PROFETI DI CRISI

Scritto il alle 07:44 da icebergfinanza

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Era il 24 gennaio di un ormai lontano anno del Signore 2007, quando un ragazzo qualunque apri un blog qualunque e scrisse il suo primo post…

Regola numero uno: il mercato ha ragione!

Regola numero due: il mercato ha sempre ragione!

Nel caso ciò non si verificasse, valgono sempre e comunque le regole numero uno e numero due!!

Ed allora perché le curve dei tassi, prima in America e poi lentamente ed inesorabilmente anche in Europa si stanno invertendo? Perché i tassi a lungo termine restano incredibilmente compressi ? (….)

Intanto l’ottimismo dei mercati aumenta giorno dopo giorno, si autoalimenta sostenuto sapientemente dalle cosiddette “mani forti” che stanno giocando l’ultima partita, quella che precede il grande richiamo per l’ultimo atto! (…)

Il mare di liquidità che ha invaso i mercati ha alimentato, oltre al gioco sottile della speculazione, anche la sensazione che il ricorso al debito sia una questione fisiologica; il mercato immobiliare mondiale si è nutrito di questa nuova linfa, i surplus di bilancio si sono in poco tempo rovesciati in nome di una ripresa economica che non ha fondamento reale negli investimenti o nel risparmio ma solo ed esclusivamente nell’eccesso di liquidità che innondato il sistema economico.

La sostificazione nella gestione del rischio a reso inoltre possibile posizioni finanziarie che solo alcuni anni fa sarebbero parse eccessive.

I costi del rischio insolvenza sono ai minimi e la stessa volatilità sui mercati registra una fase che non si vedeva da tempo; ogni segnale negativo o presunto tale viene minimizzato in nome dell’attesa di un “soft landing” o atterraggio morbido di un’economia che è “cresciuta” ai ritmi più impressionanti del dopo guerra, Europa esclusa naturalmente!

Il mercato ha sempre ragione!

Questi signori, dei quali leggerete l’intervista insieme ad altri, altrettanto professionali e competenti, sono stati i miei maestri in questi anni, stelle polari, punti di riferimento in mezzo alla madre di tutte le crisi, in attesa che la prossima, spazzi via definitivamente il ricordo.

L’unico denominatore comune di tutte le grandi crisi della storia insieme all’eccesso di iniquità e disuguaglianza, è sempre stato il debito, debito e ancora l’eccesso di debito.

Non per nulla in questi anni ci siamo concentrati esclusivamente sullo studio della deflazione da debiti e sulle sue conseguenze durante le più grandi crisi della storia, perché la deflazione da debiti è il marchio unico ed esclusivo di tutte le più grandi crisi economico finanziarie.

Prima di proseguire, il più grande denominatore comune per la prossima crisi lo potete trovare qui sotto in questa immagine di Charlie Bilello, il debito societario di scarsa qualità ma non solo…

Ricordo solo che nel 2014 parti un missile che fece guadagnare oltre 30 punti percentuali ai titoli governativi americani, mentre il mercato fuggiva dal debito societario.

Sia ben chiaro, nessuno di noi è in grado di prevedere il futuro, spesso si cade nella trappola di voler dare un tempo ben definito agli eventi che dovranno accadere, lo faccio anch’io, è per questo che mi affido all’analisi empirica, con questa negli ultimi dieci anni non abbiamo mai sbagliato un trend, certo abbiamo sbagliato talvolta il timing, ma non il trend.

Possiamo sbagliarci questa volta, questa volta la storia non si ripeterà più, non ci saranno mai più crisi, se ci credi, se credi che le banche centrali sono onnipotenti, non seguire più le nostre visioni, questo non è il posto adatto per te.

Non finirà il mondo con la prossima crisi, nuove occasioni nasceranno, ma qui stiamo giocando con un cerino acceso in una santabarbara, troppe aziende zombies stanno rovinando il mercato, troppe aziende hanno accesso al credito facile, senza averne la capacità professionale e reddituale.

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Su Market Watch, la pagina finanziaria del WSJournal Howard Gold, ha messo insieme le visioni di un piccolo gruppo di persone,  le cui opinioni meritano davvero attenzione.

Anche se probabilmente nessun singolo individuo ha definito con precisione tutti gli aspetti della crisi nella sua interezza, precipitati dall’implosione di Lehman Brothers, alcuni hanno predicato pubblicamente aspetti chiave con chiarezza profetica.

