INFLAZIONE: EUROPA… CROLLA LA MASSA MONETARIA M3

Scritto il alle 10:45 da icebergfinanza

 

Mentre il mondo intero, economisti ed analisti, bloggers e giornalisti in questi mesi ed anni hanno riempito le pagine di paranoie inflattive o addirittura iperinflattive il 2011 si avvia alla conclusione registrando alcuni minimi storici nei rendimenti decennali di molti Paesi con la Federal Reserve che ha dichiarato che non toccherà i tassi almeno sino alla metà del 2013 anche se secondo il sottoscritto ciò non avverrà prima del 2015.

FRANCOFORTE, 29 dicembre (Reuters) – La massa monetaria M3 della zona euro è cresciuta del 2% annuo in novembre, secondo i dati Bce, in misura inferiore alle stime raccolte da Reuters che indicavano un incremento del 2,5%, e rispetto al 2,6% dell’ultima lettura.

La media mobile dell’aggregato monetario ha mostrato un incremento del 2,5% sul trimestre settembre e novembre, contro il 2,8% del periodo compreso tra agosto e ottobre.

Sempre secondo la Bce, la crescita dei prestiti al settore privato è risultata dell’ 1,7% in novembre, inferiore alle attese, che prevedevano un aumento del 2,6% e in calo rispetto alla precedente lettura a +2,7%.

Maggior crollo mensile dal 2009…

Inutile che vi ricordi come non vi è una probabilità su milioni che le dinamiche dell’inflazione possano influire sui tassi di mercato se non prima di aver raggiunto almeno la metà del decennio in corso. Chi suggerisce di comprare tutt’oggi titoli legati all’inflazione dopo aver suggerito per anni questa autentica perla devasta portafogli non ha capito nulla di quello che sta avvenendo a livello macroeconomico e nelle nuove dinamiche della “moneta moderna“.

L’ulteriore e clamorosa mossa falsa ad essere gentili, messa in atto da un manipolo di accademici ” scleroweimeriani ” che amministrano la Banca Centrale Europea con le paranoie inflattive che ha portato ad un aumento dei tassi in piena depressione europea apre le porte ad un nuovo minimo storico nel prossimo anno del tasso ufficiale di sconto europeo.

Il collasso della massa monetaria M3, che in simili percentuali mensili non si verificava dal 2009 e soprattutto l’evidente credit crunch relativo alla concessione del credito determinato più dalla sfiducia delle imprese e delle famiglie che dalla mancanza di concessione del credito.

Il livello di rischio per la stabilità dei prezzi in relazione alla massa monetaria M3 per la BCE è intorno a 4,5 ed oggi siamo a 2.

Negli investimenti non serve a nulla il populismo inflattivo, non serve a nulla urlare un giorno si e un’altro ancora che i prezzi salgono quotidianamente, questa è una dinamica in atto dalla notte dei tempi il passaggio all’euro quello si è stato iperinflattivo.

Una buona notizia di Natale: non è detto che l’ Europa cada nella morsa della deflazione. Vero, il rischio che i prezzi inizino a scendere a causa della crisi economica e della scarsità di denaro in circolazione preoccupa molti. Nei santuari del denaro come nei mercati rionali. Ieri, per esempio, Lorenzo Bini Smaghi, membro del consiglio direttivo della Banca centrale europea, sosteneva – in un’ intervista al «Financial Times» – che la Bce dovrebbe prendere misure straordinarie se nell’ Eurozona dovessero crearsi pericoli di deflazione. Sempre ieri, in un negozio di Via Montenapoleone, a Milano, tra i pochi clienti una coppia parlava di un costoso cappotto: «Lo compriamo ora – chiedeva la moglie – oppure aspettiamo i saldi?»; «Aspettiamo un mese – rispondeva il marito – vedrai i prezzi crollare, altro che saldi».

A noi non interessa quando comprerà il costoso cappotto. Per investire nel reddito fisso piuttosto che in quello variabile, i lettori di Icebergfinanza sanno da anni che questa è una DEBT DEFLATIOn, deflazione da debiti, deleveraging, rientro generalizzato da un eccesso di debito che la storia riassume mediamente in 7/8 anni necessari per assorbire questa grande orgia collettiva!

A Voi qualunque altra considerazione, mentre il mondo continua ad attendere mister GODOT INFLATION!

