GENERAL ELECTRIC: LA SOCIALIZZAZIONE DELLE TASSE!

Scritto il alle 17:45 da icebergfinanza

 

Come i lettori di Icebergfinanza ben sanno, il filo conduttore della madre di tutte le crisi è la socializzazione delle perdite e la privatizzazione dei profitti che questa crisi ha prodotto.

Ma quello che ben pochi probabilmente sanno è che in piena crisi spesso è volentieri c'è chi si ingegna anche a socializzare il carico fiscale.

In Italia la pratica è diffusa dalla notte dei tempi!

Vi ricordate qualche mese fa il buon Obama, quando magnificando Immelt, amministratore delegato di GE sussurrò: " Lui capisce quello che serve all'America per competere nell'economia globale " dopo aver visitato una fabbrica a New York.

Ebbene secondo il NEWYORKTIMES  General Electric, nonostante la marea di utili,  non dovrà un solo centesimo di tasse allo Stato Americano , anzi sta preparando una piccola lettera di rimborso fiscale per Babbo natale dal valore di oltre tre miliardi di dollari.

Sembra che l'ufficio contabile di GE diretto da un certo John Samuels guarda caso ex dirigente del tesoro americano nel suo slogan principale " Immaginazione al lavoro " integra una strategia di lobbing che è riuscita a farsi che la maggior parte dei profitti dell'azienda abbia provenienza estera.

Pur con la metà del fatturato espresso in America, GE non realizza neanche il 20 % dei suoi profitti in America. Tutta questione di sopravvivenza hanno osservato le anime candide e responsabili di GE ma gli obblighi nei confronti dei nostri maggiori azionisti ci obbligano ad usare maggiore immaginazione fiscale!

Sai se investiamo all'estero con le esportazioni creiamo nuovo lavoro, anche se l'altra faccia della medaglia è quella del buon esempio che scoraggia gli investimenti in America e quindi le assunzioni. Grande Mister Obama è riuscito nell'impresa di assumere l'amministrazione delegato di una società che ha licenziato un quinto della sua forza lavoro e quintuplicato gli utili all'estero, grande davvero!
 

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5 commenti Commenta
utente anonimo
Scritto il 30 marzo 2011 at 17:35

cche queste notizie passino inossevte qui da noi non mi stupsce. resto sconcertato che la cosa passi sottosilenzio in USA

Scritto il 30 marzo 2011 at 22:26

Forse questo articolo vi potrebbe interessare:

The Machine

http://www.paolobarnard.info/intervento_mostra_go.php?id=213

Un saluto e……………buona fortuna

SD

Scritto il 30 marzo 2011 at 22:26

Forse questo articolo vi potrebbe interessare:

The Machine

http://www.paolobarnard.info/intervento_mostra_go.php?id=213

Un saluto e……………buona fortuna

SD

utente anonimo
Scritto il 31 marzo 2011 at 00:14

Affogando nel debito.  

magari questo articolino vi stuzzica.  leggere.

