DRAGHI: NON SIAMO FUORI DALLA CRISI!

Scritto il alle 09:28 da icebergfinanza

 

Ieri Draghi nella sua consueta conferenza stampa si è arrampicato sui vetri del condizionale del Paese delle Meraviglie…niente sarebbe com’è, perchè tutto sarebbe come non è, e viceversa! Cio che è, non sarebbe e ciò che non è sarebbe.

Nothing comes from nothing o meglio ancora come disse il buon Lucrezio “nifil ex nihilo”
… nulla mai si genera dal nulla per volere divino…

Ma almeno una cosa giusta l’ha detta al suo amico Saccomanni … “Prematuro dire che la crisi è sconfitta

Seguitemi perchè oggi in poche righe capirete molte cose!

Basterebbe ricordare a tutti che ieri il governatore della banca centrale europea ha detto di non condividere l’idea, la prospettiva in base alla quale l’indebolimento della Germania possa contribuire a rafforzare l’Europa, per comprendere l’aria che tira nel board dopo che il suo alleato Asmussen se ne è tornato a Berlino.

E certo è meglio indebolire ancor di più gli altri Paesi costriungendoli ad una feroce deflazione salariale, costringendoli a svalutare il lavoro per diventare competitivi visto che non è permesso svalutare la moneta.

PARIGI – “La Germania va bene, la Francia, l’Italia e la Spagna vanno meglio, l’Olanda meno e Grecia e Portogallo restano sotto pressione”: lo ha detto il governatore della Banca centrale europea (Bce), Mario Draghi, in un’intervista al settimanale francese Le Journal du Dimanche aggiungendo che “la ripresa c’è anche se non è galoppante”. Ticinoonline

La Francia va meglio?

Mario, Mario lo so che tu devi infondere fiducia istituzionale, ma io amo il poker e mi piace vedere i bluff…

 

Ma proseguiamo e vediamo cosa ci ha raccontato il buon Mario e figuriamoci se non prende l’occasione per nascondere le su preoccupazioni…

(ASCA) – Roma, 9 gen – ”Non vedo deflazione”, cosi’ il presidente della Bce, Mario Draghi, nel corso della conferenza stampa. Il numero uno dell’Eurotower non vede, conseguentemente, ”nessuno scenario giapponese”. Il Giappone dopo la bolla finanziaria e immobiliare di fine anni 80, entro’ successivamente in una fase piu’ che ventennale di deflazione.

Ora leggete attentamente qui sotto

(ASCA) – Bruxelles, 9 gen 2014 – In Grecia, Portogallo, Irlanda e a Cipro si rischia un fenomeno deflattivo che potrebbe arrivare a toccare l’intera area euro. Lo afferma Thorsten Schulten, capo unita’ all’Istituto di scienze economiche e sociali (Wsi), nel corso dell’audizione in commissione Lavoro del Parlamento europeo sul ruole delle operazioni della Troika (Commissione Ue-Bce-Fmi) nei paesi in difficolta’.

Le politiche della Troika e il rispetto delle condizionalita’ necessario per ottenere gli aiuti “hanno comportato cambiamenti radicali nel mecato del lavoro” di questi paesi, “con una riduzione di contratti collettivi e una riduzione dei contratti vincolanti”. Ma soprattutto, avverte Schulten, e’ stato ridotto troppo il livello degli stipendi. “C’e’ stata una pressione sui salari, e questo rischia di generare deflazione”.

La Grecia precipita nella deflazione

Inflazione Eurozona scende allo 0,8%. E’ rischio deflazione?

Draghi lo sa ma non lo dice è in atto una deflazione salariale feroce, senza alternative, stanno giocando al piccolo economista in Europa, provano a riequilibrare l’Europa, non chiedendo alla Germania di contribuire riducendo il surplus come chiedono anche gli americani ma massacrando stipendi e lavoro negli altri Paesi, il massimo dell’incompetenza figlia dell’austerità espansiva, demenziale ideologia nata in una notte qualunque degli Alesini volanti.

 

Osservare per credere…

E si la deflazione è ufficialmente un’emergenza oggi in Grecia, tra un pò in Portogallo e Spagna passando per l’Irlanda per poi arrivare in Italia.

Solo un idiota può pensare che la svalutazione interna possa aiutare a ridurre il debito, solo un idiota o chi ha di fronte a se un progetto chiaro!

Certo … Non siamo come il Giappone, ma pronti a tutto contro la deflazione
È però in relazione alla dinamica dell’inflazione che Draghi ha utilizzato oggi, per sua stessa ammissione, una retorica più «determinata». Pur sottolineando che il calo dell’inflazione a dicembre è stato determinato da cambiamenti nel calcolo dei fattori di destagionalizzazione tedeschi, cioè da un effetto una-tantum, Draghi ha ammesso che le prospettive sui prezzi sono «peggiorate». Il tasso di crescita è infatti destinato a mantenersi sui bassi livelli attuali per almeno due anni: l’Eurozona andrà quindi incontro probabilmente a «un periodo prolungato di bassa inflazione» e l’aggiustamento verso il target dell’Eurotower (un valore vicino, ma inferiore al 2% annuo) sarà graduale nel tempo. Sole24Ore

Splendida notizia per tutti coloro che hanno a che fare con un mutuo, sempre che purtroppo non stiano sperimentando la famigerata deflazione salariale o addirittura abbiano perso il posto di lavoro grazie alle politiche suicida della Troika e del Fondo Monetario Internazionale appoggiati dalla BCE.

Quello che a noi interessa non è chi vincerà il concorso di bellezza, la ragazza più bella ma che hanno deciso i giudici…

(ASCA) – Roma, 9 gen – ”Nell’analisi sulla qualita’ degli attivi delle banche” dell’Eurozona che sara’ condotta dalla Bce, ”i titoli di stato saranno trattati come stabilito dal Comitato di Basilea. Come tutte le attivita’ bancarie, i titoli di stato saranno oggetto degli stress test” che seguiranno l’Aqr e saranno condotti dall’Eba,l’autorita’ bancaria europea che si occupa di regolamentazione. Lo ha detto Mario Draghi, presidente della Bce, nel corso della conferenza stampa.

