GRECIA ITALIA … FU UN ATTO POLITICO INTENZIONALE!

Scritto il alle 09:30 da icebergfinanza

Come abbiamo più volte scritto è fondamentale non dimenticare che coloro che occupano i posti di comando, di responsabilità in questa crisi, non possono o meglio non avranno mai interesse a raccontare la verità.

Talvolta è meglio lasciare perdere dati e dinamiche finanziarie ed economiche occupandoci e occuparsi di dinamiche politiche e sociali.

Questo è l’argomento principale, la stella polare del nostro prossimo libro se mai uscirà.

Alcuni libri o film usciti sulla grande crisi non racconteranno mai la verità, soprattutto quelli scritti dai principali protagonisti. Ecco il motivo per cui l’informazione indipendente, quando è fatta in maniera responsabile e senza interessi particolari può aiutarvi a scoprire le vere dinamiche di questa crisi.

Mervyn King, ex governatore della Banca centrale inglese non è nuovo a queste inprovvise folgorazioni sulla via di Damasco, come abbiamo riportato nel 2012 aveva già ammesso alcune gravi responsabilità…

New York – “Abbiamo dispensato sermoni sui rischi. Ma non immaginavamo che il disastro sarebbe stato di tale portata una volta che i rischi si fossero cristalizzati”. In una rara ammissione di colpevolezza, Mervyn King, numero uno della Banca d’Inghilterra riconosce che le autorita’ di politica monetaria hanno sottovalutato i rischi che si stavano formando nel settore bancario prima dell’esplosione della crisi finanziaria. La banca ha tentato, ma non ha fatto tutto il possibile: “avremmo dovuto fare di piu’ per convincere gli istituti a ricapitalizzare prima e di piu’”. “Con il senno di poi, sappiamo che avremmo dovuto riconoscere che era stato costruito un sistema nel quale le banche erano troppo importanti per essere lasciate fallire e nel quale le cosiddette regolamentazioni a ‘tocco leggero’ non avrebbero potuto contribuire a prevenire le crisi”.

Diciamo che in politichese ha tradotto la sintesi di questa crisi, ovvero che loro hanno fatto finta di non vedere, hanno lasciato fare qualunque cosa ad un manipolo di psicopatici esaltati dal profumo del denaro, soggetti socialmente pericolosi …

“… queste persone sono straordinariamente fredde,  spietate verso gli altri rispetto alla maggior parte e quindi sono una minaccia per le aziende per cui lavorano e per la società”.

Gli psicopatici sfruttano  la natura relativamente caotica della società moderna tra cui il  rapido cambiamento, il rinnovamento costante e un elevato turnover di personale chiave nelle aziende.Tali circostanze consentono loro di ascendere attraverso una combinazione di fascino e carisma , che rende il loro comportamento invisibile e li fa apparire normali sino a sembrare dei leader ideali.

Un ambiente stabile avrebbe invece reso visibili ed identificabili gli psicopatici aziendali, indentificabili  come manager indesiderabili a causa della loro personalità egoista e altri difetti etici”.

(…) Il problema è iniziato quando questi  incantatori, di fatto hanno preso il potere nelle più importanti istituzioni finanziarie… uomini in grado di influenzare il clima morale di tutta  l’organizzazione di esercitare un potere considerevole.

CRISI FINANZIARIA: PSICOPATICI IN AZIONE …

Ora che è in pensione, eccolo di nuovo in azione con il suo libro di memorie…

Secondo l’ex governatore della Banca centrale inglese, Lord Mervyn King, il ripresentarsi di una nuova crisi economico-finanziaria è cosa certa ed è probabile che si verifichi presto. Un estratto del suo ultimo libro è stato riproposto nel weekend dal quotidiano britannico Telegraph. “Un’altra crisi è sicura e il fallimento nel modo di affrontare il disequilibrio nell’economia mondiale fa sì che probabilmente questa crisi ci sarà presto”, scrive King. Governatore dal 2003 al 2013 dell’istituto centrale britannico, King supervisionò anche l’intervento statale che mise in salvo la Royal Bank of Scotland nel 2008. Ha quindi avuto un ruolo di primo piano nella gestione del periodo successivo allo scoppio della crisi finanziaria ma, ciononostante, King avverte che quanto fatto finora non basta a scongiurarne una nuova. L’ex governatore chiede “riforme coraggiose” e critica l’eccessiva attenzione data dagli istituti bancari centrali e dai governi alla liquidità a scapito della solvenza. Secondo King in tal modo si rischia di curare solo i sintomi della crisi, senza in realtà intaccare le radici del problema. Tratto dal Foglio

Qui una sintesi chiara e sintetica quando incomincia a parlare della crisi europea…

“Se la sola alternativa è l’austerità schiacciante, la continua disoccupazione di massa e l’impossibilità di porre rimedio al problema del debito”, scrive l’ex governatore, “allora lasciare la zona euro potrebbe essere l’unica strada da seguire per invertire la rotta verso la crescita economica e il pieno impiego. I benefici di lungo periodo superano i costi del breve”.