Un antico proverbio, spesso ripetuto anche ai giorni nostri, è quello secondo cui si finisce sempre col raccogliere ciò che si è seminato. Ora, il governo degli Stati Uniti semina debiti da decenni ed i nostri politici hanno tentato incessantemente di assicurarci che andrà tutto bene. Ebbene, niente andrà bene. La verità è che il governo statunitense sta letteralmente affogando nel debito. In questo istante, il debito complessivo del governo è di 14 223 730 274 180,80 di dollari (1). E’ un debito così grande da sfuggire a qualsiasi tentativo di comprensione. E’ anche un debito assolutamente impossibile da saldare con il nostro attuale sistema finanziario. Un giorno il peso di questo debito farà collassare completamente l’economia globale. La sola cosa che impedisce che ciò accada è la nostra abilità nel prendere in prestito ancor più soldi. Per il momento, il governo degli Stati Uniti è ancora capace di prendere in prestito enormi somme di denaro a bassissimi tassi di interesse. Ciò ci permette di sconfiggere deficit di bilancio incredibilmente enormi. Per esempio, l’amministrazione Obama stima che il deficit di bilancio federale per quest’anno fiscale sarà un record assoluto 1.65 trilioni di dollari (1650 miliardi, ndr) (2). Tutto questo prendere in prestito permette all’economia statunitense di mantenere un falso livello di prosperità, almeno per ora. Ma stiamo lavorando con tempo preso in prestito. Il governo ha preso in prestito circa il 43% (3) di quel che spenderà quest’anno. Non può andare avanti all’infinito. Una debole minoranza dei nostri politici a Washington D.C. vuole tenere il debito sotto controllo, ma la realtà è che ciò non sarebbe semplice perfino se a Washington D.C. ci fosse la volontà politica di farlo. Se volessimo far quadrare il bilancio federale, oggi, dovremmo eliminare il 43% della spesa. Così facendo, non collasserebbe soltanto l’economia statunitense, ma l’intera economia globale. Ma se continuiamo ad aggiungere debito a questo passo, l’eventuale collasso sarà di gran lunga peggiore. Siamo davvero tra l’incudine ed il martello. Le nostre scelte sono intenso dolore economico ora, od ancor peggiore dolore poi. A questo punto, sembra assolutamente impossibile ottenere un bilancio che quadri col sistema attuale. L’ufficio di gestione e bilancio della Casa Bianca stima che la spesa federale obbligatoria (in gran parte per titoli) supererà il totale delle entrate dell’anno fiscale (4). Nel 2008, il governo federale avvisò che ciò poteva accadere a 50 anni da adesso. Invece sta accadendo proprio ora. Capite cosa significa? Significa che se eliminassimo l’intera spesa discrezionale (compreso l’intero dipartimento di difesa) avremmo ancora un deficit di bilancio federale. Si, il governo degli Stati Uniti sta davvero affogando nel debito. Gestire un deficit di bilancio di 1.65 trilioni di dollari è un suicidio finanziario nazionale. Gran parte degli americani non riescono neanche a concepire quanti siano 3 trilioni di dollari. Se foste stati vivi alla nascita di Gesù e aveste speso 1 milione di dollari al giorno da allora, non avreste ancora speso un trilione di dollari ad oggi. Ciò spiega quanto sia difficile spendere un trilione di dollari. Se usciste oggi e incominciasse a spendere 1 dollaro al secondo, ci mettereste oltre 31 000 anni (5) per spendere un trilione di dollari. A meno che gli Stati Uniti non facciano ricorso alla stampa di denaro, stile Zimbawe, la verità è che non ci sono abbastanza soldi per saldare il debito nazionale anche se volessimo. Se il governo federale cominciasse in questo istante a ripagare il debito nazionale al tasso di un dollaro al secondo, ci metterebbe più 440 000 anni (6) per saldarlo. State cominciando a capire in che razza di guaio siamo? A volte è utile provare a vederla a livello personale. Avete mai accumulato un capitale su una carta di credito? Può essere molto divertente uscire a spendere tutti quei soldi, ma alla fine il giorno della resa dei conti arriva. Bene, a livello nazionale abbiamo vissuto alla grande per decenni. E’ stato un gran party. Ma ora la festa volge al termine e si avvicina il gran giorno della resa dei conti. Se dividete il debito nazionale in equamente tra i capifamiglia statunitensi, ognuno sarebbe debitore della sconcertante cifra di 125,475.18 dollari. (7) E così avete da parte 125 mila dollari per pagare la vostra quota? Purtroppo, invece di vedersela con questa situazione, i nostri politici hanno pigiato al massimo l’acceleratore del debito. Durate i primi 2 anni in carica di Obama, il governo statunitense ha aggiunto al debito nazionale più di quanto si sia fatto nei primi 100 anni di governo bicamerale. (8) Wow. Questo è un risultato assoluto. Ma la gente non è stata messa in guardia da questo per decenni? Si che lo è stata. Il debito nazionale era un problema enorme quando si candidò Ronald Reagan nel 1980. A quei tempi i nostri politici promisero di far qualcosa per il debito che stava esplodendo. Non andò molto bene. Il debito nazionale degli Stati Uniti è oltre 14 volte maggiore di quello del 1980.