TRUMP MOMENT: HOUSING BUST 2 ESPLODONO I PIGNORAMENTI IN AMERICA!

Scritto il alle 11:00 da icebergfinanza

Risultati immagini per foreclosure boom

Nel fine settimana vi abbiamo anticipato una notizia che probabilmente non troverete in alcun angolo della carta stampata nostrana, che spesso e volentieri ignora quello che succede in America, visto il risultato delle recenti elezioni americane.

Per carità, dopo il muro con il Messico e la deportazione degli immigrati clandestini Trump non ha nessuna intenzione di pignorare le abitazioni di chi non ha votato per lui, ma quello che sta accadendo in queste ultime settimane non va affatto preso con superficialità.

Prima una conseguenza immediata di quello che è accaduto negli ultimi tre giorni, un messaggio forte e chiaro sui tassi relativi ai mutui casa in America letteralmente esplosi…

Immagine12

Date un’occhiata qui sotto e tenetevi forte perchè stiamo partire per un nuovo viaggio come nel 2006 attraverso una nuova bolla immobiliare. Credetemi non vedo l’ora che la Fed aumenti i tassi una volta e poi due e poi ancora tre e via uno dietro l’altro magari per fare un piacere a Trump!

What the Heck’s going on with Foreclosures? Why this Spike?

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Ricordo a tutti che nel 2007 agli albori del nostro viaggio l’aver individuato un paio di siti estremamente puntuali nel seguire la dinamica delle “floreclosure” ovvero i prignoramenti ci ha permesso di essere uno dei primi blog a comprendere la tempesta perfetta in arrivo dagli Stati Uniti.

Attenzione seguiteci perchè noi respiriamo la stessa aria che si respirava nel 2006, quando tutti sottovalutavano il fenomeno. Ricordo solo che oggi in alcune zone del Paese, i prezzi delle case sono saliti a livelli superiori a quelli del picco del 2005 della madre di tutte le crisi immobiliari.

Come riporta Wolf Richter il numero di case soggette a pignoramenti è salito del 27 % dal mese precedente. Nulla di preoccupante per carità si tratta di una variazione mensile, siamo solo all’inizio ma il numero sta cominciando a salire anche su base annua e in alcuni stati…

  • Colorado + 64%
  • Georgia + 22%
  • Pennsylvania + 20%
  • Arizona + 17%
  • Virginia + 15%
  • Massachusetts + 11%
  • New York + 10%

Per “foreclosure filling”  si intende il processo legale che porta all’iniziale vendita di un bene ipotecato. Quando un mutuatario è inadempiente  nei pagamenti del mutuo o non riesce a soddisfare i termini del contratto di mutuo, il creditore può far valere i suoi diritti attraverso il processo di pignoramento.

Quando i prezzi delle case salgono per anni, questi processi sono rari, perché i proprietari di abitazione inadempienti di solito possono vendere la casa ad un prezzo maggiore di quello che serve per estinguere il mutuo. Ovvero la storia si ripete spesso e volentieri e ama pure fare la rima. 

Il problema sorge quando i prezzi delle case smettono di salire…

Risultati immagini per home price index 2016 calculatedrisk

…per il momento si continua a salire, i problemi arrivano quando i prezzi si stabilizzano.

Questo grafico mostra la percentuale dell’ impennata dei mutui FHA e VA emessi dal 2009

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In media in tutta la nazione, il tasso di preclusione è stato uno pignoramento per ogni 1.258 unità abitative. Ma in alcuni stati, il tasso di preclusione era molto peggio. Ecco il “top” ten:

  1. Delaware: uno ogni 355 unità abitative
  2. New Jersey: uno ogni 564 unità abitative
  3. Maryland: uno ogni 679 unità abitative
  4. Illinois: uno ogni 704 unità abitative
  5. South Carolina: uno ogni 801 unità abitative
  6. Nevada: uno ogni 826 unità abitative
  7. Florida: uno in ogni 895 abitazioni
  8. Ohio: uno ogni 930 unità abitative
  9. Pennsylvania: uno ogni 1.018 unità abitative
  10. Georgia: uno ogni 1.028 unità abitative.