Non solo noi andiamo oltre il pezzo del Foglio e vi raccontiamo che secondo King, la depressione europea…

…FU UN ATTO INTENZIONALE!

Fin che lo racconta un blogger qualunque di periferia passi, in fondo di telebani presunti è pieno il mondo, ma quando lo racconta un ex governatore di una banca centrale importante come quella inglese nel suo libro, forse è il caso di chiedersi se ciò che ha scritto Icebergfinanza in questi anni non vada rivalutato…

Davanti alla London School of Economics, King ha dichiarato che mai avrebbe pensato di assistere ad una nuova depressione più feroce di quella del ventinove, come è accaduto in Grecia, scelta di politiche economiche criminali.

Siccome c’è sempre qualche pollo arrosto che non crede a quello che diciamo riportiamo le parole di King tali e quali in inglese…

“… it is appalling and it has happened almost as a deliberate act of policy which makes it even worse”.

Euro depression is ‘deliberate’ EU choice, says former Bank …

Greece’s crisis is ‘almost as a deliberate act of policy’

“Non avrei mai immaginato che in un paese industrializzatosi potesse ripresentare una depressione più profonda rispetto a quella che li Stati Uniti hanno sperimentato nel 1930 e questo è quello che è successo in Grecia.”E ‘spaventoso ed è successo quasi come un atto di politica deliberata che rende ancora il tutto ancora peggio”.

La terza guerra mondiale in Grecia è già scoppiata da tempo e ha raso al suolo la società civile, è chiaro il concetto?

Cosa pensate che sia successo in Italia, cosa pensate che stia succedendo?

Una sintesi veloce del pensiero neoliberista e delle elites mondiali ed europee, ovvero quello che è stato messo in atto, suggerendo al popolo italiano che era giunto il momento di espiare i propri peccati, perchè doveva rendersi conto che ha vissuto per troppi anni sopra le sue reali possibilità popolo di corrotti, mafiosi, collusi, venduti, prendete esempio dalla grande Germania, quelli si che sono il nostro modello hanno ripetuto in coro in questi anni i vari Monti, Letta e anche il buon Renzi, che ha la memoria corta.

Solo un paio di esempi per dimostrarvi che questa IMMENSA DEPRESSIONE non è solo originata da dinamiche economico/finanziarie ma anche da demenziali scelte politiche ed ideologiche.

Non è stato forse Mario Monti a definire la situazione greca il più grande successo dell’Euro

“Oggi stiamo assistendo al grande successo dell’euro e la manifestazione più concreta di questo successo è la Grecia, costretta a dare peso alla cultura della stabilità con cui sta trasformando se stessa”. Il programma è L’infedele di Gad Lerner, su La7 (puntata del 26 settembre 2011), e lui si chiama Mario Monti…

Non solo alla CNN si vanta di aver distrutto la domanda interna come strategia vincente…

Come fai a distruggere la domanda interna? Ma chiaro, prima semini il panico, con un attacco finanziario in piena regola, poi chiami qualcuno che alzi le tasse, metta patrimoniali, rivoluzioni le pensioni, riduca i salari, distrugga lavoro e tenti di tagliare ovunque la spesa pubblica. Per non sbagliarti imponi politiche fiscali demenziali, fiscal compact e altre idiozie simili, mettendo pure il pareggio di bilancio nella Costituzione.

Sia ben chiaro questo Paese andava riformato, ma non così, c’erano altre soluzioni possibili, ma hanno scelto di scatenare una guerra a vantaggio di altri che ora si comprano il nostro Paese a prezzi stracciati.

Ve la ricordate la “shock economy” e il suo profeta Milton Friedman?

SHOCK ECONOMY… FEDE CIECA!

Blind Faith, si fede cieca, abbi fede in noi, noi sappiamo quello che è bene per te!

Ricordate?