(9) Ma non siamo ancora caduti nel precipizio. o no? C’è una qualche possibilità di uscire indenni da questa situazione? No, non c’è. Il debito è davvero un cattivo padrone, ed è solo questione di tempo prima che il disastro finanziario colpisca. La seguente dichiarazione è stata recentemente pubblicata da un lettore di nome “Bob” sul sito Economic Collapse(10): Il genere di problema del debito attuale che gli Stati Uniti affrontano mi ricorda una situazione simile in cui si trovava un mio amico nella metà degli anni novanta. Aveva una carta di credito. Superò il limite di spesa. Ordinò un’altra carta di credito da un altro istituto di prestito per saldare la sua carta di credito sfondata. Continuò ad utilizzare la NUOVA carta di credito finché superò il limite di spesa anche con essa. Così uscì e ordinò un’altra carta di credito da un altro istituto di prestito e cominciò il procedimento daccapo. Alla fine, quando fu definitivamente archiviata la bancarotta, aveva 8 carte di credito in rosso ognuna di 40 000 dollari, un’ipoteca sulla casa e sull’auto e tutte le altre cose necessarie per vivere. Quando fu tutto finito non si ritrovò niente e viveva in una roulotte e successivamente divorziò da sua moglie per avergli tenuto segreto il tutto. Non finirà bene per gli Stati Uniti continuando così. L’unico modo per far si che il gioco vada avanti è che gli Stati Uniti siano capaci di prendere in prestito un trilione di dollari di cui hanno bisogno ogni anno per posticipare il pagamento del debito e finanziarne uno nuovo. In ogni caso, ci sono segnali che le nostre fonti di prestito si stiano prosciugando. Il Giappone è il secondo titolare estero maggiore del debito statunitense, ma a causa del recente disastro che ha colpito la nazione, non compreranno altro debito nell’immediato futuro. Infatti, liquideranno probabilmente molto del debito che già posseggono. Il Giappone attualmente possiede circa 882 miliardi di dollari (11) di obbligazioni del Tesoro statunitense e sta probabilmente per liquidarne gran parte in modo da finanziare la ricostruzione della nazione. Inoltre, alcuni dei “pezzi grossi” nel settore dei bond stanno uscendo dal debito di governo. Per esempio, PIMCO, il più grande fondo obbligazionario del mondo intero, ha recentemente reso nota l’uscita dalle tesorerie statunitensi. (12) Che non è una buona notizia per le finanze del governo. Un recente articolo pubblicato su Busin
ess Insider rivela che PIMCO è uscita dalle tesorerie statunitensi molto, molto velocemente. La società di investimenti PIMCO, il più grande venditore di obbligazioni a livello mondiale, ha recentemente svelato che il suo maggiore fondo di investimento comune, il “Pimco Total Return Fund”, ha ridotto i suoi titoli di garanzia di governo dal 12% al niente assoluto. La PIMCO vede guai all’orizzonte? Probabilmente. La verità è che chiunque con un briciolo di cervello sarebbe capace di vedere guai all’orizzonte per le finanze del governo. Con il governo degli Stati Uniti che affoga in un tale debito, l’unico modo per la riserva federale di evitare il collasso è di stampare in maniera costante e crescente somme di denaro sempre più alte, e per il governo statunitense di prendere in prestito in maniera costante e crescente sempre più alte somme di denaro. PIMCO ed altri vedono l’orribile inflazione all’orizzonte e non torneranno ai bond di governo fino a che i tassi di interesse non diverranno molto, molto più alti. Ma quando i tassi di interesse sul debito di governo si alzano, significa che gli interessi sul pagamento del debito saliranno alle stelle. Che confusione. Non c’è modo che le cose vadano bene. Forse la cosa più triste è quel che stiamo facendo ai nostri figli ed ai nostri nipoti. Gli stiamo accollando il più grande debito nella storia dell’umanità e stiamo completamente distruggendo il loro futuro economico. Non è un crimine? Se foste al loro posto, cosa provereste per l’attuale generazione con …

utente anonimo
Scritto il 31 marzo 2011 at 00:17

Se foste al loro posto, cosa provereste per l’attuale generazione con quello che gli sta facendo? Eravamo la nazione più ricca, la più prosperosa del pianeta. Non dovevamo indebitarci. Non dovevamo accendere un mutuo sul futuro per amore del presente. Ma è quel che abbiamo fatto. Ora stiamo completamente affogando nel debito. Siamo intrappolati in un buco nero del debito che sta per ingoiare tutta la ricchezza e la prosperità che ci hanno tramandato le passate generazioni. Vergogna, America. Le cose non dovevano andare così. Fonte: http://endoftheamericandream.com

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