L'ARCA DI NOE' SUBPRIME!

Scritto il alle 00:29 da icebergfinanza

 

E’ come assistere ad una  lunga fila fuori dall’ Arca di NOE’, il G20 ecco il nome dell’arca subprime, dichiarazioni di principi, coordinamento globale, la colpa di tutto quanto è accaduto è degli investitori che hanno cercato rese più elevate senza una adeguata valutazione del rischio, libero mercato da preservare da coccolare e protezionismo da rigettare e si un successo d’intesa sui principi, un vertice vuoto senza contenuti concreti ……. arriverderci al marzo del prossimo anno sempre che………

Uno tsunami di richieste accorate, per essere presi in considerazione dal programma di salvataggi governativi, assicurazioni che vogliono diventare banche o istituti di credito, stati o città intere che tramite i loro governatori o sindaci ……… 

In a letter to Treasury Secretary Henry Paulson Friday, the mayors of Philadelphia, Phoenix and Atlanta asked for the creation of a $50 billion fund to spur infrastructure investments as well as for loans to cover unfunded pension liabilities and to address cash flow crunches amidst tight credit markets. WSJ thanks to CalculatedRisk!

Oggi dopo istituzioni finanziarie e il settore automobilistico anche le città richiedo la creazione di fondi per 50 miliardi di dollari per salire sull’arca di Noè governativa, il tutto rigorosamente subprime, come in fondo stà ormai diventando il sistema finanziario occidentalee come scrissi recentemente …….

…..Ebbene se dopo il settore finanziario, quello assicurativo ed ora anche quello automobilistico si affacciassero al programma di aiuti approvato dal congresso americano "TARP" anche le piccole e medie imprese, non resterebbe che attendere l’arrivo di MAIN STREET ovvero la famosa "Middle Class" che tanto ama Obama per comprendere sino in fondo che l’intervento statale di keynesiana memoria in questa crisi avrebbe i suoi limiti, un palliativo generalizzato.

In sostanza si tratta di economia reale, date un’occhiata a questo post su NAKEDCAPITALISM si parla di …..Letters of credit have financed trade for over 400 years. They are considered one of the more stable and secure means of finance as the cargo is secures the credit extended to import it. ….. e si i problemi sono sono ideologici, libero mercato o non libero mercato, l’ombra del protezionismo ed altre amenità ancora, dimenticando che se l’economia reale si congela…….

QUI purtroppo abbiamo altre cattive notizie …….States are facing a great fiscal crisis.  At least 41 states faced or are facing shortfalls in their budgets for this and/or next year

 

Ma qualcuno di Voi ha in mente la reale dimensione dello tsunami economico e sociale che potrebbe abbattersi sul sistema americano con il fallimento di General Motors?

Oltre 110 miliardi di passività negli abissi dei suoi bilanci un decimo di questa cifra equivale alle necessità sociali di pagare uno stipendio e per coprire gli impegni previdenziali e sanitari sino a giungere ad un potenziale devastante di circa 5 milioni e mezzo di disoccupati compreso l’indotto. Stiamo parlando di una sola società ed ancora oggi qualcuno ha il coraggio di dire che grande è sinonimo di sicurezza.

Sempre il vecchio ritornello che eccheggia nelle stive della nostra arca di Noè subprime, Too Big, to Fail…….consentitemi ora di dire che si se GM fallisce oggi avremo una nuova Grande Depressione senza alcun dubbio, uno tsunami economico e sociale epocale.

Abbiamo già visto come la nostra arca di Noè sarebbe insufficiente a salvare due colossi come Deutsche Bank o UBS tanto per prenderne due a caso…..Ma anche dentro l’Unione europea il problema esiste, nelle stesse drammatiche proporzioni. Un dato su tutti: le passività di Deutsche Bank, pari a 2000 miliardi di euro, sono pari all’80 per cento del pil tedesco, e la banca ha una leva finanziaria (definita come rapporto tra capitale azionario e attivi totali) che si approssima all’impressionante valore di 50. Quello di banche europee troppo grandi per fallire è un tema che impone una profonda riflessione alla Ue……… ma nonostante tutto continua l’afflusso ai piedi della grande Arca.

Si senza dimenticare che anche Bank of America e JPMorgan sono iceberg di dimensioni colossali, con il loro sosttostante composto da blocchi interi di derivati esponenziali.

At least 110 banks have requested about $220 billion from the Treasury Department’s rescue fund, and many more are expected to have submitted applications before Friday’s deadline.

Finita una tranche del programma TARP ecco che subito 110 banche richiedono circa 220 miliardi di dollari e molte altre erano attese per la scadenza di venerdi!

Si l’ America per una volta ha imparato dall’Europa la strategia più efficace, sempre che il tempo confermerà questa ipotesi, l’ammissione del Tesoro americano sull’impossibilità di procedere all’acquisto di "sostanze tossiche finanziarie" è perlomeno spettacolare, hanno terrorizzato per settimane i mercati con il bisogno estremo di approvare la legge al Congresso con l’ombra di questi "rifiuti" che dovevano essere "aspirapolverati" dai bilanci del sistema finanziario e poi un giorno comunicano che la stretegia cambia, segno di debolezza ma anche segno di flessibilità mentale ed ideologica.

" We have in many ways humiliated ourselves as a nation with some of the problems that have taken place here….." ha sostenuto Paulson davanti a microfoni della CNBC television ……abbiamo in molti modi umiliato una Nazione oserei sottolineare per loro stessi non importa!

Nessun problema, da coloro che si sono inventati la presenza di armi di distruzione di massa in Iraq, c’era da aspettarsi che enfatizzassero anche la presenza di rifiuti tossici a tal punto da richiedere un disperato accesso a capitali per poi dirottarli sulla capitalizzazione delle banche.

Oggi Paulson supplica il Congresso per dare via libera alla seconda tornata del piano di salvataggio con un’ulteriore ondata di 350 miliardi di dollari da destinarsi per l’ennesima volta a Wall Street!

“I want to know whether Congress was lied to or whether there was a team all along that had an alternate idea of how the money was spent,” Mr Issa said, before demanding to know the “time and date” Hank Paulson, Treasury secretary, had decided to abandon his initial plan. ( Financial Times )

Voglio sapere se è stata mentita la situazione al Congresso sottolinea Issa repubblicano conservatore …. a pensare male, spesso non si sbaglia mai!

Nel frattempo il mercato non ha fatto una piega di fronte ai terribili dati relativi alle vendite al dettaglio si in fondo fanno parte del passato, ma il presente e il futuro sono qui dietro l’angolo in quella stagione natalizia che storicamente racchiude il periodo annuale clou per le vendite.

2,8 % in meno, il quarto mese consecutivo in declino e il mercato si esalta per la fiducia dei consumatori un po meglio del peggio che il nulla prevede!

Contrazione del credito, estinzione del MEW che da solo ha sostenuto la crescita economica americana negli ultimi anni ( senza l’estrazione di ricchezza dal valore delle abitazioni, senza il denaro che le banche concedevano sulla base dell’aumento di valore delle case la crescita sarebbe stata recessiva anche in questi anni ) inflazione e disoccupazione non possono far altro che affondare oltre il 70 % del PIL americano, basato da sempre sui consumi.

