DEUTSCHE BANK: IL RITORNO DELLA VORAGINE CON LA BANCA INTORNO!

Scritto il alle 10:41 da icebergfinanza

Affascinante davvero affascinante,  anche se solo due o tre anni dopo che Icebergfinanza in solitaria, insultato e dileggiato,  per mesi e mesi ha condiviso responsabilità e rischi delle banche tedesche, dettagliandone ogni esposizione seguendo le informazioni accessibili a tutti della BIS ma non solo anche Vanityfair giusto per comprendere come economia e finanza siano scienze serie di cui vi lascio una sintesi…

(…) un punto di vista sulla crisi del debito europeo e la crisi greca, è che si tratti di un tentativo elaborato dal governo tedesco per conto delle sue banche per ottenere indietro i loro soldi senza richiamare l’attenzione su ciò che stanno facendo.

Il governo tedesco dà i soldi al fondo di salvataggio dell’Unione europea in modo che possa dare i soldi al governo irlandese in modo che il governo irlandese può dare indietro denaro alle banche irlandesi così le banche irlandesi possono rimborsare i loro prestiti alle banche tedesche.

“Stanno giocando a biliardo”, dice Enderlein. “Il modo più semplice per farlo sarebbe quello di dare i soldi tedeschi alle banche tedesche e lasciare che le banche irlandesi o greche fallissero.”

Gomblottoooooo!!!! No nessun complotto, tutto alla luce del sole solo che io Italia la luce del sole arriva tardi anche se Voi grazie ad Icebergfinanza lo sapevate dall’agosto del 2011…

In 24 ore due pesi massimi dell’economia sono andati all’attacco delle banche tedesche che sarebbero agevolate dalle nuove riforme in sede europea (Unione bancaria, Basilea III) . Ieri Marco Onado ha detto a Radio24: «Più passa il tempo e più il potere di lobbying delle banche va consolidandosi» con un riferimento più che implicito anche al limite del 3% sul capitale ipotizzato dalle bozze in discussione sulle normative sui vincoli di bilancio, che potenzia la leva finanziaria e difatto favorisce in particolare le banche tedesche che, tra quelle europee, sono le più esposte alla leva finanziaria. Non a caso, negli ultimi giorni sono state proprio le banche tedesche a correre di più in Borsa.

Gli ha fatto eco oggi l’economista Luigi Zingales, in un’audizione alla Commissione Finanze del Senato sul dl Imu-Bankitalia: «Le banche tedesche hanno oggi maggior solvibilità delle italiane perché lo Stato ha trasferito loro un grosso ammontare di risorse specialmente alle Landensbank piene di titoli tossici statunitensi all’indomani della crisi, con un meccanismo che la Germania ha invece contrastato negli altri paesi Ue».

La prima cosa da è combattere, secondo Zingales è questa situazione «di due pesi e due misure» con un’Unione bancaria che sia «uguale per tutti».

«La legge “no bailout” dei tedeschi, di fronte alle difficoltà proprie cambia – sottolinea il professore della Chicago Booth School of Business – in un mondo in cui le banche hanno implicitamente un supporto pubblico e gli Stati ricchi hanno banche solide e quelli poveri no, se lo possono permettere». Questo atteggiamento, per l’economista «dà un vantaggio competitivo alle loro banche che poi si trasmette in un vantaggio competitivo a livello europeo, con conseguenze estremamente negative sulla nostra crescita economica».

«Oggi l’Unione europea è principalmente franco-tedesca e impone le sue regole al resto del continente con conseguenze devastanti, dal mio punto di vista, nel sud Europa. Il rischio di non cambiare queste regole è quello di avere una meridionalizzazione e desertificazione dell’intera Italia» .Sole24Ore

Tante belle addormentate, si svegliano in mezzo alla foresta che cade!

Ma facciamo una piccola sosta!

CRISI: Zingales, investimenti pubblici dannosi per economia ROMA (MF-DJ)- Zingales ha poi espresso diffidenza verso “massicci investimenti pubblici” nell’economia: “aumentare il ruolo di uno Stato che non funziona risulterebbe dannoso”, ha aggiunto sottolineando la necessita’ di “lasciare libero il mercato e le imprese di agire, anziche’ proteggerle”. 

Ti fermi, rileggi e rileggi ancora una volta e ti chiedi… Ma Zingales c’è o si fa?

Glielo spiegate Voi che  la sua America sembra uscita meglio di altri Paesi dalla crisi, grazie ad una dose imponente di interventi statali e monetari e che il suo libero mercato oggi senza lo Stato sarebbe fuso? Glielo dite Voi che senza Stato e Banca Centrale, senza Abenomics, oggi il Giappone sarebbe ancora immerso in una stagnazione secolare o meglio è ancora immerso?

Ma in un Paese che ha la memoria corta, anche un professore amerikano ha gioco facile a cambiare opinione,  ma il web non dimentica, no non dimentica…

02.dic 2011…Angela Merkel aveva ragione quando diceva che la Grecia era insolvente e la Bce non doveva intervenire. Aveva ragione anche quando diceva che l’Italia doveva fare il suo dovere prima di essere salvata. La Repubblica

Non solo ma leggete qui, una strambata a 360 gradi…

Per la crisi dell’area euro, i politici italiani ed europei (e parecchi economisti) accusano i mercati e la testardaggine di Angela Merkel. Accusano i mercati di aver ignorato a lungo il rischio di default, e ora magari di alimentarlo ad arte per pura speculazione. Accusano la Merkel di non essere intervenuta subito a salvare la Grecia e di continuare a opporsi a un aiuto all’Europa. Si illudono che se la Grecia fosse stata aiutata subito, oggi saremmo in una situazione diversa. In realtà è vero l’opposto. (…)  Ma la matematica ci dice che qualcuno – banche, altri creditori, o contribuenti – deve rimetterci. Di fatto, è chiarissimo chi ci rimetterà più di tutti: il contribuente tedesco. È tanto strano che i tedeschi e il loro cancelliere non vogliano assumersi il costo degli errori altrui? Se la nostra Lega chiede la secessione per gli aiuti al Sud, perché dovremmo aspettarci dalla Germania beneficenza per Grecia, Portogallo, Irlanda, Spagna e Italia? Cercare di forzare la Merkel su questa strada per lei giustamente inaccettabile non aiuta la causa europea, ma la distrugge. Un matrimonio forzato causa risentimento e non amore.

