GERMANIA: CROLLA IL MARCO!

Scritto il alle 10:42 da icebergfinanza

Risultati immagini per marco euro germania

L’ho scritto l’altro giorno, non siamo mai sicuri in una certa misura siamo sempre ignari, direbbe il nostro caro Kenneth Arrows, la nostra conoscenza del modo in cui funzionano le cose, nella società o nella natura, è avvolta nella nebbia della vaghezza, quella su come funziona questa unione monetaria, questo euro addirittura non è vaghezza ma buio totale, totale blackout della consapevolezza.

Chi è con noi solo da poco, deve fare uno sforzo di rileggersi buona parte della nostra avventura per cercare di comprendere quello che in realtà sta accadendo, per semplificare, basta utlizzare il motore di ricerca Google, scrivere il nostro nome non a fianco l’argomento che interessa.

Visto che probabilmente non è stata una buona idea proporre questo post sotto l’ombrellone, in mezzo all’estate ad agosto, forse è il caso di riproporlo aggiungendovi una tabella che spiega nel dettaglio quanto sia insopportabile per la nostra economia questa terribile gabbia denominata euro.

Ma tu guarda abbiamo passato anni a raccontare al mondo intero il fallimento di questa unione monetaria, di questo sistema monetario, di una moneta fallita ancora prima di nascere, mentre loro, i giornali mainstream, cercavano di raccontare favole e leggende metropolitane.

Ricordo ancora ad esempio qualche anno fa uno dei tanti “dotti, medici e sapienti” che ho incontrato in occasione delle mie conferenze, che sdegnato mi disse. ” Mazzalai lei è un inconsciente, non sa quello che potrebbe accadere al nostro sistema bancario fuori dall’euro! “

In effetti, ho visto quello che è successo dentro l’euro al nostro sistema bancario e mi basta e avanza.

Poi all’improvviso una folgore sulla via di Damasco…

The One-Size Euro Mightn’t Be So Tight After All – Bloomberg

Quanto vale un euro: tra Grecia e Germania la differenza ha superato i 40 cent…

No dai, chi l’avrebbe mai detto! Talvolta alla talevisione, spesso ultimamente sui giornali con sfumature varie, si incomincia a raccontare che…

La forza della moneta unica sul dollaro, varia da Paese a Paese. L’equilibrio rispetto ai fondamentali dell’economia tedesca sarebbe a 1,4 dollari, mentre per quelli greci dovrebbe essere sotto la parità. L’azione della Bce ha ridotto le differenze, ma le mosse di Draghi non riescono a soddisfare a pieno nessuno.

MILANO – Se c’è un luogo nel quale mettere in discussione il motto che “l’unione fa la forza” è senza dubbio l’Eurozona e uno studio che arriva da Oxford Economics rinforza questa percezione.

L’economista Angel Talavera da Londra ha realizzato a inizio agosto una ricerca per Bloomberg Benchmark sull’euro e su quale dovrebbe essere la “giusta” quotazione contro il dollaro, se rispettasse la “forza” dell’economia dei suoi singoli componenti. In pratica, quale sarebbe il tasso di cambio equilibrato sul biglietto verde per otto delle economie rappresentative dell’area con la moneta unica. Un modo per mostrare come le ampie differenze tra Nord e Sud del blocco europeo non sono rappresentate dalla forza della valuta comune, che per sua natura non può oscillare liberamente in ogni Paese (come invece accadeva fino ai tempi della lira, del marco o della dracma).

Proprio Germania e Grecia sono i due poli di questa osservazione, mentre l’Italia sta nel mezzo e ringrazia l’intervento della Bce per aver ritrovato un equilibrio. I numeri spiegano meglio il concetto. Se la forza dell’euro dovesse rispondere solo ai fondamentali tedeschi (cioè alla solidità del bilancio di Berlino, alle sue prospettive di crescita e al suo saldo positivo nella bilancia dei pagamenti), il valore dell’euro dovrebbe essere intorno agli 1,4 dollari (attualmente siamo a 1,13 dollari). Se invece rispondesse a una egemonia greca, dovrebbe stare sotto la parità. Per l’Italia le cose vanno abbastanza bene, visto che il cambio ideale sarebbe poco sopra 1,15 dollari e quindi non lontano dalla situazione attuale. Ovviamente, dietro questi numeri c’è tutto l’impatto del valore della moneta unica sulla presenza delle aziende dei vari Paesi europei sui mercati internazionali: la Germania sta di fatto presenziando il mondo con una divisa svalutata, della quale riescono a beneficiare le sue imprese esportatrici. La Grecia avrebbe invece bisogno di indebolire la moneta, cosa che non può evidentemente fare.

Peccato che questa è solo una faccia della stessa medaglia, peccato che in realtà, guardando il tutto da un’altra prospettiva, il cambio poco sopra a 1,15 non è affatto un buon cambio per la nostra economia, per le nostre esportazioni…

ImmagineCome proposto ieri da Giovanni Zibordi su Twitter, secondo una ricerca targata Morgan Stanley, la Germania esporta fuori dall’Europa con un tasso di cambio svalutato di oltre il 26 % rispetto all’ Italia, la stessa percentuale di svalutazione subita dalla sterlina nell’ultimo anno.

