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FEDERAL RESERVE: FOMC IL RITORNO DELLE COLOMBE!

Scritto il alle 09:54 da icebergfinanza

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Puntuali come la primavera alla Federal Reserve tornano le colombe…

La decisione della Federal Reserve “riflette i progressi dell’economia” americana, che si espande in modo moderato ed è più vicina agli obiettivi fissati dalla Banca centrale americana, ha detto il presidente della Federal Reserve Janet Yellen nel corso della conferenza stampa che ha seguito la riunione. Rispetto a dicembre, ha detto Yellen, “le previsioni sono state cambiate molto poco”. Il numero uno della Fed, ha spiegato che “l’attuale traiettoria della politica monetaria è appropriata” e la scelta di alzare i tassi “non rappresenta un cambiamento dell’outlook”, che “non è stato rivisto”. America 24

In parole povere solo altri due aumenti di tasso se tutto va bene e nient’altro! Il presidente della Fed di Minneapolis  Neel Kashkari era contrario all’aumento dei tassi.

In effetti se date un’occhiata qui sotto, dell’inflazione core nessuna traccia, sempre la stessa illusione, come l’illusione di un pil che cresce del 2 % nei prossimi tre anni, addirittura con una discesa dal 2,1 al 1,9 % per il 2019.

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Guardando le tabelle pubblicate dalla Fed, la banca centrale prevede che i tassi si attesteranno a un valore mediano dell’1,4% a fine del 2017 (invariato rispetto a dicembre), per poi salire al 2,1% alla fine del 2018 (anche in questo caso invariato rispetto alla stima precedente) e al 3% a fine 2019 (contro il precedente 2,9%). Questo implica tre rialzi di un quarto di punto percentuale nel 2018. Nel 2016 la Fed ha alzato i tassi di interesse una sola volta, mentre a dicembre 2015, quando li aveva aumentati per la prima volta dal giugno 2006, aveva anticipato quattro giri di vite l’anno scorso, salvo poi ridurre progressivamente le aspettative.

Ovviamente per la Fed va tutto bene, l’economia prosegue la sua trionfale marcia, e quelli della Fed di Atlanta stanno prendendo un abbaglio, siamo collassati ad una previsione di una creswcita di solo 0,9 % nel primo trimestre, o il modello è errato o qualcosa non funziona negli uffici studi della banca centrale americana …

Evolution of Atlanta Fed GDPNow real GDP forecast

Non avevamo bisogno di Gundlach per sapere che qualunque decisione avesse preso la Fed la nostra linea Maginot avrebbe tenuto egregiamente, infatti la risposta è stata chiara…

I tassi si sono sensibilmente ridimensionati.

Quindi solo altri due aumenti quest’anno e forse tre il prossimo.

In fondo bastava dare un’occhiata ai dati e ai grafici, senza ascoltare i pappagalli che riempiono le pagine dei giornali, dell’inflazione nessuna traccia…

Ad onor del vero nel comunicato la Yellen ha detto che la stagnazione di lungo periodo dei salari rimane preoccupante e la marcia della crescita modesta.

Qui sotto in termini reali non c’è alcuna crescita ZERO!

A proposito, tornando un attimo al mercato immobiliare commerciale, non male il collasso delle vendite…

Una rondine non fa primavera: la decisione della banca centrale americana (Fed) di aumentare i tassi di interesse, nonché annunziare genericamente – ancora una volta – altri eventuali aumenti è la classica tattica senza strategia: in presenza di un già alto livello di incertezza, il primo dovere di una banca centrale di un Paese avanzato è quello di fornire ai mercati una regola di politica monetaria che rappresenti la bussola che definisce il sentiero desiderato dei tassi di interesse, non certo quello di cambiare di volta in volta i tassi a singhiozzo in modo assolutamente discrezionale, per essere poi opportunisticamente in grado di fare tutto, ma anche il contrario di tutto. Le previsioni sui tassi non impegnano, le regole sì. E la Fed ha scelto ancora una volta di non impegnarsi.

La «finta» svolta della Yellen

In fondo nulla di nuovo, can che abbaia non morde, e un… falchetto qualunque non fa primavera.

Godetevi il prossimo rally dei nostri tesorucci, poi questa estate arriverà il bello!

