DOLLARO…THE DAY AFTER!

Scritto il alle 09:00 da icebergfinanza

Non passa giorno che qua e la sui siti di informazione finanziaria non si legga della fine del mondo, la fine del “greenback” il dollaro, la fine della moneta americana, la fuga dal dollaro.

Basterebbe dare un’occhiata ogni tre anni alle dinamiche proposte dalla Banca dei Regolamenti Internazionali, BIS per gli amici nel suo report  Triennial Central Bank Survey of foreign exchange and per comprendere che si tratta di un processo che durerà molto a lungo nel tempo e che non produrrà alcun cataclisma. Dieci anni per coloro che investono o gestiscono capitali oggi sono un’eternità in mezzo alla più imponente crisi finanziaria della storia. I nostri lettori, i miei clienti lo sanno, il dollaro monopolizza la maggior parte degli scambi finanziari e commerciali

In questo Machiavelli è sempre stato molto esplicito ma ascoltiamo cosa ci racconta Cullen Roche ( PRAGMATIC CAPITALISM) …

Lo status del dollaro come valuta di riserva sembra essere una preoccupazione perenne per molte persone in questi giorni. Penso che questa preoccupazione è spesso drammaticamente sopravvalutata. Mi sono ricordato di questo punto mentre ieri stavo rivedendo le diapositive della presentazione di Jeff Gundlach, il quale ha mostrato la seguente tabella: 

http://icebergfinanza.finanza.com/files/2014/06/gundlach1.png

(Fonte: DoubleLine)

Come si può vedere, nessuno mantiene lo status di valuta di riserva per sempre. Non dovrebbe essere lontanamente sorprendente. L’economia globale è dinamica e quote di mercato sono in continua evoluzione. (…) Pensateci – le nazioni accumulano riserve di dollari oggi, perché l’economia americana è l’operatore dominante nel commercio mondiale.

Quindi, perderanno ad un certo punto gli Stati Uniti il suo status di valuta di riserva ? Sì. In realtà, lo stanno già facendo in parte a favore di Europa e Cina. Sarà la fine del mondo e provocherà la fine del dollaro? Probabilmente no. Significa solo che gli Stati Uniti produrranno una quota di commercio mondiale minore e quindi, una questione di contabilità, il resto del mondo terrà una quota percentuale inferiore di dollari in attività finanziarie in percentuale al valore della produzione mondiale. Non è la fine del mondo.

Non è la fine del mondo in fondo anche ieri abbiamo visto che la fuga della Russia dal dollaro sembra temporaneamente sospesa, se quel piccolo paesino europeo ha smesso di comprare dollari, i russi ne hanno comprati 16 miliardi in più lo scorso mese, se la Cina ne ha comprati 10 miliardi in meno, il Giappone ha subito coperto l’ “ammanco”, suvvia non è la fine del mondo.

Buona Consapevolezza a tutti!

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76 commenti Commenta
alfio200
Scritto il 17 giugno 2014 at 10:20

D’accordo sul fatto che il dollaro è forte comunque perché è la valuta della nazione economicamente e tecnologicamente più forte del mondo, però questo non ha nessuna attinenza con il “dover”pagare in dollari in petrolio (anziché in euro, yen o…franchi svizzeri). E infatti non appena qualche Paese produttore di petrolio accetta anche euro o altre valute per vendere la sua materia prima…giù bombe. Segno che evidentemente dalla fine del dollaro come valuta di scambio gli Stati Uniti hanno qualcosa da perdere. Il punto comunque è stabilire cosa intendiamo per “fine del mondo” (euro a 3 sul dollaro? Oro a 10.000 dollari, o meglio 3.000 euro l’oncia?) e poi spiegare perché non sarà così.

ihavenodream
Scritto il 17 giugno 2014 at 10:48

Corretta la prima parte, scorretta la chiosa, il dollaro sta già perdendo in favore di euro e yuan, la forza relativa dell’euro infatti sta venendo meno, come si evince dal grafico: 39 nel 2010, 34 nel 2013, come del resto è ovvio che sia…lo yuan invece è non pervenuto, il perché l’ho spiegato in un altro commento, andatevelo a cercare…suggerimento: una moneta può essere considerata a livello internazionale solo se il cambio è libero, se è controllato dalla banca centrale nessuno si può evidentemente fidare…

john_ludd
Scritto il 17 giugno 2014 at 11:11

La tua analisi non è errata in quanto ovvia, ma non aggiunge alcuna informazione che non sia universalmente nota. Proviamo ad aggiungere qualche pillola, meno ovvia. Una valuta di riserva non è per nulla necessaria, il commercio internazionale può essere regolato attraverso scambi bilaterali. Esempio: la nazione A vende a B beni per 100 e acquista per 98. Basta regolare la differenza ovvero solo l’1% del totale delle transazioni (100 + 98). Il vantaggio odierno è tutto per chi detiene il monopolio della gestione delle transazioni in valuta, una volta li chiamavano cambiavalute, ora sono il cartello bancario anglo americano. Per rendere più agile il processo l’esistenza di una moneta virtuale (che non circola nelle economie nazionali) può essere utile (ma non obbligatoria). Le varie nazioni accumulerebbero una modesta (rispetto a ora) quantità di valuta d’interscambio, proporzionale non al volume degli interscambi ma dei saldi, garantita dall’FMI e questo è quanto. Uno schema di questo tipo venne suggerita da Keynes prima della fine della seconda guerra (il Bancor) e avrebbe pure il vantaggio di ridurre la possibilità di persistenti squilibri commerciali. Una moneta di riserva non è neppure utile nel lungo termine al paese che la detiene, che regolarmente è finito in rovina nel tentativo di difenderla. La ragione non è ovvia e va contro la comune percezione (come sempre errata) di come gira il mondo. Una moneta per essere di riserva richiede sia disponibile e in crescita a una velocità legata al tasso di crescita del credito globale. Il detentore della moneta di riserva deve quindi essere perennemente in deficit altrimenti l’economia globale legata al ciclo del credito sarebbe in perenne affanno. Questo significa che nel lungo periodo il detentore accumula debiti che per quanto denominati nella propria valuta sono comunque un debito e li deve onorare. Per difendere il ruolo di detentore della moneta di riserva è pure necessario mantenere un apparato militare molto superiore a quello degli altri paesi, impoverendo ulteriormente la potenza provvisoriamente egemone. I paesi che accumulano avanzi e quindi riserve le possono usare, essendo universalmente accettate, per acquistare beni reali in giro per il pianeta, e principalmente sul territorio della potenza egemone che ha per ovvie ragioni il mercato dei capitali più libero e più vasto. Nel lungo periodo porzioni sempre più ampie della ricchezza nazionale vengono trasferite a stranieri mentre terre e miniere nei paesi meno sviluppati vengono pure esse sottratte all’influenza della potenza egemone. I grandi perdenti sono sempre i lavoratori e in generale tutte le classi al di sotto di quella alta nel paese egemone, in quanto l’effetto della moneta dominante è la globalizzazione (la prima grande fase fu quella dell’espansione britannica, questa è solo la seconda di questa fase storica) con trasferimento di posti di lavoro ben remunerati dove il costo è minore in cambio di dollari. Nel lungo termine il paese egemone vede impoverirsi il proprio apparato produttivo, contrarsi la propria quota nel commercio e la propria influenza ovunque al di fuori della sfera militare. Poiché la libera circolazione dei capitali è condizione “sine qua non” per la potenza che detiene la valuta di riserva, man mano che il tempo passa, porzioni sempre più ampie di capitale vengono trasferite fuori dal confine nazionale. Questo capitale è il frutto di decenni o anche secoli di accumulazione e una volta fuori non fornirà contributo allo sviluppo della nazione. Poiché è il ceto finanziario (ricco e mobile) a dominare, l’intero apparato legislativo viene piegato a rendere più agevole questo trasferimento. Poi all’improvviso la potenza non è più egemone e collassa in pochissimo tempo. Se i perdenti sono ben individuabili ci devono essere anche dei vincenti e devono essere da due parti, nel suolo della potenza egemone e pure nelle nazioni che accettano il ruolo della potenza egemone. Nel primo caso è il cartello finanziario che ha il monopolio della creazione del credito. In essenza questo organismo è apolide, non ha alcun rispetto per la sovranità nazionale, sceglie le nazioni nelle quali stabilirsi in funzione della fase storica e poi quando i tempi sono maturi si trasferisce altrove. Questo trasferimento richiede tempo e ci si rende (comunque parzialmente) conto del fatto che è avvenuto molto dopo l’evento (che è un processo in realtà) e non ci si rende conto di come è avvenuto. Nelle nazioni che accettano la valuta di riserva i vantaggi possono essere meglio distribuiti ma in genere il premio maggiore va ai detentori dei mezzi di produzione mentre ai lavoratori resta meno e nella maggior parte dei casi molto meno. Lo schema più volte realizzatosi nel corso della storia è quindi circa questo:
1) emersione di una potenza più forte, di solito legata a successi militari e a innovazioni tecnologiche
2) forte rafforzamento dell’apparato industriale della nuova potenza egemone, rafforzamento della macchina militare, espansione territoriale, sviluppo di un sistema finanziario forte per gestire le transazioni con il resto del mondo nella propria valuta
3) decadimento dell’apparato industriale, appesantimento della macchina militare sempre più sproporzionata al resto dell’economia ma necessaria per il controllo delle rotte commerciali
4) sviluppo ipertrofico del sistema finanziario, dipendenza sempre maggiore dalle importazioni di merci ed esportazione di servizi finanziari e logistici
5) sviluppo di sistemi industriali concorrenti nei paesi sotto dominio
6) arricchimento degli stessi e sviluppo di tensioni per l’approvvigionamento delle risorse naturali da cui entrambe le parti dipendono
7) nascita di conflitti regionali
8) decadimento della potenza egemone
9) la potenza egemone viene abbandonata dal sistema finanziario che si sposta in paesi più adatti
NUOVO CICLO
Gli Stati Uniti sono solo la prosecuzione dell’ex impero britannico da cui hanno ereditato la cultura e il sistema finanziario. Sono in avanzata fase di decadimento, ma questa volta i finanzieri non hanno un porto sicuro dove spostarsi. Il pianeta è occupato da forze che hanno natura differente e antagoniste. Potessimo volare come le aquile e fare il nido a 4000 metri di altezza sarebbe uno spettacolo divertente da osservare ma siccome viviamo con i piedi per terra non lo sarà. Sono sicuro di poche cose, una è che non ci sarà mai più una moneta di riserva se la si intende come il dollaro di oggi, la sterlina di una volta o sistemi che nessuna potenza vuole come il gold standard. Punto due centesimi su quello che ho scritto.