Da NourielRoubini circa 20 motivi per cancellare per sempre quella che io definisco la "Leggenda del consumatore americano"

Le richieste di disoccupazione stanno letteralmente volando, 516.000 oltre i 32.000 ufficiali di variazione, la media a 4 settimane continua ad aumentare e toglie il concetto di volatilità del dato e se la tendenza è esponenziale come sembrerebbe, si parlerà di milioni di disoccupati.

Questa ricerca della Americanresearchgroup.com ci dice che il futuro delle vendite al dettaglio sarà ancora più avvolto dalla nebbia, un messaggio per tutti quelli analisti che continuano a prevedere utili superiori del 20 % per il prossimo anno, si ragiona in prospettiva no guardando al passato.

Solo 431 dollari di spesa rispetto agli 859 dello scorso anno un 50 % in meno mai registrato nella storia di questa rilevazione neanche nei mesi bui che seguirono l’ 11 settembre! Qui sotto i numeri parlano chiaro per chi sa ascoltare!

Year Average Spending Percent Change
2008 $431 – 50%
2007 $859 – 5%
2006 $907 – 4%
2005 $942 – 6%
2004 $1,004 + 3%
2003 $976 – 6%
2002 $1,037 -1%
2001 $1,052 + 9%
2000 $968 + 3%
1999 $939 + 1%
1998 $928 + 34%

Paul Krugman in un pezzo apparso la scorsa settimana sul NYTIMES dal titolo Depression Economics Returns sottolinea come non si aspetti un ritorno della Grande Depressione stile anni 20/30 ma che ormai siamo in quello che lo stesso Krugman definisce il regno della Depressione economica.

The economic news, in case you haven’t noticed, keeps getting worse. Bad as it is, however, I don’t expect another Great Depression. In fact, we probably won’t see the unemployment rate match its post-Depression peak of 10.7 percent, reached in 1982 (although I wish I was sure about that). 

La scorsa settimana scrissi…..

Detto questo la mia previsione di una percentuale di disoccupati dell’8 % entro il 2009 andrà sensibilmente rivista per la fine di questa recessione occupazionale ad un tasso che non potrà non essere superiore al 10,8 % rilevato nella recessione degli anni ’80.

Spero sinceramente di cuore di sbagliarmi e che Paul abbia ragione!

By that I mean a state of affairs like that of the 1930s in which the usual tools of economic policy — above all, the Federal Reserve’s ability to pump up the economy by cutting interest rates — have lost all traction.

……vale a dire uno stato di cose come negli anni 30 in cui i soliti strumenti di politica monetaria, l’ideologia monetarista in questo istante, hanno perso la loro capacità di bacchetta magica. Sottolinea Krugman che quando prevale una depressione, le normali regole dell’economia non si applicano più, la cautela è un rischio e la prudenza follia.

Spesa pubblica e aiuto alle famiglie in difficoltà al di fuori di qualsiasi pregiudizio tradizionale, il pregiudizio dell " inchiostro rosso " come lo chiama Krugman, la paura del disavanzo di bilancio che in tempi normali è bene tenere sotto controllo con la virtù della responsabilità fiscale. Nel tentativo di mantenere il bilancio in equilibrio nel 1937 Franklin Delano Roosevelt ha quasi distrutto il New Deal.

Altre sono inoltre le considerazioni di Krugman che vi invito a leggere anche se il riferimento al disavanzo di bilancio sottolinea come ……

The risk, if the stimulus plan turns out to be more than needed, is that the economy might overheat, leading to inflation — but the Federal Reserve can always head off that threat by raising interest rates.

…..quindi all’orizzonte si ripropone la soluzione che vi delineai nel post "ORIZZONTI NELLA NEBBIA" ovvero la possibilità che si agisca sulla leva della spesa pubblica, aumentando il deficit per poi procedere magari ad una svalutazione della moneta per rientrare progressivamente come è stato fatto ieri.

Comunque sia qualche segnale si incomincia ad intravvedere anche nei paesi solitamente ritenuti inossidabili, vedi l’aumento dei CDS credit default swaps di un 40 % in riferimento agli USA e questa notizia che arriva dal FINANCIAL TIMES……

For any government looking to raise money in the capital markets in the next few months, there was an ­ominous development in Germany this week.

A German 10-year bond auction failed – something more or less unheard of until this year – as cash-strapped banks and investors snubbed the government offering.

It is a clear sign of straitened times when a benchmark bond in one of the most liquid markets in the world cannot attract enough bids to reach its target amount.

……un  intoppo si è presentato in Germania in questa settimana,  il fallimento di un’asta di bund a 10 anni uno strano segnale che proviene da uno dei mercati più liquidi di tutto il mondo tale da non essere in grado per la prima volta di chiudere un collocamento di bond. Vi invito a leggere il proseguo sul FINANCIALTIMES.

Recentemente ho scritto….

 io propendo per una severa deflazione seguita nel medio e lungo termine da un’inflazione siderale!

….non ci vuole tanto a comprendere che in un mondo dove i governi e gli stati dovranno costruire tante arche di Noè, il materiale per la costruzione dovrà essere pagato a caro prezzo con bond che nella migliore delle ipotesi per essere attraenti dovranno incorporare cedole stellari. Se poi vi si aggiunge che nel prossimo anno andranno in scadenza bond corporate per centinaia di miliardi di dollari, l’arca di Noè incomincia a registrare il tutto esaurito! 

Questa invece è una chicca scritta da Alan Greenspan nel lontano ormai 1966…dedicato a coloro che non amano il GOLD STANDARD, in sintesi il "caro" Greenspan diceva che senza il riferimento all’oro, il sistema della moneta è leggermente……..il Gold Standard la vecchia Arca di Noè.

In the absence of the gold standard, there is no way to protect savings from confiscation through inflation…….In caso di assenza del gold standard, non c’è modo di proteggere i risparmi dalla confisca attraverso l’inflazione.

There is no safe store of value. If there were, the government would have to make its holding illegal, as was done in the case of gold.  If everyone decided, for example, to convert all his bank deposits to silver or copper or any other good, and thereafter declined to accept checks as payment for goods, bank deposits would lose their purchasing power and government-created bank credit would be worthless as a claim on goods. The financial policy of the welfare state requires that there be no way for the owners of wealth to protect themselves.

This is the shabby secret of the welfare statists’ tirades against gold.  Deficit spending is simply a scheme for the confiscation of wealth..…..

Deficit spending è semplicemente un sistema per la confisca della ricchezza.

Gold stands in the way of this insidious process. It stands as a protector of property rights. If one grasps this, one has no difficulty in understanding the statists’ antagonism toward the gold standard. (   Gold and Economic Freedom by Alan Greenspan Published in Ayn Rand’s "Objectivist" newsletter in 1966, and reprinted
in her book, Capitalism: The Unknown Ideal, in 1967.)
 

