ALLUVIONE… ITALIA!

Scritto il alle 10:00 da icebergfinanza

La situazione ormai sta diventando sempre più paradossale a dir poco, mentre la parola giusta è CRIMINALE!

Oggi a capo della commissione europea ci ritroviamo un uomo che mentre era a capo del governo del Lussemburgo, stringendo accordi fiscali segreti con centinaia di multinazionali per favorire un paese con quattro gatti, da presidente dell’Euro gruppo costringeva i Paesi periferici a feroci politiche economiche depressive e svalutazioni interne, distruzione della domanda interna e devastante svalutazione salariale.

Sono sempre loro i maggiori responsabili di questo dissesto, dei falliti che amministrano il fallimento del progetto europeo.

Se i popoli europei avessero un minimo di dignità, se lo stesso Renzi ne avesse questa gente verrebbe mandata a casa oggi, subito, adesso, ma certi incarichi sono merce di scambio, fanno parte di accordi politici che se ne fregano della realtà.

Invece mentre migliaia di aziende muoiono e milioni di concittadini perdono il loro posto di lavoro e la loro dignità, sempre loro gli stessi falliti che da anni amministrano la liquidazione delle singole nazioni a favore della plutocrazia finanziaria e delle corporation…

Dubbi sull’efficacia delle misure per garantire il pagamento dei debiti pregressi della Pubblica amministrazione e sulla capacità di gestire i fondi europei. Preoccupazione per il ritardo nel processo di privatizzazione delle società statali e nell’attuazione della spending review. C’è questo e altro nell’ultimo rapporto della Commissione europea sui ‘Progressi compiuti dall’Italia per la correzione degli squilibri macro-economici‘. Nel documento, di cui dà conto l’agenzia Public policy, l’esecutivo Ue indirizza al governo di Matteo Renzi una lunga lista di rilievi. Ne emerge un quadro poco lusinghiero: lo sforzo di riforme del governo, si legge, “è aumentato, ma i progressi sono irregolari”. In particolare “diversi pacchetti ambiziosi di riforma ancora sono in attesa di una piena adozione” o dei decreti attuativi. La solita storia, insomma. L’Italia non ce la fa a cambiare passo rispetto al passato. Ma le critiche assumono ora un significato maggiore perché arrivano proprio mentre, secondo Repubblica, su Roma pende la spada di Damocle di un “allarme preventivo” sui conti pubblici e dell’apertura di una procedura per deficit eccessivo. Bruxelles infatti, come emerso dalle previsioni economiche d’autunno diffuse il 4 novembre, calcola che i 4,5 miliardi in più messi sul piatto dal governo per ridurre il disavanzo strutturale 2015 non siano sufficienti per abbatterlo dello 0,3 per cento.

Conti pubblici, ecco i dubbi Ue sull’Italia. Bruxelles valuta cedura infrazione

Siamo tutti d’accordo, questa manovra è inguardabile, un immenso gioco delle tre carte, ma solo perchè la politica continua a guardare a limiti anacronisti e criminali nel bel mezzo di una depressione economica, non importa se si tratta del fiscal compact o del 3 %.

Quello che è chiaro è che ogni giorni vengono spazzate via dall’alluvione della deflazione migliaia di aziende, vengono i brividi a guardare i numeri…

L’allarme del Cerved: un quinto delle pmi italiane spazzato via

Un quinto delle pmi che nel 2007 risultavano attive oggi è fuori mercato. Le sopravvissute hanno perso 31 punti percentuali di mol e più che dimezzato il roe, passato dal 13,9% a 5,6 punti percentuali. Le loro sofferenze bancarie hanno toccato un massimo del 2,9% nel 2013 e sono attese addirittura oltre il 3% nel triennio 2014-2016. Quanto al futuro, ricavi e margini dovrebbero tornare a crescere nel prossimo biennio, ma a ritmi molto lenti: il mol del 2016 è dato infatti al -25% rispetto ai livelli pre-crisi.

Un quadro tutt’altro che roseo quello che emerge dal primo «Rapporto Pmi» che Cerved, gruppo italiano specializzato nell’analisi del rischio del credito, ha presentato ieri a Milano durante il convegno «Osservitalia». Il focus si è concentrato su «circa 144mila società – commenta Gianandrea De Bernardis, ad di Cerved – che nel complesso generano un giro di affari di 851 miliardi, un valore aggiunto di 183 miliardi pari al 12% del Pil, e che hanno contratto debiti finanziari per 271 miliardi».

Ovviamente non per tutti questa crisi è una tragedia, come sempre accade nelle crisi esistono anche grandi opportunità… CRISI: Cerved, per 3.472 Pmi virtuose fatturato raddoppiato da 2007

Quello che però è fondamentale comprendere che serve una scossa e che stiamo perdendo tempo, la politica e le banche centrali stanno perdendo tempo, stanno solo cercando di rimandare l’inevitabile, sbagliando quotidianamente ricette, perchè questa non è una crisi di OFFERTA, ma una crisi di DOMANDA.

Ci è arrivato pure lui Bill Gross, uno che negli ultimi anni non ha capito nulla della crisi, uno che si è messo a scommettere contro i titoli di Stato americani aspettandosi chissà quale ripresa dell’inflazione…

Dal vangelo secondo Bill Gross: attenti, la deflazione rischia …

Sembra incredibile che l’Italia, Paese che ha conosciuto periodi di inflazione a livelli quasi sudamericani (nel 1980 21,2%, per esempio), stia oggi scivolando in una deflazione pericolosa in primo luogo per la gestione dell’enorme debito pubblico. Ma purtroppo è la realtà. E il problema non è solo italiano o dell’eurozona, spiega Bill Gross (…) L’inflazione moderna, che quasi tutte le banche centrali fissano al 2%, è quindi indispensabile per sopravvivere. Attenzione però: per ottenerla l’economia reale non ha bisogno solo di qualcuno che stampi moneta, conclude il re dei bond, ma anche di qualcuno che spenda.

ma anche di qualcuno che spenda.

ma anche di qualcuno che spenda.

ma anche di qualcuno che spenda.

ma anche di qualcuno che spenda.

Ma di questo ne parliamo in un altro post in giornata. Stay tuned!

Nel fine settimana altri importanti tasselli del grande mosaico di un 2015 che si preannuncia alquanto interessante.