icebergfinanza
Scritto il 17 giugno 2014 at 11:37

john_ludd@finanza,

Mi pareva di aver scritto…” Dieci anni per coloro che investono o gestiscono capitali oggi sono un’eternità in mezzo alla più imponente crisi finanziaria della storia.”

Figurati per il sottoscritto che vive di breve termine…di anno in anno in mezzo a questa tempesta perfetta. Prima che accada avremo tempo e modo di essere altrove.

john_ludd
Scritto il 17 giugno 2014 at 12:04

icebergfinanza,

nel medio/lungo non c’è alcun altrove in cui andare. Tutte le tue analisi economico/finanziarie le sottoscrivo ma sono parziali. Sei l’unico italiano (di quelli di cui leggo) che segue la linea di Gary Shilling e Lacy Hunt che leggo da anni e sinora hanno avuto ragione. Ma ignorano la variabile energetica come la ignori tu nelle tue analisi. Non si può vedere il mondo guardando nello specchietto retrovisore anche se è perfettamente pulito. James Hamilton ha oggi un bell’articolo a proposito. Io credo che il prezzo del petrolio salirà rapidamente e l’economia americana è oggi in grado di sopportare il 10% almeno di costi energetici in più senza grandi problemi in quanto l’incidenza sui costi delle famiglie è al di sotto del 5,5% lontanissima dallo schock degli anni 80 (circa il 9%) e lontana da quella del 2008 (circa il 7%). L’industria estrattiva e quindi l’amministrazione USA vede con favore un rialzo del petrolio che consentirebbe di tenere in vita il “fracking dream” per qualche anno. Inoltre i cinesi iniziano ad avere timori e hanno iniziato ad accumulare petrolio per avere una riserva strategica di qualche mese. Malgrado tutto quel che accade il brent vale 113 $, contro i 125 $ del picco del 2011. Diverso il caso dell’Europa, dove Draghi alla fine avrà la sua inflazione, di tipo giapponese, poca ma di pessima “qualità”. A Wiedmann verrà la cirrosi. Il dollaro è meno peggio dell’euro sinché questo sistema sta in piedi, ma non lo lascerei solo soletto dentro un portafoglio titoli. Ciao.

noise
Scritto il 17 giugno 2014 at 12:22

A me l’oro fisico sembra l’unica soluzione per chi ha un orizzonte di qualche anno, mentre l’argento fisico sembra la soluzione per chi ha un orizzonte un po più lungo.
non possono fallire insieme insieme alle banche e i costi di estrazione, già molto alti, diventeranno insostenibili. Sono anonimi se li comprate anonimamente, quindi nessuna patrimoniale notturna ci può passare sopra e nessuna banca può negarvi l’accesso se li tenete fuori dalle banche.
Se sono in piccolo taglio (tipo sovrane) potete rivenderli un po alla volta senza dare nell’occhio anche in un regime repressivo. Il mercato nero non mancherebbe, come dimostra l’India.
Certo, nel breve state sulle giostre e il prezzo ufficiale è fatto dai banchieri, ma in caso di terremoti si scatena la caccia alla monetina…
Ma del resto, mi sembra che non ci siano scelte prive di rischio, giusto?
Non sono un goldbug (gente che personalmente detesto) e non credo che quando verrà la fine del mondo, chi possiede i metalli sarà premiato nel paradiso post armagheddon. Odio questa filosofia da talebano-testimone di geova.
Credo solo che facendo un mix tra il panorama mondiale in generale e quello italiano in particolare, quando arriva la botta, anche se i metalli varranno il 50% di meno (e non credo che sarà proprio così), saranno comunque soldi (cioè dentista, medicine, cibo, etc) nella mia piena disponibilità, mentre non potranno dire la stessa cosa i possessori di bit su uno schermo. Tutto qua.

ihavenodream
Scritto il 17 giugno 2014 at 14:12

john_ludd@finanza,

La tua lettura sulla moneta di riserva mi sembra parziale, alla fine giungi al paradosso che chi detiene la moneta di riserva è destinato a fallire, il punto è che gli stati sovrani non detengono moneta, la emettono, differenza non di poco conto…concordo sulla necessita’ di fare deficit per fornire a tutti la valuta ecc ecc, ma c’è anche un enorme tornaconto: quel deficit lo puoi tranquillamente coprire stampando…riguardo ai prezzi del petrolio in futuro, consiglio a te principalmente di leggere l’ultimo studio di Christof Rhul, di BP, statistical review sull’energia planetaria…dati che forniscono una perfetta chiave di lettura degli eventi recenti e temo futuri, era già la mia personale chiave di lettura “epidermica” , da oggi diventerà la ufficiale in mancanza di controprove, vale a dire: gli Usa e presto anche molte altre parti del mondo hanno così poco bisogno di gas oggi da disinteressarsi di ciò che succede in aree un tempo strategiche, come l’Iran o l’Iraq…di qui il crescente nervosismo di molti personaggi che erano abituati a basare il proprio potere in patria e la autorevolezza fuori sul fatto di garantire regolari forniture energetiche all’estero…questo ovviamente pone un problema, poiché i personaggi in questione gestiscono arsenali militari e nucleari in certi casi, solo che non è proprio il genere di problema di cui parli normalmente tu…cioè invece di preoccuparci delle implicazioni di una eventuale scarsità di gas tra 50 anni, sarebbe a mio avviso più opportuno concentrarsi sui problemi che abbiamo oggi, grazie a una abbondanza di gas…