Venti deflativi all’inizio per poi lasciare il post alle ritrovate forze inflative nel medio e lungo termine, la leva dei tassi una volta ha fallito sotto l’era Greenspan ma bisogna essere abbastanza onesti da dire che si tratta sempre e solo di sperimentazioni, nessuno può conoscere quello che ci aspetta all’orizzonte!

 
Comunque sia è interessante dare un’ occhiata anche a questa versione che in sintesi ricalca la mia precedente visione risalente alla fine di ottobre….proveniente da

MICHAEL PANZERN che ringraziamo.
Base Money % Change From A Year Ago
 
 
Now that looks even scarier. The only other times we have seen base money supply soar like this were in the Great Depression and World War II.
While on this subject let’s look at the same chart as above one more way.
 
 
 
 
The only other time since 1918 that the base money supply chart looks like it does recently was right before the Great Depression.
 
Infine alcune considerazioni per quanto riguarda i fondamentali di questi mercati e la perenne illusione che ancora oggi stiano scontando tutto quello che verrà!
 
Ne abbiamo già parlato nel post  " Orizzonti nella Nebbia " abbiamo parlato di come Hussman e Buffet siano orientati pur tra molti dubbi su un fondo raggiunto da dove incominciare ad accumulare in un’ottica di lungo respiro, ( lunghissimo aggiungo io ) l’effetto contrarian per un investitore che guarda ai fondamentali è come una calamita ma anche Jeremy Grantham non è l’ultimo arrivato e anche se in realtà lo S&P500 è sceso sotto il suo livello preferito ovvero quei 975 punti che non sono molto lontani dalla mia previsione di circa un anno fa ovvero i 950, sente che la tendenza non è ancora finita, non è affatto finita.
 
Stiamo ormai cercando con un fiammifero la famosa luce in fondo al fiume, dimenticando il futuro, dimenticando che il passato ci dice che ogni bolla ha portato con se crisi di livello storico e in questa tempesta perfetta le bolle si sprecano, bolle correlate di dimensioni epocali, che porteranno probabilmente anche a degli eccessi di sottovalutazione.
 
Abbiamo già visto come Hussman non si affatto sicuro di questo abisso raggiunto, ma l’obiettivo è ancora molto, molto lontano e se vogliamo è anche scritto negli utili che verranno. Puoi parlare per mesi del valore di un’azione, non quello che sfornano giornalmente nel loro pallottoliere gli analisti intrisi di conflitti di interesse, ma non saprai mai realmente il suo valore in quanto troppi modelli si assomigliano, ma non contemplano quello che la storia insegna, non contemplano spesso il futuro, di una recessione, di una depressione.
 
Possiamo parlare di multipli straordinariamente bassi, utilizzando la linea Maginot 10, guardare alle medie storiche ma non quelle di cui tutti parlano, ma quelle che prendono in considerazione la volatilità degli utili, che le rapportano al contesto storico e al ciclo economico. Ma questa è una fase epocale, ma sono ancora in molti che non ci sentono da questa musica.
 
Abbiamo parlato nel post "Orizzonti nella Nebbia" di normalizzazione degli utili e il caposcuola in questo caso è sempre lui, John Hussman e il suo Peak Earnings P/E da cui ho appreso molto e oggi nel suo ultimo post fa crollare anche una delle ultime roccaforti del pensiero "recessivo".

"All of us know that the stock market bottoms 6 months before the end of a recession.  The problem is that this "fact" isn’t really true……..

Il suo ultimo post da titolo How_Long, How Bad, How Long? è un’autenticaminiera di informazioni.

…….il problema è che la "leggenda" che il mercato incominci a riprendersi sei mesi prima della fine di una recessione non è realtà per Hussman! 

Notevoli perdite si verificano in genere tra il picco del mercato e il punto in cui una recessione è universalmente riconosciuta e con affidabilità la ripresa si dovrebbe collocare a soli 3 mesi prima della fine della recessione.

 

Le informazioni economiche durante una recessione si evolvono molto lentamente, la situazione deve peggiorare ulteriormente prima di poter migliorare, un sacco di brutte notizie devono ancora arrivare dall’economia reale ed alcuni presumono siano incorporate nei prezzi.
 
Tornando ad un domanda che fece recentemente Gabriel a proposito dei tempi di questa nuova dinamica recessiva nell’occupazione e alla sua salita oltre la fine della recessione stessa, io credo che prendendo a riferimento l’ultimo trimestre del 2007 come punto di partenza di questa recessione che il NBER determinerà in futuro, 24 mesi di durata non sembrano fuori da ogni logica e quindi credo che probabilmente la fine nell’aumento della disoccupazione non si avrà prima dell’estate 2010.
 
Ricordo a tutti che i due trimestri negativi per determinare una recessione, sono da definirsi recessione mediatica o tecnica, mentre abbiamo già visto come la NBER considera l’avvio di una recessione.
 
Quindi proseguendo attraverso un’ipotetica sfera di cristallo una ripresa dovrebbe avvenire dopo la tarda primavera 2009 o al massimo l’autunno dello stesso anno, ma non ne sarei cosi certo. Dal prossimo anno si apriranno due rotte possibili e non resta che navigare a vista.
 
Per quanto riguarda Hussman comunque sia parla sempre di opportunità di lungo termine, non importa che il "suo"  P/E sia vicino a quota 10 dalla media di 14, nella Grande Depressione scese sotto 4 ma oggi non vi è nulla che ci riporti a quel periodo nelle indicazioni economiche…su WIKIPEDIA la produzione crollò anche oltre il 50 %, il PIL quasi del 30 % e l’occupazione segnò milioni e milioni di esseri umani, ma…….la storia sta per essere riscritta e nessuno sa come.
 
Se non si parlerà di grande depressione allora questa è sicuramente una depressione, o meglio un ciclo economico che come ho già detto recentemente assomiglierà ad una lunga L di cui nessuno conosce la ripresa.
 
Abbiamo spesso detto che questa è essenzialmente una crisi di fiducia, che produrrà una crisi di liquidità, che a sua volta determinerà l’avvio di una crisi di insolvenza, ma questo post non fa altro che confermarvi quanto dissi…..
 
The economy’s deep troubles are pushing a growing number of already struggling consumers into bankruptcy, often with far more debt than those who filed in previous downturns. NYTIMES
After a Dip, Filings Climb Again
 
 
Thain di Merrill Lynch ci dice che sarà come la Grande Depressione, John Whitehead ex presidente di Goldman Sachs dice addirittura che potrebbe essere peggio della Grande Depressione e Dimon ceo di JPMorgan sottolinea come la crisi dell’economia reale sarà superiore a quella del credito.
Qualunque cosa dicano questi signori, visto le parole al vento del passato, meglio lasciar perdere.
L’orizzonte è ancora estremamente cupo, sta incominciando a diluviare, non sappiamo come la politica reagirà a questa crisi e non sappiamo quali opzioni segrete ancora tengano in serbo le banche centrali, poche ormai credo,  ma di una cosa possiamo essere certi, dopo il diluvio prima o poi ritorna sempre il sereno, in riva al fiume, fuori dalla corrente principale di questo lungo secular bear market, da sempre, dall’estate 2007, il Vostro veliero, la Vostra Arca di Noè,  in attesa di una colomba che oggi tutti avvistano nella ripresa dei mercati, giorno dopo giorno, come tante luci in fondo al tunnel ma che noi sappiamo ancora lontana, nei bagliori di un tramonto che nasconde un’opportunità irripetibile, quella del cambiamento di un sistema che ha fallito, non nei suoi ingredienti, ma nelle dosi e nell’etica di coloro che hanno reso obeso ogni angolo della nostra vita.

