GERMANIA: AUTO IN FIAMME!

Scritto il alle 07:15 da icebergfinanza

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Nella mia ultima intervista sulla guerra commerciale in atto, ho messo in guardia dai facili entusiasmi, soprattutto per quanto riguarda l’Europa,

Una rottura o un rinvio, ovviamente non piaceranno ai mercati i quali reagirebbero con vendite diffuse in grado di riportare i valori sui minimi di dicembre. Ricordo solo che quanto è accaduto nell’ultima parte dell’anno è avvenuto nonostante la notizia di una tregua fosse già nota.
Per quanto riguarda il breve e medio periodo, gli ultimi dati macroeconomici soprattutto quelli provenienti dalla Germania, ma soprattutto dalla Cina, ci confermano che l’Unione Europa non ha alcuna possibilità di sopravvivere ad una guerra commerciale simultanea, con USA, Cina ed Gran Bretagna, visto che la questione Brexit è ancora sul tappeto.

Le ultime notizie in arrivo dalla Cina non sono certo delle migliori, anzi, la situazione è davvero pesante, dopo il crollo del 13 % delle vendite di autoveicoli di un paio di mesi fa, ecco quasi un meno sedici per cento per l’ultimo mese…

Qualcuno sta già festeggiando per un accordo di cui non si sa nulla che subito arriva la doccia gelata delle probabili tariffe sulle auto tedesche ed europee.

La scorsa settimana già qualcosa era nell’aria, soprattutto dopo le dichiarazioni di Angela Merkel…

“Noi siamo orgogliosi delle nostre auto, e questo deve esser consentito. Se adesso queste auto, che vengono prodotte in South Carolina non vengono considerate meno minacciose di quelle che vengono prodotte in Baviera, e sono all’improvviso una minaccia della sicurezza nazionale degli Stai Uniti, questo ci spaventa”.

La dimensione dello scontro non è affatto inedita, già più volte Trump aveva mandato dei precisi messaggi alla Germania, quasi esclusivamente alla Germania, colpevole evidente di dumping commerciale.

La notizia del giorno di ieri non è la votazioni su Salvini dei Cinque Stelle, ma la dichiarazione di guerra alla Germania, del segretario al Commercio, Ross, assistito da Navarro.

I funzionari dell’amministrazione hanno detto che le minacce tariffarie sulle automobili sono un modo per ottenere concessioni dal Giappone e dall’UE. L’anno scorso, Trump ha accettato di non imporre tariffe finché i colloqui con i due partner commerciali stavano procedendo in modo produttivo.

Trump ha detto venerdì che le tariffe proteggono l’industria e aiutano anche a vincere accordi commerciali.

“Amo le tariffe, ma amo anche negoziare”, ha detto.

I media tedeschi riferiscono stamattina che il dipartimento del commercio statunitense ha concluso le sue indagini sulle importazioni di automobili europee e ha consegnato il suo rapporto al presidente Donald Trump, che ha ora 90 giorni per prendere una decisione. Handelsblatt ha visto una bozza è ha concluso che le auto europee costituiscono una minaccia per la sicurezza nazionale degli Stati Uniti, con una scelta di tre raccomandazioni: una tariffa generale di importazione del 20-25%; tariffe mirate, ad esempio per le auto elettriche a guida autonoma; o tariffe più basse insieme a un maggiore sostegno per l’industria automobilistica statunitense. FAZ riferisce stamattina che l’industria automobilistica statunitense sta facendo pressioni pesanti contro queste tariffe, in quanto, di conseguenza, avrebbe dovuto sostenere costi di componenti più elevati.

Davvero interessante questa analisi di Autoprove, dove si evidenziano numeri in grado davvero di mettere in seria difficoltà la Germania, numeri riportati dall’istituto IFO che suggerisce che il suo vino, il migliore per loro è in serio pericolo…

La proposta di dazi sulle importazioni di auto europee per il 25% da parte degli Stati Uniti potrebbe tagliare le esportazioni di auto tedesche verso gli Stati Uniti del 50%. Nel lungo termine potrà influenzare pesantemente le esportazioni verso gli altri paesi, uno studio dall’istituto tedesco Ifo ha lanciato l’allarme.
“Queste tariffe avrebbero tagliato le esportazioni di auto totali dalla Germania del 7,7%, il che equivarrebbe a 4,18 trilioni di euro,” ha commentato Gabriel Felbermayr, esperto di commercio estero presso l’Ifo.