MACHIAVELLI INCONTRA FORREST GUMP un viaggio appena incominciato, un viaggio lungo tre anni…

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46 commenti Commenta
atomictonto
Scritto il 11 novembre 2014 at 11:05

Per come la vedo io meno male, ne avevamo troppe di PMI e c’è stata una bella e salutare scrollata che ha fatto fallire una parte di quelle decotte ed “inutili” se non per mettere in tasca dei soldi in nero a qualche “imprenditore” di seconda o terza generazione (figli di papà insomma).
E’ stranoto che le filiere in Italia sono (erano?) assurde con una anguria che “passa di mano” tra fornitori e distributori anche 7 volte prima di compiere il tragitto dal campo alla tavola del consumatore, col risultato che il prezzo da pochi centesimi al kg arrivi a 1,2-1,3 euro al kg perchè ci magnano sopra una fila di persone, spesso in nero o grigio.
Nel computo dell PMI risultano anche le imprese di ristorazione tra cui i bar: andiamo…siamo un paese assurdo con bar ogni 50-70 metri nelle città, nella sola via dove abito io ce ne sono 5 in si e no 150m; o siamo un paese si alcolizzati cronici oppure sono (erano?) troppi…semplicemente perchè in Italia chi non studia e non ha soldi in famiglia va a fare l’operaio mentre chi non studia e ha qualche soldo in famiglia apre un bar.
Smettiamola di prenderci in giro, suvvia, se no come si fa a parlare dell’ottimo Macchiavelli?
Si continua con sto mantra delle PMI viste come “spina dorsale del paese” e come risorsa miracolistica da proteggere e accudire.
Questo era vero negli anni ’80 riferito agli anni ’60, per Giove!
Se guardiamo agli ultimi 30 anni vediamo che le PMI fanno si molto del PIL…ma hanno anche fatto il grosso dell’evasione fiscale e del precariato cronico.
Quel che ci vuole in Italia è smetterla di vivere nel passato continuando a ripetere concetti sorpassati dalla storia e dai fatti sotto gli occhi di tutti.
Ben venga una bella “moria” di PMI che lasci spazio a quelle più forti, fatte da veri imprenditori e non da figliocci scansafatiche seduti sugli allori a bere drink, che finiranno per prendersi le quote di mercato lasciate libere, crescere, agglomerarsi e mettere fine una volta per tutte a sta miriade di mini-ditte lilliputziane.

icebergfinanza
Scritto il 11 novembre 2014 at 11:16

atomictonto@finanza,

Così le imprese muoiono.
IMPRESE fallite per crediti. Imprenditori suicidi. Altri disperati a caccia di prestiti per pagare il fisco. La crisi sta uccidendo le piccole e medie aziende italiane, fiaccando le grandi, mettendo a dura prova chi esporta e ancora resiste allo tsunami. Il calo del fatturato, la contrazione degli ordini, l’aumento vertiginoso delle tasse, ma anche il
credit crunch, i rubinetti sempre più chiusi delle banche, hanno costretto al fallimento 52 mila e 539 imprese dall’inizio della crisi, nel disastroso quinquennio 2008-2012. Di queste 15 mila e 170, secondo i calcoli della Cgia di Mestre, sono morte a causa di pagamenti mancati o ritardati. E dunque fallite per crediti, soprattutto dello Stato, lasciando senza posto 60 mila persone.

E dunque fallite per crediti, soprattutto dello Stato, lasciando senza posto 60 mila persone.

E dunque fallite per crediti, soprattutto dello Stato, lasciando senza posto 60 mila persone.
E dunque fallite per crediti, soprattutto dello Stato, lasciando senza posto 60 mila persone.
E dunque fallite per crediti, soprattutto dello Stato, lasciando senza posto 60 mila persone.
E dunque fallite per crediti, soprattutto dello Stato, lasciando senza posto 60 mila persone.
E dunque fallite per crediti, soprattutto dello Stato, lasciando senza posto 60 mila persone.

E mi fermo qui prima di incazzarmi!

draziz
Scritto il 11 novembre 2014 at 11:28

atomictonto@finanza,

Ad un intervento così si potrebbe rispondere articolatamente e confutando punto per punto le…”scelleratezze” (chiamiamole così, il sostantivo più adatto sarebbe str…ate) buttate in pasto a chi legge questo blog.
Non hai mai saputo, caro Savonarola, che la maggior parte del lavoro dipendente è quello che viene generato dalle PMI (piccole e medie imprese) in questo Paese?
E parimenti il 90% di quelle esistenti sono PMI?
Probabilmente ti piace il fatto che il capitale che sta acquistando ciò che rimane del nostro tessuto produttivo (spesso proprio PMI) proviene dall’estero e tra qualche anno, con buona pace dei sindacati, le cause di lavoro saranno molte di meno ed anche più brevi…
E se il capitale italiano prende la via dell’estero, per poter creare qualcosa di produttivo, un motivo ci sarà, no?
Un bar ogni 50-70 metri? Ma dove vivi? Molto fuori mano probabilmente…
Fatti un viaggetto a Londra, tesoro bello della mamma, o in qualche altra capitale europea e poi ne riparliamo…altro che 50-70 metri (ha, ha, ha, ha, ha…).
Qui non ci vogliono veri imprenditori, ci vogliono meno ladri, soprattutto di Stato e con copertura politica, e molta più voglia di lavorare.
Sai perchè molta della frutta e della verdura arriva al consumatore finale con prezzi esorbitanti?
Mai sentito parlare di interessi di mafia e camorra nel settore? Ci hanno pure fatto un documentario…
Anzi, documentati parecchio, perchè mi pare sia tu a vivere nel passato.

kry
Scritto il 11 novembre 2014 at 11:32

Quand’è che chiamiamo le cose con il giusto nome del MULTINAZIONALISMO. Altro che GLO BLA BLA BLA LI ZA ZIO NE. Soggetti senza patria dove le regole le devono rispettare gli altri e ancor meglio se le regole son dettate direttamente da loro.
atomictonto@finanza,

Sicuramente fantastica la situazione attuale. Frutta dal produttore a 0,17€ al supermercato tramite un solo passaggio. Direi proprio una situazione fantastica …. mo vediamo chi la mangia la frutta …. o meglio vediamo come fanno a venderla visto che il prezzo è sempre quello minimo 1€ quando va bene che è in offerta.

