LA SOCIALIZZAZIONE DELLE PERDITE CONTINUA…!

Scritto il alle 08:04 da icebergfinanza

 
 

Prima di addentrarci in alcune considerazioni di carattere tecnico e fondamentale, sul cosiddetto nuovo “Piano Marshall” europeo, vorrei condividere con i  lettori alcune riflessioni che vanno oltre le analisi e i commenti apparsi sulla quasi generalità dei media italiani ed internazionali.

Probabilmente in pochi ci hanno fatto caso, ma stiamo parlando di centinaia di miliardi di euro e addirittura di trilioni in questa immensa e epocale socializzazione delle perdite ad opera di un manipolo di avidi mercenari che con le loro speculazioni e le loro scommesse sta sequestrando il futuro delle nostre comunità e delle future generazioni.

E’ come vivere un film di fantascienza, una dimensione surreale nella quale cifre e numeri sembrano frutto della fantasia.

Un’Europa asserragliata nella roccaforte di ogni singolo egoismo nazionalista, che come unica soluzione all’assedio quotidiano sceglie di dotarsi di alcuni secchi d’acqua per spegnere un incendio, senza chiedersi chi lo alimenta, chi sta giocando con il fuoco accanto alla santabarbara finanziaria europea.

Quasi nessuna riforma degna di nota in campo finanziario. Nella santabarbara della finanza mondiale si continua a giocare con armi di distruzione di massa, armi non convenzionali.

Nella chimica nulla si crea e nulla si distrugge, tutto si trasforma; nella finanza speculativa invece nulla si crea, tutto si distrugge e soprattutto si trasferisce nella solita direzione.

Dopo la più imponente orgia del debito della storia economico/finanziaria, non passa giorno che non si senta parlare di tagli alla spesa pubblica, di sobrietà, di sacrifici, di lacrime e sangue, sempre e solo in un’unica direzione anche in questo caso.

Da tempo ormai i Governi sussurrano che non vi è più un solo centesimo, ma quando si tratta di salvare un sistema ormai sostanzialmente fallito, all’improvviso compaiono dal cilindro magico della finanza centinaia di miliardi di euro, addirittura trilioni secondo alcuni analisti, necessari per rifinanziare un fondo europeo, l ‘ European Financial Stability Facility, un’enorme cisterna di acqua che dovrebbe proteggere dagli attacchi speculativi ogni singolo paese europeo acquistando direttamente sul mercato secondario titoli di stato dei paesi in difficoltà, sostenendone le quotazioni.

Sarebbe bastato un accordo su una futura emissione di Eurobond per provocare uno tsunami in grado di spegnere qualsiasi scommessa futura sulla fine dell’Euro.

Se la fiducia e la credibilità nell’Europa non dovesse reggere ad un nuovo assalto probabilmente questa volta non ci sarebbe più scampo.

Il problema è che nessuno ha idea di quanti capitali sono necessari e tutto è stato rinviato a dopo l’estate, senza contare che servirà la ratifica di ciascun singolo parlamento europeo e soprattutto l’unanimità di tutti i Paesi europei. Una sorta di elefante nella stanza dei cristalli! 

Chissà se i Finlandesi per approvare ogni singolo acquisto di titoli di stato e il rifinanziamento del fondo vorranno a garanzia dopo il Partenone e le isole greche anche il Colosseo o la Pietà del Michelangelo!

E' affascinante come in molti continuano a mettere in prospettiva un'eventuale fragilità del nostro Paese, una sorta di tallone d'Achille europeo, dimenticando che in fondo prima o poi, la speculazione che mira alla distruzione dell'Euro potrebbe prendere di mira direttamente il garante, una sorta di prestatore di ultima istanza ovvero la Germania. Impossibile?

