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DRAGHI E LA DISTRUZIONE CREATRICE

Scritto il alle 08:00 da icebergfinanza

http://icebergfinanza.finanza.com/files/2014/03/PF-deflation_1116125c.jpg

Ieri mentre in giro per il mondo qualcuno incominciava ad agitarsi per un cambio troppo forte, per un euro su di giri, visto la cocaina che circola nelle sale operative, Draghi dopo aver consultato Machiavelli a Vienna durante la consegna del premio Schumpeter, Draghi è intervenuto sulla questione con due semplici parole…

«Dopo 5 anni di crisi e di incertezza, il 2012 e il 2013 sono stati anni di stabilizzazione per l’area euro, con un ritorno della fiducia sulle prospettive dell’Unione. Il 2014 e il 2015 saranno anni di ripresa», afferma Mario Draghi durante la cerimonia di consegna del «Premio Schumpeter», alla Banca centrale austriaca. E però, per la prima volta, il presidente della Bce manifesta preoccupazione per il supereuro, riconoscendo che nell’ultimo anno e mezzo il rafforzamento della moneta comune ha «certamente avuto un impatto significativo» sulla bassa inflazione europea. Per questo la Bce «sta preparando ulteriori misure non convenzionali», per contrastare il rischio di deflazione. Ed è pronta a nuove azioni decisive, se necessario».

No sai perchè ieri in serata gli ha telefonato Machiavelli suggerendo gli ultimi sondaggi in Italia sulla deflazione…

Italia, l’inflazione cala ancora a febbraio

A se vedete Renzi ditegli che per reperire risorse può provare anche ad aumentare l’IVA dal 22 % al 26 % cosi facciamo tutto uguale e forse l’inflazione si stabilizza, prima di scendere sotto lo ZERO!

Sui tassi Draghi ribadisce che resteranno «ai livelli correnti o più bassi per un periodo prolungato di tempo a lungo». La politica monetaria della Bce crea di fatto una posizione tale che i tassi di interesse sono destinati, spiega. Allo stesso tempo, lo spread tra i tassi di interesse nell’area euro e il resto del mondo probabilmente scenderà, abbassando la pressione sul cambio, restando ferma ogni altra. Una buona notizia, perché «il rafforzamento dell’euro nell’ultimo anno a mezzo ha certamente ad avere un impatto significativo sul basso tasso di inflazione europea». Ma, rassicura Draghi, il rischio di deflazione è piuttosto limitato. Avvertendo, però, che «più a lungo l’inflazione resta bassa, più aumentano i rischi». E’ il motivo per cui «la Bce sta preparando ulteriori misure di politica monetaria non convenzionali». Ed è «pronta a intraprendere nuove azioni, se necessarie».«Pulizia nelle banche per la ripresa»

Una buona notizia, perché «il rafforzamento dell’euro nell’ultimo anno a mezzo ha certamente ad avere un impatto significativo sul basso tasso di inflazione europea».???????

Si potrebbe essere, ma in fondo non è, ci sembra che sia bassa, ma potrebbe aumentare se si alza, sai noi abbiamo la pistola ad acqua in una trappola della liquidità, se serve spariamo se poi non funziona pazienza useremo un palloncino pieno d’acqua, una vera e propria bomba d’acqua.

Nel frattempo si è svegliato anche il fantasma di Weidmann, appena arrivato da una seduta spiritica in quel di Weimar…

Ultimo, oggi, perfino l’arcifalco Jens Weidmann, governatore della Bundesbank, che facendo eco ad alcuni suoi colleghi aveva affermato che ulteriori apprezzamenti dell’euro potrebbero spingere la Bce ad ammorbidire la sua linea. Il tutto mentre la valuta condivisa è risalita sopra la soglia di 1,39 dollari, come venerdì scorso, sui massimi dall’ottobre 2011 e con un picco di seduta a 1,3965. La forza dell’euro rischia di frenare la ripresa economica, rendendo meno competitivo l’export verso i paesi extra Unione, e di deprimere ulteriormente una inflazione ritenuta già troppo bassa dalla Bce.(Sole24Ore)

Relax ragazzi il limite è stato raggiunto, oltre sarà la fine dell’euro!