john_ludd
Scritto il 17 giugno 2014 at 14:33

ihavenodream@finanza,

è facile verificare se le previsione di una tale organizzazione sono affidabili oppure no. Basta leggere cosa ha affermato 10 anni fa relativamente al tempo di oggi, prezzi e quantità, e fare un confronto. Caro il mio babbeo, credi forse che prima di scrivere quello che scrivo, e ancor prima, avere radicalmente cambiato la mia vita in funzione dei nuovi dati, non abbia scrupolosamente analizzato e studiato per anni, che non abbia fatto confronti su confronti ? Vedi caro il mio babbeo, cerca di comprendere dove sta la differenza:
1) hai ragione tu, siamo affogati nel petrolio e nel gas, il futuro è roseo basta creare un pò di denaro e metterlo in giro e piantarla di preoccuparsi di questi scassa cazzo di uccelli del malaugurio. Beh in tal caso i denari che posseggo si moltiplicheranno, meno dei tuoi magari, ma non sono invidioso, Sorrido e tiro avanti, sarà bellissimo !
2) hanno ragione gli scassa cazzo, tu hai ignorato il messaggio sino all’ultimo secondo e perirai molto prima di quel che pensi dopo aver passato gli ultimi anni in una scatola di cartone continuando a sperare in un radioso futuro. Il sottoscritto sarà vecchio (in linea di massima neppure tanto) e perirà come gli altri vecchi che in una crisi energetica non hanno scampo. Ma nel frattempo avrò messo a buon uso il mio tempo, primo e unico asset e con una pò di fortuna avrò finito i miei denari, trasformandoli in qualunque cosa possa essere di utilità a me e a chi mi sta vicino. Saluti… avrai bisogno di molta fortuna dato che tutto il resto ti manca.

lukeof
Scritto il 17 giugno 2014 at 14:49

Beh, il problema del cosiddetto “peak oil” secondo me è mal posto :D
Perchè il problema non è “quanto petrolio è rimasto”, perchè ci si potrebbe anche sbagliare e trovare immani quantità di petrolio ad altissime profondità.

Il problema vero è il “price peak oil”, ovvero per quanto petrolio possiamo trovare è oramai dimostrabile scientificamente che il prezzo di estrazione non potrà piu’ scendere, appunto a causa delle difficoltà sempre maggiori nell’estrarlo anche da ipotetici “nuovi giacimenti”.
In superficie (e in tutto il pianeta) è certo che non ci sono piu’ giacimenti di vasta portata estraibili a basso prezzo, e questo è noto.

noise
Scritto il 17 giugno 2014 at 14:57

ihavenodream@finanza,

Mi sembra che John Ludd ti abbia già risposto infinite volte sul tema gas/petrolio (che non mi pare siano perfettamente intercambiabili) fornendo tonnellate di bibliografia online ed offline.
Credo che ciascuno dei partecipanti al blog abbia avuto ampiamente la possibilità di farsi un’idea della situazione.

noise
Scritto il 17 giugno 2014 at 15:01

lukeof@finanza,

i picchisti esprimono chiaramente il concetto di “price peak oil” come dici tu ad ogni secondo. Poi se uno vuole capire, capisce. Altrimenti non c’è peggior sordo di chi non vuol sentire.

noise
Scritto il 17 giugno 2014 at 15:10

noise@finanza:
[email protected],

i picchisti esprimono chiaramente il concetto di “price peak oil” come dici tu ad ogni secondo. Poi se uno vuole capire, capisce. Altrimenti non c’è peggior sordo di chi non vuol sentire.

Inoltre il costo di estrazione sempre crescente, che è la cosa più semplice da capire e da verificare, non è l’unica variabile in gioco. Ci sono i costi di distribuzione e trasformazione che sono cose molto più complicate perchè richiedono un alto livello di specializzazione. Ad esempio avere un’abbondanza di gas e non avere le infrastrutture per distribuirlo è praticamente inutile. Si deve allora fare un calcolo complicato per capire se i costi per la costruzione e la manutenzione di tali infrastrutture non siano superiori ai benefici che vengono dallo sfruttamento dei giacimenti scoperti.
E’ la stessa questione che pongono i fan del nucleare in Italia, senza porsi minimamente il problema di quanto costa costruire e mettere in esercizio una centrale moderna.
E se anche il beneficio economico fosse reale dal mero punto di vista dello sfruttamento industriale, bisogna calcolare i costi di impatto ambientale e relativa bonifica. Ad esempio, ammesso che fosse conveniente dal punto di vista del EROI estrarre il metano artico, siamo sicuri che il collasso climatico che ne deriverebbe fosse un prezzo ragionevole da pagare?

ihavenodream
Scritto il 17 giugno 2014 at 15:14

john_ludd@finanza,

Ma perché ti agiti? E quando non mettevo fonti non ero attendibile e quando le metto non sono attendibili le fonti…facciamo una cosa: fai tu una lista di fonti attendibili così possiamo uniformarci tutti al pensiero unico…voi picchisti mi fate sempre più ridere

john_ludd
Scritto il 17 giugno 2014 at 15:17

noise@finanza,

Esatto Noise ! Il petrolio come qualsiasi risorsa naturale non andrà mai a zero finché esiste l’universo. Anche quando inizierà a calare lo farà in modo esponenziale non lineare. Ma la nostra struttura socio economica pretende un flusso crescente di energia per sostenersi e invece dovrà confrontarsi con un flusso calante. FLUSSO è la parola chiave, non STOCK. C’è qualcuno la fuori che vede l’ovvia correlazione tra FLUSSO energetico e FLUSSO di credito cioè fiat money ? C’è qualcuno che vede l’implicazione di avere accumulato stock di credito a un tasso molte volte superiore la crescita di beni e servizi reali e molte volte la capacità di tradurre quello stock di illusoria spesa differita in beni fungibili ? C’è qualcuno che ha capito perché il sistema finanziario è un sistema CHIUSO dal quale si può uscire solo uno per volta e in anticipo ? C’è qualcuno che avendolo compreso e avendo compreso l’ineluttabilità di quello cui andiamo incontro ha almeno compreso che quello stock di credito ha delle gerarchie e che quindi l’annullamento avrà diversa velocità e diverse traiettorie ? Credo di sì, qui qualcuno lo ha capito e forse ne soffrirà meno di altri.

ihavenodream
Scritto il 17 giugno 2014 at 15:20

noise@finanza,

Io ho verificato e non mi sembra proprio che siano sempre crescenti i costi di estrazione, vai a vedere i costi operativi di Chevron, exonn e Total…sono sempre il 60-70% dei ricavi ogni anno…d’altronde se la produzione industriale mondiale non cala vistosamente, quindi la domanda resta, e i costi di estrazione salgono, per quale oscuro motivo non salgono anche i prezzi al consumo, anzi calano nel medio-lungo periodo? E crollano i prezzi del gas?

ihavenodream
Scritto il 17 giugno 2014 at 15:24

lukeof@finanza,

Ma è noto a chi esattamente? E se invece di trovare altri giacimenti troviamo altre fonti fossili non convenzionali? E se la tecnologia ci permettera’ di risparmiare nella estrazione?

kry
Scritto il 17 giugno 2014 at 15:30

ihavenodream@finanza,

E se….. e se…… con i se , i ma , i forse ….. non si va da nessuna parte ….. anzi no si va a finir male e senza se ma e forse.