Howard Gold di Market Watch spiega nel suo profilo la storia di questi 4 analisti che il mondo avrebbe dovuto ascoltare :

“La gente avvertiva di mutui subprime, derivati ​​e troppa leva finanziaria, ma nessuno, a quanto ne so, ha detto che una bolla immobiliare in esplosione avrebbe causato una crisi globale che avrebbe a sua volta portato alla scomparsa di venerabili società finanziarie, richieste di salvataggi di miliardi di dollari a carico dei contribuenti, e che avrebbe causato una recessione che rivaleggia solo con la Grande Depressione nella sua ampiezza “.

In senso orario da sinistra in alto: Gary Shilling, Jim Stack, Raghuram Rajan e John Mauldin. Via MarketWatch

Qui ci sono quattro nomi e i loro avvertimenti pubblici che hanno tentato di scuotere i settori finanziario e bancario dalla loro sonnolenta passeggiata verso l’abisso prima del 2008, così come le loro previsioni per la prossima grande crisi e dove cercare.

Economista A. Gary Shilling

Presidente della società di consulenza A. Gary Shilling & Co., ha iniziato a scrivere di una bolla immobiliare all’inizio degli anni 2000, alla quale Greg Lippmann (di “The Big Short”) attribuisce il merito di aver scommesso contro i mutui subprime. Descrive Gold  , ha avvertito i suoi abbonati alla newsletter di un bolla nelle abitazioni e del deleveraging all’ingrosso del debito delle famiglie che avrebbe ostacolato l’economia per anni”.

E questo epico aneddoto dell’intervista :

John Paulson ha contattato Shilling nell’agosto del 2006. “Ha parlato di credit default swap. Non sapevo cosa fossero “, ricorda Shilling. Shilling ha fatto alcune consulenze per l’hedge fund di Paulson e ha persino investito in  quello che “era per gli Shillings un grosso investimento in questo”. Paulson, ovviamente, ha caricato sui <<CDS e ha incassato  4 miliardi di dollari  “Abbiamo fatto 15 volte i nostri soldi”, dice Shilling.

Le sue previsioni prima del 2008:

“I prestiti subprime sono probabilmente il più grande problema finanziario che affliggerà  la nazione negli anni a venire.” -Gennaio 2004

“La rottura della [bolla speculativa] causerà un dolore diffuso … e sarà molto peggio economicamente del mercato orso 2000-2002”. – Giugno 2006

“Continuiamo a prevedere un calo del 25% dei prezzi medi delle case unifamiliari su tutto il territorio nazionale.” -Novembre 2006.

Quello che dice ora: 

“L’ultima cosa che fa crollare i mercati finanziari è la leva in eccesso … Quindi, guardi dove è la grande leva, e in questo momento penso che sia nei mercati emergenti.”

Shilling è particolarmente preoccupato per gli  8 trilioni di debiti  societari e sovrani dei mercati emergenti denominati in dollari, specialmente con l’aumento del dollaro USA e dei tassi di interesse. “Il problema è che il dollaro aumenta”, ha detto, “diventa sempre più difficile per loro servire [quel debito] perché ci vuole sempre più moneta locale per farlo.” 249 miliardi devono essere rimborsati o rifinanziati  per il prossimo anno , ha riferito Bloomberg.

Gestore Jim Stack

Presidente di Stack Financial Management,  che gestisce 1,3 miliardi di dollari , e InvesTech Research, una newsletter lanciata nel 1979, Jim Stack, giovane analista, ha conquistato una certa notorietà per aver chiamato il crollo del mercato azionario del 1987.  “Mentre i prezzi delle case continuavano ad aumentare, Stack ha ostruito uno strumento proprietario chiamato il  barometro Housing Bellwether . Chiamò lo scoppio della bolla immobiliare un anno prima che ragiungesse il picco e ha avvertito dei problemi più grandi avanti per l’economia ed i mercati .”

Le sue  previsioni su un nuovo mercato orso sono state emesse anche quando le azioni hanno toccato i massimi storici.