E qui sono i “top” dieci con i  più alti tassi di pignoramento tra le 216 aree metropolitane con una popolazione di oltre 200.000 abitanti:

  1. York-Hanover, PA: uno ogni 274 unità abitative
  2. Atlantic City, NJ: uno ogni 301 unità abitative
  3. Rockford, IL: uno ogni 481 unità abitative
  4. Columbia, SC: uno ogni 498 unità abitative
  5. Trenton, NJ: uno ogni 499 unità abitative.
  6. Reading, PA: uno ogni 542 unità abitative
  7. Chicago, IL: uno ogni 571 unità abitative
  8. Dayton, OH: uno ogni 573 unità abitative
  9. Philadelphia, PA: uno ogni 597 unità abitative
  10. Salisbury, MD: uno ogni 625 unità abitative.

Questi “foreclosure filling ” si basano su dati che ATTOM ha  raccolto in 2.200 contee dove vive oltre il 90 % della popolazione degli Stati Uniti. Essi comprendono i dati sulle tre fasi di del pignoramento:

  • Foreclosure starts: lender issues Notice of Default (NOD) and Lis Pendens (LIS)
  • Auction notices for future public foreclosure auctions: Notice of Trustee’s Sale (NTS) and Notice of Foreclosure Sale (NFS);
  • Real Estate Owned (REO) properties that have been foreclosed on and were repurchased by a bank at auction and are now held by the bank.

E poi uno dietro l’altro nell’articolo vengono elencate le percentuali di rialzo per ogni singola fase.

E ora tenetevi forte perchè in anteprima vi presentiamo uno dei sintomi di tutte le più grandi crisi immobiliari della storia, uno dei segni premonitori infallibili che hanno caratterizzato la Grande Depressione del ’29, la crisi giapponese ( Jusen ) e l’ultima americana ( Subprime )

Visto la regolamentazione stringente con la quale si è messo il bavaglio alle grandi banche in fatto di concessione mutui, si è pensato bene di ricorrere al solito trucco, ovvero girare i capitali necessari a istituzioni non bancarie in maniera da elargire allegramente mutui a gogo.

Lady & Gentleman ho l’onore di presentarvi i nipotini di nonna Countrywide una delle principali responsabili dell’ultima grande crisi subprime, dove i mutui venivano venduti porta porta da pronto pizza assoldati all’ultimo minuto.

I loro nomi? Teneteveli bene a mente perchè al momento opportuno diventeranno loro i protagonisti della prossima grande crisi finanziaria…

QUICHEN LOANS

CALIBER HOME LOANS

FAIRWAY INDEPENDENT MORTGAGE

MOVEMENT MORTGAGE

PRIME LENDING

GUARANTEED RATE

GUILD MORTGAGE

us-mortgages-banks-v-nonbanks


Alcuni degli stessi personaggi che hanno giocato ruoli di primo piano nel corso dell’ultimo boom del mercato immobiliare e il successivo crollo sono riapparsi. Ricordate la leggenda  Countrywide?

In California, alcuni dei più grandi istituti di credito non bancari  includono PennyMac, AmeriHome Loans, e Stearns. Tutti e tre hanno sede nel sud della California, l’epicentro del boom nel settore prestiti ipotecari subprime dello scorso decennio. E tutte e tre le società sono gestite da dirigenti che in precedenza lavoravano a  Countrywide Financial, l’ormai defunta prestatrice subprime fondata da Angelo Mozilo (Bank of America ha acquistato Countrywide a 4 miliardi nel luglio 2008).

PennyMac, rapida crescita per un prestatore non bancario, è gestito da Stanford Kurland, un ex dirigente di Countrywide Home Loans e direttore IndyMac. Stearns, un prestatore non bancario basato a Santa Ana, California, è gestito da Brian Hale, ex presidente della divisione Countrywide. E Joshua Adler, che è amministratore delegato di AmeriHome ha ricoperto ruoli simili in Countrywide e Bank of America.

La maggior parte delle erogazioni di mutui provengono ancora dalle banche a malapena! La loro quota è scesa dal 91% nel 2009  dopo che molte delle banche ombra erano crollate nell’ultima crisi al 51,7%  nel 2016. La quota di banche ombra (linea blu) è salito al 48,3% (grafico da ATTOM):

us-mortgages-nonbanks-percent-of-total

E infine …

us-mortgages-banks-v-nonbanks-fha-va

Ragazzi io non so come dirvelo sono eccitato, la storia non si ripete mai ma ama fare la rima. Tutto pronto per la nuova edizione di The Big Short !