…ovvero…  I titoli di Stato non verranno considerati asset ‘a rischio’ nell’ambito dell’imminente ‘asset quality review’ sulle banche europee, in linea con i criteri di Basilea 3.  Bce: Draghi, in valutazione asset profilo senza rischio per titoli Stato

Oggi una svolta potrebbe provenire dai dati del mercato del lavoro. Non mi interessa se uscirà il 7,5 % o il 6,5 % se saranno più o meno di 200.000 usciranno come loro vogliono che escano, punto a capo!

A guardare le medie non mi pare di intravvedere chissà quale continuo miglioramento nelle ultime settimane, ma con un pò di fantasia…

Peccato però che a fine dicembre un affidabile indicatore come il PMI di Chicago …

 Chicago area purchasers continued to report an expansion in business activity, albeit at a slower rate in New Orders, Production and Order Backlogs. Employment fell significantly to just above 50 in December.

… segnalava il più basso livello di occupazione dal mese di aprile, ma in fondo decideranno loro come far uscire il tasso di disoccupazione e i nuovi occupati, decideranno in base alle aspettative di mercato, ovvero hanno disperatamente bisogno che il mercato non porti i tassi del decennale oltre il livello del 3 %, diversamente saranno dolori.

Intanto parte bene Alcoa bene benissimo …

Nel frattempo la mano di dio, si quelli di Goldman condividono i rischi per il 2014 ovvero continuo deleveraging del settore privato, pressioni fiscali, minore potere di acquisto, guarda caso torna il rischio Europa e la Cina…beh della Cina ne parliamo nel fine settimana nell’outlook 2014. 

Sono moooolto preoccupati inoltre dell’aumento dei rendimenti reali a lunga scadenza, un motivo in più per andare controcorrente sulle loro previsioni,  la ridotta percezione del rischio potrebbe creare problemi di valutazione, margini che si comprimo se i salari recuperano…ahahah mattacchioni.

A proposito in alcune rappresentazioni teatrali sui mercati, in alcune sedute di inizio anno avete avuto modo di conoscere la nostra madama Volatilité… sarà un gran matrimonio non mancate!

Nel frattempo è in preparazione il matrimonio di Machiavelli con Madame Volatilite’ il nuovo manoscritto dedicato ai sostenitori di Icebergfinanza, visioni e orizzonti per un 2014 che si preannuncia davvero esplosivo!

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49 commenti Commenta
kry
Scritto il 10 gennaio 2014 at 10:30

Mentre Draghi…si è arrampicato sui vetri del condizionale del Paese delle Meraviglie…niente sarebbe com’è, perchè tutto sarebbe come non è, e viceversa! Cio che è, non sarebbe e ciò che non è sarebbe, Marchionne dice ciò che pensa:oggi il ragazzo americano che lavora in Chrysler quando vede una Ferrari per strada può dire: è nostra. —-Capito oggi un dipendete fiat che vede un Chrysler dice ” Io lavoro per loro.”

stanziale
Scritto il 10 gennaio 2014 at 11:00

Chissa’ se qualcuno ha provato a fare una statistica sul calo dei salari e stipendi dei lavoratori dipendenti, cioe’ in percentuale quanto, negli ultimi anni. Per non parlare dei disoccupati, anche quelli vanno a fare media in negativo… I redditi autonomi, delle attivita’ commerciali e industriali sono crollati(eufemismo, si puo’ dire che non ci sono piu’), i prezzi delle case sono ora all’incirca la meta’ di 6 anni fa. Draghi ci prende in giro, forse il suo riferimento sono solo gli stipendi all’eurotower….sono i debiti sono rimasti gli stessi, anzi sono cresciuti nominalmente e percentualmente al pil e al proprio reddito. FUORI DALL’EURO, RIPRENDIAMOCI LA SOVRANITA’ MONETARIA E L’ORO ITALIANO!

