RECESSIONE: ONDE ANOMALE IN FORMAZIONE.

Scritto il alle 06:57 da icebergfinanza

 

wallnco.free.fr/Divers/image3.htm

 

Le onde anomale sono un fenomeno marino di cui non si conoscono né le cause né l’origine. Sono state osservate onde anomale alte da 25 a 30 metri, che sembrano formarsi in modo imprevedibile. La differenza principale tra tali onde anomale e gli tsunami (o maremoto) sta nel fatto che le onde anomale si producono anche in pieno oceano, mentre gli tsunami si amplificano solo avvicinandosi verso le coste. ( WIKIPEDIA )

Onde anomale in formazione, onde anomale già formatesi negli oceani finanziari di cui noi invece conosciamo le cause e le origini, onde formatesi non esclusivamente in maniera imprevedibile. Un’onda anomala imprevedibile certamente è quella della improvvisa mancanza di fiducia, ma assolutamente prevedibile era l’evoluzione di una stagione immobiliare figlia di un’irrazionalità collettiva.

In questo blog da quando ho incominciato a scrivere nessuno di Voi può dire di essersi trovato impreparato di fronte a queste improvvise onde d’urto, onde anomale di cui ho descritto nei minimi particolare l’evoluzione, onde in anteprima come i " Conduits & Siv " onde anomale in arrivo.

Proseguendo su Wikipedia scopriamo che tali onde possono essere estremamente pericolose poiché sono in grado di affondare navi anche di grande stazza. (Senza l’intervento delle Banche Centrali, l’intero sistema finanziario sarebbe affondato e non esclusivamente il LTCM di turno )

Mancando prove scientifiche della loro esistenza, fino a poco tempo fa questo fenomeno era ritenuto da molti esperti una pura invenzione dei marinai. ( La stessa pura invenzione che gli ottimisti di maniera di questa epoca virtuale fondata sul debito, vedevano nelle parole o sensazioni che numerosi marinai di vecchia data, istituzioni navigate, cercavano di trasmettere attraverso innumerevoli "segnali di fumo" )

I pochi sopravvissuti hanno sempre riportato racconti ritenuti non realistici ( in fondo non era neanche cosi lontano il ricordo della crisi di liquidità che affondo la corazzata LTCM, ma si sa nulla è per sempre uguale….) anche perché secondo i modelli statistici la probabilità di formarsi un’onda di tali altezze era di una ogni 10.000 anni. ( modelli quantistici Hedge Fund Quant che affondano con le loro certezze in un mare privo all’improvviso di liquidità, inciampano su un valore assoluto per l’ Umanità, la fiducia)

È stato calcolato che negli ultimi vent’anni sono scomparse in mare più di 200 grosse navi e alcuni pensano che nella maggior parte dei casi la causa vada ricercata nelle onde anomale e non nel maltempo (causa indicata nella maggior parte dei rapporti). Il gran numero di grosse navi scomparse è dovuto anche al fatto che sono tutte progettate per resistere senza problemi ad onde alte fino ad un massimo di 15 metri.( Di navi finanziarie in questi anni ne sono scomparse molte di più e pensare che sono sostanzialmente progettate per resistere agli uragani finanziari….ma non certo alle onde anomale )

Premetto già da ora che quest post sarà di dimensioni simili alla nostra onda anomala, un condensato fiume di notizie, considerazioni  e grafici che aprirà una mia, e non solo mia, visione sulle prospettive future dell’economia americana e di conseguenza mondiale. Una specie di " bussola " che se usata con prudenza vi aiuterà a trovare la giusta rotta.

Ovviamente si tratta di una mia " visione " dell’ economia, forse unico marinaio che da tempo vede all’orizzonte nubi di recessione e le documenta con dati e notizie che testimoniano il cambiamento di clima che verrà.

Talvolta mi chiedo se sono soltanto un " visionario " in un mondo in cui dilaga la sindrome di Peter Pan, la mancanza di consapevolezza che ha accompagnato con sufficienza questa stagione immobiliare e se la " sindrome " di Mary Poppins non sia mai esistita.

La Northern Rock potrebbe essere solo la punta di un’iceberg in quanto nessuno sà quante altre società sono indebitate alla stessa maniera e non si conoscono le perdite potenziali, lo si scopre solo all’improvviso senza nessun preavviso.

E lo stesso mercato delle case inglese potrebbe essere paragonato alla superficie sommersa dell’iceberg immobiliare mondiale con Spagna, Irlanda ed altre realtà europee.

Dimenticatevi i luoghi comuni come le Olimpiadi di Pechino o le elezioni presidenziali statunitensi, dimenticatevi le iniezioni costanti e continue delle banche centrali, gli istituzionali, gli insider, i laghi e torrenti di liquidità asiatica o mediorientale che sia, e ricordatevi il semplice battito d’ali di una " piccola " farfalla subprime.

Cercate di calarvi nella realtà di tutti i giorni, fatta di perdita del potere di acquisto, di mancanza di investimenti, di debiti personali e statali di dimensioni epocali, di strumenti finanziari derivati che riempiono i bilanci non solo degli investitori istituzionali, ma talvolta anche dei comuni, province, regioni e intere nazioni.

Vogliamo affidarci ai " ghiacciai " di liquidità che giaciono nei paesi asiatici e mediorientali, affidarci unicamente ad un presunto effetto decoupling.

In fondo lo stesso Bernanke dopo aver abbassato i tassi è andato al Congresso per riferire a modo suo che la crisi immobiliare è tutt’altro che finita. Anche le sue ultime stime si sono rivelate figlie della mancanza di consapevolezza.

