SORPRESA: DEFLAZIONE ITALIA!

Scritto il alle 14:30 da icebergfinanza

 

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All’improvviso in una mattina di fine agosto … Italia in deflazione per la prima volta dal 1959

 L’Italia entra in deflazione: sempre ad agosto, l’indice dei prezzi al consumo misurato dall’Istat nelle prime stime ha segnato un calo dello 0,1% rispetto allo stesso mese dello scorso anno (era +0,1% a luglio) e una crescita dello 0,2% su luglio 2014. Per il Belpaese si tratta di un risultato che mancava dal 1959, cioè oltre mezzo secolo fa: allora, però, l’economia era in forte espansione e la variazione dei prezzi al ribasso avvenne in una fase di tassi negativi durata sette mesi. 

Solo gli ignoranti persistono nella loro assoluta  ignoranza storica…

Per gli analisti, il passaggio dell’Italia era in qualche modo atteso: “Il dato di agosto dovrebbe rappresentare il punto minimo”, dicevano da Intesa Sanpaolo prima della pubblicazione dei dati Istat. “A settembre” l’inflazione “è vista nuovamente vicino a zero o in territorio lievemente negativo. Una risalita potrà esserci solo nei mesi autunnali”, ma solo nella seconda metà del 2015 si prospetta poco sopra l’1%. Per l’economista Paolo Mameli, insomma, è più corretto parlare di “deflazione tecnica” e di uno scenario di “bassa inflazione prolungata”.

Ma si dai chiamiamola deflazione tecnica, inflazione depressa, pisolino inflattivo e via dicendo, tanto cosa cambia, questi non sanno nulla della storia, da piccoli sono caduti in un barile di inflazione e non si sono più ripresi.

Ci mancava solo il mago Squinzi che dichiarasse che l’Italia ha vissuto per 20 anni sopra i propri mezzi, mentre lui e la sua famiglia hanno vissuto in assoluta povertà.

Squinzi ha ragione l’Italia è stata saccheggiata per 20 anni da parassiti che hanno succhiato anche il midollo del Paese, tra cui molti capitalisti denoantri all’italiana specialisti in rischio di impresa con i soldi altrui.

Come ho scritto se vi è qualcosa di estremamente fastidioso in questo viaggio a parte l’esaltante esperienza della verità figlia del tempo e della consapevolezza è essere quotidinamente accompagnati da Cassandra e Nemesi, due tristi ma affascinanti dee della mitologia greca.

Nemesi, una Dea venerata da tutti e temuta dai potenti e dai più fortunati che colpiva indistintamente la superbia umana come la prosperità più innocente e modesta, facendole precipitare nell’avversità e Cassandra sacerdotessa del tempio di Apollo con la  facoltà di vedere lontano, prevedeva terribili sventure ma la meledizione era che nessuno avrebbe mai potuto comprenderla.

Cinque anni fa uno sconosciuto blogger condivideva con i suoi compagni di viaggio un’altrettanto sconosciuto fenomeno, la DEBT DEFLATION, ora una palese realtà anche in Italia…

Settant’anni fa, negli anni peggiori della Grande Depressione,  Irving Fisher pubblica The Debt  Deflation, Theory of Great Depressions (1933) completando il suo precedente lavoro dal titolo: Booms and Depressions (1932).  Nel tentativo di riscattare la sua infelice previsione di un “altipiano di prosperità permanente” dichiarato qualche giorno
prima del crollo del 1929, Fisher cercò di dare una spiegazione alla terribile dinamica della Grande Depressione. La sua teoria non è mai stata accolta dalla comunità scientifica, fossilizzata sulla teoria delle aspettative razionali, delle capacità autoregolatrici, autostabilizzanti dei mercati finanziari, comunità che condannò la sua teoria ad una sorta di relativo isolamento.

Se volete conoscere la dinamica troverete la conferma nel nostro libro Viaggio attraverso la tempesta oppure una sintesi recente con un titolo ironico WARNING! IL FANTASMA DELL’INFLAZIONE FUTURA

In realtà per un Paese come il nostro ad altro debito la deflazione è devastante!

E ora che ormai la deflazione è palese quasi ovunque nell’ Europa massacrata dall’austerità e del debito disseminato ovunque dalle banche tedesche e francesi, chi si assumerà la responsabilità di questa nuova ondata di panico?