Vedremo in questa crisi, tutto ciò che era impossibile si è poi avverato. Sarà interessante inoltre osservare se dopo la Grande Farsa americana sul tetto del debito, le agenzie di rating avranno il coraggio della coerenza abbassando comunque il rating americano, come hanno fatto con molti paesi europei,  anche perchè ormai è chiaro che qualunque soluzione verrà trovata si tratterà di un compromesso al ribasso.

Ma in tutto questo, non c’è alcuna fretta, l’ennesimo regalo della politica alla speculazione, che guarda al Portogallo come prossimo bersaglio.

Non solo la politica ha completamente sbagliato la diagnosi di questa malattia ma si ostina a curare una metastasi con una semplice aspirina. 

Soprattutto affascina il fatto che questi soldi saranno impiegati anche per ricapitalizzare le banche di ogni paese.

Paesi che falsificano i loro bilanci su suggerimento di banche  fallite che socializzano quotidianamente le perdite, sono l’essenza di un azzardo morale che ci accompagnerà ancora per molto tempo. 

A proposito di azzardo morale è affascinante notare come la Bundesbank abbia rapidamente enfatizzato come la scelta di proteggere qualsiasi paese attraverso l’acquisto di titoli sia estremamente pericolosa, definendola un grande passo verso una comunione dei rischi nel caso di conti pubblici deboli e crescite economiche anemiche.

Per il suo presidente Weidmann si tratta di un azzardo morale che indebolisce l’indipendenza di bilancio di ogni singolo stato e mina la credibilità di assunzione di responsabilità da parte dei paesi più indebitati e deboli.

Prima di settembre avremo tempo e modo per osservare mille modifiche alle decisioni appena prese e tempo e modo per assistere ad una nuova tempesta finanziaria.

Ad esempio per quanto riguarda la Grecia dopo aver gettato nel fuoco di questa crisi inutilmente oltre 100 miliardi di euro altrettanti ne arriveranno a tassi da paesi virtuosi e oltre 100 verranno condonati nei prossimi otto anni dal cosiddetto settore privato, soprattutto a carico di banche che a loro volta verranno ricapitalizzate con soldi dei contribuenti. A questi aggiungetevi pure il buco di almeno 25 miliardi prodotto dalle banche greche che dovranno essere ricapitalizzate e gli oltre 22 miliardi pro-quota che la Grecia dovrebbe apportare al fondo come paese europeo ma al quale non potrà mai contribuire.

Quello che è accaduto negli ultimi giorni ai rendimenti dei titoli di Stato francesi e tedeschi è un faro acceso sulla dinamica che ci accompagnerà nei prossimi mesi.

Qualcuno sostiene che gli oneri di rifinanziamento del fondo europeo saranno tali da incidere sulla crescita di Francia e Germania, massimi contributori europei,  al punto tale da mettere a rischio addirittura il rating dei loro paesi.

Sarà affascinate ascoltare cosa ne pensano le agenzie di rating, le quali stanno studiando come interpretare il default parziale della Grecia, un evento che non mancherà di interessare i numerosi possessori di assicurazione contro il fallimento di uno stato sovrano.

Inoltre, l’avere affermato che la Grecia è un caso unico e raro che non verrà replicato in alcuna maniera per altri paesi sembra essere un invito a nozze per gli avvoltoi della speculazione che si potranno concentrare sulle prossime vittime.

E pensare che i recenti stress test non prevedevano alcun fallimento di uno stato sovrano e invece è probabile che dovranno rimetterci almeno il 20 % dei propri investimenti visto la Banca Centrale Europea ha accettato l’ipotesi di un default parziale dopo aver negato per mesi qualsiasi ipotesi in questo senso.

Nel frattempo nell’euro…foria di un istante in molti hanno dimenticato l’economia reale, con un netto ridimensionamento del settore manifatturiero europeo, ormai vicino alla soglia della contrazione, un peggioramento che non potrà non condizionare le prossime scelte di politica monetaria di una banca centrale che purtroppo fatica ancora a comprendere la dimensione depressiva e deflattiva di questa crisi, preoccupandosi per un’inflazione che nulla ha a che fare con i consumi o con i salari.