john_ludd
Scritto il 10 gennaio 2014 at 11:34

Leggo ancora il tuo blog per restare un minimo in contatto con il mio paese natale; resta tra i meno peggio tra quelli nazionali, ma tempo fa era tra i meglio e c’è una differenza che va oltre la scelta dei vocaboli. Scrivo perché apprezzo la tua passione e perché sei onesto e perché mi hai sempre ospitato, quindi voglio essere costruttivo. Dove sbagli nell’analisi della situazione in USA? Nella limitata scelta dei dati, perché hai una tesi e la vuoi sempre e comunque difendere; non ce ne sarebbe necessità, l’America ha distrutto il patto sociale che tiene unite le nazioni nel lungo termine e questo basta. Ma nel breve/medio termine sbagli, e di tanto, perché ignori il dato più importante che seppure di natura transitoria è il vero e principale driver della mediocre ma reale ripresa americana. Pochi mesi prima della crisi del 2008 la produzione di petrolio in nord america raggiunge il suo minimo storico e di conseguenza le importazioni raggiunsero il suo massimo. Cosa accadde al prezzo del petrolio allora? E cosa accadde subito dopo? Dal 2008 a oggi la produzione di petrolio (USA+Canada) è aumentata di 4 milioni di barili/giorno; di conseguenza ci sono oltre 200 miliardi di dollari/anno che restano a casa e contribuiscono all’economia interna invece che a quella dei paesi esportatori. E’ tantissimo, sono soldi veri e non virtuali come quelli che finiscono tra le riserve. Al contempo nel resto del mondo la produzione non cresce più dal 2008 e nel corso degli ultimi 2 anni è calata di oltre 1 milione di barili/giorno. Ti pare poco? A questo aggiungi la ancora più rapida crescita nella produzione di gas naturale di cui ora c’è una eccedenza. Il costo del BTU in USA è 1/3 che in Europa. Sono tantissimi soldi. Ti pare poco? E’ poco rilevante come questi denari vengano distribuiti in USA, una pletora di sussidi mantiene stabile la società, molto di più e meglio che in Europa. Le conseguenti pressioni al rialzo sul dollaro vengono contenute dalla politica di QE il cui vero scopo è creare flussi di dollari verso l’estero e indebolire la valuta, il contrario di quanto avviene in Europa, continente alla deriva dove (quasi) tutti sembrano talmente travolti da furore anti americano sia che siano pro euro che siano anti euro che la lucidità è da tempo evaporata. I maggiori problemi l’America li avrà a breve dall’indebolimento dell’economia nel resto del pianeta; un hard landing in Cina determinerebbe il collasso delle economie emergenti ed europee e quindi una recessione anche in America che è il paese che meno dipende dal ciclo globale. Il big bang avverrà quando il peak oil globale sarà palese ovvero quando anche il picco secondario del “fracking oil” verrà raggiunto. Quando? Gli analisti che ritengo più affidabili lo collocano tra il 2016 e il 2020, seguito da un breve plateau e un rapido declino. Quello è il periodo dove, in assenza di eventi esogeni, collocare con elevata probabilità la prossima grande crisi, quella dove banche e nazioni falliranno e dove e niente e nessuno potrà tenere a galla il mare magno di asset finanziari fantasma che girano per il pianeta. Di sicuro, chi punta tutte le proprie fiches sull’export ovvero sulla ripresa degli altri è il miglior candidato a vincere la gara a chi sprofonda di più e più velocemente. Non pretendo di essere stato esaustivo ma trovo davvero singolare che un analista dell’economia americana non tenga conto dell’enorme impatto della nuova produzione di petrolio e gas che, per inciso, contribuisce a tenere basso il prezzo dei carburanti e quindi a tenerci in vita, ennesima dimostrazione che gli europei hanno rinunciato a vivere di luce propria ma si accontentano di ricevere quella degli altri… finché dura. Ciao.

john_ludd
Scritto il 10 gennaio 2014 at 11:49

Quanto segue è un campione della variazione dei cambi nel corso del 2013, dollaro escluso:

Thai baht/euro -10,57%
Brasil real/euro -17,00%
Russian rublo/euro -11,24%
Nowegian nok/euro -12,09%
Canadian cad/euro -10,44%

Korean won/euro -2,82%
Chinese yuan/euro -1,08%

Japanese yen/euro -21,50%

Il primo gruppo rappresenta abbastanza bene i nostri potenziali clienti; coreani e cinesi sono concorrenti che hanno accumulato negli ultimi 10 anni un colossale vantaggio competitivo rispetto l’Europa (inclusa la Germania, ma molto meno degli altri paesi) che va oltre il solo cambio ma che potrebbe essere circoscritta solo con un cambio molto più debole. Il Giappone è un caso a parte, aveva perso competitività e ora l’ha recuperata. E’ inutile che la gente blateri del fallimento prossimo venturo dell’Abenomics perché nel breve in un mondo dove la domanda complessiva è stagnante o in calo chi svaluta prima vince.

L’Europa è pronta per una nuova recessione cui necessariamente dovrà rispondere con l’unico strumento di cui dispone, la svalutazione dei salari interni… e così via fino alla dissoluzione.

silvio66
Scritto il 10 gennaio 2014 at 13:14

Alle elementari ci dicevano che il petrolio sarebbe finito nel 2000…ci dicevano anche che il sapiens aveva 40000 anni e che una guerra nucleare avrebbe spazzato via l’umanità…quante cose sono cambiate in quarant’anni. Qualunque cosa accada vale sempre il detto del chi ha avuto ha avuto e chi ha dato ha dato. Tenere le antenne all’erta non ha mai fatto male a nessuno. Continua così Andrea. Attendendo nuove da Macchiavelli ti saluto con affetto.

gnutim
Scritto il 10 gennaio 2014 at 13:56

grazie Andrea e Grazie Jhon (e bentornato)

Non si prospettano momenti troppo felici eh?

john_ludd
Scritto il 10 gennaio 2014 at 13:56

silvio66@finanza,

chissà dove hai fatto le elementari ! il petrolio non finirà mai ma ce ne sarà meno e a prezzo incompatibile con la crescita economica che si pretende debba avvenire. Non so dove insegnino che l’uomo sia qui da solo 40 mila anni… ma non mi sorprendo, spiegherebbe molte altre cose.

john_ludd
Scritto il 10 gennaio 2014 at 13:59

gnutim@finanza,

dipende cosa si intende per felici. Se si intende la possibilità di comprare inutili troiate per i prossimi decenni al ritmo degli ultimi due, allora la risposta è univoca, altrimenti ci sarà di sicuro un lungo e difficile assestamento poi si vedrà di che pasta è fatto chi vivrà in quel periodo. Peccato non esserci per vedere come va a finire.

icebergfinanza
Scritto il 10 gennaio 2014 at 14:38

LA VERITA’ E’ FIGLIA DEL TEMPO…. ora aspettiamo la colpa della luna, del freddo e della neve!

