DRAGHI E L’EUROPA MINACCIANO L’ITALIA!

Scritto il alle 07:37 da icebergfinanza

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Giornata davvero interessante quella di ieri non tanto perché in America si sta smontando pezzo per pezzo la teoria della Federal Reserve preoccupata per l’inflazione e i rischi di surriscaldamento dell’economia, ma per le dichiarazioni di due signori qualunque, un banchiere centrale e un burocrate impazzito.

Partiamo dal solito ignoto burocrate europeo, un francese qualunque, che proviene da un Paese che ha sistematicamente sforato i trattati di Maastricht, la barzelletta del 3 % in questi anni…

Credo che la responsabilità delle parole che si usano, dovrebbe essere il primo pensiero di un qualunque inutile burocrate europeo, le parole di colui che rappresenta una sorta di dittatura europea, legata a doppio filo con la finanza rappresentata da Mario Draghi, sono su assist favoloso per le prossime elezioni europee, un evento che spazzerà via definitivamente questa metastasi plutocratica, uomini e donne non eletti che si arrogano il diritto di minacciare e suggerire la democrazia a loro immagine e somiglianza, squallidi sacerdoti dell’austerità che stanno affondando il sogno europeo dei nostri padri costituenti.

L’Italia rappresenta “un problema” per l’eurozona. E’ l’allarme lanciato dal commissario europeo agli Affari economici e monetari Pierre Moscovici in una conferenza stampa a Parigi, nel corso della quale ha sollecitato il nostro Paese a presentare “una legge di bilancio credibile”. “C’è un problema, che è l’Italia – ha affermato Moscovici – Ed è proprio l’Italia il tema su cui voglio concentrarmi prima di tutto”. “L’Italia – ha spiegato Moscovici – ha bisogno di riforme alla sua economia. Fermare le riforme e stampare moneta non è quello che salverà l’Italia”.

Pierre Moscovici “per la prima volta ha paura” davanti all’ondata populista che sta travolgendo l’Europa, “non c’è Hitler, ma dei piccoli Mussolini” ha scandito all’indomani del discorso sullo stato dell’Unione di Jean-Claude Juncker.

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Non starò qui a ripete dove in realtà oggi esiste una dittatura, quella della finanza è palese, ma sentiamo cosa ha da dirci Mario Draghi, uno che nel 2011, spedendo la famigerata letterina della BCE insieme a Trichet, distrusse un intero Paese con i fatti e non solo con le parole…

Draghi: ” Negli ultimi mesi le parole del governo italiano sono cambiate molte volte e hanno fatto danni, ora aspettiamo i fatti”

L’arroganza e la sentenza di un banchiere centrale qualunque, oggi è proverbiale, sappiamo che la Banca centrale non ha il compito di sostenere i Governi, ma Draghi dovrebbe ammettere che ha fallito nell’unico mandato che la BCE ha, ovvero garantire la stabilità dei prezzi, con l’inflazione core a distanza siderale dall’obiettivo del 2 %!

Durante la conferenza stampa a Francoforte, Draghi ha dichiarato ai giornalisti: “Per noi, la crisi è iniziata prima di Lehman, i primi gravi segnali di una crisi imminente risalgono a settembre 2007”. In sostanza ha detto che la crisi era prevedibile, le banche centrali lo sapevano.

“Quello che ricordo di quell’incidente è stato lo straordinario sforzo di cooperazione internazionale a livello mondiale: in altre parole, anche prima di Lehman era chiaro che la crisi finanziaria stava arrivando, e avrebbe avuto proporzioni senza precedenti ed era mondiale”, ha aggiunto.

Draghi non aveva previsto nulla, le banche centrali neppure, basti pensare che Trichet nell’estate del 2008 alzò addirittura i tassi, ma di cosa parla Draghi, loro non avevano previsto nulla, hanno fatto solo errori, hanno permesso alle banche di distruggere il sistema economico, mancanza di vigilanza e prevenzione, Draghi faccia silenzio la maggiore responsabilità è tutta loro.