atomictonto
Scritto il 11 novembre 2014 at 11:37

icebergfinanza,

Ma se vuoi puoi anche incazzarti.
Io ho perso un posto di lavoro dirigenziale a livello EMEA in una multi USA (a Ottobre) semplicemente perchè la capogruppo in America si è rotta le palle di aspettare questa Europa di rimbambiti che non si riprende percui ha segato in un anno tutto il management del canale di distribuzione appunto EMEA.
Comuqnue, ribadisco il concetto, ho “navigato” per anni il mondo delle PMI Italiane e posso affermare quanto segue:
– In Italia c’è un numero mostruoso di mini-aziende
– Alcune, poche, sono dei gioiellini gestite benissimo che investono e fanno innovazione
– Alcune, poche, sono radicalmente etiche e serie in tutto (e sono anche di solito le stesse del punto sopra)
– Molte, troppe, sono in realtà decotte da anni, in mano a 30-40enni che le hanno semplicemente ereditate dal nonno o padre.
– Molte, troppe, non hanno in realtà Mercato nel senso stretto ma vivacchiano di “antichi” accordi locali, favori reciproci, nero usato come incentivo/sconto sia ai dipendenti che ai clienti
– Molte, troppe, sono oltre che decotte in mano a semplici truffatori e chiaccheroni professionisti, gente che ci marcia da anni a non pagare nessuno dei fornitori inventando scuse assurde mentre lucra vendendo merci, di fatto, rubate ad altre ditte meno furbe o più stupide
– Molte, troppe, non sono nemmeno Aziende ma solo sistemi legalizzati di truffa, furto e sfruttamento del lavoro come ad esempio moltissime “agenzie” del terziario: possibile che in Italia ci siano quasi 12.000 “agenzie di pubblicità” di cui la più grande ha 50 dipendenti mentre per dire in Germania quelle medie hanno oltre 300 dipendenti regolarmente pagati? Vuoi sapere perchè? semplice, perchè in Italia TUTTI quelli che hanno lavorato nella comunicazione negli anni ’80 e ’90 (quando si guadagnava bene) hanno poi “aperto l’agenzia” ovvero un ufficio in cui ci sono loro, la moglie e l’amante assunti e pagati e poi 10-12 stagisti tenuti a pane e acqua e costretti a sgobbare 12 ore al giorno!

Concludo dicendo che di queste “meravigliose PMI” sto paese deve fare a meno, bisogna abbattere questo alveare nauseabondo di fannulloni, figli di papà, truffatori, chiaccheroni e approfittatori che si è formato negli anni ’80 sulle ceneri delle vere Gloriose PMI degli anni ’50 e ’60.
Sul tuo punto ripetuto aggiungo che è stato per primo lo Stato a cominciare coi pagamenti “a babbo morto” di cui si approfittano oggi quelli di cui sopra…io vengo da una cultura ed etic Americana percui se vuoi qualcosa lo paghi subito se non fanculo, non si fa credito ai falliti.

atomictonto
Scritto il 11 novembre 2014 at 11:40

draziz@finanza,

Fino al mese scorso ho fatto una media di 40-50 voli all’anno come manager, parlo 4 lingue e ho vissuto su 3 continenti diversi.
Milano-Londra l’ho fatto varie volte in gironata, le capitali Europee ormai le conosco quasi tutte come le mie tasche, johnny.
Relax.

atomictonto
Scritto il 11 novembre 2014 at 11:47

Italy is the land of Pulcinella’s Secret… :-D
Le cose che ho scritto le sapete tutti benissimo ma conviene fare astrusi discorsi sulla frutta e robe del genere.
Questo paese è pieno zeppo di gente che non fa un caxxxo, sta li seduto alla scrivania della ditta moribonda fondata dal nonno a cercare di vendere delle mxxxxe di divani vecchi di anni ai soliti quattro vecchi clienti delal zona.
Poi si lamenta che “da imprenditore non mi sento supportato”…ma disciulati babbeo, fai dei divani migliori, piantala di regalarne 1 su 3 all’albergo di tuo zio perchè se no ti dice che sei stxxxxo, piantala di pagare i fornitori di legno, tessuto etc.. a 200-300 giorni, se non hai i soldi chiudi e falla finita.

kry
Scritto il 11 novembre 2014 at 12:04

atomictonto@finanza,

ore 11:05 E’ stranoto che le filiere in Italia sono (erano?) assurde con una anguria che “passa di mano” tra fornitori e distributori anche 7 volte prima di compiere il tragitto dal campo alla tavola del consumatore, col risultato che il prezzo da pochi centesimi al kg arrivi a 1,2-1,3 euro al kg perchè ci magnano sopra una fila di persone, spesso in nero o grigio. —– ore 11:47— Le cose che ho scritto le sapete tutti benissimo ma conviene fare astrusi discorsi sulla frutta e robe del genere. —– HA perfettamente ragione : Italy is the land of Pulcinella’s Secret… o meglio abbiamo una nuova maschera ATOMIC-TONTO …. ma non fa ridere.

kry
Scritto il 11 novembre 2014 at 12:07

atomictonto@finanza,

Ah dimenticavo , lavorava per una multinazionale? Forse qualcuno si starà rallegrando.

giuseppef
Scritto il 11 novembre 2014 at 12:08

Buongiorno.
Sono nuovo, ma leggo spesso gli interventi e li trovo apprezzabili.
Quello di oggi stigmatizza ancora una volta il comportamento dei burocrati di Bruxelles.
Proprio in sintonia con quanto Beppe Grillo va dicendo da anni, ma purtroppo resta inascoltato dalla maggioranza degli italiani.
Qui avete più volte criticato ferocemente il Movimento 5 Stelle, certamente per gli atteggiamenti un po’ naif di alcuni suoi parlamentari, ma anche per le idee affermate in campo economico.
Così facendo disconoscete la reale funzione del Movimento in chiave antisistema.
Mi permetto di far notare questa contraddizione, visto che il sistema attuale (banche centrali, banche, burocrazia, politica, cioè i pochi) è da sempre il vostro bersaglio.
Saluti

phitio
Scritto il 11 novembre 2014 at 12:35

giuseppef,

Grillo NON ha una opinione in campo economico, e’ solo uno che parla per sentito dire e che ripete a pappagallo lezioni di economia scombiccherate.
I rappresentanti in parlamento del M5S , a parte un minuscolo sottogruppo, potrebbero benissimo essere descritti come isomorfismo delle PMI descritte da Atomictonto. Pochi, pochissimi dotati di capacita’ ed intelligenza, pure espulsi alla fine, poi una gran massa di parevenou che non sa da che parte sta’ il sedere se non se lo trova con le mani. Una congerie di persone miracolate da una elezione condominiale, con uno stipendio, sebbene decurtato per far fessi i followers, ben al di sopra dei loro meriti, e quindi uno spreco totale di denaro pubblico. Una matassa di poersone costantemente oppresse dalla paura di non dimostrarsi abbastanza allineati col capo, e quindi evitare il fulmine del PS della morte lanciato dal blog.

