FA' LA COSA GIUSTA! Trento 23/25 Ottobre 2009.

Scritto il alle 21:49 da icebergfinanza

Fa’ la Cosa Giusta! Trento

Torna dal 23 al 25 ottobre 2009 “Fa’ la Cosa Giusta! – Trento”, la fiera del consumo critico e degli stili di vita sostenibili, giunta alla quinta edizione con una continua crescita di pubblico, dopo gli 11.069 visitatori del 2008.

Organizzata da Trentino Arcobaleno e Confesercenti del Trentino, la mostra mercato porterà anche quest’anno nelle strutture di Trento Fiere in Via Briamasco oltre 160 fra agricoltori biologici, botteghe del commercio equo, associazioni, cooperative sociali, e aziende che propongono prodotti e servizi rispettosi dell’ambiente. Per i consumatori ma anche per le scuole, un’occasione per incontrare aziende, progetti e buone prassi amministrative, che sul territorio locale, ma non solo, stanno costruendo un’economia più attenta alle persone e all’ambiente.

Accanto alla mostra mercato, un ricco programma culturale , che affianca ai laboratori pratici e agli spettacoli, numerosi appuntamenti di approfondimento dei temi proposti in fiera.

Se siete interessati a partecipare come espositori, potete prendere visione dei criteri di partecipazione e, nel caso siate in possesso dei requisiti richiesti, prendere contatto con gli organizzatori ai riferimenti sotto riportati.

Orari di apertura

Venerdì 23 ottobre: dalle 14.30 alle 18.30
Sabato 24 e domenica 25 ottobre: dalle 9.00 alle 19.00

Biglietti di ingresso

Venerdì € 2 – Sabato € 2,5 – Domenica € 3
Minorenni ingresso gratuito

Abbonati a Trentino Trasporti Esercizio e chi presenta alla cassa un biglietto del trasporto pubblico obliterato quel giorno 2 €

Contatti

Segreteria – tel. 0461.261644
e-mail: [email protected]

Programma

La Ciclofficina
Vieni in bici, e potrai portarla alla Ciclofficina della cooperativa Kaleidoscopio, per ripararla e imparare i trucchi del mestiere, per una bicicletta sempre perfetta

Giochi e Musica
Barycentro offre nella zona ristoro sabato e domenica dalle 17.30 alle 19 aperitivi in musica, venerdì e sabato laboratorio di origami e giochi dal mondo

Il Bio-ristoro
Il pranzo sarà curato da quattro ristoranti aderenti a Slow Food Trentino Alto Adige, con quattro menù a 12 euro, il piatto bambini a 5 euro e il menù famiglia (due adulti e uno o più bambini) a 25 euro. Per bibite e spuntini equo e bio, il bar della Cooperativa Samuele, l’Officina della Birra e la Créperia Equosolidale

Per i neonati, i bambini e i giovani
La fiera aderisce al progetto "Amici della Famiglia" con varie proposte per i più giovani: i tradizionali laboratori della Coccinella, lo Spazio Meno9+1 di Mammarsupio, dove gestanti e neomamme potranno trovare consigli e spazio per il cambio o l’ allattamento, e quello curato dall’Ufficio per il Sistema bibliotecario trentino, dove i giovani potranno trovare proposte di lettura curate e presentate da loro coetanei. Sabato e domenica alle ore 15 spettacolo dei burattini di Luciano Gottardi

Laboratori, seminari, spettacoli

Venerdì 23

  • ore 16 “Detersivi in casa mia” – laboratorio di autoproduzione a cura di Livialba Brusco – Bilanci di Giustizia*

  • ore 17 “Bionda, Rossa o Mora per il Caprino di Cavalese? Dalla Val di Fiemme tre superbi caprini corteggiano tre fantastiche birre” – laboratorio del gusto Slow Food**

  • ore 17 “Consumi e stili di vita sostenibili nel Rapporto sullo Stato dell’Ambiente 2008” – seminario a cura della Agenzia Provinciale per la Protezione dell’Ambiente

Sabato 24

  • ore 9 “La certificazione energetica degli edifici” – convegno ILETE a cura dell’Agenzia Provinciale per l’Energia

  • ore 10 “Dal chicco al pane anche con la pasta madre” – laboratorio di autoproduzione a cura di Manuela Bonomi e Francesca Corradini – Gas Gos Bolognano*

  • ore 11 ”Quale latte è veramente Bio? Con Sherlock Holmes sulle tracce del latte non biologico” – laboratorio del Gusto Slow Food**

