MONDI ALTERNATIVI: INVESTIMENTO ETICO E RESPONSABILITA' SOCIALE D'IMPRESA!

Scritto il alle 16:41 da icebergfinanza

 

Spesso in questi giorni, impotenti di fronte alle devastazioni e alle conseguenze di un mondo finanziario in grado di sovvertire talvolta i principi stessi della democrazia e della libertà individuale, i principi del "libero mercato" e della responsabilità sociale d’impresa, ci domandiamo quale futuro aspetta un sistema ormai avviato sulla via del suo tramonto!

Sono in molti a sorridere a queste parole, gli stessi che in questi lunghi mesi sono stati travolti dagli eventi, assolutamente non in grado di comprendere quanto stava accadendo, gli stessi che per molti decenni hanno partecipato al banchetto permanente della " socializzazione delle perdite e della privatizzazione dei profitti ".

Intendiamoci, non è la fine del sistema finanziario, non è la fine dell’economia, neppure l’ Apocalisse sta per arrivare, ma è indubbiamente la fine di questo sistema economico/finanziario, la fine di un’epoca fondata sulla teoria monetarista e mercatista, la fine di un sistema che sta implodendo nella sua presunta onnipotenza ed autoriverenza!

Ecco che allora la libertà significa responsabilità ed è per questo che gli uomini la temono come disse George Shaw uno dei primi Nobel per la letteratura, come la temono tutti coloro che preferiscono farsi cullare dall’oblio di un sistema che della libertà individuale e della responsabilità verso l’ Umanità ne fa carta straccia.

Ma in " Mondi Alternativi " non voglio parlare dellla miseria che si eleva da questo sistema, voglio solo proporvi una " via alternativa " nessun progetto o traguardo irragiungibile solo una sana dose di realismo attraverso piccoli passi verso un mondo che già esiste, un mondo impegnativo, un mondo che ti costringe ad uscire dal tuo terpore quotidiano, per essere consapevole che esiste anche solo una possibilità per contribuire ad un sistema migliore sensibili all’uomo e al suo ambiente.

Ne abbiamo già parlato spesso insieme ma oggi la " famiglia " di Icebergfinanza è sempre più numerosa e i confini del nostro viaggio sempre più indefiniti.

Come ben Voi sapete io non ho altre possibilità che la Vostra testimonianza, il Vostro passa parola, per cercare di diffondere queste alternative reali, non siamo soli, migliaia di uomini e donne che credono in un’alternativa sono presenti come testimoni nella vita di ogni giorno, nelle Vostre città, nei Vostri paesi, nelle Vostre comunità, spesso realtà visibili, spesso realtà silenti senza le quali questo sistema si sarebbe già disintegrato sotto il peso del suo stesso edonismo. Io in Loro credo, io su di Voi conto per uscire dagli schemi mentali di un capitalismo irresponsabile, lasciato spesso libero di produrre disastri in nome di una " presunta mano invisibile " utilizzata a piacimento per il proprio interesse.

Tanti passaggi che leggerete d’ora in poi non sono parole mie, ma testimonianze e considerazioni che appaiono nel mondo del web ed in particolare in alcuni siti che Voi troverete nei link di riferimento all’inizio della mia personale lista oltre ad alcuni tag preceduti dal numero 0 a significare un ripartire da zero! 

La finanza e l’investimento sono sempre stati visti con i parametri del rendimento, del capitale, dell’interesse.
Sempre di più si sta diffondendo una nuova cultura che mira all’investimento con caratteristiche etiche, dove l’investitore mira non solo alla speculazione ma punta su attività che rispondano a certi requisiti di responsabilità sociale ed ambientale.
La borsa viene vista come un prezioso servizio all’economia di mercato quando gli investimenti non sono semplici speculazioni e manipolazioni individuali.
Da pochissimo viene teorizzata la sinergia tra economia ed etica. Ciò si deve all’economista, premio Nobel, Amartya Sen, che sostiene che al valore della ricchezza, la quale rimane sempre un elemento base del mercato, debba essere aggiunta anche la felicità, che è un concetto diverso dal benessere. Una persona è più ricca di un’altra quando è più felice ed ha ottenuto una migliore qualità della vita. La qualità della vita diviene quindi una variabile algebrica nei calcoli economici. Il mercato è vero mercato quando non produce solo ricchezza ma soddisfa anche attese e valori etici.
Il risparmiatore diviene così controllore delle conseguenze non economiche degli atti e delle azioni economiche.