Un M5S guidato livorosamente e in maniera padronale ed assoluta da una coppia di milionari, tutto qui quello che ha saputo inventare la societa’ civile italiana? Il nuovo che avanza? Questo M5S e’ solo una pessima brutta copia di Forza Italia, senza nemmeno del personale adeguato a farlo funzionare.

Certo, nei partiti tradisionali abbiamo truffatori, imbroglioni e gente amorale, ma non vedo grandi differenze nel M5S. I secondi semplicemente non hanno ancora dimostrato con veri fatti un bel nulla, non riuscendo nemmeno a trarre vantaggio da questa crisi epocale.

Ma non temete, c’e’ ancora una riserva di crisi infinita a cui attingere. Anche partiti “cavallo di troia” come il M5S potranno andare avanti, sopsinti come relitti da questa marea micidiale.

I Podemos in spagna sono tutto quello che il M5S avrebbe potuto essere e non sara’ mai. Andate a guardare quelli, qui in italia abbiamo fallito.

atomictonto
Scritto il 11 novembre 2014 at 12:44

kry@finanza,

No non credo.
Anzi.
Purtroppo quando la capogruppo USA fa i conti e le proiezioni spesso non tiene troppo conto di dove/chi sega e taglia visto che entrano in azione i “bean counters”. :-D
E difendere risultati negativi si riesce fino ad un certo punto.
La crisi è molto forte (posso solo dirti che per esempio in Italia, dove la multi è IL principale player con oltre il 30% del mercato totale, si è perso quasi metà fatturato tra il 2011 e quest’anno) e giustamente fa cadere anche le “teste” oltre che falciare le “braccia”.
Ciao.

giuseppef
Scritto il 11 novembre 2014 at 12:45

phitio@finanza,

Allora, allegramente, avanti tutta senza speranza di cambiamento….ma attenzione, piano piano, un passetto alla volta così potranno spennarci fino all’ultima piuma !
Una cosa vorrei dirti: ma tu stai facendo qualcosa per cambiare in meglio la situazione di questo paese ?
Saluti

atomictonto
Scritto il 11 novembre 2014 at 12:52

kry@finanza,

Va bene, fai taglia e cuci di frasi prese qui e là…tanto la sostanza non cambia.
Scrivi anche cose interessanti a volte e quindi ti apprezzo, a parte l’uscita finale un pò da bamboccione.

atomictonto
Scritto il 11 novembre 2014 at 12:59

phitio@finanza,

Eh…purtroppo anche questa è una occasione persa.
All’inizio sembrava che effettivamente Grillo intendesse solo lanciare M5S come movimento politico per poi lasciarlo crescere ed evolvere per il bene dell’Italia.
Si era dichiarato “solo il megafono” e poi ne è diventato il dittatore unico e dispotico.
Ormai invece è palese che è il suo giochino personale grazie al quale è potuto tornare a urlare in piazza davanti a folle adoranti lui e ha aumentato da 56.400 euro a 245.000 euro netti i dividendi netti annuali (dato 2013 su 2012) della Casaleggio&Ass. Srl l’altro personaggio.

giuseppef
Scritto il 11 novembre 2014 at 13:18

atomictonto@finanza,

Se credi ancora sia così….amen ! Ma anche a te la stessa domanda precedente: hai fatto il possibile per impedire il declino di questo paese?
Saluti

galactus
Scritto il 11 novembre 2014 at 13:28

atomictonto@finanza,

Certo che sei proprio un incazzoso atomico. Gli Usa sono storicamnete un paradiso fiscale, nn mi sembra un grande punto di partenza. Le aziende italiane sono certamente cariche di difetti, necessitiamo di una classe imprenditoriale nuova. Ma lascia stare le piccole e medie imprese, ce ne sono tante che bene o male organizzate hanno sempre fatto la loro parte. Hanno reso ricco anche loro questo paese. La concorrenza sleale esiste in tutto il mondo. Forse non conosci il far east, dove ci sono tanti soldi. E non scherzano davvero. Rilassati, il mondo si assomiglia tutto.

E’ ora, per quanto concerne il nostro paese, di pensare a come giudicheremo, nei prossimi mesi, i nostri politici incapaci e senza idee, se non per se stessi ed i loro amici. Dovranno pagare per quello che stanno (non stanno) facendo. Ciao a tutti

kry
Scritto il 11 novembre 2014 at 13:34

atomictonto@finanza:
[email protected],

Va bene, fai taglia e cuci di frasi prese qui e là…tanto la sostanza non cambia.
Scrivi anche cose interessanti a volte e quindi ti apprezzo, a parte l’uscita finale un pò da bamboccione.

( Va bene, fai taglia e cuci di frasi prese qui e là scritte dalla stessa persona Bhe che posso farci, nessuno è perfetto. Io non mi rallegro del male di nessuno, tuttalpiù un lavoro come segretario di una moglie avvocato o maestro di judo di sicuro come ultima alternativa non ti mancherà. Ciao.

veleno50
Scritto il 11 novembre 2014 at 13:55

atomictonto@finanza,

Hai fatto una disamina perfetta nel primo commento, lo sanno tutti qui nel blog che il nero ha sostenuto piccole aziende altrimenti avrebbero fallito prima, hanno vissuto fino a ieri coltivando l’orticello , senza guardare oltre il loro naso,ora sono alla frutta non c’è domanda, non si consuma, si rimanda tutto, non si spende ,sono sfiduciati non hanno voglia di mettere mano al portafogli. Sono convinto che hai ragione valutando i crediti inesigibili che hanno le banche, purtroppo è quasi tutto debito delle pmi ecco perchè chiudono. Una nazione con il risparmio più alto mondo sta per fallire non me faccio una ragione. ciao buon lavoro

aorlansky60
Scritto il 11 novembre 2014 at 14:03

Atomictonto ha scritto : “siamo un paese assurdo con bar ogni 50-70 metri nelle città, nella sola via dove abito io ce ne sono 5 in si e no 150m; o siamo un paese si alcolizzati cronici oppure…”