Le sue previsioni prima del 2008:

“La chiamiamo ufficialmente una bolla pericolosa … Vedo un trilione di dollari + il salvataggio del governo del settore ipotecario ad un certo punto nel prossimo decennio.” – Luglio 2005

“Il nostro indice Housing Bubble è in caduta libera e rivaleggia con il crash dot-com della fine degli anni ’90 … Ci stiamo avviando verso una modalità difensiva nel mercato ribassista.” – Luglio 2007

“Non siamo affatto vicini al fondo … È solo una questione di tempo … fino a quando la debacle degli alloggi e la crisi del credito avranno un impatto negativo sull’economia globale, aumentano le probabilità di una recessione.” – Intervista con la rivista Equities, novembre 2007

Quello che dice ora:

Le azioni legate all’edilizia residenziale “hanno visto un riepilogo parabolico” nel 2016-17, ma a gennaio il suo indice “ha raggiunto il picco e ora sta scendendo a dismisura”. E questo significa “cattive notizie sul mercato immobiliare nei prossimi 12 mesi lungo la strada. ”

Intervista a Howard Gold :

Ma il più grande pericolo, mi ha detto Stack, è il debito societario di bassa qualità. L’emissione di obbligazioni societarie è “passata da circa 700 miliardi di dollari nel 2008 a circa due volte e mezzo [oggi]”.

E, ha aggiunto, sempre più di quel debito è subprime . Uh Oh.

“Questo è il tipo di debito che finisce in default per primo in modo drammatico in una recessione economica”.

Banker Raghuram Rajan

Precedentemente capo economista del FMI ed ex capo della Reserve Bank of India,  Rajan ha presentato un documento al convegno annuale della Federal Reserve Bank of Kansas City a Jackson Hole , nell’agosto 2005. Per illustrare la generale ossequiosità e l’atmosfera di autocompiacimento di quei tempi, Rajan ha ricordato che alcuni documenti alla conferenza “si sono concentrati sul fatto che Alan Greenspan fosse il miglior banchiere centrale della storia, o tra i migliori”.

Per Howard Gold:

Rajan si è rivelato essere un guastafeste, (…) Mi sentivo  come un giovane cristiano che vagava in una convenzione di leoni mezzo affamati “, ha scritto. Ma benché pronunciato in un gergo accademico raffinato, il suo articolo era potente e preveggente.

Le sue previsioni prima del 2008:

“I manager … hanno un maggiore incentivo a rischiare … perché il rialzo è significativo, mentre il lato negativo è limitato.”

“Inoltre, i collegamenti tra mercati e tra mercati e istituzioni sono ora più pronunciati. Mentre questo aiuta il sistema a diversificare i piccoli shock, espone anche il sistema a grandi shock sistemici … ”

“I rischi finanziari che vengono creati dal sistema sono davvero maggiori … [potenzialmente creando] una maggiore (anche se ancora piccola) probabilità di un crollo catastrofico”.

Quello che dice ora:

“C’è stato uno spostamento del rischio dal sistema bancario formale al sistema finanziario ombra”. Mi ha anche detto che le riforme post-crisi non hanno affrontato il ruolo delle banche centrali nella creazione di bolle attraverso una politica monetaria accomodante, che lui vede come la più grande sfida a lungo termine dei mercati finanziari.

“Ti agganci alla leva. È economico, è facile da rifinanziare, quindi perché non prenderne di più? Ti cullerai nel prendere più leva di quanto tu possa essere in grado di gestire. ”

E qui apro una piccola parentesi io.

Debito, debito, debito, debito, una droga perenne, questo è il punto, se siete disposti a credere che non accadrà mai nulla, comprate solo azioni, lasciate perdere il resto.

Molti di voi non conoscono il sistema della Martingala, il funzionamento del sistema è semplice, se si perde si raddoppia la scommessa per recuperare così quanto perduto, se si vince si scommette sempre la stessa cifra. Questo sta accadendo nel debito!

E cosa potrebbe arrivare:

Rajan vede anche potenziali problemi nel debito societario degli Stati Uniti, in particolare con l’aumento dei tassi, e nei mercati emergenti, sebbene ritenga che gli attuali problemi in Turchia e in Argentina non siano un  “contagio non completamente superato”.

“Ma ci sono incidenti che attendono di accadere? Si ci sono.”