Icebergfinanza come un cantastorie che si  esibisce nelle strade e nelle piazze delle città!

 

La "filosofia" di  Icebergfinanza resta e resterà sempre gatuitamente a disposizione di tutti nella sua "forma artigianale", un momento di condivisione nella tempesta di questi tempi, lascio alla Vostra libertà, il compito di valutare se Icebergfinanza va sostenuto nella sua navigazione attraverso le onde di questo cambiamento epocale!

Per sostenere ICEBERGFINANZA clicca qui sotto

 

 

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47 commenti Commenta
Scritto il 17 novembre 2008 at 00:31

Alle volte siamo tutti troppo schiavi del pensiero di qualche grande filosofo o pensatore defunto, da essere in grado di esprimere sentimenti ed emozioni che vadano al di là del passato, che guardino al presente ed al futuro!

Il movimento cooperativo e i suoi valori ed i suoi principi provengono dal passato, un sistema nato per l’uomo e non esclusivamente per il profitto, cerchiamo di riflettere prima di sepellire sistemi che hanno fatto la storia delle nostre terre, sotto il fango della politica, rossa, nera o bianca che sia.

Se vi dico le seguenti parole vediamo dove portano la Vostra immaginazione….

Democrazia
Reciprocità
Eguaglianza
Mutualità e solidarietà
Equità
Rispetto e fiducia
Merito
Attenzione verso gli altri e umiltà
Onestà
Trasparenza
Pace
Responsabilità sociale
Sviluppo sostenibile
Libertà
Aiuto reciproco

…….dove pensate che portino alcuni di questi valori, utopie per alcuni, quelli della famosa manina, alcuni portano al passato, altri al presente ed altri sono proiettati al futuro, alcuni sono le fondamenta del movimento cooperativo come altri sono le fondamenta del “social business”.

Che facciamo vogliamo gettare tutto a mare, tanto sono sistemi falliti nel passato e lo saranno nel futuro?

Tanto non cambierà mai niente?

Caro Pinio, brutto pendaglio da forca, la manina che ogni tanto rispolveri, nella tua radicata perplessità, come altri di Voi che giustamente esprimono i loro dubbi, è quello stesso macigno che non Vi permette di fare un solo passo in direzione di un sistema che possa spazzare l’inquinamento esistente, non sono i sistemi che falliscono ma sono gli uomini che li applicano in maniera particolare quei sistemi che parlanno di solidarietà e sostenibilità.

Il messaggio finale del G20 ribadisce nell’oceano del nulla, l’importanza del libero mercato ma non quello vero, quello che permette il massimo profitto possibile, dove impera il conflitto di interesse delle varie nazioni.

Mettetevi bene in testa che da uno tsunami di regole e commi non uscirà mai nulla, parole al vento, limiti che potranno essere spazzati via in ogni momento, ma la coerenza quella no la coerenza di un sistema non è merce trattabile, è un argine indistruttibile, come i valori di un sistema se principalmente condivisi.

Mettetevi bene in testa che questa è un’occasione irripetibile per un cambiamento per tornare alle radici, per riscoprire i valori dell’uomo e della terra, se nulla cambia, questa putrida palude ci accompagnerà per sempre.

Credere è una bella cosa, ma mettere in atto le cose in cui si crede è una prova di forza. Sono molti coloro che parlano come il fragore del mare, ma la loro vita è poco profonda e stagnante come una putrida palude. Sono molti coloro che levano il capo al di sopra delle cime delle montagne, ma il loro spirito rimane addormentato nell’oscurità delle caverne. (Gibran)

Buona Notte Andrea

utente anonimo
Scritto il 17 novembre 2008 at 07:08

vai avanti, capitano, quello che dici e’ sacrosanto …
pinio

utente anonimo
Scritto il 17 novembre 2008 at 08:43

alla faccia di chi diceva che “guffavi”.

ora si vede chiaramente che quello che avevi prospettato era una previsione che definire “ottimistica” è un’eufemismo.

speriamo , anche se cerchi di tranquillizzarci , di non arrivare a toccare limiti abissali e inesplorati.

sarebbe veramente drammatico per tutti noi.

…..eh si ,…ripensando…sei un’inguaribile ottimista (anche guardando alla tua profonda fiducia nell’uomo).

jones…co

Scritto il 17 novembre 2008 at 09:15

Secondo me la crisi deve essere analizzata prendendo in considerazione gli sviluppi geopolitici che secondo me:

Scrissi in un precedente intervento:

L’Occidente non è terra di pace, certo se io per dare da mangiare ai miei figli vado a predare ai miei vicini..certamente nella mai famiglia c’è benessere con la pace/predazione…ma il problema è, quando i miei vicini non si faranno più predare, nella mia famiglia iniziano i problemi della sopravvivenza..i problemi e l’odio delle risorse scarse.

Inoltre adesso è quasi impossibile che in Italia le regioni si scontrino in duello militare, esempio Sicilia attacca il Piemonte…è impossibile, ma 150 anni fa era possibile, il mondo occidentale 200 anni fa era diviso in Città…dopo…dopo..Regioni..dopo..dopo Stato…dopo…dopo…Unione Europea……dopo…dopo..(2005?????????2008)….Mondo Globale…..

Dalle Città Stato siamo arrivati alle Unioni tra Stati in Occidente..esempio STATI UNITI, UNIONE EUROPEA…è un processo iniziato secoli fa dalle Città Stato, perciò la pace in Occidente è stata garantita perchè chi detiene il potere ha lo scopo del Mondo Globale…..non c’è motivo di fare guerra tra gli STATI in UNIONE, perchè lo scopo e piegare chi non vuole fare il Mondo Globale.

Cari lettori, forse il treno verso il Mondo Globale ha finito il carbone, o la benzina, o l’elettricità, o meglio ha finito l’energia……adesso è fermo se trova nuova energia allora riparte, se non riparte il treno verso il Mondo Globale…la conseguenza sarà il PROTEZIONISMO, perchè avverrà il processo inverso a livelli medi..prima descritti Città…dopo…dopo..Regioni..dopo..dopo Stato…dopo…dopo…Unione Europea……dopo…dopo……Mondo Globale…….Per capire invertite il percorso e fermatevi a Stati.