ihavenodream
Scritto il 17 giugno 2014 at 15:30

noise@finanza,

A parte che io personalmente non ho mai discusso prima di oggi con John ludd di questa questione, a parte che a quel che leggo nessuno qui osa sollevare questo tema, il tuo intervento non ha alcun senso, primo perché un approfondimento è sempre utile, cosa vuoi dire? Che siccome tutti si sono già fatti un’opinione su un argomento non si deve trattarlo più? Cioè l’opinione è una verità indiscutibile? E ogni dissenso verrà censurato? Perché questo si capisce da quel che hai scritto…secondo John ludd si difende da solo, non ha bisogno di tifosi o di avvocati difensori…

noise
Scritto il 17 giugno 2014 at 15:36

ihavenodream@finanza,

scusa, forse sto prendendo un gigantesco granchio, ma non capisco quello che dici.
Se il prezzo di vendita di oggi (per il petrolio) è maggiore rispetto agli anni precedenti è chiaro che il maggior costo di estrazione è compensato dal maggior prezzo di vendita. E quindi è possibile mantenere lo stesso rapporto percentuale tra costi operativi e ricavi.
E mi prendo per buona la storia del 60/70% che mi convince poco… ma non ho studiato abbastanza per intervenire su questo.
Per il gas le cose stanno in modo un po diverso, qui i problemi di distribuzione tra infrastrutture e problemi geopolitici, mi sembrano preminenti nel breve periodo rispetto ai costi di estrazione. Almeno nel breve periodo…

ihavenodream
Scritto il 17 giugno 2014 at 15:36

kry@finanza,

Scusa eh: ma se uno dice: è noto che per forza succederà una determinata cosa, permetti che un altro gli chieda: su quali basi? Ed elenchi giusto le prime 3-4 possibilità che invaliderebbero il risultato pronosticato, le prime che gli vengono in testa…è come se uno dicesse: è noto che il Brasile vincerà i mondiali e un altro gli dice: e se perde le prossime partite? E se si infortuna neymar? E un altro rispondesse con i se non si fa la storia, la storia caro mio, riguarda il passato, ecco perché non ci sono se…i pronostici al contrario, riguardano il futuro, e il futuro è pieno di variabili incontrollabili…

noise
Scritto il 17 giugno 2014 at 15:38

ihavenodream@finanza:
[email protected],

A parte che io personalmente non ho mai discusso prima di oggi con John ludd di questa questione, a parte che a quel che leggo nessuno qui osa sollevare questo tema, il tuo intervento non ha alcun senso, primo perché un approfondimento è sempre utile, cosa vuoi dire? Che siccome tutti si sono già fatti un’opinione su un argomento non si deve trattarlo più? Cioè l’opinione è una verità indiscutibile? E ogni dissenso verrà censurato? Perché questo si capisce da quel che hai scritto…secondo John ludd si difende da solo, non ha bisogno di tifosi o di avvocati difensori…

Oltre che picchista sono un veterostalinista mangiabambini.

ihavenodream
Scritto il 17 giugno 2014 at 15:39

noise@finanza,

Il problema è che il prezzo del petrolio e soprattutto del gas oggi non è maggiore di 5-6 anni fa…anzi è nettamente più basso…

noise
Scritto il 17 giugno 2014 at 15:47

ihavenodream@finanza:
[email protected],

Il problema è che il prezzo del petrolio e soprattutto del gas oggi non è maggiore di 5-6 anni fa…anzi è nettamente più basso…

E certo, se prendi due punti a piacere puoi fare quello che vuoi. Se tracci una linea con medie mobili decenti ti rendi conto che l’andamento è sempre crescente salvo crolli locali in corrispondenza di macelli.

http://it.wikipedia.org/wiki/Crisi_economica_del_2008-2014#mediaviewer/File:Brent_Spot_monthly.svg

noise
Scritto il 17 giugno 2014 at 15:49

noise@finanza: E certo, se prendi due punti a piacere puoi fare quello che vuoi. Se tracci una linea con medie mobili decenti ti rendi conto che l’andamento è sempre crescente salvo crolli locali in corrispondenza di macelli.

http://it.wikipedia.org/wiki/Crisi_economica_del_2008-2014#mediaviewer/File:Brent_Spot_monthly.svg

Intendevo sempre crescente più o meno dai primi anni 2000 ovviamente….

ihavenodream
Scritto il 17 giugno 2014 at 15:52

Non ho capito, tu pretendi che il petrolio costi di meno rispetto a 20 anni fa? E 20 anni di inflazione ce li mangiamo allegramente?

noise
Scritto il 17 giugno 2014 at 15:54

ihavenodream@finanza:
Non ho capito, tu pretendi che il petrolio costi di meno rispetto a 20 anni fa? E 20 anni di inflazione ce li mangiamo allegramente?

e che cazzo almeno guardati il grafico: la linea rossa, quella ROSSA….

stanziale
Scritto il 17 giugno 2014 at 15:57

ihavenodream@finanza,

Perbacco ihave, ma tu tra i troll devi essere una vera star….indubbiamente al prossimo congresso nazionale al palatroll, farai il tuo ingresso con le dita a V di vittoria, e sarai accolto con ovazione e standing ovation, gridolini delle fans trolline (tipo rockstar), magliette con stampata la tua faccia di troll ecc….

john_ludd
Scritto il 17 giugno 2014 at 16:04

ihavenodream@finanza,

ma è mai possibile essere più coglioni di così ! capisco fare affermazioni su qualche tema esoterico sul quale è difficile ottenere dei dati, quindi uno la spara sperando che gli altri non vadano a verificare, così sembra un esperto invece che un idiota. Invece no, tu la spari su qualcosa su cui esistono migliaia di statistiche aggiornate ogni mese. Qui per esempio il costo del gas per l’utente nostrano medio:

http://www.autorita.energia.it/it/dati/gp27new.htm

Qui invece un documento più corposo sui prezzi del gas in Europa dal 2005 al 2013 fonte EUROSTAT dove anche uno scopre quello che già sapeva dato che paga la bolletta di gas e luce (che evidentemente ti paga mamma dato che non si fida a lasciare il borsellino a un rincoglionito come te)

http://www.anigas.it/opencms/export/sites/Anigas/Galleria_Documenti/Position_Paper/47-2013-2.pdf

Pagina 49 e successive per le conclusioni.

Guarda che basta aprire Google e scrivere “prezzo storico gas naturale” mica serve Einstein !

Senti giullare, torna da noi quando vuoi, i tempi sono cupi e abbiamo assoluta necessità di trovare qualcuno che ci faccia divertire un pò. Ci accontentiamo davvero di poco.

john_ludd
Scritto il 17 giugno 2014 at 16:09

stanziale@finanza,

c’è stato un momento nel quale ho pensato fosse uno pagato da qualcuno per fare casino, sai un pò di complottologia paranoide. Ma poi ho capito che se è vero che ti puoi allenare con il pallone anche 10 ore al giorno per 10 anni ma non sarai MAI come Messi, non puoi neppure simulare di essere così infinitamente cretino. Quindi io proporrei di adottarlo come mascotte, ci serve, ne abbiamo bisogno.

stanziale
Scritto il 17 giugno 2014 at 16:20

john_ludd@finanza,

Se mi posso permettere, e’ la prima volta che non sono d’accordo con Andrea, che dice di ignorare provocazioni….io credo invece che la cosa migliore e’ rispondere con i link(anche se e’ una faticaccia), cosicche’ l’autore dei commenti raggiunga il risultato opposto a quanto si e’ prefissato ….(con conseguente automatica iscrizione al corso serale di recupero per troll).

glare
Scritto il 17 giugno 2014 at 16:22

john_ludd@finanza,

dai John non esagerare..
magari ha visto qualche documentario su superquark..ed è convinto che un giorno potremo andare avanti ad Elio3…purtroppo, la causa è l’informazione di regime.

john_ludd
Scritto il 17 giugno 2014 at 16:23

stanziale@finanza,

il troll non provoca, è proprio scemo. Uno che provoca è astuto, la provocazione è un’arte… Mazzalai deve avere le stigmate ormai… :D

john_ludd
Scritto il 17 giugno 2014 at 16:25

glare@finanza,

quando Angela fa i programmi sugli antichi romani a me piace anche se muove le mani come il mago Silvan :D

gnutim
Scritto il 17 giugno 2014 at 16:35

a me dispiace che per colpa di troll ci si discosti spesso dai temi trattati da andrea: obiettivo primario dei troll.