Ho notato la stessa cosa anch’io nelle città che di solito bazzico per la maggiore, Parma e Chiavari…

Il fenomeno ha una spiegazione logica ben oltre quella che hai cercato di dare :

con il numero di disoccupati in (forte)aumento, c’è in giro un sacco di gente che non sa più cosa fare dalla mattina alla sera (alla notte magari molti di questi se ne vanno poi a rubare, ma questa è un altra storia…) ed il costo di una tazzina o di un aperitivo al bar è a basso costo e gli riempie il tempo vuoto seduti ad un tavolino…

Da considerare che il numero di bar stà aumentando proporzionalmente al numero di altri esercizi commerciali (di qualsiasi settore, per la maggioparte abbigliamento) che hanno chiuso per crisi nel corso degli ultimi 2-3 anni, e il motivo è altrettanto logico : essendo diventata scarsa la domanda di abbigliamento come quella della maggiorparte di altri settori commerciali (dato che la gente tira la cinghia e non spende) se uno si sente il coraggio di aprire una propria attività in italia al giorno d’oggi e si chiede quale settore scegliere, la risposta è immediata : un bar, perchè di quelli c’è forte domanda di consumo.

Il bar stà assumendo forte rilevanza “sociale” come fattore di aggregazione -non scherzo e non esagero- in questa fase del ns paese, il che è tutto dire per spiegare il livello dove stiamo precipitando… altro che pessimismo, questo è realismo. Almeno fino che la situazione non migliora, perchè se siamo tutti quanti destinati prima o poi a diventare nostro malgrado “gente da bar” allora buonanotte Italia.

rnitti
Scritto il 11 novembre 2014 at 14:19

Premetto che rispetto ai molti esperti di finanza che scrivono su questo blog io non sono nessuno, ma mi sento di dire senza alcuna polemica che c’e’ del vero nelle affermazioni di atomictonto. Non si tratta del solito capitalismo darwniano ma di uno dei tanti limiti dell’imprenditoria di questo paese. Poi come in qualsiasi cosa, ci sono quelli che non si meritano quello che gli sta succedendo (e io da ex lavoratore dipendente potrei dire la stessa cosa di me stesso) ma i limiti del materiale umano italico sono messi bne in evidenza da gran parte dele nostre imprese e cioe’ da gran parte delle PMI.

icebergfinanza
Scritto il 11 novembre 2014 at 15:11

Finiamola di sparare su tutti e tutto, finiamola di generalizzare!

Oltre 15.000 aziende sono fallite perchè lo Stato non ha rispettato i suoi impegni. Per il resto possiamo stare quai a cazzeggiare tutto il giorno sulla fogna umana che circola in questo Paese, ma ora abbiamo disperatamente bisogno di trovare le sorgenti pulite!

dispettoso fiorentino
Scritto il 11 novembre 2014 at 15:14

… Caro AtomicTonto , complimentandomi per le 4 lingue , i 3 continenti e le decine di voli all’estero ,
pur apprezzando alcuni spunti della sua analisi , ritengo che osservare un bilancio che passa da 56400
a circa 245000 nelle societa di pubblicità di Grillo & C. , non sia degno di nota , considerando quello che succede oggi ( nella legge Fornero mancano a capo rigo 4 frasi che inerenti alle pensioni dei dirigenti pubblici 160000 persone , fino a oggi sono costati circa 2 miliardi e cento milioni di euro , alla faccia di tutti quanti gli altri ) ; ora posso capire la Sua non simpatia nei confronti dei 5 stelle , ma il suo esempio non è degno di un manager …..

dante5
Scritto il 11 novembre 2014 at 15:38

Premesso che:
– non vado mai al bar e non bevo caffè, quindi per me i bar potrebbero anche chiudere tutti!
– parlo 4 lingue come Atomictonto anche se non ho mai lavorato per una multinazionale;
– concordo almeno che esistono parecchi testa di m… tra i piccoli imprenditori;
il discorso di Atomictonto è assolutamente demenziale. Ma forse, lui spera ancora di essere assunto da un’altra multinazionale e di restarsene in questo inferno:)

Fossi in lui penserei seriamente di emigrare…poi ognuno fa i conti a casa sua.

Comunque ho lavorato “da giovane” in aziende manageriali (che non sono le PMI classiche) e posso senz’altro dire che lì per andare avanti molto spesso bisogna usare parecchio la lingua, più che il cervello.
Nelle multinazionali con cui ho avuto a che fare (anche ora, che sono un libero professionista) è più o meno la stesa cosa, e parlo di dirigenti non italiani ma “biondi e con gli occhi azzurri”!

Cosa dire? “Liquidate labour, liquidate farmers, liquidate (small) businesses…” lo stesso discorso (che cita sempre Andrea) lo fece un certo Andrew Mellon, Ministro del Tesoro USA nel 1929, ed abbiamo visto come è andata a finire (guerra inclusa…).

In merito al discorso di Veleno (hi!) ha ragione nel senso che una parte delle PMI non sono state messe in grado di ripagare i propri debiti (vedi il discorso di Andrea sui debiti della PA…una buffonata del Renzino il pagamento totale, credetemi…) ed una parte sicuramente si è indebitata oltre ogni limite ragionevole (specie nell’edilizia), naturalmente lui non sta dalla parte delle PMI che per sopravvivere e pagare i propri dipendenti fanno il nero, lui sta dalla parte delle cooperative che per far intascare il nero ai propri dirigenti licenziano i dipendenti e naturalmente non pagano i propri fornitori (specie le PMI…)…il piddino perfetto…bye

silvio66
Scritto il 11 novembre 2014 at 15:48

phitio@finanza,

Cosa è che ti rode phitio? Che i parlamentari 5 stelle non si sono ancora fatti comprare dalle corporazioni che giorno per giorno si comprano quelli che voti tu? Il mondo intero sta guardando questo fenomeno socio/politico che mette in ridicolo la vecchia partitocrazia italiana. Curioso il livore che esprimi verso il movimento con parevenou eletti in condominio, chissa chi sei tu e quali competenze e soprattutto intelligenza puoi vantare vista la spocchia espressa contro questa becera rappresentazione della classe media italiana che è il movimento. Grillo dittatore?..guarda, io come iscritto la scorsa settimana ho potuto votare per le unioni civili e il giudice costituzionale e non ho visto indicazioni di Grillo o Casaleggio. Abbiamo bisogno di persone ONESTE e refrattarie alla CORUZZIONE prima di tutto. Mi auguro che almeno su questo tu possa convenire, anche se dai tuoi discorsi sembri realmente convinto della tua superiorità intelettuale.