Aggiungo:

Il mercato dal 1945 “Bretton Woods” ha costruito un modello, però questo modello se si verifica quello soprascritto non sarà più valido, in questo caso la crisi può durare anche 10 anni prima che trovi un nuovo equilibrio. Non dimentichiamo mai che la la crisi del 1929 trovò un mondo ingenuo e gestibile, oggo il mondo del 2008 trova un popolo istruito e poco gestibile…Mi fermo qui…

Grazie Andrea per l’articolo.

utente anonimo
Scritto il 17 novembre 2008 at 10:08

per capire la gravità del problema che si aprirebbe nel caso la General Motors fallisse, basta dare un’occhiatina ai dati sui Cds riportati (da poco) su questo sito:
http://www.dtcc.com/products/derivserv/data/index.php
risulta che il nozionale netto (quindi le posizioni non controbilanciate da altre di segno opposto) sui Cds della GM ammontano a più di 3 trilioni di dollari. Sono quindi soldi che il sistema finanziario assicurativo dovrebbe rimborsare in caso di default. Non dimentichiamo che questa bufala delle assicurazioni sui debiti rappresentata dai Cds, unita a quella delle società di rating, sta tenendo in piedi (solo per poco) la baracca finanziaria globale, rendendo possibile di considerare sicuri titoli di debito in realtà tossici. Cosa succederà quando alla fine i governi non potranno far altro che far andare in default una grossa società o un grosso stato, mostrando il bluff rappresentato da queste assicurazioni? Potranno continuare per sempre a tenere in piedi tutto, ben sapendo che alla prima “carta” che cadrà verrà giù il castello di carte? Non credo proprio.

Roberto (ex trader)

utente anonimo
Scritto il 17 novembre 2008 at 10:53

mi sembra che dal “mitico G20” sia venuto fuori questo:

1) difendere il libero mercato (c’è una bella differenza però tra libero mercato e libertà di fare tutto ciò che si vuole)
2) sostenere i consumi (per inciso, l’eccesso di consumi è una delle cause della crisi)
3) sostenere una crescita infinita a tutti i costi

questo dimostra che non hanno capito un bel niente della crisi. Ciò significa che SIAMO FREGATI.

Le soluzioni a portata di mano potrebbero essere:

1) accettare che una recessione “ordinata” sia salutare per depurare il sistema
2) accettare che fallimenti con reti sociali di protezione siano necessari
3) accetare il fatto che una riduzione dei consumi sia benefica per il mondo intero
4) sostenere gli investimenti in infrastrutture e NON I CONSUMI per creare un terreno fertile alla futura ripartenza dello sviluppo

IO DI QUESTE COSE NON NE HO SENTITO PARLARE. Eppure non sono uno scenziato nè un premio Nobel ma un umile economista.

M.

utente anonimo
Scritto il 17 novembre 2008 at 10:55

Buongiorno a tutti.
Vi sto scrivendo per segnalarti questi video pubblicati su youtube ed elaborati per il pubblico da Khanacademy.

I contatti sono stati ad ora piuttosto bassi (circa 1.500) ma non stento a credere che possano decuplicare visto l’interesse degli argomenti trattati specialmente per noi che seguiamo da mesi questa debacle.

Sono tutti in inglese ma spiegano nei dettagli e in assoluta semplicità cosa sono i CDO, gli ABS, i RMBS i CMBS, i CDS.

Ci sono inoltre 15 video (oltre 2 ore totali) che parlano del bailout program.

Qui viene spiegata anche una possibile soluzione che il governo avrebbe dovuto/potuto adottare.

http://www.youtube.com/watch?v=BdmI14oSe4g&NR=1

Se il link non dovesse funzionare andate su youtube e cercate khanacademy

Saluti

Gianluca Perna

utente anonimo
Scritto il 17 novembre 2008 at 12:43

Caro Andrea, ho una domanda precisa.
Ci sono alcuni settori specifici che non risentono della crisi e anzi sono in espansione. Rischieranno anche questi di essere travolti dalla deflazione e successiva inflazione o no?

Stella

utente anonimo
Scritto il 17 novembre 2008 at 12:53

POZZI INQUINATI ?
Capitano mio Capitano, sai di che ho paura che a furia di usare ed abusare di termini come Etica, Solidarieta’ ecc. ecc. da parte di tanti che fino a ieri cavalcavano il somaro del liberismo…ne perdiamo il vero significato, ed in fondo ne perdiamo le percezione reale, per cui con questa massiccia inflazione di termini si inquinino le sorgenti vere…portando tanti a pensare..che in fondo e’ tutto uguale mentre non e’ cosi’. Che gli alisei posano sempre sofiare nelle tue vele |
Saluti
Massimo

utente anonimo
Scritto il 17 novembre 2008 at 13:33

Per Stella.
Vorrei tanto sapere quali sono i settori specifici in espansione, visto che anche le materie prime sono in caduta libera……. forse le Imprese Funebri.

Mas

Scritto il 17 novembre 2008 at 14:37

Forse Stella ha visto la trasmissione Report di ieri sera sulle bare ecologiche di cartone…un mercato in piena espansione!!!

utente anonimo
Scritto il 17 novembre 2008 at 14:47

credo che anche gli studi legali avranno un bel boom, soprattutto quelli che si occupano di diritto fallimentare………

utente anonimo
Scritto il 17 novembre 2008 at 15:18

SIT, GIS e sistemi informativi gestionali legati soprattutto alle PA, ma non solo.

utente anonimo
Scritto il 17 novembre 2008 at 15:19

13.

Stella

utente anonimo
Scritto il 17 novembre 2008 at 15:34

Le PA di taglio in taglio non avranno nemmeno li occhi per piangere, quanto ai sistemi informativi gestionali se va bene saranno fatti in India.

Mas

utente anonimo
Scritto il 17 novembre 2008 at 17:33

Oggi navigando su internet e leggendo l’articolo del Capitano Andrea, sento che la preoccupazione per il futuro aumenta sempre piu. Speriamo che le cose non peggiorino, ma poi ci sara una ripresa come dice anche Andrea.

Vi voglio raccontare una scena che ho visto oggi nel paese che sono in vacanza. Avete presente i camion per le immondizie, ecco, qui prima di caricarle svuotano i sacchetti per rovistare e vedere se c’e roba buona.

Su, dai, che noi possiamo farcela se i politici non ci mettono lo zampino.

Un saluto e vi terro informati degli eventi.

SD

utente anonimo
Scritto il 17 novembre 2008 at 17:35

.

utente anonimo
Scritto il 17 novembre 2008 at 18:31

La ditta mi mette in ferie 5 settimane per natale…
si comincia…
si salvi chi può!

ciao a tutti…

Scritto il 17 novembre 2008 at 20:47

buonasera,
scusa Andrea non riesco a trovare il post ” Orizzonti nella Nebbia “, come posso fare?
grazie

utente anonimo
Scritto il 17 novembre 2008 at 20:50

caro 18.
Ho parecci amici che sono nella cacca (piu di te).
Sono preoccupato.
Io dovrei cavarmela ma mai dire mai.
MM

utente anonimo
Scritto il 17 novembre 2008 at 23:01

Incredibile, da tre o quattro giorni, l’unico a scrivere, l’unico che continua inesorabilmente convinto a dar spiegazioni è Andrea. Gli altri hanno tirato i remi in barca, non sanno più che pesci pigliare.

utente anonimo
Scritto il 17 novembre 2008 at 23:03

Ciao Andrea, ti leggo (silenziosamente) da ormai molto tempo e ti faccio i miei complimenti per la chiarezza e il lavoro che porti avanti.