WASHINGTON (MarketWatch) – The U.S. added just 74,000 jobs in December to mark the smallest increase since the start of 2011, suggesting that the nation entered 2014 with less momentum than a raft of other economic indicators had signaled. The unemployment rate, meanwhile, fell to 6.7% from 7.0% – the lowest level since October 2008 – but the decline appeared to occur mainly because more people dropped out of the labor force.

tirlusa
Scritto il 10 gennaio 2014 at 14:54

john_ludd@finanza,

Ben tornato John, i tuoi commenti mi erano mancati moltissimo. Interessante il tuo punto di vista, quanto prima devo verificare la dinamica della bilancia commerciale Usa dal 2008 in poi.
Svalutano tutti tranne gli europei, alla tua lista di valute vanno aggiunte Aud, Try e Zar. Siamo dei polli anche se vittime di un equivoco dal momento che probabilmente l’euro viene identificato dal mercato come la valuta della Germania dimenticando tutti gli altri Stati che cosi ne vengono pesantemente danneggiati.
Andrea, cosa sta succedendo in Spagna?

john_ludd
Scritto il 10 gennaio 2014 at 15:16

tirlusa@finanza,

Il mercato ragione a breve termine. Che gli frega ai gestori di flussi finanziari a trilioni di quello che sarà tra 3 anni; loro le commissioni le incassano ogni anno. E nel breve, dai su un piccolo sforzo, l’attuale oligarchia tedesca (non il popolo quello perde sempre) non ha vinto, ha stravinto e tutti gli altri hanno perso. Alla fine perderànno la guerra ? Ne sono certo, ma gli altri (noi) l’hanno già persa e nel modo peggiore.

john_ludd
Scritto il 10 gennaio 2014 at 15:19

tirlusa@finanza,

c’è un ottimo economista italiano la cui specialità è il commercio internazionale e l’analisi rei relativi flussi. E’ antipatico, è presuntuoso (anche io lo sono ma lui almeno è più bravo) a volte insopportabile… però ha ragione specie su queste tematiche e i suoi post sono una vera miniera per chi vuole imparare, non i miei che non valgono una fava. Si chiama Alberto Bagnai.

tirlusa
Scritto il 10 gennaio 2014 at 15:47

Lo conosco Bagnai, ho letto il libro e me lo sono fatto pure firmare da lui personalmente, leggo quotidianamente il suo blog. A me piace molto, mi è simpatico e lo capisco quando si infastidisce. Chi lotta per la verità è aggredito e diffamato quotidianamente, è normale che si difenda anche con toni bruschi a volte, da qui l’apparente insopportabilità. Mi ricorda il mio scacchista preferito, A. Nimzowitsch.

icebergfinanza
Scritto il 10 gennaio 2014 at 15:48

tirlusa@finanza,

vendono Paella surgelata…

john_ludd
Scritto il 10 gennaio 2014 at 16:07

tirlusa@finanza,

lo so che lo conosci. Qui è piuttosto popolare ma a volte ho l’impressione che si leggono di Bagnai solo le sue conclusioni cioè che l’euro è un disastro e che questo abbia una sorta di effetto catartico. E’ la cosa che mi interessa meno dato che lo so e non è necessari sentirmelo ripetere ogni giorno. Di Bagnai è davvero interessante l’analisi che sta dietro alle sue conclusioni e che vale in generale. Mica è vero che l’economia non è una scienza, lo è eccome, ma non è una scienza sperimentale (il termine scienza esatta è una castroneria di cui ciancia solo chi di scienza non sa assolutamente nulla, di esatto non c’è nulla). Per il resto resto dell’opinione che una sua diversa attitudine sarebbe di beneficio alla sua battaglia. Mica è l’unico a essere critico verso l’euro, mica è necessario definirsi “er cavajere nero”, maddai !

gnutim
Scritto il 10 gennaio 2014 at 16:58

icebergfinanza,

criptico come sempre….. :D:D:D:D:D :roll:

tirlusa
Scritto il 10 gennaio 2014 at 17:07

john_ludd@finanza,

Ha il merito di aver fatto capire con analisi precise il perché del cattivo funzionamento dell’euro il tutto dati alla mano. Ha anche fatto capire la relazione che c’è tra austerità ed euro, i diversi tassi di inflazione reali nelle varie regione dell’europa, ed una miriade di altre cose. Concordo con te che le analisi sono davvero belle, chiare precise e semplici. Ho studiato con passione, sai mi ero laureato in economia con tesi in economia monetaria e creditizia nel lontano 2001, non ricordavo praticamente più nulla dei miei studi visto che per lavoro mi sono dedicato ad altro. Grazie ad Andrea, magistrali i suoi post pre crack Lehman, e a Bagnai mi sono riavvicinato alla mia formazione. Capisco che a volte è fastidioso per chi sa sentirsi dire sempre le stesse cose ma purtroppo molta gente ancora non ha capito e quindi bisogna insistere, è una missione. Non credo che il ritorno alle valute nazionali sia la soluzione di tutto ma è un gran cosa, necessaria e conveniente. E qui lo scenario politico è la vera tragedia, l’unico partito apertamente contrario a l’euro è la Lega Nord, poi c’è il movimento 5 stelle che un po’ confusamente ha aperto un dibattito, il PD che se ne renderà conto quando saremo tutti morti. Votare è estremamente difficile, sono di Palermo come faccio a votare a Lega Nord alle prossime europee?

bergasim
Scritto il 10 gennaio 2014 at 17:10

tirlusa@finanza,

Secondo te la lega nord è un partito?

icebergfinanza
Scritto il 10 gennaio 2014 at 17:34

gnutim@finanza,

La Spagna è un bluff…esplicito ora? :wink:

tirlusa
Scritto il 10 gennaio 2014 at 17:38

bergasim,

Che importanza ha? Credo di si, anche se con attitudini prettamente territoriali. Io sono di sinistra ma a sinistra non posso votare, a causa della loro prostituzione. Hanno fatto della moneta, di una in particolare, un valore. Un suicidio politico, una follia. Che si portino i morti di questa crisi nelle loro coscienze. Alle Europee mi interessa dare il mio voto a qualche forza politica euro-ostile o euro-critica. Non c’è molto nel nostro panorama, o qualche movimento di estrema destra o la lega nord o il M5S. Voterò quest’ultimi (anche se mi sembrano un po’ confusi sull’argomento) che almeno hanno aperto un dibattito e per i quali l’euro non è un tabù.