Chi è che ci rimetterà più di tutti? Cercare di forzare la Merkel su questa strada per lei giustamente inaccettabile non aiuta la causa europea, ma la distrugge. Un matrimonio forzato causa risentimento e non amore?

Ma Santo Cielo e allora che vuol dire… un matrimonio forzato causa risentimento e non amore, Zingales, non puoi mica costringere la Germania a non salvare le sue banche e impedirle di contrastare la stessa dinamica negli altri Stati, come hanno fatto dal primo all’ultimo minuto.

Mica l’hanno sposata l’Europa loro, come gli inglesi, i tedeschi si fanno i fatti loro e quando possono assieme ai francesi ti fanno pure le corna , sforando a piacimento i trattati di Maastricht

Rigore che non sempre è stato osservato scrupolasamente e non solo da parte dei “piccoli”: nel 2003 furono infatti Francia e Germania – finiti nel mirino di Bruxelles per aver sforato i rispettivi deficit – a chiedere (e ottenere) una riforma del Trattato. di Stefano Natoli – Il Sole 24 Ore –

Solo un finto tonto non sa che imporre rigidità in un’area valutaria non ottimale rischia di far esplodere la stessa area. 

Martin Feldstein nel 1999 disse che : «L’euro riporterà la guerra in Europa»

 L’amico non si può riconoscere nella prosperità, ma nell’avversità il nemico non si nasconderà. ” Siracide, Antico Testamento, II sec. a.e.c.

Ma come le banche tedesche sono le principali colpevoli attraverso il credito subprime erogato in mezza Europa e tu Zingales ti metti a fare la morale, appoggiando la Merkel che ha reso insolvente la Grecia per permettere ai fondi di salvataggio di salvare le proprie banche?

L’Italia doveva fare il suo dovere, a tu non dici nulla di come all’improvviso Deutsche Bank e altre banche tedesche hanno completamente scaricato l’intero portafoglio titoli di Stato italiani, diventando molto attive nella commercializzazione dei CDS, assicurazioni a copertura del fallimento italia?

Ovviamente il signor Ackermann ex ceo di Deutsche Bank era uno dei più fidati consiglieri di Angelina… Deutsche Bank CEO’s Hedging of Italian Risk Shows Germany Is the  

Tutto regolare mica penserete ad un complotto, loro pensavano che dopo la Grecia toccava all’Italia ovviamente senza passare dalla Spagna e quindi il compito di una banca efficiente è quello non di ridurre il rischio ma di cancellarlo completamente vendendo quasi tutto all’improvviso, diventato molto attiva nell’acquisto di protezione contro il rischio Italia, ovvero CDS giusto per non sbagliarsi, tutto per caso ovviamente.

Chissenefrega se il dinamismo sul mercato dei CDS avrebbe avuto un impatto sullo spread in fondo mica tutti guardano quello che Deutsche bank fa nel mercato del reddito fisso dove è molto attiva, vero ?

Si Angela aveva ragione a farsi una padella dei fatti suoi, facendo finta che il problema erano gli altri, una ricetta da manuale non c’è che dire, peccato che la realtà è molto diversa da quello che vi raccontano e peccato che in Italia a parte alcuni volponi, non ci sia un solo politico che prima del famigerato agosto 2011 sapesse che lo spread non è un drink.

I principali banchieri italiani, quelli delle maggiori banche italiane, che non hanno disdegnato di speculare in questi anni con i derivati dove erano? La maggior parte si informa dai talkshow e dai telegiornali e chiede al politico di turno che fare,  erano intenti a osservare la caduta dei BTP, esprimendo un desiderio, speriamo che noi non facciamo la fine della Grecia, perchè sai lo dice Monti!

Chiedo scusa se la cronaca è intrisa di ironia, ma galleggiare per anni in un oceano di falsità e menzogna ti rende acido!

Poi che uno come Bini Smaghi ex rappresentate italiano presso la BCE, abbia tranquillamente confermato che si vendevano allegramente BTP per  … Bini Smaghi: “Berlusconi fatto dimettere perché voleva uscire dall ‘euro e che Hans Werner Sinn uno degli economisti più influenti in Germania lo abbia ribadito “Silvio Berlusconi voleva uscire dall’euro”. Parola di Hans -Werner   fa parte chiaramente del gossip finanziario vero?

Peccato che quando Icebergfinanza lo raccontava quotidianamente a partire dal giugno del 2011, spiegando attraverso analisi, fonti e dati inequivocabili cosa stava succedendo all’improvviso, buona parte del Paese dormiva.

Non credo di aver mai preso in vita mia un concentrato di insulti e dileggi simile eppure mi dicevo, Andrea continua la verità è figlia del tempo!

Riesce difficile nascondere al mondo intero che la Germania giace sopra una discarica radioattiva derivata pari a quasi 20 volte il PIL tedesco…

La Deutsche bank, la più grande banca tedesca, ha tolto il primato all’americana JP Morgan Chase nella classifica dei derivati finanziari! Questo è un fatto sottaciuto, ma bruttissimo per tutta l’Europa Il bilancio annuale 2012 della Db rivela contratti in derivati per un valore nozionale di 55,60 trilioni di euro, pari a oltre 72 trilioni di dollari Ha superato quindi la Jp Morgan Chase, che è sempre stata la numero uno sui mercati Otc. Quest’ultima alla fine del quarto trimestre dello scorso anno deteneva derivati per un valore nozionale pari a 69,5 trilioni di dollari. Deutsche bank spaventa Merkel

Non solo, ma magistralmente capace di nascondere 12 miliardi di perdite tra il suo bilancio evitando cosi un salvataggio pubblico che sarebbe costato la reputazione della Crande Gemania, spread e CDS compresi, altro che virtuosismo alemanno…

La Bundesbank, la banca centrale tedesca, ha avviato un’indagine sul possibile occultamento di perdite per miliardi di dollari su derivati occultate da Deutsche bank, prima banca del Paese durante l’ultima crisi finanziaria. Lo rivela il Financial Times citando fonti a conoscenza del dossier. Secondo il quotidiano londinese ispettori della banca centrale tedesca si recheranno a New York come parte di un’indagine sulle accuse relative a una non corretta valutazione di derivati che avrebbe consentito all’istituto di Francoforte, la maggiore banca d’Europa, di aver nascosto perdite per 12 miliardi di dollari evitando così un salvataggio pubblico. “Ha nascosto perdite per 12 miliardi” Germania