QUATTRO VIRGOLA DICIOTTO TRILIONI DI EURO!!!!!!!!!!! 

Le tariffe del 25% su auto e parti importate farebbe aumentare il prezzo dei veicoli in Usa di 83 trilioni di dollari di ogni anno. Trump ha invitato l’Ue ad abbandonare la propria tariffa del 10% sui veicoli importati. Ad oggi gli Stati Uniti tariffano le autovetture importate del 2,5%, mentre impone un 25% sui veicoli commerciali.

Nel frattempo arriva un’autorevole conferma che il collasso delle vendite al dettaglio nel mese di dicembre non era pura fantasia, l’indice redbook conferma il pessimo dato dello scorso mese…

Suggerisco una seria riflessione su quanto sta realmente accadendo in questi mesi, poi ognuno è libero di sottovalutare il tutto, come accadde nel 2007 e 2008, in fondo la storia non si ripete mai, ma ama fare la rima.

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19 commenti Commenta
stanziale
Scritto il 19 febbraio 2019 at 07:27

Trump dotrebbe fare di piu’ e meglio: imporre il pareggio import export tra Usa e Germania, e solo la Germania. Cosi’ i tedeschi schiatterebbero…con il loro maledetto euro, che ci ha fatto tornare indietro come i gamberi, all’impoverimento generale del 1800 https://sadefenza.blogspot.com/2019/02/lesperimento-dopo-25-anni-di-ueuro.html

ilcuculo
Scritto il 19 febbraio 2019 at 10:18

Suggerisco una seria riflessione su quanto sta realmente accadendo in questi mesi, poi ognuno è libero di sottovalutare il tutto, come accadde nel 2007 e 2008, in fondo la storia non si ripete mai, ma ama fare la rima.

Non sottovalutiamo nulla, ma non sappiamo cosa fare…

laforzamotrice
Scritto il 19 febbraio 2019 at 11:57

Mi ricorda molto la storia della rana e dello scorpione. A chi ha figli… auguri.

alexandersupertramp
Scritto il 19 febbraio 2019 at 14:29

Vogliamo fare un commento sui dati usciti in Italia? La Troika, ci piaccia o no, si avvicina

gnutim
Scritto il 19 febbraio 2019 at 15:11

“la storia non si ripete mai, ma ama fare la rima”…
che frase! che frase!

luxwaitontheriverbank
Scritto il 19 febbraio 2019 at 20:52

…. Si può comprare credito fino ad un certo punto, ma poi, hai due problemi: 1 non puoi più comprare nulla, 2 devi restituire i soldi. Quindi, prima si fermano le vendite, poi si aprono le voragini.

apprendista
Scritto il 19 febbraio 2019 at 23:24

#EURUSD non lo mollano …incastonato tra 1.13 ed 1.1487..in laterale da ottobre…altro rimbalzo oggi una volta bucato 1.13 su ZEW…li partono i market maker “ECB friendly” che coprono …non ci pensano proprio a surriscaldare il $…
sotto 1.1240 is key
https://t.co/f1w8pN8m4C https://t.co/iG0bRfHi3p

stanziale
Scritto il 20 febbraio 2019 at 07:03

Ancora – da Paolo Tanga e Giovanni Passali – nuovi dati sul trasferimento di ricchezza dall’Italia agli stati nord con le banche e la bce https://www.ilsussidiario.net/news/economia-e-finanza/2019/2/20/finanza-le-mosse-su-euro-e-banche-che-hanno-impoverito-litalia/1850011/

idleproc
Scritto il 20 febbraio 2019 at 18:54

OT.

https://www.nytimes.com/2019/02/19/us/trump-cancels-california-high-speed-rail-grant.html?smid=tw-nytimes&smtyp=cur

Il “succo” delle nostre “opposizioni” unite nella lotta è che gli venga presentato il conto di quello che si svenduti e di quello che si son messe in tasca oltre a voler continuare come prima fuori vista a livello locale.
E’ la ragione reale di tutta l’agitazione mediatica in corso.
E’ un governo di “troppo buoni”, si fa presto a cancellare tutte le leggi e leggine di autosalvagurdia che si son fatti.
Anche quello che hanno combinato con la Costituzione.

madmax
Scritto il 21 febbraio 2019 at 07:02

apprendista@finanza,

Apprendista e se a volere il dollaro basso fossero proprio gli yankee??? Accusano la Cina di devaluare lo Yuan mentre loro fanno esattamente quello nonostante tutto il deficit US e’ rimasto invariato!!!
Lunga vita al Dragone!!!! Il secolo dell’Asia e’ iniziato che ci piaccia o meno!

