LIBERTA' INDIVIDUALE COME IMPEGNO SOCIALE.Libertà positive e negative.

Scritto il alle 08:44 da icebergfinanza

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La scorsa settimana è apparso sul SOLE 24 ORE un articolo di Alessandro Merli a proposito della ormai leggendaria discussione sul libero mercato, sulla sua capacità di autoregolamentarsi e sull’inopportunità di un intervento precipitoso attraverso urgenti misure di regolamentazione e di restrizioni varie. Il dogma assoluto del "LAISSEZ FAIRE" , il cavallo di battaglia del libero marcato, spesso un cavallo di Troia che attraverso gli eccessi, porta a mettere in crisi il sistema finanziario prima  e quello economico di conseguenza poi.

Scrive nella sua rubrica Merli  SOLE24ORE :

"Alle riunioni del Fondo monetario c’è stata una sorta di sagra del presidente della Banca centrale europea, Jean-Claude Trichet. Premiato e festeggiato in varie sedi, gli è stato riconosciuto il merito di aver varato le iniezioni di liquidità che hanno dato ossigeno ai mercati nei giorni più duri della crisi di agosto. La cosa più importante su cui Trichet ha insistito, e che è stata largamente condivisa, è che «non abbiamo bisogno di una pesante regolamentazione da parte della mano pubblica» per migliorare il funzionamento del sistema finanziario globale.

Così scopriamo che coloro che avrebbero dovuto vigilare sul comportamento dei mercati finanziari, oggi vengono lodati per il loro pronto intervento, la loro capacità di creare le condizioni per una nuova esplosiva era di inflazione , sempre che qualcuno sia in grado di dimostrarmi che questa serie continua ed esponenziale di imissioni di liquidità, non provocherà alcune conseguenze sulle prospettive inflazionistiche.

Oggi si esaltano gli hedge fund, campioni di opacità, come attori di mercato in grado di assicurare un alto livello di liquidità proprio quando la liquidità e la fiducia hanno abbandonato i mercati e si rifiuta ogni considerazione atta a regolamentare questo settore che ha dimostrato di non essere assolutamente in grado di regolamentarsi, visto e considerato che forse alcuni dimenticano le paure dei mercati in seguito al fallimento dei due hedge fund della Bear Stearns e le voci che circolavano ( non ricordo se da parte di Moody’s o S&P )a proposito di un misterioso hedge, pronto a saltare, di dimensioni tali da riproporre il rischio sistemico.

La vicenda del Long Term Capital Management è un ricordo lontano e sbiadito, ma una fotocopia inedita della situazione reale, dove il semplice battito d’ali della farfalla "RUBLO" ieri e "SUBPRIME" oggi sono l’esempio vivente del fallimento dell’autoregolamentazione.

Oggi si esaltano le Banche Centrali ed il loro intervento tempestivo, ma pochi ricordano che vi è stata una sostanziale sottovalutazione del fenomeno subprime da parte della Federal Reserve a partire da una mancanza di controlli nelle pratiche di concessione dei mutui da parte del sistema finanziario e commerciale, mutui usciti dalla pentola di Mago Merlino, confezionati e spediti nell’ Oceano finanziario, sotto forma di innovazione finanziaria.

Oggi le Banche Centrali di mezzo mondo fanno a gara per censire i CONDUITS&SIV del sistema, cercando di capire quanti di questi strumenti finanziari solcano gli oceani per cercare di riportarli all’interno dei bilanci stessi, per una maggiore trasparenza.

Mi chiedo come fosse possibile non conoscere questa realtà e non averne la consapevolezza quando il potenziale della crisi sistemica era nascosto proprio in questi veicoli finanziari.

La concezione del Libero Mercato passa anche attraverso la questione etica e come dice Amartya Sen, alcuni dei più laceranti problemi dell’etica sociale sono infatti di natura profondamente economica e ci aggiungerei personalmente, di natura finanziaria.

Nel suo libro " LA LIBERTA’ INDIVIDUALE, COME IMPEGNO SOCIALE " Sen richiama la differenza tra Libertà Negativa e Libertà Positiva.