Ti volevo chiedere se ti andasse uno scambio di link, io da un po’ curo il blog di analisi fondamentale (insieme a quello di Zener) su investireoggi.it

Fammi sapere!

Il link è questo:

http://analisifondamentale.investireoggi.it/

utente anonimo
Scritto il 17 novembre 2008 at 23:39

#22
Ho visitato il tuo sito, complimenti e ottima analisi anche sulla società per cui lavoro, poi ci accomuna la passione per Nietzsche

Cordialmente
La coscienza del caos

utente anonimo
Scritto il 18 novembre 2008 at 00:25

Ei ma non parlate mai di qualcosa di allegro voialtri? Chessò..calcio..macchine..figa?
Se ci fosse Quelo direbbe..”tè c’hai crisi…c’hai grossa crisi”..
Per affrontare ciò che sta arrivando abbiamo bisogno di avere uno stato d’animo positivo o saremo i primi a soccombere..pensare a qualcosa di propositivo..chessò una rete di aiuto reciproco..non sò..serve ragionare in maniera nuova e non convenzionale per superare questa situazione.
Io magari non sono molto bravo in questo ma sono sicuro che, tra di voi, qualcuno avrà pure qualche buona idea..
E poi diciamocelo..a me non basta che Capitan Findus mi dica che la nave è entrata in una tempesta..me ne ero accordo da solo da un bel pò visto che diluvia, i fulmini squarciano il cielo, ci sono onde alte 10 metri e una piovra gigante ci sta trascinando sul fondo dell’oceano..quello che mi aspetto da un Capitano in una situazione come questa è che dica all’equipaggio cosa fare e tenere il morale alto..per quanto possibile..
Per quanto tu sia bravo Andrea ( e lo sei molto per me) non puoi al momento prevedere cosa accadrà dopo il big bang finanziario.. così come i fisici non possono prevedere quello che fu prima del big bang (quello vero)..la partita adesso è in mano al Caos, Caso o Provvidenza o come volete chiamarla..
Pochi giorni fa Gallazzi ( per chi non lo conoscesse consiglio di cercare i suoi articoli in internet) scrisse che “il Truffone (la Fed) andrà a puttane
insieme a tutto l’Occidente, e noi non potremo farci nulla”. semplice. conciso. Io ritengo che abbia ragione..ma la cosa non mi dispiace..i valori “dell’Occidente” non sono stati mai i miei valori..e se siete qui nemmeno i vostri credo.
Quello che mi dispiacerà sarà il molto dolore di troppe persone..
Cosa volevo dire con tutto questo discorso?
Non lo sò e non me lo ricordo..però insomma..i fatti mi cosano..
Buona camicia a tutti!

Devin

p.s. nel caso ve lo steste domandando..no..non ho fumato niente

utente anonimo
Scritto il 18 novembre 2008 at 02:54

sei sfizioso Devin ma sia i componenti dellequipaggio che il Capitano parlano chiaro “stare in riva al fiume “.
Scarpantibus

utente anonimo
Scritto il 18 novembre 2008 at 04:26

devin dimmi il link che non lo trovo.
MM

Scritto il 18 novembre 2008 at 10:43

Devin te l’hanno già scritto sei simpa. Ma non dimentichiamo che fino a 10 giorni fa tutti dicevano che eravamo alla fine della tempesta…si davano consigli per gli ACQUISTI!!!! Il merito del Capitano è che non solo ha previsto ma sta dirigendo la sua nave(leggi tra le righe) in mezzo alla tempesta e il consiglio di stare in riva al fiume ti dice molto. Poi sono daccordissimo con te sul trovare qualcosa insieme per risollevare i molti che saranno toccati dalla crisi.
Adesso siamo in cima a una montagna russa…teniamoci forte…la corsa ha sempre una fine.

utente anonimo
Scritto il 18 novembre 2008 at 11:00

Сominciare a darsi una mano….proviamo a cominciare a darci una mano l’uno con l’altro, a provare di supportare, in tutti i modi i conoscenti, vicini, parenti ma anche sconosciuti. Questa e’ la coesione sociale ed il collante di cui abbiamo bisogno in questo momento, non abbandoniamoci nella visione consumistica del ogniun per se…peggio per tutti non avendo capacita’ negoziale…insoma solo facendo gruppo nella vita di tutti i giorno possiamo uscirne fuori ! E non bevete tutto quanto vi raccontano…
Saluti
Massimo

utente anonimo
Scritto il 18 novembre 2008 at 14:58

MAS, si tratta di fondi in genere già stanziaziati, e non sono certo cose che si fanno in India, sono estremamente specialistiche e sofisticate. Inoltre sono sistemi che permettono una estrema razionalizzazione e quindi un risparmio.
Tra l’altro rispondono a direttive europee.

utente anonimo
Scritto il 18 novembre 2008 at 15:22

Ciao a tutti,
in effetti avete ragione..avete ragione scarpantibus&moia..mentre Andrea diceva di stare lontani dalle borse altri, di cui non faremo i nomi tipo m**ercato l**ibero B**ernasconi e soci ,magnificavano bear rally a raffica..rally del presidente..rally di natale..rally di capodanno & rally del panettone [ questi hanno giocato troppo a Colin McRae ( pace all’anima tua..eri davvero un grande) ].
E’ facile dire rialzo di qui e di qua, tanto poi si sbaglia e si dice..”sono stato frainteso”..a posteriori insomma sono quelli della serie..ho sbagliato ma a casa la sapevo.
Se avessero un minimo di serietà dovrebbero dire l’unica cosa possibile e cioè che , in momenti come questi, i loro righelli, trendline, fibonacci tricche&ballakke non funzionano più..nessuna previsione seria è possibile..ergo..non buttate in borsa quei pochi soldi che rimangono ma teneteli per i tempi a venire che sicuramente serviranno (sempre che varranno ancora qualcosa).
Secondo..in effetti Andrea ci da una corretta visione inflazionistica a medio termine ( in realtà scoppierà, secondo me, nel momento stesso in cui la cina non comprerà più il debito ammericano..quindi imminente).
Per quanto riguarda la deflazione..beh..è un’ottima favola che racconto sempre ai miei figli prima che vadano a dormire (il problema è che non ho figli).
Ah MM (ma sta per metropolitane milanesi? quelle che scioperano un giorno si e un giorno si specie quando piove e mi rendono le giornate così piacevoli?) se cerchi i commetti di Gallazzi guarda qui.. http://www.saperinvestire.it/index.php?option=com_search&Itemid=114..poi seleziona “cerca per autore” e scegli Gallazzi Fabio..gli articoli sono quasi tutti datati (intorno al 2005) poi riproposti come nuovi..
Buon pomeriggio

Devin

utente anonimo
Scritto il 18 novembre 2008 at 17:50

mercato libero fa perdere soldi.
Io lascerei perdere.