Piano, piano incominciano ad emergere nuovi dati sulla reale dimensione della crisi immobiliare e del suo effetto contagio come ad esempio i dati comunicati dal Fondo Monetario Internazionale, dati che lo stesso F.M.I definisce "prudenziali".

I prestiti subprime, nel dettaglio, si attestano a 1.300 miliardi (il 15% del monte mutui complessivo), quelli Alt-A (erogati a persone con livello di credito migliore dagli standard subprime ma inferiore alla clientela migliore) a 1.000 miliardi (11%). Nel primo caso, il tasso di default è del 25%, nel secondo del 7%. Considerando le perdite reali (la percentuale della quota di prestito non restituita) nell’ordine, rispettivamente del 45% e del 35%, si ottengono 145 e 25 miliardi, per un totale di 170 miliardi. La ripartizione delle perdite è ipotizzata nella misura del 25% a carico direttamente del sistema bancario, con 130 miliardi circa a carico degli stessi veicoli di asset-backed security (Abs) e collateralized debt obligation (Cdo). Rettificando i 170 miliardi di perdite con la formula «mark-to-market», vale a dire valutando gli strumenti finanziari aggiustati in funzione dei prezzi correnti di mercato, si aggiungono altri 30 miliardi, fino appunto ad arrivare al rosso a quota 200.

Perdite prudenziali, per un mercato che naviga a vista in mezzo alle nebbie di un oceano senza liquidità. F.M.I

Nella sua audizione davanti al  Congresso degli Stati Uniti, Ben Bernanke il governatore della Federal Reserve ha ricordato che in fondo la crisi immobiliare ha prodotto perdite finanziarie globali che hanno ampiamente superato ogni pessimistica immaginazione.

" Probabilmente il numero dei pignoramenti aumenterà e questa volta la percentuale delle famiglie che perderà la propria casa nei prossimi mesi sarà molto più elevato che nel passato "

La Brezza della Consapevolezza che torna a soffiare nelle parole di coloro nei quali è riposta la fiducia dei mercati, il timoniere per eccellenza, il capitano della nave.

All’improvviso, milioni di ipoteche ARMs Adjustable Rate Mortgages vedranno il loro epilogo nei prossimi mesi in una crescita esponenziale, testimoniata dal grafico in questione, che vedrà il suo punto di massimo riscontro nel marzo del prossimo anno.

BofA ARM Reset Chart

Come avrete visto dal grafico un’onda anomala quella delle risistemazioni, delle scadenze dei mutui ARMs in arrivo, innarrestabile!

Solitamente gli effetti " positivi "di una politica monetaria espansiva si propagano al ciclo economico nell’arco di 6/18 mesi, quindi teoricamente non in tempo per annullare la possibile onda anomala.

L’ultima stagione di politica monetaria espansiva incominciata nel nome e per conto della teoria monetarista di Milton Friedman di cui Greenspan e Bernanke sono fedeli allievi,  una teoria che vede la risoluzione di ogni problema attraverso l’innondazione di liquidità attraverso i mercati , produsse alcune fiammate di breve durata non aiutando l’economia a evitare la recessione del 2001.

Questa è la risposta storica dello S&P 500 INDEX alle politiche espansive della FED.

Fedeasing2

THANKS_TO_BESPOKE_INVESTMENT

Quindi sembrerebbe che la medicina dei tagli dei tassi faccia miracoli, ma si sa ogni contesto storico ha le sue dinamiche.

During the past two years, serious delinquencies among subprime adjustable-rate mortgages (ARMs) have increased dramatically.  (Subprime mortgages with fixed rates, on the other hand, have had a more stable performance.)  The fraction of subprime ARMs past due ninety days or more or in foreclosure reached nearly 15 percent in July, roughly triple the low seen in mid-2005.

 

Durante i due scorsi anni 2005/2006 le insolvenze, fra le ipoteche con tasso registrabile subprime sono aumentate drammaticamente. ( ….abbiamo scoperto che i subprime a tasso fisso hanno prestazioni più stabili…..il seme dell’Ovvietà continua ad essere seminato ) Le situazioni di morosità per 90 giorni o superiori hanno raggiunto in luglio il 15 % corrispondenti approssimativamente ad un livello triplo rispetto al minimo livello in mid 2005.

media.sacbee.com/smedia/2007/01/26/18/267-sun…

Adjustable-rate subprime mortgages originated in late 2005 and in 2006 have performed the worst, with some of them defaulting after only one or two payments (or even no payment at all). 

Quindi uno, due rate saldate o talvolta neppure la prima, tanto per incominciare.

Ammortamenti negativi, ratoni finali, formule e penali esotiche frutto della fantasia o della onnipotenza del pensiero che dipinge cieli blu infiniti, per i prezzi delle case.

240.000 procedure di pignoramento in agosto in rialzo esponenziale del 36 % e più che raddoppiate rispetto allo stesso mese del 2006. Uno tsunami di 2 milioni di mutui arms che verrà ad impattare sugli inventari di case invendute, per quanto bassa sarà la percentuale dei pignoramenti che si concluderanno con la perdita della casa.

Penali e formule che impattano per 100/200/300 punti base in più rispetto ai mutui prime o ai Jumbo Mortgage dovrebbero trovare solievo in una riduzione probabilmente una tantun di 50 punti base?

Diamo un’occhiata a queste Due_lettere_comuni_da_MINYANVILLE! 

