EURO DOLLARO: THE LAST ATTACK OF THE MAGINOT LINE!

Scritto il alle 08:07 da icebergfinanza

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Torniamo per un istante ad occuparci di quello che accade in America, prima di attendere l’evoluzione di quella che per la prima volta in Italia è una vera e propria rivoluzione copernicana…

Colloqui sul commercio Usa-Cina

La Cina ha accettato di acquistare più prodotti e servizi americani che aveva minacciato di sospendere, ma non ha dato alcun segno sul deficit commerciale con gli Stati Uniti. Nel corso del secondo giorno di colloqui, Washington ha chiesto a Pechino di ridurlo del 50%. Per ora, tuttavia, la Cina non ha voluto impegnarsi su prodotti o servizi specifici.(…) Dall’altra, gli Stati Uniti vorrebbero che la Cina facesse un passo indietro sui dazi che minaccia di imporre sulla produzione agricola americana.

Ovvero nulla di particolare solo promesse, ma sulla richiesta più importante nessun segnale positivo dalla Cina, figurarsi se si fanno imporre una simile riduzione del deficit.Pechino ha smentito le indiscrezioni secondo cui aveva offerto una riduzione di 200 miliardi di dollari dall’avanzo commerciale annuo che vanta sugli Stati Uniti.

Buone notizie in arrivo dal dollaro che sta creando scompiglio nei Paesi emergenti, una forza globale che si identifica nel più famoso dollar index, mentre il cross eur/usd incomincia a sentire decisamente le pressioni relative alla nuova ondata di instabilità che parte dall’inedita situazione politica del nostro Paese di cui parleremo a breve.

Autentica debacle del maggiore ETF in valuta locale dei Paesi emergenti che ha perso circa il 20 % dei suoi asset dall’inizio di aprile, vicino a 8 miliardi di dollari.

Ma anche su questo per noi nessuna novità, all’inizio dell’anno vi avevamo avvertiti, state lontani dai mercati emergenti.

Gli obiettivi immediati gli amici di Machiavelli li conoscono a memoria! Attenzione perché gli sviluppi di quello che sta accadendo in Italia ed in Europa potrebbero portare ad un’accelerazione impressionante.

Nel frattempo violentissima reazione della difesa della famigerata linea Maginot che respinge per l’ennesima volta il disperato tentativo dei bond vigilantes di sfondare la famosa trincea…

Un contro rally violentissimo sia sul decennale che sul trentennale che fa seguito al recente rialzo dei rendimenti, secondo noi dovuto quasi esclusivamente al panico in atto nei Paesi emergenti e alle loro banche centrali , costrette a vendere i TBond per cercare di sostenere le rispettive valute.

L’inflazione e il petrolio non centrano nulla! Se poi qualcuno pensa davvero che il problema sia il rialzo dei tassi, consiglio di prepararsi ad un’inversione clamorosa nei prossimi mesi.

Poche volte negli ultimi 20 anni i rendimenti dei titoli di Stato americani decennali sono stati più alti di un punto rispetto a quello medio dei rendimenti globali.

I segnali ci sono già tutti, il livello dei tassi raggiunto incomincia a diventare difficile da sopportare per il mercato immobiliare, anche se sembra tornato di moda il giochino di estrarre ricchezza dalla propria casa, ovvero correre in banca a farsi finanziare i consumi basandosi sul continuo aumento del prezzo delle case.

Segnali inequivocabili in questo senso arrivano dal Canada in piena bolla immobiliare che vede crollare i consumi e a breve dall’Australia, seguita a tempo dovuto da una nuova crisi immobiliare in America. La verità è figlia del tempo e noi non abbiamo fretta, distesi su un comodo giaciglio cedolare!

Infine questo grafico è dedicato a tutti coloro che in questi mesi istericamente suggerivano che la Cina si sarebbe liberata dei titoli del Tesoro americano!

Non ho idea se finirà come per la Brexit e per Trump, dove i mercati finanziari inglese e americano, dopo la sorpresa fecero un record dopo l’altro, dubito seriamente, loro hanno la City e Wall Street che truccano il gioco, ma credetemi, non vorrei avere solo euro nelle prossime settimane, in portafoglio, nel mio paniere.

Buona consapevolezza!

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