L’umilta di IcebergFinanza è cosa rara di questi tempi… ed è la cosa che piu stimo …

MM

utente anonimo
Scritto il 18 novembre 2008 at 17:53

s DEVIN. bhe allora li ho trovati stanotte!
Grazie.

MM
Sta per Manuel Mirror
(se vuoi cambio nick, tanto MM mi fa parecchio schifo)

(Ps) Mercato libero di interessante ha l’iniziativa 1000 per cambiare, sono curioso di vedere se le banche cedono :-) )

utente anonimo
Scritto il 18 novembre 2008 at 18:40

A proposito di ottimismo… Ho un quesito da sottoporre alla vostra sfera di cristallo :))

Buonasera a tutti!
Seguo oramai da tempo, caro Andrea il tuo blog e, a parte qualche notte insonne da “belle notizie”, devo ringraziarti delle tue approfondite dissertazioni sui fondamentali dell’economia americana e non. Sono una studentessa di economia passata da aziendale/intermediari finanziari a qualcosa di più “puro”(??) quale l’economia politica internazionale. Un bel respiro… ah…finalmente la mia strada! Iniziata la tesi di laurea sullo sviluppo dell’indotto da tecnologie rinnovabili in un Paese del Medio Oriente/Africa del Nord con grande entusiasmo. Mi sono messa a leggere ed a scrivere… tanto… investite, fate… bla bla bla bla…
Arriva la tempesta: e adesso?

Prima ipotesi: I Paesi del Mediterraneo potrebbero diventare, rivedendo e incrementando gli accordi Partenariato già esistente, la felice controparte commerciale della nostra cara vecchia Europa, Italia compresa, la quale potrebbe sfruttarne appieno le opportunità e creare reti e mercati alternativi. Se ne parla ma rimangono sempre e soltanto partners di serie B.
Probabilmente il caos politico ed il sottosviluppo di alcune aree rimangono inevitabilmente necessarie al nostro “benessere”… evitiamo analisi geopolitiche sulla natura del caos perchè non basterebbe la Treccani per esaurire l’argomento. Per quel che riguarda le reali possibilità economiche vi rimando, per chi fosse interessato ovviamente, alla lettura de “La fortuna alla base della piramide” di Prahalad per comparazioni con lo sviluppo dei vicini dell’Asia, Indonesia, Messico, America del Sud. Dunque… nonostante la crisi si continua a credere al mercato, allo sviluppo, alle fonti alternative, al flusso di capitali..quali?? Secondo Roubini si riverseranno ondate di “dindi” dalle Grandi, Corporations & Co. che potrebbero persino destabilizzare il già menomato sistema finanziario Occidentale con hedge funds non troppo trasparenti. Ma farli incanalare in progetti a beneficio di tanti e non di pochi… utopia! Se si provasse… rischieremmo l’ottimismo!!!

Seconda Ipotesi: Collasso dei Paesi Emergenti. Collasso Occidente. A nessuno frega di investire per lo sviluppo di queste Nazioni. Anzi.. Inflazione, depressione, povertà e quel che si può sfruttare si continua a farlo spudoratamente calpestando di sicuro chi già è stremato. Quindi ipocrisia, “sano altruismo”, inchiostro sprecato e pessimismo!

Terza ipotesi:
A qualcuno frega! Non sappiamo a chi, ma di sicuro non si parla di Economie di Paesi democratici. Questi investono e costruiscono nuove alleanze alla faccia della vecchia Europa che, insieme all’America, resta indietro e ricurva sulla propria “L”, arranca per andare avanti e si rode per essersi persa una occasione.
P.S. Non dimentichiamo che le Nazioni del Medio Oriente sono ben dotate di liquidità ma non sono state in grado spesso di sfruttare questi flussi per orchestrare e costruire un substrato di infrastrutture, attività imprenditoriali e industrie. Nessuna vera ricchezza nazionale ma solo qualche piccolo gioiello di alta tecnologia e lusso, sicuramente non in grado di incrementare il Pil.

Quarta ipotesi: ?????

Cari amici, vi chiedo di spremervi le meningi e lasciare da parte per un momento i “cucù” nazionali per occuparvi di una povera cucciola che naviga su una zattera in mezzo alla tempesta… AIUTOOO!!!

Ma che ci scrivo su questa tesi??

Tutte le vostre risposte saranno ricompensate con Benedizioni Speciali! :))

Ottimismo e ringraziamenti a profusione a tutti i naviganti!!!

L.

utente anonimo
Scritto il 18 novembre 2008 at 18:58

Valuta se non e’ già iniziata una delocalizzazione in Tunisia e in Marocco, che tipo di manodopera offrono e a che costo,nazioni che investono in quell’area.

Vedi investimenti su Tangeri e creazioni di aree industriali di sviluppo,tasse, ed altro

utente anonimo
Scritto il 18 novembre 2008 at 19:04

Valuta investimenti in infrastrutture,Valore degli immobili e loro futura rivalutazione.

Esempio:TANGERI,
Tangeri la maledetta. Notturna, decadente, tragica e impenetrabile. Da qualche anno in pieno restyling, febbre edilizia e investimenti stranieri. Il tutto all’insegna delle contraddizioni, sociali come estetico-ambientali

utente anonimo
Scritto il 18 novembre 2008 at 19:29

In questo link troverai una marea di informazioni

http://www.indexmundi.com/g/r.aspx?t=0&v=67&l=it

utente anonimo
Scritto il 18 novembre 2008 at 23:19

Andrea ha fatto bene a ricordare come, in questo momento, molti Stati americani hanno un bilancio traballante a causa anche delle minori entrate fiscali dovute alla crisi. Tra tutti, si segnala come la California sia quella messo peggio (http://www.economist.com/world/unitedstates/displaystory.cfm?story_id=12608223).
Intanto alcune città iniziano a fallire o a chiedere la protezione dai creditori grazie al Chapter9 (http://www.sfgate.com/cgi-bin/article.cgi?f=/c/a/2008/10/29/BAAB13PPQR.DTL).
Sulla deflazione prossima ventura, segnalo una interessante analisi che mette a confronto i precedenti cicli “Boom/Bust” con quello attuale (http://www.bcaresearch.com/public/story.asp?pre=PRE-20081117.GIF).
Buona notte a tutti!

Il Cigno Nero

utente anonimo
Scritto il 19 novembre 2008 at 00:05

Ciao a tutti,

un po’ tardi ma lascio la mia risposta al Capitano………….”Se vi dico le seguenti parole vediamo dove portano la Vostra immaginazione….

