THE BIG SHORT: COMMERCIAL REAL ESTATE!

Scritto il alle 07:30 da icebergfinanza

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La notizia di ieri è che Amazon ha fatto chiudere tutti i 735 negozi americani della Toys R l’ex colosso dei giocattoli made in USA, mandando a casa la bellezza di oltre 33.000 anime…

Il colosso dei giocattoli Toys ‘R’ Us chiude i negozi negli Stati Uniti …

Internet ha avuto la meglio sul produttore di giocattoli americano Toys’R’Us, che ha annunciato ieri la liquidazione di tutti i suoi negozi negli Stati Uniti, segnando la fine di un’era per il famoso distributore di giocattoli che impiega 65.000 persone in tutto il mondo.Toys’R’Us, che ha dichiarato bancarotta a settembre 2017, sta ora aspettando il via libera della giustizia statunitense per poter “procedere alla liquidazione dell’inventario” dei suoi 735 negozi negli Stati Uniti, riferisce una nota del gruppo. “Non abbiamo più il sostegno finanziario per continuare le nostre attività americane”, prosegue la nota, affermando che si tratta di una “giornata profondamente triste per noi e per i milioni di bambini e famiglie che abbiamo servito negli ultimi 70 anni”.

Ovviamente non possiamo che confermare la TERRIBILE esplosione deflattiva che prosegue inarrestabile in tutto il mondo, distruggendo intere esistenze, inoltre 735 immobili commerciali verranno dismessi, dando un’ulteriore spinta al crollo del mercato immobiliare commerciale.

Per chi non sapesse di cosa parlo, consiglio di dare un’occhiata qui, senza fretta, ricordo solo che il mercato immobiliare residenziale ci ha messo ben tre anni per collassare…

THE BIG SHORT: LA CRISI CHE VERRA’! 

The Five Largest CMBS Loans to Turn Newly Delinquent in January

Come riporta Zero Hedge lo scorso anno è stato un a tempesta perfetta per il settore retail, che hanno ufficialmente perso la guerra con Amazon, con non meno di 30 catene al dettaglio che hanno presentato istanza di fallimento con il CEO di Urban Outfitters che ha dichiarato che ” la bolla della vendita al dettaglio è esplosa “. 

Fonte: Reorg Primo giorno

… portando il numero totale di casi del capitolo 11 da metà 2015 a 50, con oltre 20 miliardi di dollari in passività.

Quindi è il peggiore anno per la vendita al dettaglio, o il settore si sta avvicinando all’occhio dell’uragano?

Secondo l’ultimo rapporto di ricerca di Moody sul settore del commercio al dettaglio, l’agenzia di rating prevede che almeno sei emittenti retail siano inadempienti nei prossimi 12 mesi, la maggior parte dei quali si verificheranno nella prima metà dell’anno.

Mentre la buona notizia è che il tasso di default del settore dovrebbe raggiungere il picco del 12,43% a marzo, Moody’s avverte che le previsioni di default sono ancora elevate per il resto del 2018 e  indicano ulteriori sofferenze prima che questo rating si stabilizzi a livelli inferiori.

Peccato che queste previsioni non tengano conto dell’esplosione della madre di tutte le bolle, della grande esplosione deflattiva che verrà!

Nel frattempo i “bond vigilantes” si sono rassegnati contribuendo a far scendere i  tassi di interesse ipotecari visto che gli ultimi aggiornamenti economici hanno dipinto un quadro un po ‘più cupo. In generale, dati economici più deboli coincidono con tassi più bassi. I primi sono stati i numeri delle vendite al dettaglio, che sono passati in territorio negativo a febbraio. Gli analisti si aspettavano un modesto miglioramento.Più tardi al mattino, numerose fonti di monitoraggio del PIL ampiamente seguite dai mercati hanno aggiustato le stime del primo trimestre a livelli significativamente più bassi.

Non ultimo ieri, il nuovo consigliere economico di Trump, il comico Kudlow ha dichiarato

Kudlow Warns Fed Against Hiking Fast as He Jumps to White House

“Lasciamola strappare, per l’amor del cielo”, ha detto Kudlow a proposito della crescita economica negli Stati Uniti, durante un’intervista di più di un’ora, mercoledì su CNBC. “Il mercato si prenderà cura di se stesso. L’intera storia si prenderà cura di se stessa. La Fed farà ciò che deve fare, ma spero che non esagerino “.

In parole povere Kudlow, suggerisce a Powell di non alzare i tassi mercoledì, di stare attento a non esagerare.

A proposito di mercato che si prenderà cura di se stesso, una notizia strepitosa per dare un’ulteriore spinta alla prossima devastante crisi…

Senato Usa vota storica deregulation big di Wall Street

WASHINGTON (WSI) – Per la prima volta il Senato americano ha votato per la deregulation dei big di Wall Street con la legge Crapo, dal nome del senatore Mike Crapo, il più alto repubblicano del Senate Banking Committe.“Questo disegno di legge mostra che possiamo lavorare insieme e possiamo fare grandi cose che fanno una grande differenza nella vita delle persone in tutto il paese”.