«In uno dei suoi saggi più influenti, Friedman formulò la panacea tattica che costituisce il nucleo del capitalismo contemporaneo, e che io definisco “dottrina dello shock”. Osservava che “soltanto una crisi – reale o percepita – produce vero cambiamento. Quando quella crisi si verifica, le azioni intraprese dipendono dalle idee che circolano. Questa, io credo, è la nostra funzione principale: sviluppare alternative alle politiche esistenti, mantenerle in vita e disponibili finché il politicamente impossibile diventa il politicamente inevitabile”. Alcune persone accumulano cibo in scatola e acqua in previsione di grandi disastri; i friedmaniani accumulano idee per il libero mercato. E quando la crisi colpisce – ne era convinto il professore dell’università di Chicago – è fondamentale agire in fretta, imporre un mutamento rapido e irreversibile prima che la società tormentata dalla  crisi torni a rifugiarsi nella tirannia dello status quo» ().

Ecco tutto qui un’altra sintesi, noi non possiamo fare altro se non scrivere, l’onda d’urto della consapevolezza ha bisogno anche di Voi, di condividere questa realtà, per quanto difficile sia da accettare.

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30 commenti Commenta
john_ludd
Scritto il 3 marzo 2016 at 12:24

Anche se sono in buona parte vere le “confessioni” del signor King valgono meno di zero. Affinché una tesi sia “buona” non basta che sia avvalorata da buoni argomenti, serve che anche chi la espone sia credibile e il signor King non lo è, anzi fa parte di quella vasta categoria di creatori di bolle seriali, di seguaci dello “spend, spend, spend”, di teorie demenziali come il “wealth effect” e soprattutto servi di quel sistema bancario ipertrofico che ha negli UK la sua indiscussa capitale planetaria. Non esiste paese al mondo così dipendente dalla finanza degli UK e di quel che dice il signor King francamente non mi importa un fico secco nella migliore delle ipotesi. Inoltre al signor King della Grecia o di qualunque altro paese che non sia il suo non importa nulla, i suoi sfoghi sono “pelosi” essendo egli parte di una oligarchia infame in lotta con un altra oligarchia infame e il suo timore non è certo che greci, italiani o spagnoli vadano in fondo al mare ma che la finanza del suo paese (che ha assicurato a lui e ai suoi eredi una vita agiata per i prossimi secoli) diventi di serie B. Questa gente è UNIFORMEMENTE INFAME e utilizzare le dichiarazioni di uno di essi non rafforza di uno zero virgola le tesi esposte in IcebergFinanza (anzi a mio modesto avviso le indebolisce) che trovano invece molta più forza nelle dichiarazioni di persone più serie e meno compromesse e che negli scorsi anni, mentre il signor King assecondava i desideri dei suoi padroni, si sono espressi apertamente, sebbene tra addetti ai lavori, come per esempio Claudio Borio della BIS e in parte la BIS stessa, fatto questo che dovrebbe se non altro incuriosire l’analista: perché la banca delle banca centrali (che poi non è una definizione corretta ma va di moda) è così critica da molti anni verso l’operato della finanza e della banche centrali anglosassoni ?

john_ludd
Scritto il 3 marzo 2016 at 12:29

Per esempio uno si può leggere questo vecchio post di uno dei baluardi dell’informazione non di regime:

http://www.washingtonsblog.com/2009/08/bis-slammed-federal-reserve-and-other-central-banks-for-blowing-bubbles-and-then-using-gimmicks-and-palliatives-which-will-only-make-things-worse.html

giobbe8871
Scritto il 3 marzo 2016 at 12:59

“Oggi stiamo assistendo al grande successo dell’euro e la manifestazione più concreta di questo successo è la Grecia, costretta a dare peso alla cultura della stabilità con cui sta trasformando se stessa”. Il programma è L’infedele di Gad Lerner, su La7 (puntata del 26 settembre 2011), e lui si chiama Mario Monti…

giobbe8871
Scritto il 3 marzo 2016 at 13:01

john_­ludd@fi­nan­za,

i banchieri ( usurai vengono chiamati nella Bibbia) “PENTITI ” vanno usati x abbattere il loro REGIME.

giobbe8871
Scritto il 3 marzo 2016 at 13:10


giobbe8871
Scritto il 3 marzo 2016 at 13:18

IN QUESTE ULTIME SETTIMANE il senatore a Vita, a vita , a vita, mai eletto, Mario Monti ( nominato da eccellenza Presidente Napolitano

Giorgio Napolitano, ha nominato oggi senatore a vita, ai sensi dell’articolo 59, secondo comma, della Costituzione, il professor Mario Monti, che ha illustrato la patria per altissimi meriti nel campo scientifico e sociale. Il decreto è stato controfirmato dal presidente del Consiglio dei ministri, onorevole Silvio Berlusconi.