  • ore 12 “Vivere senz’auto” – laboratorio di buone pratiche di mobilità a cura di Antonella Valer – coop. Car sharing Trento*

  • ore 13 “In Vino Veritas ovvero alla ricerca dell’intruso non bio. Tre vini bio e uno no, ma quale sarà ?” – laboratorio del Gusto Slow Food**

  • ore 14 “Il dado vegetale: impariamo a farlo insieme” – laboratorio a cura di Michela Luise – Fattoria didattica Le driadi*

  • ore 15 "La vera storia di Salvelinus Fontinalis. Storie di vite vissute e assaggio di salmerini con Tullia Vinante” – laboratorio del Gusto Slow Food**

  • ore 15 “Spettacolo dei burattini di Luciano Gottardi”

  • ore 16 “Dal latte di mucca o capra allo yogurt e alla ricotta” – laboratorio a cura di Elisabetta Monti – Az agricola La Fonte*

  • ore 17 “La Ciuiga di San Lorenzo in Banale sposa il TrentoDoc. Quale alternativa a Cotechino e Spumante? Ciuiga e TrentoDoc!!!” – Laboratorio del Gusto Slow Food**

  • ore 17 “Cibo per il futuro: come nutrire il Pianeta” – seminario con Andrea Calori e Giulio Senesi a cura di Manitese

Domenica 25

  • ore 10 “La Bioedilizia in pratica” – laboratorio a cura di Luigi Calzà*

  • ore 11 "Non solo filetto …ma carne bio e tagli minori. Maestri di coltello,la razza Higlander e tagli alternativi per un gusto più vero” – laboratorio del Gusto Slow Food**

  • ore 12 “Creme, balsami e unguenti per viso e corpo” – laboratorio a cura di Sabina Gislimberti – Barycentro*

  • ore 13 “Attenti a quei Tre “ Casolet , Puzzone e Vezzena”. Tre presìdi di montagna a latte crudo ci ricorderanno i profumi dei pascoli estivi” – laboratorio del Gusto Slow Food**

  • ore 14 “Merende buone e sane per i bambini” – laboratorio a cura di Maria de Micheli – cuoca scuola materna*

  • ore 15 “Spettacolo dei burattini di Luciano Gottardi”

  • ore 16 “L’inverno è alle porte: come preparare Infusi e tisane – laboratorio a cura di Walter Ciola – Ass. Montagne e benessere gruppo erbe*

  • ore 17 “Dal Pomod’Oro al Pomodoro. Pomodori di tutti i colori: gialli, verdi , albicocca, arancioni, rossi e anche neri” – laboratorio del Gusto Slow Food**

* è richiesto un contributo spese di 2 € e l’iscrizione anticipata presso lo sportello “Fa’ la Cosa Giusta!”, al numero di telefono 0461.262045 o all’indirizzo è-mail [email protected]

** è richiesto un contributo spese di 7 € (5 € per i soci Slow Food) e l’iscrizione anticipata presso lo sportello “Fa’ la Cosa Giusta!”, al numero di telefono 0461.262045 o all’indirizzo è-mail [email protected]

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20 commenti Commenta
utente anonimo
Scritto il 24 ottobre 2009 at 20:38

Veramente un programma interessante,che peccato non poterci essere ! Vi leggo sempre.
Saluti a tutta la ciurma!

Altapatagonia

Scritto il 24 ottobre 2009 at 22:45

Dici bene Altpatagonia!
Ciao anche a Te!
Dove sei finito!?

Buona notte  cari Compagni di Viaggio
Valentina

p.s un saluto particolare a ccp, ci vediamo presto!

Scritto il 25 ottobre 2009 at 09:29

"Terra tra le mani"

Sovranità alimentare
http://www.manitese.it/campagne/?page_id=278

Facciamo la cosa giusta…..Mangiamo locale!

"Il cibo sia la tua medicina
la medicina sia il tuo cibo".
Ippocrate

Ti meravigli delle troppe malattie?
Conta quanti sono i cuochi. (Seneca, epistola VX, 95, 23)

Valentina

Scritto il 25 ottobre 2009 at 09:29

"Terra tra le mani"

Sovranità alimentare
http://www.manitese.it/campagne/?page_id=278

Facciamo la cosa giusta…..Mangiamo locale!