5.  Point/Counterpoint: The Fed Rate Cut Will Help Save Our Home

Point
The Fed Rate Cut Will Help Save Our Home

By Richard Jones

Thank you Fed Chairman Ben Bernanke, thank you!  With yesterday’s 50 basis point cuts in both the Federal Funds and Discount rates, we finally are able to see some welcome respite on the horizon.  Why, banks even followed suit almost immediately by lowering their prime rates 50 basis points as well.  Yes, relief is finally here!

I don’t mind telling you, the little missus and I were worried.  In 2002 we took out a $500,000 Option ARMS mortgage, an adjustable rate mortgage with the option of making interest only payments for the first five years with a five-year incremental step-up in payments. 

Everything was looking fine for the first five years. Our initial monthly payment on the Option ARMs mortgage was around $1,600.  Over the past five years it has slowly crept up to $2100.  That extra $500 is beginning to hurt.  In August, however, our mortgage lender sent us a note telling us what the 2008 payment is going to be.   Prepare to grab the seat of your pants:  $4,100!!!!   That’s right, $4,100!!!  Who can afford a payment like that?!?!

Even worse, thanks to what they call "negative amortization," whatever that means, they say our original loan balance of $500,000 is now $535,000!!!  How did that happen?!?!  Obviously we were worried.  That kind of mortgage payment would ruin us.  We’d have to sell… assuming we could find a buyer.  And I don’t even know that we could sell for a price that covers the $535,000 mortgage! 

Well, thanks to Big Ben we’re back in business, baby.  Our refinancing papers are already in!  We’re going to take down a fixed-rate mortgage this time at a payment we can handle.  See, thanks to the Federal Reserve, things usually work out just fine.  My wife and I can sleep at night.  Thank you Fed Chairman Bernanke!  Now, I’m going to buy Alan Greenspan’s new book, he’s the one who started this whole thing. 

 

Una splendido piano di ammortamento con un’ipoteca di 500.000 dollari, un bel jumbo-mortgage lontanissimo parente del " miserabile " subprime, a tasso registrabile uno step up che sale dolcemente nei primi cinque anni, ogni anno di 500 dollari esclusivamente in conto interesse senza pensare alla quota capitale,passando dagli iniziali 1600 dollari sino a 2100.

Tutto procede per il verso giusto sino a quando all’improvviso i cinque anni passano e tutto cambia! Si prosegue per la modica cifra di 4.100 euro al mese un effetto pirotecnico denominato " AMMORTAMENTO NEGATIVO " che trasforma lo sforzo iniziale in una sorpresa con un residuo di 535.000 dollari a saldo per conoscenza.

Nessun problema, figlio di un senso di onnipotenza che prevede gli Dei dell’immobile salire senza continuità, per raggiungere quotazioni stellari.

In fondo basta il pensiero, 50 points basis! Ovviamente è solo un esempio e forse neanche troppo rappresentativo, ma la sostanza è questa e non cambia, il problema principale è nascosto nei meadri della creatività finanziaria, illimitatamente concepita.

In sintesi GOOD LUCKY!

Ascoltate ora le dichiarazioni recenti di Douglas_Duncan , capo economista della Mortgage Bankers Association, l’associazione che raggruppa le realtà finanziarie sopravissute allo tsunami immobiliare che operano nel campo dei mutui, apparsa su BORSA & FINANZA:

«Le morosità e le vendite forzose di case aumenteranno. Ritroveremo l’equilibrio solo a cavallo tra l’anno prossimo e il 2009». I fallimenti dei creditori vanno avanti.

Ormai, il 40% dei soggetti che hanno erogato prestiti sub-prime nel corso del 2006 sono usciti dagli affari, oppure hanno venduto l’attività, oppure lo stanno facendo, o infine hanno chiesto la protezione fallimentare. Come se non bastasse, i mesi prossimi rischiano di essere altrettanto cupi per l’industria del mattone, come riferisce (raggiunto al telefono da Borsa & Finanza) Douglas Duncan, capo economista della Mortgage Bankers Association, cioè l’associazione che rappresenta i gruppi finanziari legati alla proprietà immobiliare. «Le morosità e le vendite forzose aumenteranno, con la prospettiva di ristabilire l’equilibrio solo a cavallo tra il 2008 e il 2009»

«Nei prossimi mesi, le rate dei mutui a tasso variabile seguiranno una parabola ascendente, riflettendo la stretta monetaria che la Federal Reserve ha posto in essere negli ultimi anni. Circa 150 miliardi di dollari in prestiti immobiliari saranno coinvolti nel solo quarto trimestre del 2007». (…) Quando nel periodo invernale le rate diventeranno ancora più pesanti a causa dell’adeguamento dei tassi d’interesse, il fenomeno potrebbe vivere un secondo apice».

Alla domanda se le prossime riduzioni di tasso potranno restituire un pò di serenità agli operatori mobiliari, Duncan risponde cosi:

«I miei dubbi sono motivati dal notevole volume di case invendute. In effetti, l’offerta di abitazioni è pari a 8,7 mesi, cioè la cifra massima da 15 anni a questa parte. Perciò, o i prezzi residenziali diminuiscono spontaneamente, oppure avremo un lungo ristagno, nel quale il costo nominale dei fabbricati rimane invariato, ma quello reale scende a causa dell’inflazione, e favorisce il rinnovato equilibrio tra domanda e offerta». Ecco i tempi. «Le insolvenze raggiungeranno lo zenit nel giro di 2 o 3 trimestri. Le vendite all’incanto toccheranno il massimo con un ritardo di 1 o 2 trimestri. Questa dinamica ci porta all’autunno del 2008. Non credo che la soluzione delle nostre tribolazioni possa essere più breve o meno dolorosa di così».