Ah …dimenticavo in America dove tutto va a meraviglia le revisioni sui consumi passati sono state sensibili con tutto sto freddo si son venduti meno cibi surgelati e gelati al punto tale che Goldman Sachs ha rivisto le sue previsioni di crescita per il primo trimestre dal 3 % al 1,5 % una meravigliosa primavera attende gli Stati Uniti …d’Europa!

Per tutti coloro che hanno liberamente sostenuto il nostro viaggio o vorranno semplicemente farlo è in arrivo l’ultima analisi dal titolo…” Machiavelli un uomo tutto d’oro.”

« SOSTIENI L’INFORMAZIONE INDIPENDENTE contribuisci anche tu LIBERAMENTE a tenere in vita un’isola di condivisione quotidiana nell’oceano infinito di questa tempesta perfetta …Chiunque volesse ricevere le ultime analisi può liberamente contribuire al nostro viaggio cliccando sul banner in cima al blog o sul lato destro della pagina. Semplicemente Grazie

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10 commenti Commenta
kry
Scritto il 14 marzo 2014 at 09:05

Andrea lascialo stare renzi per l’aumento dell’ iva può pensarci ad aprile, tanto per marzo siamo già a posto con l’aumento delle accise sui carburanti scattate il 1 marzo. :(

paover
Scritto il 14 marzo 2014 at 09:13

Andrea,

alla tua frase “Relax ragazzi il limite è stato raggiunto, oltre sarà la fine dell’euro!” manca secondo me una chiosa; se la “soglia del dolore” €/$ sta ad 1,79 per la Germania ed 1,18 per l’Italia beh, 1,40 fa comodo a qualcuno e molto male a qualcun altro…. ed intanto il franco svizzero
va abbondantemente sotto 1,22

icebergfinanza
Scritto il 14 marzo 2014 at 09:42

paover@finanza,

A 1,40 la Francia fa Boooooom!

john_ludd
Scritto il 14 marzo 2014 at 10:01

A me sembra che vada tutto bene… in Italia la ripresa si sta consolidando come in Spagna mentre in Francia la produzione di baguette sta decollando. Ma certo il riferimento di tutti è il miracolo irlandese che dimostra chiaramente che le politiche europee sono state un grandioso successo.

Ireland’s economy contracted by a shock 2.3 percent in the fourth quarter from the previous three months as imports surged and consumer spending fell, denting a recovery that had been gaining traction since the completion of an EU/IMF bailout last year.

Gross domestic product (GDP) contracted by 0.3 percent for 2013 as a whole, following a year of scant growth in 2012, although growth in the third quarter of the year was revised up to 2.1 percent to paint a volatile picture.

http://www.cnbc.com/id/101490706

alfio200
Scritto il 14 marzo 2014 at 10:35

Resta l’implacabile “in finanza, l’ovvio è ovviamente sbagliato” e la casalinga di Voghera versione trader che adesso si butta a vendere euro sul dollaro perché “Draghi interverrà per svalutare l’euro”.

Troppo facile, troppo ovvio…quindi, in teoria, dovremmo arrivare a 1,45 o anche 1,50…

john_ludd
Scritto il 14 marzo 2014 at 11:05

alfio200@finanza,

L’ovvio è in genere il risultato del vedere il mondo guardando nello specchietto retrovisore. Siccome ieri accadeva questo al verificarsi di quest’altro, allora accadrà anche oggi e domani. Ma non funziona così. Il mondo è un sistema dinamico che per un certo periodo può mostrare una apparente stabilità. Quando questa stabilità dura abbastanza relativamente al modo in cui funziona la memoria e il comportamento degli umani, ecco che si stabiliscono le condizioni per schock catastrofici. In economia è l’instabilità della stabilità proposta da Hyman Minsky ma in scienza è il secondo principio della termodinamica e la legge della massima produzione di entropia (LMEP o principio di Swenson). Il fatto poi che oggi come mai dalla fine della seconda guerra, il pianeta, specie all’ovest, è governato dalla più inetta, corrotta, ignorante e stupida classe dirigente non sembra deporre per una maggiore stabilità.