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12 commenti Commenta
veleno50
Scritto il 16 marzo 2017 at 11:49

Per oggi i volumi dei tesorucci sono ridotti,i prezzi di giornata leggermente a favore del nominale non è scattato nulla per il momento.Ci sono scadenze 43/44/45 che rendono ancora il 3,15% . la Spagna ha collocato oggi bonos scad 46 al 3,06% se non erro nel mese febbraio la media dell’inflazione in Spagna è stata del 3%.Quella Usa è molto più ridotta quanto dovrebbe costare realmente il bonos? Vince l’irrazionalità o la logica,la sensatezza dei numeri ‘

mirrortrader
Scritto il 16 marzo 2017 at 13:32

Buongiorno a tutti,
vi leggo da molti anni in silenzio.
Ho cercato di capire un po di borsa in questi anni in quanto sono rimasto affascinanto da questo mondo, (nel bene e nel male :-) ).

Ho notato una interessante analisi ciclica da parte del Capitano di questo Blog.
Non chiedo ne vengano svelati i segreti; ma volevo chiedere al Sig. Mazzalain se poteva perlomeno indirizzarmi a qualche buon libro o sito da cui iniziare a studiare l’analisi ciclica.

In rete si trova di tutto e di piu e capire quale è quella valida è per me impossibile.
Non pretendo di diventare ricco, ma solo accrescere la mia consapevolezza.

stanziale
Scritto il 16 marzo 2017 at 19:00

Un gruppo di contadini, si chiamano contadini critici, ha lanciato una petizione su change-org

Al sig. Ministro dell’Agricoltura On. Maurizio Martina
Presso MIPAAF Roma
Italia, 05 marzo 2017
Oggetto: dematerializzazione registri vinicoli e burocrazia
Il vino buono non si fa con la burocrazia che uccide i piccoli produttori
Non accettiamo l’imposizione dei registri dematerializzati! Non vogliamo alimentare un’economia virtuale e parassitaria. E’ necessaria un’inversione di tendenza, una rivoluzione delle norme; dobbiamo dire forte e chiaro che bisogna interrompere questo stillicidio di procedure, obblighi, corsi, patentini, registri che stanno strangolando le nostre aziende.

CHI SIAMO
Siamo duecento Vignaioli, agricoltori di ogni Regione. Siamo innamorati della terra, del cielo, delle piante e del nostro lavoro che vorremmo continuare a svolgere.

LA SITUAZIONE ATTUALE In Italia ci sono 52 mila produttori e di questi 48 mila imbottigliano meno di 1000 ettolitri, il 53% della produzione è ottenuta dalle cantine cooperative, mentre la superficie media è di soli 1,6 Ha. Rappresentiamo quindi circa il 90% dei produttori e non più del 30% della produzione totale. Perché allora non pensare un sistema adatto alle esigenze del maggior numero di produttori? Siamo quelli che abitano e conservano i borghi rurali e i loro territori che, senza di noi, andrebbero irrimediabilmente in abbandono. La burocrazia sta uccidendo le nostre aziende e il nostro sistema agricolo, fatto esclusivamente di micro imprese. Crediamo che si debba rallentare questa corsa alla burocratizzazione estrema, dove per ogni azione concreta sono richieste decine di pezzi di carta e gigabyte che tanti di noi non hanno la possibilità di seguire, di compilare e di pagare: i nostri piccoli numeri ci impongono delle scelte, e noi alla fine dobbiamo scegliere sempre la terra, la pianta, il vino. Inoltre, non siamo più disposti a dover pagare corsi e consulenti per poter fare il nostro lavoro. In pratica, non vogliamo mantenere un’economia virtuale e parassitaria, spesso rappresentata dalle associazioni di categoria, sindacati o società di consulenza.
Il tutto col beneplacito di chi avrebbe dovuto difendere la nostra vita e il nostro lavoro: si chiamino associazioni di categoria, sindacati o altro ancora, di antica o recente costituzione. Vogliamo reagire, rispondere, non per ottenere qualche mediocre compromesso, ma per imporre la nostra idea di lavoro, di rapporti umani; per riappropriarci del nostro tempo. A questo si aggiunge il fatto che delegare tutti gli adempimenti a servizi on line richiede una connessione potente e veloce e forse non ci si rende conto di quale sia lo stato delle ADSL nelle campagne italiane. Non si comprende perché le uniche esenzioni concesse siano a favore delle piccole produzioni che effettuano vendita diretta in azienda o per quelle fino a 1000/hl che non imbottigliano. Sembra che l’obiettivo sia quello di ostacolare la partecipazione delle piccole aziende al Mercato Globale, riservandolo così alle grandi imprese.

QUESTI GLI ENTI E ORGANISMI CHE CI CONTROLLANO
1- ICQRF
2- Guardia Forestale
3- Organismo controllo per certificazione Dop, Igp
4-Organismo controllo per certificazione Bio
5- HACCP controllo igiene in cantina
6- Sicurezza sul lavoro: organismi vari
7- Agea ed Enti regionali collegati./CAF.
8- Asl: normative sanitarie.
9- Province, esistono ancora e spesso hanno mantenuto le deleghe per la viticoltura.
10- Valoritalia, TCA, ecc.
Organismi o Enti diversi che ci richiedono sempre le stesse cose, di produrre sempre gli stessi documenti.