Ieri Salvini ha risposto a Draghi con una interpretazione magistrale…

“Conto che gli italiani in Europa facciano gli interessi dell’Italia come fanno tutti gli altri Paesi, aiutino e consiglino e non critichino e basta”. Lo afferma il vice premier e ministro dell’Interno Matteo Salvini a proposito delle parole di Mario Draghi.

Draghi con la letterina del 2011 ha già fatto abbastanza danni, altri ne ha fatti minacciando e togliendo liquidità alle banche greche…

La BCE è un organo politico o deve limitarsi a fare silenzio e perseguire l’unico mandato che non è in grado di raggiungere, ovvero la stabilità dei prezzi?

Chiudiamo con qualcosa di più interessante che le esternazioni di qualche burocrate europeo, ieri dall’America sono arrivati i primi segnali di frenata dei prezzi al consumo, un’altra dimostrazione con le illusioni sono dure a morire…

Nel frattempo l’asta dei titoli di Stato americani trentennali va a ruba, domanda sensibilmente robusta…

Ennesimo segnale sul cielo americano il famigerato Hindenburg Omen di cui abbiamo parlato nell’ultimo manoscritto di Machiavelli, non uno solo ma più di uno

E mentre i segnali di allarme stanno lampeggiando sull’azionario, l’ incertezza nei mercati dei titoli del Tesoro degli Stati Uniti è precipitata ai minimi storici …

La volatilità del titolo del Tesoro USA decennale CBOE / CBOT è scesa a 3,38 ad oggi, che è la più bassa da dicembre quando è scesa al minimo storico.

Poi venne gennaio…

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2 commenti Commenta
apprendista
Scritto il 14 settembre 2018 at 16:54

OT: Cavolo capitano,come e’ difficile prendere i tesorucci al miglior tasso di rendimento e cambio,sembra che ogni tanto la realta’ torni in voga e dopo 10 minuti ,per una qualsiasi merdata che prometta borse su ed e’ subito sell off,e poi si ricomincia

charliebrown
Scritto il 15 settembre 2018 at 05:08

Riguardo alla “bella” parte del lussemburghese Asselborn con Salvini, il fatto in queste ore è già stato ampiamente commentato : e d’altro canto doveva esserlo.

Io non commenterò il fatto, ma un commento al fatto. Ed è quello che ho trovato sul sito del corriere a firma di tal Paolo Decrestina, che vedo adesso specializzato ad interessarsi di Salvini.

Il Decrestina mette a disposizione il suo genio per spiegare a noi poveri umani ignari della lingua francese il vero significato dell’espressione “merde alors” usata dall’Asselborn a conclusione delle sua interruzione del nostro ministro: è di difficile traduzione, non è un insulto al ministro, significherebbe realmente “diamine” o “porca vacca” o anche qualcosa di più colorito.
Tutti noi barbari veniamo così illuminati dalla sapienza del Decristina, noi che sentendo “merde alors” avevamo pensato a un’espressione inopportuna e volgare. No, il vero significato sarebbe “diamine” “porca vacca” o forse anche qualcosa di più colorito dice il Decristina (o di più puzzolente dico io, coinvolgendo, oltre alla vista, l’olfatto).

Al povero barbaro che non conosce le mille sfumature della lingua francese verrebbe da chiedere al giornalista del corriere il vero significato del precedente bofonchiare lussemburghese e dei lussemburghesi “alé alé alé”.

Ma accontentiamoci, noi barbari populisti, ancora una volta il corriere ci ha aiutato a interpretare correttamente la realtà dei fatti illuminandoci con la luce degli illuminati che ci rende edotti dei veri significati che, data la nostra rozzezza, ci sfuggirebbero se non ci fossero giornalisti come il Decristina. Rispetto del governo italiano e buona educazione sono fatti secondari, essenziale è conoscere le sfumature della lingua francese.

Ma, mi chiedo, aveva bisogno il sanguigno maleducato lussemburghese di una così erudita e trepida difesa, che coglie certamente il nocciolo della questione… Alé, alé, alé….elà, elà,elà. Forse scrivo anche sbagliato. Mi perdoni il corriere: sono un pensionato populista.

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