Martedi, Mercoledi e Giovedi usciranno i dati relativi rispettivamente a vendite di case esistenti, nuove richieste di mutui ipotecari e vendite di nuove abitazioni.

Ricordo ancora una volta a beneficio di coloro che non frequentano il blog, che ogni dato va letto con la lente di ingrandimento.

Le vendite di abitazioni esistenti riguardano l’85 % del volume complessivo del mercato immobiliare e particolare attenzione dovrà essere data oltre che al prezzo medio anche al livello degli inventari.

In sintesi i dati sono basati sulla chiusura delle transazioni, ovvero sulla firma definitiva dell’atto di compravendita, a differenza delle nuove abitazioni che vengono rilevate con i preliminari di acquisto dietro accettazione di un acconto.

Forse ai più questo particolare sarà sfuggito ma non vi è dubbio che questi contratti in fase di preliminare possono essere stati sottoscritti anche alcuni mesi fà, come spesso avviene per quanto riguarda le abitazioni esistenti, e ciò presuppone l’impegno che è avvenuto in un momento nel quale la stretta sul credito non era ancora in corso e tantomeno il credit crunch del mese scorso.

Ovviamente per quanto riguarda le nuove abitazioni, a seconda dei tempi di realizzazione i contratti possono risalire anche al 2005/2006 e questo spiega i numerosi annullamenti visto che tante famiglie hanno sottoscritto dei preliminari ai prezzi massimi del periodo ed ora devono in taluni casi far fronte a licenziamenti, riduzione del potere di acquisto, stretta del credito e mancanza di fonti alternative di risistemazione e rifinanziamento.

I prezzi scenderanno lentamente, molto lentamente seguendo una dinamica deflazionistica e recessiva. Non serve ricordare poi che alcuni stati americani come California, Florida, Arizona e Nevada dove le quotazioni hanno raggiunto livelli stellari, conoscono ora una dinamica di discesa accellerata consistente.

Vorrei ora proporvi un momento di  " luce democratica " un momento nel quale all’improvviso nell’audizione di Bernanke davanti al Congresso un " FARO " si è acceso in fondo al tunnel della crisi finanziaria.

Ron Paul, del Texas, in corsa per la nomination repubblicana ha acceso un faro su alcune questioni di fondamentale importanza:

Desidero continuare nella discussione circa il rischio morale. Penso che abbiamo una comprensione molto stretta circa che cosa il rischio morale realmente è. Poiché penso che il rischio morale incomincia nel momento stesso che generiamo costantemente i tassi di interesse artificialmente bassi . E’ questo il motivo che induce la gente a fare degli errori. Io non so perché la natura umana li induce a fare tutti questi errori, ma questa è una reazione normale quando i tassi di interesse sono bassi vi sarà un’eccedenza di investimenti e investimenti sbagliati, un indebitamento  eccessivo e di conseguenza le difficoltà . La mia domanda è come può essere giustificabile moralmente svalutare deliberatamente il valore della nostra valuta?

 

In sintesi Lui che è un medico, si chiede quanto giusto sia e moralmente accettabile che al minimo segno di difficoltà dell’economia americana, la FED utilizzi la leva dei tassi in maniera così aggressiva, iniettando dosi di antibiotico ad un malato di cui si riconosce la crescita moderata o addirittura delle fondamenta solide ed indistruttibili.

 

Per chi volesse sentire e seguire gli interventi di Ron Paul qui sotto avete la versione intergrale su YOU TUBE. 

RON_PAUL_VS_BERNANKE

RON_PAUL_&_MORAL_HAZARD

RON_PAUL_&_FORCLOSURES_&_THE ECONOMY

RON_PAUL_&_THE_DOLLAR

Un’onda anomala pure quella di una possibile recessione, che pochi prevedevano e tuttora ripudiano sulla base di ipotesi semplicemente fondate su un’ottimismo che non tiene conto della realtà delle cose.

In questo blog troverete un’intero archivio di post sulla " RECESSIONE_CHE_VERRA’ " ma in questo contesto vorrei solo mostrarvi alcuni grafici molto significativi alcuni già conosciuti altri sinonimo di novità:

8380_a_2

http://www.safehaven.com/article-8380.htm

Ogni qual volta che  l’ EMRATIO ( Civilian Employment Population Rate )  che da un picco e sceso vicino allo 0,5 % successivamente ha portato alla caduta in percentuale di 2/3 punti che hanno a loro volta portato storicamente ad una serie di recessioni.

Oggi la discesa è arrivata allo 0,6 % quindi come vedete dalla tabella dove sono segnalati i periodi di recessione confermati dal NBER ovvero l’istituto che certifica le avvenute recessioni e le delimita, le prospettive future sono chiare come la luce del sole e confermano la mia tesi principale suffragata da innumerevoli segnali.

Quindi in questo caso non abbiamo un solo falso segnale.

Dal 1960 in poi ogni qual volta le " HOUSING STARTS " in percentuale anno su anno sono scese del 30 % o sino al 40 %  la caduta si è verificata prima o durante una recessione, tranne in una sola occasione su sette, mentre nell’ultima recessione la dinamica era influenzata dall’avvio della futura bolla immobiliare.

Di conseguenza abbiamo un solo falso segnale su sette conferme e credetemi questa volta la discesa non si limiterà al 40 % ma sarà certamente più profonda e duratura in quanto questa è una recessione immobiliare che non ha riscontri dalla Grande Depressione del ’29.