Intanto segnatevi questa!

 

State sintonizzati di sarà da divertirsi!

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17 commenti Commenta
veleno50
Scritto il 14 novembre 2016 at 12:05

Boss complimenti se azzecchi questa del 2017 sei più forte di Bolt.Però non riesco a capire(ragazzi sono eccitato dal big short)la tua speranza è che crolli tutto? tu saresti al riparo perchè hai dei titoli americani in dollari? quindi crolli il mondo l’importante è detenere carta americana e salute.Comunque bellissimo articolo dettagliato chiaro se accadesse sei proprio il vincitore morale (Macchianera)ciao

aorlansky60
Scritto il 14 novembre 2016 at 12:40

…ma COMPLIMENTI davvero al CAPITANO per tutta la serie di DATI e NUMERI che puntualmente ci fornisce !

se non ricordo male, gli USA hanno un problemino tecnico NON trascurabile anche per quanto riguarda la voce

STUDENT LOANS

che se andiamo ad aggiungere al quadro qui elencato… insomma : ci si può rendere conto che molte cose scricchiolano sinistramente [dallo Stato “guida” dell’economia] e che l’ipotesi di una nuova imminente (e più grave di quelle che l’hanno preceduta) RECESSIONE non sarebbe poi ipotesi così estrema…

d
Scritto il 14 novembre 2016 at 14:09

Gli anni trascorrono veloci e il vino buono non può che migliorare… grande Andrea! Non soltanto hai individuato una dinamica di cui nessuno ora parla, ma ti sei sbilanciato nel fare una previsione molto precisa su un evento epocale come il QE4 (che poi è come dire: l’ultima volta prima di perdere completamente il controllo…)

ndf
Scritto il 14 novembre 2016 at 15:47

Sei il migliore, è un piacere leggerti.
Sono pronto per THE BIG SHORT ma…….
Un paio di settimane fa ho preso la riva, grosso gain su treasuries ma ho anche convertito tutto in euro. Se avessi aspettato a farlo oggi avrei “gainato” di più ma va bene lo stesso…
E adesso? Se riparto a cambiare dollari il cambio è meno favorevole.
Se faranno un QE4 il dollaro si svaluterà. Magari avremo occasione di comprare TBOND a prezzo basso ma quando partirà il QE4 la svalutazione della moneta si mangerebbe buona parte se non tutto il gain in conto capitale…..
Oppure essendo L’Europa in disfacimento….l’euro non si apprezzerà nei confronti del dollaro…….
La tempistica sarà fondamentale…..

E poi concordo con Veleno, se risuccede, non è che crolla tutto per davvero? a questo punto…che me ne faccio del gain?

stanziale
Scritto il 14 novembre 2016 at 20:23

Il casino mondiale , la miseria, la tratta degli schiavi -chiamata delocalizzazione e immigrazione- con il suo seguito deflazionario , l’hanno provocato i globalisti, ed ora sono gia’ pronti a dare la colpa a Trump della veniente crisi economica. Anzi, e’ gia’ colpevole per definizione senza che ancora si sia insediato. Cercheranno di non fargli fare nulla. Ovvio…

emzag
Scritto il 14 novembre 2016 at 22:36

Questa previsione è incredibilmente controcorrente.
Se la azzecchi sei un genio.

emzag
Scritto il 14 novembre 2016 at 22:49

ndf@finanza,

Che crolli tutto per davvero puoi starne certo.
Non so come perché non ho le competenze tecniche di Andrea ma lo dico dall’inizio degli anni novanta.
Qualcosa in vita mia ho letto (poco di economia) e ho viaggiato per pù di venti anni in tutto il mondo fra lavoro e vacanze che avevo in abbondanza.
Ero un eurocentrico convinto (nel senso di cultura europea, non di euro) ma mi è bastato un anno e mezzo per capire in maniera a volte quasi drammatica che tutto il nostro benessere, tutta la nostra filosofia della tolleranza e il nostro umanitarismo fondato sull’idea di dell’equità ce li potevamo permettere SOLO ED ESCLUSIVAMENTE perché scaricavamo le aporie su cui si fonda il nostro sistema (SI FONDA, ossia non sono dei “rumori” che prima o poi saranno superati dal fantomatico “progresso”) sui oaesi del terzo mondo, segnatamente sui lavoratori più indifesi delle nazioni più povere.
Con un cinismo, una meschinità, un egoismo e un disprezzo che (qui è il punto) non sono altro che lo specchio di come le classi dominanti guardano a noi del popolo.
Quella indifferenza verso chi soffre, il considerare la loro miseria come colpa loro, il nostro benessere come assoluto merito nostro in virtù di qualità che a volte si arriva a concepire come “razziali” o quantomeno culturali, non sono altro che la proiezione dell’insopportabile senso di inferiorità e di rivalsa che il cittadino medio occidentale prova nei confronti delle sue ruling class, per esprcizzare la quale non trova di meglio che riversarla su chi è più debole di lui.

