AMERICA: UNA CRESCITA MODESTA E MODERATA!

Scritto il alle 07:51 da icebergfinanza

Oggi il vice Draghi, un certo Constancio, un portoghese qualunque che viene utilizzato dalla BCE per far arrivare i messaggi al mercato ha dichiarato che qualcuno sta facendo male i suoi conti sulla politica monetaria della banca centrale europea…

BCE, Costancio frena su un imminente cambio di politica monetaria

Secondo Constancio modificare alcuni aspetti della comunicazione “non vuol dire che la politica monetaria non continuerà ad essere molto accomodante ancora per molto tempo. Non vediamo rischi di inflazione. Non dovremmo soffocare la crescita troppo presto”.

Quanto al destino del piano di acquisti di titoli oltre la scadenza di settembre“pochi mesi in più o in meno non fanno molta differenza. Mi limiterei a dire che nella successiva parte del programma dovremo procedere con cautela, cioè, gradualmente”.

Bce, Constancio: mercati molto calmi su Italia,prevarrà buon senso

“Non sta a me commentare programmi elettorali. Quello che osservo – ha detto in una intervista a La Repubblica – è che i mercati sono molto calmi e sembrano non credere che i rischi che elenca si possano materializzare”.

Il riferimento è ai propositi di tenere un referendum sull’euro, di cancellare la riforma Fornero o il Jobs Act, che secondo i calcoli del quotidiano costerebbero 200 miliardi di euro. “Credo che i mercati si aspettino che, alla fine, il buon senso prevarrà – ha aggiunto Constancio -. Più in generale, se guardo anche a Paesi come il mio, o la Grecia, con livelli molto alti di debito, ritengo che sarebbe importante proseguire sulla via delle riforme”.

Direi che non sono tanto i mercati a stare calmi, quanto le banche centrali a comprare, comprare e ancora comprare di nascosto per tenere tutti calmi.

A Wall Street, continuano a sfornare cappellini con il record, 26.000 per il Dow Jones e 2800 per l’indice S&P500 e la bolla continua a gonfiarsi, come vi raccontiamo da tempo, con l’aiuto di banchieri centrali, gestioni passive e analisti ed economisti prezzolati che vi raccontano che è tutto sostenibile, mentre un gregge di idioti compra mercati che scontano rendimenti negativi per i prossimi dieci anni con dividend yield del 2 % mentre il biennale americano, i titoli del tesoro rendono lo stesso tasso.

Tutto ciò che sale, prima o poi scende alla stessa velocità, lo dice la storia, il riferimento a quello che sta accadendo al mondo delle cryptovalute è puramente casuale, Voi sapete che io non parlo di ciò che non conosco.

Io so solo che questo mercato scenderà molto velocemente all’improvviso, non so quando e che la crisi del 2008 verrà ricordata come una passeggiata nel parco con picnic al confronto.

Ciò che invece conosco è che in America è tutto modesto o moderato come racconta il Beige Book uscito ieri, il libretto della fede della FED…

Fed, Beige Book: economia Usa cresce a ritmo modesto-moderato

Per quanto riguarda il lavoro la maggior parte dei distretti ha affermato che i salari sono aumentati ad un ritmo modesto. Alcuni distretti hanno osservato che le imprese stavano aumentando i salari in una gamma più ampia di settori e posizioni rispetto alla precedente relazione. Alcuni distretti hanno riferito che le imprese prevedono un aumento dei salari nei prossimi mesi.

Ricordo solo che negli ultimi tre anni hanno dichiarato che i salari sarebbero aumentati e che le aziende in ognuno di questi anni dichiaravano che avrebbero aumentato gli stipendi, poi alla fine sappiamo come è andata a finire.

Nel documento la banca centrale Usa ha spiegato che i datori di lavoro continuano ad avere difficoltà nel trovare lavoratori qualificati e che i salari stanno crescendo in modo “modesto”, cosa che suggerisce un tenue aumento delle pressioni inflative dopo un 2017 in cui sono state praticamente assenti. (America24)

Per chi si esaltato per i dati della produzione industriale suggerisco di calmarsi visto che i mesi precedenti sono stati rivisti al ribasso e i i volumi di produzione sono stati molto modesti, con un guadagno mensile di solo lo 0,1 percento e un aumento su base annua di un 2,4 percento molto modesto.  I beni non durevoli sono diminuiti dello 0,1% nel mese mentre la produzione di materiali da costruzione, nonostante la forza di altre letture nel settore, è rimasta invariata.Il resto come sempre chiacchiere da bar!