"Il cibo sia la tua medicina
la medicina sia il tuo cibo".
Ippocrate

Ti meravigli delle troppe malattie?
Conta quanti sono i cuochi. (Seneca, epistola VX, 95, 23)

Valentina

Scritto il 25 ottobre 2009 at 09:29

"Terra tra le mani"

Sovranità alimentare
http://www.manitese.it/campagne/?page_id=278

Facciamo la cosa giusta…..Mangiamo locale!

"Il cibo sia la tua medicina
la medicina sia il tuo cibo".
Ippocrate

Ti meravigli delle troppe malattie?
Conta quanti sono i cuochi. (Seneca, epistola VX, 95, 23)

Valentina

utente anonimo
Scritto il 25 ottobre 2009 at 14:41

metto anke qua la risposta ke dovevo a il cuculo

 emilio….nn scandalizzarti se il settore primario è "aiutato" …
nn sono aiutati gli operai con la cassa integrazione , nn sono aiutate le banke, nn è aiutata la fiat, ,enti ,regioni ,………….
se mai confrontiamoci sugli aiuti . Io in totale con la mia piccola azienda , 11 ha , percepisco 2.300 € di sovvenzioni…… NN E’ QUESTO IL PROBLEMA.
la verità è ke nn siamo competitivi (ma nn solo in italia con aziende di8-9ha di media.. ma anke in europa) rispetto a USA brasile australia russia canada argentina (bada bene ke anke qui hanno contributi anke superiori ai nostri) e allora dovremmo kiudere tutti.
OK chiudiamo………ma il settore agricolo è un settore STRATEGICO ..
dimmi tu se nn producessimo piu niente in europa…… fossimo in mano agli altri x il mangiare quotidiano…..
cosi cercano di mantenerci in linea di galleggiamento.
ora questo ha funzionato finkè c’era la £ e quindi (svalutando) avevamo prezzi ke ci permettevano di guadagnare
adesso con l’€ , e con prezzi mondiali legati al $ dimmi tu..
LA REALTA’ come ha detto scovazza è ke senza mettere in conto la nostra manodopera e tante lavorazioni in questo momento nn riusciamo a coprire le spese vive. CI RIMETTIAMO. e allora dirai tu xkè semini…?….
xkè abbiamo la speranza ke fra 1 anno le cose cambino (questo è di solito il tempo ke intercorre tra semina e raccolto) xkè a 56 anni ,io, nn saprei fare altro…. xkè gli investimenti (patrimonio zootecnico, impianti di vigneti , strutture aziendali ) hanno bisogno di diversi anni prima di entrare in produzione e quindi dobbiamo produrre anke in perdita se qualche anno va male x nn perdere il patrimonio costruito.(x patrimonio intendo il valore del miglioramento genetico del bestiame e dei vitgni).

IN TUTTA SINCERTA’ la mia situazione mi direbbe di kiudere e vendere la terra (e forse dovrò farlo x la mia famiglia) ma sono tanto legato alla proprietà ke era di mio padre e di mio nonno , ke x me nn ha un valore commerciale ma sentimentale
ma questa è una situazione particolare.

torniamo al discorso precedente….oltre a tutto questo c’è un problema di speculazione.
quando 1 kg di pane ( ricordo ke con 1 kg. di farina con l’aggiunta di acqua si ottengono 1,15 kg di pane) costa 3-4 € ..e da 1 QL di farina noi prendiamo 12 €
abbiamo la farina di mais che adesso vale 9 € al QL xkè la vendiamo!…….
ma se dovessimo aver bisogno di paglia ke è in mano ai commercianti vale 12€ ….paglia eh paglia.
allora dobbiamo pensare dove ci stanno portando.

la terra è sempre stata dei grandi proprietari terrieri ;c’è stata una parentes idemocratica dove anke i piccoli agricoltori ,nel dopoguerra,sono stati protagonisti ….. ma adesso è il momento del ritorno …… fra pochi anni noi dovremo vendere e sarà ancora in mano ai latifondisti

ci sono 1000 altri problemi …ma mi fermo qui

maat

utente anonimo
Scritto il 25 ottobre 2009 at 19:56

Sarebbe bello avere on line una videoregistrazione dei vari interventi.

utente anonimo
Scritto il 25 ottobre 2009 at 21:39

Per Scovazza64 #97.

Il motivo per cui non produco beni alimentari a tempo pieno è semplice perche non possiedo terreni agricoli, ma un semplice orticello che non potrebbe soddisfare i bisogni di tutta la famiglia.