 

 

 

Paul_Kasriel_Northern_Trust

 

Dal 1960 si sono presentati otto casi dove l’indicatore principale LEADING INDICATOR (LEI ) è declinato nella sua versione anno su anno e ben sette a cui è seguita una recessione. Un solo falso segnale nel 1966 e ricordo che l’ultima lettura del LEI vede una caduta dello 0,6 % contro le aspettative di un nulla di fatto. In un’economia di revisione questo dato verrà rivisto alla luce degli ultimi mesi al ribasso in maniera significativa.

 

 

Floyd_Norris_NewYorkTimes

E se non bastassero segnali unici e quindi non verificabili ecco allora un " doppio WARNING " in arrivo contemporaneamente direttamente dalla curva dei tassi e dal mercato del lavoro americano. Doppio avvertimento congiunto che puntualmente ha preavvisato le recessioni del 1990 e del 2001.

Ogni singolo indicatore ha fornito un falso avvertimento in passato, ma congiuntamente non hanno mai fallito. Normalmente il differenziale tra Treasuries Notes a due anni e il FED FUND RATE vede il tasso dei Treasury più alto. Nel nostro caso per molto tempo ha alimentato il famoso " conundrum " di Alan Greenspan evidenziando una inversione della curva dei rendimenti.

Ancora lunedi prima del taglio dei tassi la differenza tra i due tassi era di circa 139 punti base a favore del FED FUND RATE.

Per quanto riguarda invece il secondo grafico i dati trasmessi dal Labor Department’s household survey testimoniano un cambiamneto semestrale nel numero di occupati ad agosto, con 125.000 posti in meno di quelli segnalati a febbraio di quest’anno. Quando il numero entra in territorio negativo contemporaneamente al segnale del differenziale tra i FED FUND e i TReasuries a due anni allora storicamente si ha un chiaro segnale recessivo.

I prossimi mesi nella migliore delle ipotesi vedranno una crescita recessiva ma come ben voi sapete la mia opinione è che la recessione nascosta si vedrà nei primi tre mesi del 2008 massimo entro il primo semestre. In settimana uscirà il dato definitivo del PIL del secondo trimestre 2007 Q2 , il " CANTO DEL CIGNO ".

Proseguendo con le nostre onde anomale non posso fare a meno di notare che la struttura della curva dei tassi ha assunto una configurazione anomala che secondo la mia versione, più volte esplicitata in questo blog presuppone un incremento delle aspettative di inflazione che abbinate alla mia certezza di una recessione, formulano un quadro preoccupante per l’economia:

l’ombra del fantasma della STAGLARECESSIONFLATION!

Ovviamente un gioco di parole, ma se volete chiamatela pure una recessione inflazionistica.

Date un’occhiata a questo forum su WSJ.online e questo è al momento il risultato dopo 3.070 voti:

Which is most likely to become a problem with the economy?
 

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Recession   Inflation   Stagflation (stagnant growth and high inflation)   None of these  
 
842 votes
 (27%) 
  771 votes
 (25%) 
  1157 votes
 (38%) 
  300 votes
 (10%) 
 
Total Votes : 3070
Change Vote

Quindi il 63 % prevede o maggiore inflazione o stagflazione, con un 38 % in assoluto come maggiore preoccupazione.

Stagflazione significa stagnazione ed inflazione combinate ma ciò non vuol dire che la tappa successiva sia all’improvviso una recessione.

Tassi a breve che scendono dovrebbero in teoria influenzare anche i tassi a lungo termine di rilevanza primaria per investimenti e consumi, come sinonimo di aspettative di un periodo di politica monetaria accomodante ma in questo caso i rendimenti invece che diminuire aumentano.

Bernanke può ben dire che le banche centrali non controllano i tassi a lungo termine, Greenspan può chiamarli " conundrum " man non vi è alcun dubbio che con la loro politica espansiva influenzano le aspettative inflazionistiche della curva dei rendimenti.

Più volte gli analisti hanno cercato di giustificare la passata curva dei rendimenti negativa con gli acquisti di asset in dollari da parte dei paesi asiatici e mediorientali, ma tra qualche mese vedremo se il segnale era da considerarsi falso.

Nel frattempo il Libor a tre mesi, punto di riferimento primario riflette un " premio " di 45 punti base rispetto ai FED FUND, nonostante il taglio dei tassi e alle prime avvisaglie di una nuova sindrome di Mary Poppins con qualche sorpresa in arrivo da qualche istituzione finanziaria, decollerà verso spread stellari. Non ricordiamo poi lo

Il mercato sconta una improvvisa fiammata dell’inflazione e non certo solo in America in quanto l’Europa vede la sua massa monetaria in crescita esponenziale e pur mitigando gli effetti del rincaro del petrolio con la svalutazione del dollaro dovrà fare i conti con il prezzo delle derrate alimentari.

La tabella del BLS testimonia la " mascella " che si apre tra l’inflazione reale e quella "core" che continua a ritenere volatili componenti energetici e alimenatri che si stanno dimostrando sempre più strutturali in nome e per conto delle bioenergie e della mancanza di alternative a breve termine energetiche.

Grain_tyson_200709

 

Quindi cure palliative, come palliativo sembrerebbe l’effetto sulla carta commerciale che ad agosto a visto un crollo nelle scadenze non rinnovate favorendo la fuga dei capitali verso lidi più sicuri.

Nel frattempo riprende la speculazione dei carry trade, in tono dimesso, un imponente azzardo in una situazione ad alto rischio, un cambio quello usd/yen che riflette la tragica deflazione giapponese, una delle sorgenti primaria della liquidità mondiale.