Poi all’improvviso dopo una lunga serie di frodi e manipolazione via Reuters scopri anche che  Deutsche quits gold price-setting as regulators investigate fix

Annunciando il ritiro quasi completo dalle attività nelle materie prime, Deutsche Bank un mese fa aveva specificato che la scure dei tagli avrebbe risparmiato i metalli preziosi. Ieri l’annuncio a sorpresa: l’istituto tedesco «ritira la sua partecipazione al processo di definizione dei benchmark di oro e argento». In parole povere: addio al fixing, il meccanismo quasi centenario con cui un gruppo ristretto di banche fissa i prezzi di riferimento per un mercato da oltre 20mila miliardi di dollari.
La decisione, si dice nel comunicato, è legata al «significativo ridimensionamento della divisione commodities» e non fa venire meno il «pieno impegno» nei metalli preziosi, che la banca già oggi scambia in gran parte al di fuori degli appuntamenti quotidiani per il fixing. Il disimpegno avviene comunque in un momento di particolare attenzione dei regolatori nei confronti di possibili manipolazioni dei benchmark finanziari. E Deutsche Bank, già coinvolta nello scandalo del Libor, è sotto la lente anche nelle indagini sugli scambi di valute. La Bafin, l’equivalente tedesco della Consob, ha inoltre ammesso che sta indagando proprio sul fixing: cosa che, stando a indiscrezioni, starebbero facendo anche le ben più potenti Fca britannica e Cftc statunitense. «Le accuse ipotizzate per valute e metalli preziosi sono particolarmente serie – aveva dichiarato solo giovedì la presidente della BaFin, Elke Koenig – perché in questi casi, diversamente da Libor ed Euribor, i valori di riferirimento sono tipicamente basati su transazioni reali in mercati liquidi e non su stime delle banche». Deutsche Bank abbandona il club del fixing dell’oro

E certo ci si ritira perchè i costi sono superiori ai ricavi tanto per dirne una, ma all’improvviso, dopo la manipolazione dei cambi e delle valute figurarsi se poteva mancare quella dell’oro…

 

Deutsche Bank indagata per manipolazioni prezzo oro

German Gold Manipulation Blowback Escalates: Deutsche Bank

Ovviamente come le risolvono le tecnocrazie e le plutocrazie mondiali queste evidenti e conclamate continue frodi e manipolazioni delle banche, con qualche multina qua e la, giusto, giusto per aiutare queste povere banche a rifarsi la verginità, ovviamente con gli stessi profitti ottenuti attraverso le manipolazioni e le frodi e sua maestà il trading e il carry trade, gentilmente messo a disposizione dalle banche centrali di loro esclusiva proprietà visto che loro stesse sono le principali azioniste!

Banche, maxi multa Ue a otto istituti per i tassi Euribor e Libor 

Ma attenzione perchè non è finita qui e ora via con una nuova carrellata…

Certificates. Deutsche Bank e lo scandalo dei tassi

Manipolazioni dei cambi, anche Berlino indaga su Deutsche Bank

Manipolazione forex, Deutsche bank sospende alcuni trader a New York

Maestà, il popolo ha fame, manca il pane “

Se non hanno pane che facciano trading sulle valute o si mangino un pezzo d’oro, che diamine, mica possiamo far credito a tutti no!

Anzi meglio se ha fame cosi possiamo scommetterci sopra, su quanto dureranno questi plebei…

I “Bond Morte” di Deutsche Bank: incassi se crepano, perdi se vivono

Capito come funziona, mentre tu perdi tempo a sognare il taglio del Senato e una nuova legge elettorale, capito dove finiranno nei prossimi mesi e anni i tuoi soldini, il tuo dovere di contribuente quando loro socializzeranno ancora una volta le perdite e tra una tratina di caviale ed un bicchiere di champagne privatizzeranno i profitti figli di frodi e manipolazioni in mezzo mondo?

Per quanto riguarda poi il Monte dei Pazzi di Siena … Die Welt: “Su Mps autorità tedesca accusa Deutsche Bank“.   La banca tedesca e gli investitori nipponici di Nomura avrebbero aiutato il Monte dei Paschi, investendo nei derivati, a nascondere l’entità delle perdite di bilancio. Da qui le accuse della BaFin, l’Autorità federale di vigilanza sulle attività bancarie. La replica: “Stiamo cooperando”

Nel frattempo nel fine settimana i compagni di viaggio che ci seguono su twitter hanno avuto in esclusiva prima di tanti altri la notizia Fears of Deutsche Bank profit warning – FT.com e ancora Deutsche Bank profit warning fears ovvero che …Deutsche Bank, rosso inatteso in trim4, titolo atteso in calo 

Deutsche Bank: azioni in ribasso dopo annunciata perdita Francoforte, 20 gen. (Adnkronos/Dpa) – Le azioni di Deutsche Bank sono scese del 3,7 per cento, dopo che la più grande banca della Germania ha annunciato a sorpresa una perdita nel quarto trimestre a causa dei pesanti costi di ristrutturazione. La banca, con sede a Francoforte, ha registrato una perdita ante imposte di 1,15 miliardi di euro negli ultimi tre mesi del 2013.

La verità è figlia del tempo… state sintonizzate perchè di Deutsche bank sentirete parlare ancora il più presto possibile!

Ringrazio tutti di cuore per gli apprezzamenti, l’entusiasmo e la calorosa accoglienza all’ultimo manoscritto di Machiavelli ” Madame Volatilitè” Abbraccio Andrea

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51 commenti Commenta
luigiza
Scritto il 20 gennaio 2014 at 11:58

@Mazzalai

.. anche se solo due o tre anni dopo che Icebergfinanza in solitaria, insultato e dileggiato..

Quello che scrivi é assolutamente vero ed io fui uno di quelli che all’inizio non ti credette mentre da un pò di tempo, ricredutomi, cerco di rimediare ogni volta che ne ho l’occasione segnalando la tua corretat seganlazione sulla banca tedesca ab illo tempore.

Ora io son scusabile perchè non del mestiere e quindi incompetente in materia ma una domanda me la sono posta: ma come diavolo é stato possibile che nessuno dei ‘soloni’ ne fosse a conoscenza?

