IL CICLONE STANDARD & POOR’S SORRIDE ALLA RUSSIA!

Scritto il alle 11:00 da icebergfinanza

Nel frattempo un’altra tempesta, questa volta artificiale sta colpendo la Russia, il ciclone Standard & Poor’s, trasforma il Paese in spazzatura, un favore inaspettato.

Si la stessa Standard & Poor’s che è pronta a trasformare anche il nostro Paese in spazzatura, la stessa agenzia di rating che recentemente…

New York, 13 gen. (askanews) – Standard and Poor’s sarebbe vicina a un accordo con il dipartimento della Giustizia americano per lo scandalo dei rating gonfiati sugli investimenti immobiliari alla vigilia della crisi economica e finanziaria del 2007. Lo rivela il New York Times: il colosso della valutazione del credito ha pubblicamente combattuto le accuse di aver manipolato i rating, ma dietro le quinte sta conducendo intense trattative per raggiungere un compromesso che chiuda il caso. Il governo e una decina di procure generali degli Stati americani chiedono a S&P di versare una multa pari a oltre un miliardo di dollari, che equivale ai profitti operativi della società in un anno. Secondo le indiscrezioni scritte dal quotidiano di New York, S&P avrebbe detto di essere disposta a versare la cifra. Due anni fa, prima di aprire l’inchiesta, il governo aveva offerto a S&P un’intesa simile, ma il gruppo aveva rifiutato. S&P vicino ad accordo con autorità Usa su rating gonfiati …

Ora in un ambiente sano e pragmatico, dopo quello che è accaduto in questi anni con le agenzie di rating che hanno contribuito a devastare anche il nostro Paese, una persona intelligente non solo non leggerebbe più un report o giudizio, ma non lo farebbe pubblicare dai giornali o la notizia dalle televisioni.

Invece no, ancora oggi molti imbecilli che lavorano nella finanza, si prendono il compito di pubblicare e commentare la spazzatura scritta da questi geni del senno di poi, spesso e volentieri analisi e studi costruiti ad arte per fare gli interessi dei propri azionisti o delle elites.

”  Il verdetto di Standard & Poor’s sembra venuto apposta a tradurre anche sotto forma di rating il buio in cui sono precipitati i rapporti tra Russia e Nato, e tra Russia e Unione Europea. L’agenzia americana, come aveva lasciato intendere nelle ultime settimane, ha ridotto da BBB- a BB+ il livello dell’affidabilità del debito sovrano russo.”

Non un semplice passo indietro, come quello decretato nei giorni scorsi dalle altre due grandi agenzie di rating, Fitch e Moody’s. S&P’s è la prima delle “big three” a far precipitare la Russia al livello “junk”, spazzatura, il gradino a partire dal quale gli investimenti in un Paese vengono considerati speculazione. Con un outlook negativo: la Russia è il primo tra i Paesi emergenti Brics a perdere lo status di “investment grade”. Una decisione che ha riportato la moneta russa sui minimi del mese scorso, più di 67 rubli contro un dollaro, mentre il costo per assicurare il debito russo dalla possibilità di default è salito di 113 punti base a 589, per diventare il quinto più elevato al mondo. Russia, S&P taglia rating a «spazzatura». Crolla il rublo

Si il ciclone Standard & Poor’s sorride alla Russia, sembra fatto apposta per provocare ancora di più l’orgoglio russo e scatenare una guerra commerciale in Europa, in maniera da affossare ancora di più le speranze europee.

A loro piace giocare con il fuoco se scatenano una guerra sono contenti, peccato che questa volta hanno preso un bersaglio difficile, molto impegnativo ed estremamente pericoloso.

Mentre da noi la riforma delle agenzie di rating è finita nel cassetto come tutto quello che riguarda la finanza e le sue distorsioni, un cassetto pieno di euro o dollari necessari a far chiudere un occhio ai legislatori e regolatori, in Russia …

“Le maggiori associazioni delle banche russe stanno studiando il problema di vietare in termini legislativi l’utilizzo dei rating creditizi delle Agenzie straniere sul territorio della Russia. Motivando la loro iniziativa, i suoi autori fanno riferimento alla non obiettività delle valutazioni che forniscono i maggiori giocatori stranieri di questo mercato, perchè queste valutazioni risultano essere politicamente motivate nonché ai rischi che per via di questi fattori ricadono sull’economia reale.”

C’è molto più tempo di quello che si creda per intraprendere la rotta della Transiberiana, incominciare a studiare il cammino dell’oro degli Zar. Senza dimenticare che Machiavelli è molto amato in Russia.

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15 commenti Commenta
soltero
Scritto il 27 gennaio 2015 at 13:28

è pericolo giocare con l,orso, tantopiù che è da troppo tempo che lo stanno stuzzicando

phitio
Scritto il 27 gennaio 2015 at 13:36

Agenzie di rating… come dire, un maestro ha dimostrato di fare pagelle a seconda di quanto lo pagano, ci sono perfino atti formali di accusa comprovati, e multe pagate.