giobbe8871
Scritto il 3 marzo 2016 at 13:20

Mario Monti, SENATORE A VITA a vitaaaaaaaaaaaa è spesso “intervistato” in TV

per i suoi altissimi meriti nel campo scientifico e sociale……

giobbe8871
Scritto il 3 marzo 2016 at 13:23

Ditemi che non l’avete mai vista questa foto:

john_ludd
Scritto il 3 marzo 2016 at 14:18

giob­be8871@fi­nan­za,

la campagna NO EURO perde di senso se viene portata avanti con l’intenzione di dimostrare la “superiorità” di altri sistemi diversamente ma ai fini pratici egualmente infami e nascosti sotto la foglia di fico del “guardate quanto è bella la sovranità monetaria” la quale è una corbelleria alla quale eserciti di sciocchi credono solo perché non gli piace il regime nel quale vivono. Non c’è nessuna sovranità monetaria in UK o in USA dove il denaro viene creato da enti PRIVATI con buona pace dei vari MMT (che bello sognare) o di prezzolati agenti politici mascherati da economisti come il celebre Paul Krugman (uno che afferma che il denaro non viene creato dalle banche o è pagato dalle stesse o è un imbecille anche se ha preso il Nobel); la realtà è che in anglosassonia + scandinavia la gente è comunque schiava del debito come lo è in Grecia o in Spagna o da noi. La favola del “guarda come vanno meglio le cose in anglosassonia” mostra crepe sempre più larghe ogni giorno non viste solo da chi non riesce a vivere senza pendere da una parte anche se puzza anch’essa di merda. Le schermaglie da parte di giornalisti prezzolati alla Martin Wolf che non per niente è il giornalista di punta del FT organo ufficiale dell’impero bancario anglosassone non valgono un centesimo in più delle cazzate di Alesina. Quel che mi sembra sempre più evidente è che non si capisce che non c’è nessuna “lotta per la liberazione dei popoli” (che non è mai esistita dato che essi non vogliono essere liberati) ma una guerra tra oligarchie che risiedono in differenti paesi, con differenti storie e differenti obiettivi. Per alcuni decenni le profonde differenze tra di esse sono state composte dal fatto storico e incontrovertibile che una di esse era nettamente più forte delle altre e che vivendo nell’epoca dell’abbondanza più abbondante della storia non era neppure interesse per le seconde o terze file alzare la testa. Ma ora è DIVERSO. La crisi è dentro il cuore dell’impero e altre aristocrazie che decenni fa neppure si vedevano nei radar NON CI STANNO più a pagare e basta. Per 200 anni le oligarchie anglosassoni hanno vissuto depredando il resto del pianeta: ora è rimasto poco da depredare e parte di esso è pure off limit, protetto da armi nucleari che i relativi possessori sono dichiaratamente intenzionati a usare se la linea sulla sabbia che hanno disegnato viene superata (vedi il pronto dietro front alla supposta invasione turca della Siria). Si continui a sognare di helicopter money drop e altre amenità, in un mondo che discende nel caos, sovrappopolato con risorse naturali che vengono consumate a una velocità molte volte maggiori la capacità di rigenerazione da parte delle natura è evidente l’incapacità anche da parte dei più avveduti di vedere la realtà che hanno davanti e di dover sognare sognare sognare miracolosi proiettili di argento quando di gran più probabile è l’incubo di un diluvio di proiettili di piombo.

quesalid
Scritto il 3 marzo 2016 at 14:30

Ah..il Prof. Monti, per salvarci dai nostri vizi e dai nostri compatrioti BANDITI (certo un misero destino fatto di politicanti, pseudo imprenditori e para mafiosi) ci ha consegnato mani e piedi ai CRIMINALI.
BANDITO = Colui che infrange la legge a scapito dell l’interesse comune per ricavarne un utile di parte.
CRIMINALE = Colui che fa approvare una legge contraria all’interesse comune per ricavarne un utile di parte.
Quindi figlioli miei (che, come diceva frà Bastiano nel marchese del grillo, non siete padroni di un cazzo), è meglio farsi spremere dai banditi o dai criminali?