Analista John Mauldin

Meglio conosciuto per la sua e-lettera settimanale gratuita “Pensieri dalla prima linea”, il presidente di Mauldin Economics, con base a Dallas, John Mauldin iniziò a preoccuparsi per l’alloggio molto presto, a volte con i commenti di Gary Shilling durante la corsa verso la crisi. Descritto da Gold, “ha detto che un crollo nel mercato immobiliare porterebbe a un calo della spesa al consumo, un mercato ribassista e una recessione (anche se all’inizio pensava che sarebbe stata lieve), e che i credit default swap (CDS) rappresentavano un rischio sistemico. ”

Le sue previsioni prima del 2008:

“Un rallentamento del mercato immobiliare, e quindi dell’economia, è nel nostro futuro … Questo a sua volta suggerisce che con il rallentamento della crescita della spesa al consumo, un mercato ribassista delle azioni è un risultato ad alta probabilità.” – Marzo 2006

“… Il mercato azionario sarà sottoposto a forti pressioni l’anno prossimo. Il calo medio dei mercati è di circa il 40% prima e in una recessione … .Dow a 9.000 è una possibilità reale, se non la probabilità “-Dicembre 2006. (Il Dow ha toccato il fondo a 6.547.05 a marzo 2009.)

“L’unico vero rischio che semplicemente non è noto a questo punto è nel mercato del Credit Default Swap (CDS) … Il mercato dei CDS è enorme, tra centinaia di migliaia di miliardi di dollari e cresce drammaticamente … Non c’è nessuna agenzia che supervisiona la controparte del rischio. Questo è il vero rischio sistemico che vedo. “- Luglio 2007.

Quello che dice ora:

“Penso che la scelta dell’Europa sia … dovrò mettere [tutto il debito] nel bilancio della Banca Centrale Europea. Se non lo fanno, la zona euro si scinde e avremo un crollo del 50% delle valutazioni “.

“La Grecia … è un errore di arrotondamento. L’Italia non lo è … Bruxelles e la Germania dovranno consentire all’Italia di superare il loro debito persistente e la BCE dovrà acquistare quel debito “.

“Se ciò non accade, il debito innesca una crisi in Europa, [e] innesca l’inizio di una recessione globale” ma … “ci sono così tanti piccoli domini, se tutti iniziano a cadere, ognuno di questi porta al prossimo.”

Commenti Howard Gold ,

Mauldin stima che il mondo abbia quasi “mezzo quadrilione di dollari” o 500 trilioni di dollari, in debito e pensioni non finanziate e altre passività, che considera insostenibili.Ma il punto di infiammabilità per la prossima crisi sarà probabilmente in Europa, soprattutto in Italia, sostiene.

Noi ci fermiamo qui, non serve aggiungere altro, ieri Draghi ha fatto un’affermazione demenziale, ridicola, pericolosa, un’affermazione che dimostra come questi banchieri credono di dominare il mondo, di imporre i loro desiderata alle democrazie.

I governi devono rendere le politiche di bilancio più efficaci, dando vita a “cuscinetti da utilizzare in funzione anticiclica” e riducendo i deficit ora per poter spendere di più quando l’economia entrerà in una fase negativa. Lo ha detto il presidente della Bce, Mario Draghi, secondo il quale l’Eurozona ha bisogno “di uno strumento di bilancio aggiuntivo per svolgere una funzione di stabilizzazione”.

Questo signore, sta dicendo che i governi devono mettere da parte soldi per far fronte alla prossima crisi provocata dalle banche centrali, dalla speculazione delle banche, si perché il credito è prerogativa delle banche e solo loro, grazie all’aiuto di banchieri come Draghi hanno creato l’enorme massa di debito 500 trilioni di dollari che grava sul futuro dell’economia, sta dicendo che l’economia entrerà certamente in una fase negativa, lui sa che la prossima crisi sta per arrivare.

Ma tu non puoi capire, è tutta colpa del debito pubblico, non della politica monetaria, quella ti salva la vita, o meglio fa finta di salvarti la vita arricchendo i soliti noti, fottendo il futuro dei nostri figli. Sei in trappola bellezza, loro hanno vinto!

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36 commenti Commenta
alexandersupertramp
Scritto il 20 settembre 2018 at 08:44

La linea Maginot è sotto attacco. Ieri ad un certo punto il nemico l’aveva anche superata prima di essere respinto. Ma la battaglia imperversa…

    icebergfinanza
    Scritto il 20 settembre 2018 at 09:33

    No non l’ha superata, a maggio ha fatto qualcosa di più, questa volta però non ci sono i fondamentali per giustificare il movimento è solo l’ultimo disperato assalto…

icebergfinanza
Scritto il 20 settembre 2018 at 10:43

alexandersupertramp
Scritto il 20 settembre 2018 at 11:49

Sì vero. L’avevo visto anche sul manoscritto del buon Machiavelli. Vedremo se tenteranno un ulteriore attacco. Intanto i rendimenti del treasury superano il dividend yield e non riesco a pensare, se non a dei pazzi, che continuano a comprare equity. Ma ci siamo già passati nel 2000 e nel 2008. Sono gli stessi che poi improvvisamente iniziano a vendere. Il Minsky moment credo si stia avvicinando.