madmax
Scritto il 21 febbraio 2019 at 07:06

stanziale@finanza,

Stanziale,
sperare che il settore auto tedesco schiatti e’ come spararsi sulle palle da soli, lo sai che gran parte della componentistica tedesca e’ italiana? Voi i numeri? Esportiamo (dati 2016) un totale di circa 3,9 miliardi di euro di parti auto, che fanno della Germania il primo mercato di destinazione dell’export dei componenti italiani, certo avremmo l’illusione di godere ma il cetriolo alle fine no prendiamo pure noi nel deretano!

madmax
Scritto il 21 febbraio 2019 at 07:16

ilcuculo@finanza,

Se vogliono rilanciare l’economia i verdi pandistelle dovrebbero fare una sola cosa applicare la direttiva EU2011/7/EU che obbliga a pagare in tempo!!!

Curioso che i sovranisti, amanti delle aziende italiane, proprio adesso che sono al Governo non paghino il dovuto per dare ossigeno, e la beffa e’ che la EU ha ragione nel obbligate pagamenti certi.

Cito:

La direttiva 2011/7/UE del 16 02 2011 rafforza le tutele delle imprese contro i ritardi di pagamento nelle transazioni commerciali. Tra le novità, si segnala l’obbligo da parte delle pubbliche amministrazioni all’interno dell’UE di provvedere ai pagamenti nei confronti delle imprese entro un termine massimo uniforme di 60 giorni. La direttiva dovrà essere recepita dagli Stati membri entro il 16 marzo 2013 e sostituirà così la direttiva comunitaria 2000/35/CE

icebergfinanza
Scritto il 21 febbraio 2019 at 16:55

Quanta ignoranza in giro sul dollaro…

stanziale
Scritto il 21 febbraio 2019 at 18:34

madmax,

E allora? per contin uare a fare gli schiavi/terzisti dei tedeschi dovremmo svendere anche il patrimonio artistico ed i beni immobiliari degli italiani? Perche’ e’ questo, il gioco dell’euro, della moneta debito (nostra) ma credito (franco tedesca). Tutto il resto non lo cito neanche perche’ e’ gia’ svenduto, compresi i depositi degli italiani, visto che le banche italiane sono straniere….compresa banca d’italia e l’oro degli italiani, regalato alle banche straniere da Letta. Gli italiani ancora non lo hanno capito. No grazie Mad, mantengo il mio punto di vista.

idleproc
Scritto il 21 febbraio 2019 at 20:41

Chissà perchè “quelli bravi” del W l’euro, del più europa e dello svendiamo tutto che ce sta lo spread, azzeriamo il “debito” (si è visto) che c’erano prima, pagavano sempre in ritardo?
“Tutta colpa della burocrazia!”
Forse bisognerebbe fare un corsetto su cosa è (era) la Contabilità dello Stato, i capitoli di spesa e per finire la “cassa”.
Tranne che per aspetti dolosi o sostanziali legati ad altre verifiche non ci sono motivi per un funzionario di non effettuare pagamenti in tempo se ci sono i soldi in “cassa”.
Per gli altri enti a cascata decentrata che magari hanno i bilanci scritti sulla carta da formaggio, è un’altra faccenda.

madmax
Scritto il 22 febbraio 2019 at 07:08

stanziale@finanza,

Stanziale e Idleproc,

Non sono per il W la Krukkia a prescindere, ma rispondetemi a questi punti, non divagate per la tangente e riflettete:

1-l’Italia e’ il paese con piu’ bellezze artistiche al mondo, quindi paese naturale per il turismo: NON ABBIAMO una catena di alberghi nazionale, quindi di fatto chi incassa da turismo italiano sono gli stranieri!!!
2-l’Italia ha eccellenze agrialimentari da esportare in tutto il mondo: NON ABBIAMO una catena di supermercati/grande distribuzione che possa vendere nel mondo i nostri prodotti come Auchan, Carrefur, Tesco, Lidl e via dicendo, qundi gli stranieri incassano sulle nostre eccellenze agroalimentari!!!
3-l’Italia ha sviluppato una grande industria di componentistica auto oggi che non abbiamo piu’ una casa automobilistica, la FCA non ha piu’ sede in Italia e oltre la meta’ del fatturato e’ negli US, di fatto oggi tutto il know how va in mani stranieri che poi chiedono a fornitori terzomondisti di fare prodotti simili vedi caso telai Verlicchi.
4-in Italia esisteva una grande industria delle costruzioni, competitiva in tutto il mondo, oggi con il blocco di tutti i cantieri di fatto e’ al collasso, Astaldi alla canna del gas, Impregilo fusa con Salini, insomma presto spariranno tutte lasciando il mondo delle costruzioni ancora una volta nelle mani straniere!
5-l’Italia e’ divisa in due, da una parte un paese che non e’ mai cresciuto, con ospedali o scuole che arrancano, nonostante una classe politica che a livello nazionale fossa super rappresentata, anche oggi le tre cariche piu’ altre dello Stato sono del Sud e una parte del paese che e’ a standard molto elevati con punte tecnologiche e distretti di eccellenza, questo divario mai colmato non e’ colpa dei cattivi stranieri ma soltanto nostra.
Capisci che con le debolezze strutturali sopra elencate in quelli che pensiamo essere i nostri settori di punta non andiamo da nessuna parte? Puoi toglie l’euro, venderti l’oro, fare cio’ che vuoi ma i punti sopra di debolezza restano.
Concludo con il ricordare che la Schadenfreude (il piacere delle disgrazie altrui) che sta attanagliando l’Italia e’ da pirla in quanto nel caso di crisi, recessioni, stagnazioni tanti perderanno lavoro e staranno peggio e tra quei tanti ci potremmo essere pure noi/voi percui lasciate perdere la gioia di un crollo economico!

idleproc
Scritto il 22 febbraio 2019 at 08:55

madmax,

Quelle che hai elencato sono i punti del fallimento totale delle predette classi ‘dirigenti’, sono politiche economiche.
Per fare una politica economica devi come premessa avere la sovranità economico finanziaria e sui mercati, altrimenti la politica economica te la fa la concorrenza a casa tua.
Qualcosa di ‘innovativo’ lo hanno fatto, investimenti pubblici con pseudo organismi pubblici ai quali è stato pernesso, forse più imposto che permesso, di far debito finanziario privato. Na pacchia.

madmax
Scritto il 22 febbraio 2019 at 14:05

idleproc@finanza,

Scusa ma allora bocciamo TUTTA la classe dirigente dal dopo-guerra ad oggi, Democristiani, Socialisti, Comunisti, Berlisconisti, LEGHISTI si pure loro sono stati al Governo una decina di anni e pensi che i pandistelle salvino in paese osannando l’ignoranza e mettendo un vice-premier che non ha mai lavorato ne avuto una professionalita? Auguri!
Ripeto resta soltando odio e stizza contro gli altri ma rimboccarsi le maniche ne sento pochi!

stanziale
Scritto il 23 febbraio 2019 at 20:49

madmax,

Dal punto 1 fino al 4 compreso, hai perfettamente elencato i danni che hanno fatto le politiche monetarie anti sovrane, a partire dal 1981. La’groalimentare e’ gia’ straniero in buona parte, Mad, le catene alberghiere e alimentari non sono italiane proprio per via dei tassi che ci hanno fatto pagare sul debito pubblico, causa assenza banca italia alle aste, cosi’ come le industrie(naturalmente: una parte importante), le banche idem…. vedo che continua a sfuggirti il problema cambio fisso, pesce piu’ grande mangia il piu’ piccolo, se non hai la banca centrale sei una colonia e via predando. Eppure non e’ successo solo in italia. La germania est e’ stata vampirizzata dalla germania ovest, in grecia ora stanno svendendo ai tedeschi anche i beni artistici, la francia succhia il sangue all’africa con il fca. soprattutto: nord e sud italia. Il sud italia e’ andato in crisi proprio con il cambio fisso avendo la stessa moneta di Milano…le banche del nord hanno fatto continuamente tabula rasa del sud: infatti per parecchi decenni, soprattutto nei tempi d’oro, prendevano dal sud il risparmio remunerandolo pochissimo e finanziavano al nord imprenditori come Berlusconi…il nome dovrebbe risultarti familiare. La forbice dei tassi tra quanto remunerato al sud e quanto pagato da Berlusconi (che poteva farlo, perche’ aveva alti margini) e’ stato intorno al 10% o forse piu’….questo in sostanza ha scritto paolo Tanga negli articoli su il sussidiario, che io ho postato ma tu non hai letto.

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