Da sempre la forza dell’euro è figlia della debolezza del dollaro, ma l’ultima accellerazione ha ben poco a che fare con il taglio di 50 punti base operato dalla Federal Reserve ma è il sintomo dell’inizio di una ritirata globale dalla moneta per eccellenza, il dollaro appunto.

Sino ad oggi il cerchio per eccellenza, la dinamica perfetta che consiste nel consumo esponenziale degli Stati Uniti di prodotti provenienti dalle economie emergenti ed mediorientali, prodotti finiti asiatici e petrolio ha dimostrato di saper reggere anche di fronte alle spinte protezionistiche, chiudendosi con il rientro a casa degli investimenti  in titoli ed azioni americane. Cina e Giappone detengono il 50 % del debito pubblico americano ma oggi l’incognita di un loro futuro disimpegno grava totalmente sul sistema finanziario globale.

Un’incognita che potrebbe trasformarsi presto in un momento d’ Oro! Ricordo infatti come più volte richiamato in alcuni commenti e in alcuni post che questo è solo l’inizio di una tendenza, di un trend prolungato a favore di un asset che riscuote la fiducia degli investitori in periodi di tempeste e uragani finanziari.

L’incognita Cina e la diversificazione dei suoi investimenti verrà svelata entro il mese di novembre.

Vorrei tornare anche solo per un attimo sui venti mai sopiti del Protezionismo una delle cause della Grande Depressione del ’29, per ricordare che nei governi globali cresce la tentazione di erigere barricate agli investimenti provenienti dall’estero. Nella patria del libero mercato oltre le continue tensioni con la Cina, come non dimenticare il tentativo fallito di una società mediorientale di assicurarsi la gestione di cinque porti americani o quello della Cnooc cinese, controllata dallo stato di conquistare il gigante californiano Unocal. Lo stesso Canada memore della perdita delle accierie Dofasco passate alla francese Arcelor stà valutando l’applicazione di norme più severe nei confronti degl investitori stranieri.

 

Per concludere vorrei fare un piccolo appunto rispetto alle cure di chirurgia estetica a cui si sono sottoposti i bilanci delle grandi realtà finanziarie americane, bilanci in chiaro/scuro che evidenziano difficoltà per Morgan Stanley e Bear Stearns con il risultato netto sceso di più del 50 % , un pò meno per Lehman Brothers.

Ma la sorpresa è come sempre la scoperta della fonte della giovinezza da parte di Goldman Sachs un bilancio stellare, quasi fosse di un’altro pianeta, una banca che secondo i dati forniti al mercato non ha partecipato al crediti crunch di agosto se non attraverso la debacle del suo hedge fund Global Alpha, un bilancio influenzato dalla vendita di una partecipazione ma che mette in evidenza….quanti santi in paradiso ha Goldman in particolare, Saint…… Paulson.

Di Lehman abbiamo già parlato, ma per quanto riguarda il "fair value" non possono non fare alcune considerazioni. Attività estremamente illiquide o che testimoniano una perdita potenziale non sono solo i derivati subprime CDOs & Affini, ma pure le ormai tristemente note ABS in quanto ad oggi, causa la mancanza di liquidità, non sono assolutamente valutabili. Possiamo presupporre che anche se non sono contaminate da crediti subprime, qualche credito in sofferenza o qualche incaglio ce lo hanno pure inserito i creatori della finanza moderna.

Possiamo supporre che questi strumenti siano iscritti in bilancio mark to market, in attesa della scadenza, immobilizzati senza via di scampo, possiamo supporre che una valanga di CLOs ovvero obbligazioni derivate per finanziare le operazioni di LBO siano anch’ esse in portafoglio in attesa di un acquirente con sconti pesanti da proporre, possiamo supporre che una certa quantità di liquidità sia destinata a " coprire " le esigenze delle premiate ditte CONDUITS & SIV, ma da oggi in poi la chirurgia estetica potrà fare ben poco.

Date un’occhiata al sito della FEDERAL_RESERVE e vedrete che la scorsa settimana il volume delle commercial paper è progressivamente crollato con un calo di quasi 48 miliardi di dollari e di 15,6 miliardi per le asset backed.  

OUTSTANDINGS_COMMERCIAL_PAPER

 

Graph of CP Outstandings: Weekly Wednesday, Seasonally Adjusted, Date vs. Billions of Dollars.

Non so come apparirò al mondo. Mi sembra soltanto di essere stato un bambino che gioca sulla spiaggia, e di essermi divertito a trovare ogni tanto un sasso o una conchiglia più bella del solito, mentre l’oceano della verità giaceva insondato davanti a me. (Isaac Newton)

…..Ho trovato solo alcune conchiglie, qualche sassolino ma l’oceano della Verità mi è ancora sconosciuto, qualche pozza di trasparenza esiste ancora, qualche goccia qui e la che da speranza ma chissà forse un giorno questo Oceano invaderà anche il mondo della finanza.

 

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13 commenti Commenta
utente anonimo
Scritto il 25 settembre 2007 at 09:06

Peccato che non si possa , ma a questo articolo batto le mani . Io non so quanto ti ci è voluto per raccogliere dati e scriverlo ma il risultato è un post che definirei “il migliore di sempre” !

Certo che Bernake per capirlo ho dovuto ascoltarlo 2 volte …. va via come un fulmine ^_^ !

Vorrei anche ringraziare Bill per l’ articolo che ha postato di sentiment
trading .