alexandersupertramp
Scritto il 20 settembre 2018 at 11:51

Se posso aggiungo che sia nel 2000 che nel 2008 partecipando a diversi incontri con gestori di fondi, domestici ed esteri, non uno che avanzasse un dubbio sulla sostenibilità della crescita dei listini. In compenso bravissimo dopo a spiegare il perchè di ciò che era successo 😄

reragno
Scritto il 20 settembre 2018 at 14:14

Salgono i tassi usa e scende il dollaro, dire che peggio non potrebbe andare. Ammetto di essere sconsolato.

veleno50
Scritto il 20 settembre 2018 at 17:53

re­ra­gno@fi­nan­zaon­li­ne,

Sei hai investito da poco le differenze sono minime ma se hai investito 2 anni fa su un trentennale Usa il nominale è sceso – 17/18% minima consolazione il cambio 2 o 3 punti.Fortuna che ci sono le cedole che alla scadenza possono azzerare la perdita.10 giorni fa con il chiacchiericcio di Salvini e Di Maio lo spread navigava verso i 300, un btp decennale 2,20% lo compravi a 91,90 una resa lorda del 3% oggi è 5 punti sopra 97,40 senza preoccuparsi del cambio.voglio dire che non c’è solo la Nutella ci sono altre buone cioccolate.ciao

thelearner
Scritto il 21 settembre 2018 at 01:22

Ma con i tassi USA in salita, perchè il dollaro sta scendendo?

capitan_harlok
Scritto il 21 settembre 2018 at 07:44

Secondo me e al momento osservando grafici “secolari” dei mercati azionari americani si è sempre saliti passando in mezzo a correzioni più o meno ampie legati ha momenti storici che li hanno caratterizzati , quindi non credo in un collasso di un sistema che oramai è auto alimentato falsato e artefatto trovate sempre quell’alchimia per continuare a raggiungere quotazioni sempre piu elevate sanno benissimo che una vera crisi sistemica porterebbe all’annientamento del sistema economico capitalistico ,quindi va sostenuto ad ogni costo , per tanto non ce nessuna crisi che tenga che possa spaventare i mercati .

homo_invictus
Scritto il 21 settembre 2018 at 09:29

Manipolazione, che altro pensate? Quando arrivò a 1,255 con la FED UNICA AL MONDO sul percorso di rialzo dei tassi quale fu la giustificazione? Nessuna se non una massiccia manipolazione del mercato. Non durerà a lungo, non ci sono fondamenti reali.
Idem con i treasuries.

ndf
Scritto il 21 settembre 2018 at 10:24

A mio parere perché nel breve periodo la speculazione è molto più forte delle logiche di mercato.
I più forti svalutano e i più fessi (area euro) subiscono.
thelearner@finanza,

reragno
Scritto il 21 settembre 2018 at 14:25

E’ sconfortante vedere la totale mancanza di correlazione tra mercati finanziari ed economia reale. Quando il Dow Jones Industrial è composto da molti titoli tecnologici e sono sparite aziende storiche come General Electric già questo la dice lunga sul fatto che negli States sono poco interessati all’andamento dell’economia reale, ma si beano di aziende che producono all’estero ( vedi Apple ) di Netflix che non produce nulla, o di Amazon che sta ammazzando il commercio al dettaglio. Questo mi urta in modo particolare perchè dovendo farlo tutti i giorni , questo porco mestiere di consulente agli investimenti, mi trovo sempre dal lato sbagliato di dove sta andando la nave. Di questo poco male. Rimane il fatto che anni e anni di studi e di competenza non servono a nulla oggi, in quanto il banco gioca sempre con mazzi di carte truccate e non perde mai.

madmax
Scritto il 21 settembre 2018 at 15:44

reragno@finanzaonline,

Le azioni che entrano nel DJ sono quelle che crescono maggiormente, punto e basta, se qualcuna arranca come GE allora viene buttata fuori, il segreto e’ tutto qua sulla salita degli indici.
Non e’ truccato il gioco solo si cerca di presentarsi al meglio altrimenti addio investimenti, in fondo sono uguali alla ragazza che si trucca per sembrare piu’ bella o al ragazzotto che non respira per tenere dentro la pancia.
Il problema e’ che fintanto la gente pensa di fare denaro con il denaro (e non con il lavoro) allora il lavoro non contera’ mai nulla!!!