Comunque sul dollaro il tema è veramente vasto, il mercato dei cmbi è il più liquido del mondo e penso che sia veramente arduo trovare un trend facilmente.

Ora io sono long di nok e ho investimenti espressi in dollari, vediamo… mi sta andando benino

glare
Scritto il 17 giugno 2014 at 16:37

john_ludd@finanza,

anche a me ma quando lo guardo mi viene in mente:
https://www.youtube.com/watch?v=fMe1UYGq2I0
:D quasi come l’originale https://www.youtube.com/watch?v=1N6JCvgRkkA

ihavenodream
Scritto il 17 giugno 2014 at 16:46

john_ludd@finanza,

Eccoliiii…me li ero scordati i tanti fascistelli del pensiero unico catastrofistico…i prezzi del gas è del petrolio sono più bassi oggi rispetto al periodo pre-crisi, cioe’ rispetto al periodo pre shale gas, punto. Purtroppo questa è la realtà non ci posso far niente…come giustamente dice lo studio che ho citato, sono più bassi nonostante le tante crisi in zone un tempo strategiche in atto…i guai della Russia dipendono essenzialmente da questo ad esempio, anche la politica usa in medio oriente, oggi profondamente diversa dipende da questo…rimango sempre invece stupito dalla partigianeria dei curatori di questi blog di pseudo informazione libera, che di libero non hanno proprio nulla, i quali permettono tranquillamente gli insulti volgari nonostante le regole e il buon senso le vieterebbero, ma ormai lo so…i personaggi questi sono…

glare
Scritto il 17 giugno 2014 at 16:49

gnutim@finanza,

il nok è sempre il nok :wink: la Norvegia sul lungo periodo darà soddisfazioni, è vero ora ci tocca soffrire ma come ci ricorda John è una delle poche nazioni “europee” ad avere una politica energetica e un futuro da qui a 50 anni..in più con il riscaldamento globale potrebbe farla diventare un posto in cui andare a vivere.

gnutim
Scritto il 17 giugno 2014 at 16:56

ihavenodream@finanza,

SE TI FA COSì SCHIFO QUESTO PSEUDOBLOG, MA PERCHè NON TE NE VAIIIIIIIII???????????????
:roll::roll::roll:

gnutim
Scritto il 17 giugno 2014 at 16:57

chi è che ti paga per scrivere delle bischerate così grosse?

sturmer
Scritto il 17 giugno 2014 at 17:15

Ed intanto pare che in Ucraina (ricordate quella piccola crisi messa un pò a tacere, tanto adesso ci sono i mondiali di calcio… :twisted::twisted::twisted: ) sia esploso un gasdotto…

http://www.zerohedge.com/news/2014-06-17/ukraine-russia-near-serious-conflict-following-gas-transit-pipeline-explosion

glare
Scritto il 17 giugno 2014 at 17:17

ihavenodream@finanza,

è vero che sbagliamo i toni però cerca di non istigare..
Ti rispondo io che non sono al pari di john ma cerco di farti presente cosa è successo..
Il picco del petrolio (peak oil) si è raggiunto intorno al 2006 , questo ha permesso di rendere competitivo lo shale che ha ancora oggi costi di estrazioni proibitivi (pari a circa 100-105 $ al barile).
Lo Shale è di rapida estrazione e un giacimento arriva a picco dopo circa 3 anni e dal 5 anno in poi è del tutto improduttivo.
Nel 2007 dopo il peak e la prima crisi subprime il sistema produttivo è andato in sofferenza , diminuzione degli ordini di produzione e diminuzione della domanda di petrolio.
Il petrolio è così sceso dai 150$ a 120 $ e successivamente dopo i vari QE e l’aumento della recessione globale si è attestato a quota 80$.
Ad oggi , sebbene sia in corso una crisi di overcapacity , il petrolio è tornato ai valori di soglia di 105$ al barile, questo indica che sebbene vi sia scarsa richiesta mondiale e riserve piene , il prezzo è esattamente quello di produzione.
Da qui ai prossimi anni il petrolio potrà solo aumentare , sia per le politiche monetarie che stanno scegliendo le nazioni dominanti sia perché lo shale Usa raggiungerà il picco intorno al 2018 ovvero tra 4 anni.
Quindi il petrolio è sceso non solo perché è diventato conveniente estrarre Shale ma soprattutto perchè l’intero pianeta sta attraversando UNA CRISI DI SURPLUS INDUSTRIALE.

ihavenodream
Scritto il 17 giugno 2014 at 17:22

ihavenodream@finanza,

Giusto per informare qualche lettore che eventualmente non è schierato e che ovviamente rischia di credere veramente alle stupidaggini di chi per giustificare posizioni indifendibili mette la bolletta dell’energia ITALIANA come evidenza dei prezzi dell’energia mondiale, spiego come si fa ad avere informazioni oggettive…si cerca su google finance o yahoo un etf sul brent, cioè USO o OIL ad esempio, si cerca un etf sul gas naturale, ad esempio GAZ, e si controllano le fantastiche performance a 8-10 anni di questo fantastico investimento, cioè meno 45% per il petrolio e -95% per il gas…perché per inciso se siete veramente convinti che il petrolio sarà sempre più prezioso non dovete fuggire in papuasia, dovete comprare un bell’etf su oil e/o gas…

PORTELLO
Scritto il 17 giugno 2014 at 17:24

john_ludd@finanza:
[email protected],
C’è qualcuno che avendolo compreso e avendo compreso l’ineluttabilità di quello cui andiamo incontro ha almeno compreso che quello stock di credito ha delle gerarchie e che quindi l’annullamento avrà diversa velocità e diverse traiettorie ? Credo di sì, qui qualcuno lo ha capito e forse ne soffrirà meno di altri.

ricapitolando…

un po di nok

un po di usd treasuries

(bei in monete di paesi tipo brasile turchia sudafrica? forse)

un po di monete d oro sotto terra

e del buon vino

ho dimenticato qualcosa?

ps (il tutto ovviamente dopo aver viaggiato il mondo e incontrato tante compagne di viaggio)

pss cmq John quando dicevi di investire in beni fungibili, non ne ritieni parte aziende anche quotate ma che potranno essere strategiche per un nuovo “mondo”?

grazie a tutti e buona estate

PORTELLO aka the addicted

glare
Scritto il 17 giugno 2014 at 17:40

Lascia stare questi (bei in monete di paesi tipo brasile turchia sudafrica? forse) no queste valute sono delle chimere e pericolose..

Guarda l’azionario farmaceutico…2 anni fa avevo consigliato Novartis ed è andata a gonfie vele ora credo sia il tempo di GFK che si propone come leader mondiale per i vaccini, però da tenere per poco tempo al più 6 mesi…perchè l’azionariato dopo l’operazione Draghi andrà velocemente in bolla ..Quindi ATTENZIONE potresti andare lungo e perdere.

Per il resto il fascino della terra, di un buon vigneto o uliveto, non ha prezzo.

glare
Scritto il 17 giugno 2014 at 17:41

sorry GSK..

glare@finanza,

ihavenodream
Scritto il 17 giugno 2014 at 17:42

glare@finanza,

Ok ho capito, questo è il vangelo secondo il picchista…però permettimi di osservare che ci sono una serie di argomentazioni che andrebbero verificate: 1. Il picco del petrolio si è raggiunto nel 2006, chi lo ha scritto? Chi lo dice? 2. Dopo la crisi del 2007 il prezzo da 150 arrivò a 80, in realtà arrivò a 40, cmq lo vedi che 6 anni fa il prezzo del petrolio era più alto? Il prezzo di estrazione è 105, chi lo dice? Ripeto i costi operativi delle major dell’energia indicano costi del 60-70% più bassi dei ricavi, quindi dai 60 ai 70 dollari, 75 vah…4.un giacimento di shale arriva a picco intorno ai 3 anni, chi lo dice? E poi fino a pochi anni fa lo shale non esisteva proprio, chi ti assicura che tra un mese non scoprano un modo alternativo per produrre gas? 5.Di qui in avanti il petrolio non farà che aumentare: compra un etf su oil e auguri di cuore. 6. Vi è una crisi di sovraproduzione, cioè esattamente cosa significa? C’è troppa domanda e per questo il prezzo scende? Impossibile, c’è poca domanda? Smentito dai dati sulla produzione industriale mondiale…hanno estratto troppo petrolio? Ma il petrolio non ha raggiunto il picco nel 2006? E poi che significa? Se il petrolio sta finendo sta finendo, il fatto che ce ne sia di più stoccato è irrilevante, le riserve cmq diminuiscono, quindi chi estrae deve aumentare il prezzo non ridurlo, in presenza di domanda costante, a meno di non fare beneficenza…

glare
Scritto il 17 giugno 2014 at 18:05

Il petrolio non finirà mai..nella terra esistono miliardi e miliardi di barili, sarà solo molto costoso estrarlo.