Volevo far notare come il crollo del ’29 non fu provocato da una notizia particolare :

…nel 1926 ci fu una piccola battuta d’arresto, in corrispondenza della crisi in cui nel frattempo era culminata la speculazione immobiliare, ma immediatamente dopo i corsi azionari ripresero la loro salita in una scia di ottimismo che non lasciava presagire minimamente l’eventualità di un crollo. Effettivamente il progresso tecnologico aumentava facendo intravedere una nuova era di benessere e di consumi elevati. Si passò in quegli anni all’elettricità nelle abitazioni, e dagli 8,1 milioni di automobili registrate negli Stati Uniti nel 1920, si passò a 23,1 milioni nel 1929.

Lo stesso Irving Fisher, illustre professore di Yale, era convinto che la borsa avesse raggiunto “un alto livello permanente” Eppure il crollo ci fu. E ad esso seguirono fallimenti, depressione e disoccupazione. Lunedì 21 ottobre fu il primo giorno di incertezza, cui seguì una settimana di forti realizzi. Le istituzioni, come accadde negli episodi passati, cercarono di promuovere atteggiamenti e precauzioni tranquillizzanti, ma la settimana successiva aprì con un tonfo: il Dow Jones perse il 12.8% il 28 ottobre e ancora, il giorno dopo, l’11.7%. Ma il motivo che spinse tante persone a vendere non è del tutto chiaro, dal momento che nessun avvenimento, e nessuna notizia preoccupante erano noti in quei giorni….

Grazie ancora Andrea !

Ciao By Fabio

utente anonimo
Scritto il 25 settembre 2007 at 09:12

Caro Andrea,
la tua analisi é ottima e ti faccio i miei complimenti. Condivido pienamente le tue conclusioni. Non capisco però perché le Borse non crollano davanti al rischio di recessione in America ed ai continui problemi di liquidità delle banche. In fondo i dati che tu presenti ed analizzi sono in mano a milioni di investitori i quali sembrano giungere a conclusioni diverse dalle tue (e dalle mie). Sbagliamo noi e siamo troppo pessimisti o la comunità finanziaria internazionale é impazzita? Forse le Borse salgono poiché l’acquisto di azioni sembra essere l’unico antidoto per proteggere i capitali dalle perdita di valore della moneta e dall’inflazione. Cosa ne pensi?
Michele

Scritto il 25 settembre 2007 at 09:25

Andrea, che dire . .. . . . .impeccabile come sempre!!!
Sono monotono, ma veramente grazie di esistere . . . .
Spero un giorno di poterti incontrare di persona!!!
Un saluto co stima dalla Romagna!!

utente anonimo
Scritto il 25 settembre 2007 at 10:52

Mi unisco anch’io ai complimenti veramente un ottimo lavoro!!!

Mario

utente anonimo
Scritto il 25 settembre 2007 at 14:52

Seguo da poco questo blog, ma ne ammiro giorno per giorno la profondità riflessiva e d’analisi unita alla freschezza di linguaggio.

Mi unisco anch’io ai complimenti! :-)
Denis

Scritto il 25 settembre 2007 at 15:45

il problema grande che si sta aprendo negli Stati Uniti non é di ordine finanziario, quantunque la crisi di liquidità sia la molla principale, la voragine é sulla occupazione, non ci sarà recessione se l’occupazione regge. Bravo Andrea, comunque sempre illuminanti le tue deduzioni, continua cosi.
Ciao

utente anonimo
Scritto il 25 settembre 2007 at 17:52

Clap, clap clap… ∞… !!!
Hai visto, Fabio, che si può applaudire? All’infinito, come merita il nostro capitano!

Ragazzi, oggi la notizia è a dir poco sconvolgente, ma sembra essere stata ignorata.
L’Indipendent ha scritto che la Banca d’Inghilterra ha solo più 4 miliardi di sterline per aiutare qualche banca in difficoltà, roba da far tremare le borse. Invece il danno l’ha subito la sterlina…
Dato che, in fondo, la crisi immobiliare in GB deve ancora iniziare, che l’epicentro del “big one” partirà proprio da lì?

Illuminaci tu, o Capitan Andrea

Bill

Scritto il 25 settembre 2007 at 18:09

Ciao Bill … mi domando che codice ascii hai usato per l’ infinito ! ….

Anch’ io scrivevo tempo fa che il colpo di grazia potrebbe partire da un altro punto anche se tutti siamo focalizzati sull’ america

(infatti parlavo di stati canaglia… )

Voglio commentare la giornata di oggi che sembra “sbalorditiva per quanto riguarda la reazione ” di fronte ai dati appena usciti.

guardando qua e la le quotazioni :
Il mercato (OGGI) probabilmente giudica grave la crisi in atto , basta guardare per esempio home depot (-2 e qualcosa) ma non pensa che la crisi si ripercuoterà negli altri settori e resterà circoscritta!

Per me si sta perdendo di vista che il dato da tener più in considerazione in questi periodi sarà l’ occupazione d’ ora in avanti . I dati di oggi non rispondono direttamente al problema occupazione , per me è molto più indicativo il dato sui nuovi cantieri (per esempio ) per analizzare se la crisi impatterà sul quadro generale ….(ripeto per esempio, so benissimo che ci sono ben altri indicatori)

Un saluto a Bill ,a tutto l’ equipaggio e soprattutto ad Andrea !
By Fabio

CLAP CLAP ^_^ !

utente anonimo
Scritto il 25 settembre 2007 at 20:34

Ciao Ragazzi, è un piacere avere dei compagni di viaggio che sanno ricambiare …..infinitamente mente mente mente……….