pat-cop
Scritto il 10 gennaio 2014 at 17:47

Doccia fredda per l’economia Usa. Quali effetti sul tapering?
Trend Online
Scritto da Davide Pantaleo | Trend Online – 20 minuti fa
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Proprio nell’ultima seduta della settimana, è arrivata una doccia fredda per l’economia americana, dopo che è stato sfornato quest’oggi un report sull’occupazione molto deludente e ben lontano dalle indicazioni fornite fino al mese scorso. Il Dipartimento del lavoro ha reso noto infatti che a dicembre il tasso di disoccupazione è sceso inaspettamente dal 7% di novembre al 6,7%, sui minimi da ottobre 2008. Il dato ha superato ampiamente le attese degli analisti che si erano preparati ad una conferma della rilevazione precedente al 7%. Cattive notizie per il mercato del lavoro Usa A deludere pesantemente è stato invece il numero di nuovi occupati nel settore non agricolo che a dicembre è stato pari a 74mila unità, il peggiore risultato da ottobre 2011, in netta frenata rispetto alla lettura di novembre che è stata rivista al rialzo da 203mila a 243mila unità. L’aggiornamento odierno sui non farm pay-rolls si è attestato ben al di sotto delle previsioni del mercato che aveva piazzato la sua scommessa su un dato pari a 197mila unità. Cattive notizie anche per i nuovi posti di lavoro nel settore privato, visto che a dicembre si è avuta una discesa a 87mila unità, meno della metà della lettura di novembre pari a 196mila unità. Come (Swiss: CADN.SW – notizie) se non bastasse, a deludere e non poco è stato il numero di coloro che non partecipano più alla forza lavoro, salito ad una cifra record visto che a dicembre sono stati 154,9 milioni i cittadini che hanno partecipato attivamente alla forza lavoro, rispetto ai 155,3 milioni di novembre, con un tasso sceso dal 63% al 62,8%, ai minimi da 35 anni, visto che un simile livello non si vedeva più dal lontano 1978. Questo mix di fattori basta a spiegare il nervosismo che aleggia tra gli investitori a Wall Street dove i tre indici principali hanno avviato gli scambi in salita, salvo poi indietreggiare e riportarsi al di sotto della parità, mostrando un andamento volatile e molto incerto. Ancora pùi evidente la reazione del mercato dei cambi, con il dollaro che perde pesantemente terreno sia nei confronti dello yen che dell’euro.
Il commento della Casa Bianca Commentando i numeri sul mercato del lavoro diffusi oggi, la Casa Bianca ha affermato che i report occupazionali sono destinati ad essere volatili e con particolare riferimento a quello di dicembre ha citato fattori stagionali come le difficili condizioni climatiche che hanno interessato la costa orientale del Paese. La view degli analisti Anche secondo Vincenzo Longo di IG (Londra: IGG.L – notizie) , le condizioni climatiche e le festività possono aver condizionato la creazione di nuovi posti di lavoro a dicembre, il cui dato però probabilmente sarà rivisto al rialzo nei prossimi mesi. L’esperto ha inoltre affermato che il calo del tasso di disoccupazione potrebbe essere da ricondurre alla flessione della forza lavoro, visto che molte persone sospendono le ricerche di un impiego durante il periodo festivo legato al Natale. Secondo Longo, malgrado il movimenti sul mercato valutario, difficilmente gli stessi potranon modificare di più tanto la condizione del tapering della Fed che dovrebbe concludersi dopo l’estate. A suo dire infatti i dati sul lavoro diffusi oggi dissipano i dubbi di coloro che si aspettavano un’ulteriore riduzione degli acquisti di asset in occasione della riunione di politica monetaria in agenda a fine mese. Longo si aspetta ora che la prossima mossa sul fronte del piano di quantitative easing sarà realizzata a marzo dal nuovo presidente Janet Yellen che a fine mese subentrerà alla guida della fine al posto di Ben Bernanke. Ben più duro il commento dell’AD di Pimco, Mohammed El-Erian, il quale ha parlato di un report shock, aggiungendo che quanti si aspettavano la creazione di 200mila posti di lavoro a dicembre, ora danno la colpa alle difficili condizioni meteo degli ultimi giorni nella costa est, segnalando però che quando hano presentato le lro previsioni Per ulteriori notizie, analisi, interviste, visita il sito di Trend Online
Detto fatto! :wink:

john_ludd
Scritto il 10 gennaio 2014 at 18:16

tirlusa@finanza,

è questa la tragedia e lo sa anche Bagnai. L’Italia non uscirà dall’euro, solo la Germania può farlo ma se e quando lo farà sarà troppo tardi per tutti, la tragedia del peak energy sarà già dentro la casa di ognuno e venendo da anni di tagli agli investimenti non saremo per nulla pronti mentre altri ci stanno lavorando eccome, quindi immagina qual’è il grado di ottimismo residuo che conservo per questo disgraziato paese e per il Titanic europeo in generale. Ho una fretta enorme di consumare quello che ho, ora non nel 2030, per allora sarà tutto finito da un pezzo, John Ludd compreso.

tirlusa
Scritto il 10 gennaio 2014 at 19:44

john_ludd@finanza,

E’ da una vita che siamo senza una politica industriale. Persino uno asciutto come me sull’argomento avrebbe messo al primo punto di un’agenda di Governo un piano energetico nazionale, ma dalla crisi degli anni 70 almeno. Abbiamo perso un trentennio. Il tuo sospetto che siamo fottuti mi sembra come minimo condivisibile.

italiapersempre
Scritto il 10 gennaio 2014 at 20:11

john_ludd@finanza,

sono d’ accordo solo in parte. Evidentemente nessuno si interessa alla borsa del gas su Roma e nemmeno ai gasdotti che dalla Russia arriveranno qui. Il mese scorso la Snam ha assunto 2000 nuovi ingegneri per il progetto dei gasdotti che dal Sud Italia passeranno lo stivale per collegarsi in Val Padana al Corridoio Sud dagli Urali.