quesalid
Scritto il 3 marzo 2016 at 14:33

P.S. dovendo scegliere per forza io tenderei per i banditi, ai quali manca quel tratto psicopatico proprio dei criminali del tipo: gewinnen zum tod (vincere fino alla morte)

john_ludd
Scritto il 3 marzo 2016 at 15:39

que­sa­lid@fi­nan­za,

non (credo / spero) tu sia costretto a scegliere per forza, anzi non sei (dovresti) proprio essere costretto a scegliere. Non scegliere è una facoltà che ci si dimentica di avere. Come le opinioni, chi ha detto che si deve avere un’opinione su tutto ? Anzi c’è persino chi ha insegnato a non avere MAI alcuna opinione. Credo avesse ragione sebbene sia difficile non averne. Ma ci si può provare, il tempo ha dato ragione a questo antico indiano su tante cose.

mauri69
Scritto il 3 marzo 2016 at 16:53

john_­ludd@fi­nan­za,
John, per fortuna o purtroppo, a me è stato insegnato che non scegliere significa scegliere, perché comunque anche la non scelta avrà delle conseguenze.

silvio66
Scritto il 3 marzo 2016 at 17:53

mau­ri69@fi­nan­za,

Ciao Maurizio,
Parole sante, non scegliere è una scelta, non di rado la peggiore.

john_ludd
Scritto il 3 marzo 2016 at 18:23

mau­ri69@fi­nan­za,

Sarà solo semantica o filosofia zen da salotto ma l’ho scritto così apposta: “Non scegliere è una facoltà”, cioè una possibilità, cioè qualcosa che se te la neghi (o ti viene negata) la tua vita peggiora inevitabilmente in quanto restringi (o ti viene ristretto) il tuo spazio di azione e la non azione è azione, spesso molto nobile; un pò come l’asserzione che bisogna fare sempre qualcosa di utile senza che ci si soffermi mai a riflettere sul fatto che ciò che inutile ha spesso molto più valore o è semplicemente e puramente bello (il che ha valore infinito, quindi è una tautologia ) e rende la vita degna di essere vissuta. Devo scegliere il male minore ? E chi lo ha detto e chi decide cosa è meglio o peggio ? Trascorrere una serata osservando il tramonto è inutile, spaccare legna lo è ma cosa è meglio ? Avere un’opinione significa pretendere di conoscere talmente bene i fatti da escludere che chi ha un’opinione differente possa avere ragione. Pensieri vecchi come il mondo, pensati, ripensati e trascritti da molti. Ciao.

stanziale
Scritto il 3 marzo 2016 at 19:04

giobbe8871@finanza,
Che incubo! Ah che nottataccia! Ho sognato che davano fuoco all’auto di Monti con lui dentro impossibilitato a uscire che urlava dal dolore, il poveretto! Ah che dispiacere che ho avuto, che brutto incubo!

giobbe8871
Scritto il 3 marzo 2016 at 21:47

giobbe8871
Scritto il 3 marzo 2016 at 22:02

BANCA ITALIA PUBBLICA.

Il ministro del Tesoro Andreatta – DIVORZIO tra Banca d’Italia e Tesoro del 1981 (impedendo da da quel momento di finanziare il deficit italiano emettendo moneta.

Andreatta era consapevole che in questo modo lo Stato italiano avrebbe poi pagato TASSI di INTERESSE REALI POSITIVI e a posteriori, ad esempio in un “pezzo” del 1991 riconosce onestamente che come conseguenza di questa operazione fatta da lui e Carli dal 1981 il debito pubblico dal 1981 è cresciuto molto più del reddito nazionale.

Beniamino Andreatta e Guido Carli dichiararono loro stessi nel 1981 che col “divorzio” tra Banca d’italia e Tesoro, (per cui la prima non poteva più finanziare il secondo), lo Stato italiano avrebbe pagato tassi di interessi “di mercato”, cioè pagare tassi di interesse più alti.

Il risultato di questa modifica istituzionale del 1981 però è stato è il debito pubblico dal 65% del PIL è esploso al 120% del PIL e nei primi anni ’90 l’Italia è arrivata a pagare il 12% del PIL in interessi sul debito pubblico

In questo testo, pubblicato il 26 luglio 1991dal Sole-24 Ore, Beniamino Andreatta analizzava, a distanza di dieci anni, la storica “separazione dei beni” tra Banca d’Italia e ministero del Tesoro avvenuta nel luglio del 1981. Nel finale dell’articolo, Andreatta rievocava anche la vicenda delle “comari”, lo scontro con il ministro delle Finanze socialista Rino Formica che nel 1982 portò alla crisi del Governo Spadolini

http://www.ilsole24ore.com/fc?cmd=art&artId=891110&chId=30

giobbe8871
Scritto il 3 marzo 2016 at 22:05

Nino Galloni
https://www.youtube.com/watch?v=t_ssGy0LXo0

kry
Scritto il 4 marzo 2016 at 00:23

sil­vio66@fi­nan­za:

Pa­ro­le sante, non sce­glie­re è una scel­ta, non di rado la peg­gio­re.