La sostanza è che tra un record e l’altro è tutto modesto o moderato, ma ora aspettiamo gli effetti della famigerata riforma Trump che portano ad alcune nuove dichiarazioni…

Apple sembra intenzionata a rimpatriare in Usa la montagna di cash che fino ad ora ha parcheggiato all’estero. Il gruppo ha infatti annunciato di aspettarsi il versamento di circa 38 miliardi di dollari per effetto della riforma fiscale approvata in Usa prima di Natale e che prevede una nuova aliquota del 15,5% proprio per quel rimpatrio. Data l’aliquota e la cifra indicata da Apple, si deduce che il gruppo intende riportare in patria 245 miliardi di dollari. Stando a un documento depositato presso la Sec, l’equivalente americano della Consob italiana, alla fine dello scorso settembre Apple deteneva al di fuori dei confini Usa 252,3 miliardi di dollari. America 24

Quello che accadrà finanziariamente lo abbiamo già scritto nell’ultimo manoscritto, le leggende metropolitane che raccontano che tutti i profitti delle aziende americane sono già stati trasformati in dollari, faranno i conti con la realtà.

Ford Motor tira il freno a mano in borsa. Il titolo del secondo produttore di auto di Detroit dopo General Motors perde il 7,4% a 12,10 dollari, pari ai minimi intraday. A pesare è il taglio da parte del gruppo delle stime sui profitti operativi per azione nel 2018: un aumento dei costi delle materie prime e tassi di cambio sfavorevoli contribilanceranno gli sforzi volti a tagliare i costi e la domanda di pickupo truck che garantiscono alti margini di guadagno. Diversamente da General Motors, che ieri aveva comunicato di aspettarsi svalutazioni per 7 miliardi di dollari dovute alla riforma fiscale Usa, Ford non si aspetta alcun impatto da quella legislazione. America 24

Quindi la questione sugli effetti della riforma fiscale è piuttosto complessa, quello che è certo è che decine e decine di aziende ha già dichiarato che utilizzeranno questi utili per ricomprare azioni proprie e questo non potrà fare altro che stabilizzare o sostenere i mercati come abbiamo scritto nel fine settimana, fino al grande appuntamento con la realtà, la prossima tempesta perfetta.

La chiusura di un paio di fonderie, inclusa quella a Portovesme (Sardegna), e la nuova riforma fiscale Usa hanno pesato sugli utili di Alcoa relativi agli ultimi tre mesi del 2017. L’intero esercizio commerciale è finito in modo migliore di quello precedente grazie all’andamento dei prezzi dell’alluminio.Il gruppo americano ha chiuso il suo quarto trimestre fiscale con una perdita di 196 milioni di dollari, più ampia di quella da 125 milioni dello stesso periodo del 2016. America 24

Sembra proprio che questa riforma in prima battuta stia pesando sulle prospettive di utile delle corporate americane, svalutazioni da riforma fiscale e le dichiarazioni fioccano giorno dopo giorno.

Nei tre mesi a dicembre Goldman Sachs ha virato in rosso, riportando le sue prime perdite trimestrali dal 2011. Come già successo con i conti delle maggiori rivali dell’istituto newyorkese, ha pesato l’impatto della riforma fiscale voluta dal presidente Donald Trump, che ha provocato oneri straordinari per 4,4 miliardi di dollari. (…)

Goldman Sachs e Bank of America, anche se penalizzate dagli oneri straordinari della riforma fiscale firmata Donald Trump, hanno battuto le stime e prevedono, per il più lungo termine, ricadute positive grazie all’abbassamento dell’aliquota corporate dal 35% al 21%.

Chi è che diceva che nel lungo termine siamo tutti morti?

