bastava come al solito saper leggere tra le righe. Cosa aveva detto il buon Barroso? Che il fondo salva-Stati «deve essere potenziato per essere più di uno scudo, deve avere un vera e propria potenza di fuoco» e che «i paesi membri dovrebbero ad anticipare dal 2013 al 2012 l’approvazione del Fondo europeo di stabilità (Esm) che sostituirà l’Efsf». Barroso ha anche detto che è necessario un approccio coordinato in Europa per rafforzare il sistema bancario: la prima opzione «è utilizzare capitali privati, solo se necessario i governi nazionali potranno fornire sostegno. E se questo sostegno non può essere garantito, la ricapitalizzazione dovrà essere assicurata attraverso prestiti concessi dall’Efsf».
In questo caso, però, le banche dovrebbero sospendere la distribuzione di dividendi e la concessione di bonus. L’intervento sulle banche europee va comunque condotto tenendo conto della necessità di prevedere «un ratio di capitale significativamente più elevato e della più alta qualità». In sostanza, la Commissione si schiera a favore di un aumento del Core Tier 1, definito “significativo” da fonti comunitarie: il 9%? Il 10%? Il 7% attuale? Non si sa. Perché sono quindi così poco ottimista rispetto alla fattibilità di questa “road map”? Ve lo spiego subito, in attesa che l’iceberg liberatore colpisca il Titanic e volgendo lo sguardo a un qualcosa che non solo vi farà tremare le vene ai polsi pensando al costo che potrebbe assumere la “ricetta Barroso”, ma che dovrebbe mettere a tacere per i prossimi trecento anni la supposta superiorità austro-tedesca.In Europa, infatti, non c’è solo Dexia a far paura con i suoi conti traballanti, ma anche Erste, la mega-banca austriaca, che lunedì ha annunciato perdite legate ai rami ungherese e romeno pari al 14% o 1,1 miliardi di euro. Nulla che ci sconvolga, l’esposizione in franchi del mercato ungherese da almeno un anno fa prospettare per Budapest una traiettoria in stile Pigs.
Qualcos’altro, invece, fa davvero rabbrividire. Nell’atto di rendere note perdite ed esposizioni, Erste è stata infatti così gentile da rendere note al pubblico anche le perdite spaventose sul suo portafoglio cds da 5,2 miliardi di euro, di cui 2,4 consistenti in esposizioni a istituzioni finanziarie e 2,8 miliardi relativi a esposizioni sovrane!Avete capito bene!?Sembrano i numeri di Pimco o di un hedge fund! Ma al di là del livello di leva e di moral hazard ai derivati dei simpatici austriaci, la cosa allucinante è chestando ai dati della European banking authority (Eba) relativi agli stress tests dello scorso luglio, l’esposizione a cds sovrani di Erste era pari a ZERO, contro gli attuali 2,8 miliardi! Ma come ha fatto Erste a nascondere tutto questo, violando una dozzina di leggi, sia bancarie che di accountability?
Semplice: i regolatori e i controllori glielo hanno lasciato fare. L’Eba, infatti, richiede alle banche di rendere note solo le esposizioni ai cds nei trading book, mentre Erste le deteneva come “surrogati di credito”: insomma, a luglio, prima degli stress tests, Erste ha cambiato la loro classificazione a seguito di una nota dell’Iasb. Siamo al gioco delle tre carte, ormai: peccato si scommetta con soldi degli altri.
Ora, al di là della sconvolgente realtà di Erste, due domande sorgono spontanee: quante altre banche hanno utilizzato trucchetti contabili-nominalistici del genere? E per quali ammontare? L’approccio alla contabilità di Erste, infatti, a vostro modo di vedere è un copyright unico dell’istituto austriaco?
D’altronde, quei geni dell’Eba avevano studiato un metodo di valutazione delle posizioni sui cds che era un invito all’inganno: negli stress tests, infatti, venivano presentati il netto dei valori positivi e negativi di mercato, ma non il dato del valore nozionale delle posizioni! Quindi, stando agli stringenti e accuratissimi stress tests dell’Eba, i valori di mercato delle esposizioni bancarie a derivati sui paesi periferici andavano dal massimo di 1,5 miliardi di Bnp Paribas agli 800 milioni di Lbbw! E questa gente fa comunella con i Barroso, con gli Juncker, con i Trichet: sono parte del grande meccanismo europeo, sono ingranaggio dell’enorme macchina del consenso che ora vorrebbe risolvere un problema che si trascina da tre anni con la “road map” (to disaster).
La European banking authority non è un’agenzia privata come lo sono quelle di rating tanto vituperate (a ragione), è un organismo in tutto e per tutto dell’Unione europea, attivo dal 1° gennaio di quest’anno e con sede a Londra. E chi ha voluto l’Eba? Nel 2008, il presidente della Commissione Ue, proprio quel José Manuel Barroso autore della “road map”, istituì un gruppo indipendente di esperti guidato da Jacques de Larosière, che nel febbraio del 2009 presentò un rapporto alla Commissione con alcune raccomandazioni per rafforzare la sorveglianza sul sistema finanziario europeo. Le raccomandazioni del Rapporto de Larosière vennero ovviamente accolte dagli organi comunitari, tanto che il Consiglio dell’Ue nella riunione del 18 e 19 luglio 2009 approvò la creazione di un “Comitato europeo per il rischio sistemico” e la contestuale istituzione di tre nuove autorità europee all’interno di un nuovo “Sistema europeo di vigilanza finanziaria”.
Una di queste era la European banking authority, il cui obiettivo è «proteggere l’interesse pubblico contribuendo alla stabilità e all’efficacia a breve, medio e lungo termine del sistema finanziario, a beneficio dell’economia dell’Unione, dei suoi cittadini e delle sue imprese». Insomma, una delle creature nate dalla lungimiranza di Barroso ha dato vita nel luglio scorso a uno stress test degno di un bambino dell’asilo, senza che lo stesso presidente della Commissione abbia mai sentito la necessità di prenderli e ribaltarli come qualsiasi amministratore delegato d’azienda farebbe con suoi dirigenti incapaci.
Quante Erste ci sono in Europa, ancora oggi, ticchettanti e pronte a esplodere, magari in contemporanea?Stando all’Eba e ai suoi test, pochissime. Forse nessuna. Voi ci credete, dopo quello che avete letto prima sulle performance da hedge fund sottocapitalizzato della megabanca austriaca? Di quanti soldi avrà bisogno allora l’Efsf per salvare gli istituti, stante la poca disponibilità dei mercati a finanziare le banche e le …