Forse la BCE e Draghi il cui compito obiettivo principale è la stabilità dei prezzi? Si quella che ha dormito per mesi e mesi aspettando l’inflazione della Pasqua Alta?

O forse  Weidmann e la Merkel o il fantasma di Schaueble e le loro assurde paranoie iperinflattive, lontani fantasmi di Weimar?

Ma siccome al peggio non vi è mai fine, mentre il suo maestro Federico Caffè si rivoltava nella tomba abbiamo ascoltato Draghi dichiarare la BCE… non e’ stata l’unica a sovrastimare il tasso relativo ai prezzi al consumo” la causa principale di una cosi’ bassa inflazione e’ dovuta ai prezzi dell’energia e al tasso di cambio.

Non è stata l’unica? Ma è l’unica che ha questo compito, preservare la stabilità dei prezzi, aveva già fatto una clamorosa sovrastima dell’inflazione nel 2008 addirittura alzando i tassi e ora si è ripetuta, ma stiamo scherzando vero.

Mi dispiace ma l’ho scritto in tutte le salse in questi anni, ho raccontato rischi e conseguenze che non tarderanno ad arrivare, ma ovviamente come ricorda il nostro Galbraith

Come sempre nella storia capacità finanziaria e perspicacia politica sono inversamente proporzionali. La salvezza a lunga scadenza non è mai stata apprezzata dagli uomini d’affari se essa comporta adesso una perturbazione nel normale andamento della vita e nel proprio utile.

Come direbbe Alberto Bagnai, peccato che …“Ma onorevole, come mai avendo cominciato così presto, nessuno è stato a sentirla?”

Cassandra preparare le valigie ce ne andiamo, tanto qui il nostro compito è ormai finito!

Si lo so, lo so anche Voi ci avete provato a condividere quello che abbiamo imparato insieme, ma questo è il nostro destino, Cassandra forever! 

Il Tuo sostegno è fondamentale per il nostro lavoro…

Contribuisci anche tu LIBERAMENTE a tenere in vita un’isola di condivisione quotidiana nell’oceano infinito di questa tempesta perfetta …

Chiunque volesse ricevere le ultime analisi può liberamente contribuire al nostro viaggio … cliccando sul banner in cima al blog o sul lato destro della pagina. Semplicemente Grazie

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14 commenti Commenta
aorlansky60
Scritto il 29 agosto 2014 at 15:13

“La ripresa economica e la crescita dell’occupazione possono arrivare solo dall’industria, non c’e’ strategia finanziaria che possa assicurare altrettanto.” E’quanto ha affermato il presidente della Confindustria, Giorgio Squinzi in data odierna 29.08.2014 a commento degli ultimi dati negativi dell’economia italiana resi noti da ISTAT.

In teoria l’affermazione non fà una grinza ed è carica di verità, in pratica chi glielo spiega a Squinzi che quello che si augura non potrà mai avvenire finchè la finanza non esce dalla sbornia di liquidità che le hanno elargito proprio coloro che dovevano curare il vero malato, cioè il lavoro e le parti sociali ???…

A leggere certe loro dichiarazioni, sembra quasi che lo facciano apposta per convincere la gente che loro sembrano cadere dalle nuvole per non avere ancora compreso come stanno realmente le cose, le cause e le colpe…

glauco
Scritto il 29 agosto 2014 at 17:45

@Andrea Mazzalai

Ciao e salute a tutti, ho scoperto questo blog e me lo sto studiando con interesse.
Siccome che so’ cecato (in economia) volevo sapere se mi potevate spiegare questo tweet di Andrea Mazzalai

https://twitter.com/icebergfinanza/status/505355693650903040

in cui si mette in evidenza come i livelli di risparmio privato stiano eccedendo quelli di deficit.
Cosa implica esattamente?
Forse che la gente sta mettendo i soldi nei materassi e quindi un QE non avrà l’effetto sperato per troppa sfiducia (vedi i recenti commenti di Christopher Sims a proposito)?
Che si sta per preparare una grande bolla speculativa con tutti questi risparmi inutilizzati?
Altro?