E neanche mi sognerei (per il momento) di acquistare qualche campo agricolo perchè i prezzi della terra agricola sono troppo alti, forse il motivo dell’alto valore dei terreni dipende dal fatto che viene considerato un bene rifugio o un investimento a lunghissimo termine (generazionale!!!!), sicuramente il prezzo non è legato alla produttività.

Ho letto il tuo post sull’agricoltura in Romania, sicuramente anche in quel paese ci sono milioni di piccoli agricoltori, ma sono sicuro che sono ormai molti anni che grandi imprenditori Europei (e molti Italiani) hanno comprato (fino a qualche anno fà chi non era Romeno non poteva possedere terreni!!! bisognava avere una Società!!!) migliaia di ettari con lo scopo di fare agricoltura industriale.
 
Un utima cosa sulla Romania se decidete di comprare dei terreni agricoli in quel luogo sarà meglio anche assumere qualche "custode" del luogo e pagatelo "profumatamente". Ho avuto occasione di andare in quel paese e di frequentare un vecchio conoscente che aveva investito in appartamenti (adesso è in un altro luogo hehehe) che voleva comprare dei terreni e piantarci dei PIOPPI….oltre alla natura avrebbe dovuto preoccuparsi che all’inverno non facesse molto freddo…altrimenti in primavera i PIOPPI sarebbero spariti hahahaha.

Un saluto

SD

Scritto il 25 ottobre 2009 at 21:49

Maat, Emilio,

premesso che parlo da non competente che guarda dall’esterno mi piacerebbe capire meglio perchè non si possano superare certi vincoli e limiti…

In generale le filiere lunghe sono figlie di una sistema sottocapitalizzato dove nessuno vuole o può prendersi molti rischi, ovviamente filiere lunghe sono nemiche della competitività.

Perchè gli agricoltori non si possono consorziare (veramente dico) e gestire in modo industriale avanzato almeno una parte della fliere a valle. Di esempi se ne potrebero fare molti.

La paglia ed i mangimi perchè devono essere acquistati dai commerciani e non da altri agricoltori del consozio.

Cosa manca per realizzare delle poitiche di integrazione?

Il mondo vitivinicolo in Italia ha mostrato che delle cose imortanti si possono fare, perchè nel lattiero caseario e nell’ortofrutta non è possibile?

utente anonimo
Scritto il 25 ottobre 2009 at 22:19

http://www.comedonchisciotte.org/site/modules.php?name=News&file=article&sid=6399

consiglio la lettura con MENTE APERTA

utente anonimo
Scritto il 25 ottobre 2009 at 22:34

io faccio parte di 2 cooperative una cantina sociale e mi paga il merlot
quest’anno 13 centesimi al kg d’uva … 13 € a ql.   senza considerare le altre spese io devo pagare ki mi viene vendemmiare 11 € ora e mediamente questo in 1 ora vendemmia 1 ql 
poi faccio parte di 1 coop di acquisto concimi ke mi fa lo stesso prezzo o forse anke qualcosa di piu di 1 amico ke sta vicino.
caro emilio l’agricoltura è in mano allla grande speculazione e da quando c’è l’ € si è deciso di avere prezzi in linea con quelli mondiali.
i giochi vengono fatti a livello mondiale…… pensi ke si possa risolvere il problema con delle piccole coop  .
se il$ è svalutato del 50% dal 1980 e abbiamo aziende nettamente svantaggiate rispetto a USA BR AUS,ecc come possiamo far cocorrenza .
SI CHIUDE E BASTA

utente anonimo
Scritto il 25 ottobre 2009 at 22:40

Anonimo #8 mi sono letto l’articolo che ha postato…..non ho parole.

Se a qualcuno interessa allego un link su GEAB 38 parte III:

http://www.stampalibera.com/?p=6556

SD

utente anonimo
Scritto il 25 ottobre 2009 at 22:40

Anonimo #8 mi sono letto l’articolo che ha postato…..non ho parole.

Se a qualcuno interessa allego un link su GEAB 38 parte III:

http://www.stampalibera.com/?p=6556

SD

utente anonimo
Scritto il 25 ottobre 2009 at 22:40

Anonimo #8 mi sono letto l’articolo che ha postato…..non ho parole.