" Secondo questa prospettiva la libertà intesa in senso positivo ( la libertà di …) riguarda ciò che, tenuto conto di tutto, una persona può o meno conseguire. L’interesse non è tanto rivolto verso i fattori causali alla base di questo, ovvero se l’incapacità da parte di una persona di raggiungere un certo obiettivo sia dovuta alle restrizioni imposte da altri individui o dal governo. Al contrario, la concezione negativa della libertà ( libertà da…) si concentra precisamente sull’assenza di una serie di limitazioni che una persona può imporre a un’altra ( o che lo Stato o altre istituzioni possono imporre agli individui ) "

" E’ possibile sostenere che, se noi riteniamo importante che una persona sia posta in grado di condurre la vita che preferisce, allora ci dobbiamo servire della categoria generale della libertà positiva. Se cioè, riteniamo di grande importanza l’essere "libero di scegliere" allora è la libertà positiva che ci interessa. Ma non si deve pensare che questa argomentazione a favore della libertà positiva implichi che la libertà negativa non debba ricevere una speciale attenzione."

Amartya Sen propone inoltre questo esempio illuminante di cui interpreto soggettivamente il significato.

"In generale può essere negativo per una società che una persona ( IL LIBERO MERCATO ) non possa passeggiare liberamente in un parco senza rischiare di essere assalita dai malviventi ( LA MANO PUBBLICA, LE RESTRIZIONI; LE REGOLAMENTAZIONI) , ma in coerenza con tale diagnosi, si può considerare particolarmente spiacevole dal punto di vista degli assetti sociali ( RICHIO SISTEMICO, CRISI ECONOMICA o FINANZIARIA )che tale incapacità sia il risultato di ostacoli o minacce posti da altre persone ( HEDGE FUND, CONDUITS&SIV, ECCESSI SPECULATIVI etc) "

Prosegue poi Alessandro Merli nella sua rubrica:

"Come sempre, durante e dopo le crisi, scoppia il clamore, soprattutto dei politici, per prendere misure urgenti di regolamentazione e restrizione. Il che è sbagliato per almeno due ragioni. La prima, indicata da un grande saggio della comunità internazionale, il governatore della Banca d’Israele Stan Fischer,è che,visto che le turbolenze non sono ancora finite, sarebbe meglio concentrarsi intanto su come uscire dalla crisi. La seconda è che decisioni affrettate, per far vedere che si sta facendo qualcosa, sono spesso controproducenti. Il capo dell’organo di vigilanza inglese Fsa, sir Callum McCarthy, ha ricordato la precipitosa approvazione della oggi molto criticata legge Sarbanes-Oxley dopo lo scandalo Enron."

Perfettamente d’accordo sul fatto che la crisi non è ancora finita e che si dovesse fare qualcosa per evitare che si avitasse in una devastante crisi sistemica, ma non credo che la creazione del  " SUPER SIV MLEC " creato ad arte per lavare i panni sporchi in casa, sia la soluzione più trasparente per testimoniare la capacità del libero mercato di prezzare strumenti di cui nessuno conosce il reale valore.

Posporre o nascondere i problemi, rimandare a tempi migliori le perdite reali in corso, come è stato fatto dalle istituzioni finanziarie con la FAS 159, non aiuta certo la trasparenza di un sistema che privatizza i profitti e socializza le perdite come dice spesso Nouriel Roubini ( a proposito vi consiglio di leggervi l’ultimo suo post in quanto è un tributo alla sua visione di uomo controcorrente che ha compreso da subito ogni istante di questa crisi e quelle che potrebbero essere le future conseguenze RGEMONITOR ).

Se poi qualcuno è talmente illuso da credere che questa crisi finanziaria impatterà del zero virgola qualcosa sul PIL o del zero virgola altro sui bilanci, significa che vive un’infinita sindrome di PETER PAN e non comprende i risvolti sociali di quanto stà accadendo.