signor pomata
Scritto il 21 settembre 2018 at 15:58

re­ra­gno@fi­nan­zaon­li­ne,

Ciao reragno, anche il sottoscritto aveva molte domande e poche risposte.
Come molti di noi immagino.
Difficile avere il quadro di una situazione come quella attuale.
Queste domande che ci logorano sono la benzina che ci porta a cercare in ambienti come questo blog le risposte.
Spesso ne abbiamo di parziali, a volte ci complicano ancor più le cose.
Molti pezzetti di verità ma che non mi portavano mai a vedere l’insieme, oppure ero io che tentavo di non vedere quello che era oramai palese.
Blog come questo, quello di bagnai e barra caracciolo sono stati di aiuto, anche messora con la sua ostinata volontà ha contribuito.
Ma mi è sempre mancato qualcosa, non che volessi la conoscenza di tutto, ho molti limiti io, ma non ero soddisfatto.
Poi un giorno mi sono imbattuto in una intervista di un signore anziano, mai visto prima, del tutto sconosciuto.
Intervista lunga, in un primo momento non gli detti nemmeno molto peso.
Diceva cose sentite, argomenti già trattati.
La cosa non mi lascio gran che forse per superficialità.
Per caso mi è ricomparsa navigando in rete e ho potuto riascoltarla con più concentrazione.
Mi ha toccato.
Anzi mi ha ferito e aperto gli occhi su qualcosa che era palese ma non avevo mai realmente capito.
Se sei interessato è intervista a nando joppolo: economia criminale.
Un saluto.

stanziale
Scritto il 21 settembre 2018 at 17:36

ca­pi­tan_­har­lok@fi­nan­zaon­li­ne,

Be’ caro Capitain, un conto sono le borse ed un altro il sistema, secondo me. Puo’ essere che le borse salgano ancora in futuro, anche fortemente, bisogna vedere pero’ su che base di valuta. Ci fosse un reset, e sono abbondanti i motivi gia’ chiari o altri ancora occulti, magari il sistema -inteso posti di lavoro ecc. – va in malora, ma le borse salgono, si. Pero’ sulla base di un dollaro o yen o juan che hanno arci svalutato, o addirittura su nuove valute. E non cito volutamente l’euro, tanto avra’ ancora poca vita.

ndf
Scritto il 21 settembre 2018 at 20:16

Penso che fino alle elezioni usa di novembre si sale perché lo vuole il biondo che manipola tutto alla faccia delle analisi il dollaro sale me lo.ha detto Maurino

Gianluca
Scritto il 22 settembre 2018 at 07:41

Buongiorno.. stimo e rispetto Andrea ma a brevissimo e per i prossimi mesi forse anni la linea Maginot sarà spazzata via
Nn mi chiedete perché lo so comunque nn è farina del mio sacco

    icebergfinanza
    Scritto il 24 settembre 2018 at 19:08

    Forse è diverso dalla certezza, è puro condizionale che deve fare i conti con la realtà, ovvero la debt deflation. Il resto solo leggende metropolitane… me l’ha detto mia nonna! ;-)

dorf001
Scritto il 22 settembre 2018 at 17:58

si­gnor po­ma­ta@fi­nan­zaon­li­ne,

Ciao pomata. Si ioppolo spiega bene. Ora ahimè è morto. Viviamo sotto fascismo bancario. George Orwell è più attuale che mai. Ci vogliono far morire lentamente. Di debiti.
A proposito. Io vi chiederei a voi tutti del blog un aiuto. Sono in forte difficoltà. Mi aiutate? Vi prego. Trovare 1000€ per me. Sopravvivere. Se ci sono migliaia di persone che leggono se voleste, sarebbe facile darmi una mano. Grazie a tutti. By Dorf

tester
Scritto il 23 settembre 2018 at 18:09

in questi anni il nostro capitano ci ha insegnato a ponderare bene le chiacchiere mainstream, ultimamente però le sue analisi si sono adeguate a un sovranismo /catastrofismo che non vede alcuna rispondenza nella realtà, a mio avviso è ovvio che i mercati azionari siano sopravalutati e che ci siano delle criticità in europa , ma da qui a pensare che zona euro salti e banche come deutch e commerz saltino ne passa , oltretutto se guardate i grafici eur usd di lungo il range sta fra 1,18 e 1,138 e pensare a un dollaro forte è fuorviante , il dollaro si rafforza in momenti di crisi che vengono subito riassorbiti , io non credo che l euro imploderà nel breve