E la Borsa del gas è già attiva, 10 investitori istituzionali scambiano, tramite la piattaforma di Eni, gas in tutta Europa e non solo. Anche in questo momento.

john_ludd
Scritto il 10 gennaio 2014 at 20:38

italiapersempre@finanza,

dimentichi il trascurabile particolare che il gas è russo, sono loro che comandano, la lista dei clienti è lunga. Ecco se vuoi vedere in azione l’unico statista attualmente al potere guarda verso Mosca. Quello che non sono riusciti a conquistare con i carri armati e i missili nucleari lo stanno realizzando con l’energia. Osserva la politica di Mosca sull’energia nucleare, è un capolavoro, stanno conquistando interi paesi asservendoli per l’eternità. L’ultimo ad aggiungersi ai potenziali servi di Mosca è il Sud Africa. Ecco, siccome i russi sono davvero cattivi immagina che bello un mondo dominato da russi e cinesi… e per quanto riguarda Snam, il giro del gas è uno dei più colossali verminai della già orrenda storia nazionale. Sento il tanfo da migliaia di km di distanza. Mi sono stufato di essere negativo, chiedimi qualcosa di diverso, da economia, politica, energia esce solo odore di zolfo, odore di Mammona, è il suo momento.

icebergfinanza
Scritto il 10 gennaio 2014 at 21:00

john_ludd@finanza,

Si John è il momento di Mammona…bentornato

PORTELLO
Scritto il 10 gennaio 2014 at 21:15

john_ludd@finanza,

bentornato!

per cambiare argomento allora, mi sapresti dire quale paese in Asia ti emoziona di piu’…e il posto specifico..una citta’, una via, un tramonto..che ti e’ rimasto in mente?

ps per il discorso della Russia…io mi son trovato una ragazza siberiana e ho iniziato a studiare il russo…non si sa mai…

ps2 John ma quanti anni hai? dici che hai una fretta enorme di consumare quello che hai, le cose son due o sei un 90enne o un billionaire (spero per te la seconda)…in ogni caso sarebbe bello ad un prossimo incontro di Andrea incontrarci con chi vorra’ e farci una gran bevuta…senza farci sentire dai vicini che sentendo i nostri discorsi ci prenderebbero per pazzi..

john_ludd
Scritto il 10 gennaio 2014 at 21:42

PORTELLO,

sono un viaggiatore cronico e non serve essere milionario basta avere l’equivalente del prezzo della casa che non ho mai comprato distribuito qua e là che non si mai… la vita costa poco se ti accontenti e non hai figli e un viaggiatore non apprezza la comodità, quella è per i turisti. Amo i paesi dove gli ambienti sono estremi e primordiali e per questo sono vittima di una particolare forma di disagio: più un paese è primordiale, più la natura è intatta e forte, più il luogo è bello e più dure sono le condizioni di vita di chi ci abita, mentre quelli come me possono scrivere anche 10 libri sulle loro eroiche imprese solo perché poi tornano nella loro bella casa. E io me sto lì con una fotocamera che costa l’equivalente del reddito di una famiglia per 5 anni e spesso, come di recente in Birmania, invece di tirarmi delle pietre sorridono e mi offrono delle arachidi. Assurdo vero ? Non so se Gesù Cristo sia esistito e fosse quel che alcuni credono ma certo lo spero anche se sono un egoista del cazzo, perché è fastidioso che tante persone vivano come cani di strada mentre alcuni cani rognosi vivono come persone. Statisticamente sono oltre i 5/8, non voglio campare troppo, la vecchiaia è una malattia degenerativa, quando di questo mondo ne avrò visto abbastanza e non sarò ancora del tutto citrullo vorrei avere la grazia di potermene rapidamente andare a vedere cosa c’è di là, e se non c’è nulla almeno mi sarò goduto questa assurda ma meravigliosa giostra. Ti ho detto pure troppo ma oggi sono socievole, spesso non lo sono. Ciao.

sd
Scritto il 10 gennaio 2014 at 21:59

Buona sera

Leggo con piacere che probabilmente in molti non hanno compreso la sostanza “dell’economia”…….ma in fondo non è che mi aspettavo molto di più…….conoscendo la natura dell’ Homo Sapien Sapiens.

Vi ri….posto il video che lo spiega perfettamente.

http://www.stampalibera.com/?p=70132

Un saluto e un auguri di stare in “santa pace” e lontano dai rompi……..ni

SD

tirlusa
Scritto il 10 gennaio 2014 at 22:10

john_ludd@finanza,

Gesù Cristo è esistito ed è Quello che molti credono

aglio
Scritto il 11 gennaio 2014 at 13:20

john_ludd@finanza,

“Non so se Gesù Cristo sia esistito e fosse quel che alcuni credono ma certo lo spero anche se sono un egoista del cazzo, perché è fastidioso che tante persone vivano come cani di strada mentre alcuni cani rognosi vivono come persone. Statisticamente sono oltre i 5/8, non voglio campare troppo, la vecchiaia è una malattia degenerativa, quando di questo mondo ne avrò visto abbastanza e non sarò ancora del tutto citrullo vorrei avere la grazia di potermene rapidamente andare a vedere cosa c’è di là, e se non c’è nulla almeno mi sarò goduto questa assurda ma meravigliosa giostra.”

Carissimo John, mi sa che il tuo viaggiare sia anche (soprattutto?) una ricerca di conferme a quanto tu hai detto di sperare.
Questa è una miniera di conferme, per chi ha voglia di leggere e sete di trovare: http://www.scrittivaltorta.altervista.org/per_volume.htm

@dorf
a Balasso che nel video dice che “c’è gente che crede che esista un Dio che ti fa vivere una vita di merda perchè ti vuol bene”, e a quelli che la pensano come lui (e so bene che dorf NON è tra questi, pur avendo postato il video) rispondo:

“Il mondo chiama “grandi” coloro che,con mezzi quasi sempre illeciti, sanno prendere i posti migliori e, per farlo, fanno del prossimo uno sgabello sul quale salgono schiacciandolo. Chiama “grandi” coloro che sanno uccidere per regnare, moralmente o materialente uccidere, ed estorcono posti e paesi ed impinguano sè svenando altri nelle ricchezze singole e collettive. Il mondo chiama “grandi” i delinquenti.
No. La grandezza non è nella delinquenza. E’ nella bontà, nell’onestà, nell’amore, nella giustizia. Vedete i vostri “grandi” quali atossicanti frutti vi offrono, colti nel loro malvagio demoniaco giardino interiore!”
“Chi vuol esser “grande” agli occhi del mondo (..) è paglia per il letto dei demoni. Perché la grandezza del mondo è in antitesi con la Legge di Dio.”
Fonte: http://www.scrittivaltorta.altervista.org/01/01035.pdf

ed anche con la pag. 4 del pdf di questo link: http://www.scrittivaltorta.altervista.org/01/01036.pdf che è ancora più intensa e bella.