Idiozia o complicità? Qui non si tratta di un mucchietto di debiti, qui son montagne.
Possibile che facesse comodo ai più non denunciarlo?

luigiza
Scritto il 20 gennaio 2014 at 12:57

Andrea ti sei dimenticato questa notizia sulla Deutsche Bank:

Maxi-perdita di 1 miliardo di euro nel quarto trimestre più 2,5 miliardi per sanare il contenzioso legale.
Fomte: Deutsche Bank, buco kolossal. E indagata

Due milardi e mezzo per sanare il contenzioso legale? 8O
Ma cosa mai avrà fatto la verginella teutonica pupilla dell’Oca teutonica? :mrgreen:

ilcuculo
Scritto il 20 gennaio 2014 at 14:26

Andrea,
cosa sta trainando il decennale spagnolo così forte da avere uno spread di 15bp sul BTP ?

kry
Scritto il 20 gennaio 2014 at 15:28

ilcuculo@finanza,

Dai non fare il finto tonto…… sono i giapponesi e s’era già detto.

kry
Scritto il 20 gennaio 2014 at 15:36

ilcuculo@finanza,

Paover Scrive:
15 gennaio 2014 alle 12:25
buongiorno Andrea, grazie per il lavoro di informazione/divulgazione che cerchi di svolgere. Scusa se sono off topic ma volevo condividere questo articolo http://www.zerohedge.com/news/2014-01-14/why-italian-and-spanish-bonds-are-near-record-low-yields-one-greater-fool-chart
buon lavoro
  [ Quota ]  [ Replica ]
Icebergfinanza Scrive:
15 gennaio 2014 alle 12:28
[email protected],
Buongustaio

fortunato64
Scritto il 20 gennaio 2014 at 16:43

kry@finanza,

tra le due news non capisco dove sta l’inghippo….37 tonn. -5 tonn.= francia ? se effettivamente deve quelle 32…..dove sono? oppure perchè non le restituisce…

oro ai minimi per cui tutto ha un senso….sto forse sbagliando qualcosa?

kry
Scritto il 20 gennaio 2014 at 16:53

fortunato64,

Il blog rischio calcolato lo uso per tenermi informato a modo di telegiornale. Li hai letto il commento ad un post di zero hedge che basta che clicchi sulla notizia la leggi direttamente. Mi sono permesso di inviarti il post perchè appunto la stessa notizia è stata posta in due modi diversi e per mè è piu sensata quella di rischio calcolato ripresa da zero hedge. Ciao.

cellula labile
Scritto il 20 gennaio 2014 at 16:54

Ringrazio tutti di cuore per gli apprezzamenti, l’entusiasmo e la calorosa accoglienza all’ultimo manoscritto di Machiavelli ” Madame Volatilitè” Abbraccio Andrea

57 pagine….BEN 57 PAGINE……….!

grazie a te.
un abbraccio
anna

fortunato64
Scritto il 20 gennaio 2014 at 17:04

ok ciao kry

kry
Scritto il 20 gennaio 2014 at 17:54

Occhio, occhio che come ci insegna john_ludd qualcuno sta riducendo gl’investimenti…… per massimizzare i profitti? http://www.finanza.com/Finanza/Notizie_Mondo/Inghilterra/notizia/Shell_vende_asset_in_Australia_per_114_miliardi_di_dollari-411492

giobbe8871
Scritto il 20 gennaio 2014 at 18:14

Grande Analisi Mazzalai.
Specie x i Bond Treusuries 8O

e poi vogno segnalarti che incominciano davvero a SEGUIRTI I MEDIA “UFFICIALI”

http://it.finance.yahoo.com/notizie/deutsche-bank-ritorno-voragine-banca-163000890.html :mrgreen:

ACTUNG trentino
a comandare siamo noi

giobbe8871
Scritto il 20 gennaio 2014 at 18:15

giobbe8871
Scritto il 20 gennaio 2014 at 18:15

giobbe8871
Scritto il 20 gennaio 2014 at 18:35

DB ESCE DAL MERCATO FIXING DELL’ORO ?

SALVINI A SERVIZIO PUBBLICO HA CHIESTO DOVE SI TROVANO 100 MILIARDI EURO DI ORO ITALIANO ?

RICHIESTA DI BERLIN-FRANKFURT DELL’ORO ALEMANNO VS US-FED

UHMMM …CHE STRANE COINCIDENZE :lol: :mrgreen:

COINCIDENZE DEI GERMANICI ? AHH AHH :mrgreen: :roll:

john_ludd
Scritto il 20 gennaio 2014 at 19:35

kry@finanza,

Non è così. Tra massimizzare i profitti e minimizzare il rischio di perdite generate da progetti affetti da enorme incertezza sui costi c’è una differenza siderale. Molti credono che le grandi aziende del big oil abbiano una eccellente capacità di prevedere i costi dei progetti. Completamente falso. Non esiste grande progetto negli ultimi 20 anni che non sia costato di più o enormemente di più del previsto (Kashagan è il poster di quanto scrivo). Le cose vanno molto male sul fronte energetico, la produzione dell’OPEC è inferiore a quella del 2005 e se consideriamo che nel frattempo i consumi interni di quei paesi sono aumentati ecco che il petrolio disponibile è già in calo sensibile. Vi raccontano un sacco di balle e voi ci credete… a Berlino, Parigi, Bruxelles, Washington, Oslo, conoscono la verità da anni. Questa crisi non può passare e niente come una forte ripresa peraltro impossibile della domanda rivelerebbe che il peak oil per noi che dipendiamo dall’OPEC c’è già stato. Siamo un plateau, non possiamo crescere e per ora nella media ci limitiamo a non scendere; è il massimo possibile e non dovrebbe essere difficile comprendere che è in atto un colossale sforzo per tenere in piedi la baracca con i cerotti e manipolando quel grande strumento di controllo sociale che sono i mercati finanziari.

nei prossimi mesi intanto mi attendo un sensibile calo degli utili aziendali in Europa. E’ sbagliato focalizzarsi sul cambio euro/dollaro che è in realtà molto stabile e ogni tesoreria di una grande azienda non ha problemi a proteggersi finchè sta tra 1,25 e 1,40. Ma con gli EM è diverso e complessivamente sono i nostri maggiori clienti e con valute di paesi importanti giù del 15-20 percento beh che volete che facciano se non comprare meno ? Tenere il mercato su sino alle elezioni di fine maggio potrebbe essere davvero un compito da Sisifo dopato… e il brutto è che con c’è soluzione, euro o non euro, solo varianti in tema di declino.