Ricordo a tutti i lettori che per tutti coloro che vorranno liberamente contribuire al nostro lavoro cliccando qui sotto  è in preparazione per inizio anno un’analisi dettagliata sulle prospettive del 2012, un’analisi a tutto campo sulla dimensione sottostante degli iceberg che il nuovo anno potrà riservare al Titanic dell’economia europea e mondiale. Vi invito inoltre a condividere il nostro lavoro con amici e conoscenti attraverso i tasti disponibili all’inizio e in fondo all’articolo.

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7 commenti Commenta
john_ludd
Scritto il 30 dicembre 2011 at 11:17

Sorry ma titolo fuorviante. Dov’è il crollo ? C’è un calo, ma il crollo ? Bah ! Tanto valido il ragionamento del precedente post quanto eccessivo questo. Per ciò che riguarda la strategia di investimento nessun operatore nel settore finanziario, anche lei, parla del miglior portafoglio mai realizzato in termini di rischio/volatilità, il permanent portfolio di Harry Browne che può essere impostato da chiunque sappia almeno leggere e scrivere. Batte tutto e tutti da 35 anni a dimostrazione che l’intera industria della finanza è una colossale truffa.

    icebergfinanza
    Scritto il 30 dicembre 2011 at 13:29

    Maggior CROLLO mensile dal 2009… e se le parole non bastano riposto nell’articolo un grafico eloquente! Ciao Andrea

john_ludd
Scritto il 30 dicembre 2011 at 13:54

icebergfinanza,

OK grazie, il dato mese su mese è molto più eloquente. Un giorno scrivi qualcosa sul “permanent portfolio di Harry Browne” uno schiaffo a tutti quei somari, ladri, presuntuosi e arroganti che vivono sull’ignoranza della gente.

icebergfinanza
Scritto il 30 dicembre 2011 at 14:10

john_ludd@finanza,

Harry e’ un grande …psicologo dei mercati

john_ludd
Scritto il 30 dicembre 2011 at 16:47

icebergfinanza,

Esatto ! Il futuro non può essere previsto, MAI. Ne ha scritto benissimo Taleb riprendendo peraltro in chiave “finanziaria” quanto scrivevano i filosofi scettici di 2000 anni fa a loro volta ripresi da Hume. Al contrario l’industria finanziaria costruisce la sua ricchezza oltre che sul furto vero e proprio sulla frode intellettuale basata sull’assunto che “solo gli esperti come loro” possono analizzare e predire il futuro. Il 75% dei fondi fa peggio del mercato senza neppure contare le commissioni. Chi compra un indice globale o un mix di indici come Browne farà sempre meglio… bilancia il portafoglio una volta o due all’anno e ha tempo per dedicarsi a qualcosa di più utile e intelligente che guardare numeri su un monitor. Alla fine i colpevoli veri sono quelli che seguono i pifferai per avidità e stupidità. Se fossero intelligenti, non esisterebbe l’industria finanziaria responsabile dei misfatti di cui scrivi da anni e rimarrebbe solo quella parte probabilmente necessaria a canalizzare l’eccesso di risparmio verso impieghi produttivi e utili. Saluti e buon anno (nel senso di intellettualmente proficuo).

luigiza
Scritto il 30 dicembre 2011 at 18:14

john_ludd

. Il 75% dei fondi fa peggio del mercato senza neppure contare le commissioni….

Alla fine i colpevoli veri sono quelli che seguono i pifferai per avidità e stupidità. Se fossero intelligenti, non esisterebbe l’industria finanziaria responsabile dei misfatti di cui scrivi da anni

Ma John che dici, gli idioti sono il popolo sovrano? E anche insinui che lo inc.. pure con le commissioni dopo avegli mangiato il capitale?

Vegogna!! :mrgreen:

john_ludd
Scritto il 30 dicembre 2011 at 18:54

luigiza@finanza,

Ricordo anni fa feci un viaggio in Mongolia dove ho potuto assistere a un evento del tutto normale là ma ormai qui quasi scomparso. Alla sera su un fianco della collina c’erano migliaia di pecore quando ecco che una si muove, poi due poi tutte le altre. Da sole, senza nessun intervento del pastore rientrarono tutte nel recinto. Il pastore si limitò a chiudere il cancello. Mi disse che di notte a volte scendono i lupi. Tuttavia la cena fu arrosto di pecora, i pastori vestono abiti di lana e numerosi stomaci di pecora pieni di liquore (fatto con il latte di cavalla fermentato, mortale !) erano ammassati nelle Ger (le tende dei nomadi). Il fatto innegabile è che ne ammazzano molti di più i pastori che i lupi. Il fatto mi fa fatto pensare fino a notte fonda e ci rifletto ancora a distanza di anni.

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