Grazie

dfumagalli
Scritto il 29 agosto 2014 at 18:07

@Andrea Mazzalai

Squinzi ha ragione l’Italia è stata saccheggiata per 20 anni da parassiti che hanno succhiato anche il midollo del Paese, tra cui molti capitalisti denoantri all’italiana specialisti in rischio di impresa con i soldi altru

Quando lo mettete un tasto “mi piace” che lo spammo finché si consuma?

glare
Scritto il 29 agosto 2014 at 19:10

glauco,

il deficit indica quella situazione economica in cui i costi superano gli incassi.
ln uno stato il deficit è il surplus di spesa che dovrebbe essere indirizzato verso il privato cittadino o l’impresa..all’aumentare del deficit aumenta logicamente il debito di una nazione, ente o società..
Ma conetemporaneamente il deficit è anche quella leva che permette la generazione di nuovo PIL e una ridistribuzione della ricchezza nella popolazione.

Credo che Andrea voglia mettere in risalto come i paesi cosidetti PIIGS (ovvero maiali), siano paesi in cui una buona fetta di ricchezza reale sia in mano al cittadino se il privato possiede un credito> un debito il paese che si additava come pericoloso e probabile insolvente è in vero una nazione solida .
La Gran Bretagna invece come puoi notare ha una percentuale molto bassa di risparmio questo indica che il suo debito a lungo andare potrebbe risultare insostenibile.

Per il QE ( che Draghi al 90% non farà ) se verrà, sarà erogato contemporaneamente in due modi uno alle banche private e uno alle banche nazionali..certo una buona fetta servirà per i titoli di stato l’altra dovrebbe essere invece indirizazata verso le imprese e le industrie.
Ma perchè un Qe funzioni la liquidità deve essere immessa dal basso (ovvero data al singolo soggetto) e non fatta cadere a pioggia perchè il cittadino sarà l’ultimo a poter usufruire del beneficio dato da una maggiore presenza di moneta spendibile.
Il Qe inoltre non funzionerà perchè questa non è una crisi di liquidità (anzi ce ne è fin troppa, ma è detenuta oltre il 50% da una piccolissima fetta di popolazione o in mano a istituzioni finanziarie che la immettono direttamente o indirettamente nel mercato perchè vige la regola di tutto ora e subito)..ma questa è una crisi di debito, di ridistribuzione e di sovrapproduzione industriale.

Quando gli interessi sui titoli di stato si abbassano enormemente, il privato che possiede ricchezza e la vuole accrescere senza dedicarsi all’esercizio lavorativo , la immette nel mercato, tramite fondi di equity, compravendita di azioni o di obbligazioni..o altre forme di investimento…infatti crede che gli interessi generati da queste attivtà siano maggiori di quelli che gli garantiscono i titoli di stato.

Probabilmente se non cambierà la situazione macroeconomica, si genererà una nuova enorme bolla speculativa..perchè negli ultimi 7 anni sono aumentitate le possibilità di accesso al mercato finanziario.

fabio72
Scritto il 29 agosto 2014 at 20:54

Salve a tutti potreste commentare questo articolo da quello
che c’è scritto la deflazione non e sempre un male anzi

http://www.investireoggi.it/attualita/prezzi-in-discesa-ma-non-di-tutti-i-beni-e-deflazione/

Probabilmente sbaglio ma mi sembra una cazzata

ilribassista
Scritto il 30 agosto 2014 at 00:02

fabio72,

Ciao penso che questa persona, vista l’ignoranza, non dovrebbe aver la possibilità si scrivere.
Per assurdo, visto il suo ragionamento, l’inflazione non esiste perché solo alcuni prezzi sono aumentati!!!!
Quando leggi certo articoli fai fatica a capire se siano stati scritti da ubriachi .. O da ignoranti. Si spera sempre nello stato di ebbrezza ma ahimè l’ignoranza prevale!
La deflazione da debito, che lo scrittore non menziona perché la ignora dimostra quanto sia corretta la proposta di qualche anno fa promossa da Andrea e relativa all’insegamento di materie economiche in tutte le scuole.
Non si puo far votare gente ignorante.
Cerco di discutere tutti i giorni di economia politica ma quando il livello di ignoranza e troppo alto … Non puoi discutere perche magari il tuo interlocutore ha il coraggio di dire che draghi ha salvato l’italia!!!
Scusa gli errori grammaticali ma scrivere con il telefono non è agevole.
Buona serata

dorf001
Scritto il 30 agosto 2014 at 20:27

vorrei fare un piccolo saltino in america se non vi spiace. dai che salta tutto!! arriva il botto!! magari!!

faccio una balla!!! hei kry dove sei? è un tema su cui tu batti molto. cioè i prestiti degli studenti americani. meglio che leggete bene. e noi coglioni di italiani copiamo sempre tutte le merdate che arrivano dagli usa…..e getta.