Lo Shale esisteva eccome…(si conosce da 40 anni)
Un giacimento di SHALE arriva a picco in 3 anni e questo lo puoi in un secondo constatare da te perché gli USA non hanno costruito alcuna infrastruttura per il trasporto e molte volte non utilizzano nemmeno la linea ferrata ma addirittura i loro fantastici Tir.

Sovrapproduzione = significa che le aziende producono di più di quello che l’umana capacità richiede. (ecco perchè nonostante tutto la produzione industriale cresce..ma non ci credo tu non abbia mai visto i piazzali dove sono poste migliaia e migliaia di vetture al sole ferme ad arrugginirsi perché nessuno le acquista)

Io ho parlato di diminuzione della domanda (ed è riferito soprattutto all’occidente,dove i dati sono palesi e confermati dal ritorno alla deflazione)

Per tutto il resto, se non credi a quello che ti ho velocemente riassunto in 15 righe ( o giù di lì), devi solo aver la voglia e la pazienza di studiare e di studiare tanto.

Cmq io non sono un picchista e queste cose le raccontava più di 10 anni fa il mio professore di Termotecnica un certo Ing. Barbero. ancora oggi insegnante di Energetica presso Politecnico di Torino/Athlone /Parigi

PORTELLO
Scritto il 17 giugno 2014 at 18:10

Grazie Glare!
Sono alla ricerca del posto perfetto…
o isola con bel mare e clima tutto l anno
o campagna

questo w/e vado a scoprire Ragusa…

glare
Scritto il 17 giugno 2014 at 18:36

per me come la Tamaro “il posto perfetto è quello che tieni nel cuore..”

la Sicilia è davvero molto bella e i siciliani sono persone squisite, ma è piena di problemi e di contraddizioni che non le permettono di essere la culla della rinascita italiana.

Se puoi disporre di una moto, la Sicilia è da vivere on road e quella zona è molto selvaggia (a me ricorda la Tunisia), se puoi fatti un giro per Noto, Marina di Ragusa e soprattutto le zone di Agrigento e Siracusa.

Troverai tanto sole, mare e vento..e tantissime specialità culinarie ( mi raccomando in Sicilia si mangia e occhio al vino soprattutto il nero d’avola che quanto velocemente scende giù tanto prende sù)

noise
Scritto il 17 giugno 2014 at 18:39

glare@finanza:
per me come la Tamaro “il posto perfetto è quello che tieni nel cuore..”

la Sicilia è davvero molto bella e i siciliani sono persone squisite, ma è piena di problemi e di contraddizioni che non le permettono di essere la culla della rinascita italiana.

Se puoi disporre di una moto, la Sicilia è da vivere on road e quella zona è molto selvaggia (a me ricorda la Tunisia), se puoi fatti un giro per Noto, Marina di Ragusa e soprattutto le zone di Agrigento e Siracusa.

Troveraitanto sole, mare e vento..e tantissime specialità culinarie ( mi raccomando in Sicilia si mangia e occhio al vino soprattutto il nero d’avolache quanto velocemente scende giù tanto prende sù)

Quoto al 100% la sicilia.

ihavenodream
Scritto il 17 giugno 2014 at 18:40

glare@finanza,

E quindi le aziende producono e non vendono aumentando le scorte? E perché questo non fa aumentare il prezzo dell’energia, visto che come dici è sempre più costoso estrarre? Le macchine anche se rimangono sui piazzali le hai sempre costruite, l’energia l’hai usata…

ihavenodream
Scritto il 17 giugno 2014 at 18:44

noise@finanza,

Se ci dobbiamo ridurre alla Sicilia, a sto punto meglio la Calabria o la Puglia, mare più bello, posti più belli, vita meno cara, cibo e vino migliori…la Sicilia è in decadenza da Federico di Svevia almeno…ma a sto punto, molto meglio malta, o la Grecia o il Montenegro…

vito_t
Scritto il 17 giugno 2014 at 18:47

Andrea io penso che se non vuoi che alcuni scrivano sul tuo blog sai come fare, però è altrettanto chiaro che molti .. diciamo cafoneggiano … e non sono in grado di accettare una view diversa da quella che loro ritengono l’unica. Qualche mese fa ho partecipato a Milano ad una conferenza sulle commodities, e in tema di petrolio Leonardo Maugeri ex Eni, della Harward University J.F. Kennedy sosteneva che, con tanto di dati e slide, gli effetti della capacità produttiva si faranno sentire fra non molto, perchè tantissimi investimenti effettuati nel corso della fine del decennio passato quando le ipotesi di crescita erano ben diverse, arriveranno a produzione solo nei prossimi anni , aggiungendo che la capacità produttiva cresce molto più velocemente della domanda e ribadiva che gli esperti invece si concentrano solo sulla produzione effettiva , non tenendo conto nemmeno degli effetti dell’eventuale ritorno alla normalità di paesi come Libia Iraq etc etc. La sua previsione per il 2020 è per il maggior incremento dagli anni 80 ! Ipotizzava inoltre che è possibile un crollo dei prezzi a meno che la domanda non cresca al ritmo del 2% fino al 2020, ma che al momento è inferiore all’1%, sostenendo inoltre che si fa troppo affidamento sulla “bulimia petrolifera” della Cina …. E Maugeri non credo che sia un troll ……

john_ludd
Scritto il 17 giugno 2014 at 19:04

glare@finanza,

guarda come sempre non è tutto bianco o tutto nero. Io possiedo titoli governativi norvegesi direttamente senza passare da fondi. La ragione è quella che ho scritto in precedenza: nella gerarchia della solvibilità sta molto in alto, punto, il resto non mi interessa MA questo non vuol dire che sia un buon investimento per chiunque, dipende dalla resistenza alla volatilità del cambio, orizzonte temporale, psicologia e altro. Rune Likvern è un economista norvegese che opera nel settore energetico da oltre 25 anni e tra le massime autorità in materia. Tiene un blog nel quale pubblica pochi ma torrenziali post di quelli che piacciono a me: una pioggia di dati, grafici e tabelle con le fonti originali citate una per una. Likvern ha compreso molto prima di me che il CICLO DEL CREDITO guida ogni paese e che il suo è stato soggetto di una forte crescita del debito privato che CAPIAMOLO è quella che confondiamo con crescita organica economica e ora si avvia a una lunga fase di inevitabile deflazione come naturale conseguenza della saturazione del ciclo del credito. Certo il paese ha una base patrimoniale impressionante ma nel lungo termine la consumerà, non è quindi un porto sicuro a prescindere. Inoltre quella base patrimoniale è investita all’estero dato che il paese è piccolo, conseguentemente subisce i problemi altrui. Per me resta diversificazione e un modo per tentare di ritardare quello che non è evitabile, sperando mi consenta un decennio o più di relativa tranquillità. Mi fa molta tristezza constatare per l’ennesima volta che sino al 2008 il nostro paese era tra i più equilibrati al mondo come stato patrimoniale e che in soli 6 anni è diventato tra i più fragili a dimostrazione di quanto è caduca l’illusione di ricchezza, specie se in presenza di errori che accelerano trend in atto irresistibili ma che avrebbero potuto essere contrastati e ritardati con una discreta efficacia. Sino al 2008 ero allocato 90% Italia ed Eurozona, oggi sono a meno di 1/3 e credo scenderò a quanto necessario per pagare le bollette.