utente anonimo
Scritto il 14 ottobre 2011 at 09:11

Caro DORF,

non credo tu abbia mai letto i miei post se è vero che scrivi che difendo la mia (???) Goldman Sachs ecc…. 

credo di essere il padrone qui ?
davvero ? ho scritto qualche post con alcuni link a documenti di provata origine e qualche nota personale

si è vero, sono un pragmatico, forse sono vecc hio ma negli anni 70 quando alcuni accumunavano Lama ad Agnelli io c'ero già… e ora sento gente che mette Ciampi e Berlusconi sulla stessa linea.

OK tutte cose che ho già vissuto e poi mi si accusa di essere disfattista… belli questa italia la fate voi che siete giovani non io che ho quasi 60 anni !

comunque non è un problema DORF, siccome di inviti a levarmi di torno ne ho già ricevuti diversi, questo è l'ultimo post e vi lascio il blog tutto x voi.

…. tanti anni fa la gente provava a studiare e leggeva dei bei libri e non si permetteva di scrivere bestialità su ogni tema che gli capita, oggi si attacca a internet raccoglie mezze verità le cucisce insieme e pensa di essere un rivoluzionario che ha capito come va il mondo. Carne da macello x quelli che pensi di combattere.

viandante

utente anonimo
Scritto il 14 ottobre 2011 at 12:05

io credo che il Viandante ci sta benisimo con noi !!!!!!!!!!!!!!
M

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