kry
Scritto il 11 novembre 2014 at 16:05

aorlansky60,

” Almeno fino che la situazione non migliora, perchè se siamo tutti quanti destinati prima o poi a diventare nostro malgrado “gente da bar” allora buonanotte Italia.” BUONANOTTE e SOGNID’ORO. Nel mio paese non c’è una concentrazione così elevata di bar ma … MA si diversifica dai parucchieri , estetiste , kebab/pizza al taglio. Comunque dai dopo un paio d’ore al bar per un caffè , un pranzo con un pezzo di pizza o kebab e una pettinata ogni tanto l’italia cresce ….. forse sbaglio o forse lo vedo solo io che c’è bisogno di volontariato e qui come posso dar torto a veleno che stiamo ancora TROPPO BENE.

veleno50
Scritto il 11 novembre 2014 at 16:06

dante5@finanza,

A te la replica piace perchè metti sempre qualche parola in più per polemizzare, dimmi dove io nel commento parteggio per le cooperative, l’ho già detto tu hai un serpente nello stomaco pd (Renzi) che ti corrode lo stomaco,stai sereno Dante.Il pagamento che hanno effetuato le PA è altissimo in confronto al passato poi tu guardi le virgole e i puntini allora hai ragione tu,cosi stasera dormi un sonno profondo.hi

buf
Scritto il 11 novembre 2014 at 16:27

icebergfinanza:
Finiamola di sparare su tutti e tutto, finiamola di generalizzare!

Oltre 15.000 aziende sono fallite perchè lo Stato non ha rispettato i suoi impegni. Per il resto possiamo stare quai a cazzeggiare tutto il giorno sulla fogna umana che circola in questo Paese, ma ora abbiamo disperatamente bisogno di trovare le sorgenti pulite!

sono d’accordo ma come spesso accade la verità sta nel mezzo. Negli ultimi 50 anni quante aziende piccole e medie sono cresciute all’ombra di uno Stato spendaccione e sperperone? Finchè ci sono stati soldi per tutti, PMI buone e meno buone hanno potuto tirare avanti bene o male in modo tranquillo. Ora la crisi ha semplicemente chiuso i rubinetti. D’altra parte un legame fra quantità di aziende e debito pubblico astronomico c’è…almeno secondo me.
Premetto è un mio pensiero, in parte la penso come Atomictonto ed allo stesso tempo sono perfettamente cosciente che questa crisi si è tirata dietro una miriade di aziende che magari erano efficienti e sarebbe potute benissimo stare sul mercato. La crisi fa pulizia ed un giorno si rivolterà conto anche contro quelli che per ora se la sono scampata e che sono i reali responsabili. Ma il giorno del “reset” è sempre più vicino ed a quel punto si potrà ripartire più puliti. Detto questo e tornando al discorso, non si può fare di tutta l’erba un fascio ma è vero che questa crisi da un lato uccide purtroppo tante aziende oneste…ma di certo stanno uscendo dal mercato tanti furbetti ed incapaci.

kry
Scritto il 11 novembre 2014 at 17:00

buf@finanza,

Ricordo quando producevo e la concorrenza mi arrivava dalle regioni a statuto speciale , con finanziamenti a fondo perduto sul capannone e atrezzature e magari anche finanziamenti a tassi agevolati ….. per esperienza non ci credo che dal mercato escano tanti furbetti/incapaci. Il massimo della vita alimentare la concorrenza con le proprie tasse.

dante5
Scritto il 11 novembre 2014 at 17:00

veleno50@finanza,

Nessun serpente Veleno, a me Renzi se facesse davvero quello che afferma che vuole fare andrebbe benissimo, sono anti-ideologico, ti assicuro. Forse con te sbaglio, ma dico qualche battuta, se tu sei a favore delle PMI (ma non mi pareva nel tuo commento), meglio così, ne prendo atto. Chapeau et au revoir

stanziale
Scritto il 11 novembre 2014 at 17:36

Premetto che ho molto rispetto per le sofferenze di atomictonto(spero che ora abbia trovato un nuovo lavoro); cio’ non toglie che nel suo pensare, c’e’: o qualcosa di ideologico, e/o che, come molti, vede gli effetti ma non le cause. Gli effetti lo vedono tutti, le cause cominciano gia’ nel 1945 (o 1938 con le leggi razziali?) nella perdita di sovranita’ italiana, avuta pienamente al tempo degli antichi romani , ovvio, e, probabilmente, in un certo periodo degli anni 30 dello scorso secolo (quando M. si stacco’ dall’influenza angloamericana che domina il mondo da 2 secoli, per collegarsi pero’ poi, dopo pochi anni…a quella germanica nel 38). Che siamo una colonia ce lo ha ricordato, tra l’altro, l’episodio Mattei; Olivetti; anche Craxi e Berlusconi, direi, perlomeno in parte) E, soprattutto, Moro. Il suo assassinio ha probabilmente portato alla svolta attuale: smantellamento iri(e prima ancora imi), sme, euro, maastricht, fiscal compact, cessione quindi di ogni tipo di sovranita’. Ma veramente dove puo’ andare uno stato dopo aver smantellato l’iri e le banche, che non ha piu’ una politica industriale, che rinuncia alle centrali nucleari pero’ accetta di comprare energia da quelle francesi ai confini….che ha una magistratura che….meglio lasciar perdere….quindi guardare al comportamento scorretto egoistico di alcuni imprenditori (io pero’ ne conosco molti che si sono rovinati per cercare di non chiudere, di non mandare a casa i dipendenti)non ha molto senso….quindi sposo in tutto e per tutto il pensiero del ns Andrea, molto chiaro fin dall’inizio che leggo il blog, diciamo 4-5 anni.