http://fractionalflow.com/

ihavenodream
Scritto il 17 giugno 2014 at 19:05

vito_t@finanzaonline,

E perché Crhistof Ruhl invece è un troll? Ma da chi crede alle fesserie di Putin e compagni dall’Italia per di più cosa pretendi? È sempre la stessa storia, i fascisti non li riconosci da ciò che dicono ma da come si comportano con quelli che hanno idee diverse dalle loro…

john_ludd
Scritto il 17 giugno 2014 at 19:13

vito_t@finanzaonline,

Non è un troll, ma non è più il capo della strategia e sviluppo dell’ENI per caso, non è andato via perché non ne aveva più voglia. Ora lavora per i gruppi finanziari nord americani. Le sue “previsioni” sono state oggetto di treni di dibattiti tra addetti ai lavori di cui trovi ampia traccia su internet. Trovi tutto quello che vuoi se veramente lo vuoi, le tesi di Maugeri e le repliche, dati di uno e degli altri. Anzi è un ottimo modo anche se un pò complicato per entrare nel merito della battaglia (con profondi interessi finanziari, l’ideologia non c’entra un fico) tra i negazionisti e gli altri. Quindi fallo, poi torna qui e raccontaci cosa hai capito/scoperto. Se invece non lo farai è perchè hai una tesi che vuoi difendere a prescindere, ovvero appena trovi uno che potrebbe supportare la tua posizione ecco che è il tuo nuovo profeta. Ti do atto che almeno lo fai con un minimo di civiltà e mi citi uno che non è per niente un cretino ma è molto molto ben pagato. Ciao.

noise
Scritto il 17 giugno 2014 at 19:16

vito_t@finanzaonline,

1) Maugeri secondo me è anche peggio di un troll, ma questa è un’opinione del tutto personale e vale come il due di picche.

2) SE la Libia torna normale ….. primo se. Intanto stanno assaltando il parlamento.

3) SE l’Iraq torna normale ….. secondo se. Intanto Al Quaeda ha ripreso il controllo di un bel pezzo di paese e se non era per i kurdi, si facevano pure i pozzi di petrolio.

4) SE non si mantiene la bulimia petrolifera della Cina ….. terzo se. Intanto sono miliardi di persone che vivono in standard di povertà ma che hanno visto il miraggio della ricchezza occidentale e non hanno nessuna intenzione di continuare a zappare la terra con la vanga e lavorare 18 ore in fabbrica in cambio di una ciotola di riso. Magari della democrazia non gliene frega una mazza, ma stai tranquillo che il frigorifero e l’auto la vogliono tutti. E il governo non ha nessuna di fargli perdere la speranza. Col Carbone hanno già reso invivibili le città principali e con le industrie “arrangiate” hanno inquinato irreversibilmente il fiume più grande del mondo. Forse stanno cercando un’alternativa… tu che dici?

4 bis) Quanto detto sulla Cina, è applicabile nei tempi e nei modi opportuni all’India et similia.

5) La sua previsione per il 2020 è per il maggior incremento dagli anni 80. Quarto se. Ma rimane una previsione. Gli investimenti a cui ha fatto riferimento sono andati a buon fine? Quanti si sono rivelati dei flop?

6) è possibile un crollo dei prezzi a meno che la domanda non cresca al ritmo del 2% fino al 2020, ma che al momento è inferiore all’1%. Beh… qui non c’è nessun SE. Tutto indica, come dice anche Mazzalai, che la crescita mondiale va verso l’asfissia. Quindi, si, è vero che se la crescita mondiale si arresta, i prezzi energetici si possono contenere, almeno per un certo periodo di tempo. Ma, appunto, ci troviamo nel deadlock:
a) se c’è la crescita aumenta la richiesta energetica e aumentano i prezzi, che superato un certo limite, manderanno in recessione pezzi di mondo uno dopo l’altro.
b) se non c’è la crescita i prezzi si possono stabilizzare per un certo periodo, ma siamo nello scenario deflazionistico che vorremmo evitare.

Si dice che il problema è un problema di elasticità (o meglio di anelasticità) dell’offerta. Un’offerta anelastica blocca la crescita sempre, qualunque sia la direzione che prendi.

Spero di non essere stato cafone…. certo è che, caro vito, quando uno entra in una discussione, e usa un tono da saccente, e per giunta ti contesta senza manco leggere quello che scrivi, ti strappa gli schiaffi dalle mani come si dice dalle mia parti.

glare
Scritto il 17 giugno 2014 at 19:24

vito_t@finanzaonline,

Noi Vito parliamo di lungo periodo, il Petrolio quest’anno potrebbe benissimo arrivare alla quota di 120$ per poi ridiscendere…ma è comunque rischioso fare previsioni visto l’enorme entropia dell’intero sistema politico-militare internazionale

Certo che se la recessione mondiale dura altri 6 anni e se i paesi emergenti continuano la loro fase di stallo allora si che il prezzo del petrolio scenderà..ma chi ne detiene il monopolio non credo sia disposto a rimetterci e qui ci porta a considerazioni che tutti noi possiamo fare.

glare
Scritto il 17 giugno 2014 at 19:33

john_ludd@finanza,

Grazie John..sono solo 8 anni che mi interesso di economia e provenendo da ambiente totalmente differente mi capita spesso di semplificare..in bianco e in nero..è proprio insito nella mia mentalità..e purtroppo l’economia non è una scienza esatta e son anche un pò duro.
Leggerò con molta attenzione il blog consigliatomi.

vito_t
Scritto il 17 giugno 2014 at 19:47

Alla stessa conferenza era presente Dominick Salvatori, … altro somaro ? ? che relazionava sulla crescita globale ma che a proposito dell’energia a me è parso arrivare a conclusioni molto simili a quelle di Maugeri.

ihavenodream
Scritto il 17 giugno 2014 at 19:58

vito_t@finanzaonline,

Ma poi che cosa c’entra chi dice una cosa, quel che conta è cosa sta dicendo…le tesi dei pikkisti sono smentite dalla realtà, rispetto al 2006, anno del fantomatico picco, non c’è meno petrolio, c’è più petrolio, oppure le leggi di base della macroeconomia sono sospese…fine della storia, anzi delle chiacchiere, perché nel mondo reale che forse pochi frequentano da queste parti, la presunta battaglia non c’è proprio, il mondo starà vivendo un mare di crisi, ma sicuramente non quella energetica, se la vivrà tra 50-100 anni lo vedremo a tempo debito…

stanziale
Scritto il 17 giugno 2014 at 20:00

ihavenodream@finanza,

” Ma da chi crede alle fesserie di Putin e compagni dall’Italia per di più cosa pretendi?”
E che c’entra Putin con questo post?
Ecco cosa ti/vi rode veramente…

veleno50
Scritto il 17 giugno 2014 at 20:02

27 commenti tra scritti e risposte all’uomo che non vuole sognare. il suggerimento di non rispondere dato ai commentatori del blog dal dottor mazzalai è risultato vano.