Perchè implica essere paurosi o non essere coraggiosi.
Non scegliere è una scelta che alla fine presenta un conto più salato di quanto aver scelto e sbagliato. Sbagliando s’impara non scegliendo ci s’impantana…e chi si ferma è perduto.

quesalid
Scritto il 4 marzo 2016 at 09:31

bhè..si può scegliere A, oppure scegliere B, oppure non scegliere nè A nè B, e questo afferisce al “libero arbitrio” (ammesso che ci sia – questa discussione va avanti da secoli). Il problema è un altro: è che l’insieme delle scelte è determinato dalla condizione al contorno, la cosiddetta realtà. La realtà è quella cosa con la seguente caratteristica che la distingue dai sogni: quando ti svegli si rifiuta di andare via.
Qua un passo del Dott. Barlett che cita Asimov riguardo alla sovrappopolazione (un “predicament” come dicono gli anglosassoni: cioè una condizione di fatto diversa da un “problem”. Un “problem” ha una soluzione e quindi una scelta è sensata rispetto ad un “problem”. Un “predicament” ha un esito, non importa quale sia la scelta – o la non scelta – che tu fai).

Bill Moyers intervistò Isaac Asimov. Chiese ad Asimov: “Ma cosa accadrà all’idea della dignità della specie umana se la popolazione continuerà a crescere?” e Asimov rispose “ Andrà completamente distrutta. Di solito io uso quella che chiamo ‘la metafora del bagno’. Se due persone vivono in un appartamento, e ci sono due bagni, allora entrambi hanno la libertà dell’uso del bagno.
Puoi andare al bagno ogni volta che vuoi, starci quanto ti pare, e per farci dentro quello che ti passa per la testa. E ognuno crede nella libertà dell’uso del bagno. Dovrebbe essere scritta sulla costituzione. Ma se invece ci sono venti persone nell’appartamento e due soli bagni, non ha importanza quanto ogni singola persona creda che esista la libertà di uso del bagno: semplicemente in quelle condizioni una cosa del genere non può esistere. Devi stabilire un tempo massimo per ogni persona, devi bussare alla porta, ‘Ancora non hai fatto?’, e così via”. E Asimov conclude con una delle più profonde osservazioni che io abbia mai ascoltato da anni . Egli dice “ Allo stesso modo, la democrazia non può sopravvivere alla sovrappopolazione. La dignità umana non può sopravvivere alla sovrappopolazione, La convenienza e la decenza non possono sopravvivere alla sovrappopolazione. E mano a mano che tu aggiungi più gente al mondo, il valore della vita umana non solo declina, esso scompare. Non ha più importanza se qualcuno muore, più persone ci sono, meno conta l’individuo”.

aorlansky60
Scritto il 4 marzo 2016 at 09:36

John_ludd said : “Trascorrere una serata osservando il tramonto è inutile, spaccare legna lo è, ma cosa è meglio ?”

Entrambe.

Osservare il tramonto giova alla mente, spaccare legna giova al corpo.

L’uomo non è stato creato per restarsene fermo ed immobile ad oziare,
ne col corpo tantomeno con la mente.

In ogni giornata c’è un momento per tutto,
così come nel corso della vita c’è un periodo preciso per ogni cosa,


C’è un tempo per nascere e un tempo per morire,
un tempo per piantare e un tempo per sradicare.
Un tempo per uccidere e un tempo per guarire,
un tempo per demolire e un tempo per costruire.
Un tempo per piangere e un tempo per ridere,
un tempo per gemere e un tempo per ballare.
Un tempo per gettare sassi e un tempo per raccoglierli,
un tempo per abbracciare e un tempo per astenersi dagli abbracci.
Un tempo per cercare e un tempo per perdere,
un tempo per serbare e un tempo per buttar via.
Un tempo per stracciare e un tempo per cucire,
un tempo per tacere e un tempo per parlare.
Un tempo per amare e un tempo per odiare,
un tempo per la guerra e un tempo per la pace.