PERCHE’ GLI STUDENTI AMERICANI POSSONO FAR SALTARE IL CAPITALISMO GLOBALE

Eccoci di fronte ad una previsione che mancava dagli anni ’70, da prima ancora della codifica del concetto di globalizzazione nelle scienze sociali: gli studenti americani possono far saltare il capitalismo globale.

Cosa è accaduto? Un clone di Angela Davis, con tanto di taglio di capelli afro dell’epoca e pantaloni a zampa di elefante, ha preso la testa delle masse giovanili americane? Occupy in segreto ha conquistato le metropoli? Una rete clandestina di nerd è pronta a far scattare il piano di insurrezione tecnologica in America mettendo Ferguson come capitale?

Niente di tutto questo. Più semplicemente, la bolla dei prestiti studenteschi americani può esplodere facendo saltare Wall Street prima e, subito dopo, il capitalismo globale. Fantasie? Non si direbbe. Delle bolle successive a quella dei mutui se ne parla dal 2008. Candidate numero uno: quella delle carte di credito americane e quella dei prestiti studenteschi. Quest’ultima sembra proprio stia maturando con un tasso di insolvenza, nella restituzione dei prestiti studenteschi (in Usa un metodo inevitabile per poter studiare, al prezzo di tassi di interesse da usura), vicino alla soglia di rischio.

Cosa accade nella borsa quando un prestito, nel mondo reale, non viene rimborsato? Una cosina molto semplice: che tutti gli innumerevoli prodotti finanziari legati a questo prestito, sparsi in tutto il mondo, saltano a causa del fatto che il debito reale non è più rimborsabile. Salta il settore americano in questione, salta la finanza Usa correlata e, botto ancor più grosso, tutto il mondo globale legato ai prodotti della finanza Usa che è saltata a causa di quel settore. È accaduto nel 2008, quando dai mutui non si rientrava più (infatti sono fallite le compagnie dei mutui e una enorme compagnia che produceva prodotti finanziari anche per i mutui, Lehman Brothers, compagnie assicurative etc.) può accadere ancora oggi con nuovi protagonisti: gli studenti o, meglio, gli ex-studenti entrati in un mercato di lavoro privo di senso che non permette né di vivere decentemente né di liberarsi dei debiti. La dimensione del problema? Maggiore di quelle di quella dei subprime. Come da articolo citato in fondo, a metà anni 2000 negli Stati Uniti i mutui subprime raccoglievano un importo totale di 600 miliardi di dollari. Qui siamo abbondantemente oltre il trillione di dollari già con un tasso di insolvenza del 22 per cento mentre, a metà anni 2000, il tasso di insolvenza dei subprime era al 15.

La Federal Reserve e il Tesoro americani devono quindi lavorare parecchio per impedire un botto che può essere drammatico per il capitalismo globale. Perché il pianeta è affollato di prodotti finanziari garantiti da soggetti che hanno investimenti strategici negli student loans.

Chi l’ha detto quindi che lo storico antagonismo al capitale di operai e studenti è defunto? Ieri gli operai, con i mutui per la casa, oggi gli studenti, con i prestiti per lo studio, e il capitale va in ginocchio. Astuzia della storia: anche quando pacificati, questi soggetti sono una mina per il capitale.

Redazione

Fonte: http://www.senzasoste.it/

Link:http://www.senzasoste.it/internazionale/perche-gli-studenti-americani-possono-far-saltare-il-capitalismo-globale

29.08.2014

La fonte:

I nuovi subprime (alla riscossa)

link : http://www.comedonchisciotte.org/site/modules.php?name=News&file=article&sid=13843

by DORF

kry
Scritto il 31 agosto 2014 at 22:38

dorf001@finanza,

Ti piace stuzzicare ehh. Si il debito degli studenti è una mia ossessione, ormai cresce di circa 15 miliardi al mese e questi sostengono un economia che retrocede del 2,9%. Pensa che dati non recenti dicono che tali debiti sono posseduti da persone ultra cinquantenni e una piccola percentuale da ultrasessantenni. Ah non dimentichiamoci degli stamp-food e da come non molto tempo fa ci ha ricordato Andrea stanno per saltare i prestiti per le automobili. Che dire fantastico il sogno americano ….. visto dalla fogna europea.

sd
Scritto il 31 agosto 2014 at 23:02

dorf001@finanza,

DORF è da molto che scrivo che una persona deve laurearsi (LAUREARSI) solamente se ha la certezza matematica almeno del 99% di poter usare il proptio titolo (TITOLO) di studio e quindi di poter avere un ritorno economico certo.