Oggi il solo fatto che questa crisi finanziaria stia contribuendo alla restrizione del credito ed alla sua onerosità dal punto di vista del costo degli interessi, mette in crisi alcune famiglie nell’onorare le rate mensili dei propri mutui e il sistema corporate produttivo, specialmente nelle piccole realtà.

Non parliamo poi delle prospettive inflazionistiche che questa crisi alimenta, attraverso l’esplosione della massa monetaria in circolazione e l’erosione del potere di acquisto attraverso la lunga mano dell’inflazione che solitamente agisce sui redditi da lavoro dipendente, quindi sulla stragrande maggioranza della popolazione.

Ritengo un esercizio di pura ingegneria finanziaria o matematica o previsionale determinare le conseguenze finanziarie appunto  di questa crisi, ma se proprio si vuole provare a comprendere, ad avere un esempio di  quanto impatterà questa  deflazione immobiliare, questa crisi di fiducia, di liquidità, di possibili ed esponenziali insolvenze,  date un’occhiata a questo post del  NEWYORKTIMES.

In un tessuto sociale, una crisi di proporzioni tali a quella in corso in America non è solo relegata a  due milioni di famiglie che perderanno la loro abitazione, ma con un effetto contagio si estenderà all’occupazione e attraverso il calo delle quotazioni immobiliari anche a coloro che vedono svanire la sensazione di ricchezza virtuale creata dal continuo aumento del valore delle case che impatterà a sua volta sui consumi e quindi sugli investimenti e via via attraverso tutta la catena economica.

Non si tratta di combattere, come dice Merli, una guerra precedente in quanto il tasso di innovazione finanziario ci proporrà una nuova crisi che in futuro arriverà da un altro settore diverso da quello attuale, non si tratta solo di applicare delle regole esistenti tipo Basilea 2,  che come nel caso dei derivati riferiti agli enti pubblici esistono già, ma si tratta di incominciare a trasferire nella società, partendo dalla famiglia, dalla scuola, dal lavoro, concetti di etica professionale o semplicemente di etica sociale che formino nuove generazioni che possano portare un vento di innovazione non tanto finanziaria quanto di rispetto e consapevolezza verso un sistema finalizzato alla centralità dell’Umanità e della sua evoluzione e non essenzialmente al servizio del profitto e delle speculazione selvaggia.

Ogni battaglia in favore dell’Umanità e della sua Evoluzione, del rispetto delle regole e della Società nasce dal basso, come tutte le più grandi imprese, ma non vi è alcun dubbio che nel frattempo non è concepibile dimenticare le lezioni della Storia, senza intervenire prima o poi con regole condivise che sono alla base di ogni grande Comunità.

L’anima di certa gente ricorda le lavagne di scuola sulle quali il tempo traccia segni, regole ed esempi che una spugna bagnata subito cancella. (Kahlil Gibran)

  

 
 

 

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4 commenti Commenta
utente anonimo
Scritto il 28 ottobre 2007 at 10:19

Il mio « compito » su questa meravigliosa nave é di far osservare cio’ che ad occhio nudo non si vede. Tempo fa avevo indicato nell’11 ottobre la data in cui si sarebbero potute verificare delle perturbazioni importanti nel sistema economico e finanziario. Cio’ é avvenuto solo in minima parte, per effetto di due provvedimenti economici, entrambi presi l’11 ottobre: 1) l’iniezione di liquidità sul mercato ad opera della FED pari a 35 mld. di dollari, 2) l’altra, ben più deleteria: l’aumento consistente del prezzo del petrolio e la contemporanea riduzione delle scorte di barili / mese decisa dall’amministrazione americana.
Le perturbazioni sono state endemiche, ma la malattia resta. E la paghiamo tutti noi, tutta l’Europa, esclusa forse solo l’Inghilterra. Oggi, il petrolio é alle stelle, e questo é il nostro principale pericolo. Di fronte all’aumento progressivo del petrolio, l’euro reagisce rafforzandosi sul dollaro, ma i prezzi aumentano ed il mercato crolla.
Ancora una volta ci tengo a precisare che non é la nostra visione più o meno catastrofica della realtà a produrre la crisi attuale, ma l’assenza degli organismi di controllo e più in generale la corsa sfrenata all’arricchimento facile da parte di ogni e aqualsiasi organizzazione. La mancanza di etica e la mancanza di controllo da parte degli enti preposti a questo compito, sono questi i principali motivi di una catastrofe che oramai facciamo tutti fatica a scongiurare.
Visto che non si parla mai di soluzioni, io ne avrei una molto semplice, tanto per cominciare: perché Bush non da le dimissioni?
Ciao a tutti
Pinio
PS: con una sola i, nautilus!