(purtroppo dal sito non è possibile copiare i testi)

Se è il momento di Mammona, allora per gli uomini di buona volontà è il momento di non disperare e di credere con fiducia nell’ amore di Dio.
Pace a tutti.

mirrortrader
Scritto il 11 gennaio 2014 at 14:01

mi chiedo cosa centri la religione con la vita.
ci si pensa quando si e vicini alla morte..
prima non serve.
premetto che trovo la chiesa una farsa.
piuttosto preferisco il buddismo e il rispetto della vita di qualsiasi forma e la fede nella nostra piccolezza e stupidita.

alessandroecristina
Scritto il 11 gennaio 2014 at 14:26

mirrortrader@finanza,

Non sono certo il + qualificato x rispondere alle tue domande.Io ho trovato la risposta,ma credo ognuno debba arrivarci attraverso la propria strada.Alla “religione” ci penso spessissimo e nn sono alla fine della vita..e ti assicuro che serve ,ECCOME SE SERVE.Mi ha permesso di cancellare le ansie del da dove vengo dove vado e xchè sono vivo… e ringrazio Gesù Cristo ogni giorno della mia vita… e mi farebbe enorme piacere fosse così anche x te,ma tu non stancarti di cercare…….

silvio66
Scritto il 11 gennaio 2014 at 14:28

john_ludd@finanza,

..eppur si muove, diceva galileo, nei primi anni settanta nella bella Verona era così. Ben tornato john…e dai..non sono più cattivi di noi i russi. Chiunque li conosca sa che sono molto simili a tutti noi cosiddetti occidentali. L’europa è sempre stata intesa comprensiva della russia, almeno fino agl’urali.

alessandroecristina
Scritto il 11 gennaio 2014 at 15:04

per John….mi basta ricordare come le mugike russe hanno trattato i nostri soldati durante la ritirata sul Don….(centomila gavette di ghiaccio,Rigoni Stern)esistono le persone a cui Cristo ha accarezzato il cuore anche se nn hanno la definizione di “cristiani”.Cristiano n è colui che dice di essere ma colui che ama Cristo e quindi ama i propri simili x davvero,x cui qualche “ateo” potrebbe trovarsi molto avanti rispetto a molti cosiddetti (democratici) cristiani…Dall’altra parte sarà bellissimo e sarà un vero piacere ed onore abbracciare i vostri cuori, uomini di buona volontà.

d
Scritto il 11 gennaio 2014 at 15:08

john_ludd@finanza,

Devo dire che, oltre ad ammirare sinceramente il potere di sintesi di Jhon Ludd, questa volta ne stimo anche l’umanità e il senso di smarrito coraggio. La fede è un traguardo che penso possa esser oggetto di ricerca inconsapevole anche durante il percorso di tutta una vita. Quello che conta, in verità, sono i fatti, le nostre opere quotidiane. In un certo senso la morale kantiana non è troppo dissimile da quella cristiana, senza neppure quel dolce tepore che ti scalda il cuore…

Le nostre idee sono per lo più frutto di conoscenze parziali: quand’anche acute e penetranti soffrono nel limite naturale dell’ignoranza di moltissimi altri elementi che interagiscono con quelli conosciuti. Penso che oggi siamo gli spettatori piuttosto inconsapevoli del dipanarsi della teoria dei giochi. In questo momento il mondo è praticamente stallo. Proprio per questo motivo la svolta vera e reale verrà quando, toccato il peak oil, i limiti del modello di sviluppo diventeranno evidenti. Come dice Jhon non è una questione di petrolio che finisce, è una questione di olio a buon prezzo, vale a dire compatibile con un certo modello di crescita.

Potremmo cominciare ad abituarci, cioè a “pesare” ogni nostra condotta in base al contenuto di energia impicito (acquisti, spostamenti, stile di vita). Resteremmo sbalorditi dalla nostra comprensione di quanto “costa” un viaggio a MarraKesh…
Non mancano le alternative e probabilmente qualcuno (che lo può fare) potrebbe pensare che tanto vale darsi alla pazza gioia, altri potrebbero invece rileggersi Seneca ed iniziare a conformarsi…

Sarebbe anche il momento di pensare che, generalmente, ogni specie animale cerca di garantire alla propria discendenza condizioni di sopravvivenza. Ben lo sanno le tartarughe di mare, quando scavano nella sabbia per deporre le uova, tosto coprendole con la sabbia per riguadagnare il largo non appena possibile. Qualcuna muore per lo sforzo, ma la vita deve continuare. Probabilmente l’uomo è un animale più egoista della tartaruga.
Buona domenica

dorf001
Scritto il 11 gennaio 2014 at 20:25

tirlusa@finanza,

stanziale@finanza,

ciao ragazzi. a voi 2 volevo dire una cosa. allora ho fatto copia/incolla. è un libro che dovete leggere.

ciao capitano. ahh galllino mi delude. che cavolo dice? vuoi un pò di info? eccole qua. leggere il libro da 140 pag di badiale & tringali. prefazione di bagnai.