Nel frattempo però i dati della bilancia commerciale USA riaccendono le prospettive di una sempre più cruenta guerra commerciale, visto che Trump è tornato a minacciare la Cina…

Trump: insostenibile aumento del deficit commerciale Usa con la Cina

Donald Trump ha espresso al presidente cinese, Xi Jinping, il proprio “disappunto per il fatto che il deficit commerciale con Pechino continui a crescere”. “La situazione non è sostenibile”, ha dichiarato il presidente americano secondo la Casa Bianca. I due leader hanno avuto lunedì una telefonata nella quale hanno discusso della Corea del Nord e di questioni commerciali.

Ieri via Reuters ha dichiarato che i cinesi sono dei ladri di proprietà intellettuale visto che hanno costretto le aziende americane a trasferire la proprietà intellettuale in Cina in cambio di qualche favore. Alla domanda sul potenziale di una guerra commerciale in base alla potenziale guerra degli Stati Uniti su acciaio, alluminio e pannelli solari, Trump ha detto che spera che non accadda. ” Io non la penso così, spero di no. Ma se c’è, c’è “, ha dichiarato Trump.Che figata Ragazzi, una guerra commerciale sarebbe come accendere un cerino dentro la camera a gas nascosta nella bolla che le banche centrali stanno alimentando giorno dopo giorno, che il premio Nobel, come scritto ieri nei commenti abbia ragione, un 1987 è ancora possibile?

Donald Trump rende la Cina di nuovo grande

Il programma di Donald Trump? Make China great again. È la battuta che circola di questi tempi a Pechino, dove la diplomazia a colpi di tweet del presidente degli Stati Uniti è considerata molto divertente, visto che favorisce prima di tutto la Cina. Al confronto con Trump, i dirigenti cinesi sembrano un modello di rispettabilità e di misura.Non è certo l’unico paradosso della crescente incoerenza del metodo Trump, una diplomazia fondata sull’isteria che non calcola, né ipotizza, la mossa successiva.

Ai posteri l’ardua sentenza, noi siamo sulla riva del fiume ad osservare…

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2 commenti Commenta
luigiza
Scritto il 18 gennaio 2018 at 09:10

Il gradasso e pure clown insediato alla casa Bianca pensa di controllare e dirigere il mondo dove a lui aggrada a forza di tweet.
Peccato per lui però che nel mondo ci siano persone decisamente più serie che non sono più disposte a subire come ben spiegato, oltre che dal Mazzalai, anche da questo blogger:

mani
INIZIA LA PIU’ GRANDE CRISI ECONOMICA DAL DILUVIO UNIVERSALE ? CINA ABBASSA IL RATING AGLI USA. COME RISPONDERA TRUMP? di Antonio de Martini
https://corrieredellacollera.com/2018/01/17/inizia-la-piu-grande-crisi-economica-dal-diluvio-universale-cina-abbassa-il-rating-agli-usa-come-rispondera-trump-di-antonio-de-martini/

Bisogna proprio avere le fette di salame sugli occhi od essere un adepto trumpiano a prescindere per non vedere come stanno effettivamente le cose.

reragno
Scritto il 18 gennaio 2018 at 11:54

Caro luigiza le cose stanno molto peggio di quello che tu possa pensare. Trump o Clinton poco sarebbe cambiato. I sionisti – massonici governano lì come in quasi tutto il resto del mondo. Vuoi sapere i loro nomi? Ci sono fior di blog di approfondimento dove troverai tutto quello che ti serve. Uscendo dai problemi di un’eventuale competizione economia Usa – Cina, il problema vero è a livello geopolitico dove le alleanze cambiano in continuazione e dove si sta cercando in tutti i modi di far esplodere il medio oriente come miccia per un conflitto di più larga scala. Il piano di chi governa nell’ombra è chiaro: cancellare dal mondo il 95% della popolazione. Un pianeta ormai depauperato di tutto può riprendersi solo con una calo notevole della popolazione. Trump è un idiota, ma in buona compagnia. Se escludiamo Putin, un leader che piaccia o no riconosciuto, quali altri nomi altisonanti è in grado questa povera umanità di esprimere?

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