tester
Scritto il 23 settembre 2018 at 18:19

vorrei chiedere al capitano se il suo scetticismo verso gli etf riguarda tutto il comparto o se sul lungo temine l azionario mondiale in etf non abbia comuncque un senso

    icebergfinanza
    Scritto il 24 settembre 2018 at 19:09

    Nella prossima crisi molti di questi verranno liquidati!

apprendista
Scritto il 24 settembre 2018 at 13:36

Gian­lu­ca,

Ciao Gianluca,puoi motivare un po’ meglio in quanto la tua affermazione non solo manda a puttane l analisi empirica principe del capitano ma anche i soldi di molti utenti del blog,credo.

apprendista
Scritto il 24 settembre 2018 at 13:50

lo chiedo in quanto oggi sembrerebbe una ottima giornata per fare incetta di tesorucci ma a questo punto io avevo gia’ le mie riserve ma questa affermazione cosi sicura getta ulteriore benzina sul fuoco dell’ansia
ap­pren­di­sta@fi­nan­za,

    icebergfinanza
    Scritto il 24 settembre 2018 at 19:13

    Ogni tanto passa qualcuno, butta li una frase qualunque e subito si manda in vacca anni di studio e analisi!

madmax
Scritto il 24 settembre 2018 at 14:27

tester@finanza,

Tester,
Se stai pensando a degli ETF short te li sconsiglio vivamente, leggi bene che vi e’ scritto DAILY ovvero secondo i regolamenti a fine giornata le posizioni short vengono riaggiornate !!! Per cui addio guadagno ma solo spese, leggete sempre bene i regolamenti per non prendere sole.

tester
Scritto il 24 settembre 2018 at 19:29

non mi riferivo a etf short o con leva , ma ad etf per investire su indici azionari da detenere per il lungo periodo , certo magari non emessi da deutchbank! anche se mi risulta che il patrimonio sia separato dall emittente, il rischio vero forse in caso di crash potrebbe essere la mancanza di scambi e la possibile illiquidità, credo sia a questo che si riferisca il capitano
mad­max,

aorlansky60
Scritto il 25 settembre 2018 at 08:22

@ Reragno

“È sconfortante vedere la totale mancanza di correlazione tra mercati finanziari ed economia reale…”

Sarà sconfortante, ma non c’è nulla di strano in quello che stiamo vedendo accadere dal 2009, se consideri che l’esperimento in corso ovvero 15.000 miliardi di $ immessi nel sistema dalla strategia congiunta di FED-BCE-BoJ-BoE è un azione che non è mai stata attuata prima nella storia dell’Uomo… e c’è da scommettere che non è ancora finita…

soc private come Amazon, Apple che capitalizzano oltre 1000 miliardi di $ sono dirette conseguenze del dato di fatto citato prima, oltre al fatto che tutta quella GIGANTESCA LIQUIDITÀ non è confluita all’economia reale ma a chi ha saputo farne buon uso (costo del denaro a zero interesse) ovvero i mercati finanziari

La verità è che quanto vediamo accadere attualmente a livello economico non ha precedenti con il passato. E nessuno (forse nemmeno quei pochi che sono in cabina di regia a decidere la direzione dell’economia globalizzata) sa dove porterà mai questa strategia del denaro facile messo a disposizione.

Di certo rimane un VOLUME di DEBITO a livello mondiale la cui stima è da PAURA.

Ma se sono riusciti a giocare coi numeri stampando $ come fossero noccioline (è dal 15 AGO 1971 che è partita questa storia buffa) facendo credere al mondo che “comunque hanno valore”, è lecito pensare che il gioco in atto potrà andare avanti ancora per molto tempo, l’importante è non ritrovarsi dalla parte del colpevole quando la brusca inversione “dalla fuga di massa dalla realtà“(cit. JK Galbraith) farà improvvisamente crollare tutto quanto.

aorlansky60
Scritto il 25 settembre 2018 at 08:45

@ capitan_harlok

“sanno benissimo che una vera crisi sistemica porterebbe all’annientamento del sistema economico capitalistico, quindi va sostenuto ad ogni costo”

Totalmente d’accordo.