Come noi stessi abbiamo un potere immenso inespresso nei nostri consumi, abbiamo la possibilità di essere soggettio attivi e non passivi di fronte alle scelte economiche delle imprese, premiando con i nostri acquisti la tensione verso la responsabilità sociale e ambientale delle stesse imprese, attraverso il consumo critico di cui parleremo in un’altra occasione. Si tratta sempre e solo di consapevolezza, essere consapevoli dell’importanza della nostra stessa esistenza, dell’importanza delle nostre scelte!

Per coloro che scrutano l’orizzonte alla ricerca di un’alternativa lascio alcuni piccoli riferimenti del passato, due banner su cui basta cliccare!

Yunus nel corso di un tour in Italia per presentare il primo Osservatorio Internazionale sul Microcredito ha tenuto lo scorso anno una lezione all’Università Roma Tre  ( http://www.uniroma3.it/news.php?news=566 ) e un’audizione alla camera dei deputati.

 

Il solito sorriso si diffonde sulle labbra di coloro che osteggiano il cambiamento, sulle labbra dei profeti del " nulla cambia, tutto è per sempre uguale", degli "innamorati" di un sistema che distrugge i sogni della maggior parte dell’ Umanità, il "Gran Casinò" delle borse mondiali.

Dopo il microcredito, il prossimo passo idealmente sarà l’avvio di un mercato azionario a sfondo sociale, una Borsa dove si potranno quotare esclusivamente le imprese che non massimizzano i profitti, non distribuiscono dividendi né registrano perdite, perché si concentrano sull’aiuto dei poveri, soprattutto le donne e i bambini.

E’ un mondo senza la povertà, dove la globalizzazione non distrugge i Paesi poveri ma collabora con i popoli più deboli, per distribuire il benessere, il prossimo obiettivo di Muhammad Yunus, economista Premio Nobel per la Pace del 2006 e fondatore della Grameen Bank, la prima banca al mondo specializzata in microcredito.

Yunus, nel corso di un tour in Italia per presentare il primo Osservatorio internazionale sul microcredito, ha puntualizzato che il modello del microcredito sperimentato dalla Grameen Bank ha avuto successo, anche se il sistema bancario tradizionale che presta a chi è già ricco non collabora, anzi spesso si oppone a questo tipo di credito concesso ai poveri senza alcuna garanzia, senza interesse al passato del debitore, ma solo ai suoi progetti per il futuro.

Il Premio Nobel ha sostenuto la tesi che esiste un altro volto del capitalismo oltre a quello noto, concentrato sulla massimizzazione dei profitti, che mira a fare del bene alla gente. Per Yunus, gli studenti dovrebbero potersi laureare in economia sociale, le imprese sociali dovrebbero poter avere statuti ad hoc e leggi speciali per quotarsi sul listino di Borse sociali. Il successo del microcredito è la dimostrazione che c’è spazio per iniziative con lo scopo unico di combattere la povertà.

 fonte: Il Sole 24 Ore, del 20 marzo 2007

In fondo è solo questione di crederci o credere che il cambiamento non può che venire dalle giovani generazioni che hanno bisogno della nostra testimonianza……….

E un maestro disse:

Parlaci dell’Insegnamento.

E lui disse:

Nessuno può insegnarvi nulla

se non ciò che già sonnecchia nell’albeggiare della vostra conoscenza.

Il maestro che cammina all’ombra del tempio

tra i discepoli non elargisce la sua sapienza,

ma piuttosto la sua fede e il suo amore.

E se davvero è saggio,

non vi invita ad entrare nella dimora del suo sapere,

ma vi guida alla soglia della vostra mente.

L’astronomo può dirvi ciò che sa degli spazi,

ma non può darvi la sua conoscenza.

Il musico può cantarvi la melodia che è nell’aria,

ma non può darvi l’orecchio che fissa il ritmo,

né l’eco che rimanda il suono.

E colui che è esperto nella scienza dei numeri

può descrivervi il mondo del peso e della misura,

ma oltre non può condurvi.

Poiché la visione di un uomo non presta le proprie ali a un altro uomo.

E così come ognuno è solo nella conoscenza di Dio,

ugualmente deve in solitudine conoscere Dio e comprendere la terra.

Kahlil Gibran

Un antico proverbio africano dice che per far crescere un bimbo ci vuole un’intero villaggio, in fondo si tratta solo di cominciare da ognuno di noi, non saremo un villaggio intero ma almeno un intero veliero lo siamo!