In America i dati sull'immobiliare e del settore manifatturiero restano pessimi, una ripresa anemica, una lenta agonia, una immensa debt deflation, rientro dal debito generalizzato, che provocherà sempre più disoccupazione, allungando sull'economia mondiale, l'ombra sinistra del biennio 36/37 la svolta all'interno della Grande Depressione del '29.

I soldi, le risorse per uscire da questo inferno ci sono basta andare a prenderli, redistribuendo la ricchezza, diversamente non c'è scampo.

Non solo la Cina ha registrato una caduta significativa del suo settore manifatturiero ma senza l’industria manifatturiera tedesca l’area euro sarebbe già in recessione proprio ora che l’unica arma per scongiurare un’ondata di fallimenti per uscire dalla spirale della deflazione da debiti sembra rimasta la crescita, visto la fallimentare esperienza di alimentare l’inflazione.

Redistribuzione, non esiste altra strada!

 

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19 commenti Commenta
utente anonimo
Scritto il 25 luglio 2011 at 10:41

Però è interessante notare che i Finlandesi, che non sono certo gente raffinata e dai modi cordiali (non me ne vogliano, ne conosco parecchi) ma concreta e solida e di modi spicci, fino all'altroieri tagliavano alberi e pascolavano renne, non hanno ne partenone ne colosseo pietà di michelangelo cappella sistina … ma hanno uno stato moderno efficiente con servizi alla persona ed alla famiglia asslutamente invidiabili ed un debito pubblico molto contenuto.

Certo redistribuzione, ma prima dobbiamo fermare la malversazione, che in Italia è talmente diffusa che qualcuno la considera una forma di redistribuzione.

utente anonimo
Scritto il 25 luglio 2011 at 11:15

è dificile districarsi in questo campo ,  stante l'infinita proliferazione di notizie di  DISTRAZIONE DI MASSA !
proviamoci con l 'aiuto di questo blog e con Paolo Franceschetti
e Noam Chomsky   la parte  finale del suo  cognome mi ricorda qualcosa…………..

Debito pubblico ,  dato storico :   nessuno ne parla
moneta debito    nessuno ne parla
Signoraggio        nessuno ne parla

invero qualcuno ne parla,  ad esempio  del signoraggio  ne ha pubblicizzato e parlato .          il potere ha la capacità di affossare
un vero problema affidandone la divulgazione a chi NON è CREDIBILE  è inappropriato a farlo
risultato :  SIGNORAGGIO = PUTTANATA       stesso vale per altri problemi ?   cosa ne pensate ?

utente anonimo
Scritto il 25 luglio 2011 at 12:37

che dice la storia del post 36/37….come è ritornata la fiducia e la ripresa economica…socializzando le perdite…e poi successivamente a ciò…gli stati con bilanci eccellenti, ricominciano a spendere?

utente anonimo
Scritto il 25 luglio 2011 at 14:38

BEN DETTO CAPITAN ANDREA

REDISTRIBUZIONE DELLA RICCHEZZA PRODOTTA

MENO AVIDITA'

GIOBBE8871

utente anonimo
Scritto il 25 luglio 2011 at 14:40

la Verità è figlia del Tempo…

CHICAGO, 25 luglio (Reuters) – L'indice dell'attività nazionale elaborato dalla Fed di Chicago, basato su 85 indicatori economici, segna a giugno -0,46 rispetto al -0,55 rivisto di maggio.