Democrazia
Reciprocità
Eguaglianza
Mutualità e solidarietà
Equità
Rispetto e fiducia
Merito
Attenzione verso gli altri e umiltà
Onestà
Trasparenza
Pace
Responsabilità sociale
Sviluppo sostenibile
Libertà
Aiuto reciproco ”

mi riconducono a Cristo ed ai Vangeli.

buonanotte a tutti i naviganti
ccp

utente anonimo
Scritto il 19 novembre 2008 at 00:58

La tesista risponde:
Grazie grazie! Ho già scritto pagine e pagine di dati e fatti.. ma ora sono proprio in stallo!

Il mio progetto riguarda, oltre a tutti i Paesi del Nord Africa e del Medio Oriente, in modo particolare l’Egitto. Una Nazione cuscinetto sotto l’influenza degli Usa. Che futuro si potrà delineare per questo Paese con un Pil al 7,2 %( stima 2007)? Gli scenari futuri ipotizzabili anche solo otto mesi fa certamente non si prestano alle medesime valutazioni oggi; e siamo solo all’inizio di questa crisi. Che accadrà durante questa recessione? Una bella fetta di popolazione vive in condizioni di estrema povertà (vi sono individui persino costretti a vivere nei cimiteri). Si potrebbe forse osare chiedere più sacrifici a questa gente?
Mi verrebbe da dire non lamentiamoci troppo dei nostri guai… .
A tutti Buonanotte e grazie ancora!

P.s. Caro Andrea, se per caso tu avessi qualche ideuzza in proposito… passala tranquillamente!! Per arrivare a fare un dottorato ne devo percorrere di strada… Coda e orecchie basse… umiltà e ancora tanta umiltà. Questa crisi è purtroppo la migliore lezione di economia possibile ed immaginabile e tu certamente mi stai aiutando a comprenderla meglio: ti farò una statua! :)) Notte!
L.

utente anonimo
Scritto il 19 novembre 2008 at 01:17

Se mi fermo a pensare a come stia andando questo mondo mi viene da fare una considerazione.

Il migliore Economista e Manager di tutto l’universo è certamente il Padre Eterno. Il Creato è un perfetto modello di efficienza e di economia. Nulla si spreca e nulla si distrugge. Se Lui suggerisce a noi miseri umani di vivere nel rispetto dei valori morali, etici provando a mettere in pratica la solidarietà tra simili forse un motivo ci sarà.

Che sia forse il solo modello economico infallibile?

Pensateci.

utente anonimo
Scritto il 19 novembre 2008 at 06:47

38 e 40, portate solo jella!

utente anonimo
Scritto il 19 novembre 2008 at 13:19

41………rifletti prima di scrivere
ccp

utente anonimo
Scritto il 20 novembre 2008 at 23:11

Un suggerimento/battuta per la tesista “L.”:
1) chi ha detto che una tesi di laurea debba contenere solo verità?
2) se parli di scenari futuri punta sul lungo termine, sarai laureata prima che chiunque possa contestare le tue affermazione e nessuno ha la sfera di cristallo;
3) usa immaginazione geopolitica e costruisci scenari (anche improbabili), perchè quello è ciò che fanno gli analisti di politica internazionale ;-) !
4) qualunque scenario è verosimile se supportato da premesse fondamentalmente intellegibili e evoluzioni basate su concatenazioni logiche;
5) nessuno legge le tesi (neppure il relatore che si limita a scorrerle rapidamente).

Esempio:
L’Egitto, su input USA e Occidentale, per portare definitivamente la pace nel mondo arabo e medio orientale, potrebbe “fondersi” con Israele, quale base per la creazione di un mercato unico dei paesi mediterranei del nord arabico/africano.
La riduzione delle spese militari a beneficio della spesa pubblica produttiva porterebbe un netto miglioramento al benessere della popolazione ed alla crescita economica.
MACoM (Mediterranean Afroarabic Countries Market) potrebbe estendersi dal Marocco alla Siria con grandi benefici anche ai paesi confinanti….

Puoi immaginare cosa potesse essere la mia tesi in termini di “creatività”: 8 punti!

Buona notte

Marco Colacci :-)

utente anonimo
Scritto il 20 novembre 2008 at 23:32

Devin,
sei trooopppo foooorte…

Marco Colacci

utente anonimo
Scritto il 20 novembre 2008 at 23:36

Democrazia
Reciprocità
Eguaglianza
Mutualità e solidarietà
Equità
Rispetto e fiducia
Merito
Attenzione verso gli altri e umiltà
Onestà
Trasparenza
Pace
Responsabilità sociale
Sviluppo sostenibile
Libertà
Aiuto reciproco ”

Perchè a me, leggendo queste parole, Cristo e i Vangeli non vengono proprio in mente?

Perchè a me vengono in mente altre due parole come “etica e moralità” senza una caratterizzazione necessariamente cattolica-cristiana?
Ho associazioni di idee malsane?

Nella Bibbia o nel Corano e nel Talmud o in qualsiasi altro scritto millenario forse sono concetti assenti?

E Platone, Socrate e chissà quanti altri filosofi sono forse vissuti invano?

Amen

Marco Colacci

utente anonimo
Scritto il 21 novembre 2008 at 07:08

Grande,veramente grande…Lei e’ l’unico ad averci capito quasi tutto di questa crisi. Una domanda : ritiene possibile che tutto sia stato pianificato per rendere accettabile al mondo il passaggio dal dollaro ad un’altra moneta ? cioe’ molto semplicisticamente : crisi subprime in america-contagio in europa e nel resto del mondo con strumenti finanziari-crollo america-crollo europa e come rimedio la creazione di una nuova moneta in america. ugo

Scritto il 22 novembre 2008 at 12:27

Tutti hanno paura della deflazione….

Adesso spiego sempre secondo me:

La deflazione per i beni secondari continuerà finchè l’eccesso di offerta resiste, siccome il pianeta è strapieno di rottamaglia= rottame+abbigliemento, certo c’è altro ma quanti cellulari, quante automobili, quanti vestiti, quanti computer, è veramente pieno di tutto, per questi prodotti la deflazione permarrà per diversi anni.

Però, le industrie non possono creare i beni primari, mi spiego, adesso anche nei beni primari c’è eccesso di offerta, ma durerà qualche mese, in questo settore prepariamoci all’inflazione. L’industria in questo settore è la terra, la terra è una risorsa scarsa.

Anche i servizi non saranno colpiti tanto dalla deflazione, certo in una prima fase, il servizio dipende dalla risorsa uomo, non si possono controllare e dare valore alle idee.

Perciò tra qualche mese/anno l’inflazione riparte, anche per colpa di tutti i coriandoli che hanno lanciato con l’idrante.

L’unica modello per non amplificare lo Tsunami è il PROTEZIONISMO, però se vorranno applicare uno pseudo protezionismo, del tipo io AMERICA voglio imitare la Cina al contrario, nel senso svaluto alla grande, però se volete vendere nel mio territorio dovete pagare la MAZZETTA, in questo caso si ricrea un mondo unipolare basato su uno pseudo mondo multipolare.

La situazione è delicata, certamente prima di fare cantare il piombo, i CAPOCCIA useranno le supposte dentro gli indici di riferimento.

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