utente anonimo
Scritto il 28 ottobre 2007 at 12:15

Capitan Andrea mi pregio lasciarti sul ponte del vascello questo piccolo oggetto misterioso(o provocazione lampante) che non ha forma definita ma potrebbe averne una e nel caso non ne avesse potrebbe finire come tutti gli oggetti misteriosi dimenticati o gettati da qualche parte ad auto estinguersi o a svilupparsi silenziosamente come un virus fatale contro il quale nulla possono gli antidoti del …come tu giustamente dici :“ma si tratta di incominciare a trasferire nella società, partendo dalla famiglia, dalla scuola, dal lavoro, concetti di etica professionale o semplicemente di etica sociale che formino nuove generazioni che possano portare un vento di innovazione non tanto finanziaria quanto di rispetto e consapevolezza verso un sistema finalizzato alla centralità dell’Umanità e della sua evoluzione e non essenzialmente al servizio del profitto e delle speculazione selvaggia.”
La Sinarchia, nell’accezione moderna, è un ipotetico governo occulto planetario, o “governo ombra”, che gestisce invisibilmente le trame della politica e dell’economia mondiale e che decide i destini dell’umanità.
La parola sinarchia (dal greco συν syn (assieme) e αρχηε arché (comando)) significa “governare assieme

qual’è il tuo pensiero?

saluti nautilus

ps: per Pinio – sembrava anche a me strana la doppia ” i ” ma in quel commento ti sei firmato con la doppia. CMQ. anche con una sola ti saluto cordialmente.

Scritto il 28 ottobre 2007 at 17:15

Caro Nautilus,

la Sinarchia come la finanza creativa fà parte di quelle leggende metropolitane che nascondono sempre un barlume di ….esoterismo che può essere visto in chiave positiva o negativa.

La conoscenza di carattere segreto destinata ad un gruppo di eletti è qualcosa che non mi appartiene, alchimia o ermetismo che sia, fanno parte di una concezione esoterica lontana dalla vita di tutti i giorni.

Io sono un figlio della semplicità, amo la Verità anche se la sua ricerca è frutto di sconfitte terribili, ma allo stesso tempo di trionfi inebrianti, ma credo pure che alcuni tracciano le nostre rotte, creano correnti e gorghi i cui noi ignari navighiamo quotidianamente.

Credere nel cambiamento non significa essere talmente ingenui da non conoscere la Realtà nascosta, lo stato delle cose, ma credere che solo la Consapevolezza e la Conoscenza e spesso la Fede aiutano a ” rischiare ” una scelta in nome di un ideale.

Sostenere come fà spesso la Corrente principale che lo Stato delle Cose non cambierà mai, e che ogni cambiamento è figlio di un’Utopia è il pensiero di coloro che accettano di seguire la rotta tracciata da altri qualunque essa sia, subendola!

Le correnti degli oceani sono ricche di plancton del pensiero universale ma si tratta sempre di scegliere quale corrente è più adatta alla nostra stessa essenza, quale plancton nutre la nostra esistenza.

In fondo tutto cambia, nulla è per sempre, anche gli Imperi lasciano la Storia e dai sotterranei dell’Umanità rinasce la Speranza e se non sei portatore delle conoscenze occulte o nascoste, portatore della Conoscenza in fondo resta sempre la Fede un dono che L’Umanità custodisce ancora come un tesoro, che nasconde i destini dell’Anima.

Andrea

Scritto il 28 ottobre 2007 at 21:43

2 Hindenburg Omen avvistati questa settimana, capitano: sia sul NYSE, sia sul NASDAQ.

Bill

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