I nodi stanno per venire al pettine, Trump è il chiaro sintomo che delle irreparabili crepe si sono aperte nel sistema e non credo che dovremo aspettare troppo.
Secondo me nel 2017 avremo dei segnali molto chiari in questo senso.
Sarà durissima per tutti e non so esattamente quale sarà l’esito di questa fase di “crollo-trasformazione, forse non sarà positiva come uno potrebbe sperare, ma sarà una cosa GIUSTA e questo personalmente mi basta.

PG
Scritto il 15 novembre 2016 at 00:50

Caro grande Capitano io ho finito gli aggettivi per te. Mi sento sinceramente lusingato e fortunato nell’essere qui a leggere notizie e dati che nn si trovano altrove o meglio riesci a sintetizzre e confrontare tabelle siti proiezioni cosí diverse tra loro ma cosí perfettamente collegate perchè tu riesci ad assemblarle con una padronanza assoluta in barba ai migliori economisti. Tu rendi semplice ciò che è complicatissimo e riesci a vedere sempre la rotta giusta… vedi dollaro e sterlina dell’ultima settimana. Signori, possiamo essere discordi nelle nostre idee di politica e di economia ma credo siamo tutti daccordo nel riconoscere che siamo di fronte a un fuoriclasse. Mi permetto di dirlo apertamente consapevole che Per fortuna la sua immensa umiltà nn gli ha fatto mai deviare dalla sua rotta. Qualcun altro con tutto quello che ha predetto lui dal 2009 ad oggi si sarebbe perso. Lui no, serio preciso, basso profilo e via. Grazie di nuovo per tutto ma cari Compagni un giorno neanche tanto lontano dovremo fare un regalo al ns. Capitano facendo un randez vous di questo vascello e ospitando il suo grande comandante. Dobbiamo conoscerci cari compagni perchè persone che leggono Andrea credo hanno molte cose in comune in primis il rispetto per gli altri. Scusatemi, a volte sono un sognatore ma questo è un bel signo neanche tanto difficile da realizzare. Caro Staziale hai proprio ragione che daranno la colpa a trump per il casino che succederà. Lo scrissi in un articolato post di 2 3 mesi fa qui che questo vento di dx è provocato al fine di mandare su forze politiche che saranno le perfette colpevoli per il prossimo reset. Purtroppo gli onesti, come sempre, ci rimetteranno ma essere informati almeno ci consente di metterci in difesa e di rendere a chi vuole tutto questo (senza un reset mi spiegate come fanno a risolvere problemi ormai diventati insormontabili?) la vita decisamente più difficile. Per questo caro Andrea il mio grazie. Buona fortuna a tutti, ne avremo bisogno ma se siamo uniti almeno tra noi ci sentiremo meno soli quando succederà il casino. Ps ~ visto che andiamo verso Natale magari una 2 gg possiamo farla anche se col maltempo magari sono più difficili gli spostamenti ma basta organizzarsi. Una location come Bologna sarebbe forse centrale per tutti immaginando che la maggioranza sia posizionata al nord. Nel caso fatemi sapere perchè 2 3 persone di cui uno in zona bastano per organizzare. Mi manca il titolo dell’evento (che poi è cena e incontro tra noi) ma se saremo tutti d’accordo nn sarà questo il problema , ovviamente compatibilmente con gli impegni di ognuno di noi. Considerate che io sono centro Umbria. A presto e che ne pensate? Se sarà casino almeno ci avremo mangiato sopra e avremo fatto gruppo reale. A presto.