A casa mia, quel maestro non viene piu’ ascoltato e puo’ andare a zappare invece che a valutare alunni.

john_ludd
Scritto il 27 gennaio 2015 at 13:46

questo è il parere di Dimitri Orlov, l’opposto di quel racconta la stampa anglo americana. Solo uno dei due può avere ragione:

http://cluborlov.blogspot.ca/2015/01/whiplash.html

aorlansky60
Scritto il 27 gennaio 2015 at 14:11

da ridere… :lol: il bello è che molta gente ci crede veramente… :D

allora, vediamo di pesare i dati in concreto :

da una parte abbiamo analisti di settore, pagati e finanziati dagli istituti di credito anglosassoni che a loro volta producono numeri, per uno Stato sovrano che annovera 18.000 miliardi di US $ di debito pubbl.

dall’altra abbiamo uno stato sovrano ricco di materie prime -giacimenti di petrolio e gas da far invidia al mondo intero- e non dimentichiamolo, un esercito con un arsenale tra i più potenti del pianeta -secondo solo a quello USA, forse nemmeno a quello- con ciliegina sulla torta diverse migliaia di testate nucleari con vettori ICBM e bombardieri strategici pronti all’uso, senza considerare la flotta di sommergibili nucleari anch’essi potenziali vettori di testate nucleari… :twisted:

non so voi, ma io credo più ai fatti concreti russi che ai numeri delle agenzie di rating… :lol:

l’unica cosa che mi preoccupa è che c’è gente che non si accorge di cosa significhi “giocare col fuoco” perchè è quello che stanno facendo con Vladimir e con la Russia, senza soppesare il grado di decisione e risolutezza di Putin (vi ricordate il caso del cinema russo con gli ostaggi dei guerriglieri ceceni di qualche anno fa? quanti erano i cittadini russi la dentro?? 100? 200? non ricordo con esattezza… bene, Vladimir non ci pensò un attimo a sacrificare quei russi, pur di far fuori quei 10 ceceni con i gas…)

gnutim
Scritto il 27 gennaio 2015 at 14:42

Ciao Jhon ho letto Orlov e aggiungo una cosa sul fracking usa.

Riusciranno a pompare ancora per qualche mese, ma ricordi quest’estate la siccità nell’ovest degli States?

La California aveva praticamente prosciugato le falde utilizzabili a causa del caldo e appunto dall’attività intensa del fracking.

A questo punto basta un’altra estate secca e i bacini di trivellazione dell’ovest fanno puffffff, in primis quelli del texas.

Vedrete quest’estate che divertimento…

gnutim
Scritto il 27 gennaio 2015 at 14:43

mentre in Russai si faranno grasse e grosse risate….

alla facciazza di S&P

john_ludd
Scritto il 27 gennaio 2015 at 14:50

gnutim@finanza,

no, non sarà divertente per un cazzo. Gli uanagana sono a fine corsa, ma il resto del pianeta è malmesso. E’ una corsa verso il basso e con i vari Perle, Kagan e compagnia bella non sarà piacevole, soprattutto a ovest perchè quelli bruciano i campi piuttosto che lasciarli agli altri. Come la Gran Bretagna quando lasciò l’India, dividendola in modo da provocare una e certa frattura su base etnico/religiosa invece che porre le basi per una più o meno pacifica convivenza, oppure in medio oriente dove han fatto di peggio. Se non puoi vincere allora fai in modo che anche gli altri non possano vincere. Strategia vecchia come il mondo… è sulla Bibbia “…muoia Sansone… bla bla bla” nulla di nuovo tranne l’iPhone X (a che numero siamo arrivati ?)

reragno
Scritto il 27 gennaio 2015 at 14:53

Tutto bene negli States i dati orrendi ancora prima della tempesta di neve

U.S.A……….. go home!!!!!!!!!!!!! Alla faccia della ripresa.

john_ludd
Scritto il 27 gennaio 2015 at 15:00

reragno@finanzaonline,

Durables Goods Orders Collapse…

tutto ok, sono calati perchè sapevano della grande neve…

cazzo hanno dei direttori acquisti dotati di preveggenza !!!

chi lo poteva immaginare, chi, chi, chi !!!

http://www.zerohedge.com/news/2015-01-27/shadow-crisis-has-not-passed-durables-goods-orders-collapse

AZZ SCUSATE LA BULIMIA ma non ho altro da fare che stare dietro un PC per sta influenza del piffero… mi fa venire una crisi di Schadenfreude !

john_ludd
Scritto il 27 gennaio 2015 at 15:01

reragno@finanzaonline,

comunque è strong buy !

QE4 a giugno, comprano anche i popcorn stavolta !

quesalid
Scritto il 27 gennaio 2015 at 15:04

john_ludd@finanza:
questo è il parere di Dimitri Orlov, l’opposto di quel racconta la stampa anglo americana. Solo uno dei due può avere ragione:

http://cluborlov.blogspot.ca/2015/01/whiplash.html

Esiste la possibilità che abbiano torto entrambi ( o che abbiano entrambi parzialmente ragione, che è la stessa cosa).

john_ludd
Scritto il 27 gennaio 2015 at 15:11

quesalid@finanza,

io spero abbiano torto entrambi, avere parzialmente ragione non lo trovo consolante con 22.000 testate appoggiate lì per terra.

reragno
Scritto il 27 gennaio 2015 at 15:21

Strong buy o Stronz buy?

gnutim
Scritto il 27 gennaio 2015 at 16:35

reragno@finanzaonline,

stronz

john_ludd
Scritto il 27 gennaio 2015 at 17:09

reragno@finanzaonline,

direttamente dall’Amleto, versione 2015, c’è del marcio in 200 West Street. Poor William !

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