giobbe8871
Scritto il 20 gennaio 2014 at 20:15

john_ludd@finanza,

e dai John non essere così.

in Italia ce la caveremo, basta costruire in 5 anni 10 centrali nucleari. :mrgreen: :wink:

L. I. A. Lega Imprenditoriale d’Azione

e chi urla all’inquinamento ambientale…. Campi di Lavoro

giobbe8871
Scritto il 20 gennaio 2014 at 20:16

la Perfida Zia Albione se le fa costruire dai Magna Cani. :mrgreen:

kry
Scritto il 20 gennaio 2014 at 20:29

john_ludd@finanza,

Grazie john per la delucidazione il ? dopo la parola profitti l’avevo messo perchè avevo qualche dubbio in proposito ( purtroppo il mio grado di scolarizzazione è piuttosto bassino ). Ciao.

john_ludd
Scritto il 20 gennaio 2014 at 21:23

giobbe8871@finanza,

l’Italia potrebbe essere l’Arabia Saudita delle rinnovabili. Abbiamo 1200 km di crinali appenninici che godono di condizioni ideali 12 mesi l’anno, il sud Italia ha condizioni di insolazione praticamente perfette ma… mentre i danesi hanno piantato centinaia di pale nel mare del Nord in Italia non si fa nulla per la miriade di ragioni che rendono il nostro paese una colossale occasione sprecata.

john_ludd
Scritto il 20 gennaio 2014 at 21:27

giobbe8871@finanza,

è inutile incazzarsi con i tedeschi, credono di fare i loro interessi; un giorno sapremo se sono stati bravi oppure no, nel breve stanno vincendo 6-0 e noi stiamo perdendo 0-6. ERGO il problema siano noi che NON siamo capaci di curare i nostri di interessi, neanche un pò.

john_ludd
Scritto il 20 gennaio 2014 at 21:37

giobbe8871@finanza,

… e non è vero che non si riuscirebbe a finanziare un piano energetico innovativo. Per 20 anni almeno le nostre banche hanno alimentato una bolla immobiliare che ora le lascia piene di pietre e muri che non venderanno mai… un piano energetico che ci consenta di tenere in casa 10-20 miliardi l’anno si paga da solo… il problema è CHE NON SI VUOLE non che non si può fare e non sono i tedeschi che non lo vogliono, anzi ci andrebbero a nozze dato che nel frattempo noi non abbiamo sviluppato la tecnologia e loro sì… è da questo lato delle Alpi il problema , quella massa gelatinosa di interessi dietro i vari monopoli piccoli e grandi e la cronica incapacità di programmare alcunché… ok ?

sd
Scritto il 20 gennaio 2014 at 21:43

Bellissimo articolo Capitano Andrea, sarà per questo che ti seguo dall’inizio ( o quasi….questione di mesi).
Anche se sono sicuro che un solo articolo non potrà cambiare le cose ma sicuramente potrà aiutare alcune persone a comprendere………..e di conseguenza…..ad agire !!!!

luigiza@finanza,

Luigizia perchè questa è principalmente una crisi antropologica, come scrive il Capitano Andrea.

Nella nostra attuale società è molto più facile, per un essere umano ai vertici della stessa (senza distinzioni di sesso), vivere al di sopra degli altri sfruttando il prossimo che creare il proprio e l’altrui benessere con le proprie capacita personali (in pratica il Principio di Peter ripetuto infinite volte dal Capitano Andrea).

Un saluto

SD

paover
Scritto il 20 gennaio 2014 at 23:53

grande Andrea, ieri sorridevo leggendo di DB “che a sorpresa….”….
comunque sembra che altri maestri del nord, quelli che i piigs mentre noi, non se la passino troppo bene
As Bloomberg’s Niraj Shah notes, it’s not just the PIIGS we have to worry about (or not), Denmark, Finland, Norway and Poland have been added to the IMF’s list of countries with the potential to destabilize the global economy….. where rising household debt imposes a financial risk. Ballooning Household Debt
Danish households owe creditors 321 percent of disposable income
Norway’s household debt reached a record 200 percent of disposable income in 2011.
Finland’s debt-to-GDP ratio will almost double to 60.5 percent by 2015 from 33.9 percent in 2008, the IMF forecasts.

icebergfinanza
Scritto il 21 gennaio 2014 at 06:54

paover@finanza,

Occhio di falco mi hai fregato il post…

Ringrazio di nuovo veramente tutti perchè mai ho ricevuto come in questi giorni attestati di stima così grandi e calorosi e si che in sette anni siete stati fantastici. E’ un onore essere a bordo con VOI! Abbraccio Andrea

tirlusa
Scritto il 21 gennaio 2014 at 10:13

Capitano volevo segnalarti una cosa che sicuramente non ti è sfuggita visto il lavoro che fai e come lo fai. Nel mercato tlx i titoli di stato della repubblica greca sono stati spostati nella sezione mercati emergenti. Come interpretare la cosa?

kry
Scritto il 21 gennaio 2014 at 10:24

tirlusa@finanza,

Emergenti ………. o riemergenti dalla crisi ?

kry
Scritto il 21 gennaio 2014 at 10:48

Che sia vero ? Riduzione del QE da 75 a 65 mil$ dal 29 gennaio. http://online.wsj.com/news/articles/SB10001424052702304027204579332763943979336

paover
Scritto il 21 gennaio 2014 at 11:34

icebergfinanza,

:-) nessuna velleità di entrare in competizione.
Sono contento per gli attestati di stima che ricevi, stai facendo un lavoro encomiabile… ogni volta che ti vien voglia di mollare tu scrivilo che noi ti esortiamo a non farlo :-)

bombadillo
Scritto il 21 gennaio 2014 at 18:02

Caro Capitano, forse non diventerai ricco con le donazioni ma sicuramente hai guadagnato la stima profonda di molte persone, quelle che non accettano passivamente di finire nel girone infernale della disinformazione generalista.

E trovare nel buio profondo in cui stiamo navigando una buona luce di riferimento, come il tuo lavoro ha creato e tiene viva e luminosa, dà speranza più di quanto si possa descrivere con le parole.