«Alla luce di quanto è accaduto dal giorno del referendum sono assolutamente sereno». Nessun ripensamento per il governatore della Banca d’Inghilterra Mark Carney accusato di aver previsto una dinamica economica in toni negativi e di aver varato troppo presto un nuovo allentamento monetario. Il numero uno dell’istituto centrale nell’audizione alla Commissione Tesoro di Westminster non ha rinunciato, però, a un’importante puntualizzazione. «Il rischio di una recessione tecnica – ha detto – è oggi più lontano. E questo grazie alle misure adottate dal Comitato di politica monetaria». Ovvero al taglio dei tassi d’interesse al minimo storico di 0,25% e al nuovo round di quantitative easing, azioni varate ai primi di agosto.

Balle, ma quale politica monetaria,  tutto grazie alla svalutazione della sterlina, il resto sono chiacchiere da bar dei banchieri centrali.

Buona consapevolezza!

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9 commenti Commenta
[email protected]
Scritto il 9 settembre 2016 at 10:49

http://icebergfinanza.finanza.com/2016/08/10/esplosione-deflattiva-continua/

Salve, volevo chiedere se il grafico della Velocita, è già stato depurato dal fatto che la massa monetaria con i QE è aumentata, e quindi essendo al denominatore abbasserebbe il grafico naturalmente. Attendo risposta perche altrimenti qui si sta dicendo il falso..
GRAZIE

icebergfinanza
Scritto il 9 settembre 2016 at 13:54

Risposta tecnica con domanda tecnica!

Calculated as the ratio of quarterly nominal GDP
(https://fred.stlouisfed.org/series/GDP) to the quarterly average of M2 money stock (https://fred.stlouisfed.org/series/M2SL).

Basterebbe dare un’occhiata qui per avere una risposta alla sua domanda…
https://fred.stlouisfed.org/series/M2SL

…immagino che prima del 2008 la questione del denominatore non si ponesse, visto che la massa monetaria è aumentata senza QE o sbaglio?
M2 includes a broader set of financial assets held principally by households. M2 consists of M1 plus: (1) savings deposits (which include money market deposit accounts, or MMDAs); (2) small-denomination time deposits (time deposits in amounts of less than $100,000); and (3) balances in retail money market mutual funds (MMMFs). Seasonally adjusted M2 is computed by summing savings deposits, small-denomination time deposits, and retail MMMFs, each seasonally adjusted separately, and adding this result to seasonally adjusted M1.

Le riserve bancarie non vanno tenute in conto immagino…
https://fred.stlouisfed.org/series/WRESBAL
https://fred.stlouisfed.org/series/EXCSRESNS
[email pro­tec­ted],
Qui da noi, la verità è spesso e volentieri figlia del tempo! Saluti

mirrortrader
Scritto il 9 settembre 2016 at 14:47

Grazie della gentile risposta.
Sto approfondendo l’argomento.

francia r
Scritto il 9 settembre 2016 at 15:47

Chissa perchè qualcuno cerca sempre il pelo nell’uovo mentre ha una trave nel ……
Che sia una questione di occhiali o di apertura …. mentale.
Del domani non c’è mai certezza, ma questo presente è veramente avvilente, specie per la mancanza di capacità nel cogliere lo schifo che ci circonda da parte di tanti che si danno da fare solo per scalare un mare di merda, mentre chi potrebbe raccontare qualche in qualche modo la situazione si accontenta di rosicchiare un qualche osso di una carogna sempre più putrida … certo per ora ingrassa, poi domani …
Fortuna che qualcuno cerca ancora un barlume di luce ….

vuvuzela
Scritto il 9 settembre 2016 at 17:52

Se la Germania riesce ad esportare con un cambio euro-dollaro svalutato è solo colpa nostra. Ogni Azienda Italiana deve mantenere caste, mafie, mazzette, privilegi, vitalizi, dipendenti statali scaldasedia, amici e amici di amici. La nostra produzione è gravata pertanto dai costi di una nazione politicamente, moralmente e geograficamente fallita, che ne rivalutano l’euro e ne rendono sconveniente acquistare i prodotti. Non vedo perchè dobbiamo prendercela con i virtuosi. Siamo noi a dover cambiare. Ma non cambieremo, è nel nostro misero dna fare i furbi.

mirrortrader
Scritto il 9 settembre 2016 at 19:12

fran­cia r@​finanza,

Senti genio.
dopo aver mostrato il grafico mi e stato dette che per varie ragioni non e corretto. Sto solo cercando di approfondire la verita. E capire bene la faccenda.
Al contrario di te io vado a fondo nelle cose.. mentre tu prendi per oro colato quello che esce dallla bocca del guru di turno.
Ma non mi abbasso con gente meschina e ignorante come te.
Fai parte del popolo pecora.. che cerca il pastore di turno.

francia r
Scritto il 10 settembre 2016 at 09:46

mir­ror­tra­der@fi­nan­za,

Touché…..

zer
Scritto il 12 settembre 2016 at 12:17

Vuvuzela…….uno stupìdotto come te mi stupisce sei ancora qui…..ma va a vendere le chiappe in Germania .
Purtroppo il fatto vi siano molte persone condizionate come te , rende difficilissimo il cammino verso l’ uscita dall’ euro.
Vedremo dopo le elezioni in USA cosa succederà .gianni z.

phitio
Scritto il 13 settembre 2016 at 09:46

Interessante. Tanto piu’ proprio perche’ vorrei capire come fa a quadrare questo scenario con l’uscita della Germania dalla UE, uscita prossima ventura. Da quello che si vede la Germania ha tutto l’interessa a rimanere in questo squilibrio, ma forse proprio questo squilibrio sta’ erodendo il sistema in altri punti poco prevedibili: staremo a vedere.

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