La media mobile calcolata sui tre mesi – a -0,60 da -0,31 di maggio – indica che l'attività economica è stata sotto il trend storico e suggerisce pressioni inflazionistiche deboli per il prossimo anno.

giobbe8871

p.s.  a -0,70 siamo in RECESSIONEEEEEE

Scritto il 25 luglio 2011 at 16:41

caro omonimo,
post eccellente, come al solito.
da parte mia mi sto dibattendo per cercare di capire una cosa che ritengo importante.
se è vero ed evidente che tutti i partecipanti al governo mondiale dell'economia, stanno solo cercando di spostare un po' nel tempo ogni tipo di soluzione, con rappezzi che è talmente evidente che non tentano nemmeno lontanamente di risolvere questa crisi da fare addirittura sorridere, perchè lo fanno ?
in vista di quale evento, cercano di spostare in avanti l'inevitabile collasso ?
perchè è ormai evidente che questi livelli di indebitamento delle maggiori economie, non potranno essere onorati, e allora, perchè insistere ?
tu giustamente definisci stupidi, questi personaggi, mentre io non riesco a pensarli tali, quanto piuttosto intenti a perseguire un piano preciso, del quale però non riesco a definire l'obiettivo finale.
secondo te, sto vaneggiando ?

utente anonimo
Scritto il 25 luglio 2011 at 17:21

@andreamensa

Bravo, bravo!!

Finalmente qualcuno si pone le domande giuste:

– tutti i partecipanti al governo mondiale dell'economia, stanno solo cercando di spostare un po' nel tempo ogni tipo di soluzione, con rappezzi che è talmente evidente che non tentano nemmeno lontanamente di risolvere questa crisi da fare addirittura sorridere, perchè lo fanno ?

– tu giustamente (io no) definisci stupidi, questi personaggi, mentre io non riesco a pensarli tali, quanto piuttosto intenti a perseguire un piano preciso, del quale però non riesco a definire l'obiettivo finale (neppure io).

Ancora bravo Mensa, sei uno dei pochi che pensa col cerv ello e non col …

luigiza

utente anonimo
Scritto il 25 luglio 2011 at 17:23

Andrea,
la redistribuzione è un concetto molto elastico.
1) Se prendiamo un sistema chiuso , diciamo un gas in un recipiente isolato, dopo un certo tempo (poco) l'energia delle particelle si distribuisce secondo la distribuzione di Maxwell.
Il valor medio dell'energia dipende dall'energia totale del sistema ovvero dalla sua temperatura, che è un dato macroscopico.
Quindi per capire a che livello si arriva dopo la redistribuzione della ricchezza bisogna definire il sistema:
L'Italia ?  L'europa eurozona? L'europa a 27 ? Il Mondo ? il risultato è molto diverso.

2) Se esiste una sorgente di energia questa non andrà a scaldare tutte le particelle del gas ma scalderà le pareti e queste trasmetteranno l'energia alle particelle che vi urtano contro, poi l'energia verrà trasferita a tutto il gas, in media per urti successivi.
Ovvero chi riesce a guadagnare di più poi passa la sua energia agli altri.
quindi è importante che ci sia molto scambio, se il sistema fosse suddiviso in cellette la diffusione dell'energia sarebbe molto rallentata.

3) gli scambi binari fanno si che ci sia anche una distribuzione del valore di energia scambiato in ogni urto.
Le particelle più energetiche non hanno modo di "nascondere" la loro energia e quando urtano una particella più lenta necessariamente cedono energia.

Nella realtà economica invece si avrebbe un salasso della parte appena benestante della classe media senza andare a toccare le vere rendite ed i patrimoni miliardari.

Se posso votare qualcuno in base ad un programma e questi mi dice che vuole fare una redistribuzione vorrei ben prima sapere come la vuole fare. 

utente anonimo
Scritto il 25 luglio 2011 at 17:31

Il piano non puó essere altro che il caos, unica condizione per far accettare alla gente scelte che non farebbero mai in condizione di normalità poi si puó sempre credere che i tedeschi fossero geneticamente predisposti al nazismo. é successo molte altre volte nella storia e questa gente purtroppo mi sembra abile nell’arte dell’inganno basta pensare al riscaldamento globale causato dall’uomo e dalla co2 se é vero, come pare che sia e sottolinero pare, che é la piú grande truffa scientifica mai posta in essere e a dirlo si badi bene non sono certo io ma numerosi scienziati (non complottisti impazziti) di università occidentali e non, secondo i quali i dati che sottolineano questa truffa non sono razionalmente contestabili l’attuale tattica monetaristica sarebbe solo un giochetto risibile volto forse a logiche malthusiane che + che razionali sono dogmatiche. E mi fermo qui tanto chi ha la mente aperta si fa le domande da solo e mette in dubbio anche se stesso, chi la ha chiusa le domande non se le farà mai.
Giuseppe.