Grazie. :D

john_ludd
Scritto il 21 gennaio 2014 at 18:13

ilcuculo@finanza,

Desertec è morto. Non che sia una sorpresa. Non ha mai avuto alcun senso. Nessuna persona con una decente conoscenza di energia e finanza (e un pizzico di geo politica che certo serve) ha mai pensato che ne potesse nascere qualcosa. Ma si sa, l’incapacità di distinguere illusione da speranza…

http://www.tekneco.it/energia/il-progetto-desertec-entra-ufficialmente-in-crisi/

ilcuculo
Scritto il 21 gennaio 2014 at 19:37

john_ludd@finanza,

Un bel sito internet sul tema , grazie non lo conoscevo.

john_ludd
Scritto il 21 gennaio 2014 at 20:10

ilcuculo@finanza,

C’è tanto tanto tanto da fare ma è possibile fare tante tante tante cose ma serve tanta tanta tanta volontà e conoscenza e comprendere una volta per tutte che di tempo a disposizione per evitare il peggiore degli scenari ne è rimasto davvero poco. Non ci si può più baloccare dietro sogni di progetti futuristici che sempre che possano funzionare, daranno una risposta tra 30 anni. E’ nei prossimi 5-10 anni ad essere ottimisti che si decide quale futuro per figli e nipoti, dopo sarà la natura a decidere, e che la natura sia una fata benigna è una favola adatta solo ai coglioni.

stanziale
Scritto il 21 gennaio 2014 at 20:41

@John Ludd. Non ho parole…un mio amico ben informato, mi ha detto che il guadagno (royalties) a favore dello stato per i pozzi petroliferi in Basilicata e’ ridicolo, mentre all’estero assomma al 80% -90% pure in stati che sono barzellette, cosi’ credevo, invece lo siamo noi….purtroppo mi sembra che ha abbastanza ragione, in rete ho trovato questo
http://www.google.it/url?sa=t&rct=j&q=&esrc=s&source=web&cd=1&ved=0CDEQFjAA&url=http%3A%2F%2Fwww.ilfattoquotidiano.it%2F2012%2F03%2F29%2Fbluff-delloro-nero-della-lucania-sono-lavoro-soldi-giovani-emigrano%2F200899%2F&ei=LsveUqm3OqH9ywPStYC4Cw&usg=AFQjCNEsAI1iOQ7MOspwvBq3J-WOteNgcA&bvm=bv.59568121,d.bGQ&cad=rja
ragazzi se non ci svegliamo davvero siamo nella melma fino agli occhi, i traditori svendono tutto…..

sd
Scritto il 21 gennaio 2014 at 21:00

john_ludd@finanza,

John Ludd ci sono molte cose che aprezzo nei tuoi commenti, ma questa volta mi sento di dover criticare il tuo commento.

Che la natura sia o non sia una fata benigna non stà a noi deciderlo……….dipende da che parte la guardi.

In natura sopravvive il più adatto……..ed è tutto da dimostrare che quest’ultimo sia il più intelligente.
In natura il TEMPO ha dimensioni troppo vaste per noi esseri umani.
La natura ha i suoi obbiettivi….e non è detto che coincidano con i nostri.

Ma intanto a noi che c’è nè frega al massimo frà 100 anni non ci saremo più……..io non di sicuro, voi non lo sò !!!!!!!

Un saluto

SD

john_ludd
Scritto il 21 gennaio 2014 at 21:38

sd@finanza,

Molto tempo fa ero un romanticone, la natura bella e perfetta da una parte, l’uomo cattivo e sporcaccione dall’altra. Il solito clichè. Poi ho cambiato idea. Credo sia iniziato in Pakistan dove ero con una spedizione alpinistica. Scesi da un passo glaciale giungemmo a un villaggio di casupole di pietra, isolato per 8 mesi l’anno. Montate le tende vediamo arrivare un tipo con gli occhiali, un adulto e un bambino. Non ci mettemmo molto a capire cosa volevano. Il bambino aveva un lato del cranio gonfio che sembrava poter esplodere e aveva una febbre altissima. Un’otite così purulenta da noi è impossibile vederla. Il tipo con gli occhiali era l’addetto sanitario del villaggio (sic!!!) ma era privo di qualsiasi medicinale che noi avevamo in abbondanza. Dopo qualche dose da cavallo di antibiotici in 48 ore il bambino era in fase avanzata di guarigione. Il padre piangeva e ci abbracciava come fossimo santi. Un giorno ancora e sarebbe morto… per una banale otite. Ora per uno che vive per mestiere o per misericordia a contatto con la sofferenza questa non è certo una novità e anzi è davvero una goccia nel mare. Ma io ero e sono un privilegiato che fa quel che vuole e va dove vuole e con la sofferenza è entrato in contatto occasionalmente ed è stato abbastanza. Alla natura di noi altri non importa nulla, una volta che abbiamo trasmesso il nostro DNA il nostro compito per lei è finito. E’ lì che inizia il nostro. Possiamo usare il nostro ingegno per distruggere tutto perché vogliamo troppo, oppure per fabbricare antibiotici e quanto necessario per vivere ragionevolmente meglio. Per questa e altre ragioni poco mi importa delle sorti dell’orso polare mentre sono molto preoccupato delle sorti dell’uomo. Ciao.

sd
Scritto il 21 gennaio 2014 at 22:25

john_ludd@finanza,

John Ludd nel commovente e sicuramente reale caso che hai descritto personalmente ci vedo una natura “fata benigna”……..spero che non trovi strano il mio ragionamento.

In questo caso la “fata begnina” ha creato i pressuposti (gli elementi chimici) perche l’uomo possa produrre dei semplici antibiotici che hanno salvato la vita ad una persona ma hanno ucciso un altro essere vivente “inferiore”, che altrimenti non sarebbero esistiti.

La natura ci permette di trasmettere il nostro DNA ed anche di poter pienamente godere di molti altri anni della nosta vita….senza chiedere niente in cambio……anzi, subendone gli effetti collaterali.
In fondo, come anche tu hai scritto, dopo aver trasmesso il nostro DNA potrebbe anche farci morire….visto che non gli serviamo più. Come avrebbe potuto benissimo farci vivere 1.000 anni (ci sono animali “inferiori” praticamente immortali o tartarughe di 200-250 anni !!!!).