Se a qualcuno interessa allego un link su GEAB 38 parte III:

http://www.stampalibera.com/?p=6556

SD

utente anonimo
Scritto il 25 ottobre 2009 at 22:52

nn vorrei farlo diventare un discroso su di me..
quindi questo èl’ultimo post.
la paglia era 1 es. x dire ke quando il prodotto è in mano a terzi lo devi pagare piu della farina .
stai certo ke la paglia se la procurano gli agricoltori.
ci sono le coop del latte e ne ho fatto parte ank’io quando avevo mucche.
la frutta , la verduta è organizzata x buona parte in coop.
il problema è ke nn possono fare loro il prezzo , ma lo subiscono come tutti in europa…..e nn interessa  quali sono i tuoi costi …o ce la fai o no.
e poi parliamoci chiaro se protestano i francesi con dimensioni nettamente migliori delle nostre …. anche se hai la coop alla fine si deve dividere x quel poco ke porti.

speriamo ke l’ € si svaluti … ma tanto…

maat

utente anonimo
Scritto il 25 ottobre 2009 at 22:59

sappiamo tutto di chi tromba con chi ma non ci viene detto nulla di ciò che è al #8…….agghiacciante

utente anonimo
Scritto il 26 ottobre 2009 at 01:36

al sig.Matt,da quello che fai capire mi sembra che la tua attivita’ non ti dia molte soddisfazioni,tutto questo e’ strano e per questo ti racconto la mia testimonianza.Nel lontano 1984 il settore di cui oggi mi occupo "metallurgico" era entrato in una fase critica di concorrenza arrivando in famiglia a scegliere altre opportunita’ e fu’ in quell’epoca  che ebbi l’occasione di far parte ad un inizio di cooperativa agricola che per mia sfortuna  non accettai  grazie al compromesso di qualche mio fratello.Proprio l’altro giorno per curiosita’ sono andato a vedere  il risultato che hanno avuto 1O famiglie  con capitale iniziale di ha 15 (15O.000 MT di terreno).Una stalla con 150 mucche,ogni famiglia ha una casa concepita con le migliori tecniche di costruzione e isolamento  termico con produzione di energia elettrica .0gnuno ha il suo settore di lavoro e tutti i prodotti ,alimenti per vivere  dal latte al vino,dalla frutta al miele,ogni tipo di ortaggi, carne suina e bovina,equina ,dai polli ai tacchini,pecore e caprette e ogni tipo di formaggio,una parte serve per il mantenimento e un buon 70%,viene venduto come prodotto biologico che oserei dire di ottima qualita’ sia come sapore  e sostanza.Dimenticavo il pane se lo fanno loro sia quello integrale che normale e che pane.I figli studiano agraria e quelli gia’ qualificati stanno programmando tutti insieme  per iniziare  ad abbinare un vivaio con relative serre.Tutti conducono una vita molto decorosa in mezzo alla natura e in ottima salute.Sono restato meravigliato ,un piccolo paradiso e tanta serenita’,un posto che si e’ rivalutato  moltissimo diciamo il terreno 10 volte di piu’ di quello che hanno pagato ma non c’e’ prezzo per vivere cosi.Ciao Natalino. 

utente anonimo
Scritto il 26 ottobre 2009 at 08:56

va beh ….. natalino…
io ti sto dicendo ke ADESSO nn è piu conveniente  fare agricoltura…. 
e l’ho anke scritto ke andava meglio.
poi se guardi al valore della terra e della casa ke si è rivalutato  allora basta ke vendo tutto e sono apposto …ma questo nn xkè sia conveniente seminare o allevare,, 

poi nn prendere come es.le cose di "nikkia"  …. ke se ci mettiamo tutti a fare i prodotti di nicchia .. ke nikkia sarebbe.
tu porti 1 es. io parlo di tutti in generale.
 
il pane possono farselo tutti in casa ….. e il" paradiso" … si è sempre stato cosi…. ki nn va a fondo delle cose vede solo quello ke fa piu comodo.

se si va allo zoo si vedono solo le bestie tranquille…. nn si pensa ke bisogna curarle dar loro da mangiare pulirle ecc…

hai provato a domandare quante ore di lavoro fanno in tutta la famiglia… quante ferie fanno..
 
va beh lasciamo perdere

maat

utente anonimo
Scritto il 27 ottobre 2009 at 01:18

senti Matt,accontentati e non farti le seghe mentali.Pensa a chi ancora non ha niente e  e’ disoccupato o ad altri che hanno lavorato e oggi si trovano a spasso.Terra e’ terra e non tradisce mai.Ciao  dalla  carota e una patata che si mangia.

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