PG
Scritto il 15 novembre 2016 at 01:04

Asolutamente daccordo in toto.

emzag:
[email protected]​finanza,

Che crol­li tutto per dav­ve­ro puoi star­ne certo.
Non so come per­ché non ho le com­pe­ten­ze tec­ni­che di An­drea ma lo dico dal­l’i­ni­zio degli anni no­van­ta.
Qual­co­sa in vita mia ho letto (poco di eco­no­mia) e ho viag­gia­to per pù di venti anni in tutto il mondo fra la­vo­ro e va­can­ze che avevo in ab­bon­dan­za.
Ero un eu­ro­cen­tri­co con­vin­to (nel senso di cul­tu­ra eu­ro­pea, non di euro) ma mi è ba­sta­to un anno e mezzo per ca­pi­re in ma­nie­ra a volte quasi dram­ma­ti­ca che tutto il no­stro be­nes­se­re, tutta la no­stra fi­lo­so­fia della tol­le­ran­za e il no­stro uma­ni­ta­ri­smo fon­da­to sul­l’i­dea di del­l’e­qui­tà ce li po­te­va­mo per­met­te­re SOLO ED ESCLU­SI­VA­MEN­TE per­ché sca­ri­ca­va­mo le apo­rie su cui si fonda il no­stro si­ste­ma (SI FONDA, ossia non sono dei “ru­mo­ri” che prima o poi sa­ran­no su­pe­ra­ti dal fan­to­ma­ti­co “pro­gres­so”) sui oaesi del terzo mondo, se­gna­ta­men­te sui la­vo­ra­to­ri più in­di­fe­si delle na­zio­ni più po­ve­re.
Con un ci­ni­smo, una me­schi­ni­tà, un egoi­smo e un di­sprez­zo che (qui è il punto) non sono altro che lo spec­chio di come le clas­si do­mi­nan­ti guar­da­no a noi del po­po­lo.
Quel­la in­dif­fe­ren­za verso chi sof­fre, il con­si­de­ra­re la loro mi­se­ria come colpa loro, il no­stro be­nes­se­re come as­so­lu­to me­ri­to no­stro in virtù di qua­li­tà che a volte si ar­ri­va a con­ce­pi­re come “raz­zia­li” o quan­to­me­no cul­tu­ra­li, non sono altro che la pro­ie­zio­ne del­l’in­sop­por­ta­bi­le senso di in­fe­rio­ri­tà e di ri­val­sa che il cit­ta­di­no medio oc­ci­den­ta­le prova nei con­fron­ti delle sue ru­ling class, per espr­ciz­za­re la quale non trova di me­glio che ri­ver­sar­la su chi è più de­bo­le di lui.

I nodi stan­no per ve­ni­re al pet­ti­ne, Trump è il chia­ro sin­to­mo che delle ir­re­pa­ra­bi­li crepe si sono aper­te nel si­ste­ma e non credo che do­vre­mo aspet­ta­re trop­po.
Se­con­do me nel 2017 avre­mo dei se­gna­li molto chia­ri in que­sto senso.
Sarà du­ris­si­ma per tutti e non so esat­ta­men­te quale sarà l’e­si­to di que­sta fase di “crol­lo-tra­sfor­ma­zio­ne, forse non sarà po­si­ti­va come uno po­treb­be spe­ra­re, ma sarà una cosa GIU­STA e que­sto per­so­nal­men­te mi basta.

emzag
Scritto il 15 novembre 2016 at 02:48

Andrea,

ho letto il tuo bel pdf.
Una domanda per cortesia.
Mi sembra di aver capito che la chiave è la stagnazione della domanda.
Ma se Trump, come “sembra” essere intenzionato, alzasse i salari minimi?
Dice inoltre che vuole drasticamente riformare le contrattazioni aziendali a favore dei lavoratori.
Se davvero decidesse che i salari debbono essere aumentati, questo insieme alle politiche fortemente espansive che ha promesso non arriverebbe a creare davvero inflazione o comunque a aumentare la domanda?

Grazie

emzag
Scritto il 15 novembre 2016 at 02:57

Errore di traduzione

Avevo letto sul programma del sito di Trump

“Appoint tough and smart trade negotiators to fight on behalf of American workers”

Parla di difendere i lavoratori americani ma si riferisce alle contrattazioni in sede internazionale, non a quelle aziendali.

Comunque la domanda è la stessa: se per ipotesi alzasse i salari (e su questo i commentatori non hanno un’idea precisa) pensi che genererebbe inflazione?