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2 commenti Commenta
Scritto il 13 settembre 2008 at 18:58

…” E’ un miglioramento qualitativo quello di cui abbiamo bisogno e, da questo punto di vista, il fatto di essere costretti
a stare qui, a vivere qui, è ciò che ci obbliga a tentare di cambiare. Chi di noi è soddisfatto dell’ umanità come è oggi?
Nessuno. E vorremmo esportare questo articolo in tutto l’ universo?
ecco perché qualcosa deve morire.”…

…” In realtà nessuno può impedire il mutamento. C’ è un tipo di cambiamento tecnico, economico, politico, che avviene
attraverso milioni e milioni di piccole decisioni e che trasforma il mondo nelle direzioni più impreviste.
Non decidendo nulla, facendo ciò che facciamo, restando ciò che siamo, in realtà, produciamo continuamente
questo tipo di cambiamento cieco. Allora è meglio porci il problema e cercare dove vogliamo andare,
approfittare di questa occasione per liberarci di cose che tutti riconosciamo sbagliate, malvagie.”(F.Alberoni, L’Albero della Vita)

Si…ciascuno con la propria consapevolezza, ….
ma che Tu hai contribuito a svegliare o a scuotere, e questo continuerò ripeterlo all’ infinito……

“La realtà di tutti i giorni, il cambiamento nasce da noi, ne sono fermamente convinto”,…….
sì, anch’ io in modo forse diverso, a volte altalenante se non tormentato…
ma fondamentalmente il nocciolo della speranza… la speranza nella nostra essenza e capacità…se si vuole,
perchè è sempre e comunque una questione di volontà, non è mai stato intaccato…
consapevolezza che però, ho ritrovato durante il viaggio…

“Verso tutto ciò che, anche inconsapevolmente, anche in buona fede, produrrà solo squallore ed immiserimento, non ci deve essere indulgenza”.(F. Alberoni)

NO… nulla di inconsapevole nella speculazione! Anzi!!!
QUANTO SQUALLORE E IMMISERIMENTO HA PRODOTTO E CONTINUA A PRODURRE.. Fino a quando forse chissà…

..” Vi è una malvagità dell’ animo che si può identificare per tempo,
e allora la virtù non sta nell’ aspettare, nel tollerare, nel discutere,
ma nel colpire subito , prima che sia troppo tardi.”(F. Alberoni)

Si, via la speculazione da qui!!…
E… noi giornalmente..ora meno soli,….. nelle nostre realtà, possiamo, appunto se vogliamo…fare tanto!…..

…..”LA VIRTU’ RICHIEDE L’ APPLICAZIONE IMMEDIATA,
…….OGNI RINVIO E’, in realtà, un non volere la virtù.
….PERCIO’ e’ NELL’ OGGI CHE INIZIA IL PROGRESSO….” (F. Alberoni)

…si, aggiungo io, verso quella dimensione etica…che in molti condividiamo….

Come spesso ci ricordi:” QUESTA CRISI E’ UNA GRANDE OCCASIONE PER UN PROFONDO RIPENSAMENTO!”
Si, una grande occasione, da non lasciar sfuggire!

Ne saremo in grado!?
Altrimenti quale futuro…….

A proposito delle rondini di F. nel post di ieri, lo dico da qui…

Macché rondini sono oche, grosse..grasse oche…….
e…nemmeno selvatiche ma molto, molto addomesticate….

la grigliata di pesce è gia stata fatta …
presto cucineranno anche la oche…
E’ un gran banchetto nella “stanza dei bottoni”!!

Menomale che ci sono i Tuoi post magnifici bagliori di luce
in questo oceano di inconsapevolezza..davvero , sempre illuminanti ,
come il post di oggi, come sempre…

Ciao,
Buona serata
Valentina

utente anonimo
Scritto il 14 settembre 2008 at 15:50

Nei commenti del 11/09 un anonimo chiedeva al Capitano Andrea di esprimere la sua opinione su Alitalia.

Se posso permettermi vorrei esprimere la mia di opinione.
La storia infinita di Alitalia è l’emblema stesso del modello economico dell’Italia in qui l’interesse personale può portare alla quasi disperazione di 20.000 dipendenti che non sanno quale sarà il loro futuro. Una vicenda in qui tutti hanno ragione e tutti hanno torto, perchè in questa vicenda è il modo di pensare l’economia che è sbagliato.

Spero che cambi il “modello mentale” di vedere le cose, anche se sarà improbabile ma con il tempo non impossibile.
SD

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