Ho considerato l’occupazione che Dio ha dato agli uomini, perché si occupino in essa. Egli ha fatto bella ogni cosa a suo tempo, ma Egli ha messo la nozione dell’eternità nel loro cuore senza però che gli uomini possano capire l’opera compiuta da Dio dal principio alla fine. Ho concluso che non c’è nulla di meglio per essi, che godere e agire bene nella loro vita; ma che un uomo mangi, beva e goda del suo lavoro, è un dono di Dio. (Eclesiaste 3:1-13)

neodimio67
Scritto il 4 marzo 2016 at 11:05

Salve a tutti e grazie Andrea per il tuo instancabile lavoro prezioso per chiunque abbia la curiosità di guardare oltre l’informazione istituzionale e la sensibilità di guardare ciò che accade attraverso ottiche differenti. Pur nella consapevolezza che partecipiamo variamente ad un blog più centrato su questioni economiche e finanziarie di respiro macro che su specifici tecnicismi, vorrei sottoporre/condividere con voi un questione riguardante il bail in su cui non ho trovato risposta nei consueti siti da me frequentati. A mio modesto avviso, poi ripensandoci, nello specifico si tratterebbe solo apparentemente di mero tecnicismo..
Vengo al dunque. Avevo la certezza che il possesso di titoli quali BTP, Treasury, ecc. in apposito conto titoli in una banca a rischio fallimento non potesse essere mai bersaglio delle fasi gerarchiche del bail-in in caso di avvio delle procedure fallimentari della banca medesima in quanto passività tassativamente escluse dalla legge (essendo chi possiede tali titoli il creditore di uno Stato sovrano e non della banca).
Ipotizziamo – che so – di possedere 500K Euro/USD o altro in Titoli sovrani che scadono il 1 settembre 2016 e la banca di cui al relativo conto deposito avvia la procedura fallimentare il giorno prima; ipotizziamo anche che io intenda ricomprare i titoli della stessa tipologia il 2 settembre 2016: quell’enorme liquidità per un solo giorno in transito nel mio conto corrente sarà oggetto di bail in e quindi non disponibile per fare acquisti?
Ringrazio anticipatamente chi vorrà dire la sua.

aorlansky60
Scritto il 4 marzo 2016 at 12:25

quesito interessantissimo;

ho subito colto l’assist per chiamare la filiale dove tengo il c/c e sottoporre un caso simile,

per sentirmi rispondere -nota bene da una persona piuttosto tecnica, non il semplice cassiere- astruserie vaghe e opache,

che mi hanno fatto immediatamente capire che, oltre al d.l. 180 del 16NOV2015 emanato dal gov in fatto di bail-in,

non c’è [assolutamente] nulla di chiaro; almeno per il momento e per quello che ho capito…

mi è stato riferito che la procedura di bail-in, se applicata, andrebbe parametrata al singolo istituto interessato (se di grandi o di piccole dimensioni) e prevederebbe comunque mesi e mesi(??!) -quindi non pochi giorni- per la sua attuazione;

quindi, teoricamente, oltre alla data ufficiale in cui venisse proclamata procedura di bail-in per un dato istituto,

uno avrebbe tutto il tempo per collocare una grossa somma -come il caso che hai proposto dei tit gov in scadenza- lontana dalle condizioni che lo renderebbero “aggredibile” (cioè somma > 100.000€ in deposito su c/c) dalla procedura fallimentare.

john_ludd
Scritto il 4 marzo 2016 at 14:38

que­sa­lid@fi­nan­za,

Albert Bartlett professore emerito di fisica ha trascorso la sua vita a tentare di spiegare la natura della funzione esponenziale al resto dell’umanità la quale non ha mai voluto capire un tubo e non cambiato idea di uno iota, troppo seccante ammettere che ci sono dei limiti (i quali se ci sono devono rigorosamente valere solo per gli altri). Si può dire dunque che Bartlett ha sprecato la propria vita in quanto non c’è niente da fare, tentare di far uscire dai sogni la gente che ben vi si ritrova (nei sogni) è IMPOSSIBILE. Poi naturalmente presto o tardi qualcosa li sveglia e sono i proverbiabili “%!$zzi amari duri come piloni che si intrufolano nel deretano per rimanervi sino alla fine dei giorni rimasti (che sono poi tipicamente molto pochi). Il fatto che sia del tutto ovvio che la crescita infinita sia impossibile in un pianeta finito dimostra solo che l’uomo NON è una specie intelligente, il che non è grave, ma soprattutto che non è una specie adatta alla sopravvivenza di lungo termine, il che è grave per coloro cui capiterà di essere proprio lì quando la realtà sfonderà la porta della salotto dove sono tutti a guardare la TV o cazzeggiare con internet. Questo dimostra pure che il tutto si riduce a quanto sedere (volgarmente culo, aulicamente deretano) la vita ti concede, abilità, onestà e tutto il resto sono di scarso rilievo in quel momento lì.