utente anonimo
Scritto il 25 luglio 2011 at 17:43

@ #9

Francesco  questa gente  come le chiami tu deve governare un pianeta di sei miliardi di persone.

Vogliamo provare a mettere in conto questo fatto.

luigiza

Scritto il 25 luglio 2011 at 18:15

Cari Andrea e LuigiZa il problema oggi è cercare di comprendere quale parte della politica sta partecipando a questa immensa socializzazione messa in atto dalla finanza e dalle lobby senza dimenticare che  il processo che credevano di poter controllare  sta lletteralmente scappando di mano, ogni giorno di più. Andrea

Scritto il 25 luglio 2011 at 18:24

…Ovvero chi riesce a guadagnare di più poi passa la sua energia agli altri.

Caro anonimo la leggenda metropolitana del Trickle Down Efffect ormai è morta e sepolta, non va più di moda come non vanno più di moda i processi distributivi non governati tanto amati dal capitalismo anglosassone e non solo. I'm sorry ma questo sistema ha fallito, va integrato, rifondato. E' la legge dei grandi numeri, senza l'apporto della classe media se non si vuole occuparsi di coloro che vivono ai margini del sistema non si va da nessuna parte. Serve un esempio? Quando guadagna oggi un manager rispetto ad un proprio collaboratore, qual'è è il rapporto rispetto a soli 20 anni fa. Mi fermo qui perchè non vorrei diventare noioso. Andrea

Scritto il 25 luglio 2011 at 18:51

Andrea,

il trickle down non funziona, ma convieni che non si redistribuisce ciò che non si produce ?

La distribuzione di Maxwell è un esempio emblematico in quanto è asimmetrica, e tanto più asimmetrica tanto più il valor medio è basso.

Quando parli di quanto guadagna un manager a chi ti riferisci ai Profumo , agli Immelt  ai Marchionne ?

Il problema è che la classe media sta in una forchetta abbastanza ampia, o almeno cos' viene visto dalla politica; tra chi è semplicemente tranquillo di arrivare a fine mese e che ha qualche risparmi per affrontare serenamente un imprevisto e chi ha una vita piuttosto agiata pur senza lussi o eccessi.

Direi che in Italia per una famiglia di quattro persone si va da chi ha un reddito da 50.000 a 150.000 euro annui , (se guardiamo la realtà che ci circonda non dovrebbe essere una categoria troppo piccola, se guardiamo le dichiarazioni dei redditi è esigua) quelli che dichiarano questi redditi sono normalmente stipendiati, chi è libero professionista o commerciane a questi valori non ci si avvicina neppure (vita grama i dentisti) .

La redistribuzine dei redditi si fa colpendo sopra quelle soglie , perchè è li che si concentra la ricchezza, ma poichè vi si concentra anche il potere non succede nulla ed a pagare è sempre la classe media stipendiata.

 

utente anonimo
Scritto il 25 luglio 2011 at 19:03

Qualcuno sa cosa sia il GoldM SaXX retired service programme ?
 
Bene ve lo spiego io, in GS ci tengono davvero tanto alla cosa pubblica, ma proprio tanto che mandano i loro pensionati,  non so se solo in US, solo a livello executive a fare del service presso la Pubblica Amministrazione, ossia a suggerire cosa sia meglio fare…chi potrebbe mai rifiutare un cosi´ spassionato consiglio quando e´gratis…qualcuno ne sa di piu ?
Saluti
Massimo

Scritto il 25 luglio 2011 at 19:13

Andrea,

il trickle down non funziona, ma convieni che non si redistribuisce ciò che non si produce ?