QUESTI ALCUNI DEI VARI PATENTINI CHE DOBBIAMO CONSEGUIRE:
Alimentarista, HACCP, utilizzo fitosanitari. taratura botte irrorazione, patentino guida trattore…
Poi ci sono i Consorzi di Tutela, le Associazioni, i Sindacati ecc. Questo impegno corrisponde in termini temporali a quasi un mese di lavoro ed indicativamente a 2000-3000€ ogni anno, una cifra troppo importante per chi fattura poche decine di migliaia di euro.

COSA CHIEDIAMO
E’ urgente unificare quanto più possibile i vari Enti deputati al controllo: è auspicabile un unico organismo che esegua tutti i controlli. Per tutto ciò chiediamo:
1) Abolizione dei registri di cantina: ognuno di noi è obbligato a compilare ogni dicembre la denuncia di produzione delle uve e a fine luglio la dichiarazione di giacenza del vino. Se a questi due documenti affianchiamo le fatture di vendita, abbiamo tutte le informazioni necessarie per effettuare il controllo delle produzioni. Senza considerare che tutte queste informazioni vengono ripetute nei documenti del Sistema di Controllo del Biologico, nei manuali HACCP, Valor Italia, TCA ecc.
Per i piccoli produttori (entro i 1000 Hl/anno) che non acquistano vino i registri non servono.
In subordine proponiamo di mantenere i registri cartacei ed agevolarne la tenuta al produttore che non acquista vino, posticipando il termine ultimo per la compilazione del registro di vinificazione al momento della dichiarazione di produzione; per imbottigliamento e tagli al momento della denuncia di giacenza. Proponiamo inoltre di eliminare l’obbligo di tenuta del registro di commercializzazione sotto i 1000 hl: è un duplicato del registro di vinificazione/imbottigliamento e dei movimenti già tracciati con altri documenti.
2) Anche per l’olio extra vergine di oliva chiediamo di portare il limite per l’esenzione dalla compilazione dei registri telematici dagli attuali 350 Kg a 3500 Kg/annui di produzione di olio.
3) Chiediamo per chi è Imprenditore Agricolo a titolo Professionale da almeno 5 anni di sostituire con un’autodichiarazione i corsi e i relativi patentini per guida trattori. Se lo scopo dichiarato è aumentare la sicurezza dei lavori in campagna, allora si diano contributi diretti per l’adeguamento delle macchine.
4) Esenzione totale dal patentino fitofarmaci nel caso in cui si utilizzino esclusivamente fitofarmaci a base di sali di rame e/o zolfo.
5) Eliminazione delle prestazioni viniche obbligatorie che sono misure anacronistiche. Inoltre, eliminando la distillazione obbligatoria delle vinacce (cioè regalare le vinacce alle distillerie) si creerebbe un valore di mercato per tutti i prodotti agricoli destinati alla distillazione. Proponiamo di eliminare l’obbligo di dichiarazione preventiva, incentivando il procedimento di smaltimento agronomico delle vinacce.
6) Proponiamo la semplificazione del modello INTRASTAT (basterebbe un elenco delle fatture inviate con PEC) e scadenza annuale per i vignaioli che producono meno di 1000 hl.
7) Chiediamo che in vendemmia e per la raccolta delle olive si possa ricorrere alla manodopera parentale e amicale con assicurazioni agevolate, con un forfettario assicurativo proporzionato alle dimensioni aziendali.
8) Chiediamo che su base volontaria e non obbligatoria sia possibile riportare nelle etichette del vino la lista degli ingredienti.

Comunichiamo che se non otterremo quanto richiesto, avvieremo una Campagna di DISOBBEDIENZA CIVILE invitando tutti i vignaioli italiani a non ottemperare alle richieste di adeguamento ai registri telematici.

Il cuore della nostra protesta è comunque quello di mettere in evidenza il ruolo centrale che le piccole aziende svolgono nella salvaguardia dell’ambiente e del territorio nel suo complesso. Il soffocamento di queste piccole realtà non potrà che passare la mano ad un tipo di agricoltura che inevitabilmente distruggerà la risorsa primaria.

Egregio Ministro, in pochissimi giorni su questa proposta abbiamo raccolto 200 adesioni; con altrettanto poco tempo siamo certi di poter coinvolgere migliaia di agricoltori.