Vedrai che gli americani, che reputo sicuramente persone intelligenti, lo capiuranno in breve tempo……se non lo hanno già capito.

Se poi uno vuole imparare, studiare, comprendere ed informarsi lo può fare benissimo “in proprio” senza necessariamente mantenere una casta di accademici il cui unico scopo è quello di creare un esercito di laureati che non mettano in discussione lo status quo e la cultura dominante.

Voglio infine mettere un link ad un articolo che parla proprio di questo. Non che ci creda molto a questi sondaggi…….anzi non ci credo affatto. Ma potrebbe essere interessante leggerlo….chissà che in parte non ci indovinino.
http://www.comedonchisciotte.org/site/modules.php?name=News&file=article&sid=13847

Un saluto

SD

idleproc
Scritto il 31 agosto 2014 at 23:17

kry@finanza,

Secondo te, a spanne, la baracca salta prima a livello geopolitico o economico-finanziario?

kry
Scritto il 1 settembre 2014 at 10:45

idleproc@finanza,

Ammazza che domandone, poi da parte tua che ti ritengo culturalmente mezzo metro sopra me mi sorprende molto in positivo. Grazie. La mia è una risposta istintiva, potrebbe essere economico-finanziaria se innescata da una reazione violenta delle persone. Mi spiego se negli usa dovessero scoppiare dei disordini di ordine pubblico prolungati quella potrebbe essere la scintilla. Su 320 milioni di abitanti 45 milioni di stamp food e altrettanti universitari indebitati che DOVREBBERO rappresentare il futuro ma non son altro che numeri da tosare in eterno mi vien ironicamente da pensare W l’austerità. Ciao.

kry
Scritto il 1 settembre 2014 at 11:10

idleproc@finanza,

Ho appena letto la risposta che hai dato a Silvio66 nel post successivo ….. mi vien da sorridere. Di nuovo ciao.

idleproc
Scritto il 1 settembre 2014 at 14:22

kry@finanza,

Alcuni dei “problemi” li avevano previsti da un pezzo, ci sono anche i fondi pensione e le assicurazioni mediche… immagina cosa potrebbe accadere… l’aggressività globale US a livello finanziario è stata di fatto finanziata come arma dalla FED e ha generato una redistribuzione dei capitali a livello globale a spese di stati ex-sovrani… ma non basta.
Temono il conflitto sociale a casa loro e il “patriot act” ha anche questa funzione.
Hanno anche una esperienza storica sul cosa significhi scontrarsi col lavoro in US, usavano la dinamite nella “trattativa” di allora, l’altra parte usava gli uomini della Pinkerton.
La popolazione US è armata e stanno militarizzando le forze interne e tenderebbero a privatizzare per rompere la connessione sociale tra popolazione e forze di sicurezza.
Meglio cercare di scaricare il problema all’esterno…
Credo che per riempire il buco contino sulla rapina e c’è quella geopolitica come da tradizione storica quando ci si ritrova con l’acqua alla gola ma si hanno grandi mezzi militari.
Temono quanto gli può capitare in “casa” se ci sarà un default del sistema economico finanziario e sembra che a livello di prevenzione e strategia lo diano abbastanza scontato e corrano ai ripari.
Spero che non andrà così, spero anche che in US non nasca caciara perchè non è affatto scontato chi vincerebbe e con la confusione di idee che hanno e le lobby che gestiscono la propaganda…
A spanne è quello che penso ma spero che sia solo un esercizio di fantasy.

kry
Scritto il 1 settembre 2014 at 18:44

idleproc@finanza,

Per fare una guerra tipo Iraq ci vuole molta energia ( combustibile fossile ) che nemmeno gli usa possono più permettersi di sprecare e per questo stanno spostando i problemi in UKraina coinvolgendo ….. i fessi europei.

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