Caro Cuculo ma se … Se qualcuno percepisce un reddito che non produce, qualcun altro produce un reddito che non percepisce.

Al di la della filosofia per quanto riguarda i manager la storia non si esaurisce li Esiste anche un consiglio di amministrazione e il più delle volte il fallimenti vengono risolti con lauti trattamenti di fine rapporto…ma ovviamente non si tratta solo di questo. L'America è un esempio lampante di come da anni si foraggi una bassa tassazione oltre un certo livello con una costante socializzazione degli oneri.

Andrea  filosofia
 

utente anonimo
Scritto il 25 luglio 2011 at 19:39

@Andrea Mazzalai

..senza dimenticare che  il processo che credevano di poter controllare  sta lletteralmente scappando di mano, ogni giorno di più.

Anche questo é giustissimo anzi a mio parere é il nocciolo della questione.

Da parte mia non faccio fatica a credere che l'ex presidente Clinton avesse detto il vero quando disse che se solo avesse immaginato a quali risultati poteva portare il credito facile avrebbe evitato di spingere le banche a concederlo.

Credo che Alan Greenspan fosse sincero quando riferì alla commissione del Senato che mai avrebbe immaginato che il liberismo da lui promosso e facilitato avrebbe portato ad un tale disastro.

Bisogna però anche considerare le motivazioni che portarono costoro ad agire come fecero:
– dare dignità a persone rimaste indietro;
– consentire a milioni di esseri di uscire dalla povertà. Ed i più svegli ci sono riusciti.

Poi parliamo degli squali, dei farabutti che si sono inseriti nel progetto, ma alla base vi erano intenzioni nobili.
Altro che complotti pluto-giudaico ecc. ecc.

luigiza

luigiza

utente anonimo
Scritto il 25 luglio 2011 at 21:44

@ luigiza commento n.10
Provavo semplicemente a rispondere alla domanda sul perché continuano con una politica che sembra “chiaramente” fallimentare quindi la risposta é In relazione al “chiaramente” che presuppone che “sappiano”…o si scade nel complottismo, o nel nihilismo o nel fatalismo non sapevano non potevano prevedere. Ognuno sceglie la linea che reputa + accettabile. Per me dipende sempre come scrissi tempo fa da cosa decidiamo che sia l’essere umano ed in quale direzione debba andare il suo futuro, sembra una risposta astratta ed elusiva ma 3 pagine non le posso scrivere e comunque li andrei a finire: o siamo muffe pericolose che hanno dimostrato di poter metastatizzare sulla luna 40 anni fa e di poter distruggere la propria madre con armi atomiche e allora dobbiamo regredire e tornare in armonia con il nostro orticello e non calpestare le sacre aiuole o l’essere umano é stato creato per capire, per viaggiare anche oltre la luna e per coltivare quelli che invece di pericolosissimi difetti sono incredibili qualità. Alla fine io ho la forte “sensazione” che dipenda tutto da questo. Ovviamente credo tu sappia quale delle due opzioni io reputo + credibile. Giuseppe

utente anonimo
Scritto il 25 luglio 2011 at 21:55

Continuo dal commento n17:
Dovremmo capire ad esempio che la concezione un uomo generalmnte misero e pericoloso permette l’esistenza di un’oligarchia dominante che controlla le pericolose mandrie. Un uomo invece proiettato verso la libertà e la realizzazione di se stesso come singolo e comunità con ideali e valori superiori rende l’oligarchia sostanzialmente superata ed inutile. Giuseppe

utente anonimo
Scritto il 26 luglio 2011 at 03:55

@ #17 &  #18

Giuseppe scusa non avevo capito.

Sono in piena sintonia col tuo pensiero.

Grazie per averlo espresso pubblicamente.

luigiza

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