la trappola dell’euro. la crisi, le cause, le conseguenze, la via di uscita. qui fanno parlare pure zingales. ci sono tutte le obiezioni che portano gli amanti di questa euro fogna. e loro, una ad una, le smontano. prove alla mano. con calma e correttezza. esattamente come fai tu caro il mio mazzalai da anni su questo blog.
1) la crisi attuale non dipende dal debito pubblico, bensi’ dall’euro.
2) cresce il fronte dei critici dell’euro
3) più europa???
4) una analisi generale e il caso della grecia.
5) il fiscal compact, le riforme della costituzione e della legge elettorale.
6) l’euro e il mercato del lavoro.
7) le prevedibili conseguenze del fiscal compact, dell’austerità e degli interventi della BCE.
eurobonds e rifrome dell bce risolverebbero la crisi?
9) alcune obiezioni. a quelli che son terorizzati dall’uscita dell’euro. bugiardi!!! note mie queste.
10) euro e UE. nota mia. ci sono almeno 10 obiezioni che loro smontano con facilità.
11) conclusioni. l’urgenza di una alternativa. queste ultime 10 pagine del libro sono illuminanti.

consiglio questo libro a tutti.

hei stanziale, questo è il libro per te. fidati. compralo a occhi chiusi.

ciao a tutti

DORF

kry
Scritto il 11 gennaio 2014 at 20:29

alessandroecristina@finanza,

x cui qualche “ateo” potrebbe trovarsi molto avanti rispetto a molti cosiddetti (democratici) cristiani… ” ‘È più facile che un cammello passi per la cruna di un ago, che un ricco entri nel regno di Dio”. Come è più facile che un ateo entri nel regno dei cieli piuttosto che un cosidetto cristiano, anche perchè devono poi scontare la colpa che con il pessimo esempio dimostrato allontanano dalla fede coloro che ne neccessitano maggiormente.

dorf001
Scritto il 11 gennaio 2014 at 20:31

aglio@finanza,

caro aglio. si, balasso lo avevo messo tanto x fare 2 risate. mica devo condividere tutto quello che dice. il veneto si direbbe che è : un boca onta. uno sboccato.

per il resto del tuo discorso spirituale ti do ragione. mi guarderò di sicuro i tuoi link. ora inveve mi permetto di consiglairti in merito, un bel libriccino. sono 160 pag. pensa un pò un filosofo insieme ad un fisico quantistico. per capire le cose veramente, ti deve sempre succedere qualcosa di spiacevole, che ti dia una forte scossa.

il libro è : orizzonte di speranza. come sconfiggere la sofferenza. dentro c’è tanta filosofia orientale. facile da leggere. molto bello, fidati.

by DORF

dorf001
Scritto il 11 gennaio 2014 at 20:33

aglio@finanza,

il libro è : orizzonte di speranza. e gli autori sono: russell tard e j.j. hurtak

DORF

dorf001
Scritto il 11 gennaio 2014 at 20:34

RUSSELL TARG e J.J. HURTAK

tirlusa
Scritto il 11 gennaio 2014 at 22:11

Grazie del consiglio.

tirlusa
Scritto il 11 gennaio 2014 at 22:12

Ops..il ringraziamento era per Dorf.
Grazie del consiglio

mirrortrader
Scritto il 12 gennaio 2014 at 01:28

Cari Alessandro eCristina, io ho avuto la fortuna di aver visto, e quel giorno ho capito la frase “beati coloro che crederanno senza aver visto, io ho visto e mi sono rasserenato.)

Mavedi, ridurre Dio e la forza della vita a quel Ciarpame Mentecatto che è la chiesa Cristiana ce ne passa.
Io considero i cristiani convinti dei mentecatti. I cristiano sono una specie Lobotizzata.

mirrortrader
Scritto il 12 gennaio 2014 at 01:31

alessandroecristina@finanza:
per John….mi basta ricordare come le mugike russe hanno trattato i nostri soldati durante la ritirata sul Don….(centomila gavette di ghiaccio,Rigoni Stern)esistono le persone a cui Cristo ha accarezzato il cuore anche se nn hanno la definizione di “cristiani”.

Cristiano n è colui che dice di essere ma colui che ama Cristo e quindi ama i propri simili x davvero,x cui qualche “ateo” potrebbe trovarsi molto avanti rispetto a molti cosiddetti (democratici) cristiani…
Dall’altra parte sarà bellissimo e sarà un vero piacere ed onore abbracciare i vostri cuori, uomini di buona volontà.

Quoto in pieno questo testo.
BELLISSIMA FRASE:
Cristiano n è colui che dice di essere ma colui che ama Cristo e quindi ama i propri simili x davvero,x cui qualche “ateo” potrebbe trovarsi molto avanti rispetto a molti cosiddetti (democratici) cristiani…

GRANDE

giulio0808
Scritto il 12 gennaio 2014 at 17:08

la religione c’entra con la vita perchè a differenza di quello che molti credono, la religione (sopratutto quella cristiana) è libertà, le gabbie sono quelle in cui l’uomo si va a ficcare da solo.

PG
Scritto il 12 gennaio 2014 at 18:53

Caro Capitano l’aria che si respira su questo veliero è qualcosa di veramente “raro”. Quanta strada hai fatto dai primi momenti ma non te come persona sempre la stessa, sempre unica umile e altruista, ma questo blog che vede tra i suoi frequentatori gente davvero con concetti alti che discute ma sempre civilmente, che ragiona su concetti di esistenza, religione, sostenibilità. E’ un piacere leggerVi tutti e Vi ringrazio per come mi fate riflettere mia volta. Auguri per tutto e grazie.

dorf001
Scritto il 12 gennaio 2014 at 23:41

PG,

ciao pg. a proposito di religione e società. c’è un articolino da leggere. sai cosa stanno combinando quei pazzi psicopatici dei globalisti? alle nostre spalle? per rovinarci e renderci tutti mollicci e buoni a nulla?

allora ti devi leggere/tutti dovreste leggere questo articolo molto inquietante.

qui : http://www.comedonchisciotte.org/site/modules.php?name=News&file=article&sid=12784

DORF

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