Poi se non li alza è ovvio che si resta dov’è.

Sarebbe interessante capire se ha qualche motivo o qualche impedimento di tipo politico economico per alzarli.
In fondo è stato votato dalla classe lavoratrice, anche se è un liberista che pensa più ai tagli delle tasse che agli stipendi dei dipendenti mi sembra difficile che li possa scontentare.

gnutim
Scritto il 15 novembre 2016 at 09:57

emzag,
Ciao Emzag, non voglio rispondere al posto di Andrea, ma mi permetto di suggerire che un marginale rialzo dei redditi potrebbe in un primo luogo ridurre l’indebitamento, poi il secondo effetto si riverserebbe sull’aumento della domanda.
A questo penso si riferisca il fiammiffero sotto la cascata…

aorlansky60
Scritto il 15 novembre 2016 at 10:40

quindi crolli il mondo l’importante è detenere carta americana e salute.
(scritto da Veleno, ma potrebbero essere in tanti a pensare questo…)

Uno può avere ORO e “carta americana” in grande quantità, più di quanto gli serva in una vita, ma se gli manca LA SALUTE tutta questa ricchezza materiale NON SERVE A NULLA.

Uno può avere la migliore SALUTE corporea e mentale immaginabile, ma se CROLLA IL MONDO intero non gli servirà A NULLA, perchè anch’egli sarà travolto dall’onda dei lunatics in preda al panico, che saranno in MOLTI.
( a meno che non abbia pensato ad una navicella spaziale pronta a catapultarlo su Marte, ma qui entriamo in clima di considerazioni esoteriche).

A volte mi chiedo PERCHE’ gli uomini -e in questo intendo in particolare gli straRICCHI- non imparano nulla dalla Storia…

forse perchè troppo distratti e occupati a FAR SOLDI su SOLDI,

piuttosto che preoccuparsi della vera fonte di BENE che assicurerebbe a tutti [nessuno escluso] vita dignitosa e ideale, degna di essere vissuta.

emzag
Scritto il 15 novembre 2016 at 10:42

gnutim@finanza:
emzag,
Ciao Emzag, non voglio rispondere al posto di Andrea, ma mi permetto di suggerire che un marginale rialzo dei redditi potrebbe in un primo luogo ridurre l’indebitamento, poi il secondo effetto si riverserebbe sull’aumento della domanda.
A questo penso si riferisca il fiammiffero sotto la cascata…

Ma sì, queto è chiaro, però Andrea lascia intendere che questo aumento di redditi non è nella agenda di Trump.
Quindi ho chiesto: ma se invece dovesse realizzarlo ci sarebbero le condizioni per la reflazione?
Mi pare che la chiave sia tutta qui perché se si fa un ragionamento non strettamente economico o finanziario, dal punto di vista politico insistere nel tenere i redditi bassi significa (come si è visto) consegnare l’Italia a Grillo o Salvini, la Francia alla Le Pen, l’Austria a Hofer etc etc
Vogliono arrivare a questo?
Ho dei dubbi e infatti Repubblica titola che siamo alla fine dell’austerità.
Spero di essermi spiegato meglio.

gnutim
Scritto il 15 novembre 2016 at 13:07

emzag,

repubblica è uno degli strumenti di persuasione dell’attuale estabilishment…

Questi signori sanno benissimo che l’austerity rischia di rompere lo status quo e si stanno armando per gestire il problema.
Prima si lavora sulla comunicazione per raffreddare l’incazzatura, poi se ciò non bastasse si passa ad azioni palliative (referendum/QE/ecc)
Purtroppo penso che anche l’accordo Cop21 di Parigi sia un effetto dell’incazzatura, ma poco o nulla verrà fatto (OTC)

emzag
Scritto il 15 novembre 2016 at 13:47

gnutim@finanza,

Ma sì, è possibile che sia come dici tu però a me sembra che la conseguenza immediata sarebbe prima il no al referendum in Italia, poi Hofer, poi AfD in Germania e infine putacaso che la Le Pen arriva prima al secondo turno o addirittura vince cade tutto il castello di carte.
Se sono degli sconsiderati continuano su questa strada ma secondo me ne pagheranno un prezzo molto alto.

icebergfinanza
Scritto il 16 novembre 2016 at 06:43

emzag,

Risponderò ad alcune domande oggi sul blog!

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