ndf
Scritto il 4 marzo 2016 at 15:13

“Cogli la rosa quando è il momento,
ché il tempo lo sai che vola…
e lo stesso fiore che oggi sboccia
domani appassirà.”

neodimio67
Scritto il 4 marzo 2016 at 18:07

aor­lan­sky60,

Grazie per la risposta. Una procedura che comunque richiederebbe mesi e mesi per la sua attuazione consentirebbe a tutti i soggetti interessati di scappare a gambe levate perdendo così di efficacia… Francamente i dubbi continuano ad arrovellarmi e la mia paura è che un determinato istituto in odore di fallimento possa fare una ricognizione delle scadenze dei titoli governativi posseduti dai propri titolari di conto titoli e fissare un conveniente t0 – tempo 0 – per bloccare ogni operatività in corrispondenza del maggior volume complessivo in scadenza… ma forse è un ragionamento kafkiano derivante dai tempi oscuri che stiamo vivendo

stanziale
Scritto il 4 marzo 2016 at 20:24

neodimio67@finanza,

E’ una bella domanda, dico la mia pur senza nessuna pretesa che sia l’esatta verita’. Se hai il cc con le banche piu’ grosse e piu’ note, non dovresti temere per 2 ragioni. 1.sono sistemiche e quindi appunto il sistema verrebbe in aiuto(secondo me non ci sarebbe proprio il bail in, anche per non svegliare chi ancora dorme). Questo puo’ valere anche per il Mps sul quale ho letto che -come le altre big- e’ posizionato con una massa di bond junior, senior ecc. ecc. in modo tale che verrebbero aggredite in primis le azioni e le riserve, e poi le obbligazioni ma solo una parte, perche’ ne’ hanno tutte in abbondanza, e pertanto non c’e’ alcun rischio che venga aggrediti i depositi anche sopra i 100000-e nonostante l’abbondante massa di crediti deteriorati di mps-. Penso che anche le altre banche quotate in borsa grosso modo sono messe meglio. Non so’ onestamente come e’ il discorso per banche come banca vicenza per esempio, che non e’ nemmeno quotata….e per parecchie piccole, alcune sono ottime, alcune no, altre non si sa’…,del resto basta un bel contenzioso per mettere in crisi un piccolo credito cooperativo, in toscana la mia terra alcuni sembra sono messi male, altri sono ottimi. Ma secondo me il sistema ora fara’ di tutto per evitare altri bail in-Renzi e padoan lo hanno fatto ben capire- anche per evitare, dal loro punto di vista, di ingrossare la gia’ notevole fila degli anti-euro. Ma….non temete, piuttosto che il bail in, un default globale del sistema mondiale, una guerra? Non e’ che l’eventualita’ e’ cosi’ remota.

stanziale
Scritto il 4 marzo 2016 at 20:42

Ecco qua il nuovo attacco -tramite le banche dal nome italiano ma solo quello, tra un po’- al risparmio nazionale http://scenarieconomici.it/lattacco-al-risparmio-immobiliare-italiano-prestito-vitalizio-e-vendita-per-morosita/

kry
Scritto il 6 marzo 2016 at 22:41

— “Non avrei mai immaginato che in un paese industrializzato si potesse ripresentare una depressione più profonda rispetto a quella che li Stati Uniti hanno sperimentato nel 1930 e questo è quello che è successo in Grecia.” —

1) La Grecia un paese industrializzato ??? In che cosa ? ( PS Quale altro paese al mondo ha almeno la metà della popolazione concentrata nella sola capitale? ).

2) Mister King si è mai chiesto quale fosse stata la vera causa della crisi del 30 negli USA ???
Vogliamo veramente credere che fosse solo per un problema di debiti ?
Qualcuno ha mai guardato dal 1860 al 1920 l’evoluzione economica degli USA con la relativa crescita della popolazione.
Il mondo non è molto dissimile dagli USA del 1920 abbiamo al contrario di allora un problema di sovrapproduzione tale da poterlo definire Luddismo 2° per cui abbiamo voglia di parlare d’investimenti e perchè questi non ripartano nonostante il livello dei tassi ai minimi storici.
La Grecia è il più grosso successo dell’ Euro e nessuno a controbattere ” Guardi che si sbaglia perchè tutti sanno che è la Germania. “

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