Caro Michele, in fondo nessuno sà dove stiamo andando, ma la differenza stà nelle prospettive che uno si pone, l’importante è scegliere una rotta, convinti sino in fondo della bontà della scelta dettata da precisi riferimenti e non da immaginazioni, sempre pronti a girare il timone verso l’alba se questa si riproporrà nel suo splendore. In questa lunga notte, come dicono Bill & Fabio ormai le notizie e i dati peggiori vengono recepiti come stimoli ad assumere ulteriorii iniezioni di liquidità. Ormai il sistema vive una condizione di dipendenza totale dalla politica monetaria e in fondo se qualcuno che pensa alla Grande Depressione come ad un periodo storico evocato a sproposito vuol dire che non conosce il profondo insegnamento che la Natura ci lascia attraverso la storia. Come dice Fabio all’improvviso nel ’29 la consapevolezza assali gli investori e gli speculatori aprendo gli occhi all’irrazionalità umana.

Sento parlare del giuramento di Ippocrate e fin qui siamo d’accordo che il malato chiunque sia, và salvato ma l’azzardo morale di questo tempo è figlio del ” laissez faire ” della mancanza di un sistema in grado di autoregolamentarsi nella semplicità della trasparenza.

Sembra quasi che il mondo ripudi la semplicità, che ogni cosa debba per forza essere talmente complicata da rendere ogni rapporto, ogni professione, ogni istante della vita una lotta continua alla ricerca della fiducia, della Verità.

In fondo la sindrome di Peter Pan continua, nessuno vuole crede alla fine ” TEMPORANEA ” della favola, nessuno crede che le salite prima o poi hanno un termine che per scalare nuove vette si deve anche scendere, specialmente se nell’ultima si è saliti in elicottero, bruciando tutte le tappe.

L’occupazione è da sempre uno dei sintomi a cui tutti guardano quando incomincia la malattia, e purtroppo la febbre è iniziata alcuni mesi fà e nessuno se ne è accorto.

Ma in fondo questo non è che un sintomo di un sistema che ama curare piuttosto che prevenire in quanto il profitto è la scelta primaria, caro Bill sono sensazioni perlopiù supportate da dati e riferimenti storici ed attuali. L’effetto farfalla subprime attraverso questi mesi sino alla Northern Rock, ha trovato tutti impreparati pure coloro che gestiscono il grande gioco. nessuno escluso, sino alle banche centrali che sino a poco tempo fa escludevano il contagio.
Ignorando, spesso la realtà è più grande dell’immaginazione.

Ciao Zanna71, ciao Dennis, ciao Mario, Michele, Bill, Fabio e grazie delle ” iniezioni giornaliere ” di stima, ciao a tutti i lettori del nostro blog

Andrea

Scritto il 25 settembre 2007 at 22:19

Per l’ ∞ ho aperto Word, Inserisci simbolo: ∞. Copia là, incolla qua e voilà. Gli ASCI per me sono troppo difficili.
Sarebbe bello trovarci una volta tutti insieme per conoscerci e parlare del
“big one”
che ha da venire o che è venuto.
Per cominciare possiamo dire di dove siamo, poi trovare una località equidistante.
Io sono di Alassio (SV) Liguria.
Ciao e buonanotte a tutto l’equipaggio.
Bill

utente anonimo
Scritto il 26 settembre 2007 at 12:48

Tanti sinceri complimenti .
Navigo da tempo sui siti ( 2 in particolare che raccolgono tantissimi report periodici in inglese ) che rintengo che siano le tue principali fonti di grafici e analisi , quindi conoscevo gìà la gravità delle cose, ma rileggerle tutte insieme e soprattutto in italiano fa un effetto decisamente migliore!
Sarò molto lieto di confrontarmi con te e coi frequentatori.
Per esempio non hai affrontato il problema dei MEW , fonte di introiti per le famiglie USA utilizzata per i consumi, prevista ovviamente in fortissimo calo.
Sto cercando in questi giorni di “prezzarne” le conseguenze.
A presto
Sono di Prato e faccio il promotore finanziario.
Fogar

Anonimo
Scritto il 26 settembre 2007 at 18:10

Ciao FOGAR e benvenuto a bordo!

Forse è da poco che frequenti il nostro blog ma credo di essere forse l’unico che per primo ha portato all’attenzione in aprile ai lettori il fenomeno del MEW ovvero la possibilità di estrarre equity dal valore della propria abitazione.

Il 24 aprile e successivamente il 5 luglio in maniera più approfondita ho trattato l’a rgomento in questione che troverai sul TAG che fà riferimento al MEW

http://icebergfinanza.splinder.com/post/11906876/LA+LEGGENDA+DEL+CONSUMATORE+AM

http://icebergfinanza.splinder.com/post/12959586/IL+LENTO+E+INESORABILE+TRAMONT

ripreso successivamente in vari post sul mercato immobiliare con riferimento ad alcune dichiarazioni di Bernanke.

Sarà un piacere confrontarsi e navigare insieme e per pura coincidenza sei salito sul nostro veliero proprio quando venerdi pubblicherò un post sulla situazione immobiliare americana attuale e il MEW appunto.

Ciao Andrea

Anonimo
Scritto il 27 settembre 2007 at 09:25

Hai ragione, era la prima volta che leggevo il Blog.
Vedi, sono rimasto così sorprendentemente colpito dall’ accuratezza e completezza degli ultimi 2 tuoi Post … che pur non avendo trovato ancora il tempo di i precedenti, ho voluto immediatamente farti i complimenti!

Ora mi sono tutto il blog sul portatile così da studiarmelo tutto ovunque io sia nel week end!
Attendo con impazienza i prossimi post.
Complimenti ancora
Fogar

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