laforzamotrice
Scritto il 11 novembre 2014 at 17:40

atomictonto@finanza,

Beh, vero è che la famosa filiera è comunque formata da gente che grazie ad essa ha un lavoro e un reddito. Che poi non bisogna esagerare d’accordo, ma se passi dal produttore al consumatore, temo che i consumatori sarebbero molto pochi, visto che nella filiera ci lavora il 60/70% degl’occupati. Sul resto (PMI) non hai tutti i torti, anche se forse sei un pò estremista.
http://www.laforzamotrice.it

stanziale
Scritto il 11 novembre 2014 at 17:41

stanziale@finanza,

…preciso meglio…..le centrali nucleari eravamo primi nel mondo per la tecnologia….ed ecco che arriva il referendum……ora il sud corea, stato sovrano, si e’ specializzato ed esporta centrali nucleari……olivetti era prima nel mondo nei computer, prima di ibm…oops, Olivetti muore…oops, muore anche il suo promettente vice….

laforzamotrice
Scritto il 11 novembre 2014 at 17:43

buf@finanza,

Giusto. Da mamma stato ci hanno ciucciato in molti privati, vedi BREBEMI e simili che da 800 milioni si è arrivati a 2400 milioni. E casi simili non si contano.

icebergfinanza
Scritto il 11 novembre 2014 at 17:44

Chi doveva morire è già morto o agonizzante a questo punto della crisi, le uniche sono le banche che questo fottuto sistema politico clientelare infarcito di conflitti di interesse non ha avuto il coraggio di nazionalizzare eliminando azionisti e in parte obbligazionisti lo ricordo a tutti sottoscritti di RISCHIO!

Meel marce ce ne sono ovunque o le togliamo dal cestino o contamineranno anche le altre, ma quelle che vanno tolte dal cestino sono quelle lasciate sul mercato da politici corrotti o semplici idioti che fanno i politici solo grazie a voti di scambio.

Ho letto oggi inutili luoghi comuni e stereotipi sulla spina dorsale del nostro tessuto economico.

Qualcuno ha la memoria molto corta e non ha dimistichezza con i numeri.

Ho visto in giro molte facce da fogna che hanno governato questo Paese cercare di sfruttare il malcontento e l’insoddisfazione, se avrò la fortuna di continuare questo viaggio non mancherò di smascherarli ad uno ad uno al momento opportuno.

Vi lascio un passaggio di Daniel Cloud della Princeton University che dovrebbe far riflettere

Ma il mercato non è la fisica, gli economisti non sono fisici nucleari e l’azzardo morale nella faccende umane è il rischio che conta più di tutti. La convinzione infondata di essere in grado di scrutare il futuro usando la scienza ci ha portati tutti a pronunciare una serie di promesse vincolanti su cose, in quel futuro, che nessun essere umano potrebbe garantire. Promettere qualcosa che dovremmo sapere che è impossibile garantire viene definito anche “mentire”. Questo grande velo di menzogne adesso si sta lacerando.

Promettere qualcosa che dovremmo sapere che è impossibile garantire viene definito anche “mentire”. Promettere qualcosa che dovremmo sapere che è impossibile garantire viene definito anche “mentire”. Promettere qualcosa che dovremmo sapere che è impossibile garantire viene definito anche “mentire”. Promettere qualcosa che dovremmo sapere che è impossibile garantire viene definito anche “mentire”. Promettere qualcosa che dovremmo sapere che è impossibile garantire viene definito anche “mentire”.

I Governi pensano di poter arrestare questo processo attraverso i soldi, ma ci sono diverse ragioni per credere che non funzionerà. Il sistema bancario probabilmente è già al di là del salvabile: molti istituti di credito semplicemente non sono più banche, ma esperimenti di vasta portata che non funzionano come previsto.
Possiamo continuare per un bel po’ a “stimolare” e “salvare” l’economia, ma otterremo solo di rimandare il necessario aggiustamento, fino a quando saremo costretti a lasciare che l’indispensabile distruzione creativa faccia il suo corso. Ma non è questo il vero problema. Il vero problema è l’ideologia pseudoscientifica che è alla base della crisi odierna. Una scienza dell’uomo ultima non ha spazio per una ripresa imprevedibile e non programmata, che è il solo modo con cui un’economia capitalistica è in grado di ripartire dopo una crisi di tale portata.
Se rimaniamo avvinghiati alla falsa sicurezza di una presunta scienza che non funziona e ci dimentichiamo della filosofia che vi sta dietro, di concetti come la responsabilità personale e il diritto di fallire, i nostri leader, molto scientificamente, non ci porteranno in dote nessuna ripresa.

Un consiglio prima di scrivere …pensateci su due volte, generalizzare non serve a nulla!

stanziale
Scritto il 11 novembre 2014 at 17:44

stanziale@finanza,

….leggere il libro di Galloni….

madmax
Scritto il 11 novembre 2014 at 22:33

Ecco perche’ l’economia va male!
Credo di aver scoperto l’acqua calda, ma non ridete che sono serio e comincio con una domanda, voi vi fareste operare al cuore da uno che ha studiato geografia? Oppure storia? Direi che nessuna persona di buon senso lo farebbe, ma ecco la sorpresa: lavorando come ingegnere (due diligence tecnica) per tante banche sapete che ho scoperto? Che praticamente nessuno dei dirigenti, sopratutto anglosassoni del mondo economico bancario ha studiato economia, parlo con geografi, storici, studiosi di lingue oetteratura ma pochissimi 1 ogni 20 economisti. Vero e’ che non sono infallibili pure loro ma non capisco perche’ se se voglio un medico cerco uno con la laurea in medicina, ma per un banchiere acchiappo di tutto!!!!

kry
Scritto il 11 novembre 2014 at 23:46

icebergfinanza,

” Se rimaniamo avvinghiati alla falsa sicurezza di una presunta scienza che non funziona e ci dimentichiamo della filosofia che vi sta dietro, di concetti come la responsabilità personale e il diritto di fallire, i nostri leader, molto scientificamente, non ci porteranno in dote nessuna ripresa. ” —- Mi son perso. Me li vedo i nostri ledear domani scendere in piazza e dire ” Abbiamo il diritto di fallire e magari aggiungendo siamo umani quindi non siamo perfetti. ” Io pensavo che le persone avessero PAURA di fallire e che ad un certo punto è OBBLIGATORIO ( devono ) fallire.

aorlansky60
Scritto il 12 novembre 2014 at 08:31

@ Stanziale : “le centrali nucleari eravamo primi nel mondo per la tecnologia….ed ecco che arriva il referendum……ora il sud corea, stato sovrano, si e’ specializzato ed esporta centrali nucleari……olivetti era prima nel mondo nei computer, prima di ibm…oops, Olivetti muore…oops, muore anche il suo promettente vice….”