VIGNAIOLI UNITI [email protected]

stanziale
Scritto il 16 marzo 2017 at 19:04

Quindi non e’ solo la svendita delle spiaggie e delle piazze italiane, si mira anche a sostituire i piccoli proprietari terrieri allevatori agricoltori con le multinazionali estere, che manderanno braccianti africani, che peraltro gia’ sono qui. Bravi piddioti, continuiamo cosi’.

charliebrown
Scritto il 16 marzo 2017 at 19:08

La Wermacht aggirò la linea Maginot e arrivò in un lampo a Parigi. Spero che la linea Maginot del trentennale, che ieri ha tenuto, sia più efficace della Maginot storica e incrocio le dita.

Il dollaro invece sta indebolendosi contro l’euro, come sapete. Ripiegamento tattico prima di una ripartenza o ritirata vera e propria? Esiste diciamo una “forza dei fatti” che sosterrà il dollaro o prevarrà la “forza degli USA” ai quali io non ho capito perchè dovrebbe far piacere la forza del dollaro? Il dubbio sul dollaro tormenta un poco, per me italiano, la fede ragionata nei tesorucci e non ho le conoscenze sufficienti per darmi una risposta. Spero che Mazzalai non si arrabbi, le spiegazioni lui si sforza di darcele. Diciamo che la mia è una “consapevolezza parziale”.

stanziale
Scritto il 16 marzo 2017 at 20:59

Il mes, la ue, guidati dalla germania, acquisisce a poco prezzo e priva i greci di tutti i beni pubblici. Ecco il vero volto della tirannide http://vocidallestero.it/2017/03/14/lettera-aperta-ai-greci-vi-stanno-massacrando-davanti-agli-occhi-del-mondo/

veleno50
Scritto il 16 marzo 2017 at 21:11

char­lie­bro­wn@fi­nan­za,
Non so se hai fatto il militare,volevo dirti che la guerra non si fa in fureria tra le scartoffie si va sul campo di battaglia e in questo momento sei in prima linea se possiedi tesorucci,fai parte dell’esercito Usa.Tutti i big del mondo economico non capiscono nemmeno loro il calo consistente del dollaro non c’è razionalità oppure sfugge qualcosa. ciao

noldor
Scritto il 16 marzo 2017 at 21:41

@ Stanziale

Purtroppo dubito che in questa UE le richieste dei viticoltori saranno ascoltate, ma speriamo ottengano qualcosa.

noldor
Scritto il 16 marzo 2017 at 21:50

@ Charliebrown

Il dollaro è al momento l’unica valuta di riserva internazionale, ed è usato largamente anche fuori dagli USA, quindi nemmeno il governo americano ha il potere di controllare più di tanto il tasso di cambio. Se ci sarà una forte discesa delle borse è inevitabile che il dollaro si rafforzi perché nei momenti di crisi si va sul sicuro. Se non ricordo male tra ottobre e dicembre 2008 il cambio EUR / USD passò da 1,6 a 1,2 e i rendimenti dei T-bond trentennali passarono dal 4,3% al 2,6%.
Una dinamica simile dovrebbe ripetersi, fatte le debite proporzioni.
L’ipotesi contraria (borse che continuano a salire a lungo e rendimenti dei T-bond che salgono) la vedo molto improbabile, ci sono troppe “controindicazioni”.

kry
Scritto il 16 marzo 2017 at 23:54

— ” Qui sotto in termini reali non c’è alcuna crescita ZERO! ” —

No dai , non ci credo.

Ma come , con i debiti studenteschi che son aumentati e ormai superano il 10% del totale e i debiti per le automobili aumentati ancor di più tanto da sfiorare quota 10% la crescita sarebbe ZERO.
Concordo con la Yellen , bisogna imparare a risparmiare , per cui aumentiamo i tassi.

charliebrown
Scritto il 17 marzo 2017 at 10:47

ve­le­no50@fi­nan­za,
“Non so se hai fatto il militare”
AUC del 73° corso, con un Comandante giusto e duro alla Scuola. Poi sul confine orientale (si diceva così!) sottotenente comandante di plotone, i soldati erano quasi tutti napoletani. Esperienze indimenticabili, ritengo formative. Ciao.

nol­dor@fi­nan­za,
Ho fatto la scelta sostanzialmente in base alle tue stesse considerazioni e cercando di capire le motivazioni di Andrea Mazzalai, fin dove arrivo a capirle. Pensa che ieri in banca il consiglio che mi davano era: lasciare il dollaro e comperare azioni! Ed era convintissimo, il personaggio. Chi vivrà vedrà, diceva mio padre. Ciao.

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