L’unico dubbio in merito è : per quanto tempo [ancora] potranno farlo.

tester
Scritto il 25 settembre 2018 at 13:44

inutile raccontarsi le favole, quella stronza della realtà parla chiaro , i tassi sono saliti salgono e saliranno, il dollaro si indebolisce e si indebolirà vs euro il dollaro australiano si è rivelato un disastro, il petrolio vola e non ha ancora finito , insomma vorrei che il capitano con un pò di umiltà ci aiutasse con le sue competenze a limitare i danni, non credo che ammettere di poter sbagliare infici il suo valore , spero che passi questo post anche per confrontarsi senza polemica fra tutti noi

    icebergfinanza
    Scritto il 25 settembre 2018 at 14:12

    Uso questo commento per rispondere una volta per tutte a chiunque abbia un minimo di buon senso.
    I tassi sono saliti, questa è una delle frasi che spesso usano gli ignoranti. Primo, i tassi a lungo termine, quelli che contano, sono allo stesso livello di 3 anni fa, ovvero del 2015, perché la FED ha fallito, non controlla i tassi a lungo termine, può solo disperatamente fare danni con i tassi a breve che nonostante tutte le meraviglie che si vedono intorno sono ancora li, miserabilmente vicini allo zero, quando nelle precedenti crisi a quest’ora era già saliti di almeno 5 o sei punti. Il dollaro non si indebolirà, perché solo gli ignoranti vivono di breve termine e non capiscono le vere dinamiche dei cambi, spasmodicamente aggrappati all’ansia del breve termine. L’ho scritto a metà agosto, quando il dollaro era a 1.13, se uno non ha la capacità di gestire le sue emozioni, le dinamiche tecniche, di gestire la duration di un investimento è meglio che si dedichi ad altro, soprattutto se non ci arriva a comprendere che non ha alcuna possibilità di perdere un solo centesimo. Lo stesso vale per il resto, il problema che alcuni di voi, per fortuna pochi, vivono per fare soldi nello spazio di un istante, non hanno in testa il concetto di difesa del patrimonio, perché l’unico riferimento esplicito che il sottoscritto ha fatto in questi anni è stato quello di investire in titoli di Paesi sovrani, il cui rischio emittente è pari a ZERO! ZERO! ZERO su investimenti a medio e lungo termine! Chiaro il concetto e non venitemi a tirare fuori la questione cambio, perché non esiste una sola valuta che nell’arco di 10 /15 anni non abbia rivisto il riferimento iniziale. La questione è chiusa! Ripeto non posso passare il tempo a gestire le emozioni di breve termine di chi non ha la più pallida idea di quello che stiamo facendo! Spero di essere stato sufficientemente chiaro.

tester
Scritto il 25 settembre 2018 at 14:17

grazie per la risposta capitano , le mie critiche non sono contro di te , ma i i dubbi di un mozzo che comunque sta da anni sul tuo vascello e in fondo ci crede….

puntosella
Scritto il 25 settembre 2018 at 15:27

Il Future Dax quota tra la resistenza settimanale proveniente
dai Minimi dell’11 Febbraio 2016 che alla chiusura di venerdì
21 Settembre segnava 12.466 ed il supporto proveniente dai
Massimi del Marzo 2000 che al momento segna 12.197.

Ritengo che la registrazione di un massimo giornaliero
inferiore al valore della traiettoria di sostegno possa
aumentare la sua accelerazione negativa, calcolata dal suo
MASSIMO STORICO registrato il 23 gennaio 2018.

Al momento sul TS è entrato un segnale di ALERT SELL
con quotazione inferiore a 12.372,75 Alert che verrà ignorato
se LastPrice sarà superiore a tale livello.

puntosella
Scritto il 25 settembre 2018 at 17:41

FDAX: Traiettorie su tf ad 1 minuto a partire dai Minimi del 11 Settembre 2018
autocalcolate sui minimi e massimi di barra.

reragno
Scritto il 26 settembre 2018 at 14:34

Chiedo scusa a tutti se ho urtato la sensibilità di qualcuno con il mio intervento. Dovendolo fare di mestiere vi posso assicurate che è tutt’altro che facile e mi auguro di poter presto occuparmi di altro. In ogni caso sia ben chiaro che io ho la massima fiducia nel Capitano e che le sue convinzioni si travasano in scelte di investimento per i miei clienti da diversi anni oramai e non me ne sono mai pentito.

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