Potranno fare grandi cose per fottere di nuovo la classe media, grandi cose per distruggere l’economia.

Tornando a noi, il calo dei rendimenti obbligazionari coincide con i tassi ipotecari più bassi, È probabile tuttavia che il mutuatario medio non veda subito l’effetto di questa sensibile modifica.

E ora un anticipo del nostro Machiavelli che uscirà nel fine settimana!

Chi invece nelle prossime settimane vedrà una sensibile ed importante variazione saranno i titoli di Stato americani i cui prezzi riprenderanno a salire in maniera importante.

La spinta decisiva probabilmente arriverà dalla sorpresa di mercoledì, quando è previsto l’incontro della Federal Reserve e dalla follia di Trump… una lucida follia!

Pennsylvania, dove l’ultima speranza sono i dazi di Trump 

Noi da sempre seguendo i suggerimenti della storia siamo contrari al protezionismo ma allo stesso tempo non siamo così stupidi da non accorgerci di quello che sta succedendo nei nostri territori, nei nostri distretti industriali.

Nel abbiamo parlato più volte in passato, parlando di Glocalizzazione 

La glocalizzazione ritiene che il fondamento della società in ogni epoca è stata ed è la comunità locale, dall’interazione degli individui, organizzati in gruppi sempre più allargati, presenti su un territorio.(…) La glocalizzazione inizia la propria analisi dai sistemi semplici per arrivare ai più complessi, mentre la globalizzazione sembrerebbe privilegiare i sistemi complessi ignorando molto spesso le implicazioni dei sottosistemi.

Questa è solo una sintesi per una più ampia discussione sul tema che faremo a tempo debito. Ogni cosa a suo tempo sotto il cielo.

Trump alza l’asticella nella guerra dei dazi: il prossimo obiettivo è la Cina 

 

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7 commenti Commenta
alexandersupertramp
Scritto il 16 marzo 2018 at 09:29

Il problema secondo me non è la globalizzazione o il commercio mondiale, esiste dalla notte dei tempi. Ma semmai la delocalizzazione perpetrata dalle multinazionali per massimizzare i profitti a discapito dei lavoratori. Se la Apple producesse in toto i suoi melafonini in USA magari non avrebbe 200 mld di liquidità ma sicuramente i lavoratori americani ne avrebbero dei benefici. Certo il titolo non starebbe a 180 $ e gli psicopatici di wall street non potrebbero darsi ai festini…. mi sbaglio?

profesimo
Scritto il 16 marzo 2018 at 10:12

Esplosioni deflattive ovunque…..forse le volpi cambieranno i loro forecast?
https://www.zerohedge.com/news/2018-02-23/bofa-revises-10y-forecast-325-expects-bumpy-transition-higher

Scritto il 16 marzo 2018 at 12:33

ciao capitano,
riguardo all’apocalisse retail, al di la dei dati, ho fatto delle indagini personali, ho vari amici negli states e gli ho posto la questione del retail. Quasi tutti mi han detto che hanno chiuso si dei centri commerciali ma erano praticamente quelli vecchi decrepiti, anni 70 anni80 se non prima, dove da anni erano spariti prima i grossi negozi tipo macys ect ect. Mi dicono che wall mart vanno ancora alla grande (parcheggi pieni) ed anche i centri commerciali più recenti son frequentati. Su youtube poi ho trovato un paio di canali di persone che filmano sti centri commerciali morti o morenti, ma da quel che vedo pare siano centri stravecchi come mi dicevano.

https://www.youtube.com/watch?v=lGXzE-V61qw

    icebergfinanza
    Scritto il 17 marzo 2018 at 09:10

    LE dinamiche BOOM BUST sono lente nel manifestarsi, vediamo cosa accadrà nel proseguo soprattutto di fronte ad una nuova naturale recessione. Ricordo a tutti lo sviluppo del fenomeno subprime, sottovalutato da tutti, gli americani all’inizio continuavano a vivere nelle case delle banche sino a quando all’improvviso qualcuno non ha pensato bene di accelerare la loro fine, dando il via alla più spettacolare crisi della storia.

Scritto il 16 marzo 2018 at 17:21

diciamo che le multinazionali hanno tutta questa liquidità perchè pagano cifre irrisorie sugli utili come tassazione. Apple sta riportando la produzione in Usa, ma non pensare di vedere i numeri sterminati di operai che vedi in cina, sarà robotizzata al massimo.
ale­xan­der­su­per­tramp@fi­nan­za,

madmax
Scritto il 17 marzo 2018 at 13:22

<a href="mailto:maggio1578@borse.it">maggio1578@borse.it</a>,

Le multinazionali NON pagano perche’ i POLITICI le lasciano fare. Chiedetevi come mai Alibaba paga 3,5 MILIARDI di USD di tasse in CINA????
Se non le pagasse il giorno dopo farebbero chiudere baracca e burattini!
Abbiamo da imparare.

kry
Scritto il 17 marzo 2018 at 17:39

Debito a 21.031 miliardi di $.
Sono reali questi dati ???
http://www.usdebtclock.org/#

Icebergfinanza presenta: ” Viaggio attraverso la tempesta perfetta “
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