ihavenodream
Scritto il 17 giugno 2014 at 20:04

noise@finanza,

Tu e altri avete tesi precostituite e non accettate che altri dissentano, inoltre siccome siete fascisti, pensate subito alle mani questo e’, altro che toni saccenti, quello che non hai capito nello specifico o fai finta è che i se sono tutti a favore di un esito, come dire se non gioca messi si vince 2-0, se gioca 5-0 ma la vittoria non è in discussione…

vito_t
Scritto il 17 giugno 2014 at 20:05

caro John_Ludd , purtroppo lavoro … e non ho sempre il tempo di approfondire ogni volta su tutto come se su quel tema dovessi dare un esame con l’aspirazione di prendere 30. Già a leggere i tuoi interventi che mi sembrano piuttosto numerosi e diciamo passami il termine .. prolissi … ci sarebbe da utilizzare tanto tempo. E poi anche se lo facessi e mi dovessi fare un’opinione un filo diversa, so benissimo che arriverebbero valanghe di critiche .. ma non hai capito nulla …, sei un troll …. ma allora non capisci Andrea … ormai arrivate a dire … e ripassami l’ironia .. che è il quinto evangelista …. Io nei miei limitati interventi, come dovrebbe essere per tutti, mi sono limitato a fare qualche osservazione , ma è difficile parlare con chi sta a sentire solo se stesso, … e ribadisco che trovo encomiabile il lavoro di Andrea .. ma non tutto il 100% o ciò non è permesso ?

ihavenodream
Scritto il 17 giugno 2014 at 20:08

stanziale@finanza,

Centra eccome, Putin è nei guai perché la sua principale fonte di reddito vale sempre meno e la vuole buttare in rissa…e quelli come voi gli danno spago…andando contro gli interessi dell’Europa…è a te che rode la realtà…

noise
Scritto il 17 giugno 2014 at 20:14

Mi accodo all’invito di veleno. Saluti fasciocomunisti a tutti

stanziale
Scritto il 17 giugno 2014 at 20:33

ihavenodream@finanza,

La russia nei guai? Non ha debiti, ed ha fondi di riserva da tutte le parti!! e’ indipendente da tutto e da tutti, ha pure missili in grado di bucare le difese americane…quindi non e’ un problema per la russia se gli americani piazzano le basi ai confini con la russia…il problema e’ per l’europa che e’ una colonia piena di basi americane e ne accetta tutti i diktat!
La russia nei guai! ma che buontempone….

john_ludd
Scritto il 17 giugno 2014 at 21:14

veleno50@finanza,

sai Veleno che HAI RAGIONE !

cazzo hai ragione a 1000, sono un vero cazzone quando mi ci metto !!!

john_ludd
Scritto il 17 giugno 2014 at 22:07

vito_t@finanzaonline,

Vito_t sei onesto e ti sei risposto da solo. Dici che non ha tempo per approfondire e che i miei commenti sono troppo prolissi (ma sono il riassunto del riassunto del riassunto). Allora come pensi di affrontare la complessità di questo mondo? Mi pare evidente che le affronti mantenendo un’opinione sui temi delicati che ti conforta a prescindere dagli eventi e dai fatti. Non è che ti biasimo per questo, è naturale e forse persino salutare, ma non nasconderla per ciò che non è. E’ un tentativo di autodifesa, solo che io credo si possa fare di meglio che rimuovere un problema accontentandosi dell’idea che siccome non si ha tempo per approfondire allora è meglio abbandonarsi all’idea che tutto andrà bene e considerare chi disturba il sogno uno sfascista/catastrofista e magari pure fascista perchè osa documentare quel che dice e contraddire i sognatori. Ciao.

vito_t
Scritto il 17 giugno 2014 at 22:58

Ma no … ma possibile che ogni tuo intervento debba trasudare di autocompiacenza … ma sei un pochino convintello …. e credi che siccome approfondisci hai la verità in tasca … ma chi ti ha detto che tutto va bene ? io ? non hai capito proprio nulla nonostante le tue dieci lauree …. io non mi abbandono affatto all’idea che tutto andrà bene , ma non mi abbandono nemmeno all’idea opposta che tutto vada male … come sembra invece emergere ultimamente su questo blog …. Poi quelli della Bocconi sai quanto hanno approfondito ? …. ecco i risultati …. Tu e Andrea vi metterei a dirigere un ministero, ma nonostante l’enorme stima, .. sai quante risate ……

icebergfinanza
Scritto il 18 giugno 2014 at 08:07

vito_t@finanzaonline,

La differenza Vito è che il sottoscritto manco si sogna di prendere in mano un Ministero perché non amo avere l’ufficio pieno di parassiti e pidocchi che suggeriscono cosa fare allungando mazzette. Preferisco continuare a studiare la storia e i suoi suggerimenti e trarne conclusioni soggettive analizzandone la dimensione antropologica accompagnando il tutto con un pizzico di filosofia. Se te la senti accomodati. :wink:

vito_t
Scritto il 18 giugno 2014 at 09:23

icebergfinanza,

E sono d’accordo con te troppo pulito .. per accettare una porcata simile, … ma nei miei interventi , che francamente sono diventati stucchevoli perchè devo sempre ribadire una cosa che il mio non è “dissenso” completo, è che a volet non condivido tutto qui. E poi non è che si può indovinare tutto .. mi sembra che mesi fa , correggimi se sbaglio, sostenevi che il tapering non sarebbe partito, invece siamo già a metà. Ma non te ne faccio assolutamente una colpa , .. ma come dire nonostante tu hai una visione d’insieme che francamente non riesco a scorgere in altri, … in quel caso hai visto non benissimo … ma pazienza ! invece qui da John_ludd ad altri appena scrivi qualche riga ti saltano addosso perchè non ho capito .. coglione etc etc … un pò più di sana umiltà non guasterebbe. lo stile del blog era questo fino a qualche mese fa, poi l’eccesso di interventismo di alcuni , a pare mio lo ha fatto cambiare .. e non in meglio, .. non me ne volere, ma sincerità per sincerità

john_ludd
Scritto il 18 giugno 2014 at 09:42

vito_t@finanzaonline,

>> trasudare di autocompiacenza ?
guarda che io sono pieno di dubbi…

>> siccome approfondisci hai la verità in tasca ?
approfondisco per avere qualche dubbio in meno, perchè non mi accontento, e non ci riesco granchè bene dato che ho sempre di nuovi

devo rettificare quanto scritto prima, cerchi solo la rissa con parole un pelo più garbate. Sei uno di quelli che appena si trova davanti qualcuno con il quale si trova in profondo dissenso ma che è in grado di argomentare le proprie opinioni non ha nulla da opporvi se non un autobotte di bile. Che cosa credi che un confronto di idee sia come lo scambio di pasticcini? Sono visioni differenti, anche opposte della vita. Nessuno ha mai 100% ragione o torto, ma i punti che segna a favore delle proprie tesi sono la quantità di dati e rilievi sperimentali/storici che può produrre. Io ci provo, tu neanche un pò e poi ti incazzi come una bestia perché non ci riesci e dai la colpa a chi ci riesce oppure ti attacchi al fatto che non è stato puntualmente previsto il tale avvenimento mentre il quadro generale viene confermato giorno x giorno. Non cerchi interlocutori ma chiromanti che ti guardano in faccia, capiscono quello che vorresti sentirti dire e te lo dicono, paghi 50 euro e sei contento.

vito_t
Scritto il 19 giugno 2014 at 10:14

john_ludd@finanza,
Guarda io non cerco risse proprio con nessuno, ma non c’è peggior sordo di chi non vuol sentire, … Anche a proposito del cambio euro-dollaro avevo provato a dare un’idea diversa, a cui non è stato risposto da nessuno, .. Comunque se ritieni che io provoco, non rispondere “mai” più ai miei interventi che sono stati sempre abbastanza tranquilli e riconoscenti verso il padrone di casa, vai a leggere a ritroso ! invece tu “invadi” letteralmente il blog al punto da confondere se sia il tuo o di Andrea ….. Eventualmente dovessi davvero essere l’ultmo … mi consolerò con le parole del Signore beati gli ultimi …. per te però in questo caso non ci sarebbe spazio …

alberto1965
Scritto il 22 giugno 2014 at 10:00

john_ludd@finanza: Potessimo volare come le aquile e fare il nido a 4000 metri di altezza sarebbe uno spettacolo divertente da osservare ma siccome viviamo con i piedi per terra non lo sarà.

Forse l’Elite finanziaria si farà il nido 4000 mt, tipo film recente “Elysium”……e non sarà divertente almeno per chi rimane a terra

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