E si la natura è un mistero…..per gli esseri umani.

kry@finanza,

Kry, avevo già letto qualcosa sull’isola di plastica del pacifico………chissà…..sarà per questo che non mangio quasi mai pesce (pochissimo e solo se è “sicuro”) hehehehe.

SD

john_ludd
Scritto il 21 gennaio 2014 at 22:32

stanziale@finanza,

è uno dei tanti cattivi pezzi di mala informazione che girano. Si prende un argomento complesso dove non mancano gli elementi per una sana critica e ci si limita a una qualunquista sollecitazione del mal di pancia della gente con dati assurdi. Parlare di royalties in Norvegia non ha senso, le compagnie sono essenzialmente statali e i proventi finiscono in gran parte nel mega fondo sovrano norvegese che vale ormai 3 volte il PIL. In tutti i grandi paesi produttori ed esportatori netti, le compagnie sono dello stato e l’entità delle riserve un discusso segreto. Il Canada è una eccezione ma le locali compagnie pagano salato e il margine dell’olio bituminoso davvero ridotto. Dove davvero ci sono furti immani è in Angola, Nigeria etc e in tutti quei paesi deboli dove lo stato non esiste. Infine che l’industria del petrolio non abbia portato una grande ricchezza lo dimostra il Venezuela, l’Iran, l’Iraq etc… Davvero la Norvegia è un’eccezione e il Canada produce molto altro oltre che il petrolio. In generale l’industria estrattiva è ormai morente. Costi di esplorazione e estrazioni troppo alti, le ex 7 sorelle avrebbero necessità di un prezzo del brent ben superiore a quello attuale per avere i flussi di cassa del passato. Infatti, la più ricca, Exxon, è più una gas company che una oil ormai company avendo puntato con successo sul gas prima degli altri. Quanto resta (ed è ancora molto) è nelle mani di Putin e degli sceicchi, i nostri nuovi padroni.

dostojevsky
Scritto il 21 gennaio 2014 at 23:24

john_ludd@finanza,

innanzitutto ringrazio john per essere tornato a scrivere da qualche tempo a questa parte, la sua presenza arricchisce sempre tantissimo la qualità del discutere su questo già prezioso blog. leggo spesso di blogger indipendenti che si chiedono se serve ancora a qualcosa scrivere (credo sia una sorta di fase obbligatoria per chiunque nella stessa posizione, probabilmente vale lo stesso per i commentatori più abituali): beh dal mio punto di vista posso dirvi che senza di voi mi sentirei sicuramente più solo (forse è meglio dire isolato).
premesso che in questa terra di nessuno ormai chiunque di buon senso se la pensa come vuole e probabilmente sono il corso della storia potrà permettersi di smentirlo condivido buona parte del pensiero di john sui destini di questa civiltà ma sono un po’ meno scettico di lui sul disfacimento generalizzato che l’attende. l’accentramento di poteri proprietà e know how che sta avvenendo sfruttando la cosiddetta crisi (mentre la società delle masse è oramai superata e bella che pronta ad essere abbandonata al suo destino) porterà ad un apparato molto forte e aggressivo e determinato a sopravvivere. questa generazione probabilmente vedrà un tracollo globale senza precedenti con grandissime fette di popolazione che scompariranno incapaci di autosostenersi o travolte da malattie, eventi climatici, guerre e carestie di ogni tipo. nell’arco di una generazione chi sta preparando il terreno oggi si troverà a decidere con molta meno pressione il destino di un’umanità fortemente ridimensionata sia numericamente che dal punto di vista delle aspirazioni (tramonto della società del consumo di massa, vittoria del consumatore attivo, in qualche modo green e totalmente addomesticato e in un certo senso cosciente). la naturale propensione degli uomini a sfaldarsi nei momenti delicati renderà sempre più difficile l’affermarsi di una forza diversa dalla mano invisibile che seppure goffamente sta dirigendo l’orchestra. in fondo non sono tanto preoccupato dei destini dell’uomo, più che altro sono angosciato dall’idea di fare parte di un nuovo mondo che si è creato grazie ad un disastro (sterminio) che ogni giorno sembra sempre più qualcosa di accuratamente preparato. chi oggi non muove un dito lo muoverà domani, quando nella confusione avrà intanto ottenuto quel che voleva senza troppi testimoni scomodi nel processo farsa di domani.
ovviamente un simile scenario rimane sempre altamente imprevedibile e questa transizione non è così scontata come ne scrivo ma così mi sembrano le cose.
detto questo ripeto i miei ringraziamenti al titolare del blog e a chi arricchisce questo blog. io (come tanti altri) sono abbastanza giovane da poter far parte del mondo di domani (se ci sarà!) e queste piccole oasi dove è ancora impossibile imparare qualcosa senza subire necessariamente un lavaggio del cervello sono sicuramente qualcosa d’importante per tutti.

paover
Scritto il 22 gennaio 2014 at 00:26

ciao Andrea,
non so se riesci a recuperare il grafico, da qualche parte ho visto un philly fed price paid-price received che dice di margini tiratissimi per il manufacturing americano e potrebbe anticipare “recessione” mentre si sentono in giro mirabilie per l’economia usa nel 2014… che ne pensi?

stanziale
Scritto il 22 gennaio 2014 at 03:53

@John Ludd. Grazie della risposta, citando i furti in Angola, Nigeria mi par di capire che ritieni che siamo una colonia nella media (meno male…), anche se di petrolio mi pare che non ne abbiamo da estrarre per molti anni (salvo teorie complottiste…).

silvio66
Scritto il 22 gennaio 2014 at 12:04

Condivido la presa di posizione di john di mettere in priorità l’uomo. Amate l’uomo e conseguentemente amerete la natura.

quesalid
Scritto il 22 gennaio 2014 at 14:59

da http://www.homefreeamerica.us/

The illusion of control and the rise of the leveraged

Illusion of Control; people with the mistaken belief that their actions are consequential.

Nassim Taleb: the best example of the Illusion of Control is Davos.

Over the past twenty years, technological change has transformed the nature of the human-built world.