john_ludd
Scritto il 14 marzo 2014 at 12:22

kry@finanza,

Naturalmente Georgesco-Roegen, che non letto direttamente, aveva posto interrogativi importanti. Recentemente mi è capitato di leggere un documento che mi ha fatto riflettere su un punto in particolare. Lo scopo della moderna economia capitalista è la massimizzazione della produzione di merci minimizzando il costo ma escludendo i costi di natura esterna (inquinamento, esaurimento delle risorse etc…). Questo ha determinato 1) la distruzione delle filiere produttive integrate locali e la loro distribuzione nel pianeta in funzione dei soli costi di produzione 2) la distruzione della struttura di base (e la più resiliente) delle società umane ovvero la famiglia. Ora, infatti, i vecchi vivono soli da qualche parte, i figli lavorano in luoghi diversi e i nipoti chissà. 3) l’eliminazione di ogni elemento di ridondanza come i magazzini e le scorte in quanto non economiche e la loro sostituzione con sistemi informativi globalizzati in grado di realizzare la promessa del “just in time” e del “lean thinking”. Tutti questi punti dipendono da una pervasiva e costosissima tecno struttura che se collassa, lascierebbe l’intera parte di umanità che su essa conta, nell’assoluta assenza di alternative e quindi a un rapido collasso nell’arco di poche settimane. Le scorte di carburanti sono nell’ordine di qualche giorno, quelle di alimentari pure, gli ospedali hanno medicinali per al massimo 2 settimane, gli acquedotti non funzionano grazie alla sola gravità come quelli romani ma richiedono sistemi di pompaggio e depurazione chimica. A me pare che un sistema di questa natura non sia progresso, ma regresso in quanto riduce e non aumenta le possibilità di sopravvivenza nel lungo periodo.

pikkiapo
Scritto il 14 marzo 2014 at 19:49

john_ludd@finanza:
[email protected],

Naturalmente Georgesco-Roegen, che non letto direttamente, aveva posto interrogativi importanti. Recentemente mi è capitato di leggere un documento che mi ha fatto riflettere su un punto in particolare. Lo scopo della moderna economia capitalista è la massimizzazione della produzione di merci minimizzando il costo ma escludendo i costi di natura esterna (inquinamento, esaurimento delle risorse etc…). Questo ha determinato 1) la distruzione delle filiere produttive integrate locali e la loro distribuzione nel pianeta in funzione dei soli costi di produzione 2) la distruzione della struttura di base (e la più resiliente) delle società umane ovvero la famiglia. Ora, infatti, i vecchi vivono soli da qualche parte, i figli lavorano in luoghi diversi e i nipoti chissà. 3) l’eliminazione di ogni elemento di ridondanza come i magazzini e le scorte in quanto non economiche e la loro sostituzione con sistemi informativi globalizzati in grado di realizzare la promessa del “just in time” e del “lean thinking”. Tutti questi punti dipendono da una pervasiva e costosissima tecno struttura che se collassa, lascierebbe l’intera parte di umanità che su essa conta, nell’assoluta assenza di alternative e quindi a un rapido collasso nell’arco di poche settimane. Le scorte di carburanti sono nell’ordine di qualche giorno, quelle di alimentari pure, gli ospedali hanno medicinali per al massimo 2 settimane, gli acquedotti non funzionano grazie alla sola gravità come quelli romani ma richiedono sistemi di pompaggio e depurazione chimica. A me pare che un sistema di questa natura non sia progresso, ma regresso in quanto riduce e non aumenta le possibilità di sopravvivenza nel lungo periodo.

Hai ragione anche su questo. Purtroppo!

phitio
Scritto il 17 marzo 2014 at 11:19

john_ludd@finanza,

Il problema e’ che si e’ scambiata la potenza per efficienza. Come se avere un motore il piu’ possibile truccato per essere scattante e veloce fosse garanzia di arrivare anche piu’ lontano. E’ una pura follia che la natura sta’ rimettendo a posto, alla sua maniera ovviamente, sarebbe a dire facendo fare a ogni cosa il suo corso. Il concetto e il valore di resilienza verra’ imparato e compreso a caro prezzo.

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