guarda caro Stanziale, hai scritto cose e concetti sui quali non ci si deve nemmeno chiedere se si è d’accordo perchè qui non si tratta di avere un opinione personale, è la storia con i fatti che ti da ragione su tutta la linea per ciò che hai scritto!… se penso a come siamo (stati) geniali noi italiani, concludo che la ns genialità è pari solo alla ns propensione nel riuscire a mandare “a ramengo”(come dicono gli anziani per mandare “a donnine allegre”…) quello che di buono si è inventato e costruito!

hai ricordato giustamente il settore del nucleare -in EU noi e francesi eravamo all’avanguardia assoluta sulla tecnologia di progettazione dei reattori, contrapponendoci validamente al modello americano- e l’Olivetti che -non tutti sanno- aveva gettato le basi -tramite studi progettuali e realizzazione di modelli sperimentali alcuni dei quali anche posti in normale vendita negli anni 60- per quello che sarebbe diventato il PC con interfaccia amichevole per l’utente 20 anni dopo…

Non mi resta che citare un altro caso eclatante : la Chimica (altro settore potenzialmente fortissimo come campo di applicazione multisettoriale, che è stato lasciato letteralmente morire dagli anni 60 in poi…)

Gente, il prolipropilene e il polietilene con tutti i loro derivati, li abbiamo inventati noi italiani -per essere più precisi UN italiano, NATTA(premio NOBEL) e il suo team di ricerca che batterono i tedeschi per l’occasione- negli anni 50… non stò qui a dire l’importanza di questo composto, visto che ha trovato innumerevoli campi di applicazione tecnologici, basti dire che si può dividere la ns vita in due parti, quella “prima” dei composti plastici e quella “dopo”…

c’è veramente da chiedersi come si è riusciti a sciupare un patrimonio di know-how e di eccellenza in tutti i settori che abbiamo delineato che ci vedevano leader assoluti… sarà che oltre che ad essere geniali noi italiani siamo anche assai dispersivi… e anche qualcosa d’altro, purtroppo… :?

glare
Scritto il 12 novembre 2014 at 10:47

atomictonto@finanza,

Basta dire fesserie sulle Pmi, un buon manager di una multinazionale 9 su 10 volte non sarebbe in grado di tenere in piedi una piccola azienda di 20 persone.
Sono proprio le Pmi che hanno fatto crescere questo malefico paese..i distretti industriali sono stati per anni il fiore all’occhiello di intere regioni..troppo facile generalizzare.
Anche io sono laureato (sono ing) parlo 3 lingue e allora…?
Quando il mercato cambia e si eredita un’azienda fallimentare o in fallimento..si chiude.( e forse uin giorno si riaprirà)
Si limitano i debiti e si cerca di mantenere i rapporti con le persone, che non sono un numero come nelle multinazionali, ma con sentimenti, aspettative, progetti e con famiglia a carico.
Troppo facile prendersela con i 30-40enni che cercano di mantenere in piedi le aziende di famiglia; quello che si verifica nelle piccole e medie imprese è un rapporto di clientelismo parallelo..tutti conoscono tutti, si forma una rete e si cerca di andare verso una direzione comune.

Purtroppo bisogna essere onesti vi è una generazione che ha distrutto l’Italia e sono quelli tra il 50 e il 65 (con molte eccezioni)…il resto sono balle, solo balle.
Il carico e l’oppressione fiscale sono insostenibili, in nessun paese dell’Europa ci sono tali condizioni di difficoltà intrinsiche..nemmeno in Albania (che arriva da una guerra).
Quando il restante 75% delle Pmi prenderà altri lidi, qui rimarranno solo macerie, le multinazionali non riescono a soddisfare la domanda di lavoro, sebbene abbiano enne condizioni favorevoli e sedi legali in Lussemburgo, Olanda..etc.
Ho capito che vieni da una multinazionale..ma guarda cosa stiamo facendo in Slovenia,Croazia o Albania…stiamo ricostruendo intere filiere; sono proprio gli imprenditori italiani che spingono in alto il Pil di quelle nazioni.
Solo in Albania nel settore alimentare, si sono portati 700 Mln di euro in 15 anni, creando reti di 2000 piccole imprese, una multinazionale non è in grado di fare questo.

Buona giornata a tutti

kry
Scritto il 12 novembre 2014 at 11:23

glare@finanza,

” Purtroppo bisogna essere onesti vi è una generazione che ha distrutto l’Italia e sono quelli tra il 50 e il 65 (con molte eccezioni)…il resto sono balle, solo balle. ” —- Premetto che concordo sulla sostanza un pò meno sui numeri. Conosco molte persone tra i 50/55 anni preoccupate del fatto che forse andranno in pensione a 70 anni con 55 anni di contributi per cui mi è difficile vederli come persone che hanno distrutto l’italia a meno che non intendi nati tra il 50 e 65 e a conti fatti quelli del 65 hanno 49 anni ed incolparli d’essere dei distruttori …. forse grazie alle loro scelte politiche … allora si ci può stare.Ciao.

glare
Scritto il 12 novembre 2014 at 19:31

50 e 65 intendo le annate..certamente.. e chiaramente quelli del 65 hanno “colpe” minori economicamente parlando rispetto a quelli del 50.. ma non son esenti da respondabilità..cosa hanno lasciato ai propri figli o nipoti..? si può schiftare un lustro e dire che è la generazione 45-60, ma questo non cambia il discorso di una virgola purtroppo..

kry
Scritto il 13 novembre 2014 at 08:48

glare@finanza,

Infatti avevo premesso che ero d’accordo sulla sostanza era solo un dissenso d’arco temporale di come dici un lustro che comunque non aggiusta affatto le cose. Al riguardo ricordo 6/7 anni fa di essere stato spettatore di una discussione tra un padre di tre figli ora 50enne e la sucera anche lei madre di 4 figli dove il genero faceva notare alla suocera che qualora pensasse di lasciare qualcosa ai figli si sbagliava enormemente e che tuttalpiù quello che avrebbero lasciato sarebbe stato per le necessità dei nipoti. Ora io penso che quel papà sia stato OTTIMISTA perchè dovrà rendersi conto che c’è la probabilità di dover fare il badante. Pensiamoci con OTTIMISMO, buona giornata.

glare
Scritto il 13 novembre 2014 at 10:15

Si siamo ottimisti, anche noi, sebbene tutto in questo momento scende ed è ingestibile. Buona giornata

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