The slow and stable socio-economic processes that made life predictable enough to erect huge bureaucracies and dynamic (yet stable) markets are gone. The negative feedback — time, distance, space, scale, complexity, and velocity — that mitigated the excesses of these processes and inexorably drove their outcomes to the mean, have been reversed by nearly free technologies. In their stead are positive feedback loops, greatly amplifying even the slightest action by the smallest participant. As a result, these processes are now free to careen in previously impossible directions, based on events that are imperceptible until the forensic analysis is done.

This shift towards instability poses a insoluble dilemma for the US market bureaucracy and its clones around the world. A world that isn’t based on stable processes is impossible to manage, since the processes involved won’t cooperate. Of course, the inability to produce results (as we have seen) hasn’t shaken the leadership of the system’s bureaucracies in the slightest.

This leadership still believes, from the government agency to the corporate boardroom to the SCIF, they are still able to deliver the results they are being generously paid for. In short, they are being well paid to not understand, to deny that the world has changed, and we pay the price for that.

Despite this lack of understanding of the people in charge, lots of people have recognized that the world has changed (including many of the readers of this book). A few have even found ways to take substantial advantage of this change. They have found tools and techniques that allow them to leverage the non-linearity of modern socio-economic systems. Further, many have used these tools to exploit the blindness of the those at the top of government and corporate hierarchies, to increase their fortunes.

To really understand this, let’s dive into some examples of conflicts between existing bureaucracies and people on the bleeding edge, using the new tools to exploit them:

National insecurity.
Media manipulation.
Financial fraud.

ilcuculo
Scritto il 22 gennaio 2014 at 16:59

john_ludd@finanza: Ma io ero e sono un privilegiato

… è solo una questione semantica irrilevante ma le parole hanno un loro peso.

Io definisco quelli di noi che hanno avuto più opportunità come “fortunati” e non come “privilegiati”

Il privilegio ha una connotazione negativa di chi si avvantaggia ingiustamente de illecitamente rispetto ad altri , la fortuna è nell’ordine delle cose.

quesalid
Scritto il 22 gennaio 2014 at 18:04

Attenzione: il caso Deutsche Bank non è un problema solo di Berlino. Domenica sera la più grossa banca tedesca, una potenza con una forte influenza sul governo di Angela Merkel, annuncia una perdita da 1,15 miliardi di euro nel quarto trimestre del 2013. Gli analisti si aspettavano un risultato positivo di 700 milioni. La colpa è soprattutto del calo dei ricavi del trading sui titoli a reddito fisso. E questo tipo di operazioni pesano per il 73 per cento dei ricavi del gruppo tedesco. Tradotto: il giro d’affari di Deutsche Bank è fatto per tre quarti di speculazioni sul mercato obbligazionario. Prestare denaro a interesse è diventato un affare marginale.

Lo schema pubblicato ieri dal Financial Times era inquietante: per le principali banche crollano i profitti da trading sull’obbligazionario e salgono in modo quasi speculare quelli sull’azionario (per Citi, per esempio, -15 da un lato e + 16 dall’altro). I capitali continuano a dirigersi verso la Borsa, dove le opportunità sono più ghiotte. Come al solito nessuno vede la bolla gonfiarsi. Eppure è così evidente: in Italia Piazza Affari è tornata ai livelli del 2011, prima della crisi dello spread, ma l’economia reale è lontanissima e i disoccupati continuano a crescere. La Borsa è di nuovo dopata, come nel 2008. Il caso Deutsche Bank ha un risvolto ancora più urgente. In questi anni di crisi le banche hanno tappato i buchi lasciati nei bilanci da titoli tossici e prestiti agli amici degli amici, in due modi: spremendo la clientela con le commissioni e facendo trading. Se queste due voci vanno in crisi, perché più di tanto non si può tartassare il correntista e perché la competizione o l’andamento del mercato riduce i margini sulla speculazione, sono guai. Soprattutto perché le banche rischiano di trovarsi ad affrontare problemi di ricavi mentre devono ancora risolvere quelli di patrimonio.

L’esame europeo in vista dell’Unione bancaria sta cominciando e l’incertezza è massima: secondo una simulazione pubblicata sul sito voxeu.org, la necessità di capitale per le banche europee oscilla, a seconda dei parametri di riferimento, tra 7,5 miliardi di euro (guardando il Core Tier 1) e i 66, 8 miliardi (considerando gli asset tangibili). Soldi che bisognerà trovare sul mercato, si spera, perché la rete di salvataggio europea da 55 miliardi è troppo debole e nascerà davvero solo tra 10 anni. Le banche più fragili sono quelle francesi. In Italia ci consoliamo dicendoci che 150 miliardi di sofferenze bancarie dimostrano la nostra severità contabile. Ma sono comunque un dato preoccupante.

Da ormai sei anni la storia è la stessa: finché le banche non fanno pulizia e non si ricapitalizzano, non ci sarà mai una vera ripresa ma soltanto una successione di bolle.

Twitter @StefanoFeltri

Il Fatto Quotidiano, 22 gennaio 2014

dorf001
Scritto il 22 gennaio 2014 at 20:21

john_ludd@finanza,

john tu scrivi : Alla natura di noi altri non importa nulla, una volta che abbiamo trasmesso il nostro DNA il nostro compito per lei è finito.

eehh no caro mio. stavolta hai torto marcio. non sempre le becchi giuste. chi ti ha detto che tu sei il risultato dei tuoi geni? no caro mio. tu/noi non lo siamo. falsissimo che noi siamo dipendendi al 100% dei nostri geni. falsissimo!!! ed è falsa pure la storia che il nucleo sia il “cervello” della cellula. casomai è la membrana che è il cervello della cellula. il dna e i geni, influenzano al massimo il 40% di ciò che siamo. il rimanente 60% lo fà l’ambiente estereno che ci circonda. ci adattiamo all’ambiente che abbiamo attorno. lo facciamo da miliardi di anni. cominciò tutto dagli organismi unicellulari e poi passò a quelli pluricellulari.

ti consiglio di leggerti il grande biologo Bruce Lipton. “la biologia delle credenze”.

arwin è tutta una cazzata. falso1 bisogna rivalutare lamarck. epure il pensiero arisotelico ci ha fatto un gran danno. pure quello da buttare. ti consiglio john di leggere 2 libri del fisico Russell Targ.

libro 1) orizzonte di speranza
libro 2) i miracoli della mente

ciao DORF

Icebergfinanza presenta: ” Viaggio attraverso la tempesta perfetta “
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